Renzi e Toti, come lanciare un nuovo partito Think tank e associazioni

Sono ufficialmente nati Cambiamo! (Toti) e Italia Viva (Renzi). Entrambi i politici negli ultimi mesi hanno utilizzato comitati per aggregare consenso e raccogliere fondi. Solo da inizio anno parliamo di oltre €700.000.

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Nel giro di poche settimane sia Giovanni Toti che Matteo Renzi hanno ufficializzato il lancio dei loro nuovi soggetti politici. Ma come si è arrivati a questo momento?

Entrambi hanno utilizzato comitati politici incentrati sulla loro persona per fare aggregazione politica, raccogliere fondi ed organizzare eventi. Il tutto parallelamente alla loro attività ufficiale nei rispettivi partiti di appartenenza: Forza Italia e Partito democratico. Da un lato il comitato Change di Toti si è trasformato nel partito Cambiamo!, dall’altro i comitati Azione civile di Renzi hanno portato alla nascita di Italia Viva. Da inizio anno i due politici hanno raccolto oltre 700.000euro, provando ancora una volta come l’ascesa politica individuale sia sempre più incentrata sul ruolo di associazioni, fondazioni e comitati politici. Un piano B, quello dei due leader, che era evidentemente pronto da tempo.

€ 700.000 raccolti dai comitati di Renzi e Toti da inizio anno per il lancio dei 2 partiti.

Toti e Renzi non sono nuovi a questo modello. Già per le elezioni regionali della Liguria del 2015 Giovanni Toti utilizzò il comitato Change per la sua campagna elettorale. Allo stesso modo la prima ascesa politica di Matteo Renzi, che lo portò a guidare il paese nel 2014, basò molto del suo successo sull’attività di formazione politica e raccolta fondi della fondazione Open.

I comitati Azione civile di Renzi

Come abbiamo avuto modo di raccontare varie volte think tank, fondazioni, comitati e associazioni sono diventati il primo passo per fare politica, o per iniziare un percorso di affermazione al livello nazionale o locale. Proprio per questo motivo, grazie anche al censimento che openpolis porta avanti da anni, la legge anticorruzione approvata a fine 2018 è intervenuta per la prima volta sulla materia, equiparando tutte queste strutture ai partiti politici. Un passo in avanti importante, non privo di criticità, che costringe ora queste organizzazioni a pubblicare sui propri siti internet una serie di informazioni, tra cui statuto, bilancio e soprattutto finanziatori.

Le neo ministra Bonetti è stata la coordinatrice delle summer school “Meritare l’Italia” di Renzi.

Dopo la chiusura dell’esperienza dalla fondazione Open, Renzi ha lanciato nell’ottobre del 2018 i comitati Azione Civile di Ritorno al futuro. Questo di fatto ha rappresentato il primo passo di un percorso che proprio in questi giorni sta segnando risvolti importanti. Sul sito, che nelle ultime settimane ha visto un’intensificarsi delle notizie e comunicazioni pubblicate, è possibile firmare petizioni locali e nazionali, tra cui quella per fermare l’aumento dell’Iva o salvare gli 80euro, una delle norme clou approvate durante il governo Renzi.

Da inizio anno si sono formati un numero elevato di comitati in tutto il paese, oltre 300 a quanto risulta dal sito, per un’organizzazione ramificata su tutto il territorio che ha trovato la sua massima espressione nella scuola estiva di politica “Meritare l’Italia“. L’evento si è tenuto a fine agosto, hanno partecipato più di 200 giovani, ed è stato coordinato da Elena Bonetti, recentemente nominata ministro alla famiglia nel neo nato governo Conte II.

Oltre a tutto questo è stata fatta un’importante attività di raccolta fondi, riuscendo, nei primi 8 mesi dell’anno, ad ottenere oltre mezzo milione di euro. Gran parte dei fondi sono stati raccolti nei due mesi estivi di luglio e agosto, un preambolo non da poco per l’uscita ufficiale di Matteo Renzi dal Partito democratico di metà settembre e la nascita di Italia Viva.

Sono state considerate, mese per mese, sia le erogazioni inferiori che quelle superiori ai €500.

FONTE: dati "comitati azione civile" di Ritorno al futuro ed elaborazione di openpolis

Tra i principali finanziatori Daniele Ferrero (presidente e amministratore delegato di Venchi) che nel solo mese di luglio ha contribuito con 100.000euro alla causa di Renzi. Come lui gli imprenditori Davide Serra, storico sostenitore del politico toscano, che nello stesso periodo ha donato 90.000euro, e Lupo Rattazzo, figlio di Susanna Agnelli, con 50.000euro.

Nell'elenco dei finanziatori, disponibili sul sito internet dell'organizzazione, anche numerosi parlamentari e politici vicini a Renzi: Maria Elena Boschi, Davide Faraone ed Ettore Rosato. Tra questi anche 3 membri del neo nato governo: Anna Ascani (vice ministro all'istruzione), Teresa Bellanova (ministro all'agricoltura) e Ivan Scalfarotto (sottosegretario agli affari esteri).

Il comitato Change di Giovanni Toti

La fine dell'estate ha anche sancito l'avvio ufficiale di una nuova esperienza politica nel centrodestra, quella di Cambiamo! guidata dal governatore della regione Liguria Giovanni Toti.

Anche il politico ex Forza Italia ha utilizzato un'associazione per il lancio del suo soggetto politico, il comitato Change. Creato per la campagna elettorale delle regionali 2015, l'organizzazione ha sempre avuto un ruolo centrale nella carriera del politico. Non a caso il segretario generale della regione Liguria Pietro Paolo Giampellegrini, nominato da Toti dopo la sua elezione, è tra i fondatori di Change. Un tipico caso di spoil system che avevamo raccontato nell'edizione 2017 nel nostro report "Cogito ergo sum" su think tank, fondazioni e associazioni politiche.

Nell'ultimo anno l'organizzazione è stata rilanciata, ed utilizzata in maniera strategica per la decisione di uscire da Forza Italia. Da maggio ad oggi ha già ricevuto oltre 200.000euro in contributi, in una raccolta fondi che è stata propedeutica alla presentazione di Cambiamo!, il soggetto politico che è l'evoluzione, nonché la traduzione in italiano, di Change.

€211.200 raccolti dal comitato Change di Toti da maggio ad oggi.

Dietro a queste cifre ci sono principalmente 3 aziende. La prima è la Moby Spa, nota società di navigazione italiana, che lo scorso maggio ha donato €100.000 al comitato Change. Subito dietro la Black Oils Spa, con €50.000 tra giugno e luglio, la Diaspa Srl, €30.000, e Innovatec Spa, con €20.000.

Le informazioni che mancano

Entrambe queste organizzazioni, in quanto equiparate ai partiti dalla legge anticorruzione, hanno l'obbligo di pubblicare: i dettagli degli organi apicali, il bilancio, lo statuto e l'elenco dei contributi ricevuti. Tutte queste informazioni sono disponibili per il comitato Change, mentre lo stesso non si può dire per i comitati Azione civile di Matteo Renzi.

Mancano statuto e consiglio direttivo dei comitati Azione civile.

Come visto l'elenco dei finanziatori è puntualmente pubblicato e aggiornato, ma mancano sia lo statuto sia la composizione degli organi direttivi del comitato. Inadempienze che non permettono di capire a pieno la portata del neo nato movimento. Auspicabilmente con la nascita di Italia Viva queste informazioni emergeranno, e sarà quindi possibile ottenere più informazioni sul partito.

Il nuovo modo di fare politica in Italia

I tempi e i modi di fare politica in Italia stanno cambiando. Questo è stato causato anche da una normativa che per troppi anni ha permesso a fondazioni, associazioni e comitati politici di vivere nell'ombra, diventando quindi il posto ideale per raccogliere consenso, e fondi, e quindi preparare determinati percorso politici. L'attuale crisi dei partiti, sia al livello di organizzazione che al livello economico, ha contribuito alla rapida evoluzione di tutto questo. Uno scenario che viene confermato dalle storie personali di Renzi e Toti, politici che parallelamente alla loro vita nel Partito democratico e Forza Italia, hanno continuato a coltivare interessi e ambizioni personali in strutture non partitiche, almeno fino a poco tempo fa, portandoli alla scelta di percorrere strade autonome.

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