Come varia il livello di partecipazione ai lavori delle camere tra deputati e senatori I dati sull'assenteismo

La percentuale di assenza dei parlamentari ai lavori delle rispettive camere è un dato importante da monitorare. In questo articolo approfondiremo le differenze di genere ma anche in base ai territori di appartenenza di deputati e senatori.

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Il livello di partecipazione di deputati e senatori ai lavori delle rispettive aule è un tema che riscuote sempre grande attenzione. Specie nella delicata situazione attuale in cui il nostro paese si ritrova a fare i conti con le conseguenze della guerra in Ucraina, a gestire la delicata fase di transizione successiva alla fine dello stato di emergenza, oltre che a portare avanti il piano nazionale di ripresa e resilienza rispettando le scadenze previste.

In base ai dati più recenti, relativi al 5 aprile scorso, possiamo osservare come la percentuale media di assenza sia del 15% circa. Il livello di assenteismo però è significativamente più alto alla camera rispetto al senato. A palazzo Madama infatti le assenze medie si attestano al 7,8% mentre a Montecitorio al 18,2%, una differenza di oltre 10 punti percentuali.

15,3% la percentuale media di assenza alle votazioni dei parlamentari.

In questo articolo approfondiamo una serie di aspetti legati al tasso di assenteismo dei parlamentari. Sia per quanto riguarda le differenze di genere che il territorio di elezione. Sotto il primo punto di vista vedremo come le senatrici siano mediamente più presenti rispetto ai loro colleghi uomini, mentre tra deputate e deputati vi è un sostanziale parità. Per quanto riguarda il secondo aspetto invece alla camera i rappresentanti meno presenti sono quelli di Abruzzo e Lazio. Mentre in senato sono i toscani e i veneti.

Come si conteggiano le assenze dei parlamentari

In base ai regolamenti di camera (articolo 48 comma 1) e senato (articolo 1 comma 2), i parlamentari sono tenuti a partecipare ai lavori delle rispettive aule. Tuttavia deputati e senatori spesso, oltre ai lavori in assemblea, svolgono anche altre attività durante il mandato (incontri sul territorio, partecipazione a riunioni di partito, convegni etc.).

Un’alta percentuale di assenze contribuisce a screditare il parlamento agli occhi dell’opinione pubblica.

Per questo è importante fare una distinzione tra assenze tout court e missioni. Rientrano in questa seconda tipologia tutte le mancate partecipazioni attribuibili ad impegni istituzionali (come ad esempio le assenze dovute a incarichi di governo). In questo caso l’assenza è giustificata e al parlamentare non viene nemmeno decurtata la diaria (cioè il rimborso per le spese di soggiorno a Roma). Questa disciplina però presenta diversi aspetti che ancora oggi risultano poco trasparenti, ne abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo.

Ma come si monitora la presenza di deputati e senatori? È necessario conteggiare la partecipazione ad ogni singola sessione di voto. Ciò perché all’interno di una seduta si possono svolgere anche più votazioni: la presenza in aula all’inizio dei lavori quindi non significa necessariamente che un parlamentare parteciperà all’intera seduta.

È possibile ricavare i dati sulle presenze dei parlamentari dai risultati delle votazioni elettroniche. Vi sono però problemi di trasparenza e completezza. Vai a "Come si contano assenze, presenze e missioni parlamentari"

Nella stragrande maggioranza dei casi, il voto avviene in forma elettronica. I dati relativi all’andamento di questi scrutini sono quindi uno strumento fondamentale per monitorare l’attività del parlamento e dei suoi membri. Da inizio legislatura ce ne sono state 10.562 alla camera e 7.703 al senato (ultimo aggiornamento: 5 aprile 2022). È su questa base che possiamo valutare il livello di partecipazione ai lavori delle camere.

18.265 votazioni elettroniche effettuate dall’inizio della legislatura.

Per analizzare compiutamente i dati che seguono tuttavia è importante tenere presente anche altri due elementi. Il primo riguarda il fatto che i regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell’assenza al voto. Non è quindi possibile distinguere l’assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute. Inoltre, il senato, a differenza della camera, contempla anche il caso del “presente non votante”. Si tratta dell’eventualità in cui un senatore o una senatrice pur essendo presente in aula decida deliberatamente di non partecipare al voto. In questo caso i rappresentanti sono comunque considerati come presenti.

I dati della XVIII legislatura

In base ai dati relativi alle assenze durante le votazioni elettroniche, possiamo osservare come la maggior parte dei parlamentari abbia un tasso di assenteismo compreso tra lo 0% e il 15%: parliamo di 591 membri di camera e senato. Ci sono poi 244 esponenti con una percentuale compresa tra il 15,01% e il 30%. Infine abbiamo 115 parlamentari la cui percentuale di assenza alle votazioni è superiore al 30%.

22 i parlamentari con un tasso di assenteismo superiore al 60%.

Disaggregando i dati rispetto alla camera di appartenenza, possiamo notare che i deputati con un tasso di assenteismo compreso tra lo 0% e il 15% sono 320. Sono 210 invece i membri della camera a rientrare nella fascia compresa tra il 15,01% e il 30%. Mentre gli esponenti ad aver fatto registrare una percentuale di assenza alle votazioni superiore al 30% sono 99. A palazzo Madama invece quasi tutti i senatori rientrano nella fascia compresa tra lo 0 e il 15% di assenze. Solo 50 infatti fanno registrare un tasso di assenteismo superiore. Sono 5 poi gli esponenti con un dato superiore al 60%. Tra questi però vi sono anche due senatori a vita, i quali non sono legati a un mandato elettorale: Carlo Rubbia e Renzo Piano.

I membri di camera e senato sono stati raggruppati in fasce, in base alla loro percentuale di assenza alle votazioni elettroniche. Dal conteggio delle assenze sono escluse tutte quelle classificate come “missioni”. Dal conteggio sono stati escludi anche i due presidenti Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati in virtù del ruolo particolare che ricoprono.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

Come abbiamo già raccontato, questa disparità nel livello di partecipazione tra camera e senato può essere dovuta, almeno in parte, alla maggioranza ristretta su cui poteva fare affidamento il governo Conte II. A palazzo Madama infatti il voto di ogni singolo esponente era importante per la tenuta dell'esecutivo ed anche i parlamentari membri del governo spesso sono stati costretti a partecipare alle votazioni per non far andare sotto la maggioranza.

Le performance dei gruppi parlamentari

Un altro elemento interessante da analizzare riguarda il livello di assenteismo dei gruppi parlamentari. Per quanto riguarda Montecitorio, possiamo notare come il gruppo meno presente in aula sia quello di Forza Italia con una percentuale media di mancate partecipazioni del 30%. Seguono il gruppo misto (24,1%) e Liberi e uguali (22,8%). I più presenti - al netto dei molti abbandoni - sono invece gli esponenti del Movimento 5 stelle con una media del 12,6% di assenze.

I dati possono essere ricavati dalla partecipazione alle votazioni elettroniche. Dal conteggio delle assenze sono escluse tutte quelle classificate come “missioni”. Ogni parlamentare è associato al gruppo in cui milita alla data del 5 aprile 2022.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

Al senato la percentuale media di assenza alle votazioni elettroniche è più bassa rispetto alla camera.

Pur ribadendo ancora una volta che la percentuale media di assenze in senato è sensibilmente più bassa rispetto a quella di Montecitorio, vediamo quali sono i gruppi con il livello di partecipazione alle votazioni elettroniche più basso in questo ramo del parlamento. Dai dati possiamo osservare che al primo posto c’è il gruppo misto con una percentuale di assenza del 16,1%. Tuttavia, come abbiamo già visto, dobbiamo tenere presente che questo dato è in parte condizionato dalla presenza dei senatori a vita i quali - anche per motivi legati all’età e allo stato di salute - generalmente hanno un basso livello di partecipazione. Detto del misto, i gruppi “politici” che presentano il tasso di assenteismo più elevato sono quelli di Italia viva (12,5%) e Fratelli d’Italia (11,9%). C'è poi un altro gruppo con una percentuale di assenze a due cifre, ovvero Forza Italia che si attesta al 10,3%.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

Nell’analisi di questi dati bisogna tenere presente che il tasso di assenteismo dei gruppi varia anche al variare della loro conformazione. Una dinamica condizionata dal fenomeno dei cambi di appartenenza dei parlamentari. Se, per fare un esempio, un esponente con un basso livello di partecipazione cambia gruppo il peso di questo dato andrà ad influire positivamente sulla formazione da cui è in uscita e negativamente su quella in entrata. Il cambio di gruppo inoltre può anche influire sull'atteggiamento di un parlamentare. Alcune forze politiche infatti spingono i proprio appartenenti ad avere un'alta percentuale di partecipazione alle sedute, cosa che invece altri gruppi non fanno. A partire dal misto che, proprio per la sua particolare conformazione, non da indicazioni politiche in questo senso.

La differenza nelle assenze tra donne e uomini

Spesso ci siamo occupati del tema della disparità di genere, evidenziando come nel nostro paese ancora oggi le differenze di trattamento tra donne e uomini siano piuttosto marcate. Una dinamica che trova conferma anche a livello di rappresentanza parlamentare. Le donne presenti nelle camere infatti sono complessivamente 341, cioè poco più di un terzo rispetto agli uomini.

Per quanto riguarda l'assenteismo possiamo rilevare che in senato si registra una sensibile differenza nel livello di partecipazione tra donne e uomini. In questo ramo del parlamento infatti i senatori in media sono stati assenti all’8,5% delle votazioni elettroniche, mentre le donne al 6,4%.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

Alla camera invece la situazione è sostanzialmente in equilibrio con una leggera preponderanza di mancate partecipazioni da parte delle deputate (18,4%) rispetto ai loro colleghi uomini (18,1%).

2,1 la differenza, in punti percentuali, nel tasso di assenteismo tra uomini e donne in senato.

Occorre comunque tenere presente in questo caso che i grandi numeri tendono ad appiattire le differenze, "nascondendo" i dati che si discostano di più dalla media. In questo contesto quindi un parlamentare assenteista andrà ad incidere in maniera minore sul valore medio rispetto a quello che può fare una sua collega. Questo proprio perché gli uomini sono molti di più rispetto alle donne. Di conseguenza serve un numero maggiore di deputati o senatori “assenteisti” per aumentare in maniera sensibile il dato. La disparità di genere gioca quindi un ruolo anche in questo senso.

L’assenteismo rispetto alle regioni di elezione

Un altro elemento interessante da monitorare riguarda il tasso di assenteismo in base alla regione di elezione dei parlamentari. È possibile analizzare questo dato grazie alla circoscrizione in cui ciascun rappresentante è stato scelto. Per quanto riguarda il senato l'attuale sistema elettorale individua 20 circoscrizioni che corrispondono al territorio di ciascuna regione. Per la camera invece le circoscrizioni sono 28. Alcune ricalcano per intero il territorio regionale mentre per altre esso è suddiviso in più circoscrizioni (4 in Lombardia e 2 in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia).

Come noto infine, una parte dei seggi di camera e senato è riservata ai connazionali che risiedono all’estero. I rappresentanti di questi cittadini appartengono a specifiche circoscrizioni (America settentrionale e centrale, America meridionale, Europa, Asia-Africa-Oceania-Antartide).

I deputati più “assenteisti sono quelli di Abruzzo e Lazio. Tra i senatori invece i toscani e i veneti.

In base a queste informazioni possiamo ricondurre tutti i parlamentari alla loro regione di elezione. Per quanto riguarda la camera, possiamo osservare come proprio i parlamentari eletti all’estero risultino tra i più "assenteisti". Il dato più significativo riguarda gli eletti nella circoscrizione America meridionale con circa il 65,1% di assenze alle votazioni elettroniche. Ma se si escludono gli eletti all’estero - che rappresentano comunque una piccola parte - notiamo che i più assenteisti sono i deputati eletti in Abruzzo con un tasso del 21,9%, superiore di oltre 3 punti percentuali rispetto alla media della camera. Seguono poi i deputati laziali (21,6%) e siciliani (20,6%). Tutte le altre regioni registrano un tasso di assenteismo dei loro rappresentanti inferiore al 20%.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

Al senato invece troviamo una situazione diversa. In questo ramo del parlamento infatti ai primi posti ci sono esponenti eletti nel territorio nazionale. Al primo posto per tasso di assenteismo infatti troviamo i senatori eletti in Toscana (12,7%) e in Veneto (10,1%). Seguono quelli della Liguria (9,3%), di Lazio e Calabria (9%) e della Lombardia (8,5%).

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

Sopra il dato medio dell'aula anche i rappresentanti eletti in Basilicata (8,3%) e Sicilia (8,2%).

Chi sono i rappresentanti più assenteisti

Finora abbiamo analizzato i dati relativi al tasso di mancate partecipazioni alle votazioni elettroniche in senso generale. Adesso, per concludere, ci concentreremo sui valori relativi ai singoli parlamentari.

A Montecitorio troviamo 3 deputati con una percentuale di assenza superiore all’85%. Si tratta di Michela Vittoria Brambilla (Fi, 99,1%), Antonio Angelucci (Fi, 96,4%) e Guido Della Frera (Ci, 86,9%). Tra i primi 15 deputati con il dato più alto troviamo anche alcuni nomi noti al grande pubblico. Tra questi anche quelli di due importanti leader di partito. Ovvero Enrico Letta (Pd) che da quando è stato eletto, nel 2021, non ha partecipato al 75% delle votazioni elettroniche svolte. E Giorgia Meloni (Fdi) che invece non ha partecipato al 62,4% degli scrutini.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

A palazzo Madama invece ci sono solamente 4 senatori, escludendo quelli a vita, che presentano un tasso di assenteismo superiore al 50%. Al primo posto troviamo Fausto De Angelis (Lega, 98,4%) che però è entrato in carica solamente da pochi giorni, essendo subentrato alla dimissionaria Tilde Minasi divenuta nel frattempo assessora regionale in Calabria. Oltre a De Angelis rientrano poi in questa categoria anche Tommaso Cerno (Pd, 65,5%), Niccolo’ Ghedini (Fi, 64%) e Ignazio La Russa (58%).

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Aprile 2022)

Anche nel caso del senato quindi non mancano i nomi noti tra quelli degli esponenti meno presenti in aula. Tra questi figura anche il leader di Italia viva Matteo Renzi (42,9%). Nelle prime 15 posizioni infine anche Emma Bonino (le cui precarie condizioni di salute però sono note da tempo) e Paolo Romani (29,4%), attualmente appartenente alla componente del misto Italia al centro ma con una lunga militanza nelle file di Forza Italia con anche incarichi di rilievo ai tempi dei governi Berlusconi.

Foto: Camera

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