Che cosa sono i gruppi parlamentari

Rappresentano la proiezione nelle istituzioni dei partiti che ottengono seggi alle elezioni. Oggi ricoprono un ruolo centrale non solo per i lavori in aula e nelle commissioni ma anche perché gestiscono ingenti risorse pubbliche.

Definizione

I gruppi parlamentari sono associazioni di deputati e senatori la cui costituzione è normata dai regolamenti di camera e senato. Rappresentano la proiezione all’interno dell’organo istituzionale dei partiti che hanno ottenuto seggi alle elezioni. Nel nostro ordinamento svolgono un ruolo fondamentale in quanto incidono in maniera determinante sui lavori dell’aula.

Spetta infatti ai gruppi assegnare i singoli parlamentari alle varie commissioni. Tramite la conferenza dei presidenti di gruppo inoltre incidono sulla definizione dell’agenda dei lavori a cui contribuiscono direttamente alla camera mentre è sottoposta alla loro approvazione al senato.

I gruppi inoltre determinano l’attività politica dei propri membri. È all’interno del gruppo infatti che vengono definiti gli interventi durante il dibattito dell’aula. Un singolo parlamentare non può intervenire di propria iniziativa a meno che non si trovi in disaccordo con il resto del gruppo. Anche in questo caso però lo spazio per il suo intervento è limitato.

Ogni gruppo deve redigere entro 30 giorni dalla costituzione un proprio statuto (regolamento al senato). Inoltre nella prima riunione deve eleggere un presidente, uno o più vicepresidenti e un comitato direttivo alla camera mentre al senato devono essere scelti presidente, uno o più vice presidenti ed uno o più segretari. Devono inoltre essere previsti organi per la gestione amministrativa.

Ogni parlamentare è tenuto ad aderire a un gruppo. Chi non lo fa viene inserito d’ufficio nel gruppo misto. Tuttavia non c’è una correlazione diretta tra il partito o la lista con cui un parlamentare è stato eletto e la sua successiva adesione al gruppo. L’articolo 67 della costituzione prevede infatti il divieto di mandato imperativo. Ogni parlamentare quindi può aderire al gruppo che preferisce.

Per costituire un gruppo parlamentare occorre un numero minimo di 20 deputati e 10 senatori ma sono previste anche delle eccezioni.

Data la loro funzione ai gruppi sono assegnate, a carico del bilancio della camera di appartenenza, le risorse necessarie allo svolgimento della loro attività.

Dati

Come abbiamo detto deputati e senatori non sono obbligati ad iscriversi nel gruppo del partito con cui sono stati eletti così come non sono obbligati a rimanere nello stesso gruppo per tutto il corso della legislatura. Questo ha dato origine al fenomeno del cosiddetto “trasformismo politico” con deputati e senatori che non solo hanno cambiato più di un gruppo all’interno della stessa legislatura ma che sono anche passati dalla maggioranza all’opposizione e viceversa.

Si tratta di un fenomeno che ha sempre caratterizzato le dinamiche del nostro parlamento ma che, con l’eccezione della XIV legislatura (governi Berlusconi II e III), negli ultimi anni è esploso fino a toccare il suo apice nella scorsa legislatura che ha visto ben 569 cambi di gruppo complessivi. L’attuale legislatura conta invece 131 cambi di gruppo per un totale di 123 parlamentari coinvolti.

Deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato. Un principio alla base della nostra democrazia rappresentativa, ma che con il forte incremento dei cambi di gruppo in parlamento viene messo costantemente in discussione.
Il grafico rappresenta il numero totale di cambi di gruppo. Un deputato o un senatore possono essere stati protagonisti anche di più di un cambio di gruppo all’interno della legislatura.
La XII legislatura e la XV sono durate solamente 2 anni. Rispettivamente dal 1994 al 1996 e dal 2006 al 2008.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 16 Ottobre 2020)

Analisi

L'attuale regolamentazione dei gruppi parlamentari presenta alcuni aspetti critici. In particolare la disciplina dei rapporti tra gruppo e suoi componenti è scarsamente toccata dai regolamenti. Un esempio significativo è legato al fatto che non sono previste norme per i cambi di gruppo che di fatto sono liberi.

Per quanto questo sia un diritto costituzionale, l'esplosione del fenomeno che ha toccato numeri record nel corso della XVII legislatura ha contribuito ad alimentare la generale sfiducia che aleggia nei confronti delle istituzioni. Per altro il perpetuarsi di questa dinamica contribuisce a rendere sempre più instabili le maggioranze e questo influisce negativamente anche sull'efficienza del parlamento.

A rendere ancora più complicate le cose c'è il fatto che i regolamenti di camera e senato siano divergenti per alcuni aspetti. Questo rende ancora più difficile per i cittadini comprendere le logiche delle dinamiche d'aula. Per questo, pur senza mettere in dubbio il divieto di vincolo di mandato sancito dalla costituzione, sarebbe opportuno che i regolamenti fossero più dettagliati sul punto.

Un altro aspetto da non sottovalutare è legato alle risorse gestite dai gruppi. Con l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti infatti i fondi attribuiti ai vari gruppi per il loro funzionamento sono diventati la fonte di sostegno principale della politica. I regolamenti di camera e senato impongono ad ogni gruppo di redarre un proprio bilancio e di renderlo pubblico. Ma questo non toglie che sia necessario mantenere alta l'attenzione su questo aspetto dato che parliamo di risorse pubbliche rilevanti.

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