Cosa sono le milestone e i target del Pnrr

Ogni misura contenuta nel Pnrr deve essere completata rispettando un rigido cronoprogramma che prevede il raggiungimento di scadenze intermedie e finali. Queste si suddividono in obiettivi (target) e traguardi (milestone).

Definizione

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede complessivamente la realizzazione di 226 misure suddivise tra riforme (62) e investimenti (164). Tali interventi devono essere portati a compimento rispettando una rigida tabella di marcia che prevede, per ogni misura, l’adempimento di alcune scadenze.

La scadenze possono essere di 2 tipi: i target (obiettivi) e le milestone (traguardi). Per valutare il raggiungimento dei primi si utilizzano indicatori quantitativi, come il numero di imprese che usufruiscono di determinati incentivi o l’incremento di personale nei tribunali. Le seconde invece si caratterizzano per una componente più qualitativa e rinviano generalmente all’approvazione di atti normativi o amministrativi. Un dossier realizzato dal centro studi del parlamento, definisce le milestone come scadenze che precedono cronologicamente i target. Ciò perché generalmente le prime rappresentano delle tappe intermedie lungo il processo che porta al conseguimento dei secondi.

Il cronoprogramma del Pnrr prevede il raggiungimento di milestone e target alla fine di ogni trimestre fino al 2026. La verifica sul rispetto delle scadenze da parte delle istituzioni europee, dal cui esito positivo dipende l’erogazione dei fondi, avviene invece su base semestrale.

Dati

Le misure previste dal piano richiedono il completamento di 527 scadenze in totale. Queste si suddividono in 314 milestone e 213 target. Analizzando il cronoprogramma possiamo osservare come il momento più significativo per quanto riguarda l’attuazione delle misure sia previsto per il secondo trimestre del 2026. Entro questo termine infatti è richiesto il completamento di 92 target e 4 milestone.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 21 Dicembre 2021)

527 le scadenze da completare previste dal Pnrr.

La fine del 2023 costituisce un punto di svolta nell’attuazione del Pnrr.

Altri momenti particolarmente intensi saranno la fine del 2023 e del 2024. Nel primo caso le scadenze totali a cui adempiere sono 63 (18 milestone e 45 target) mentre nel secondo 54 (8 milestone e 46 target). Com’è possibile osservare anche dal grafico, fino al 2023 i soggetti coinvolti saranno chiamati a dare attuazione principalmente alle milestone. Il quarto trimestre di quell’anno invece può essere considerato come un momento chiave. Da quel momento in poi infatti si passerà principalmente al raggiungimento dei target.

Un altro elemento interessante da analizzare riguarda la distribuzione delle scadenze rispetto alle missioni del piano. Il Pnrr si compone infatti di 6 missioni che individuano le macroaree di intervento. Queste poi si articolano in 16 componenti che vanno a circoscrivere maggiormente i settori in cui si inseriscono le singole misure. La missione che prevede il maggior numero di scadenze (220) è la numero 1, cioè “digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”.

FONTE: elaborazione e dati openpolis e Mef.
(ultimo aggiornamento: martedì 21 Dicembre 2021)

Al secondo posto troviamo invece missione 2 “rivoluzione verde e transizione ecologica” con 151 scadenze. Al terzo infine la missione 4 “istruzione e ricerca” con 63 scadenze.

Analisi

Le risorse europee non sono erogate tutte insieme ma in rate semestrali. Ogni paese quindi deve inviare tutte le volte una nuova richiesta per accedere a una parte dei fondi, anche se già assegnati. Per poterlo fare però deve prima aver conseguito tutti i milestone e i target previsti per il semestre precedente.

In base all'articolo 24 del regolamento Ue 2021/241 ogni paese può inviare al massimo due richieste di contributo all'anno. Dato che il Pnrr dovrà tassativamente concludersi entro il 2026, il mancato rispetto del cronoprogramma potrebbe comportare l'impossibilità di inviare le domande in tempo, con il rischio di perdere una parte delle risorse, specie alla conclusione di questo arco temporale. Il rispetto delle scadenze però non è semplice da conseguire. Lo stesso esecutivo infatti ha riconosciuto che il completamento di tutti gli adempimenti richiederà uno sforzo fuori dal comune.

L’Italia potrà richiedere e ottenere delle istituzioni europee i finanziamenti spettanti su base semestrale solo a fronte dell’effettivo conseguimento dei traguardi e degli obiettivi intermedi, secondo una sequenza temporale predefinita e concordata che impone tempi di realizzazione stringenti, molto più rapidi di quelli usuali.

Sotto questo aspetto vale la pena ricordare che la realizzazione di una parte consistente del piano sarà affidata agli enti locali. In base a una relazione presentata dall’ufficio parlamentare di bilancio però in alcuni casi tali enti potrebbero non avere strutture adeguate per far fronte a meccanismi tanto complessi. Ciò potrebbe portare a ritardi e inadempienze. Anche per questo motivo il decreto legge 77/2021 istitutivo della governance del Pnrr ha previsto per l’esecutivo la possibilità di esercitare dei “poteri sostitutivi”.

Con i poteri sostitutivi, il governo può attribuire a un altro soggetto o a un commissario il compito di portare a conclusione i progetti nel caso in cui i soggetti attuatori individuati inizialmente non siano in grado di rispettare i tempi.   Vai a "Come funziona la governance del Pnrr"

Nonostante questi accorgimenti però allo stato attuale (dicembre 2021) il nostro paese è apparso in difficoltà nel rispetto delle scadenze. A ciò si devono aggiungere anche delle criticità sotto il profilo della trasparenza e dell'accountability. Le informazioni inviate dallo stato italiano a Bruxelles e quelle che invece sono state messe a disposizione dei cittadini infatti parrebbero viaggiare su 2 linee parallele. Ad oggi infatti gli atti ufficiali pubblicati dall'esecutivo sono soltanto 2. Una relazione presentata in consiglio dei ministri lo scorso settembre e, più recentemente, il documento semestrale da inviare al parlamento. Anche questo secondo dossier tuttavia presenta delle criticità. Nel testo infatti i contenuti relativi agli obiettivi e ai traguardi raggiunti sono molto generici e spesso non ci sono riferimenti diretti agli atti adottati.

Ci sono poche informazioni sullo stato di attuazione delle scadenze.

L’attività di informazione a favore di cittadini e analisti è stata demandata al portale Italia domani. Ma anche qui si riscontrano dei problemi. Su questo sito infatti sono stati pubblicati 2 file distinti. Uno riguardante le misure e uno con le scadenze. I due file però risultano inutilizzabili. Non solo perché sono presenti degli errori materiali di compilazione ma anche perché non esiste un modo per ricollegare le scadenze alle misure relative. Inoltre questi dati non riportano informazioni sullo stato degli adempimenti.

Anche per questi motivi abbiamo deciso di sopperire alle carenze dell’esecutivo su questo fronte, mettendo a disposizione di cittadini e analisti dei nostri open data e portando avanti un’attività di monitoraggio basata sul confronto incrociato di tutte le fonti disponibili.

Il nostro osservatorio sul Pnrr

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Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico "OpenPnrr" realizzato nell'ambito delle attività di analisi sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo approfondimento sugli interventi previsti dal piano e sullo stato di avanzamento delle misure (vedi tutti gli articoli). Nei prossimi mesi pubblicheremo anche un’apposita piattaforma in cui sarà possibile consultare tutte le informazioni disponibili. I dati dei nostri open data possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

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