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Think tank, fondazioni e associazioni sono ormai una costante della politica italiana. Strutture che grazie alla crisi dei partiti hanno trovato il modo di diventare sempre più centrali nelle dinamiche nazionali. Organizzazioni che sono accomunate dal desiderio di essere dei forum in cui discutere e formare una nuova classe politica e dalla volontà di instaurare dei processi di policy making. Luoghi trasversali in cui politici, accademici, imprenditori e società civile si incontrano.

Cogito ergo sum 2020

Nell’ultimo anno poi, vedi i casi Renzi, Toti e Carfagna, alcune di queste strutture sono state utilizzate come rampa di lancio per la nascita di nuovi soggetti politici. Un ulteriore elemento che sta contribuendo alla forte personalizzazione della politica in Italia. Non solo, attraverso i loro membri think tank, fondazioni e associazioni sono ormai una presenza fissa nel parlamento e nel governo. Una pedina sempre più centrale nello scacchiere politico del paese.

Think tank e fondazioni, il bacino per nomine pubbliche e incarichi di governo.

La gestione dell’emergenza Covid19, come anche le recenti nomine nelle principali partecipate dello stato, hanno confermato come think tank e fondazioni siano soprattutto il bacino da cui le istituzioni attingono per affidare incarichi.

Lo stesso avviene per gli incarichi di governo, come confermato dalla recente nomina di Manfredi a ministro dell’università. Al primo incarico politico, Manfredi fa parte di 2 think tank molto vicini al centrosinistra: ATTUA e Merita Meridione – Italia.

In tutto questo lo spazzacorrotti, prima legge in materia, ha festeggiato il suo primo anno di vita: una norma che ha fatto solo ulteriore confusione, affidando il compito di vigilare ad un organo che per sua stessa ammissione non ha i mezzi per farlo. L’edizione 2020 di Cogito ergo sum fa chiarezza sull’attuale situazione, mappando questo mondo in continua evoluzione.

153 le strutture censite da openpolis dal 2015 ad oggi.

L’emergenza Covid19

L’inizio del 2020 è stato monopolizzato dalla gestione della pandemia Coronavirus. Un evento senza precedenti che ha chiesto uno sforzo non indifferente da parte della macchina statale. Come abbiamo avuto modo di analizzare nel nostro lavoro sulle mappe del potere Covid19, tra le tante strutture che hanno gestito l’emergenza, 3 in particolare sono emerse come le più influenti. Parliamo nello specifico del Comitato tecnico-scientifico della protezione civile, della task force fase 2 presso Palazzo Chigi e della struttura a sostegno del commissario straordinario Arcuri.

Vengono mostrati i membri dei think tank censiti che fanno anche parte delle strutture create per la gestione dell’emergenza Coronavirus.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis

All'interno di queste strutture si trovano ben 11 persone che hanno incarichi nei think tank censiti in questo lavoro. Su tutti proprio il commissario straordinario, nonché amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri. Figura infatti nel comitato di presidenza dell'Associazione Civita, presieduta da Gianni Letta, e di cui fanno parte numerosi dirigenti pubblici.

11 nominati per la gestione dell'emergenza Coronavirus fanno anche parte dei think tank censiti.

Tra i nomi che meritano menzione anche Enrico Giovannini (membro di Asvis, Scuola di politiche, Merita Meridione e del Forum Disuguaglianze e Diversità), che fa parte della task force fase 2, come anche Mariana Mazzucato, da poco nominata nel Cda di Enel, che rientra nella fondazione Eni Enrico Mattei.

Le nomine 2020 nelle grandi partecipate

A fine aprile il ministero dell'economia e delle finanze, in accordo con il resto del governo, ha finalizzato le nomine per alcune delle principali aziende partecipate dello stato. In particolare il 21 aprile sono state depositate le liste per Enel, Eni, Leonardo e Poste, mentre il 24 è stato il turno di Banca Monte dei paschi di Siena. Snodi decisivi per la sfera istituzionale ed economica del nostro paese, in quanto coinvolte le più importanti imprese gestiste pubblicamente.

Tra le personalità coinvolte, 7 figurano come membri di think tank. Tra tutti Alessandro Profumo, confermato alla guida di Leonardo, membro di Italiadecide (Violante), ResPublica (Belloni) e Symbola (Realacci). Luca Bader, attuale consigliere proprio di Leonardo, che è passato in Monte dei Paschi di Siena, fa parte sia del Centro per un futuro sostenibile (Rutelli) che del Centro studi politica internazionale (Fassino). Con le nomine 2020 è stata anche confermata Maria Bianca Farina come presidente di Poste Italiane. Attualmente è sia membro della Fondazione Italia Cina che di Aspen Institute Italia.

Il legame tra aziende partecipate e think tank è fortissimo

L'Associazione Civita, presieduta da Gianni Letta, è tra le strutture censite con più legami con le principali aziende (pubbliche e private) del paese. Non a caso le nomine 2020 hanno coinvolto 2 suoi membri: Patrizia Grieco è passata dalla presidenza di Enel a quella di Mps, mentre Matteo Del Fante è stato confermato come amministratore delegato di Poste.

Tra le "new entry" invece la già menzionata Mariana Mazzucato, protagonista anche nell'emergenza Covid19 e membro della Fondazione Eni Enrico Mattei, e Luigi Soprano, membro di Mezzogiorno Europa, e ora nel collegio sindacale di Monte dei Paschi di Siena.

Un buco normativo, e la prima legge in materia

L'inizio del 2020 ha quindi confermato la centralità di queste strutture nelle dinamiche istituzionali del nostro paese. Una centralità evidente anche analizzando gli ultimi sviluppi della politica nazionale.

In questo senso le recenti nascite di Italia Viva (Renzi) e Cambiamo! (Toti) sono state anticipate dall'attività di aggregazione politica, raccolta fondi e comunicazione di due associazioni, rispettivamente i Comitati Azione Civile e la fondazione Change. Parallelamente alle loro attività nei partiti di appartenenza, il Partito democratico da un lato e Forza Italia dall'altro, Renzi e Toti hanno utilizzato delle strutture (ufficialmente non partitiche) per preparare il lancio dei loro soggetti. Una personalizzazione della politica che trova nell'utilizzo di queste strutture una sua naturale evoluzione.

Associazioni e fondazioni utilizzate per accreditarsi e preparare il lancio di partiti politici: i casi Renzi e Toti.

Non è un caso poi se nelle principali istituzioni politiche del paese think tank e fondazioni sono stabilmente presenti da anni. In totale sono 49 le strutture che hanno al proprio interno sia deputati che senatori. In aggiunta attraverso i suoi membri il governo Conte II entra in contatto diretto con ben 14 tra think tank, fondazioni e associazioni politiche. Una realtà come Italianieuropei, storico think tank guidato da Massimo D'Alema, può contare su 3 ministri (Boccia, Provenzano e Speranza), e un sottosegretario (Guerra).

Come visto è da queste strutture che spesso la politica attinge per nomine importanti. L'ultimo ministro ad essere entrato nel governo Conte II è Gaetano Manfredi, ex presidente della conferenza dei rettori. Al primo incarico politico, Manfredi fa anche parte della fondazione Attua (fondata da Gianni Pittella) e dell'associazione Merita Meridione - Italia (Claudio De Vincenti). Due strutture strettamente legate a singole personalità politiche, e vicine al centrosinistra.

49 tra fondazioni e associazioni politiche hanno al proprio interno deputati e senatori.

Per anni però queste organizzazioni non erano normate, o quanto meno venivano trattate esattamente come qualsiasi altra fondazione o associazioni attiva in Italia. L'equiparazione ai partiti è stata introdotta solamente in questa legislatura dalla legge 3 del 2019, il cosiddetto spazzacorrotti. Il provvedimento, fortemente voluto dal Movimento 5 stelle, ha per la prima volta ha tentato di normare la materia. La legge ha infatti sostanzialmente deciso che le fondazioni, le associazioni e i comitati politici devono rispettare gli stessi obblighi di trasparenza dei partiti, pubblicare cioè statuto, organigramma, bilancio e donazioni ricevute dai privati.

L’intervenire normativamente sul mondo delle fondazioni politiche ha rappresentato certamente un elemento positivo. Finalmente ora il parlamento ha iniziato a prestare attenzione ad un mondo su cui, come openpolis, puntiamo il faro dal 2015. Non è un caso che nella relazione tecnica del provvedimento presentata dal governo venisse citato proprio il nostro censimento sul mondo di think tank, fondazioni e associazioni politiche.

I problemi dello spazzacorrotti

Dobbiamo necessariamente commentare alcuni elementi della legge che non sembrano essere del tutto soddisfacenti. Per lo spazzacorroti tutte le associazioni e fondazioni i cui organi apicali sono composti per almeno 1/3 da politici sono da equiparare ai partiti.

Come vedremo nel capitolo dedicato, il cerchio che è stato tracciato è problematico. Da un lato risulta essere troppo ampio, quasi immonitoriabile, dall'altro sembra non coinvolgere nessuno dei principali think tank. Non sono inclusi o perché la quota dei politici negli organi apicali è inferiore a 1/3, o perché banalmente l'alto numero di politici è in organi che formalmente non sono considerati quelli decisionali.

Una legge è stata scritta, ma non è chiaro chi riguardi e cosa implichi.

 

Come se non bastasse poi, ci sono numerosi problemi per l'implementazione della norma stessa, soprattutto per quanto riguarda chi deve sorvegliare sul rispetto degli obblighi di trasparenza che le fondazioni ora hanno. Nel caso specifico la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, che ha questo compito, ha più volte denunciato la mancanza di mezzi per svolgere queste mansioni. A fine aprile nella sua annuale relazione al parlamento ha sottolineato, per l'ennesimo volta, carenze di personale e di competenze:

È agevole rilevare che, all'ampliamento della nozione di partito e movimento politico, segue il notevole incremento dei compiti di controllo e sanzionatori della Commissione, cui si aggiunge un'intensa attività istruttoria per l'identificazione delle innumerevoli realtà associative destinatarie della nuova normativa, sovente con difficoltà accertative, atteso che si è in presenza di situazioni spesso mutevoli nella soggettività e nella denominazione. Peraltro, la Commissione non dispone di poteri accertativi diretti se non tramite richieste ad altre Autorità/Amministrazioni.

Una galassia di organizzazioni che l'occhio della legge non vede: Cogito ergo sum 2020

Cogito ergo sum è la pubblicazione di openpolis che ormai dal 2015 monitora il mondo di think tank, fondazione e associazioni politiche. Lo facciamo attraverso un censimento puntuale delle strutture, una ricostruzione delle loro attività e una fotografia dei membri.

Per l'edizione 2020 di Cogito ergo sum abbiamo deciso di andare oltre. Il numero di strutture, che ormai ha superato le 150 unità, è secondario se accostato al livello di influenza che queste organizzazioni, e il loro membri, hanno sulle dinamiche politico-economiche nazionali. Oltre ad avere un peso politico infatti (più di 100 parlamentari hanno incarichi in queste strutture) le fondazioni e associazioni politiche censite rappresentano un network attraverso cui possiamo collegare tra loro le principali partecipate dello stato, grandi aziende private, come anche le più importanti entità della pubblica amministrazione.

3.033 persone hanno incarichi nei think tank, fondazioni e associazioni censite.

Costituiscono di fatto un collegamento tra il mondo della politica e quello dell'economia, diventando quindi hub di influenza non indifferente.

Un collegamento tra il mondo della politica e quello dell'economia, diventando quindi hub di influenza e potere.

Parliamo di luoghi in cui accademici e politici, come anche dirigenti pubblici e privati condividono interessi e obiettivi. Strutture quindi trasversali capaci di unire mondi diversi (economia, politica e pubblica amministrazioni). Realtà politiche variegate, con ricorrenti situazioni in cui politici di schieramenti differenti si trovano membri delle medesime strutture.

 

Foto: Facebook Italia Viva

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