I think tank e il governo Draghi Mappe del potere

Sono diversi i membri del nuovo governo a far parte di think tank. Analizzare le dinamiche di queste organizzazioni è un modo per capire il processo di selezione della classe politica e di orientarsi su chi sono in particolare i ministri non diretta espressione di un gruppo politico.

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Nonostante il governo Draghi sia solo all’inizio del suo percorso sono già molti i punti di vista da cui si può osservare il nuovo esecutivo. Uno di questi è l’appartenenza dei suoi ministri a think tank e fondazioni politiche.

Alcune sono organizzazioni vicine alla sinistra, come ad esempio Italiani europei o il Forum disuguaglianze e diversità, altre sono vicine a Forza Italia, come Free foundation di Renato Brunetta, altre ancora sono sostanzialmente trasversali, come Aspen institute e la fondazione Italia-Usa.

Se da un lato analizzare i think tank è utile a capire i processi di selezione della classe politica dall’altro ci aiuta a mettere a fuoco come alcune figure, pur non essendo iscritte ad alcun partito, siano tutt’altro che estranee al mondo politico.

I membri di think tank in consiglio dei ministri

Venerdì 12 febbraio il presidente del consiglio Mario Draghi ha giurato al Quirinale insieme ai ministri e al sottosegretario alla presidenza del consiglio Garofoli.

Nonostante ancora debbano essere nominati i sottosegretari sono già molti i componenti del consiglio dei ministri membri di think tank e fondazioni politiche.

10 i componenti del consiglio dei ministri che fanno parte di think tank e fondazioni politiche.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)

Non è certamente una novità che membri di think tank politici facciano parte del governo. Abbiamo analizzato questo fenomeno sia nel primo che nel secondo governo Conte. In effetti se si considerano complessivamente le 14 organizzazioni che hanno membri nel governo Draghi, emerge come personalità associate e questi think tank abbiano fatto parte di praticamente tutti i governi degli ultimi 20 anni.

Trattandosi di un governo che può essere definito come di unità nazionale, l'area politica e culturale di queste organizzazioni è molto eterogenea.

L'appello del capo dello stato per la formazione di un governo che non rispondesse a schemi politici predefiniti è stato accolto da quasi tutti i partiti. Vai a "Che cos’è un governo di unità nazionale"

L'Associazione Rousseau, di cui per un periodo è stato membro il ministro Patuanelli, è strettamente legata al Movimento 5 stelle.

Realtà come Italiani europei, Democrazia Europa società, Transizione ecologica Solidale, Meridione Italia e il Forum disuguaglianze e diversità sono invece più legate al mondo della sinistra.

I think tank più importanti del centro destra non hanno per ora esponenti all'interno del governo.

Siamo Voce libera e Free foundation sono organizzazioni create da due dei ministri di Forza Italia, rispettivamente Mara Carfagna e Renato Brunetta. Non risultano però esponenti legati a nessuno dei più importanti think tank di centro-destra, né a organizzazioni vicine alla Lega.

Infine organizzazioni come la fondazione Leonardo (fondazione della Leonardo Spa), la fondazione Italia-Usa e Aspen Institute hanno una composizione più trasversale. Tra i loro membri si trovano politici di diversi schieramenti ma, al contrario di altre organizzazioni, qui ricoprono ruoli importanti anche accademici, dirigenti pubblici e imprenditori.

La galassia di centro-sinistra, i tecnici ed Italiani europei

Italiani europei è sicuramente uno dei think tank più importanti nell'ambito del centro sinistra. Suoi esponenti hanno fatto parte di tutti i governi di quest'area politica a partire dal primo governo Prodi fino al secondo governo Conte.

Due di questi governi sono stati presieduti proprio da Massimo D'Alema che di Italiani europei è ideatore e presidente.

Non mancano tuttavia persone non iscritte a partiti e che nella loro esperienza politica sono stati spesso definiti "tecnici". È il caso di Francesco Profumo, Marta Dassù e Andrea Ricciardi, che sono stati componenti del governo Monti. Ma anche di Roberto Garofoli, ex magistrato, che oggi ricopre il ruolo cruciale di sottosegretario alla presidenza del consiglio con funzioni di segretario del consiglio dei ministri.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)

Considerare per questo Garofoli una figura di sinistra sarebbe però una semplificazione. Infatti sempre in questa legislatura ha svolto anche l'incarico di capo di gabinetto del ministro dell'economia del primo governo Conte, Giovanni Tria.

In ogni caso è interessante come in Italiani europei si incontrino figure con profili come quello di Garofoli con esponenti politici di primo piano, come i segretari di due diversi partiti della sinistra, Nicola Zingaretti (Partito democratico) e Roberto Speranza, che oltre ad aver mantenuto l'incarico di ministro della salute è a tutt'oggi il leader di Articolo-1.

Giovannini i think tank e il mondo politico

Dopo aver ricoperto il ruolo di chief statistician presso l'Ocse, Giovannini è stato nominato presidente dell'Istat dal quarto governo Berlusconi.

In seguito, oltre ad essere scelto nel gruppo di saggi selezionato dal presidente della repubblica Napolitano, è stato nominato ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta, un esecutivo di larghe intese.

Inizialmente il governo Letta è stato sostenuto sia dal Partito democratico che da Forza Italia. Vai a "Che cos’è un governo di larghe intese"

Dopo questa esperienza Giovannini è stato tra i fondatori dell'Alleanza per lo sviluppo sostenibile (Asvis) di cui è portavoce. Come dice il nome stesso Asvis è un alleanza, che include tra i suoi aderenti realtà anche molto diverse. Vi si trovano molte Ong, cooperative e sindacati ma anche l'associazionismo d'impresa, come Confindustria e Confartigianato. Ci sono poi fondazioni bancarie ma anche associazioni culturali e politiche.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)

Una vasta rete di relazioni dunque a cui va aggiunta quella derivante dalla partecipazione di Giovannini ad altri 4 think tank politici.

Intanto la Scuola di politiche, presieduta dallo Erico Letta, che lo aveva voluto ministro del lavoro del suo governo. Altri tre membri della Scuola di politiche hanno fatto parte di quello stesso governo, Emma Bonino, Marta Dassù e Maria Chiara Carrozza.

Poi il Forum disuguaglianze e diversità di Fabrizio Barca. Esponenti di questa organizzazione hanno fatto parte sia del governo Letta, Marco Rossi Doria, che del governo Monti, Francesco Profumo e lo stesso Barca.

Giovannini è stato poi membro di Human Foundation di cui hanno fatto parte anche Marta Dassù e Carlo Calenda.

Infine l'associazione Meridione Italia - Merita. Un'associazione legata come abbiamo visto alla galassia di sinistra che ha avuto suoi esponenti nei governi Monti,  Letta, Gentiloni e nel secondo governo Conte.

Aspen Institute e le fondazioni economico-istituzionali

Come abbiamo visto sono tre le organizzazioni legate al mondo economico-istituzionale con esponenti nel governo Draghi.

Roberto Cingolani, ministro dell'ambiente, fa parte della fondazione Leonardo. Federico D'Incà (M5s), ministro per i rapporti con il parlamento, fa parte della fondazione Italia-Usa. Mentre Daniele Franco, ministro dell'economia, è membro di Aspen Institute.

Aspen in particolare, oltre ad aver avuto suoi membri in moltissimi governi, ha avuto suoi esponenti in tutti i governi tecnici o di unità nazionale che ci sono stati dal 1993 ad oggi.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)

Del governo Ciampi facevano parte Sabino Cassese, Antonio Patuelli e Paolo Savona poi tornato al governo con il primo esecutivo Conte.

Giulio Tremonti che al momento è presidente di Aspen è stata una figura centrale dei governi Berlusconi. Insieme a lui anche Franco Frattini, che inoltre ha fatto parte del primo governo Dini.

Marta Dassù che al momento è direttrice di Aspenia, la rivista di Aspen, come abbiamo visto ha fatto parte sia del governo Letta che del governo Monti, insieme a Francesco Profumo e Lorenzo Ornaghi.

Infine il governo Draghi, con il suo ministro dell'economia Daniele Franco che come abbiamo visto è membro di Aspen.

 

Foto Credit: Asvis - Facebook

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