I cambi di gruppo parlamentare a marzo 2022 Valzer parlamentare

L’elezione del presidente della repubblica ha portato a un nuovo picco di riposizionamenti. Ma il fenomeno è proseguito, seppur con intensità minore, anche successivamente. Protagonisti, ancora una volta, molti ex 5s.

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Dopo le fibrillazioni dei primi mesi dell’anno dovute alle elezioni per il presidente della repubblica, il parlamento ha ripreso la propria attività dovendo affrontare questioni tutt’altro che secondarie. Come l’approvazione di norme volte alla gestione della fase finale dell’emergenza Covid e, parallelamente, l’esplosione della crisi in Ucraina che ha avuto ripercussioni anche nel nostro paese. Sia in termini di accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra, sia in termini economici relativamente all’impennata del prezzo delle fonti energetiche.

In un contesto così complesso non si è comunque arrestato il fenomeno dei cambi di gruppo in parlamento. Nei primi tre mesi dell’anno infatti si sono registrati 34 riposizionamenti che hanno visto protagonisti 24 tra deputati e senatori. Una dinamica certamente influenzata dalle operazioni che hanno portato alla conferma di Sergio Mattarella al Quirinale. Ma, almeno in parte, anche dal fatto che ormai la legislatura sta volgendo al termine. Con l’avvicinarsi delle elezioni, sulla decisione di cambiare gruppo può quindi incidere anche una valutazione sulle possibilità di ricandidatura e di rielezione.

24 i parlamentari che hanno cambiato gruppo nel primo trimestre del 2022.

In questo contesto, emerge come moltissimi tra i parlamentari che hanno cambiato gruppo avessero iniziato la legislatura nel Movimento 5 stelle. Diversi di loro poi, una volta abbandonata questa formazione, hanno successivamente modificato la propria appartenenza anche più di una volta. Un’indicazione della difficoltà per questi parlamentari di trovare una nuova collocazione politica.

I cambi di gruppo dal 2018 a oggi

Il fenomeno dei cambi di gruppo, pur se con intensità diversa, ha caratterizzato tutta la XVIII legislatura fin dal suo inizio nel marzo del 2018. Evoluzioni nella composizione dei gruppi di camera e senato sono avvenute con cadenza quasi mensile.

Alcuni passaggi politici particolarmente rilevanti però hanno impresso una significativa accelerazione al fenomeno. Ad esempio i due cambi di governo hanno comportato dei significativi cambiamenti nella geografia parlamentare. Nel passaggio dal Conte I al Conte II infatti si sono registrati 52 cambi di gruppo, mentre tra il Conte II e il governo Draghi addirittura 82.

L’elezione del capo dello stato ha inciso sui cambi di gruppo.

Un altro passaggio molto importante è stato la recente elezione del presidente della repubblica che ha portato al rinnovo del mandato di Sergio Mattarella. In quei giorni infatti le tensioni e le difficoltà nel trovare un candidato in grado di raccogliere un ampio consenso sono state molto forti. Diversi parlamentari in questo scenario hanno scelto di cambiare collocazione. Tra dicembre 2021 e gennaio 2022 infatti si sono conteggiati 31 cambi di appartenenza. Una volta superato questo scoglio le dimensioni del fenomeno sono tornate ad attenuarsi anche se questo non si è mai del tutto arrestato. Anche a febbraio e marzo infatti si sono registrati 8 riposizionamenti. In totale quindi i cambi di gruppo avvenuti nel 2022 sono stati 34.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Aprile 2022)

Dal 2018 a oggi i cambi in totale sono stati 311, per una media di circa 6,5 al mese. Alla camera i deputati coinvolti sono stati 144 per un totale di 191 cambi di gruppo. A palazzo Madama invece i riposizionamenti totali sono stati 119 e hanno visto protagonisti 72 senatori.

311 i cambi di gruppo avvenuti da inizio legislatura.

La disparità tra il numero di cambi di gruppo complessivi e quello dei parlamentari coinvolti è dovuta al fatto che un esponente politico può anche cambiare più di un gruppo durante la legislatura.

Lo stato di salute dei gruppi parlamentari

L’analisi dei cambi di gruppo nel lungo periodo evidenzia come Movimento 5 stelle, Forza Italia e Partito democratico siano le forze politiche maggiormente danneggiate dal fenomeno. Il M5s in particolare ha registrato solamente movimenti in uscita: 100 in tutto dal 2018 ad oggi.

Un caratteristica dovuta alle particolari caratteristiche di questa formazione. Il vecchio statuto del movimento infatti (recentemente cambiato) prevedeva innanzitutto che i candidati al parlamento fossero selezionati dagli iscritti (attraverso le cosiddette “parlamentarie”). Inoltre agli eletti veniva richiesta la cessione di una parte del compenso di parlamentare per finanziare la piattaforma Rousseau e altre iniziative del movimento. Inoltre i regolamenti dei gruppi prevedevano vincoli molto stringenti per quei parlamentari che avessero voluto aderire al movimento. Come la sottoscrizione del codice etico, l'essere incensurati e non essere iscritti ad altri partiti.

Elementi che, uniti evidentemente al momento di crisi attraversato da questa forza politica, hanno escluso la possibilità per i gruppi di camera e senato di accogliere nuovi esponenti tra le loro fila.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Aprile 2022)

Analizzando il dato relativo agli abbandoni, possiamo osservare che il secondo gruppo che ne ha subiti di più è stato il misto (64). Questo gruppo allo stesso tempo però è anche quello che ha accolto il maggior numero di nuovi parlamentari dall’inizio della legislatura. I nuovi ingressi infatti sono stati 136, per un saldo positivo di 72 nuovi aderenti complessivi tra camera e senato. Il motivo di un ricambio così significativo nella composizione del misto deriva dalle sue caratteristiche particolari. Ogni parlamentare infatti deve necessariamente aderire a un gruppo. Molti deputati e senatori quindi, anche a legislatura in corso, scelgono di entrare a farvi parte nel caso in cui non condividano più le politiche portate avanti dal loro gruppo di appartenenza ma allo stesso tempo non vogliano entrare a far parte di altre formazioni politiche.

I gruppi rappresentano la proiezione dei partiti all’interno del parlamento. Ogni parlamentare deve aderire ad un gruppo ma può scegliere a quale senza vincoli. E può anche cambiare liberamente nel corso della legislatura. Vai a "Che cosa sono i gruppi parlamentari"

In alcuni casi però la scelta di aderire al misto è solo temporanea. Abbandonare una forza politica infatti può essere anche un passaggio difficile da gestire. Molti parlamentari quindi preferiscono effettuare prima un passaggio intermedio, aderendo al misto per un periodo più o meno lungo prima di approdare alla destinazione finale. Ciò con l’obiettivo di rendere il cambio di gruppo meno traumatico, sia agli occhi degli elettori che a quelli degli alleati (o ex alleati).

Vediamo quindi quali sono gli attuali equilibri tra le forze politiche alla luce dei cambi di gruppo avvenuti fino ad ora. Nonostante il grandissimo numero di abbandoni, il Movimento 5 stelle rimane comunque la forza politica di maggioranza relativa. I pentastellati infatti rappresentano da soli il 24% circa dell’arco parlamentare (156 deputati e 73 senatori).

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Aprile 2022)

Al secondo posto troviamo la Lega (133 deputati e 63 senatori), al terzo il Partito democratico (97 deputati e 39 senatori). Fratelli d’Italia, unico gruppo politico interamente all’opposizione, rappresenta circa il 6% dei seggi (37 deputati e 21 senatori).

I cambi di gruppo nel dettaglio

Come abbiamo già anticipato, i cambi di gruppo avvenuti nel primo trimestre del 2022 sono stati 34. C’è però una discrepanza tra i riposizionamenti conteggiati e i parlamentari coinvolti. Ciò è dovuto al fatto che 10 senatori si sono resi protagonisti di un’operazione politica durata solamente un giorno.

In senato il gruppo Cal-Idv è stato aperto e chiuso in poche ore.

A palazzo Madama infatti alla fine di gennaio (nelle fasi più concitate delle operazioni per l’elezione del nuovo presidente della repubblica) si è costituito un nuovo gruppo denominato Costituzione, ambiente, lavoro - Italia dei valori (Cal-Idv). La nuova formazione era composta, con la sola eccezione di Rosellina Sbrana, da ex esponenti del Movimento 5 stelle. In particolare Elio Lannutti, Rosa Silvia Abate, Luisa Angrisani, Margherita Corrado, Mattia Crucioli, Fabio Di Micco, Bianca Laura Granato, Barbara Lezzi e Cataldo Mininno. Questa formazione però è rimasta attiva solo per poche ore. All'indomani della sua costituzione infatti il gruppo si è sciolto e i suoi iscritti sono tutti rientrati nelle componenti da cui provenivano. Ciò nonostante questi spostamenti devono essere conteggiati come cambi di gruppo a tutti gli effetti.

Ma al di là di questo passaggio particolarmente eclatante ci sono stati altri 14 parlamentari che in questo periodo hanno cambiato gruppo. Particolarmente coinvolto dal fenomeno è stato il gruppo di Coraggio Italia alla camera. La formazione politica lanciata dal presidente della Liguria Giovanni Toti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro infatti tra gennaio e marzo 2022 ha registrato 2 nuovi ingressi e 3 abbandoni.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Aprile 2022)

Ad aderire al gruppo sono stati Lucia Scanu e Antonio Lombardo, entrambi provenienti dal gruppo misto. Le fuoriuscite invece hanno visto protagonisti Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino, entrambi passati alla componente del misto Azione - +Europa - Radicali Italiani. A questi si aggiunge poi Matteo Dall’Osso, tornato in Forza Italia da cui era arrivato. Un’altra formazione particolarmente interessata dai cambi di gruppo è stata proprio quella azzurra. Infatti, oltre a Dall’Osso, Fi ha “conquistato” altri due parlamentari. Si tratta dei senatori Saverio De Bonis (proveniente dal misto) e Gelsomina Vono (proveniente da Italia viva). Allo stesso tempo questa forza politica ha perso Barbara Masini (senatrice balzata al centro delle cronache per aver appoggiato apertamente l’approvazione del ddl Zan) passata alla componente Azione - +Europa del misto.

Due abbandoni poi anche tra le fila di Liberi e uguali alla camera. Si tratta di Devis Dori passato alla componente dei verdi interna al misto e di Erasmo Palazzotto approdato nel Partito democratico. Nei Dem inoltre è entrata anche Angela Ianaro proveniente dal Movimento 5 stelle.

Molti fuoriusciti dal M5s sono stati protagonisti di più di un cambio di gruppo.

Un elemento significativo che emerge dall’analisi di questi spostamenti riguarda il fatto che quasi tutti hanno visto come protagonisti ex appartenenti al Movimento 5 stelle. Alcuni hanno lasciato direttamente i gruppi pentastellati. All’onorevole Ianaro infatti si aggiungono anche Bernardo Marino (passato al misto) ed Elvira Evangelista (passata a Italia Viva). Altri invece provengono da gruppi diversi ma avevano iniziato la legislatura nel M5s. Oltre ai già citati protagonisti del gruppo Cal-Idv, gli altri sono Lucia Scanu, Matteo Dall’Osso, Devis Dori, Antonio Lombardo, Saverio De Bonis e Gelsomina Vono.

Questo dato evidenzia la difficoltà di chi è uscito dal movimento a trovare una nuova collocazione politica. Una dinamica che influisce negativamente sulla stabilità del parlamento.

Foto: Facebook - Osvaldo Napoli

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