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	<title>Carlo Calenda Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 13 Dec 2023 10:04:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La rottura Azione-Italia viva e il ritorno dei cambi di gruppo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-rottura-azione-italia-viva-e-il-ritorno-dei-cambi-di-gruppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 14:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=275229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il tema dei cambi di gruppo non è stato al centro del dibattito negli ultimi mesi, ma anche nella precedente legislatura si era partiti in sordina salvo poi arrivare a diverse centinaia di riposizionamenti. Per questo è importante tenere il fenomeno sotto controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-rottura-azione-italia-viva-e-il-ritorno-dei-cambi-di-gruppo/">La rottura Azione-Italia viva e il ritorno dei cambi di gruppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La scissione avvenuta in parlamento tra <strong>Azione</strong> e <strong>Italia viva</strong> ha dato origine nelle ultime settimane a una serie di <strong>cambi di gruppo</strong>. Questo tema non è stato al centro del dibattito nell’ultimo anno per diversi motivi. In primo luogo perché non ha riguardato da vicino i gruppi della maggioranza che rimane molto solida per il momento. In seconda battuta perché, fino alla rottura tra <strong>Matteo Renzi</strong> e <strong>Carlo Calenda</strong>, il fenomeno non aveva riguardato esponenti politici di spicco. </p>



<p>C’è da dire però che anche nei primi 14 mesi della precedente legislatura i numeri furono modesti, <strong>addirittura inferiori rispetto all’attuale</strong>. Il fenomeno è poi esploso a partire dal 2019, con la caduta del primo governo Conte. </p>


<div id="la-scissione-tra-azione-e-italia-viva-in-parlamento-ha-dato-origine-a-diversi-cambi-di-gruppo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">39 </span><span style="font-weight: 400">i cambi di gruppo complessivi registrati nella XIX legislatura. </span></p>
			        </section>
		


<p>È quindi molto importante tenere sotto controllo queste dinamiche perché gli equilibri politici potrebbero variare rapidamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come cambiano gli equilibri in parlamento</h3>



<p>La rottura tra Azione è Italia viva era nota da <a href="https://pagellapolitica.it/articoli/rottura-partito-unico-azione-italia-viva" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diversi mesi</a> ma la scissione delle due forze politiche in parlamento è avvenuta solo recentemente. Ciò perché <strong>un’eventuale separazione avrebbe avuto delle conseguenze negative per entrambe</strong>.</p>



<p>In base ai regolamenti di <a href="https://www.camera.it/leg19/438?shadow_regolamento_capi=928&amp;shadow_regolamento_articoli_titolo=Articolo%2014" target="_blank" rel="noreferrer noopener">camera</a> e <a href="https://www.senato.it/istituzione/il-regolamento-del-senato/capo-iv/articolo-14-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">senato</a> attualmente in vigore infatti nessuna delle due formazioni avrebbe avuto i numeri per istituire un gruppo indipendente a Montecitorio, dov’è richiesto un minimo di <strong>20 aderenti</strong> (14 a partire dalla prossima legislatura). A palazzo Madama invece, dove la soglia è di <strong>6 senatori</strong>, solo Italia viva ha i numeri. È stato quindi necessario trovare prima un <strong>accordo</strong> tra gli esponenti della camera e del senato e i rispettivi consigli di presidenza. Ciò al fine di garantire una rappresentanza a entrambe le formazioni.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I gruppi ricoprono un ruolo centrale non solo per i lavori in aula e nelle commissioni ma anche perché gestiscono ingenti risorse pubbliche.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-gruppi-parlamentari/">
                &#8220;Che cosa sono i gruppi parlamentari&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>A palazzo Madama, la soluzione trovata è stata che il gruppo precedentemente denominato Azione &#8211; Italia Viva &#8211; Renew Europe ha assunto la denominazione <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sgrp&amp;id=91&amp;leg=19">Italia Viva &#8211; Il Centro &#8211; Renew Europe</a> e adesso raccoglie i <strong>7 esponenti</strong> vicini a Matteo Renzi. I senatori di <strong>Azione</strong> invece,<strong> 4 in tutto</strong>, sono stati “costretti” a trasferirsi nel <strong>misto</strong>, non avendo i numeri per istituire un nuovo gruppo. Qui, è stata autorizzata la nascita di una <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Gruppi/00000009.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">componente autonoma</a>. I suoi appartenenti però non hanno ottenuto <strong>nessuna posizione di rilievo all’interno del misto</strong> (presidente, vice presidente o tesoriere).</p>



<p>Alla camera invece la <a href="https://www.camera.it/leg19/824?tipo=A&amp;anno=2023&amp;mese=11&amp;giorno=15&amp;view=filtered_scheda_bic&amp;commissione=15#data.20231115.com15.allegati.all00010" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giunta per il regolamento ha autorizzato</a> la creazione in deroga di due realtà indipendenti. Formalmente il “vecchio” gruppo lo ha ereditato Azione, ha assunto la denominazione <a href="https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=Deputati&amp;tipoDoc=gruppo&amp;idlegislatura=19&amp;shadow_gruppi_parlamentari=4212&amp;shadow_gruppi_misti=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Azione &#8211; Popolari europeisti riformatori &#8211; Renew Europe</a> e adesso conta 12 aderenti. I 9 esponenti renziani si sono invece spostati in una nuova formazione che ha adottato lo stesso nome di quella del senato.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-senato-azione-e-confluita-nel-gruppo-misto/">Al senato Azione è confluita nel gruppo misto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-senato-azione-e-confluita-nel-gruppo-misto/">La composizione del parlamento a seguito della scissione tra Azione e Italia viva</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati parlamento                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 4 Dicembre 2023)
                                        </p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Per quanto riguarda la composizione degli altri gruppi invece possiamo osservare che alla camera il più consistente resta <strong>Fratelli d’Italia</strong> con 118 deputati. Seguono <strong>Partito Democratico</strong> (69) e <strong>Lega</strong> (66). Stessi equilibri al senato, rispettivamente con 63, 37 e 29 appartenenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cambi di gruppo, la tendenza nel tempo</h3>



<p>Come abbiamo detto, i cambi di gruppo complessivamente registrati dall’inizio della legislatura sono stati <strong>39</strong>. Un numero contenuto in confronto ai 464 verificatisi tra il marzo 2018 e il settembre del 2022. È però interessante osservare che anche <strong>i primi 14 mesi della XVIII legislatura si erano caratterizzati per un basso numero di riposizionamenti</strong>, addirittura inferiore rispetto a quello dell’attuale.</p>


<div id="strillo-testo-block_09747d216078c8bb31cff7c0c1a17202" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Dinamiche simili per i cambi di gruppo nelle ultime 2 legislature.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Le dinamiche fin qui registrate sono state <strong>molto simili</strong>. Nel primo mese ci sono stati diversi spostamenti dovuti al fatto che non tutte le forze politiche presenti in parlamento avevano i numeri per istituire dei gruppi autonomi. In questo caso le alternative fondamentalmente erano 2. O istituire una <strong>componente all’interno del gruppo misto</strong> oppure chiedere una <strong>deroga ai regolamenti</strong>. Deroga che, come abbiamo visto, spesso viene concessa.</p>



<p>Nella XVIII legislatura ci fu il caso di <strong>Liberi e uguali</strong> alla camera. Gruppo in cui confluirono tutti i deputati aderenti a quell’area politica che fino ad allora avevano fatto parte del misto. Nell’attuale legislatura casi simili hanno riguardato i gruppi di <strong>Alleanza verdi e sinistra</strong> alla camera e <strong>Noi moderati</strong> in entrambi i rami del parlamento.</p>


<div id="anche-nella-precedente-legislatura-erano-stati-pochi-nei-primi-mesi-salvo-poi-esplodere" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-primi-14-mesi-di-legislatura-i-cambi-di-gruppo-sono-stati-di-piu-che-nella-precedente/">Nei primi 14 mesi di legislatura i cambi di gruppo sono stati di più che nella precedente</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-primi-14-mesi-di-legislatura-i-cambi-di-gruppo-sono-stati-di-piu-che-nella-precedente/">I dati sull&#8217;andamento dei cambi dei gruppi nei primi 14 mesi della XVIII e della XIX legislatura</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_279299_tab3"><p>I dati relativi al senato per quanto riguarda la XIX legislatura sono aggiornati al 13 novembre 2023.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 4 Dicembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-279299"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Una volta conclusi questi aggiustamenti iniziali, il numero di cambi di gruppo è stato in effetti molto basso nei mesi successivi sia nella XVIII che nella XIX legislatura. Si parla di un <strong>massimo di 2 cambi di gruppi al mese</strong>. Un primo momento importante nella legislatura precedente fu la <strong>caduta del primo governo Conte </strong>(agosto-settembre 2019) che portò a ben <strong>51 cambi di gruppo</strong>. In quella in corso invece la scissione tra Azione e Italia viva rappresenta il primo momento importante da questo punto di vista.</p>


<div id="strillo-testo-block_d27e5a291836cf31fa251cb4d64afede" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il numero dei cambi di gruppo può dipendere anche dai risultati elettorali. </p>
			        </section>
		</div>



<p>C’è da dire che a influire in queste dinamiche sono senza dubbio anche i <strong>risultati elettorali</strong>. Nel 2018 infatti dalle urne non uscì una chiara coalizione vincitrice e ciò portò alla formazione di maggioranze eterogenee e instabili. Nel caso attuale invece la posizione del centrodestra è piuttosto solida in parlamento, almeno per ora.</p>



<p>Non è detto infatti che le cose non possano cambiare in futuro. Ad esempio in seguito ai <strong>risultati delle elezioni europee</strong> del prossimo anno che potrebbero avere delle ripercussioni anche a livello nazionale. </p>


<div id="sono-34-i-cambi-avvenuti-per-istituzione-o-scioglimento-di-gruppi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I cambi di gruppo nel dettaglio</h3>



<p>In generale si può affermare che <strong>ogni cambio di gruppo ha una motivazione politica</strong>, per cui è giusto tenere traccia di ogni spostamento. Tuttavia <strong>non sempre la decisione di modificare l&#8217;adesione a un gruppo comporta necessariamente un cambio di appartenenza politica</strong>, come nel caso della formazione o dello scioglimento di gruppi.</p>


<div id="strillo-testo-block_b5c9071ab228b9ec226e450cfe948a8a" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Non tutti i cambi di gruppo sottendono una variazione di appartenenza politica.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Rientrano in questa categoria, ad esempio, le 21 uscite registrate dal misto della camera a inizio legislatura. In questo caso i deputati sono confluiti nei neonati gruppi di <strong>Avs</strong> e <strong>Noi moderati</strong>. Da questo punto di vista, la scissione che ha caratterizzato <strong>Azione</strong> e <strong>Italia viva</strong>, che ha dato origine a <strong>9 riposizionamenti alla camera e 4 al senato</strong>, rappresenta un caso diverso. Visto che all&#8217;origine di questa separazione c&#8217;è una spaccatura politica.</p>



<p>Ci sono poi altri cambi che riguardano queste due formazioni ma che rappresentano un caso ancora diverso. E sono quelli dei senatori <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Attsen/00029293.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Enrico Borghi</a> e <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Attsen/00036409.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dafne Musolino</a>, confluiti in Azione-Iv rispettivamente dal <strong>Partito democratico</strong> e dal gruppo <strong>Per le autonomie</strong>. In seguito alla scissione, entrambi sono rimasti in Italia viva non dando origine quindi a ulteriori cambi di gruppo. Un caso simile c’è stato anche alla camera e ha riguardato l’ex ministra della famiglia <a href="https://www.camera.it/leg19/29?shadow_deputato=308244&amp;idpersona=308244&amp;idlegislatura=19" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elena Bonetti</a>. Eletta fra le file di Italia viva, ha poi scelto di passare ad Azione prima però che le due formazioni si separassero.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-34-i-cambi-avvenuti-per-nascita-o-scioglimento-di-gruppi/">Sono 34 i cambi avvenuti per nascita o scioglimento di gruppi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-34-i-cambi-avvenuti-per-nascita-o-scioglimento-di-gruppi/">Tutti i cambi di gruppo avvenuti nella XIX legislatura</a></h3>
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                                        </p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Allargando lo sguardo anche alle altre formazioni politiche incontriamo il caso di <a href="https://www.camera.it/leg19/29?shadow_deputato=308929&amp;idpersona=308929&amp;idlegislatura=19" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aboubakar Soumahoro</a>, unico parlamentare che si è reso <strong>protagonista di 2 cambi di gruppo</strong> nell’attuale legislatura. Eletto nelle file dell’Alleanza verdi e sinistra, ha prima seguito i suoi colleghi dal misto al gruppo autonomo. Successivamente ha fatto il percorso inverso a seguito delle vicende giudiziarie legate alla cooperativa gestita dalla famiglia della moglie. In questo secondo caso si può parlare di un cambio di gruppo per motivazioni politiche a tutti gli effetti. </p>



<p>Un altro caso è quello di <a href="https://www.camera.it/leg18/29?shadow_deputato=302838&amp;idpersona=302838&amp;idlegislatura=18" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michela Vittoria Brambilla</a>. Storica esponente di Forza Italia e spesso al centro delle polemiche per la <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/332687/sf_highlight/brambilla" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scarsa presenza</a> in parlamento, è stata candidata dalla coalizione di centrodestra come indipendente. Ha inizialmente aderito al gruppo misto salvo poi passare a <strong>Noi moderati</strong> a marzo di quest’anno.</p>



<p>Altro caso interessante è quello del senatore a vita <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Attsen/00030510.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carlo Rubbia</a>. A inizio legislatura infatti è stato l’<strong>unico membro di palazzo Madama a scegliere di non aderire a nessun gruppo</strong>. Una possibilità introdotta a partire da questa legislatura a seguito della <a href="https://www.openpolis.it/la-camera-iniziera-la-legislatura-senza-una-riforma-del-regolamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">revisione del regolamento</a>. In seguito però Rubbia ha deciso di modificare la propria scelta e di aderire alla componente delle <strong>minoranze linguistiche</strong> che così ha raggiunto il numero minimo di senatori necessario per costituire un gruppo autonomo. Si tratta di una prassi verificatisi anche in passato con altri ex presidenti della repubblica e senatori a vita. Il fine è quello di consentire una rappresentanza più incisiva a queste minoranze. </p>



<h3 class="wp-block-heading">I rapporti tra Azione e Italia viva, i voti ribelli</h3>



<p>La rottura tra Azione e Italia viva rappresenta quindi la variazione più significativa negli equilibri parlamentari registrata finora. Come detto la scissione dei gruppi è divenuta effettiva solo di recente ma le tensioni crescenti tra i due movimenti erano note da tempo. Tanto che lo scorso aprile il leader di Azione <strong>Carlo Calenda</strong> <a href="https://pagellapolitica.it/articoli/rottura-partito-unico-azione-italia-viva" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva annunciato</a> il naufragio del progetto di partito unico.</p>



<p>Può essere interessante quindi capire quale sia stato l’atteggiamento delle due anime del gruppo, costrette a una “convivenza forzata” per diversi mesi. Hanno portato avanti una strategia unitaria oppure ognuno è andato per la propria strada già prima dello scioglimento ufficiale? Un indicatore che ci può aiutare a capirlo è quello dei <strong>voti ribelli</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_cfe0d78e279be58bf15ceb7f90508a33" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Dopo la rottura di aprile, il numero di voti ribelli di Azione e Italia viva è aumentato. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Quelli fatti registrare dai componenti di Azione e Italia viva sono stati <strong>2.023</strong> di cui 1.405 alla camera e 618 al senato. Si tratta di <strong>valori tutto sommato contenuti</strong> se si considera che <strong>le votazioni svolte dall’inizio della legislatura sono state oltre 7mila</strong>. Inoltre si deve tenere presente che parliamo di due schieramenti politici con una chiara identità, benché simile, che si erano uniti per un mero calcolo elettorale. </p>



<p>Un primo elemento interessante riguarda il fatto che i <strong>voti ribelli sono più o meno equamente distribuiti tra le due forze politiche</strong>, con una leggera prevalenza per <strong>Azione (1.075)</strong> rispetto a <strong>Italia viva (948)</strong>. Non c’è stata quindi una chiara divisione delle due forze all’interno dei gruppi, con uno schieramento di maggioranza a dettare la linea e l’altro in costante opposizione. Più probabilmente si sono formate delle <strong>maggioranze eterogenee all&#8217;interno del gruppo</strong> a seconda del tema dibattuto in aula. </p>


<div id="dopo-la-rottura-tra-azione-e-iv-si-sono-registrati-oltre-1-600-voti-ribelli" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-la-rottura-oltre-1-600-voti-ribelli-nei-gruppi-di-azione-iv/">Dopo la rottura oltre 1.600 voti ribelli nei gruppi di Azione-Iv</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-la-rottura-oltre-1-600-voti-ribelli-nei-gruppi-di-azione-iv/">Il quadro dei &#8220;voti ribelli&#8221; compiuti da ogni appartenente ai gruppi di Azione e Italia viva prima della scissione</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_279452_tab3"><p>Un parlamentare è considerato ribelle quando esprime un voto diverso da quello del gruppo parlamentare a cui appartiene. Si tratta di un indicatore puramente quantitativo del grado di ribellione alla &#8220;disciplina&#8221; del gruppo. Come data della rottura tra le due formazioni è stata scelta redazionalmente quella del 14 aprile 2023, giorno in cui è stato annunciato il fallimento del progetto di partito unico. L&#8217;analisi si ferma all&#8217;8 novembre per il senato e al 16 novembre per la camera. Giorni in cui i gruppi si sono ufficialmente divisi nelle rispettive aule.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 4 Dicembre 2023)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-279452"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>Questo schema però è venuto meno, almeno in parte, a seguito della rottura annunciata dai due leader. <strong>Da aprile in avanti infatti si è registrata un’impennata nel numero dei voti ribelli: 1.621 in totale</strong>. Un dato molto significativo se si considera che il periodo intercorso prima e dopo la rottura è più o meno lo stesso (rispettivamente 6 e 7 mesi circa).</p>



<p>Non tutti i parlamentari però hanno effettuato lo stesso numero di ribellioni. Alcuni infatti ne hanno fatte registrare molte, altri quasi nessuna. Al primo posto da questo punto di vista troviamo <a href="https://www.camera.it/leg19/29?tipoAttivita=&amp;tipoVisAtt=&amp;shadow_deputato=307478&amp;lettera=&amp;idLegislatura=19&amp;tipoPersona=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Daniela Ruffino</a> (Azione, 145 voti ribelli), al secondo <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Attsen/00022966.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mariastella Gelmini</a> (Azione, 141) al terzo <a href="https://www.camera.it/leg19/29?tipoAttivita=&amp;tipoVisAtt=&amp;shadow_deputato=308924&amp;lettera=&amp;idLegislatura=19&amp;tipoPersona=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Naike Gruppioni</a> (Italia viva, 125). Tra i due leader è stato <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Attsen/00030110.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carlo Calenda</a> quello ad essersi attenuto meno alla linea del gruppo con 115 voti ribelli. Mentre <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Attsen/00030742.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Matteo Renzi</a> si ferma a 63.</p>



<p>Foto: Facebook &#8211; <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=769483181216137&amp;set=pb.100044633850227.-2207520000&amp;type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carlo Calenda</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-rottura-azione-italia-viva-e-il-ritorno-dei-cambi-di-gruppo/">La rottura Azione-Italia viva e il ritorno dei cambi di gruppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto sono presenti in aula i parlamentari</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quanto-i-parlamentari-sono-presenti-in-aula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 14:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=238496</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono passati 6 mesi dall'insediamento delle nuove camere. Facciamo un primo punto sul livello di partecipazione dei parlamentari. Il tasso medio di presenza in aula è abbastanza alto ma non mancano casi di assenteismo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-i-parlamentari-sono-presenti-in-aula/">Quanto sono presenti in aula i parlamentari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il tema della partecipazione degli eletti in parlamento ai lavori delle rispettive camere riscuote sempre grande attenzione agli occhi dell&#8217;opinione pubblica. Sebbene infatti l&#8217;attività politica non si svolga solamente in aula, occorre sempre ricordare che <strong>la presenza, oltre a essere prevista dai regolamenti di camera e senato, è anche un dovere connesso all&#8217;impegno che richiede l&#8217;assunzione di una carica pubblica</strong>. Chi ha ricevuto un incarico di rappresentanza da parte dei cittadini infatti, al di là del compenso garantito da risorse pubbliche, dovrebbe prendere questo ruolo con grande senso di responsabilità. </p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>I Senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/istituzione/il-regolamento-del-senato/capo-i/articolo-1-1" target="_blank">&#8211; Articolo 1 comma 2, regolamento del senato.</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Sono passati ormai 6 mesi dall&#8217;inizio della XIX legislatura e questo può essere un buon momento per fare un primo punto sul tasso di presenza di deputati e senatori. In generale, <strong>il livello medio di partecipazione in aula è abbastanza alto ma non mancano i casi di esponenti particolarmente assenteisti</strong>. Inoltre, allargando il quadro, il 21% circa degli eletti fa registrare un tasso di partecipazione inferiore al 60%. </p>


<div id="in-media-i-parlamentari-hanno-un-tasso-di-presenza-in-aula-del-75" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">75,25% </span><span style="font-weight: 400">il tasso di partecipazione medio alle votazioni del parlamento.</span></p>
			        </section>
		


<p>È particolarmente importate tenere sotto controllo questi dati almeno per due ragioni. A seguito del taglio dei parlamentari infatti una scarsa presenza in aula può comportare alcuni problemi. Da un lato, un <strong>rischio politico per la maggioranza</strong>: non avere i numeri per approvare i provvedimenti. Dall&#8217;altro, soprattutto al senato, che non siano presenti abbastanza esponenti per assicurare il corretto funzionamento dei vari organi interni (commissioni, giunte, comitati) che compongono il parlamento. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si conteggiano le presenze</h3>



<p>Per valutare il tasso di presenza in aula è possibile conteggiare la <strong>partecipazione di deputati e senatori alle varie votazioni</strong> che si svolgono nel corso della seduta. Non è detto infatti che un parlamentare sia presente per tutto il tempo. In questo modo quindi si ha un&#8217;indicazione più accurata dell&#8217;effettiva attività svolta in aula. </p>



<p>La maggior parte delle votazioni avviene in <strong>forma elettronica</strong> ed è quindi possibile recuperare i dati di ogni singolo scrutinio. Ci sono però alcune situazioni in cui il voto non è registrato, o perché segreto o perché l’aula sceglie di votare con metodi diversi da quello elettronico (ad esempio per alzata di mano). In alcuni di questi casi, i dati sono comunque messi a disposizione dalle strutture di camera e senato.</p>



<p>Quando queste informazioni non sono disponibili, per i passaggi rilevanti (come ad esempio le votazioni sulle questioni di fiducia) le abbiamo raccolte manualmente. Un&#8217;operazione di questo tipo però non è possibile per i lavori nelle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-le-commissioni-parlamentari-perche-importanti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissioni</a>. In questo caso infatti non ci sono obblighi di trasparenza. Non stiamo parlando quindi del 100% delle votazioni ma comunque le informazioni disponibili ci restituiscono un quadro sufficientemente accurato del livello di partecipazione.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.767 </span><span style="font-weight: 400">le votazioni che abbiamo monitorato dall’inizio della legislatura. Queste si dividono tra 1.043 alla camera e 724 al senato.</span></p>
			        </section>
		


<p>Prima di approfondire l&#8217;analisi infine occorre specificare che non tutte le assenze sono uguali. In alcuni casi queste sono giustificate per motivi di salute in altri ancora possono avere un significato politico. C&#8217;è poi il delicato tema delle <strong>missioni parlamentari</strong>. In questo caso il politico&nbsp;non partecipa al voto perché è occupato in altre attività&nbsp;istituzionali. Rientra in questa fattispecie ad esempio chi ricopre incarichi di governo. L&#8217;assenza del parlamentare in missione è quindi giustificata e non viene conteggiata ai fini del raggiungimento del numero legale. </p>


<div id="strillo-testo-block_26ce95c8682ce27765d0d1d98cd3a90d" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Se non adoperate correttamente, le missioni possono mascherare casi di assenteismo. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Tuttavia questo strumento negli anni ha mostrato diverse <strong>zone d&#8217;ombra</strong> nella sua applicazione. Infatti non sono solo gli esponenti del governo a poterne usufruire e non sempre sono note le motivazioni della missione. Per questo per valutare il livello di partecipazione in aula abbiamo scelto di <strong>concentrarci sulle sole presenze</strong>. Intendendo quindi sia le assenze che le missioni come &#8220;mancata partecipazione al voto&#8221; e, di conseguenza, ai lavori del parlamento. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le tendenze nei primi mesi della XIX legislatura</h3>



<p>Mediamente possiamo osservare che il tasso di partecipazione è più alto al senato rispetto alla camera. A palazzo Madama infatti la media delle presenze si attesta al <strong>78,7%</strong> mentre a Montecitorio il dato scende al <strong>74%</strong>. Ciò, tra l’altro, nonostante la presenza dei <strong>6 senatori a vita</strong> che hanno un tasso di presenza molto basso e contribuiscono quindi ad abbassare la media. Si tratta di una dinamica che <a href="https://www.openpolis.it/come-varia-il-livello-di-partecipazione-ai-lavori-delle-camere-tra-deputati-e-senatori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avevamo rilevato</a> anche nella precedente legislatura. In quel caso tale tendenza era attribuibile alla maggioranza risicata su cui in particolare il <strong>governo Conte II</strong> poteva fare affidamento in quest&#8217;aula.</p>


<div id="strillo-testo-block_64206856050f25fcf56cdef50b4652d6" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I senatori sono mediamente più presenti dei deputati. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Anche se&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-primi-100-giorni-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiamo visto</a>&nbsp;come i numeri della coalizione al governo non siano poi così solidi a palazzo Madama, la motivazione stavolta è probabilmente diversa.<strong> Il taglio dei parlamentari ha impattato maggiormente sui senatori, rimasti solamente in 200</strong>. È probabile quindi che gli esponenti di questo ramo siano portati a partecipare mediamente di più ai lavori d’aula non solo per assicurare i numeri alla maggioranza ma anche semplicemente per garantire il corretto funzionamento di tutte le strutture interne. </p>


<div id="ce-ne-sono-pero-126-con-un-tasso-inferiore-al-60-e-37-con-un-tasso-compreso-tra-lo-0-e-il-15" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Al di là di questo dato generale comunque è interessante notare che <strong>la maggioranza dei parlamentari riporta un tasso di partecipazione piuttosto elevato</strong>. In 398 infatti (253 deputati e 145 senatori) fanno registrare un livello di presenza alle votazioni compreso tra il 75% e il 100%. Ci sono però <strong>126 esponenti (circa il 21%) con un tasso di partecipazione inferiore al 60%</strong>. Addirittura troviamo 22 deputati e 15 senatori che rientrano nella fascia compresa tra lo 0% e il 15%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">37 </span>i parlamentari con un tasso di partecipazione compreso tra lo 0 e il 15%.</p>
			        </section>
		


<p>È bene specificare che tra i 126 parlamentari meno presenti, <strong>21 ricoprono incarichi di governo</strong>. Come già detto in molti casi questi, come altri parlamentari, sono considerati “in missione”. In quanto non presenti, comunque, non contribuiscono ai lavori delle camere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Leader di partito ed esponenti del governo</h3>


<div id="chi-ha-incarichi-di-governo-solitamente-ha-un-basso-tasso-di-partecipazione-tra-gli-altri-leader-i-meno-presenti-sono-berlusconi-lupi-e-calenda" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>I parlamentari che fanno parte dell’esecutivo sono 46 in totale (27 deputati e 19 senatori). Tra questi, i più presenti in aula sono il sottosegretario alle infrastrutture <strong>Tullio Ferrante</strong> (Forza Italia, 60%), il ministro della pubblica amministrazione <strong>Paolo Zangrillo</strong> (Fi, 53,5%) e la sottosegretaria alla cultura <strong>Lucia Borgonzoni</strong> (Lega, 50,3%).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">21,3% </span><span style="font-weight: 400">il tasso medio di presenza in aula dei parlamentari con incarichi di governo. </span></p>
			        </section>
		


<p>Tra i meno presenti invece il ministro degli esteri <strong>Antonio Tajani</strong> (Fi, 0,2%), il sottosegretario alle infrastrutture <strong>Edoardo Rixi</strong> (Lega, 0,3%) e quello all’economia <strong>Federico Freni</strong> (Lega, 2,5%). Da notare che anche la stessa presidente del consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> risulta eletta alla camera (Fratelli d&#8217;Italia, 1,34%). Sarebbe però insolito che chi ricopre questo ruolo partecipi alle sedute dell’aula se non per rendere conto del proprio operato come guida dell’esecutivo.</p>



<p>Un altro elemento interessante da passare in rassegna è quello della <strong>presenza in aula dei diversi leader di partito</strong>. Così come chi fa parte del governo anche gli esponenti di punta delle varie forze politiche, per motivi diversi, sono spesso impegnati fuori dalle aule per iniziative sui territori. Chiaramente in questo caso la differenza tra chi è al governo e chi all’opposizione emerge nettamente.</p>


<div id="strillo-testo-block_98e4035588177981766d0763841eceb5" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Tra i leader di partito, oltre a chi ha incarichi di governo, sono molto assenti Berlusconi, Lupi e Calenda. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Tra i più presenti in aula infatti troviamo il leader dei Verdi <strong>Angelo Bonelli</strong> (83%). Seguono quello di Sinistra italiana<strong> Nicola Fratoianni</strong> (74,5%) e quello del Movimento 5 stelle <strong>Giuseppe Conte</strong> (65,2%). La neo segretaria del Pd <strong>Elly Schlein</strong> si colloca al 53,7% mentre <strong>Matteo Renzi</strong> di Italia viva fa registrare il 41,7%. <strong>Maurizio Lupi</strong> di Noi moderati si attesta al 24%. </p>



<p>Tra i meno presenti infine troviamo il segretario della Lega <strong>Matteo Salvini</strong> (che però è anche ministro delle infrastrutture) che fa registrare un tasso di partecipazione del 14,9%. Seguono il segretario di Azione <strong>Carlo Calenda</strong> (11,2%) e il presidente di Forza Italia<strong> Silvio Berlusconi</strong> (0,55%). In entrambi i casi risulta molto elevato il dato sulle <strong>missioni</strong> (rispettivamente 77% e 89%). </p>



<h3 class="wp-block-heading">I parlamentari meno presenti in aula</h3>



<p>Detto degli esponenti principali, andiamo a vedere quali sono gli altri parlamentari che hanno partecipato di meno ai lavori dell’aula. Prima di proseguire occorre ribadire che il livello di partecipazione in questa prima fase della legislatura è stato mediamente alto. Inoltre siamo solo alle prime fasi dell’attività parlamentare. Per avere dati più solidi occorrerà aspettare ancora alcuni mesi.</p>


<div id="tra-gli-altri-nomi-noti-con-bassa-presenza-troviamo-bossi-angelucci-fascina-tremonti-e-bongiorno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_aaa6904de0fbfd7cf089d4176846551d" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Tra i parlamentari più assenti molti sono del centrodestra. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Fatte queste premesse è comunque interessante osservare che come ci sia un nutrito gruppo di parlamentari che presenta un tasso di presenza in aula particolarmente basso. E tra questi ci sono molti nomi noti anche al grande pubblico. Il deputato meno presente in assoluto è lo storico leader della Lega <strong>Umberto Bossi</strong> (0,38% di partecipazione alle votazioni) le cui precarie condizioni di salute però sono note. Troviamo poi l’imprenditore <strong>Antonio Angelucci</strong> anch’egli eletto in quota Lega (1,44%), <strong>Marta Fascina</strong> (Fi, 1,73%) e <strong>Giulio Tremonti</strong> (Fdi, 7,5% presidente della commissione esteri e spesso in missione). Rientra in questa suddivisione anche <strong>Michela Vittoria Brambilla</strong> (storica esponente di Forza Italia che ha recentemente aderito a Noi moderati) con il 24% circa di presenza alle votazioni.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/berlusconi-e-calenda-tra-i-parlamentari-meno-presenti-in-aula/">Berlusconi e Calenda tra i parlamentari meno presenti in aula</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/berlusconi-e-calenda-tra-i-parlamentari-meno-presenti-in-aula/">I 20 parlamentari con il tasso di partecipazione più basso alle votazioni svolte in aula</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_239581_tab3"><p>Dal conteggio sono stati esclusi i senatori a vita, i presidenti e vicepresidenti di camera e senato e chi ricopre incarichi di governo.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Marzo 2023)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-239581"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Al senato invece, oltre ai già citati Calenda e Berlusconi, un altro nome noto con un tasso di partecipazione modesto è quello dell’ex ministra <strong>Giulia Bongiorno</strong> (Lega, 30,4%). Anche in questo caso è molto alta la percentuale di missioni. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il livello dei partecipazione dei gruppi</h3>



<p>Un ultimo elemento da analizzare riguarda il l<strong>ivello di partecipazione ai lavori parlamentari in base al gruppo di appartenenza</strong>. In passato infatti il tema è stato spesso centrale nel dibattito pubblico ed alcuni partiti hanno fatto della lotta all’assenteismo un proprio cavallo di battaglia, da rivendicare poi anche in chiave elettorale.</p>



<p>A livello di formazioni politiche notiamo che alla camera il tasso medio di partecipazione più alto è quello del gruppo dell’<strong>Alleanza verdi e sinistra</strong> che raggiunge l’86% circa. Da notare che questa formazione conta attualmente solo 11 componenti. Nel caso di numeri così ridotti è quindi abbastanza semplice raggiungere livelli elevati di partecipazione. D’altronde basta un dato fortemente negativo in questo senso per abbassare notevolmente la media. Serve quindi l’accordo di tutti gli aderenti al gruppo (che in questo caso provengono da due forze politiche diverse) per assicurare un’alta presenza ai lavori dell’aula.</p>



<p>Il secondo gruppo per partecipazione a Montecitorio è quello del <strong>Movimento 5 stelle</strong> che supera l’80%. I pentastellati tra l’altro già nella <a href="https://www.openpolis.it/il-livello-di-partecipazione-ai-lavori-parlamentari-e-il-tema-missioni/">precedente legislatura</a> si erano distinti per un alto livello di partecipazione media. Il terzo gruppo più presente è quello del <strong>Partito democratico</strong> con il 79% circa. Agli ultimi posti troviamo invece <strong>Forza Italia</strong> (65%) e <strong>Noi moderati</strong> (63%).</p>


<div id="a-livello-di-gruppi-i-piu-presenti-sono-alleanza-verdi-sinistra-movimento-5-stelle-e-partito-democratico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-esponenti-di-avs-e-m5s-tra-i-piu-presenti-in-aula/">Gli esponenti di Avs e M5s tra i più presenti in aula</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-esponenti-di-avs-e-m5s-tra-i-piu-presenti-in-aula/">Il livello medio di presenze alle votazioni in aula, assenze e missioni dei gruppi parlamentari.</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_239511_tab3"><p>Nel grafico è riportato il dato medio di presenza alle votazioni in aula dei gruppi parlamentari. Si è scelto di riportare anche i dati relativi alle percentuali di assenze e missioni per far vedere in particolare come queste ultime influiscano sul livello di partecipazione dei vari gruppi. L&#8217;istituto della missione prevede che l&#8217;assenza in aula del parlamentare sia giustificata e non rilevi ai fini raggiungimento del numero legale. Tuttavia ai fini pratici si tratta comunque di una mancata partecipazione ai lavori a tutti gli effetti.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Marzo 2023)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-239511"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-239511" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/gli-esponenti-di-avs-e-m5s-tra-i-piu-presenti-in-aula/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Come abbiamo visto in precedenza, il livello medio di partecipazione al senato è più alto rispetto a quello della camera. <strong>Se però consideriamo le performance dei diversi gruppi notiamo che in questo ramo ci sono delle differenze più marcate</strong>. Il gruppo più presente infatti è quello del <strong>Movimento 5 stelle</strong> che raggiunge l’87% di partecipazione alle votazioni. Tra i gruppi più presenti inoltre troviamo il <strong>Pd</strong> (84%) e <strong>Fratelli d’Italia</strong> (81,6%). All’ultimo posto invece troviamo il <strong>gruppo misto</strong> che non raggiunge il 50%. I suoi 7 membri infatti si fermano al 45%.</p>



<p>In questo caso è interessante notare che nel misto del senato sono presenti anche gli esponenti di <strong>Avs</strong> che non hanno raggiunto il numero minimo di aderenti per formare un gruppo autonomo. Qui però pesa la presenza nel gruppo di 3 senatori a vita (Mario Monti, Renzo Piano e Liliana Segre) che per motivi legati all’età, allo stato di salute o a impegni professionali, hanno un basso tasso di partecipazione. Infatti considerando singolarmente gli esponenti di Avs notiamo che il loro livello di presenza, in particolare quello di <strong>Aurora Floridia</strong> (91,57%) e di <strong>Giuseppe De Cristofaro</strong> (89,50%), è in linea con quello dei loro colleghi della camera.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=744097533754702&amp;set=pb.100044633850227.-2207520000.&amp;type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook &#8211; Carlo Calenda</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-i-parlamentari-sono-presenti-in-aula/">Quanto sono presenti in aula i parlamentari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I candidati e le pluricandidature per il nuovo parlamento</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/i-candidati-e-le-pluricandidature-per-il-nuovo-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 13:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=207247</guid>

					<description><![CDATA[<p>Openpolis ha indagato nome per nome i candidati e le candidate al nuovo parlamento. Un’analisi di chi si propone a guidare il paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-candidati-e-le-pluricandidature-per-il-nuovo-parlamento/">I candidati e le pluricandidature per il nuovo parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il prossimo fine settimana gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo parlamento</strong>. Aule in cui per la prima volta saranno elette 600 persone, <strong>400 alla camera e 200 al senato</strong>, in virtù della riforma con cui è stato ridotto il numero dei parlamentari.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/le-prime-elezioni-dopo-il-taglio-dei-parlamentari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le prime elezioni dopo il taglio dei parlamentari.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>La legge elettorale che sarà utilizzata non è nuova. Pur avendo subito alcune modifiche necessarie ad adattarla al ridotto numero di parlamentari, è già stata usata per eleggere lo scorso parlamento. In ogni caso si tratta di una legge abbastanza complessa nei suoi meccanismi, sia generali che specifici.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		La legge elettorale prevede che siano assegnati con sistema uninominale 3/8 dei seggi mentre i restanti sono attribuiti con sistema proporzionale.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-legge-elettorale-nota-come-rosatellum/">
                "Come funziona la legge elettorale nota come rosatellum"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Anche per questo <strong>approfondire come i diversi partiti e le diverse coalizioni hanno selezionato i propri candidati può essere utile per esprimere un voto consapevole</strong>.</p>
<h3>Candidati e pluricandidati</h3>
<p>Come accennato dunque i seggi presenti in parlamento sono 400 alla camera e 200 al senato. Questo però non vuol dire che ciascuna lista debba presentare 600 candidature, anzi. <strong>I partiti</strong> che si sono presentati da soli, senza apparentamenti per le candidature uninominali, <strong>hanno indicato complessivamente sulle schede circa 500 candidature.</strong></p>
<p>Considerando invece le coalizioni, il numero di candidature è ovviamente più alto perché a quelle uninominali in comune si sommano quelle plurinominali di ciascuna lista.</p>
<p>Ma <strong>candidature e candidati non sono la stessa cosa</strong>. Infatti <strong>se complessivamente le candidature sono 6.347</strong> (di cui 4.195 alla camera e 2.152 al senato) il numero dei candidati è inferiore, visto che 1.059 di questi si presentano in più collegi.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">4.746 </span>è il numero di candidati e candidate alle elezioni politiche del 25 settembre 2022.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Un fenomeno, quello delle pluricandidature, presente in tutte le liste e tutte le coalizioni, se pur in misura diversa.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/candidature-e-candidati-effettivi-per-il-nuovo-parlamento/">Candidature e candidati effettivi per il nuovo parlamento</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/candidature-e-candidati-effettivi-per-il-nuovo-parlamento/">Le coalizioni e le liste che si sono presentate da sole alle elezioni per numero di candidature espresse e di candidati che concorrono effettivamente</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/candidature-e-candidati-effettivi-per-il-nuovo-parlamento/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/candidature-e-candidati-effettivi-per-il-nuovo-parlamento.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/candidature-e-candidati-effettivi-per-il-nuovo-parlamento/">Candidature e candidati effettivi per il nuovo parlamento - Le coalizioni e le liste che si sono presentate da sole alle elezioni per numero di candidature espresse e di candidati che concorrono effettivamente</a></div>
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			        			                                <div id="chart_207259_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_207259_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_207259_tab3"><p>Sono considerate il numero di candidature e il numero di candidati delle due coalizioni elettorali oltre che delle prime 4 liste per numero di candidature tra quelle non coalizzate. Sono considerate coalizzate nel centro-destra le liste: Fratelli d&#8217;Italia, Lega, Noi Moderati, &#8216;Forza Italia e Lega &#8211; Forza Italia &#8211; Fratelli d&#8217;Italia&#8217; solo per la circoscrizione estero. Sono considerate coalizzate nel centro-sinistra le liste: Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa, Impegno civico, Campobase (solo nella provincia autonoma di Trento), &#8216;Vallée D’Aoste – Autonomie progrès fédéralisme&#8217; (solo in Valle d&#8217;Aosta).</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'Interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-207259"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-207259" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>D'altronde la legge prevede espressamente questa possibilità. <strong>Infatti, si può arrivare fino a un massimo di 6 candidature, 5 al proporzionale più una all’uninominale.</strong></p>
<p>Considerando oltre alle coalizioni le 4 liste che hanno presentato più candidature, quella che mantiene il <strong>rapporto più alto tra candidati e candidature è Unione popolare con l'87,8%</strong>, mentre quella in cui questo rapporto è p<strong>iù basso è Italexit con il 71,3%</strong>.</p>
<p>Certo <strong>per le liste minori</strong>, in cui la sfida principale consiste nel raggiungere la soglia di sbarramento per entrare in parlamento, <strong>le pluricandidature hanno un significato molto diverso rispetto a formazioni maggiori</strong> come il <strong>Movimento 5 stelle</strong> (<strong>74,5%</strong> con un totale di 125 pluricandidati), Azione-Italia Viva (<strong>79,4%</strong> con un totale di 70 pluricandidati) o a maggior ragione le due principali coalizioni.</p>
<h3>Le pluricandidature nelle coalizioni</h3>
<p>Considerando invece le coalizioni si può notare come il <strong>centro-sinistra</strong> abbia un <strong>rapporto candidati/candidature più basso</strong> (<strong>71,7%</strong> con un totale di 193 pluricandidati) <strong>rispetto al centro-destra</strong> (<strong>80,5%</strong> con un totale di 149 pluricandidati). Guardando poi alle diverse lise che compongono le coalizioni emergono però molte differenze.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-destra/">Le pluricandidature nelle liste di centro-destra</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-destra/">Le liste della coalizione di centro-destra per numero di candidature espresse e di candidati che concorrono effettivamente</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-destra/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-destra.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-destra/">Le pluricandidature nelle liste di centro-destra - Le liste della coalizione di centro-destra per numero di candidature espresse e di candidati che concorrono effettivamente</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_207350_tab3"><p>Sono considerate il numero di candidature e il numero di candidati del centro-destra divisi per lista elettorale. A coloro che sono candidati sia per un seggio plurinominale che per un seggio uninominale è stata attribuita la lista elettorale corrispondente alla candidatura plurinominale. Coloro che invece sono candidati esclusivamente in un collegio uninominale sono compresi nell&#8217;apposita categoria &#8216;Cdx candidati solo all&#8217;uninominale&#8217;. Nella circoscrizione estero infine Fratelli d&#8217;Italia, Forza Italia e Lega si sono presentati uniti e i candidati sono indicati nella categoria &#8216;Cdx lista estero&#8217;.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 16 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-destra.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-207350"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Nel centro-destra è in particolare Fratelli d'Italia ad esprimere molte pluricandidature.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Nel centro-destra Fratelli d'Italia (FdI) esprime un numero di pluricandidature nettamente più alto rispetto ai suoi alleati</strong> (<strong>55 pluricandidati</strong>) raggiungendo un rapporto candidati/candidature di appena il <strong>68,63%</strong>. Decisamente più basso rispetto alla media della coalizione. <strong>Valori simili invece si rilevano per Forza Italia e Lega</strong>. <strong>La prima infatti propone 34 pluricandidati con un rapporto pari al 78,33%</strong>. <strong>La seconda invece propone 39 pluricandidati con un rapporto pari al 77,24%</strong>. <strong>Meno candidati multipli presenta invece la lista Noi moderati</strong> (21 con un rapporto pari all'89,7%).</p>
<p>Guardando al centro-sinistra invece si rileva come sia il <strong>Partito democratico (Pd) che l'alleanza Verdi - Sinistra italiana hanno un numero piuttosto contenuto di pluricandidature</strong>. Il Pd infatti conta <strong>40 pluricandidati con un rapporto candidati/candidature dell'87,7%. Sinistra Italiana e Verdi invece contano appena 25 pluricandidati con un rapporto dell'84,7%.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-sinistra/">Le pluricandidature nelle liste di centro-sinistra</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-sinistra/">Le liste della coalizione di centro-sinistra per numero di candidature espresse e di candidati che concorrono effettivamente</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_207365_tab3"><p>Sono considerate il numero di candidature e il numero di candidati del centro-sinistra divisi per lista elettorale. A coloro che sono candidati sia per un seggio plurinominale che per un seggio uninominale è stata attribuita la lista elettorale corrispondente alla candidatura plurinominale. Coloro che invece sono candidati esclusivamente in un collegio uninominale sono compresi nell’apposita categoria ‘Csx candidati solo all’uninominale’. Non si è tenuto conto della candidatura, nella provincia autonoma di Trento, di Donatella Conzatti la quale è candidata all&#8217;uninominale in un collegio in coalizione con il centro-sinistra e al proporzionale con la lista Azione &#8211; Italia viva.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 19 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/le-pluricandidature-nelle-liste-di-centro-sinistra.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-207365"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-207365" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>A sbilanciare la coalizione sul numero di candidature multiple sono invece +Europa e Impegno civico</strong>. Il partito di Emma Bonino infatti esprime 5<strong>7 pluricandidati e un rapporto candidati/candidature del 58,6%</strong>. <strong>La lista guidata da Luigi Di Maio invece di pluricandidati ne conta 71 con un rapporto pari al 37,5%</strong>.</p>
<h3>Non tutte le pluricandidature sono uguali</h3>
<p><strong>Ma essere pluricandidati può assumere un valore molto diverso da vari punti di vista, primo tra tutti il numero di candidature.</strong> Come accennato all'inizio ciascun esponente può essere candidato al massimo 6 volte, una all'uninominale e fino a 5 nel plurinominale.</p>
<p><strong>Un caso specifico ad esempio riguarda quegli esponenti che sono candidati una sola volta in entrambi i tipi di collegio, uninominale e proporzionale.</strong> Tecnicamente anche queste sono pluricandidature. Tuttavia <strong>essere candidati in un collegio uninominale in cui difficilmente si può sperare di ottenere il maggior numero di voti significa la quasi certezza di non essere eletti.</strong></p>
<p>Replicando quella candidatura anche in un collegio plurinominale dunque si fornisce al candidato qualche possibilità in più. Il raggiungimento dell’obiettivo dipende poi anche dalla posizione in cui si è inseriti nel listino proporzionale, oltre che ovviamente dal numero dei voti ricevuti dalla lista.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-candidati-in-un-collegio-uninominale-e-in-uno-plurinominale/">I candidati in un collegio uninominale e in uno plurinominale</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-candidati-in-un-collegio-uninominale-e-in-uno-plurinominale/">Le liste elettorali per numero di esponenti che si sono candidati in un collegio uninominale e in un solo collegio plurinominale</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 16 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/i-candidati-in-un-collegio-uninominale-e-in-uno-plurinominale.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-207406"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-207406" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Non a caso questo tipo di pluricandidatura coinvolge in particolare quelle forze che non sono riunite all'interno di una coalizione</strong>. Tra queste <strong>in particolare è il Movimento 5</strong> stelle ad aver adottato questo tipo di strategia più di frequente.</p>
<p><strong>Molto diverso invece è il caso in cui una persona sia inserita in 2 listini proporzionali, piuttosto che 3, 4 o addirittura 5 aggiungendoci poi magari anche una candidatura uninominale.</strong> Anche in questi casi non si può generalizzare assumendo che siano tutte candidature blindate.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6 </span>candidature, una all'uninominale e 5 al proporzionale. È il numero massimo di pluricandidature ammesse.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Inoltre il senso delle pluricandidature può variare in modo significativo. <strong>In alcuni casi infatti si tratta del tentativo, da pare delle segreterie di partito, di rendere il più sicura possibile l'elezione di alcuni esponenti</strong>. <strong>In altri invece la volontà è quella di presentare nel maggior numero di collegi possibile un nome forte</strong>, in grado di attrarre un maggior numero di preferenze.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi sono candidati in 6 collegi, il massimo possibile.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Per quanto riguarda il centro-destra, come abbiamo già visto, è Fratelli d'Italia a presentare la maggior parte delle pluricandidature. E questo sia per coloro che sono candidati in 2 o 3 collegi, sia per coloro che si presentano in ancora più collegi. <strong>Sono ad esempio in 7 gli esponenti di Fdi con 4 candidature, 2 quelli con 5 candidature e 3 quelli con 6 candidature</strong>. <strong>Tra questi ultimi ovviamente anche la leader del partito Giorgia Meloni.</strong></p>
<p><strong>Ma anche nelle altre formazioni di centro-destra non mancano esponenti candidati 6 volte</strong>. <strong>Per Forza Italia si tratta di Sivio Berlusconi e di Marta Fascina</strong>. <strong>Per la Lega e Noi moderati invece non si tratta dei leader di partito</strong>.<strong> Salvini infatti è candidato 4 volte tutte come capolista in collegi plurinominali. Maurizio Lupi invece è candidato solo in un seggio uninominale e in uno plurinominale</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pluricandidature-e-candidati-blindati/">Pluricandidature e candidati blindati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pluricandidature-e-candidati-blindati/">Le liste e gli esponenti per numero di pluricandidature nei collegi elettorali</a></h3>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_207385_tab3"><p>Sono considerate le liste appartenenti alle due coalizioni elettorali oltre che delle prime 4 liste per numero di candidature tra quelle non coalizzate. A coloro che sono candidati per un seggio uninominale all&#8217;interno di una coalizione ma che al contempo si candidano anche in uno o più collegi plurinominali è stata attribuita la lista elettorale corrispondente alla candidatura plurinominale. Per ciascuna lista è indicato il numero di esponenti candidati in 2 collegi plurinominali, oppure in 3, 4, 5 o 6 collegi plurinominale e/o uninominali. Sono considerate coalizzate nel centro-destra le liste: Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, ‘Forza Italia e Lega – Forza Italia – Fratelli d’Italia’ solo per la circoscrizione estero. Sono considerate coalizzate nel centro-sinistra le liste: Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa, Impegno civico, Campobase (solo nella provincia autonoma di Trento), ‘Vallée D’Aoste – Autonomie progrès fédéralisme’ (solo in Valle d’Aosta).</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 16 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/pluricandidature-e-candidati-blindati.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-207385"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-207385" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Per il centro-sinistra invece, come abbiamo visto, sono soprattutto Impegno civico e +Europa ad esprimere molte pluricandidature. Nel primo caso, ad essere candidati 6 volte sono i due leader della formazione, ovvero Luigi Di Maio e Bruno Tabacci</strong>. Ma oltre a questi sono poi in diverse ad aver avuto 4 o 5 candidature. Quanto a <strong>+Europa invece gli esponenti candidati 6 volte sono addirittura 7 e tra questi si trovano Emma Bonino, Benedetto della Vedova e Riccardo Magi.</strong></p>
<p><strong>Verdi e Sinistra Italiana invece non hanno esponenti candidati 6 volte.</strong> In 2 hanno ricevuto 5 candidature, ma non si tratta dei leader di partito quanto piuttosto di <strong>Aboubakar Soumahoro e Ilaria Cucchi</strong> entrambi candidati in un collegio uninominale e in 4 proporzionali. I leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni invece sono candidati rispettivamente in 3 e 4 collegi.</p>
<p>Quanto al <strong>Partito democratico si tratta dell'unica formazione tra quelle analizzate a non aver candidato più di 3 volte nessun esponente politico</strong>.<strong> Lo stesso segretario Enrico Letta in effetti è candidato come capolista solo in 2 collegi proporzionali.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Tutti i leader di partito sono candidati in più di un collegio.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Nelle liste del <strong>Movimento 5 stelle</strong>, come abbiamo visto, sono frequenti i casi in cui una stessa persona è candidata a un unionominale e a un proporzionale. Allo stesso tempo però <strong>non sono molti gli altri casi di pluricandidature</strong>. Non risultano ad esempio esponenti candidati 6 volte. <strong>Cinque candidature invece sono state attribuite sia al capo politico Giuseppe Conte, sia all'ex sindaca di Torino Chiara Appendino.</strong></p>
<p><strong>Quanto alla lista Azione - Italia Viva invece solo Mara Carfagna è stata candidata 6 volte</strong>. Mariastella Gelmini e Carlo calenda invece hanno 5 candidature ciascuno, mentre Matteo Renzi 4.</p>
<p><strong>In Unione popolare 6 candidature sono state attribuite solo al leader Luigi De Magistris</strong>. Infine <strong>Italexit presenta in 6 collegi Nunzia Alessandra Schilirò</strong>, nota esponente no green pass, e in 5 il leader del partito Gianluigi Paragone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tutti-i-candidati-alle-elezioni-politiche-2022/">Tutti i candidati alle elezioni politiche 2022</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tutti-i-candidati-alle-elezioni-politiche-2022/">I candidati alle elezioni per il rinnovo della camera dei deputati e del senato della repubblica</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: domenica 18 Settembre 2022)
                                        </p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Foto: </strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/persone-documento-interni-registra-7103201/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Edmond Dantès</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-candidati-e-le-pluricandidature-per-il-nuovo-parlamento/">I candidati e le pluricandidature per il nuovo parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa dicono i programmi elettorali sul Pnrr</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cosa-dicono-i-programmi-elettorali-sul-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=205946</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra chi vede il piano come la “stella polare” e chi invece vuole cambiarlo, vediamo quali sono le posizioni delle principali forze politiche in campo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-dicono-i-programmi-elettorali-sul-pnrr/">Cosa dicono i programmi elettorali sul Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i temi al centro del dibattito in questa campagna elettorale vi è certamente quello della gestione futura del <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pnrr-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piano nazionale di ripresa e resilienza</a> (Pnrr). Il piano che, nell’ambito della strategia europea <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-next-generation-eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Next generation Eu</a>, porterà in Italia nei prossimi anni oltre 190 miliardi di euro. Ma cosa dicono i programmi delle principali forze in campo? La posizione che finora ha destato più scalpore è certamente quella di <strong>Giorgia Meloni</strong> e più in generale della coalizione di centrodestra. La leader di Fratelli d’Italia infatti ha apertamente parlato della possibilità di <strong>rivedere le misure contenute nel piano</strong>, pur nel rispetto dei regolamenti europei.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Non può essere una eresia dire che il Pnrr può essere perfezionato: è previsto nella norma</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/09/04/meloni-il-pnrr-si-puo-perfezionare.-salvini-scostamento-e-scudo-europeo_db1e5b46-1dbe-4371-b655-5ee36f6529c0.html#:~:text=%22non%20pu%C3%B2%20essere%20una%20eresia%20dire%20che%20il%20Pnrr%20non%20pu%C3%B2%20essere%20perfezionato%3A%20%C3%A8%20previsto%20nella%20norma%22." target="_blank">- Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. 5 settembre 2022</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Quella di Meloni tuttavia non è l’unica posizione di questo tono. Anche <strong>Lega</strong> e <strong>Forza Italia</strong>, che pure hanno fatto parte della maggioranza che ha sostenuto il governo Draghi, aprono (anche se con sfumature leggermente diverse) alla possibilità di modificare il Pnrr in virtù delle <strong>mutate situazioni geopolitiche</strong> globali.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Cosa sono milestone e target del Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Posizioni simili inoltre si trovano anche al di fuori del centrodestra. Il <strong>M5s di Giuseppe Conte</strong> ad esempio propone la possibilità di posticipare le <a href="https://openpnrr.it/scadenze/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scadenze</a> previste. Critiche all’impostazione del piano infine arrivano dalla lista composta dai <strong>Verdi e Sinistra italiana</strong> &#8211; alleata del Partito democratico &#8211; che parla apertamente di una revisione massiccia del Pnrr, con particolare riferimento a un <strong>aumento delle risorse dedicate ai temi ambientali</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
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</div>
</div></p>
<h3>Il centrodestra</h3>
<p>Tutte le forze politiche candidate alle elezioni del prossimo 25 settembre hanno dovuto depositare il proprio programma presso il ministero dell’interno. I documenti presentati sono quindi consultabili sull’apposito <a href="https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022" target="_blank" rel="noopener noreferrer">portale</a> creato dal Viminale. Per quanto riguarda il centrodestra, un primo elemento degno di nota riguarda il fatto che seppure tutti i partiti che lo compongono (Fratelli d&#8217;Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati) abbiano depositato simbolo e programma singolarmente, quest’ultimo è identico per tutti.</p>
<p>L’“Accordo quadro di programma per un governo di centrodestra” contiene una specifica sezione dedicata al Pnrr. Come primo elemento si parla di “pieno utilizzo dei fondi del Pnrr, colmando gli attuali ritardi di attuazione”. Si afferma poi la volontà di un <strong>efficientamento dell’utilizzo dei fondi europei, con riferimento all’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime</strong> e di <strong>garantire la piena attuazione delle misure previste per il sud e le aree depresse</strong> del paese.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il centrodestra punta a cambiare il Pnrr in virtù delle mutate condizioni globali.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Già questo è un primo elemento interessante. <a href="https://www.openpolis.it/il-rispetto-della-quota-del-pnrr-per-il-sud-rivela-molte-criticita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Abbiamo raccontato</a> infatti che per molte misure, <strong>i soggetti responsabili non sono stati in grado finora di far rispettare la clausola che prevede almeno il 40% delle risorse riservate alle regioni del mezzogiorno</strong>. Da questo punto di vista proprio i <a href="https://www.openpolis.it/i-ministri-della-lega-non-indirizzano-abbastanza-risorse-del-pnrr-al-sud/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ministeri a guida leghista</a> si sono dimostrati maggiormente in difficoltà. Di contro però va evidenziata la buona performance dei tre ministeri senza portafoglio guidati dagli ex esponenti di Forza Italia <strong>Mara Carfagna</strong>, <strong>Mariastella Gelmini</strong> e <strong>Renato Brunetta</strong> (poi passati ad Azione). Da sottolineare inoltre che anche i dicasteri a guida di <a href="https://www.openpolis.it/il-centro-sinistra-manca-lobiettivo-del-40-delle-risorse-del-pnrr-al-sud/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">centrosinistra</a> sono incappati nelle stesse difficoltà.</p>
<p>Ma l’elemento del programma che ha scatenato un acceso dibattito è quello relativo alla possibilità di modificare i contenuti del piano.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Accordo con la commissione europea, così come previsto dai regolamenti europei, per la revisione del Pnrr in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/trasparenza/POLITICHE_20220925/Documenti/48/(48_progr_2_)-programma.pdf" target="_blank">- Per l’Italia, accordo quadro di programma per un governo di centrodestra</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Cosa si intenda esattamente con questa frase però non è chiarissimo. Le idee all’interno dello schieramento, in base alle dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane, appaiono essere leggermente diverse. La posizione della <a href="https://www.repubblica.it/politica/2022/09/04/news/pnrr_destra_modifiche-364115679/#:~:text=Non%20%C3%A8%20che%20%C3%A8%20un%20capriccio%20cambiare%20il%20Pnrr%20%2D%20afferma%20l%27ex%20presidente%20della%20Commissione%20Finanze%20Claudio%20Borghi%20%2D%20La%20voce%20mutata%20delle%20materie%20prime%20rende%20irrealizzabili%20le%20opere%20gi%C3%A0%20inserite%20fra%20quelle%20finanziabili%22." target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lega</a> ad esempio è quella di rinegoziare il piano in virtù dell’<strong>aumento del costo delle materie prime</strong>. Che renderebbe di fatto irrealizzabili le opere già inserite fra quelle finanziabili. In questo caso il riferimento potrebbe essere interpretato più nella direzione della possibilità di rimodulare le scadenze previste dal Pnrr in ragione di <strong>ostacoli oggettivi</strong> che ne impediscono il raggiungimento nei tempi previsti.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Nei casi in cui alcuni milestone o target risultino impossibili da raggiungere per condizioni oggettive, i governi nazionali hanno la possibilità di presentare una versione rivista dei rispettivi Pnrr.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-lue-verifica-lattuazione-dei-pnrr-negli-stati-membri/">
                "Come l&#8217;Ue verifica l&#8217;attuazione dei Pnrr negli stati membri"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Singolare infine la posizione di <strong>Forza Italia</strong> che parrebbe prospettare la possibilità di mantenere le risorse già assegnate ai singoli territori ma rivedendo come usarli.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È necessaria una certa flessibilità (&#8230;) quando il Piano è stato ideato non sapevamo dove sarebbero cadute le macerie. Poi sono arrivate anche quelle della guerra. Ed ora, se serve, si può pure rinunciare ad un progetto, nel caso fosse necessario, e spostare le stesse risorse su un altro investimento, sempre nella stessa area. Può darsi che in una località, giusto per dirne una, sia più urgente realizzare la rete idrica che quella telematica. Perché non poterlo fare?</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/politica/22_agosto_28/tajani-garantisco-io-pnrr-40percento-andra-sud-ma-flessibilita-progetti-b92b905c-269b-11ed-9e7c-94639f771698.shtml" target="_blank">- Antonio Tajani, vice presidente e coordinatore di Forza Italia. Corriere del mezzogiorno, 28 agosto 202</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Un ultimo elemento degno di nota per quanto riguarda il programma del centrodestra è quello legato al tema delle <strong>riforme previste dal Pnrr</strong>. Anch’esse devono essere completate rispettando un rigido cronoprogramma. In caso contrario il nostro paese rischierebbe di perdere i fondi assegnati. Tra i <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/salvini-apre-fronte-balneari-decreto-prossimo-governo-AEaF8pvB" target="_blank" rel="noopener noreferrer">temi più scottanti per il centrodestra</a> &#8211; e per il proprio elettorato &#8211; vi sono in particolare la <a href="https://openpnrr.it/misure/401/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma della giustizia</a> e la <a href="https://openpnrr.it/misure/58/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge annuale della concorrenza</a>. Riforme il cui iter è già stato avviato.</p>
<p>Nei casi citati infatti sono state approvate alcune <strong>leggi delega</strong>. Una per la riforma del <a href="https://openpnrr.it/misure/36/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">processo civile</a>, una per il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/54303/sf_highlight/processo+penale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">processo penale</a>, e una per la <a href="https://openpnrr.it/misure/58/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">concorrenza</a>. Nei prossimi mesi il nuovo governo dovrebbe quindi pubblicare diversi decreti legislativi, attesi entro la fine dell’anno, per normare queste materie. La cornice però sarebbe quella delineata dalla legge già approvata dal parlamento uscente.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-legge-delega-e-decreto-legislativo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br><strong>Cosa sono legge delega e decreto legislativo</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Da questo punto di vista occorre ricordare che <strong>ogni stato è libero di fare le scelte che ritiene più opportune</strong> purché si raggiungano gli obiettivi contenuti nelle <a href="https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/economic-and-fiscal-policy-coordination/eu-economic-governance-monitoring-prevention-correction/european-semester/european-semester-timeline/spring-package_it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raccomandazioni</a> della commissione europea del 2019 e 2020. Tuttavia <strong>una revisione delle riforme comporterebbe necessariamente un allungamento dei tempi, con impossibilità di rispettare le scadenze</strong>. Anche da qui, probabilmente, la necessità di ridiscutere il Pnrr con le istituzioni europee.</p>
<h3>Il centrosinistra</h3>
<p>Se all’interno della coalizione di centrodestra le posizioni non sono propriamente convergenti sul Pnrr, al netto di quanto descritto nel programma, la situazione è ancora più complessa nel centrosinistra. In questo caso infatti <strong>Partito democratico, Più Europa e Sinistra italiana-Verdi hanno presentato 3 programmi diversi</strong> e con posizioni distinte. In particolare quello della <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/trasparenza/POLITICHE_20220925/Documenti/65/(65_progr_2_)-programma_di_alleanza_verdi_e_sinistra_in_pdfa.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">componente sinistra</a> della coalizione appare molto critico nei confronti dell’attuale impostazione.</p>
<p>Un primo elemento degno di nota riguarda la necessità di una <strong>maggiore partecipazione civica nella definizione delle misure così come della loro esecuzione</strong>. Nel programma di Si/V questo passaggio è riferito in particolare al tema dell’università e della ricerca. Si tratta dell’unico programma presentato, tra le forze politiche principali, a contenere un elemento di questo tipo. Una carenza quella dello scarso coinvolgimento civico che, a livello generale, <a href="https://www.openpolis.it/le-scadenze-del-pnrr-il-rischio-di-confondere-i-desideri-con-la-realta/#:~:text=La%20trasparenza%20e%20la%20partecipazione%20non%20sono%20rallentamenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">abbiamo ravvisato</a> nei mesi scorsi.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La sinistra propone maggiori investimenti per la transizione ecologica.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Oltre a ciò, nel programma della sinistra si prevede una massiccia redistribuzione delle risorse. In particolare si propongono maggiori investimenti nell’ambito della <strong>transizione ecologica</strong>. Si propone ad esempio di <strong>rivedere la distribuzione dei fondi favorendo le imprese che investono in fonti rinnovabili ed efficientamento energetico</strong>. Inoltre si propone di rivedere l&#8217;adeguatezza del Pnrr rispetto alle necessità dell’<strong>adattamento climatico</strong> (lotta alle ondate di calore, siccità ecc.). Così come si prevede una redistribuzione delle risorse per <strong>aumentare gli investimenti nella lotta al consumo di suolo, al dissesto idrogeologico e alle frane</strong>.</p>
<p>In effetti da questo punto di vista occorre sottolineare che, sebbene a livello assoluto il nostro paese sia quello che investe di più in transizione ecologica, si deve anche rilevare che <a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-investira-il-375-delle-risorse-per-la-transizione-verde/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>i fondi affidati a questa missione rappresentano circa il 37,5% di quelli assegnati al nostro a paese</strong></a>. Un percentuale che è appena sopra il minimo obbligatorio richiesto dal <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32021R0241&amp;from=IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regolamento Ue</a> (37%).</p>
<p>Anche la sinistra inoltre esprime perplessità in merito ad alcune misure legislative del Pnrr. In particolare il riferimento in questo caso è alla <a href="https://openpnrr.it/misure/182/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma delle classi di laurea</a>. Passaggio che, in base ai <a href="http://documenti.camera.it/leg18/dossier/pdf/DFP28c.pdf?_1642674230424" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documenti disponibili</a>, è stato parzialmente raggiunto nel 2021 e che dovrebbe completarsi nel 2023.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-lue-verifica-lattuazione-dei-pnrr-negli-stati-membri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Come l'Ue verifica l'attuazione dei Pnrr degli stati membri</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Al contrario della sinistra, le altre due forze della coalizione sembrano voler blindare il Pnrr. Nel programma del <strong>Partito democratico</strong> infatti si fa esplicito riferimento alla prosecuzione della linea impostata dal governo Draghi, così come anche alla conclusione degli investimenti nei tempi previsti.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>[il Pnrr] è la stella polare. Si può discutere, ma diciamo &#8216;no&#8217; alle rinegoziazioni. Se ci mettessimo in un confronto con Bruxelles perderemmo soldi e prospettive per il futuro.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ansa.it/pnrr/multimedia/video/2022/09/04/pnrr-letta-e-la-nostra-stella-polare-non-si-puo-rinegoziare_733859b9-3570-4bfb-8be2-9f071ceea487.html" target="_blank">- Enrico Letta, segretario del Partito democratico. 4 settembre 2022</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Anche nel programma dem inoltre c’è il riferimento alla necessità di rispettare la <strong>quota mezzogiorno</strong>. Si fa poi esplicito riferimento alla prosecuzione di molte misure contenute nel piano (<a href="https://openpnrr.it/misure/10/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mobility as a service</a>, <a href="https://openpnrr.it/misure/156/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Porti verdi</a>, <a href="https://openpnrr.it/misure/225/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Case della comunità</a>) ma non si prevedono in questi casi delle variazioni rispetto a quanto stabilito. Le uniche modifiche proposte riguardano il potenziamento del progetto <a href="https://openpnrr.it/misure/337/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Polis</a> con l’aggiunta di risorse ulteriori volte ad aprire 1.000 bar/edicole multifunzione in altrettanti piccoli comuni italiani. Da notare che questa misura è già finanziata interamente con le risorse del fondo complementare. Quindi con risorse proprie. Si prevede poi l’istituzione di un <strong>fondo nazionale per il diritto alla connessione</strong> cofinanziato con le risorse della componente <em>Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo</em>. Risorse che il Pd stima in circa <strong>1,2 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda anche il programma di <strong>Più Europa</strong> che ribadisce la volontà di attuare il piano nei tempi previsti. Da notare che il partito propone di consolidare la prassi di <strong>utilizzare la struttura delle scadenze contenuta nel Pnrr anche per altre attività della pubblica amministrazione</strong>. Con particolare riferimento al lavoro dei ministeri.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Solo Più Europa e M5s nei loro programmi parlano della necessità di maggiore trasparenza.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Il partito di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova individua inoltre una serie di <strong>accorgimenti per sostenere i piccoli centri nell’attuazione degli interventi</strong>. Come abbiamo raccontato in questo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sui-territori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo</a> infatti, regioni comuni ed enti locali svolgono un ruolo di primo piano nella “messa a terra” dei progetti previsti. E <strong>sono proprio i centri minori &#8211; con poco personale e senza competenze adeguate &#8211; ad incontrare le maggiori difficoltà</strong>. Per questo Più Europa propone di introdurre norme che migliorino il coordinamento fra regioni, città metropolitane e comuni nell’attribuzione delle risorse e nell’esecuzione dei progetti.</p>
<p>Si propone inoltre la creazione di <strong>task force interne alla pubblica amministrazione</strong> per ogni tema trattato nell’ambito del Pnrr. Il partito inoltre evidenzia la necessità di <strong>dare attuazione alle norme sulla trasparenza amministrativa, assicurando l’esercizio di un controllo civico</strong> sull’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse finanziarie del piano. Un tema, quello della mancanza dei dati e della scarsa trasparenza, che abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/lo-scarso-controllo-del-governo-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">denunciato</a> spesso.</p>
<h3>Il Movimento 5 stelle</h3>
<p>Nonostante il leader pentastellato <strong>Giuseppe Conte</strong> sia stato il presidente del consiglio ad aver portato a conclusione positiva le trattative con Bruxelles per il Pnrr, nel <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/trasparenza/POLITICHE_20220925/Documenti/74/(74_progr_2_)-programma_m5s_2022-cuore_e_coraggio.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma</a> del Movimento 5 stelle i riferimenti al piano sono pochissimi. Anzi, lo stesso <strong>Conte ha recentemente aperto alla possibilità di una sua revisione</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Considerando l’impatto ancora attuale della pandemia energetica e dell’inflazione, riteniamo che i tempi di attuazione del Pnrr possano essere allungati, laddove necessario. Dopodiché, il regolamento europeo del Next Generation Eu prevede possibilità di adattamento del programma: potrebbero essere valutate.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/conte-questa-destra-una-tigre-di-carta-un-draghibis-escluso#:~:text=Considerando%20l%E2%80%99impatto%20ancora,potrebbero%20essere%20valutate." target="_blank">- Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle. Avvenire, 11 agosto 2022</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Con riferimento ai contenuti del programma depositato, anche il M5s (così come Più Europa) evidenzia la <strong>necessità di maggiore trasparenza e controlli sull’utilizzo dei fondi</strong>. Un altro riferimento, seppur indiretto, al Pnrr deriva dal <a href="https://openpnrr.it/misure/115/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Superbonus</a>. Una misura fortemente voluta dal movimento e che è stata parzialmente finanziata anche con le risorse del Pnrr e del fondo complementare.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-per-lefficientamento-energetico-e-i-problemi-del-superbonus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Gli investimenti per l’efficientamento energetico e i problemi del superbonus</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Il M5s nel suo programma non solo si propone di rendere strutturale questa misura ma anche di estendere il meccanismo della <strong>cessione del credito</strong>, oggetto di aspre polemiche, anche ad altre iniziative. Come <a href="https://openpnrr.it/misure/37/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Transizione 4.0</a>.</p>
<h3>Il terzo polo</h3>
<p>Tra le principali forze politiche in campo in questa tornata elettorale, il cosiddetto <strong>terzo polo</strong> è quello che ha presentato il <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/trasparenza/POLITICHE_20220925/Documenti/7/(7_progr_2_)-programma_azione-italia_viva-calenda.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma</a> più consistente. È quindi anche quello che va più nel dettaglio delle azioni che si propone di intraprendere in caso di vittoria. Il programma dedica una specifica sezione al Pnrr ma i riferimenti al piano sono numerosi in tutto il documento. Non si tratta però di volontà di modificare le misure in esso contenute quanto piuttosto, come nel caso del Pd, di portarle a compimento nei tempi previsti.</p>
<p>Solo in pochi casi il programma prevede un <strong>potenziamento degli investimenti già in essere</strong>. Tra questi l’incremento dei fondi per l’<a href="https://openpnrr.it/misure/202/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">imprenditoria femminile</a>; l’investimento di ulteriori risorse per la <a href="https://openpnrr.it/misure/74/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gestione dei rifiuti</a> e i progetti di <a href="https://openpnrr.it/misure/75/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">economia circolare</a>; l’investimento di ulteriori 1,5 miliardi per potenziare la struttura degli <a href="https://openpnrr.it/misure/169/">Its</a> (istituti tecnici superiori) per raddoppiare il numero di iscritti.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il Terzo polo mira a rendere più efficienti gli enti locali.</p>
			        </section>
		</p>
<p>La sezione specifica dedicata al Pnrr contiene invece una serie di accorgimenti volti ad una più efficace attuazione del piano. Tali interventi sono molto simili a quelli proposti da Più Europa. Elemento che non stupisce, dato che i due partiti erano alleati prima della <a href="https://www.dire.it/08-08-2022/773381-piu-europa-rompe-azione-calenda-incoerente-patto-pd/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rottura</a> avvenuta poche settimane fa. Azione e Italia viva propongono innanzitutto di <strong>portare a 750 milioni di euro all’anno i fondi a disposizione dei comuni per le spese di progettazione</strong> necessarie per realizzare le opere previste dal Pnrr.</p>
<p>Si propone inoltre <strong>maggiore flessibilità ai comuni e alle regioni nelle assunzioni e nella nomina dei Rup</strong> (responsabili unici del procedimento). Infine si prevede di introdurre l<strong>’obbligo, per tutti i comuni non capoluogo di provincia, di affidare la gestione delle gare di appalto a uno dei soggetti aggregatori regionali</strong> presenti nell’anagrafe unica delle stazioni appaltanti. Il tutto con l&#8217;obiettivo di velocizzare le procedure legate all&#8217;attuazione del Pnrr che vedono coinvolti gli enti locali.</p>
<h3>Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico <strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri <a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">open data</a> che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.ambrosetti.eu/summit-eventi/lo-scenario-di-oggi-e-di-domani-per-le-strategie-competitive/#images-55" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Forum Ambrosetti</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-dicono-i-programmi-elettorali-sul-pnrr/">Cosa dicono i programmi elettorali sul Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli incarichi e le relazioni dei candidati a sindaco di Roma</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-incarichi-e-le-relazioni-dei-candidati-a-sindaco-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2021 13:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=145768</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo mesi di discussioni i partiti hanno trovato i propri candidati alla carica di sindaco della capitale. Ma mentre il centrodestra si presenta con una squadra compatta, il centrosinistra e il movimento 5 stelle vanno in ordine sparso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-incarichi-e-le-relazioni-dei-candidati-a-sindaco-di-roma/">Gli incarichi e le relazioni dei candidati a sindaco di Roma</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;avvicinarsi delle elezioni amministrative iniziano a essere chiari gli schieramenti nelle principali città al voto. A Roma domenica si sono tenute le primarie, anche se l&#8217;<a href="https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_20/primarie-centrosinistra-roma-hanno-gia-votato-23mila-cauto-ottimismo-a39d44e2-d1c9-11eb-8606-3988c0360a13.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esito</a> a favore di Gualtieri era scontato. Infatti non hanno partecipato né il Movimento 5 stelle (M5s),  vista la decisione della sindaca uscente di presentarsi per un secondo mandato, né Carlo Calenda che ha deciso di candidarsi in autonomia.</p>
<p>Di conseguenza<strong> il centrosinistra e il Movimento 5 stelle si presentano con 3 diversi candidati.</strong> <strong>Al contrario il centrodestra, dopo una lunga discussione interna, ha trovato un accordo. Il candidato sindaco sarà il professor Enrico Michetti</strong>, affiancato dalla magistrata Simonetta Matone e da Vittorio Sgarbi.</p>
<h3>Centrosinistra e Movimento 5 stelle in ordine sparso</h3>
<p>Come è noto il Movimento 5 stelle e il centrosinistra presenteranno candidati diversi per le elezioni a sindaco della capitale. <strong>Il Partito democratico (Pd), infatti dopo 5 anni di opposizione, non ha ritenuto di poter appoggiare la sindaca uscente Virginia Raggi</strong> e ha presentato come candidato l&#8217;ex ministro dell&#8217;economia del secondo governo Conte, Roberto Gualtieri. Inoltre<strong> Carlo Calenda, che si è sempre opposto all&#8217;alleanza strutturale con il movimento, ha deciso di non partecipare alle primarie</strong> di centrosinistra candidandosi separatamente.</p>
<p>Quanto al M5s, la decisione di Virginia Raggi di ricandidarsi in qualsiasi caso ha spinto la dirigenza ad appoggiare la sua candidatura. E questo nonostante fossero in molti preferire una soluzione diversa, sia nella dirigenza nazionale che in quella locale.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Pur avendo appoggiato la sua candidatura il M5s ha un rapporto complesso con Virginia Raggi.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>A livello nazionale infatti non sono mancati <a href="https://www.ilriformista.it/virginia-raggi-resta-senza-partito-candidata-al-bis-ma-fuori-dal-movimento-5-stelle-222737/?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dissapori</a> tra la sindaca e il movimento</strong>. Non da ultimo anche a per il tentativo di trovare un candidato unitario con il centrosinistra. Ipotesi questa espressa esplicitamente da <a href="https://www.ilgiornale.it/news/roma/lombardi-no-raggi-bis-e-sindaco-sono-chiacchiere-vecchia-1830142.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roberta Lombardi</a>, recentemente nominata assessora alla transizione ecologica dall&#8217;ex segretario del Pd e presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/zingaretti-tenta-di-saldare-lalleanza-con-il-movimento-5-stelle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zingaretti tenta di saldare l’alleanza con il Movimento 5 stelle.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>D&#8217;altronde, <strong>anche a livello locale, i 5 anni di Virginia Raggi al Campidoglio non sono stati un periodo unitario per il movimento</strong>. Conflitti e incomprensioni si sono presentati di frequente sia con una parte del movimento romano, in particolare con la presidente del VII municipio <a href="https://www.romatoday.it/politica/raggi-lozzi-movimento-cinque-stelle-roma.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Monica Lozzi</a>, sia all&#8217;interno della sua stessa giunta e della maggioranza pentastellata in assemblea capitolina.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-giunta-di-virginia-raggi-tra-dimissioni-e-rimpasti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il mandato di Virginia Raggi, tra cambi di gruppo e rimpasti in giunta.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Gualtieri e l&#8217;alleanza giallo rossa</h3>
<p>Nonostante queste difficoltà tuttavia Raggi ha perseverato nell&#8217;intenzione di ricandidarsi e il tentativo di trovare un nome unitario per l&#8217;alleanza giallo rossa è venuto meno.</p>
<p><strong>Gualtieri tuttavia continua a rappresentare il candidato più adatto per una mediazione con il movimento. In particolare nel caso in cui sia proprio lui ad arrivare al ballottaggio contro il centrodestra.</strong> Un dato che resta vero anche se in questi giorni di campagna elettorale è stato proprio Gualtieri a <a href="https://www.romatoday.it/politica/elezioni/roma-2021-comunali/gualtieri-no-m5s-ballottaggio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rigettare</a> l&#8217;ipotesi di un apparentamento al secondo turno.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Gualtieri rappresenta il tentativo di raggiungere l&#8217;alleanza con il M5s al ballottaggio.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Si tratta infatti pur sempre del ministro dell&#8217;economia del secondo governo Conte</strong>, l&#8217;esecutivo con cui è stata inaugurata l&#8217;alleanza tra centro sinistra e Movimento 5 stelle. Inoltre il titolare di via XX settembre ricopre un ruolo molto particolare rispetto ai suoi colleghi. Un ruolo che, come quello della presidenza del consiglio, si trova nella posizione di dover mediare tra le richieste dei vari ministeri e le diverse posizioni politiche presenti in seno alla maggioranza.</p>
<p>Anche per questa ragione probabilmente <strong>Gualtieri ha sviluppato un <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/l-asse-conte-gualtieri-agita-m5s-e-pd-il-premier-attacchi-a-salvini-meloni-non-mi-pento" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto privilegiato</a> con Giuseppe Conte</strong> che oggi, se pur con qualche difficoltà, rappresenta il capo in pectore del movimento 5 stelle.</p>
<h3>Calenda e il Partito democratico</h3>
<p><strong>La scelta di Calenda di presentarsi autonomamente mette sicuramente in difficoltà la coalizione di centrosinistra.</strong> Una decisione maturata sia per la sua opposizione all&#8217;alleanza con il movimento, che pur non essendosi concretizzata in questa fase può sempre riproporsi al ballottaggio, sia per l&#8217;indecisione e il ritardo con cui il Pd ha indetto le primarie.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Le primarie non si sa nemmeno se ci saranno. Continuano a parlare di far ritirare la Raggi, mettere Zingaretti&#8230;Sono sei mesi che vanno avanti così.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ansa.it/lazio/notizie/2021/04/23/romacalendacontinuano-a-parlare-di-zingaretti-io-in-campo_87bef1a3-22c4-4ac9-988c-99dc26de1c10.html" target="_blank">- Carlo Calenda. Ansa 23/04/2021</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Le critiche di Calenda sono certamente fondate e la sua decisione di correre da solo perfettamente legittima. Tuttavia <strong>i suoi passati legami con il Pd e il fatto che ancora oggi continui a partecipare alla discussione interna del partito, come se ne facesse parte, fanno riflettere sul rapporto tra partiti ed esponenti politici.</strong></p>
<p><a href="https://twitter.com/CarloCalenda/status/1385533611332472835" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-146056" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/06/Calenda-tweet-e1623763450599.png" alt="" width="900" height="557" /></a></p>
<p>Per quanto riguarda il rapporto formale con il Pd infatti, <strong>Calenda ha ricoperto prima alcuni incarichi come esponente di Scelta civica, successivamente come indipendente, per poi iscriversi al partito nel 2018</strong> ed essere candidato ed eletto nelle sue liste al parlamento europeo. <strong>Entrato in contrasto con la linea del segretario quando Zingaretti decise di avviare la collaborazione con il M5s Calenda ha quindi deciso di uscire dal partito.</strong></p>
<p>Ma a parte questi aspetti formali <strong>è significativo il fatto tutti gli incarichi politici ricoperti da Calenda sono il frutto di una nomina voluta da un dirigente del Partito democratico.</strong> L&#8217;unica eccezione è l&#8217;incarico da eurodeputato, dove non è stato nominato ma eletto, ma comunque nelle liste Pd.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-partito-democratico-e-gli-incarichi-politici-di-carlo-calenda/">Il Partito democratico e gli incarichi politici di Carlo Calenda</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-partito-democratico-e-gli-incarichi-politici-di-carlo-calenda/">Gli incarichi politici di Carlo Calenda e i dirigenti del Partito democratico che lo hanno nominato.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 15 Giugno 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/06/il-partito-democratico-e-gli-incarichi-politici-di-carlo-calenda.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-146046"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			</p>
<p><strong>Il primo a conferigli un incarico di governo, viceministro allo sviluppo economico, fu proprio l'attuale segretario Enrico Letta</strong> che nel 2013 ricopriva il ruolo di presidente del consiglio. Una decisione che in quella fase fu probabilmente favorita da Scelta civica, partito membro della coalizione di governo, con cui Calenda si era candidato alla camera pur non venendo eletto.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Dirigenti Pd hanno nominato Calenda prima viceministro poi rappresentante permanente presso l'Ue e infine ministro.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Successivamente <strong>con l'arrivo di Renzi prima alla segreteria del partito e poi alla presidenza del consiglio, vennero assegnati a Calenda incarichi ancora più importanti.</strong> Prima fu confermato come <strong>viceministro</strong>, poi nominato <strong>rappresentante permanente presso l'Unione europea</strong> (<a href="https://www.repubblica.it/politica/2016/01/19/news/ue_calenda_rappresentante_italia-131609787/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">incarico mai ricoperto prima da una persona esterna alla carriera diplomatica</a>) dal ministro degli esteri Gentiloni e infine <strong>ministro dello sviluppo economico</strong>. </span><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Incarico, quest'ultimo, che ha man</span>tenuto quando alla presidenza del consiglio è andato Paolo Gentiloni.</p>
<p>Certo è vero che <strong>la maggior parte degli incarichi gli sono stati attribuiti in una fase in cui il Pd era dominato dalla leadership di Matteo Renzi. Tuttavia i rapporti tra i due si sono raffreddati nel tempo</strong>, nonostante a Roma Italia Viva sostenga la sua candidatura a sindaco. Il fatto stesso che <strong>entrambi siano usciti dal Pd ma che abbiano deciso di formare due diversi partiti pur rivolgendosi alla stessa area politico culturale lascia intendere che i due si propongano percorsi distinti.</strong></p>
<h3>Michetti e la formazione di centrodestra</h3>
<p><strong>Al contrario del fronte giallo rosso, il centrodestra è riuscito a trovare un candidato comune. </strong>Dopo un lungo confronto tra i leader dei principali partiti la scelta è ricaduta su <strong>Enrico Michetti</strong>, che in caso di vittoria dovrebbe eessere affiancato da <strong>Simonetta Matone come vicesindaco</strong> e <strong>Vittorio Sgarbi come assessore alla cultura</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Michetti e Matone sono alla loro prima esperienza politica.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Il candidato sindaco Michetti ha un curriculum tutto tecnico-accademico. Professore di diritto degli enti</strong> <strong>locali</strong> presso l'università di Cassino e di vari corsi specialistici sulla gestione amministrativa dei comuni in particolare presso l'<strong>Anci e l'agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali</strong> ha ricoperto anche<strong> <a href="https://www.cotralspa.it/wp-content/uploads/amm-trasparente/cv_avv_enrico_michetti.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">incarichi</a> importanti presso queste e altre organizzazioni, tra cui Acea (come vicepresidente nel 2005) e Atac.</strong></p>
<p>Inoltre è stato membro di alcune <strong>commissioni ministeriali, direttore della gazzetta amministrativa e attualmente del quotidiano della Pa.</strong></p>
<p><strong>A individuarlo per questo incarico è stata Giorgia Meloni</strong>, in considerazione del <a href="https://www.ilmessaggero.it/politica/chi_e_enrico_michetti_candidato_sindaco_roma_centrodestra-6012285.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ruolo</a> svolto da Michetti nell'affiancare alcuni sindaci di centro destra per affrontare problemi di carattere amministrativo.</p>
<h3>Simonetta Matone e gli incarichi nei ministeri</h3>
<p><strong>Se la scelta di Fratelli d'Italia alla fine ha avuto la meglio le preferenze sia dalla Lega che di Forza Italia erano inizialmente rivolte verso Simonetta Matone</strong>, che nell'accordo finale affiancherà Michetti come vicesindaca in caso di vittoria elettorale.</p>
<p><strong>Magistrata, ha ricoperto molti incarichi per il ministero della giustizia e presso uffici di diretta collaborazione di ministri e sottosegretari</strong>. I primi incarichi di questo tipo arrivarono <strong>già alla fine degli anni 80 come capo della segreteria di due politici del partito socialista</strong>. Prima del sottosegretario Frasca e poi del ministro Vassalli.<strong> Nel 2008 poi ha ricoperto il ruolo di capo di gabinetto della ministra Carfagna</strong> (quarto governo Berlusconi).</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I membri degli uffici di diretta collaborazione sono nominati nel loro incarico in virtù di un rapporto fiduciario con il ministro in carica.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-gli-uffici-di-diretta-collaborazione/">
                "Che cosa sono gli uffici di diretta collaborazione dei ministri"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Al ministero della giustizia invece è stata prima vice capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, quando era ministra Paola Severino (governo Monti), e poi capo del dipartimento affari di giustizia, nominata da Annamaria Cancelleri (governo Letta)</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/continuita-e-volti-nuovi-ai-vertici-dei-ministeri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Continuità e volti nuovi ai vertici dei ministeri<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>I mandati interrotti di Vittorio Sgarbi</h3>
<p>Il terzo componente della terna di nomi finora emersa è un volto noto della politica italiana, che si propone come assessore alla cultura del comune di Roma. <strong>Vittorio Sgarbi al contrario dei suoi due colleghi ha molta esperienza con gli incarichi politici</strong>, sia come parlamentare che come sindaco o assessore in comuni e regioni.</p>
<p><strong>È bene tenere presente però che nella sua lunga storia politica Sgarbi non ha quasi mai concluso i propri mandati</strong>, vuoi per sopraggiunte incompatibilità con altri incarichi, vuoi per contrasti con l'amministrazione.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 su 14 </span>gli incarichi come sindaco, assessore o consigliere (comunale o regionale) portati a termine da Vittorio Sgarbi.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Certo in questo caso la carica di assessore non comporta un'incompatibilità formale con gli incarichi attualmente ricoperti da Sgarbi</strong>, ovvero quello di deputato e quello di sindaco di Sutri.</p>
<p>Ma come accennato <strong>di frequente Sarbi ha lasciato il proprio incarico per contrasti politici.</strong> Come quando <strong>si è dimesso da sottosegretario alla cultura del secondo governo Berlusconi, da assessore alla cultura della regione Sicilia e da assessore alla cultura del comune di Milano</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-durata-dei-mandati-di-vittorio-sgarbi-nei-comuni-e-nelle-regioni/">La durata dei mandati di Vittorio Sgarbi nei comuni e nelle regioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-durata-dei-mandati-di-vittorio-sgarbi-nei-comuni-e-nelle-regioni/">Il tempo medio trascorso in carica come sindaco, assessore o consigliere di regioni o comuni.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
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                             aria-labelledby="chart_146116_tab2"><p>Sgarbi è stato sindaco di San Severino Marche e di Salemi non portando a termine nessuno dei due mandati. Attualmente è sindaco di Sutri. Ha ricoperto 6 volte l&#8217;incarico di assessore comunale concludendo 3 mandati di cui 2 a San Severino Marche e 1 a Urbino. Cinque volte consigliere comunale non è mai rimasto in carica 5 anni.</p>
<p>In regione infine è stato una volta assessore in Sicilia per 4 mesi, prima di dimettersi per contrasti con il presidente Musumeci, e una volta consigliere regionale in Emilia Romagna per un solo giorno. Vista l&#8217;incompatibilità con l&#8217;incarico di parlamentare infatti Sgarbi si è dimesso durante la prima seduta.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 15 Giugno 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-146116"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			</p>
<p>Foto Credit: Matteo Salvini - <a href="https://www.facebook.com/salviniofficial/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-incarichi-e-le-relazioni-dei-candidati-a-sindaco-di-roma/">Gli incarichi e le relazioni dei candidati a sindaco di Roma</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I think tank e il governo Draghi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-think-tank-e-il-governo-draghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 13:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=124329</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono diversi i membri del nuovo governo a far parte di think tank. Analizzare le dinamiche di queste organizzazioni è un modo per capire il processo di selezione della classe politica e di orientarsi su chi sono in particolare i ministri non diretta espressione di un gruppo politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-think-tank-e-il-governo-draghi/">I think tank e il governo Draghi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante il governo Draghi sia solo all&#8217;inizio del suo percorso sono già molti i punti di vista da cui si può osservare il nuovo esecutivo. Uno di questi è <strong>l&#8217;appartenenza dei suoi ministri a think tank e fondazioni politiche</strong>.</p>
<p><strong>Alcune sono organizzazioni vicine alla sinistra</strong>, come ad esempio Italiani europei o il Forum disuguaglianze e diversità, <strong>altre sono vicine a Forza Italia</strong>, come Free foundation di Renato Brunetta, <strong>altre ancora sono sostanzialmente trasversali</strong>, come Aspen institute e la fondazione Italia-Usa.</p>
<p>Se da un lato analizzare i think tank è utile a capire i processi di selezione della classe politica dall&#8217;altro ci aiuta a mettere a fuoco come <strong>alcune figure, pur non essendo iscritte ad alcun partito, siano tutt&#8217;altro che estranee al mondo politico.</strong></p>
<h3>I membri di think tank in consiglio dei ministri</h3>
<p>Venerdì 12 febbraio il presidente del consiglio Mario Draghi ha giurato al Quirinale insieme ai ministri e al sottosegretario alla presidenza del consiglio Garofoli.</p>
<p><strong>Nonostante ancora debbano essere nominati i sottosegretari sono già molti i componenti del consiglio dei ministri membri di think tank e fondazioni politiche.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">10 </span>i componenti del consiglio dei ministri che fanno parte di think tank e fondazioni politiche.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-think-tank-collegati-al-governo-draghi/">I think tank collegati al governo Draghi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-think-tank-collegati-al-governo-draghi/">I componenti del consiglio dei ministri che hanno incarichi in think tank e associazioni politiche.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-124353"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-124353" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Non è certamente una novità che membri di think tank politici facciano parte del governo. Abbiamo analizzato questo fenomeno sia nel <a href="https://www.openpolis.it/governo-conte-e-maggioranza-giallo-verde/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primo</a> che nel <a href="https://www.openpolis.it/governo-conte-ii-tra-conferme-e-discontinuita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo</a> governo Conte. In effetti <strong>se si considerano complessivamente le 14 organizzazioni che hanno membri nel governo Draghi, emerge come personalità associate e questi think tank abbiano fatto parte di praticamente tutti i governi degli ultimi 20 anni.</strong></p>
<p>Trattandosi di un governo che può essere definito come di unità nazionale, l'area politica e culturale di queste organizzazioni è molto eterogenea.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L'appello del capo dello stato per la formazione di un governo che non rispondesse a schemi politici predefiniti è stato accolto da quasi tutti i partiti.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-unita-nazionale/">
                "Che cos&#8217;è un governo di unità nazionale"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>L'<strong>Associazione Rousseau</strong>, di cui per un periodo è stato membro il ministro Patuanelli, è strettamente legata al Movimento 5 stelle.</p>
<p>Realtà come <strong>Italiani europei, Democrazia Europa società, Transizione ecologica Solidale, Meridione Italia e il Forum disuguaglianze e diversità sono invece più legate al mondo della sinistra</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>I think tank più importanti del centro destra non hanno per ora esponenti all'interno del governo.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Siamo Voce libera e Free foundation sono organizzazioni create da due dei ministri di Forza Italia</strong>, rispettivamente Mara Carfagna e Renato Brunetta. <strong>Non risultano però esponenti legati a nessuno dei più importanti <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-network-di-area/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">think tank di centro-destra</a>, né a organizzazioni vicine alla Lega.</strong></p>
<p><strong>Infine organizzazioni come la fondazione Leonardo (fondazione della Leonardo Spa), la fondazione Italia-Usa e Aspen Institute hanno una <a href="https://www.openpolis.it/numeri/think-tank-e-fondazioni-le-strutture-con-dirigenti-pubblici-e-imprenditori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">composizione più trasversale</a>.</strong> Tra i loro membri si trovano politici di diversi schieramenti ma, al contrario di altre organizzazioni, qui ricoprono ruoli importanti anche accademici, dirigenti pubblici e imprenditori.</p>
<h3>La galassia di centro-sinistra, i tecnici ed Italiani europei</h3>
<p><strong>Italiani europei è sicuramente uno dei think tank più importanti nell'ambito del <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-think-tank-di-area-il-centrosinistra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">centro sinistra</a></strong>. Suoi esponenti hanno fatto parte di tutti i governi di quest'area politica a partire dal primo governo Prodi fino al secondo governo Conte.</p>
<p>Due di questi governi sono stati presieduti proprio da <strong>Massimo D'Alema che di Italiani europei è ideatore e presidente</strong>.</p>
<p><strong>Non mancano tuttavia persone non iscritte a partiti e che nella loro esperienza politica sono stati spesso definiti "tecnici"</strong>. È il caso di Francesco Profumo, Marta Dassù e Andrea Ricciardi, che sono stati componenti del governo Monti. Ma anche di <strong>Roberto Garofoli, ex magistrato, che oggi ricopre il ruolo cruciale di sottosegretario alla presidenza del consiglio con funzioni di segretario del consiglio dei ministri.</strong></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-rapporti-con-la-politica-dei-ministri-tecnici-nel-governo-draghi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi<br><strong>I rapporti con la politica dei ministri tecnici nel governo Draghi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italiani-europei-i-partiti-della-sinistra-e-i-tecnici/">Italiani europei, i partiti della sinistra e i tecnici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italiani-europei-i-partiti-della-sinistra-e-i-tecnici/">Sono membri di Italiani europei i segretari di due diversi partiti oltre a personalità che hanno fatto parte di  tutti i governi del centro sinistra e non solo.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-124367"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Considerare per questo Garofoli una figura di sinistra sarebbe però una semplificazione.</strong> Infatti sempre in questa legislatura ha svolto anche l'incarico di capo di gabinetto del ministro dell'economia del primo governo Conte, Giovanni Tria.</p>
<p>In ogni caso è interessante come <strong>in Italiani europei si incontrino figure con profili come quello di Garofoli con esponenti politici di primo piano, come i segretari di due diversi partiti della sinistra, Nicola Zingaretti (Partito democratico) e Roberto Speranza</strong>, che oltre ad aver mantenuto l'incarico di ministro della salute è a tutt'oggi il leader di Articolo-1.</p>
<h3>Giovannini i think tank e il mondo politico</h3>
<p>Dopo aver ricoperto il ruolo di <strong>chief statistician presso l'Ocse</strong>, Giovannini è stato <strong>nominato presidente dell'Istat dal quarto governo Berlusconi.</strong></p>
<p>In seguito, oltre ad essere scelto nel <strong>gruppo di saggi selezionato dal presidente della repubblica Napolitano</strong>, è stato nominato <strong>ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta</strong>, un esecutivo di larghe intese.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Inizialmente il governo Letta è stato sostenuto sia dal Partito democratico che da Forza Italia.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-larghe-intese/">
                "Che cos&#8217;è un governo di larghe intese"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Dopo questa esperienza Giovannini è stato tra i fondatori dell'Alleanza per lo sviluppo sostenibile (Asvis) di cui è portavoce</strong>. Come dice il nome stesso Asvis è un alleanza, che include tra i suoi <a href="https://asvis.it/aderenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aderenti</a> realtà anche molto diverse. Vi si trovano molte Ong, cooperative e sindacati ma anche l'associazionismo d'impresa, come Confindustria e Confartigianato. Ci sono poi fondazioni bancarie ma anche associazioni culturali e politiche.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/enrico-giovannini-i-think-tank-e-la-politica/">Enrico Giovannini i think tank e la politica</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/enrico-giovannini-i-think-tank-e-la-politica/">I think tank di cui è membro Giovannini e l'intreccio con gli ultimi governi.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-124360"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Una vasta rete di relazioni dunque a cui va aggiunta quella derivante dalla partecipazione di Giovannini ad altri 4 think tank politici.</strong></p>
<p>Intanto la <strong>Scuola di politiche, presieduta dallo Erico Letta</strong>, che lo aveva voluto ministro del lavoro del suo governo. Altri tre membri della Scuola di politiche hanno fatto parte di quello stesso governo, Emma Bonino, Marta Dassù e Maria Chiara Carrozza.</p>
<p>Poi il <strong>Forum disuguaglianze e diversità di Fabrizio Barca</strong>. Esponenti di questa organizzazione hanno fatto parte sia del governo Letta, Marco Rossi Doria, che del governo Monti, Francesco Profumo e lo stesso Barca.</p>
<p>Giovannini è stato poi membro di <strong>Human Foundation</strong> di cui hanno fatto parte anche Marta Dassù e Carlo Calenda.</p>
<p>Infine l'associazione <strong>Meridione Italia - Merita</strong>. Un'associazione legata come abbiamo visto alla galassia di sinistra che ha avuto suoi esponenti nei governi Monti,  Letta, Gentiloni e nel secondo governo Conte.</p>
<h3>Aspen Institute e le fondazioni economico-istituzionali</h3>
<p>Come abbiamo visto <strong>sono tre le organizzazioni legate al mondo economico-istituzionale con esponenti nel governo Draghi</strong>.</p>
<p>Roberto Cingolani, ministro dell'ambiente, fa parte della <strong>fondazione Leonardo</strong>. Federico D'Incà (M5s), ministro per i rapporti con il parlamento, fa parte della <strong>fondazione Italia-Usa</strong>. Mentre Daniele Franco, ministro dell'economia, è membro di <strong>Aspen Institute.</strong></p>
<p>Aspen in particolare, oltre ad aver avuto suoi membri in moltissimi governi, <strong>ha avuto suoi esponenti in tutti i governi tecnici o di unità nazionale che ci sono stati dal 1993 ad oggi.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aspen-institute-nei-governi-della-seconda-repubblica/">Aspen Institute nei governi della seconda repubblica</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aspen-institute-nei-governi-della-seconda-repubblica/">I componenti di Aspen hanno fatto parte di molti dei governi italiani e non sono mai mancati nei governi tecnici o di grande coalizione.</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-124371"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			</p>
<p>Del <strong>governo Ciampi</strong> facevano parte Sabino Cassese, Antonio Patuelli e Paolo Savona poi tornato al governo con il primo esecutivo Conte.</p>
<p><strong>Giulio Tremonti che al momento è presidente di Aspen</strong> è stata una figura centrale dei governi Berlusconi. Insieme a lui anche <strong>Franco Frattini</strong>, che inoltre ha fatto parte del primo <strong>governo Dini</strong>.</p>
<p><strong>Marta Dassù che al momento è direttrice di Aspenia, la rivista di Aspen</strong>, come abbiamo visto ha fatto parte sia del governo Letta che del <strong>governo Monti</strong>, insieme a Francesco Profumo e Lorenzo Ornaghi.</p>
<p>Infine il <strong>governo Draghi</strong>, con il suo ministro dell'economia Daniele Franco che come abbiamo visto è membro di Aspen.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto Credit:</strong> Asvis - <a href="https://www.facebook.com/asvisitalia/photos" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-think-tank-e-il-governo-draghi/">I think tank e il governo Draghi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricomincia la propaganda online</title>
		<link>https://www.openpolis.it/ricomincia-la-propaganda-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 10:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=56878</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per il lancio di Italia Viva Matteo Renzi ha speso oltre 4.000 euro in inserzioni su Facebook. Tra i grandi leader, e i principali partiti, è quello che si è mosso per primo. Ma anche Salvini ha ricominciato con le sponsorizzazioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ricomincia-la-propaganda-online/">Ricomincia la propaganda online</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inizio del secondo governo Conte ha anche sancito l&#8217;avvio di una nuova fase politica in parlamento.</p>
<p>La relativa tranquillità che ha contraddistinto questa prima parte della XVIII legislatura ha lasciato spazio ad una fase di transizione in cui tanti tasselli si stanno spostando. Tra scissioni partitiche e cambi di gruppo, lo scacchiere politico sta cambiando.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€4.261 </span>spesi da Matteo Renzi per sponsorizzazioni su Facebook per il lancio di Italia Viva.</p>
			        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Anche Salvini, dopo 3 mesi di silenzio, ha ripreso le sponsorizzazioni su Facebook.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Con esso e con la nascita, o rilancio, di nuovi soggetti politici, è ripresa anche la propaganda politica, soprattutto quella online. <strong>Protagonista di questa partita Matteo Renzi, che per il lancio di Italia Viva ha già speso oltre 4.000 euro in inserzioni su Facebook.</strong> Tra i grandi partiti, e i loro relativi leader, sembra essere stato il primo a muoversi. Il tutto pagato con i soldi raccolti dai suoi Comitati azione civile, l&#8217;associazione lanciata dal politico toscano a fine 2018. <strong>Dopo oltre 3 mesi di silenzio, anche Salvini ha ricominciato con le sponsorizzazioni.</strong></p>
<h3>La propaganda politica, come funziona</h3>
<p>Ad oggi per la propaganda politica online non valgono le stesse regole già in campo per la tradizionale propaganda politica. Un gap normativo importante, per cui il parlamento italiano deve ancora intervenire.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/propaganda-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br />
<br><strong>Leggi tutti i nostri articoli</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>La trasparenza del campo è quindi nelle mani delle singole realtà che forniscono questi strumenti di advertising online: su tutti facebook, google e twitter. La principale soluzione messa in piedi da queste piattaforme per aumentare la trasparenza della propaganda politica online prevede l&#8217;accreditamento ufficiale delle strutture e degli individui che intendono pubblicizzare contenuti politici. Questo comporta, per esempio, l&#8217;obbligo di fornire una serie di informazioni, tra cui chi sta pagando per l&#8217;inserzione.</p>
<p>Tra queste piattaforme, pur con molti limiti, quella che comunica il maggior numero di informazioni, e in maniera più costante, è senza dubbio Facebook. È proprio su questa piattaforma che possiamo quindi analizzare come siano cambiate le carte in tavole in queste settimane.</p>
<h3>Chi sta spendendo in questa fase</h3>
<p>Nella nuova fase politica che è cominciata diventa importante capire se la partita della propaganda social è ripresa. Grazie ai dati, seppur limitati, che fornisce Facebook è possibile ricostruire l&#8217;investimento fatto in inserzioni online nella settimana del 17-23 settembre, quella successiva alla fondazione di Italia Viva. Prendendo in considerazione i principali partiti italiani, e i loro relativi leader, appare in maniera evidente la scelta strategica fatta da Matteo Renzi.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/renzi-e-toti-come-lanciare-un-nuovo-partito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Renzi e Toti, come lanciare un nuovo partito<br />
<br><strong>Leggi l'analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Il politico, recentemente uscito dal Partito democratico, è nel bel mezzo del lancio ufficiale del suo nuovo soggetto politico Italia viva. <strong>Nella settimana successiva al lancio del partito la sua spesa ha superato i €4.000. Il tutto finanziato direttamente dai Comitati azione civile di Ritorno al futuro, </strong>l&#8217;associazione che Renzi ha utilizzato in questi mesi per raccogliere fondi e aggregare consenso.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comitati-di-renzi-hanno-raccolto-oltre-mezzo-milione-da-inizio-2019/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donazioni da privati<br />
<br><strong>Vedi quanti soldi ha raccolto Renzi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Scorrendo l&#8217;elenco delle inserzioni possiamo vedere come la tipologia di contenuti scelti dall&#8217;ex premier vari molti: da post a <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=political_and_issue_ads&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sostegno di Emma Marrone</a>, a quelli sulla <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer">politica internazionale</a>, passando per quelli <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;pubblicitari&#8221; per presentare il nuovo movimento</a>.  In totale tra il 17 e il 23 settembre i post sponsorizzati sono stati 17.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=all&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Renzi&amp;view_all_page_id=113335124914" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-56906 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17.png" alt="" width="790" height="1158" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17.png 790w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-768x1126.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-414x607.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-635x931.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-10.41.17-171x250.png 171w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a></p>
<p>L&#8217;investimento da parte di Renzi in questo senso sembra essere completo, e soprattutto ben coordinato. <strong>Grazie alla raccolta fondi portata avanti dai suoi Comitati azione civile, come abbiamo recentemente raccontato, l&#8217;uscita dal Partito democratico e il lancio di Italia viva ha potuto beneficiare di un budget iniziale considerevole</strong>. Soldi che, tra le altre cose, ora vengono spesi in propaganda online.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/renzi-e-toti-come-lanciare-un-nuovo-partito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Renzi, e il lancio del nuovo partito<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-il-lancio-di-italia-viva-renzi-ha-speso-e4-000-in-propaganda-social/">Per il lancio di Italia Viva Renzi ha speso €4.000 in propaganda social</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-il-lancio-di-italia-viva-renzi-ha-speso-e4-000-in-propaganda-social/">Spesa per inserzioni politiche su facebook, dal 17 al 23 settembre 2019</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_56885_tab3"><p>Sono state dichiarate le spese ufficiali su Facebook dei principali partiti italiani, e dei loro rispettivi leader. Se un partito o un politico non viene mostrato, vuol dire che la spesa è stata zero.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati Facebook ad library elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-56885"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-56885" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra i principali leader politici nazionali analizzati, e i relativi partiti di appartenenza, i dati di Renzi sembrano essere fuori scala. Mettendo insieme tutti gli altri numeri si arriva a malapena agli 800euro di investimento, un quinto di quanto speso dall'ex presidente del consiglio. <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Giorgia%20Meloni&amp;view_all_page_id=38919827644" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giorgia Meloni è il secondo politico che ha speso di più, 231 euro</a>,  seguita da <a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Giovanni%20Toti&amp;view_all_page_id=1419354464978596" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giovanni Toti, con 174 euro</a>.</p>
<p>Quest'ultimo, anch'egli fresco di scissione dal suo partito di appartenenza, in questo caso Forza Italia, non sembra aver ancora deciso di investire massivamente in propaganda online, anche se <strong>il numero di inserzioni è in crescita: 15 da inizio settembre, di cui 7 solamente nell'ultima settimana. </strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							</p>
<p>Toti utilizza le sponsorizzazioni sia per post istituzionali da governatore, sia per quelli politici da leader di Cambiamo!</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Negli ultimi giorni si è infatti intensificata l'attività social di Toti. Dal punto di vista comunicativo si mescolano inserzioni "istituzionali", che vengono cioè fatte in quanto governatore della regione Liguria e che trattano temi strettamente territoriali, ed altre invece dal tono più "politico", lanciando il neo nato partito e promuovendo iniziative di alleati politici come Fratelli d'Italia.</p>
<p><strong>C'è quindi molta confusione comunicativa,</strong> confermando ancora una volta quanto sia poco appropriato portare avanti contemporaneamente due incarichi del genere: da un lato leader nazionale di partito (incarico politico), e dall'altro governatore di regione (incarico istituzionale).</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Giovanni%20Toti&amp;view_all_page_id=1419354464978596" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-57058 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40.png" alt="" width="794" height="1235" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40.png 794w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-768x1195.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-414x644.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-635x988.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-26-alle-09.36.40-161x250.png 161w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ricomincia la campagna elettorale?</h3>
<p>Questi numeri segnalano in maniera chiara che qualcosa sta cambiando.<strong> Ne è prova il fatto che anche Matteo Salvini, dopo 3 mesi di silenzio, abbia ricominciato a sponsorizzare contenuti su Facebook.</strong> Non lo faceva da fine maggio, e ha ripreso proprio nelle ultime settimane con 2 inserzioni: una contro il governo Conte, attaccando la possibile tassa sulle merendine di cui si è tanto parlato in questi giorni, e una sulle elezioni regionali in Umbria che si terranno da qui a breve.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ads/library/?active_status=inactive&amp;ad_type=all&amp;country=IT&amp;q=Matteo%20Salvini&amp;view_all_page_id=252306033154" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-56908 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53.png" alt="" width="416" height="669" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53.png 416w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53-414x666.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-25-alle-11.09.53-155x250.png 155w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" /></a></p>
<p>Insomma oltre alla nascita di nuovi schieramenti, e al cambio di governo, sembra realmente cominciata una nuova fase politica. Con nuovi soggetti alla ribalta, vedi Italia Viva e Cambiamo!, ed altri che sono passati dalla maggioranza all'opposizione, come la Lega, le prossime settimane vedranno certamente un intensificarsi della propaganda online.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/photos/a.10151728379389915/10156851941144915/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook - Matteo Renzi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ricomincia-la-propaganda-online/">Ricomincia la propaganda online</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo governo, riprendono i cambi di gruppo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/nuovo-governo-riprendono-i-cambi-di-gruppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 07:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=55808</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la nascita del governo Conte II ci sono stati già 7 cambi di gruppo. Il nuovo esecutivo ha avuto molte ripercussioni sullo scenario politico nazionale, ed è ripreso il valzer parlamentare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nuovo-governo-riprendono-i-cambi-di-gruppo/">Nuovo governo, riprendono i cambi di gruppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se questa legislatura aveva segnato un forte rallentamento nel fenomeno dei cambi di gruppo, le ultime settimane hanno decisamente cambiato le cose.</p>
<p>Possiamo parlare di conseguenze indirette della crisi di governo estiva che si è conclusa con la nascita del secondo governo Conte, un evento che ha lasciato il segno in parlamento. Il passaggio dall&#8217;alleanza 5stelle-Lega a quella 5stelle-Partito democratico ha infatti dato il via ad una serie di cambi di casacca nei gruppi parlamentari di Palazzo Madama e Montecitorio. <strong>Fino ad agosto i cambi di gruppo per scelta politica nella XVIII legislatura erano stati solo 7, da quando il presidente della repubblica ha affidato il secondo incarico a Giuseppe Conte il numero è raddoppiato.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Raddoppiati i cambi di gruppo politici con il governo Conte II.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>L&#8217;on. Bignami ha lasciato Forza Italia per entrare in Fratelli d&#8217;Italia. Il partito di Silvio Berlusconi ha anche subito le perdite degli onorevoli Benigni, Gagliardi, Pedrazzini ed Sorte, tutti passati nel neo-nato movimento Cambiamo! di Giovanni Toti. Il siciliano Lo Monaco lascia la Lega per entrare nel gruppo Misto. Stessa destinazione di Matteo Richetti, che dopo la nascita dell&#8217;alleanza 5stelle-Pd ha deciso di lasciare il partito di Zingaretti e seguire Calenda nell&#8217;avventura di Siamo Europei.</p>
<p><strong>Dopo quasi 2 anni di relativa tranquillità per i partiti in parlamento sembra ricominciare quella crisi che aveva contraddistinto la scorsa legislatura.</strong></p>
<h3>Il valzer dei cambi di gruppo</h3>
<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare nel corso della scorsa legislatura, il tema dei cambi di gruppo è fortemente attuale nel dibattito politico italiano.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Nel parlamento non esiste il vincolo di mandato, dando la possibilità a deputati e senatori di svolgere il loro incarico senza obblighi nei confronti di partiti, programmi elettorali o dei cittadini stessi. Un diritto che permette loro pure di cambiare gruppo politico di appartenenza in corso di legislatura.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-vincolo-di-mandato/">
                "Che cos’è il vincolo di mandato"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>La scorsa legislatura (2013-2018) ha registrato un numero record di cambi di gruppo, ben 569, quasi 10 ogni mese. Un valore che aveva raddoppiato quanto accaduto nel quinquennio precedente (2008-2013), quando i cambi di casacca erano stati 261, circa 4 al mese.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/i-gruppi-in-parlamento/camera" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi tutti i cambi di gruppo alla camera<br />
<br><strong>Vai su openparlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Con l&#8217;avvio della XVIII legislatura, e del governo giallo-verde guidato da Giuseppe Conte, il fenomeno dei cambi di gruppo ha avuto un forte ridimensionamento. Fino alle dimissioni presentate dal presidente del consiglio lo scorso 20 agosto i cambi di gruppo erano stati solamente 28. Nelle ultime settimane appena passate però il dato è salito a 35. <strong>Parliamo di cifre ben lontane da quelle fatte registrare nelle legislature precedenti, ma il cambio di passo appare evidente.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/35-cambi-di-gruppo-nella-xviii-legislatura/">35 cambi di gruppo nella XVIII legislatura</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/35-cambi-di-gruppo-nella-xviii-legislatura/">Cambi di gruppo nella XVI, XVII e XVIII legislatura a confronto</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_55829_tab3"><p>Sono stati contati tutti i cambi di gruppo avvenuti nelle ultime 3 legislature.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-55829"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Ancora più interessante è analizzare le diverse cause che hanno portato a questi cambi di gruppo. Quattordici di essi sono imputabili alla nascita in corso di legislatura del <a href="https://parlamento18.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/camera/nome/asc/filter_group/144" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gruppo alla camera di Liberi e uguali</a>, causando il passaggio di 14 deputati originariamente iscritti al gruppo misto, nel neo nato raggruppamento politico. <strong>Altri 7 cambi, di cui 4 alla camera e 3 al senato, sono stati "forzati", in quanto espulsioni imposte dal collegio dei probiviri del Movimento 5 stelle</strong> a quei parlamentari che hanno violato lo statuto e il codice etico del partito guidato da Luigi di Maio.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">20% </span>la percentuale di cambi di gruppo causati da espulsioni interne al Movimento 5 stelle.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Solamente 14 cambi, sui 35 totali, possono essere considerati politici, riconducibili cioè a scelte autonome prese da parlamentari in contrasto con il proprio gruppo politico di appartenenza.</strong> Di questi, 7 erano avvenuti nei primi 17 mesi di legislatura, e altri 7 da fine agosto ad oggi. Questo di fatto certifica come la crisi politica estiva abbia scombussolato non poco gli equilibri all'interno del parlamento, toccando un po' tutti gli schieramenti presenti alla camera e al senato.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/i-gruppi-in-parlamento/senato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi tutti i cambi di gruppo al senato<br />
<br><strong>Vai su openparlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+25% </span>i cambi di gruppo in parlamento con il nuovo governo Conte.</p>
			        </section>
		</p>
<h3>Chi ha cambiato gruppo con l'inizio del governo Conte II</h3>
<p>Le conseguenze per il cambio di governo non si sono fatte attendere a Montecitorio e Palazzo Madama. Da quando a Giuseppe Conte è stato affidato nuovamente l'incarico per formare un nuovo governo, 7 parlamentari hanno cambiato gruppo di appartenenza: 6 alla camera e 1 al senato.</p>
<p>Il primo è stato <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/galeazzo-bignami/27615" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Galeazzo Bignami</a>, deputato dell'Emilia-Romagna al suo primo incarico parlamentare, che ha deciso di lasciare Forza Italia per passare a Fratelli d'Italia:</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La linea politica di FI è sotto gli occhi di tutti. Sempre più spesso, autorevoli esponenti del partito marcano la distanza dal centrodestra e immaginano un dialogo con il Pd. Legittimo che lo vogliano. Io no. Non sarei coerente con la storia politica mia e della mia famiglia</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/galeazzo-bignami-1.4756659" target="_blank">- Galeazzo Bignami, intervista a Il resto del Carlino del 29 agosto 2019</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Gli abbandoni all'interno del partito fondato da Silvio Berlusconi però non si sono fermati lì. Il 9 settembre gli onorevoli <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/stefano-benigni/720824" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stefano Benigni</a>, <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/manuela-gagliardi/781218" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Manuela Gagliardi</a>, <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/claudio-pedrazzini/495159" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Claudio Pedrazzini</a> ed <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/alessandro-sorte/24884" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alessandro Sorte</a> hanno deciso di lasciare il gruppo parlamentare di Forza Italia alla camera per passare al gruppo Misto.<strong> I 4 deputati sono considerati molto vicini a Giovanni Toti, il politico di centrodestra, nonché governatore della regione Liguria, che proprio in contrasto con Forza Italia ha recentemente lanciato il suo nuovo soggetto politico chiamato "Cambiamo!".</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Nel Misto della camera nasce la componente di Cambiamo!, il neo nato movimento politico di Toti.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Non raggiungendo la soglia minima per creare un gruppo parlamentare, come neanche quella per creare una componente all'interno del gruppo Misto, i 4 fuoriusciti da Forza Italia si sono aggregati alla componente di 10 volte meglio, formando così "Cambiamo! - 10 volte meglio". <strong>Questi movimenti di fatto rafforzano l'asse Salvini-Toti-Meloni, tagliando sempre più fuori Forza Italia e Berlusconi dalle future dinamiche del centrodestra.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-5 </span>deputati per Forza Italia a causa dei cambi di gruppo delle ultime settimane.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Sempre nel centrodestra, anche la Lega di Salvini ha subito una perdita. Parliamo nello specifico del deputato <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/carmelo-lo-monte/510" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carmelo Lo Monte</a>, siciliano, alla sua quarta legislatura e da anni uno degli uomini più in vista del Carroccio in Sicilia. <strong>La rottura è stata causata dall'atteggiamento assunto dalla Lega nell'ultimo periodo, rea, a detta sua, di non interessarsi del sud</strong>. Una decisione che è stata presa dopo che la Lega ha deciso di commissariare anche la provincia del deputato, quella di Messina:</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Ho dovuto prendere atto che questi di adesso sono più nordisti dei leghisti della prima ora, in tutto il Mezzogiorno c'è un commissario, tutti provenienti dal Nord, dalla Lombardia. [...] Domenica, alla vigilia del voto di fiducia in Aula al governo Conte, ho letto dai giornali, senza che ne sapessi nulla, che il giullare da due soldi di Salvini in Sicilia "Stefano Candiani" aveva commissariato anche la mia provincia, quella di Messina, così ho lasciato la Lega per il gruppo Misto</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/09/11/lega-monte-lascia-salvini-non-gli-importa-del-sud_sVQ2FKW2xei633bdsHeURM.html?refresh_ce" target="_blank">- Carmelo Lo Monte, intervistato dall'ADNKRONOS</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Anche nella neo nata maggioranza i dissensi non sono mancanti.</strong> In sede di dichiarazioni di voto sulla fiducia al nuovo governo, i senatori <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/paragone-gianluigi/926589" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gianluigi Paragone (M5s)</a> e <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/richetti-matteo/4755" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Matteo Richetti (Pd)</a> hanno dichiarato che avrebbero votato in dissenso con i relativi gruppi di appartenenza, trovandosi in forte disaccordo con il nuovo accordo parlamentare. Entrambi infatti si sono astenuti sul <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/fiducia-governo-conte-ii-fiducia-governo-conte-ii/9895" target="_blank" rel="noopener noreferrer">voto di fiducia a Palazzo Madama</a>, e non hanno seguito la linea dettata da Movimento 5 stelle e Partito democratico.</p>
<p><a href="https://twitter.com/MatteoRichetti/status/1171515302800003074" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-55888 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-12-alle-12.30.59-1.png" alt="" width="591" height="288" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-12-alle-12.30.59-1.png 591w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-12-alle-12.30.59-1-414x202.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/Schermata-2019-09-12-alle-12.30.59-1-350x171.png 350w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></a></p>
<p>Per ora solo Richetti ha ufficializzato il suo passaggio al gruppo Misto. Un'azione, quella del senatore, che segue anche la rottura, per i medesimi motivi, dell'europarlamentare Carlo Calenda con il partito di Zingaretti.<strong> Il rilancio di Siamo Europei rappresenta un primo, per quanto contenuto, segnale di crisi all'interno del Partito democratico. </strong>A questo evento si aggiungono le continue voci di una scissione dei Renziani, con la nascita di nuovi gruppi parlamentari.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1/2 </span>dei cambi di gruppo politici sono avvenuti nelle ultime settimane.</p>
			        </section>
		</p>
<h3>Torna la crisi dei partiti?</h3>
<p>Il boom di cambi di gruppo nella scorsa legislatura era stato causato da una vera e proprio <strong>esplosione di tutti i principali partiti politici che avevano partecipato alle elezioni politiche del 2013</strong>.</p>
<p>Il Partito democratico, in seguito all'avvento della segreteria Renzi, testimoniò la scissione interna di Articolo 1-Mdp, con l'uscita dal partito di esponenti storici come Bersani e D'Alema. Il Popolo delle libertà dopo i primi mesi di legislatura smise di esistere, con la nascita del Nuovo centrodestra, sotto la guida di Angelino Alfano, e la rinascita di Forza Italia con Silvio Berlusconi. Discorso ancora più complicato per Scelta civica per l'Italia, il partito creato dall'ex presidente del consiglio Mario Monti. Il movimento ebbe una storia molto travagliata, con prima la rottura tra Scelta Civica da un lato e Per l'Italia dall'altro, poi la trasformazione in Civici e innovatori.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Tornano i cambi di gruppo: ricomincia la crisi dei partiti?</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Insomma l'alto numero di cambi di gruppo fu causato da una vera e propria crisi del sistema partitico italiano</strong>, con la continua nascita di nuovi soggetti politici, che rivoluzionarono completamente lo scenario parlamentare del paese rispetto alle elezioni politiche. Con l'avvio dell'attuale legislatura le cose sembravano cambiate, e il basso numero di cambi di gruppo per molti mesi ha dimostrato quanto il sistema partitico dato dai nuovi equilibri parlamentari stesse reggendo. La scissione di Toti da Forza Italia con il lancio di Cambiamo!, la rottura di Siamo Europei, e forse di Renzi, con il Partito democratico, e le ricorrenti voci di dissenso interno al Movimento 5 stelle di fatto segnano un cambio di tendenza.</p>
<p>Il sistema non sembra più reggere, e l'impennata nel numero di cambi gruppo ne è la conferma. Sarà quindi interessante monitorare l'evoluzione delle dinamiche politiche nei prossimi mesi, per vedere se e come continuerà a cambiare l'equilibrio politico tra i partiti italiani.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://twitter.com/MatteoRichetti/status/1084064952187584512/photo/3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Twitter ufficiale di Matteo Richetti</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nuovo-governo-riprendono-i-cambi-di-gruppo/">Nuovo governo, riprendono i cambi di gruppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise?</title>
		<link>https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 16:25:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=33677</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2016 l'ex ministro Calenda lanciò un sito per rendere più trasparente il lavoro delle lobby. Dall'inizio della gestione Di Maio l'agenda degli incontri con i portatori d'interesse non è più aggiornata. Perché?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/">Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rendere più chiara la gestione del potere politico è una scelta necessaria per migliorare il rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Soprattutto in un periodo storico in cui gli attori che gestiscono questo potere politico sono in continua evoluzione, la trasparenza diventa un elemento imprescindibile per rendere comprensibile il sistema.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Vedo non vedo (2017)</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://minidossier.openpolis.it/2017/01/Vedo_non_vedo" target="_blank" rel="noopener">Scarico il nostro Minidossier sul mondo delle lobby</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Il crescente ruolo delle lobby e dei portatori di interesse è in questo senso un aspetto su cui da anni chiediamo più trasparenza</strong>. A gennaio del 2017 avevamo fatto una prima ricognizione della situazione nel nostro paese, con il MiniDossier &#8220;<a href="http://minidossier.openpolis.it/2017/01/Vedo_non_vedo" target="_blank" rel="noopener">Vedo non vedo</a>&#8220;. Una ricognizione continuata poi nel luglio successivo, raccontando <a href="https://blog.openpolis.it/2017/07/14/registro-delle-lobby-alla-camera-cosi-serve-a-poco/16005" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;introduzione da parte della camera dei deputati</a> di un registro delle lobby. Queste analisi avevano evidenziato quanto la strada da percorrere fosse ancora lunga e perigliosa.</p>
<h3>L&#8217;esempio del Mise, tra Calenda e Di Maio</h3>
<p><strong>Nel delineare il quadro in Italia, avevamo citato l&#8217;iniziativa che l&#8217;allora ministro dello sviluppo economico (Mise) Carlo Calenda prese <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/amministrazione-trasparente/altri-contenuti/194-comunicati-stampa/2035133-il-ministro-calenda-lancia-il-registro-trasparenza-l-attivita-del-mise-sempre-piu-vicina-ai-cittadini" target="_blank" rel="noopener">nel settembre del 2016</a></strong>. Il registro per la <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/index.php" target="_blank" rel="noopener">trasparenza del Mise</a>, creato sulla <a href="http://ec.europa.eu/transparencyregister/public/consultation/search.do?locale=en&amp;reset=" target="_blank" rel="noopener">falsa riga di quello della Commission europea</a>, permetteva di navigare i dati di tutte le strutture, lobbisti e portatori di interesse, accreditate presso il dicastero (persone, obiettivi, attività specifiche e altro), e di consultare l&#8217;agenda degli incontri che svolgevano con il ministro, i sottosegretari e i direttori generali.</p>
<p><strong>A giugno del 2018, con l&#8217;insediamento del governo Conte,</strong> <strong>alla guida del ministero dello sviluppo economico è arrivato Luigi Di Maio</strong>, capo politico del Movimento 5 stelle. Dopo un periodo iniziale di assestamento e transizione, il 28 settembre successivo, proprio il ministro Di Maio ha firmato una <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/images/direttiva_firmata.pdf" target="_blank" rel="noopener">direttiva per adottare il registro della trasparenza</a> del Mise, anche al ministero del lavoro, altro dicastero di cui è a capo.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://registrotrasparenza.lavoro.gov.it/index.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro della trasparenza del ministero del lavoro<br />
<br><strong>Visita</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>L&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti sono vuote</h3>
<p>Come anticipato, uno degli aspetti più innovativi dell&#8217;iniziativa lanciata da Calenda era la possibilità di monitorare gli incontri del ministro, sottosegretari e vari direttori generali con lobbisti e rappresentanti di categoria. Un elemento particolarmente interessante proprio considerando i due ministeri ora guidati da Luigi Di Maio, da un lato il ministero dello sviluppo economico e dall&#8217;altro quello del lavoro.</p>
<p><strong>Due dicasteri che per definizione devono, per prendere decisioni politiche più informate, incontrare aziende, lobbisti, associazioni di categoria e portatori di interesse. </strong>In questo senso, la possibilità di monitorare l&#8217;agenda degli incontri di chi detiene il potere decisionale è un strumento aggiuntivo per comprendere meglio alcune delle scelte prese dal governo.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Gli incontri con lobbisti e portatori di interesse possono aiutare a capire meglio alcune scelte politiche.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Avere queste informazioni, per esempio, quando vengono approvati incentivi per specifiche categorie nella discussione della legge di bilancio, principale provvedimento economico del nostro paese, può rendere il processo decisionale più trasparente. Il valore aggiunto di avere questi dati è quindi enorme. <strong>Peccato però che da quando si è insediato il ministro Di Maio, l&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti non è più aggiornata, né al Mise né al ministero del lavoro. </strong></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/agende" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro del Mise<br />
<br><strong>Calendario incontri con i portatori di interesse</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Partiamo dal primo: visitando il link dell&#8217;agenda si arriva ad una pagina vuota. <strong>A quanto pare nessun dirigente del ministero, come anche il ministro Di Maio, ha svolto incontri di alcun tipo con i portatori di interesse</strong>. Non solo, utilizzando i filtri dell&#8217;interfaccia è possibile selezionare l&#8217;agenda dei direttori generali, ma non dei sottosegretari e del ministro. Incontri che comunque non sembrano essere aggiornati dalla fine del governo Gentiloni, non andando oltre il maggio del 2018.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti è ad oggi vuota, come mai?</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://registrotrasparenza.lavoro.gov.it/index.php/agende" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro del ministero del lavoro<br />
<br><strong>Calendario incontri con i portatori di interesse.</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>Storia analoga per il ministero del lavoro</strong>. Qui, a differenza di quanto avviene al Mise, gli incontri con i lobbisti sono aggiornati all&#8217;attuale governo, ma questo tipo di informazione non è disponibile per i sottosegretari e il ministro. Ancora una volta, si dà l&#8217;impressione che nessuno dei membri del governo con delega al ministero del lavoro abbia avuto incontri con lobbisti da quando si è insediato l&#8217;esecutivo Conte. Cosa poco verosimile.</p>
<h3>L&#8217;accesso al registro dalle homepage dei ministeri</h3>
<p>Fino a marzo del 2018, quando il ministero era ancora guidato da Carlo Calenda, <strong>nella homepage del ministero dello sviluppo economico era possibile accedere in maniera diretta al registro</strong>. Bastava scendere nella sezione dedicata alla trasparenza, e si trovava il richiamo alla piattaforma.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://web.archive.org/web/20180325102340/http://www.mise.gov.it:80/index.php/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sito del Mise<br />
<br><strong>Vedi com'era il sito a marzo del 2018</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Homepage ministero dello sviluppo economico &#8211; 28 marzo 2018</strong></p>
<p><a href="https://web.archive.org/web/20180301171020/https://www.mise.gov.it/index.php/it/"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34115 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018.png" alt="" width="1039" height="823" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018.png 1039w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-768x608.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-414x328.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-635x503.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-1026x813.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-316x250.png 316w" sizes="(max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /></a></p>
<p><strong>Oggi invece navigando la piattaforma del ministero non sembrano esserci riferimenti al registro, rendendo l&#8217;accessibilità molto limitata</strong>. Rispetto alla homepage durante la passata gestione Calenda, sono rimasti solo i richiami alla sezione &#8220;amministrazione trasparente&#8221;. <strong>È stato quindi eliminato l&#8217;accesso diretto al registro.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Homepage ministero dello sviluppo economico &#8211; 21 gennaio 2019</strong></p>
<p><a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-34196" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48.png" alt="" width="1106" height="739" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48.png 1106w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-768x513.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-129x86.png 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-96x64.png 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-264x176.png 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-414x277.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-635x424.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-1026x686.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-350x234.png 350w" sizes="(max-width: 1106px) 100vw, 1106px" /></a></p>
<p><strong>Questa novità appare particolarmente significativa per due motivi.</strong> Il primo è che sul sito stesso, come si può vedere dall&#8217;immagine qui sopra riportata, viene fornita l&#8217;agenda degli appuntamenti del ministro Di Maio, in cui vengono elencati anche alcuni degli incontri con aziende e portatori di interesse. La domanda quindi è chiara: se nel sito vergono comunicate queste informazioni in altro modo, perché non vengono inserite nel registro per la trasparenza del Mise?</p>
<p>Il secondo motivo riguarda invece il ministero del lavoro. Sul sito di questo dicastero, come si può vedere dall&#8217;immagine sottostante, l&#8217;accesso al registro è presente in homepage, e non nascosto come al Mise. <strong>Anche qua parliamo di scelte comunicative non comprensibili e soprattutto non lineari.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Homepage ministero del lavoro &#8211; 21 gennaio 2019</strong></p>
<h3><a href="http://www.lavoro.gov.it/Pagine/default.aspx"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34591 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro.png" alt="" width="1015" height="571" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro.png 1015w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-768x432.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-414x233.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-635x357.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-350x197.png 350w" sizes="(max-width: 1015px) 100vw, 1015px" /></a></h3>
<h3></h3>
<h3>Comunicazione politica e trasparenza istituzionale</h3>
<p>Le incongruenze della situazione sono evidenti. Il dover svolgere incontri con lobbisti e portatori di interesse è parte integrante del lavoro di ministri e sottosegretari. È normale, e rientra nelle attività abituali degli incarichi in questione, e non dovrebbe essere nascosto.</p>
<p>            <section class="facebook">
                <div class="facebook-content">
					                        <amp-facebook width="632" height="310"
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                        </amp-facebook>
					                </div>
            </section>
			</p>
<p>È talmente normale che Di Maio stesso è il primo a comunicare il dove e il come di questi incontri sui suoi canali social. <strong>Un conto però è farlo come gesto di comunicazione politica personale, un altro è farlo scegliendo dei canali di trasparenza istituzionale.</strong> Se è in piedi una sistema per comunicare queste informazioni in maniera strutturata, tracciabile e riutilizzabile, perché prediligere i canali social?</p>
<h3>Cosa è successo e cosa chiediamo</h3>
<p><strong>L&#8217;iniziativa presa dall&#8217;ex ministro Calenda era stata lodevole, come lo era stata la scelta di Luigi Di Maio di espandere il registro per la trasparenza anche al ministero del lavoro.</strong> Peccato però che attualmente la situazione è al quanto confusa, e non è chiaro quale direzione prenderanno i due registri in questione.</p>
<p>        <section class="tweet">
			                <p><a href="https://twitter.com/intent/tweet?status=RT+%40openpolis%3A+%40luigidimaio+come+mai+nel+registro+della+trasparenza+del+Mise+e+del+ministero+del+lavoro+non+sono+aggiornati+gli+incontri+con+i+lobbisti%3F" target="_blank">@luigidimaio come mai nel registro della trasparenza del Mise e del ministero del lavoro non sono aggiornati gli incontri con i lobbisti?</p>
<p></a></p>
			        </section>
		</p>
<p>Chiediamo a questo punto un chiarimento da parte del ministro Di Maio sulla vicenda: <strong>perché il registro delle lobby è sparito dalla homepage del Mise? Perché l&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti non è aggiornata da maggio dello scorso anno? </strong>Come sempre la nostra speranza è quella di instaurare un dialogo costruttivo con il ministro, per cercare di raccontare meglio e di più alcuni processi decisionali delle istituzioni pubbliche.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>UPDATE del 29 gennaio 2019</h3>
<p>A seguito del nostro articolo, il <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2039148-comunicazione-sul-registro-di-trasparenza-del-mise" target="_blank" rel="noopener">ministero dello sviluppo economico ha comunicato che in data 29 gennaio</a> saranno aggiornati i dati che riguardano il registro della trasparenza. L&#8217;aggiornamento riguarderà l&#8217;attività del dicastero dall&#8217;insediamento del ministro Di Maio, fino a novembre 2018. La prossima pubblicazione invece verrà fatta nella seconda metà del mese di marzo con gli incontri di dicembre e gennaio 2019. Sarà nostra premura monitorare su queste promesse, e soprattutto analizzare i dati che verranno rilasciati.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il registro della trasparenza del Ministero dello Sviluppo Economico, come già anticipato alle Direzioni Generali nella comunicazione interna del 25 gennaio, verrà aggiornato in data 29 gennaio e comprenderà le informazioni che vanno dall’insediamento del Ministro Luigi Di Maio fino a novembre 2018. Come da regolamento, la prossima pubblicazione verrà fatta nella seconda metà del mese di marzo per gli incontri di dicembre e gennaio 2019.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2039148-comunicazione-sul-registro-di-trasparenza-del-mise" target="_blank">- Comunicato stampa del Mise - 28 gennaio 2019</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Foto credit: <a href="http://www.governo.it/media/il-presidente-conte-caserta/10341" target="_blank" rel="noopener">Palazzo Chigi</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/">Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come leggere le cifre sulla cooperazione allo sviluppo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/leggere-le-cifre-sulla-cooperazione-allo-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 15:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=20906</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il governo ha rivendicato il raddoppio delle risorse stanziate, un dato quasi vero che va però analizzato nel dettaglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/leggere-le-cifre-sulla-cooperazione-allo-sviluppo/">Come leggere le cifre sulla cooperazione allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 24 e 25 gennaio si è tenuta a Roma la Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo. La conferenza ha rappresentato un momento di dialogo con le ong, le associazioni non profit, il settore privato, le autorità locali e tutti gli attori coinvolti nella cooperazione internazionale. La conferenza è stata inoltre un’occasione per il governo per rivendicare il raddoppio delle risorse investite in aiuto pubblico allo sviluppo (aps) e per sottolineare la ripresa di un ruolo più rilevante del nostro paese. Gli interventi politici più importanti sono stati, il primo giorno quelli dei ministri Alfano (esteri) e Calenda (sviluppo economico), e a chiusura della conferenza quelli del viceministro Giro (con delega alla cooperazione internazionale) e del presidente del consiglio Paolo Gentiloni.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.conferenzacoopera.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tutti gli interventi dei relatori possono essere risacoltati sul sito della<br><strong>conferenza</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>raddoppiare le risorse significa raddoppiare la speranza e le opportunità per tante zone del nostro pianeta.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.conferenzacoopera.it/wp-content/uploads/2018/01/Plenaria_25.01.2018_ripresa-stenotipica-in-diretta.pdf" target="_blank">- Paolo Gentiloni</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nonostante i passi avanti, le parole del premier in chiusura della conferenza, hanno enfatizzato la positività di alcuni dati che devono invece essere letti in profondità. Infatti una parte consistente delle risorse investite in aps non è destinata a sostenere progetti nei paesi in via di sviluppo, ma resta invece in Italia. Si tratta soprattutto della voce “rifugiati nel paese donatore”, che rappresenta il 34% di tutto l’aps. Per quanto fondamentale e rispondente ai doveri di protezione umanitaria, l’accoglienza dei rifugiati o migranti che sbarcano sulle nostre coste, è chiaro che questa spesa non può essere messa in relazione con lo sviluppo dei dei paesi più poveri e con alcune delle cause profonde che producono le migrazioni.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Nel 2016 1,5 miliardi di euro di aiuto pubblico allo sviluppo non sono mai usciti dal nostro paese</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-capitolo-spesa-rifugiati-nel-paese-donatore/">
                "Che cos&#8217;è il capitolo di spesa &#8220;rifugiati nel paese donatore&#8221;"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Il quasi raddoppio dell’aps , dallo 0,14 nel 2012 allo 0,27 nel 2016, è calcolato su un intervallo specifico non casuale. Infatti il 2012 è stato l’anno peggiore per gli investimenti italiani in aps dal 2004. Se quell’anno il rapporto tra aps e reddito nazionale lordo (rnl) era pari allo 0,14 solo l’anno prima (2011) rappresentava lo 0,20.</p>
<p>E proprio il 2011 risulta essere una data più adatta per fare un confronto, visto che si tratta dell’anno precedente all’inizio di una fase nuova, da più punti di vista. A fine 2011 entra in carica il governo Monti, nel momento di massima emergenza della crisi economica, dando il via alla fase dei governi di larghe intese. Ed è proprio con il governo Monti che si registra una inversione di tendenza nell’aps dopo la brusca caduta registrata l’anno precedente.</p>
<p>In secondo luogo dal 2011 comincia la crescita della spesa per l’accoglienza dei migranti, come conseguenza delle crisi libica e alla fase di destabilizzazione di molti paesi nordafricani, dovuta al diffondersi del terrorismo islamista e al rapido sfiorire delle speranze delle primavere arabe .</p>
<p>Dopo il crollo del 2012 i fondi sono quindi tornati gradualmente ad aumentare e, se teniamo il 2011 come anno di riferimento, nel 2016 si può parlare non di un raddoppio ma comunque di un incremento del 35% del rapporto aps/rnl.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,5 miliardi </span>il mancato investimento in aps pura tra 2012 e 2015</p>
			        </section>
		</p>
<p>Ma anche su questo dato bisogna fare delle specificazioni. Infatti se sottraiamo al totale l’importo relativo ai “rifugiati nel paese donatore” possiamo vedere che solo nel 2016 l’aps “genuino” è tornato ai livelli del 2011, ovvero poco sopra quota 3 miliardi. Quindi sull’aps pura non c’è stato alcun aumento in questi anni ma piuttosto un mancato investimento di un miliardo e mezzo tra il 2012 e il 2015.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aps-genuino-spesa-migranti-confronto/">Aps puro e spesa per i migranti a confronto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aps-genuino-spesa-migranti-confronto/">Solo nel 2016 le risorse della cooperazione sono tornate ai livelli del 2011</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-2">
                    <div id="chart_20925_tab1" role="tab" aria-controls="chart_20925_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
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                             aria-labelledby="chart_20925_tab2"><p>La spesa per l’emergenza migranti è letteralmente esplosa, passando da 840 milioni nel 2011 a 3 miliari e 719 milioni nel 2016. Le risorse per la cooperazione invece sono crollate nel 2012 per tornare solo nel 2016 ai livelli di 5 anni prima.</p>
</div>
			        			                                <div id="chart_20925_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_20925_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_20925_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_20925_tab3"><p>Attualmente il costo per i rifugiati viene contabilizzato sia in aiuto pubblico allo sviluppo (dove fa parte del bilaterale) che nell&#8217;emergenza migranti (dove fa parte dell&#8217;accoglienza). Non è invece presente nell&#8217;indicatore <em>Aps puro</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati aps da openaid e dati migranti da def 2017.                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 30 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-20925">
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<p>Le spese per i rifugiati sostenute in Italia sono quindi la componente che registra l’aumento più significativo. Non a caso il costo totale sostenuto dall’Italia per questa crisi umanitaria è quadruplicato tra il 2011 e il 2016, trainando la crescita dell’aps.</p>
<p>Comunque è vero che nel complesso i fondi per la cooperazione sono aumentati e che l'obiettivo intermedio dello 0,30 nel rapporto aps/rnl entro il 2020 è ormai realistico. Anche perché dal prossimo anno il comitato sviluppo dei paesi Ocse ha <a href="http://www.oecd.org/dac/DAC-HLM-2017-Communique.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stabilito</a> che una parte dei costi per il soccorso in mare potranno rientrare nel calcolo dell'aps. Se si considera che il <a href="http://www.dt.tesoro.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2017/Sez.1_-_Programma_di_Stabilita_2017.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documento di economia e finanza</a> dichiara una spesa per il 2016 di quasi 670 milioni di euro per il soccorso in mare, è chiaro che questo porterà un aumento automatico delle risorse rendicontate in aps.</p>
<p>In conclusione una crescita delle risorse c'è stata e in parte ne ha beneficiato la componente “a dono”, ovvero quella dei progetti realizzati dalla cooperazione governativa o dalle ong con le comunità locali. Si è trattato però di una crescita relativa. I buoni propositi espressi durante la conferenza inoltre, dovranno fare i conti con le elezioni politiche del 4 marzo, dopo le quali potrebbero essere altri gli attori politici di riferimento. Il tema peraltro non sembra raccogliere sinora un adeguato interesse in campagna elettorale, ed è al momento difficile dire quali siano i propositi delle varie forze in campo rispetto al tema della cooperazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto Credit:</strong> <a href="http://www.conferenzacoopera.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/leggere-le-cifre-sulla-cooperazione-allo-sviluppo/">Come leggere le cifre sulla cooperazione allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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