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	<title>Giorgia Meloni Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Il fallimento annunciato dell’accoglienza dei migranti in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-fallimento-annunciato-dellaccoglienza-dei-migranti-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=287223</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online il nuovo rapporto “Centri d’Italia”, giunto alla settima edizione. Ne emerge un quadro di problematiche anche gravi, ma affrontabili se solo l’attenzione fosse posta sulla gestione di un fenomeno strutturale come l’immigrazione, anziché ricorrere alla retorica dell’emergenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-fallimento-annunciato-dellaccoglienza-dei-migranti-in-italia/">Il fallimento annunciato dell’accoglienza dei migranti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="e-online-il-nuovo-rapporto-centri-ditalia-un-fallimento-annunciato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong><a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un fallimento annunciato</a></strong> è il nuovo rapporto sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia realizzato da ActionAid e openpolis nell&#8217;ambito del progetto <strong>Centri d&#8217;Italia</strong>.</p>



<p>Un rapporto che è arrivato alla sua settima edizione, la terza da quando è online <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centri d’Italia</a>, la prima piattaforma di monitoraggio indipendente sul sistema di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati nel paese.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a
<br><strong>Centri d&#8217;Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Si tratta di un progetto che permette a chiunque di accedere ai dati sul sistema di accoglienza italiano con informazioni di dettaglio fino al singolo centro. Un modo per restituire all&#8217;opinione pubblica, ma anche ai decisori, informazioni che dovrebbero essere pubbliche ma che invece è estremamente difficile rintracciare.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">

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        <div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a>
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
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        <div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
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</div>


<div id="oltre-ai-dati-sulle-strutture-e-gli-ospiti-siamo-tornati-ad-analizzare-i-bandi-pubblici-per-la-gestione-dei-centri-di-accoglienza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Dati sui centri, analisi sui bandi e interviste</h3>



<p><strong>Ottenere i dati </strong>necessari ad alimentare la piattaforma e sviluppare il rapporto <strong>non è stato facile.</strong> Infatti, come di consueto, siamo dovuti ricorrere a formali <strong><a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-foia/">richieste di accesso agli atti</a></strong> <strong>a cui è stato inizialmente opposto un diniego</strong> e siamo riusciti ad accedere ai dati solo dopo diversi passaggi.</p>



<p>Anche per questo, oltre alla tradizionale disamina dei centri di accoglienza, della loro capienza e della loro distribuzione, <strong>siamo tornati ad analizzare i contratti pubblici con cui viene assegnata la gestione delle strutture di accoglienza.</strong></p>



<p><strong>Un tipo di analisi che avevamo già affrontato in passato, registrando alcune gravi criticità.</strong> Tuttavia, mentre <strong>mentre negli anni 2018-2021 i problemi erano mitigati da flussi migratori in calo, negli ultimi due anni si è registrata una crescita</strong> degli ingressi nel sistema. Per questo diventa particolarmente interessante verificare come si è evoluta nel corso degli ultimi anni la dinamica dei contratti pubblici. <strong>Le prefetture infatti sembrano sempre più in difficoltà ad assegnare gli appalti per l&#8217;accoglienza</strong> e ricorrono sempre più spesso ad affidamenti diretti o altre procedure in cui il grado di trasparenza e competitività degli appalti si riduce, ampliando le possibilità che emergano fenomeni di malagestione.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">66% </span>la quota di appalti per l’accoglienza assegnati in affidamento diretto nei primi otto mesi del 2023. Nel 2020 erano il 35%.</p>
			        </section>
		

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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023/">Le prefetture che hanno ripetuto più bandi tra gennaio 2020 e agosto 2023</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023/">Gli uffici territoriali del governo che hanno dovuto ripetere più spesso dei bandi nel tentativo di assegnare un numero sufficiente di contratti per la gestione di centri di accoglienza</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione Openpolis e ActionAid su dati <a href="https://www.anticorruzione.it/-/banca-dati-nazionale-dei-contratti-pubblici-2" target="_blank" rel="noopener">Bdncp</a></span>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 19 Dicembre 2023)
                                        </p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Eppure questa situazione, a tratti critica, non pare giustificata dal <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-migranti-e-i-numeri-degli-arrivi-nel-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numero di migranti in ingresso</a></strong> che, per quanto elevato, non ha superato livelli già affrontati negli scorsi anni.</p>



<p>Malgrado ciò, <strong>invece che affrontare le numerose questioni aperte</strong> (che denunciamo da anni) <strong>il governo di Giorgia Meloni si è limitato ad emanare o provvedimenti che non hanno alcun impatto su sistema di accoglienza o norme che regolarizzano prassi disfunzionali.</strong></p>



<p>Tra i vari provvedimenti che abbiamo analizzato in “<a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un fallimento annunciato</a>” uno desta particolare preoccupazione, ovvero la<strong> creazione di un nuovo circuito di accoglienza dedicato a strutture &#8220;temporanee&#8221;</strong> che possono essere aperte in assenza di posti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e<strong> in cui non è previsto alcun servizio per le persone accolte</strong> che non si limiti al semplice albergaggio. A questo tema abbiamo quindi dedicato un capitolo del rapporto <strong>intervistando Chiara Marchetti di <a href="https://ciaconlus.org/">Ciac Onlus</a></strong> che ci ha parlato della situazione drammatica del campo allestito in provincia di Parma.</p>



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                <label class="roboto-slab fs-18 fw-700 clickable" for="list-13">
					Abruzzo                </label>
				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
            </div>
							        			            </div>

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<div id="il-progetto-centri-ditalia-si-basa-sullanalisi-e-la-condivisione-dei-dati-sul-sistema-di-accoglienza-con-lobiettivo-alzare-il-livello-del-dibattito-sulla-questione-migratoria" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Un monitoraggio difficile ma necessario</h3>



<p><strong>Come evidenziamo ormai da tempo, l’accesso, l&#8217;analisi e la diffusione di questi dati rappresentano un lavoro tutt&#8217;altro che semplice.</strong> Nonostante questo continua il nostro impegno perché crediamo che un monitoraggio attento sia fondamentale per valutare il funzionamento del sistema. <strong>Solo attraverso l’analisi di dati condivisi e basati su dinamiche concrete si possono porre le basi per un dibattito pubblico più aderente alla realtà e politiche pubbliche più eque ed efficaci.</strong></p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il rapporto</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noopener">Un fallimento annunciato</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Come ripetiamo ormai da anni, un approccio serio alla questione dell’accoglienza, come in qualsiasi politica pubblica, prevederebbe <strong>riforme che si propongono obiettivi monitorabili e successivi aggiustamenti basati sull’analisi dei risultati.</strong> Al contrario da anni, e ancor più nel corso del 2023,<strong> si procede a continue modifiche del sistema, di solito per decreto, senza che siano portate evidenze</strong> a giustificazione di politiche che appaiono perlopiù ideologiche, quando non propagandistiche. </p>



<p><strong>Foto:</strong> Cittalia (<a href="https://www.facebook.com/Cittalia/photos/pb.100063716045330.-2207520000/2492631627455589/?type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-fallimento-annunciato-dellaccoglienza-dei-migranti-in-italia/">Il fallimento annunciato dell’accoglienza dei migranti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La stretta del governo sui minori stranieri non accompagnati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-stretta-del-governo-sui-minori-stranieri-non-accompagnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=273340</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il governo ha varato nuove misure in materia di accoglienza, introducendone di più dure per i Msna. Le politiche che riguardano i minori sono sempre un tema delicato ma in questo caso non è nemmeno chiaro come questo possa aiutare a gestire i flussi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-stretta-del-governo-sui-minori-stranieri-non-accompagnati/">La stretta del governo sui minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Da oggi è in vigore un nuovo <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-10-05;133!vig=2023-10-06" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> in materi di immigrazione di cui si è parlato molto nei giorni scorsi. Quest&#8217;anno, infatti, <strong>il numero di richiedenti asilo e rifugiati arrivati sulle coste italiane è <a href="https://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumentato</a> considerevolmente.</strong> Ognuna di queste persone porta con sé la propria storia, la propria ragione per aver lasciato il suo paese e il proprio percorso migratorio che, in molti casi, può rappresentare di per sé un evento altamente traumatico.</p>
</p>
<p><strong>Tra chi arriva però una categoria è particolarmente meritevole di tutela.</strong> Si tratta dei minori e, in particolare, di quelli arrivati in Italia senza genitori. Ovvero i cosiddetti <strong>minori stranieri non accompagnati (Msna)</strong>.</p>
</p>
<p>Dopo un&#8217;estate di sbarchi e di polemiche politiche sia a livello nazionale che europeo, il <strong> nuovo decreto legge adottato dal governo si concentra proprio sui Msna, comprimendone diritti e garanzie.</strong> Una misura che certamente avrà un impatto grave su molti giovani e ragazzi arrivati in Italia e che oltretutto <strong>difficilmente aiuterà nella gestione del fenomeno migratorio.</strong></p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
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<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
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<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<p><div id="un-nuovo-provvedimento-prevede-che-i-minori-possano-essere-trattenuti-nei-centri-di-accoglienza-per-adulti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Minori in centri per adulti</h3>
</p>
<p>Il&nbsp;decreto&nbsp;in vigore da oggi&nbsp; è stato approvato dal <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-52/23739" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consiglio dei ministri</a> dello scorso 27 settembre. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_b5a5a97e7f2246454506a4c6e34b5536" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Normalmente i minori vengono accolti nel sistema ordinario.</p>
</section></div>
</p>
<p>Due sono gli elementi considerati più critici dagli osservatori. Il primo riguarda le modalità di accoglienza. <strong>Attualmente i Msna dovrebbero essere accolti in strutture dedicate all&#8217;interno del sistema di accoglienza e integrazione (Sai)</strong>, ovvero il sistema a titolarità pubblica gestito dai comuni. Già oggi però, in caso di necessità, è prevista la <strong>possibilità per i prefetti di istituire centri di accoglienza straordinaria (Cas) destinati ai minori</strong>. Seppur con servizi differenti e meno garanzie rispetto ai centri ordinari.</p>
</p>
<p>È bene precisare che <strong>per la creazione di nuovi Cas i prefetti dispongono di poteri straordinari, che gli permettono anche di assegnare appalti per nuovi centri tramite affidamenti diretti.</strong> Una modalità che permette procedure estremamente rapide, restringendone però i margini di trasparenza.</p>
</p>
<p><strong>Ci si aspetterebbe dunque che il governo, di fronte alla crescita degli arrivi, utilizzasse gli strumenti di cui dispone </strong>per creare nuovi centri anche per i minori. Possibilmente nel Sai e, se proprio questo non dovesse essere possibile, nei Cas dedicati. <strong>D&#8217;altronde ce ne sarebbe motivo, dato l&#8217;aumento del numero di sbarchi</strong> che è avvenuto soprattutto nel corso del 2022 e di quest&#8217;anno.</p>
</p>
<p><div id="ad-agosto-erano-presenti-in-italia-23mila-minori-stranieri-non-accompagnati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-alla-fine-di-unestate-di-sbarchi/">I minori stranieri non accompagnati in Italia alla fine di un&#8217;estate di sbarchi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-alla-fine-di-unestate-di-sbarchi/">I Msna presenti in Italia tra novembre 2015 e agosto 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/immigrazione/focus-on/minori-stranieri/pagine/dati-minori-stranieri-non-accompagnati" target="_blank" rel="noopener">ministero del lavoro</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 31 Agosto 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-273369"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-273369" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anziché istituire nuovi centri (possibilmente durante l&#8217;estate e non al suo termine, quando ormai gli sbarchi hanno superato la loro fase più intensa), il governo ha attuato una misura di natura diversa.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_0316185be671a3e5e27a16458652cd2c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Si introduce la possibilità di tenere dei minori in centri per adulti.</p>
</section></div>
</p>
<p>Il provvedimento adottato infatti prevede che, in caso di necessità, il prefetto sia autorizzato a sistemare i Msna in centri per adulti (articolo 5). <strong>Non è chiaro per quale ragione il governo non istituisca nuove strutture apposite per minori, siano esse nel sistema ordinario o straordinario</strong>, <strong>anziché crearne per adulti e poi sistemarvi sia minorenni che maggiorenni.</strong></p>
</p>
<p><div id="il-provvedimento-riguarda-i-ragazzi-e-le-ragazze-di-piu-di-16-anni-il-702-di-tutti-i-msna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;età dei minori</h3>
</p>
<p>Che questa rappresenti una situazione inadeguata per un minore sembra chiaro anche al governo. La norma infatti precisa che soluzioni di questo tipo possono essere adottate per un <strong>massimo di 90 giorni</strong> <strong>ed esclusivamente nei confronti di minori &#8220;di età non inferiore a sedici anni&#8221;.</strong></p>
</p>
<p>Al di là di come, in queste primissime fasi, venga determinata l&#8217;età del minore (nel comunicato stampa del Cdm si parla del minore che &#8220;ad una prima analisi appaia di età superiore ai sedici anni&#8221;) è bene sottolineare che <strong>la disposizione riguarderà oltre due terzi dei minori stranieri non accompagnati.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">70,2% </span>dei minori stranieri non accompagnati in Italia hanno 16 o 17 anni e dunque potranno essere accolti in centri per adulti.</p>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-maggior-parte-dei-msna-ha-16-o-17-anni/">La maggior parte dei Msna ha 16 o 17 anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-maggior-parte-dei-msna-ha-16-o-17-anni/">Genere e fasce d&#8217;età dei minori stranieri non accompagnati accolti in Italia (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://analytics.lavoro.gov.it/t/PublicSIM/views/HomePage/HomePage-SIM?%3Aembed=y&amp;%3Aiid=1&amp;%3AisGuestRedirectFromVizportal=y" target="_blank" rel="noopener">ministero del lavoro</a>                                                                <br />(consultati: giovedì 5 Ottobre 2023)
                                        </p>
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<p><label for="embed-chart-273426"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Ed è proprio sull&#8217;accertamento dell&#8217;età del minore che si concentra un&#8217;altra parte del decreto in adozione.</strong> Il testo infatti introduce una stretta sull&#8217;accertamento dell&#8217;età anagrafica, prevedendo l&#8217;espulsione in alternativa alla pena prevista per coloro che vengono condannati per aver dichiarato un&#8217;età diversa da quella effettiva.</p>
</p>
<p><div id="data-la-difficolta-ad-accertare-leta-si-rischia-di-violare-le-norme-a-tutela-dei-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La difficoltà di accertare l&#8217;età</h3>
</p>
<p>Non è poi affatto scontato che l&#8217;attribuzione dell&#8217;età sia certa. Infatti non di rado i minori che arrivano in Italia non dispongono di documenti di identità, ma <strong>l&#8217;assenza dei documenti non può pregiudicare la tutela dei diritti del minore</strong>. Come peraltro ha chiarito lo stesso <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_3_24_Interno_10337_minore_eta.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero dell&#8217;interno</a> nel 2017 rifacendosi all&#8217;articolo 3 della convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.datocms-assets.com/30196/1607611722-convenzionedirittiinfanzia.pdf" target="_blank">&#8211; Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, art. 3</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Una norma questa che implica chiaramente che <strong>non bisogna mettere a rischio una persona che potrebbe essere minorenne</strong>. Rischio che si corre quando non vi è certezza sull&#8217;età. A stabilirlo non è soltanto la convenzione internazionale, ma anche la legge italiana (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-08-18;142!vig=2023-09-29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D.Lgs. 142/2015</a> articolo 19bis).</p>
</p>
<p>Eppure è sempre lo stesso decreto ad affermare che, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati, <strong>la disciplina prevista per l&#8217;accertamento dell&#8217;età può essere svolta con modalità differenti</strong>. <strong>Modalità che riducono le garanzie</strong> di quello che potrebbe a tutti gli effetti essere un minore, aumentando peraltro il margine di errore della rilevazione. </p>
</p>
<p>Il testo della norma peraltro fa esplicitamente riferimento a rilevamenti radiografici, capaci di verificare lo stato delle ossa e quindi l&#8217;età. Nel 2017 una <a href="https://documenti.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/022bis/012/INTERO.pdf#page=24" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissione di inchiesta parlamentare</a> ha sostenuto che esami di questo tipo, se non accompagnati da un approccio multidisciplinare, possono avere un margine di errore consistente, fino a 2 anni. Proprio per questo la norma a cui ora si intende derogare prevede appunto un approccio multidisciplinare (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-08-18;142!vig=2023-09-29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D.Lgs. 142/2015</a> articolo 19bis).</p>
</p>
<p>insomma oltre a non costituire una strategia sostenibile per affrontare un fenomeno strutturale e in aumento come la migrazione, il nuovo decreto comprime anche i diritti dei minori che possono essere scambiati per adulti in seguito ad accertamenti che rischiano di essere approssimativi.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://twitter.com/FilippoGrandi/status/1705935644332028304" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filippo Grandi</a> </p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-stretta-del-governo-sui-minori-stranieri-non-accompagnati/">La stretta del governo sui minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il memorandum Ue-Tunisia mette a rischio i diritti dei migranti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-memorandum-ue-tunisia-mette-a-rischio-i-diritti-dei-migranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=267268</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Ue ha siglato un memorandum d'intesa con la Tunisia, con cui mette a disposizione ingenti fondi. Un "modello" che però ha vari precedenti e fa parte di una strategia di contenimento dei flussi migratori. Qui, affidato a un governo che non ha finora rispettato i diritti umani dei migranti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-memorandum-ue-tunisia-mette-a-rischio-i-diritti-dei-migranti/">Il memorandum Ue-Tunisia mette a rischio i diritti dei migranti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Dopo settimane di negoziati iniziate con l&#8217;incontro tra il commissario europeo per gli affari interni Ylva Johnsson e il presidente Kais Saied,<strong> l&#8217;Unione europea ha siglato un <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/fr/ip_23_3887" target="_blank" rel="noreferrer noopener">memorandum di intesa</a> con il governo tunisino</strong>. L’atto deve ancora essere ratificato dagli stati membri e comunque rappresenta un’intesa non vincolante. Almeno finché non verrà integrato da accordi dettagliati.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_419b539dcdd3c3f93c6cf96912bd1797" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;accordo sarebbe un &#8220;modello&#8221; per gli altri paesi del nord Africa.</p>
</section></div>
</p>
<p>Tuttavia l&#8217;atto rappresenta l&#8217;assunzione, da parte dell&#8217;Ue, di <strong>impegni politici e finanziari</strong> verso la Tunisia che comprendono, soprattutto, l&#8217;avvio di un parternariato strategico nella gestione dei flussi migratori in partenza dal paese nord-africano. Analogamente ad accordi precedenti come quello del 2016 con la Turchia o il memorandum d&#8217;intesa tra Italia e Libia, l&#8217;accordo si inserisce in una strategia di condizionalità degli aiuti economici e di <strong>esternalizzazione delle frontiere</strong> europee. Per la presidente Giorgia Meloni, costituirebbe anche un <strong>&#8220;modello&#8221; per accordi futuri con altri paesi nord-africani</strong>. </p>
</p>
<p>Ovviamente l’Unione europea è interessata alla ripresa economica della Tunisia per molte ragioni, non da ultimo quella di poterla considerare un paese sicuro per i migranti. Inoltre, siccome essa si trova al suo confine meridionale, vuole farne una frontiera esterna ben controllata. <strong>A subire le conseguenze del patto sono soprattutto i migranti stessi</strong>. Negli ultimi mesi infatti il governo tunisino ha applicato una <a href="https://www.hrw.org/news/2023/07/19/tunisia-no-safe-haven-black-african-migrants-refugees" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politica fortemente ostile</a> nei confronti dei migranti in transito nel paese. Una politica di cui l’Unione europea rischia di diventare complice, nonostante i blandi richiami al rispetto dei diritti umani contenuti nel memorandum.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il memorandum di intesa e i finanziamenti europei alla Tunisia</h3>
</p>
<p>Ormai <strong>da qualche mese l&#8217;Unione europea conduce negoziati con la Tunisia</strong>. Già il <a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/3195/Commissione-Ue-e-Tunisia-verso-partenariato-contro-migrazioni-irregolari" target="_blank" rel="noreferrer noopener">27 aprile</a> il commissario europeo per gli affari interni Ylva Johnsson aveva incontrato tre ministri tunisini in vista di un partenariato strategico, soffermandosi in particolare sul piano migratorio. Nel mese di giugno ha avuto luogo un <a href="https://www.governo.it/it/media/il-presidente-meloni-visita-ufficiale-nella-repubblica-di-tunisia/22805" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altro incontro</a> a cui hanno partecipato il presidente tunisino Kais Saied e la presidente del consiglio Giorgia Meloni, seguito da uno <a href="https://www.governo.it/it/articolo/meloni-tunisi-con-von-der-leyen-e-rutte/22854" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ulteriore</a>, a cui hanno partecipato anche il primo ministro olandese Mark Rutte e la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen. Un formato negoziale composto da esponenti sia delle istituzioni europee che di alcuni stati membri noto come&nbsp;&#8220;<em><a href="https://international-partnerships.ec.europa.eu/policies/team-europe-initiatives_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Team Europe</a>”</em>.</p>
</p>
</p>
<p>Il 16 luglio 2023, Saied e il <em>Team Europe</em> si sono incontrati nuovamente e hanno firmato il memorandum di intesa. Ha firmato anche il commissario per il vicinato e l&#8217;allargamento Olivér Várhelyi, di nazionalità ungherese.</p>
</p>
<p>Il memorandum d&#8217;intesa mira a creare un <strong>partenariato strategico tra Unione europea e Tunisia</strong> e si articola su <strong>cinque pilastri</strong>:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>stabilità macroeconomica</strong> (l&#8217;Ue si impegna a favorire la ripresa economica tunisina);</li>
</p>
<li><strong>economia e commercio</strong> (specificamente nei settori dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;economia circolare, della transizione digitale, del trasporto aereo e degli investimenti);</li>
</p>
<li><strong>transizione energetica</strong>;</li>
</p>
<li><strong>avvicinamento dei popoli</strong> (facilitazione degli scambi);</li>
</p>
<li><strong>migrazioni e mobilità</strong> (lotta ai trafficanti, sostegno alla protezione delle frontiere).</li>
</ul>
</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quindi da una parte rafforzare i rapporti economici e commerciali e sostenere riforme per la stabilità macroeconomica della Tunisia. Dall&#8217;altra, avviare una <strong>cooperazione strategica per fermare i flussi migratori illegali diretti verso l&#8217;Europa</strong> dal paese nord-africano. Quest&#8217;ultimo è il vero fulcro dell&#8217;accordo.</p>
</p>
<p><div id="il-piano-prevede-finanziamenti-pari-a-150-milioni-di-euro-di-sostegno-al-bilancio-piu-105-milioni-per-la-gestione-delle-frontiere" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Gli obiettivi politici sono affiancati poi da una serie di <strong>investimenti</strong>. Stando alle informazioni rilasciate, la <em><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/FS_23_3205" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eu comprehensive partnership package with Tunisia</a></em> è l&#8217;esito di una <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/fr/statement_23_3202" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazione congiunta</a> risalente all&#8217;11 giugno, l&#8217;incontro precedente alla firma del memorandum, a cui questo fa riferimento. Le informazioni sui finanziamenti sono però scarse e vaghe, essendo a oggi disponibile soltanto un&#8217;infografica della commissione europea.</p>
</p>
<p>Secondo quanto diffuso dalla commissione, si tratta di<strong> 150 milioni di euro di sostegno al bilancio</strong> (la Tunisia è vicina al default), a cui si aggiungono più di cento milioni per la gestione delle frontiere e 81 milioni per scambi tra le popolazioni europea e tunisina (soprattutto nel settore dell&#8217;educazione). Al momento però l&#8217;articolazione dei fondi, in particolare dei 150 milioni di supporto al bilancio, rimane vaga.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">105 milioni di euro </span>i finanziamenti che l&#8217;Ue si impegna a destinare alla Tunisia per la gestione delle migrazioni.</p>
</section>
</p>
<p>A questi fondi, disponibili immediatamente, si aggiunge un <strong>prestito pari fino a 900 milioni di euro</strong> (non viene specificata la sua entità esatta). Per accedere al prestito, il paese dovrà prima impegnarsi ad attuare le <a href="https://www.imf.org/en/News/Articles/2022/10/15/pr22353-tunisia-imf-staff-reaches-staff-level-agreement-on-an-extended-fund-facility-with-tunisia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforme</a> indicate dal fondo monetario internazionale, tramite cui otterrebbe un prestito, da parte del Fmi, pari a 1,9 miliardi di dollari in un periodo di 48 mesi. Il Fmi indica come riforme necessarie: rendere più egualitarie le politiche fiscali, ridurre la spesa pubblica, dare una nuova regolamentazione alle aziende di proprietà statale, aumentare la competizione (introducendo incentivi per gli investimenti) e rafforzare la governance e la trasparenza del settore pubblico. Si tratta di <strong>condizioni molto vaghe</strong> e aperte all&#8217;interpretazione.</p>
</p>
<p><div id="la-strategia-e-quella-di-rendere-gli-aiuti-economici-condizionali-alla-gestione-dei-flussi-migratori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il modello e i suoi precedenti</h3>
</p>
<p>Con il memorandum di intesa l&#8217;Unione europea si impegna a elargire ingenti risorse alla Tunisia manifestando due intenzioni. In primo luogo quella economica, ovvero <strong>fare in modo che il paese non finisca in bancarotta</strong>, concedendo fondi e promettendo quasi un miliardo di euro in prestiti oltre ai quasi 2 miliardi già resi disponibili dal fondo monetario internazionale. E questo malgrado il presidente<a href="https://www.africanews.com/2023/04/07/tunisias-president-kais-saied-rejects-imf-diktats/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Saied</a> abbia già esplicitato la sua volontà di non introdurre le riforme richieste.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_9a0c76602768f35bcd1e7d9aa7338194" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;Ue vuole finanziare il controllo delle sue frontiere esterne meridionali.</p>
</section></div>
</p>
<p>Dall&#8217;altra parte c&#8217;è la questione migratoria. La Tunisia è un paese di transito molto importante per i migranti che dall&#8217;Africa cercano di raggiungere l&#8217;Europa e, con l&#8217;obiettivo di fermarli, il paese nord-africano gioca un ruolo fondamentale. Per questo l&#8217;Ue vuole investire nel <strong>controllo della frontiera tunisina</strong>. La questione economica non è poi scollegata da quella migratoria. Intanto perché un’eventuale bancarotta tunisina renderebbe più complessi tutti i&nbsp;<em>dossier&nbsp;</em>collegati al paese. Ma anche perché in quel caso diverrebbe ancora meno sostenibile definire la Tunisia un “<strong>luogo sicuro</strong>”, pratica che al momento fa sì che l&#8217;Ue possa <a href="https://www.openpolis.it/la-detenzione-nei-cpr-alimenta-il-circolo-vizioso-dellirregolarita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">respingere i migranti provenienti da lì</a>. Secondo l&#8217;associazione per gli studi giuridici sull&#8217;immigrazione (<a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2022/01/Article-Tunisie-pays-sur-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Asgi</a>), oltre al fattore di instabilità economica e politica, la Tunisia è anche un paese in cui il diritto all&#8217;asilo non ha una inquadratura legale completa.</p>
</p>
<p>L&#8217;intento dietro al memorandum è quindi di investire in Tunisia per salvarla dalla bancarotta e allo stesso tempo porre una condizionalità degli <strong>aiuti finanziari, vincolati soprattutto all&#8217;implementazione di politiche securitarie lungo i confini e quindi all&#8217;esternalizzazione delle frontiere</strong>. </p>
</p>
<p>Un &#8220;modello&#8221;, come l&#8217;ha definito Giorgia Meloni, applicabile a tutti i paesi del nord-Africa, che non costituisce però una novità. <strong>Già nel 2016 l&#8217;Europa aveva siglato un <a href="https://www.europarl.europa.eu/legislative-train/theme-towards-a-new-policy-on-migration/file-eu-turkey-statement-action-plan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordo simile con la Turchia</a></strong>, che stabiliva che quest&#8217;ultima avrebbe ricevuto 6 miliardi di euro in aiuti se in cambio avesse contenuto i flussi di rifugiati siriani che cercavano di raggiungere l&#8217;Europa. Analogo il contenuto del <strong>memorandum Italia-Libia</strong> firmato nel 2017 e rinnovato nel 2022. Inoltre, per quanto riguarda specificamente il caso della Tunisia, già tra il 2015 e il 2022 l&#8217;Ue ha allocato <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;leg=19&amp;id=1384156" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra i 93 e i 178 milioni di euro</a> per combattere la migrazione irregolare.</p>
</p>
<p><div id="nel-2023-soprattutto-da-giugno-la-tunisia-e-il-paese-da-cui-arrivano-piu-migranti-diretti-verso-litalia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Tunisia, la nuova frontiera esterna dell&#8217;Ue</h3>
</p>
<p>Le vere vittime del memorandum di intesa sono i migranti sub-sahariani, provenienti soprattutto dai paesi dell&#8217;Africa occidentale, che si trovano in Tunisia. Negli ultimi mesi infatti la Tunisia è diventata uno dei principali punti di collegamento tra il continente africano e l&#8217;Europa e a luglio del 2023 è il paese da cui partono più migranti verso l&#8217;Italia. </p>
</p>
<p>Secondo le stime dell&#8217;agenzia Onu per i rifugiati (<a href="https://data2.unhcr.org/en/documents/details/98376" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unhcr</a>), <strong>già nel 2022 il 31% degli sbarchi proveniva dalla Tunisia</strong>, seconda solamente alle Libia con il 51%. Nel 2023 la situazione si è capovolta e la Tunisia è diventato il primo paese di transito per i migranti diretti in Italia.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">51.510 </span>i migranti arrivati sulle coste italiane dalla Tunisia, al 23 luglio 2023.</p>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-di-migranti-dalla-tunisia-nel-2023/">Gli arrivi di migranti dalla Tunisia nel 2023</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-di-migranti-dalla-tunisia-nel-2023/">I migranti partiti dalla Tunisia e sbarcati in Italia nel corso del 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_267349_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_267349_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono agli arrivi via mare di migranti provenienti dalla Tunisia (paese di partenza e non di origine dei migranti stessi). Viene indicato l&#8217;andamento dal primo gennaio al 23 luglio.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/migranti-e-migrazioni-in-italia-la-dashboard-con-tutti-i-numeri-126051" target="_blank" rel="noopener">Ispi</a>                                                                <br />(consultati: martedì 25 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/gli-arrivi-di-migranti-dalla-tunisia-nel-2023.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-267349"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-267349" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nel periodo percorso tra il primo incontro dell’11 giugno e la firma del memorandum d&#8217;intesa arrivata il 16 luglio le partenze dalla Tunisia sono molto cresciute. Una dinamica che lascia intravedere il rischio più evidente della strategia di esternalizzazione delle frontiere. Ovvero quello di <strong>permettere a un paese terzo di usare la leva migratoria come strumento negoziale nei confronti dell’Europa</strong>. Un fenomeno che si è verificato anche nei casi libico e turco.</p>
</p>
<p><div id="il-governo-tunisino-ha-sostenuto-la-teoria-della-sostituzione-etnica-e-non-ha-rispettato-i-diritti-dei-migranti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>I migranti presenti in Tunisia in questo momento si trovano in condizioni estremamente precarie. Da febbraio il presidente Saied ha fatto <a href="https://www.amnesty.it/la-nostra-accusa-al-presidente-tunisino-kais-saied-discorsi-razzisti-incitano-alla-violenza-contro-i-neri-africani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni</a> razziste nei confronti degli africani sub-sahariani, ricorrendo alla teoria della <strong>sostituzione etnica</strong>. Ha avviato una campagna mediatica che ha diffuso una retorica sovranista e intollerante, con un <strong>razzismo istituzionale</strong>.</p>
</p>
<p>Soprattutto dopo l&#8217;uccisione di un cittadino tunisino poche settimane fa, hanno avuto luogo rastrellamenti, aggressioni e sfratti ai danni della comunità migrante. <strong>Centinaia di migranti sub-sahariani sono stati deportati verso zone desertiche vicine al confine con la Libia</strong>, senza cibo né acqua o all&#8217;interno di zone militari dove le persone non autorizzate come i giornalisti non possono entrare. </p>
</p>
<p><strong>La Tunisia non può essere considerata un paese sicuro per i migranti che vi transitano</strong>. Non c&#8217;è nessuna garanzia che il governo ricorrerà a pratiche rispettose dei diritti umani per contenere i flussi migratori diretti verso l&#8217;Europa e <a href="https://refugees-welcome.it/accordo-tunisia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato di non voler costruire centri di accoglienza</a> né di voler <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/tunisi-accordo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituire una propria zona Sar</a> (<em>search and rescue</em>). L&#8217;Ue, dal canto suo, non ha esplicitamente parlato di protezione dei migranti stessi. Concedendo finanziamenti e stringendo accordi di collaborazione con la guardia costiera tunisina e le altre istituzioni, l&#8217;Ue legittima e si rende partecipe delle politiche attuali.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/en/media/president-meloni-president-von-der-leyen-and-prime-minister-rutte-tunisia/23166" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidenza del consiglio dei ministri</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-memorandum-ue-tunisia-mette-a-rischio-i-diritti-dei-migranti/">Il memorandum Ue-Tunisia mette a rischio i diritti dei migranti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dati sul Pnrr del governo contengono errori e anomalie</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-dati-sul-pnrr-del-governo-contengono-errori-e-anomalie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 10:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=258298</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sul piano il governo confonde la trasparenza con la comunicazione. Tra localizzazioni errate e importi sballati i progetti finanziati e pubblicati da Italia domani mostrano numerose criticità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-sul-pnrr-del-governo-contengono-errori-e-anomalie/">I dati sul Pnrr del governo contengono errori e anomalie</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Localizzazioni territoriali, importi di finanziamento e soggetti attuatori. Sono solo alcune delle categorie sulle quali <strong>stiamo riscontrando importanti criticità nei dati rilasciati dal governo</strong>, attraverso il portale<strong> Italia domani</strong>, sullo stato di attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://openpnrr.it/progetti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai ai progetti<br />
<br /><strong>su OpenPNRR</strong></a>.</p>
</section>
<p>Ancora una volta siamo costretti a chiedere maggiore chiarezza su un piano di finanziamenti così imponente. Ancora una volta siamo costretti a evidenziare che l&#8217;esecutivo guidato da Giorgia Meloni <strong>confonde la comunicazione politica con la trasparenza.</strong></p>
<p>Si tratta di informazioni la cui pubblicazione abbiamo ottenuto <strong>non senza difficoltà</strong>, attraverso una <a href="https://www.datibenecomune.it/2022/11/30/datioggi-pnrr-bene-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">campagna di pressione</a> realizzata insieme ad altre organizzazioni delle società civile, oltre che di <strong>richieste di accesso agli atti</strong>.</p>
<p><strong>La trasparenza è uno strumento fondamentale per la valutazione delle politiche pubbliche</strong>, ancora più importante quando si parla di un piano di finanziamenti che assegna miliardi di euro ed è costantemente <strong>al centro del dibattito</strong>. È insomma anche una questione di democrazia, oltre che di risorse pubbliche.</p>
<div id="grazie-anche-alle-segnalazioni-della-community-di-openpnrr-oltre-che-di-media-e-amministratori-abbiamo-rilevato-criticita-nei-dati-sui-progetti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Per queste ragioni riteniamo giusto <strong>evidenziare alcune delle principali criticità</strong> dei dati rilasciati dal governo e da noi sistematizzati e geolocalizzati su OpenPNRR.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<p>Si tratta di errori e ambiguità in parte segnalate anche dalla community di <strong>utenti che quotidianamente monitorano il piano su OpenPNRR (oltre 500)</strong>, oltre che da parte di giornalisti e amministratori pubblici che ci hanno scritto.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I problemi sulla localizzazione dei progetti</h3>
<div id="quasi-800-milioni-di-euro-per-interventi-in-ambito-nazionale-sono-localizzati-nel-comune-di-roma-solo-perche-li-hanno-sede-i-soggetti-attuatori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Molti progetti riguardano interventi in ambito nazionale <strong>ma vengono territorializzati in base al comune in cui si trova la sede del soggetto attuatore</strong>. Questo non consente di fare una valutazione puntuale e corretta sull&#8217;impatto che i fondi del Pnrr avranno sui singoli territori.</p>
<div id="strillo-testo-block_a42aa33744d9152d8a79566133cf0b86" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Progetti finanziati per centinaia di milioni di euro sono stati erroneamente localizzati a Roma.</p>
</section></div>
<p>Un esempio lampante riguarda il comune di Roma: almeno 13 progetti classificati come nazionali (quindi impossibile da territorializzare) <strong>sono stati localizzati nella capitale solo perché lì si trova la sede istituzionale dei soggetti attuatori</strong>. Parliamo di 779 milioni di euro, di cui 400 milioni per un progetto sul ripristino e la tutela dei fondali marini di cui il soggetto attuatore è l&#8217;istituto per la protezione dell&#8217;ambiente (Ispra) e altri 339 milioni sulla digitalizzazione, la cui titolarità è in mano a diversi ministeri. Nel caso di Roma abbiamo provveduto a riclassificare le incongruenze.</p>
<p>Altri progetti, invece, evidenziano <strong>errate sovrapposizioni territoriali.</strong> Per esempio viene indicato un comune e insieme tutta la regione in cui questo si trova, o al contrario si indica un ambito nazionale quando invece il progetto riguarda uno <strong>specifico perimetro territoriale di intervento.</strong></p>
<h3 class="wp-block-heading">Le incongruenze sugli importi dei finanziamenti</h3>
<div id="la-somma-di-alcuni-progetti-contenuti-in-una-stessa-misura-e-superiore-al-finanziamento-della-misura-stessa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Rispetto all&#8217;ammontare delle risorse ci sono criticità sulle fonti di provenienza dei finanziamenti. Ci siamo accorti di questo problema perché la somma di alcuni<strong> progetti riferiti alla stessa misura riportano importi complessivi maggiori della misura stessa</strong>. </p>
<p>Un problema non da poco, considerando che parliamo di fondi su progetti finanziati per <strong>miliardi di euro.</strong></p>
<p>Per esempio i progetti finanziati nell&#8217;ambito del piano innovativo per la qualità abitativa (Pinqua) <strong>cubano 785 milioni di euro in più rispetto alla misura del piano</strong> cui si riferiscono. Lo stesso accade per interventi sulla rigenerazione urbana (74,6 milioni in più) e sui piani urbani integrati (4 milioni). </p>
<p>È altrettanto chiaro che queste risorse aggiuntive siano state messe nero su bianco attraverso decreti legge o bilanci dei rispettivi ministeri. Tuttavia, <strong>il fatto che su Italia domani non sia stato segnalato in alcun modo genera confusione</strong>. </p>
<div id="strillo-testo-block_c9b3387ed55419014bef3c5408cfb742" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Circa 2mila progetti sarebbero stati finanziati ma l&#8217;importo risulta zero.</p>
</section></div>
<p>Inoltre abbiamo rilevato che <strong>circa duemila progetti che Italia domani presenta come finanziati, in realtà mostrano un valore pari a zero</strong> nella voce relativa alle fonti di finanziamento. Infine, ci sono alcuni progetti i cui <strong>importi corrispondono (o quasi) all&#8217;intero ammontare delle misure di riferimento</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La confusione sui soggetti attuatori</h3>
<div id="ce-confusione-su-molti-progetti-anche-in-merito-ai-soggetti-attuatori-e-ai-codici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Rispetto ai <strong>soggetti attuatori</strong>, invece, abbiamo riscontrato errori in decine di progetti.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">64 </span>i progetti finanziati al 1 marzo che non presentano un soggetto attuatore o dove è palesemente errato.</p>
</section>
<p>Quattordici di questi, per esempio, <strong>riportavano la regione Veneto come soggetto attuatore ma sono localizzati in Puglia</strong>. </p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="779" height="734" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/errore_Italia_domani.png" alt="" class="wp-image-258362" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/errore_Italia_domani.png 779w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/errore_Italia_domani-768x724.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/errore_Italia_domani-414x390.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/errore_Italia_domani-635x598.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/errore_Italia_domani-265x250.png 265w" sizes="(max-width: 779px) 100vw, 779px" /><figcaption class="wp-element-caption">La mappa su OpenPNRR prima della correzione degli errori di Italia domani</figcaption></figure>
<p>Inoltre la denominazione dei soggetti attuatori <strong>non è sempre ben esplicitata</strong>, a svantaggio della chiarezza delle informazioni e della sistematizzazione delle stesse.</p>
<p>Altri dati, tra quelli rilasciati recentemente su Italia domani, non presentano errori conclamati ma <strong>mostrano anomalie</strong>, che possono portare a pensare che i set di dati non siano completi. Un esempio è rappresentato dalla misura <a href="https://openpnrr.it/misure/37/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 4.0</a>: complessivi 18,46 miliardi di euro di risorse destinate <strong>ma 4 progetti finanziati</strong>, per importi totali pari a <strong>soli 578mila euro.</strong></p>
<div id="strillo-testo-block_5775d4c83b6ad99fc432eeae309473c6" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le imprecisioni e le incertezze impediscono le potenzialità di un monitoraggio strutturale.</p>
</section></div>
<p>Oltre a rilevare alcune incoerenze dei codici unici dei progetti (Cup) tra Italia domani e il portale governativo dedicato Opencup, evidenziamo anche che alcuni progetti riportano la stessa chiave di identificazione  (Cup + Clp &#8211; Codice Locale del Progetto), che al contrario dovrebbe essere univoca.</p>
<p>Molti progetti, poi, sono stati intitolati in formati non proprio user friendly, con descrizioni troncate, accenti o apostrofi mancanti che <strong>limitano le potenzialità di un&#8217;analisi strutturale.</strong></p>
<p>Inoltre, va considerato che <strong>i dati sono oggetto di un processo di validazione</strong> <strong>che però è risulta completato soltanto per meno della metà dei progetti caricati</strong>, circa 50mila su un totale di oltre 138mila. Per fornire la più ampia informazione abbiamo scelto, tuttavia, di caricare su OpenPNRR tutti i dati disponibili, segnalando però i progetti non validati.</p>
<p>Infine, vanno sottolineate <a href="https://www.openpolis.it/openpolis-libera-i-dati-sui-progetti-pnrr-nei-territori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le criticità che avevamo già rilevato</a> lo scorso 15 maggio: la mancanza dello <strong>stato di avanzamento</strong> dei progetti, le informazioni relative alle <strong>risorse effettivamente spese</strong> e la totale incertezza sulla <strong>frequenza di aggiornamento</strong> dei dati.</p>
<p>Invitiamo la nostra comunità di utenti su OpenPNRR e in generale i nostri attenti lettori, i media, i cittadini e le cittadine a segnalarci altri errori, affinché si possa collettivamente agire attraverso un <strong>reale monitoraggio civico di un piano così importante per il presente e il futuro delle comunità</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
<p><strong>Foto</strong>: Giorgia Meloni (<a href="https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/1646192662951735296" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Twitter</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-sul-pnrr-del-governo-contengono-errori-e-anomalie/">I dati sul Pnrr del governo contengono errori e anomalie</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Modificare la governance del Pnrr può ritardare l’attuazione del piano</title>
		<link>https://www.openpolis.it/modificare-la-governance-del-pnrr-puo-ritardare-lattuazione-del-piano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=236168</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con un nuovo decreto il governo ha cambiato molti aspetti della governance del Pnrr. Utili o meno che siano, cambiamenti di questo tipo richiedono comunque molto tempo per essere realizzati. Tempo che potrebbe essere usato per attuare il Pnrr.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/modificare-la-governance-del-pnrr-puo-ritardare-lattuazione-del-piano/">Modificare la governance del Pnrr può ritardare l’attuazione del piano</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>A maggio 2021 il governo Draghi aveva varato un decreto intitolato &#8220;Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza&#8221; (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-05-31;77!vig=2021-06-28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 77/2021</a>). Come da titolo con questo provvedimento è stata disegnata la struttura di governance del <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pnrr-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr</a> nelle amministrazioni centrali dello stato. </p>
</p>
<p>A meno di 2 anni di distanza il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato un nuovo decreto (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-02-24;13!vig=2023-02-28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 13/2023</a>). <strong>Il provvedimento stravolge completamente alcuni aspetti chiave della governance prevista in precedenza.</strong></p>
</p>
<p>Il quadro inizialmente delineato dal governo Draghi non era ovviamente esente da critiche. In prossimi approfondimenti dunque entreremo più nel merito delle variazioni introdotte cercando di valutarne l&#8217;utilità e l&#8217;efficacia.</p>
</p>
<p>Al netto di questo tuttavia <strong>un primo problema riguarda le tempistiche</strong>, visto che le modifiche introdotte non sono di quelle che possono essere attuate in tempi stretti. Viene da chiedersi dunque se una scelta di questo tipo aiuterà o meno il governo, e quindi il paese, a rispettare le scadenze previste per l&#8217;attuazione del Pnrr.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Ogni misura contenuta nel Pnrr deve essere completata rispettando un rigido cronoprogramma che prevede il raggiungimento di scadenze intermedie e finali.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&amp;p=172779"><br />
                &#8220;Cosa sono le milestone e i target del Pnrr&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Si tenga presente che alcune scadenze (12) sono previste già per <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2023&amp;tempistica_completamento_trimestre=T1&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">marzo</a>, mentre altre (15) per <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2023&amp;tempistica_completamento_trimestre=T2&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giugno</a>. Nel frattempo poi sono anche in corso le trattative per la revisione del Pnrr.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/litalia-verso-il-piano-per-lenergia-repowereu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Italia verso il piano per l’energia RepowerEu.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Non è chiaro quindi quali organi si occuperanno  del monitoraggio e dell&#8217;attuazione di impegni così ravvicinati nel bel mezzo di una fase di transizione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<p><div id="un-decreto-legge-introduce-nuovi-organi-nella-governance-del-pnrr-tra-questi-in-particolare-la-struttura-di-missione-pnrr-e-lispettorato-generale-per-il-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le principali novità introdotte</h3>
</p>
<p>Sono molte le novità introdotte dal <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-02-24;13!vig=2023-02-28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 13/2023</a>. In questa sede però ci limiteremo a segnalare solo alcune delle principali modifiche alla governance del Pnrr. Modifiche contenute nella parte prima del decreto e in particolare negli articoli 1 e 2.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01370640.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dossier sul dl 13/2023.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<div id="strillo-testo-block_8b3e42c38c78fd1e6e6bb787e7eda58d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;ispettorato sostituirà il servizio centrale presso la ragioneria, mentre a palazzo Chigi viene istituita una nuova struttura di missione Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Si tratta innanzitutto della <strong>nascita della struttura di missione Pnrr presso la presidenza del consiglio dei ministri</strong> (art. 2 comma 1) e della <strong>nascita dell&#8217;ispettorato generale per il Pnrr presso la ragioneria generale dello stato </strong>(articolo 1 comma 4 lett. <em>e</em>). L&#8217;ispettorato sostituisce quello<strong> che fino a questo momento era stato l&#8217;organo più importante nel sistema di governance, ovvero il servizio centrale per il Pnrr.</strong> Alcune competenze di questo ufficio inoltre sono trasferite alla nuova struttura di missione istituita presso la presidenza del consiglio. Tra queste vi è quella di <strong>rappresentare il punto di contatto nazionale per l&#8217;attuazione del Pnrr</strong> nelle interlocuzioni con la Commissione europea.</p>
</p>
</p>
<p><strong>Un&#8217;altra funzione importante della nuova struttura di missione è quella di assicurare il supporto all&#8217;autorità politica</strong> delegata in materia di Pnrr nella sua azione di indirizzo e coordinamento. Stiamo parlando in sostanza del ministro <strong>Raffaele Fitto.</strong> Trattandosi di un ministro senza portafoglio il fatto che si avvalga di un ufficio istituito presso palazzo Chigi appare del tutto coerente.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_3c20ada47aa9a6b645c32dca2e9680d3" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La nuova struttura di missione risponderà al ministro Fitto. Ma anche l&#8217;ispettorato dovrà fornirgli supporto.</p>
</section></div>
</p>
<p>Allo stesso tempo però è previsto che <strong>anche l&#8217;ispettorato assicuri il supporto all&#8217;autorità politica. E ciò nonostante tale struttura resti gerarchicamente incardinata presso la ragioneria generale dello stato e dunque presso il ministero dell&#8217;economia</strong>. Non è previsto quindi un trasferimento degli uffici a palazzo Chigi (questa modifica in effetti era già stata introdotta per il servizio centrale a novembre 2022). È bene specificare che nonostante i cambiamenti, <strong>a quest</strong>&#8216;<strong>organo restano molte delle competenze chiave che erano del servizio centrale.</strong> Tra queste ad esempio la responsabilità della <strong>gestione del <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funzionano-i-flussi-dei-finanziamenti-nel-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo di rotazione</a></strong> e dei connessi <strong>flussi finanziari</strong>, nonché la gestione del <strong>sistema di monitoraggio</strong> sull&#8217;attuazione delle riforme e degli investimenti del Pnrr.</p>
</p>
<p><div id="anche-le-altre-amministrazioni-titolari-potranno-riorganizzare-le-strutture-con-cui-gestiscono-il-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ma <strong>possibili cambiamenti sono previsti anche in tutte quelle amministrazioni centrali titolari di interventi del Pnrr. </strong>A queste infatti è data la <strong>possibilità, tramite regolamento, di riorganizzare la struttura preposta alle attività di gestione monitoraggio e controllo degli interventi previsti dal Pnrr. </strong>Questo potrà anche comportare la decadenza di incarichi dirigenziali di livello generale e non generale. Ragion per cui sarà necessario anche procedere con<strong> nuove nomine.</strong></p>
</p>
<p>Al momento è <strong>impossibile sapere quante delle amministrazioni opereranno cambiamenti</strong> di questo tipo e per questo sarà necessario monitorare i regolamenti organizzativi di ciascuna delle organizzazioni coinvolte.</p>
</p>
<p>Infine si segnala che il decreto prevede anche la soppressione del tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale e la modifica di alcune competenze della cabina di regia Pnrr e della segreteria tecnica.</p>
</p>
<p><div id="ma-per-mettere-in-pratica-questi-cambiamenti-il-decreto-deve-prima-essere-convertito-in-legge-e-poi-si-devono-pubblicare-i-provvedimenti-attuativi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I tempi di un decreto e dei provvedimenti attuativi</h3>
</p>
<p>Per verificare l&#8217;utilità e l&#8217;efficacia di queste modifiche sarà necessaria un&#8217;analisi attenta sia del decreto che dei successivi provvedimenti attuativi. Sicuramente però qualcosa possiamo già dire in merito alle tempistiche.</p>
</p>
<p>Intanto è importante tenere presente che <strong>si tratta di un</strong> <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-legge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge</a>. Dunque anche se da un punto di vista formale le norme contenute al suo interno sono già in vigore queste dovranno poi essere <strong>convertite in legge entro 60 giorni.</strong> La legge di conversione peraltro potrebbe cambiarle anche in misura considerevole, oppure potrebbe non essere proprio approvata, facendole quindi decadere.</p>
</p>
<p>Di conseguenza <strong>è irragionevole pensare che l&#8217;attuazione del decreto prenda avvio prima che sia approvata la legge di conversione.</strong> Al momento comunque il provvedimento, presentato il 24 febbraio, ha appena iniziato il proprio <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/56683.htm#" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iter parlamentare</a>.</p>
</p>
<p><strong>Poi una volta approvato comincerà il secondo tempo delle leggi</strong>, che in questo caso appare particolarmente complesso.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche. Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-attuativi/"><br />
                &#8220;Che cosa sono i decreti attuativi&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Si tenga presente che a metà febbraio il governo Meloni si trovava ancora a dover emanare 142 decreti attuativi, e questo solo considerando le leggi approvate quando era in carica. Molti altri provvedimenti devono invece ancora essere approvati per attuare le leggi adottate nel corso del primo governo Conte (20), del secondo (69) e del governo Draghi (239).</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-da-pubblicare-470-decreti-attuativi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I decreti attuativi a metà febbraio.<br />
<br /><strong>Vai al grafico</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Nel caso del provvedimento in esame <strong>non si può essere certi di quanti provvedimenti attuativi saranno necessari.</strong> Oltre a quelli già <a href="https://www.programmagoverno.gov.it/it/ricerca-provvedimenti/?numero=13&amp;anno=2023&amp;oggetto=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">individuati</a>, alcuni potrebbero emergere in seguito, anche in virtù della legge di conversione. Inoltre come anticipato <strong>l&#8217;articolo 1 del decreto fornisce a tutte le amministrazioni titolari la possibilità di rivedere l&#8217;organizzazione delle strutture preposte alla gestione degli interventi legati al Pnrr. Tuttavia non stabilisce quali e quante di queste procederanno in questa direzione. </strong>Ognuna di quelle che deciderà in tal senso comunque dovrà approvare un decreto ministeriale per modificare il proprio regolamento organizzativo.</p>
</p>
<p><strong>Si tratta anche in questo caso di una procedura tutt&#8217;altro che rapida, tanto che per velocizzarla si è fatto ricorso a un meccanismo semplificato</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-11;173~art13-com1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D.l. 173/2022</a> art. 13). Anche la procedura semplificata comunque prevede che questi regolamenti siano approvati con decreto del presidente del consiglio, su proposta del ministro competente, di concerto con il ministro per la pubblica amministrazione e con quello<br />dell&#8217;economia e delle finanze. Il tutto deve essere prima approvato dal consiglio dei ministri e ricevere il parere del consiglio di stato. E questa, come anticipato, è la procedura semplificata.</p>
</p>
<p>In aggiunta <strong>si dovranno emanare altri decreti ministeriali di natura non regolamentare con cui definire i compiti di queste nuove strutture</strong>. Anche questi per essere adottati seguiranno un iter piuttosto complesso che passa anche per le mani del capo dello stato (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1988-08-23;400~art17-com4bis-lete" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l.400/1988</a> art. 17).</p>
</p>
<p><div id="anche-le-procedure-di-nomina-dei-nuovi-dirigenti-potrebbero-richiedere-tempo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Nomine e operatività delle strutture</h3>
</p>
<p><strong>Una volta approvati i regolamenti attuativi poi si dovrà in molti casi provvedere alle nomine di livello dirigenziale generale e non generale. </strong>Un aspetto che di per sé lascia molti interrogativi. Visto che <strong>i dirigenti delle strutture erano già operativi e non è chiara l&#8217;utilità di una loro sostituzione.</strong></p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		In via ordinaria la facoltà di sostituire dirigenti pubblici prima dello scadere del loro mandato è fornita a un nuovo governo solo in pochi casi particolari.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-e-come-funziona-lo-spoils-system/"><br />
                &#8220;Che cos’è e come funziona lo spoils system&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>A ogni modo anche stavolta si tratta di una procedura che in alcuni casi può richiedere molto tempo. Si consideri ad esempio che per <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-23/21947" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nominare</a> il segretario generale del ministero del turismo sono stati necessari<strong> circa 125 giorni dalla nascita del nuovo esecutivo.</strong> Nonostante si tratti in assoluto del dirigente più importante del dicastero. </p>
</p>
<p>È vero che le norme introdotte prevedono che i dirigenti in carica rimangano al loro posto fino alla nomina dei successori. Tuttavia si può ipotizzare che non tutti i funzionari estromessi dal loro incarico lavoreranno a pieno regime fino all&#8217;ultimo giorno e che, più in generale, queste sostituzioni produrranno inevitabili rallentamenti.</p>
</p>
<p><div id="in-generale-organi-nuovi-richiedono-tempo-per-entrare-pienamente-in-funzione-eppure-le-tempistiche-sono-uno-degli-elementi-piu-critici-nellattuazione-del-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_44e84436b0bf51209f9595ee3922be0c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Qualsiasi organizzazione richiede del tempo, dal momento della sua istituzione, prima di iniziare a funzionare a pieno regime.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Inoltre, anche risolte le nomine e tutte le altre complicazioni di natura formale, è facile ipotizzare che un ufficio neo istituito richiederà del tempo prima di entrare in funzione e ne richiederà ancora di più per operare a pieno regime.</strong> È bene ricordare che in molti casi si tratta di organizzazioni complesse, come la <strong>struttura di missione Pnrr</strong> presso la presidenza del consiglio e l&#8217;<strong>ispettorato generale per il Pnrr</strong>. Questi organi inoltre <strong>dovranno relazionarsi con tutti gli altri soggetti coinvolti nell&#8217;attuazione del Pnrr facendo valere le proprie prerogative.</strong></p>
</p>
<p><strong>Non è da escludere peraltro che nei primi tempi possano emergere anche conflitti di attribuzione tra i diversi uffici.</strong> Non da ultimi questi due, visto che la ripartizione delle loro competenze appare a tratti poco chiara.</p>
</p>
<p>In conclusione è probabile che il governo Meloni abbia valutato molto negativamente la macchina amministrativa del Pnrr in funzione quando è entrato in carica. Altrimenti non è chiaro <strong>per quali ragioni abbia deciso di intraprendere un percorso così lungo e complesso.</strong> E il tutto in una materia come il Pnrr in cui la capacità di attuare gli interventi nei tempi stabiliti rappresenta una priorità inderogabile per accedere ai finanziamenti europei.</p>
</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.governo.it/it/media/conferenza-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-21/21835" target="_blank" rel="noreferrer noopener">governo.it</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/modificare-la-governance-del-pnrr-puo-ritardare-lattuazione-del-piano/">Modificare la governance del Pnrr può ritardare l’attuazione del piano</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il governo Meloni e lo spoils system a palazzo Chigi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-e-lo-spoils-system-a-palazzo-chigi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=234631</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo spoils system è un sistema fiduciario di selezione di alcuni altissimi funzionari pubblici, molti dei quali presso la presidenza del consiglio. Vediamo le scelte compiute in questa sede dal nuovo esecutivo e in particolare dalla presidente del consiglio e dai ministri senza portafoglio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>A ogni cambio di governo il nuovo esecutivo si trova nella posizione di poter sostituire alcuni importantissimi dirigenti. Si tratta di coloro che si trovano nella posizione di snodo tra potere politico e amministrativo. Una facoltà del tutto legittima e prevista dalle norme, che è stata esercitata da tutti gli esecutivi negli ultimi vent&#8217;anni e che non va confusa con il normale potere di nomina. È un istituto giuridico specifico noto come <em>spoils system</em>.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Lo spoils system è un modello fiduciario di selezione dei dirigenti pubblici da parte del vertice politico che deroga, per alcuni casi specifici, al principio generale di imparzialità.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-e-come-funziona-lo-spoils-system/"><br />
                &#8220;Che cos’è e come funziona lo spoils system&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p><div id="lo-spoils-system-riguarda-pochi-altissimi-dirigenti-pubblici-tra-questi-34-appartengono-alla-presidenza-del-consiglio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In generale nel sistema italiano la pubblica amministrazione deve essere del tutto indipendente dal sistema politico. Per questa ragione il principio dello <em>spoils system</em> è applicato a pochi altissimi dirigenti tra ministeri e presidenza del consiglio. In effetti la maggior parte di questi si trovano proprio presso la presidenza del consiglio.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">34 </span>gli incarichi di vertice della presidenza del consiglio nei cui confronti si applicano le norme relative allo <em>spoils system</em>.</p>
</section>
</p>
<p>Si tratta del ruolo di <strong>segretario generale</strong> della presidenza del consiglio, dei suoi <strong>vice</strong>, nonché dei<strong> capi dei dipartimenti o degli uffici </strong>autonomi. Il numero di questi incarichi non corrisponde necessariamente a uno stesso numero di dirigenti. Non è infatti necessario che siano nominati 4 vicesegretari, come nella situazione attuale. Inoltre in alcuni casi una stessa persona può ricoprire più incarichi.</p>
</p>
<p>Presso la presidenza del consiglio la legge (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1988-08-23;400!vig=2021-07-26" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l. 400/1988</a>, articolo 18) stabilisce che<strong> i decreti di nomina di questi dirigenti cessino la loro efficacia alla data del voto di fiducia di un nuovo esecutivo.</strong> Sarà quindi il nuovo governo a stabilire se i dirigenti precedentemente in carica verranno riconfermati, oppure se ne saranno nominati di nuovi.</p>
</p>
<p><strong>Nel caso in cui un ufficio o un dipartimento sia attribuito alla competenza di un <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-un-ministro-senza-portafoglio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministro senza portafoglio</a>, spetterà a lui proporre al presidente del consiglio il nome del nuovo dirigente da nominare. Quest&#8217;ultimo risponderà quindi gerarchicamente al ministro quale vertice politico.</strong></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-organizzata-la-presidenza-del-consiglio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Com’è organizzata la presidenza del consiglio.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Diversamente <strong>in tutte le altre strutture la scelta competerà direttamente al presidente del consiglio e i dirigenti risponderanno gerarchicamente al segretario generale</strong> e di conseguenza al presidente quale vertice politico.</p>
</p>
<p><div id="giorgia-meloni-ha-sostituito-quasi-tutti-i-dirigenti-che-nomina-direttamente-a-esclusione-di-2" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La presidente del consiglio e lo spoils system</h3>
</p>
<p>Nel caso del governo Meloni <strong>sono stati 20 gli incarichi conferiti dalla presidente senza che alla scelta abbiano partecipato altri soggetti politici.</strong> Tra questi solo in 2 casi Meloni ha confermato i dirigenti già in carica.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2 su 20 </span>gli incarichi confermati ai vertici di palazzo Chigi dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni.</p>
</section>
</p>
<p>Uno è <strong>Francesco Piazza, capo dell&#8217;ufficio del cerimoniale</strong> di stato, un ruolo certamente importante ma non  particolarmente sensibile dal punto di vista politico.</p>
</p>
<p>L&#8217;altra invece è <strong>Sabrina Bono, confermata nel ruolo di vicesegretario generale della presidenza del consiglio</strong>. Sempre Bono nel corso del governo Draghi ricopriva anche il ruolo di capo dell&#8217;ufficio per il programma di governo, incarico che però in questo caso è stato attribuito a Massimiliano Vittiglio (al suo primo incarico di vertice presso la presidenza del consiglio).</p>
</p>
<p><strong>Gli altri 3 vicesegretari generali nominati da Meloni invece sono tutti nuovi in questo ruolo</strong> (sempre Massimiliano Vittiglio oltre ad Angelo Venturini e Marco Villani). Come accennato non tutti gli esecutivi nominano 4 vicesegretari generali, il governo Draghi infatti ne aveva nominati 3. Oltre a Sabrina Bono, che come abbiamo visto è stata confermata, c&#8217;erano Paola D&#8217;Avena, ora a capo del dipartimento affari regionali con il ministro Calderoli, e Eugenio Madeo a cui invece non risultano attribuiti nuovi incarichi di vertice.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="strillo-testo-block_b9ca2a1c421ecd48ddc9af2e55333635" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Roberto Chieppa, segretario generale di palazzo Chigi per tutta la scorsa legislatura, non è stato confermato.</p>
</section></div>
</p>
<p>D&#8217;altronde <strong>nuovi incarichi di vertice non sono stati attribuiti neanche a Roberto Chieppa, che aveva ricoperto il fondamentale incarico di segretario generale di palazzo Chigi in tutti e 3 gli esecutivi della scorsa legislatura.</strong></p>
</p>
<p><strong>Al suo posto invece Meloni ha scelto Carlo Deodato.</strong> Già <strong>capo di gabinetto</strong> del ministro degli affari europei <strong>Paolo Savona nel 2018</strong> (primo governo Conte) un anno più tardi, dopo che Savona fu nominato presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa <strong>(Consob)</strong>, Deodato assunse il ruolo di <strong>segretario generale</strong> di quello stesso organo. Rimasto in carica per circa un anno, successivamente è diventato <strong>capo del dipartimento affari giuridici e legislativi della presidenza del consiglio</strong>. Prima di essere nominato <strong>nuovo segretario generale </strong>dalla presidente Meloni.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-capi-di-gabinetto-e-le-loro-carriere-successive/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I capi di gabinetto e le loro carriere successive.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Considerando le conferme, il diverso numero di vicesegretari generali nominati dai due esecutivi e i doppi incarichi, <strong>complessivamente sono stati 16 i dirigenti sostituiti dalla presidente Meloni.</strong> Di questi <strong>8 sono comunque stati nominati in altre posizioni di vertice presso la presidenza del consiglio o dei ministeri.</strong> Gli altri 8 invece no, anche se questo non implica un licenziamento. A ciascuno di questi infatti sarà attribuito un ruolo nell&#8217;amministrazione di appartenenza, anche se non di vertice.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dirigenti-vertice-confermati-e-sostituiti-presso-la-presidenza-del-consiglio/">Dirigenti di vertice confermati e sostituiti presso la presidenza del consiglio</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dirigenti-vertice-confermati-e-sostituiti-presso-la-presidenza-del-consiglio/">Come la presidente del consiglio e i ministri con deleghe a dipartimenti di palazzo Chigi hanno fatto uso dello spoils system.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(consultati: venerdì 24 Febbraio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-235426"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-235426" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="meta-dei-dirigenti-di-palazzo-chigi-posti-sotto-un-ministro-sono-stati-invece-confermati-7-su-14" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le conferme dei ministri senza portafoglio</h3>
</p>
<p><strong>Verifichiamo ora la situazione in quegli uffici di palazzo Chigi attribuiti a dei <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-un-ministro-senza-portafoglio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministri senza portafoglio</a></strong>. In questo caso la nomina del dirigente avviene sempre tramite il presidente del consiglio, ma su proposta del ministro (articolo 21). È dunque a quest&#8217;ultimo che può essere attribuita la scelta effettiva.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 14 </span>gli incarichi confermati dai ministri ai dirigenti della presidenza del consiglio.</p>
</section>
</p>
<p>Tra i dirigenti confermati <strong>2 ricoprivano l&#8217;incarico già dal secondo governo Conte</strong>. Si tratta di <strong>Antonio Caponetto, confermato dalla ministra per le disabilità</strong> Alessandra Locatelli al vertice del relativo dipartimento, e di <strong>Elena Zappalorti, confermata dal ministro per i rapporti con il parlamento</strong> Luca Ciriani.</p>
</p>
<p>Altri erano invece in carica <strong>a partire dal governo Draghi</strong>. Tra questi <strong>Fabrizio Curcio, capo della protezione civile</strong> confermato nel ruolo dal ministro Musumeci. Curcio peraltro aveva ricoperto questo incarico già in precedenza con i governi Gentiloni e Renzi. <strong>Marcello Fiori</strong>, <strong>già nominato alla funzione pubblica dall&#8217;ex ministro di Forza Italia Brunetta</strong>, è invece stato confermato dal successore, il ministro Paolo Zangrillo.</p>
</p>
<p>Quanto a <strong>Eugenia Maria Roccella</strong>, ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, inizialmente aveva <strong>confermato l&#8217;incarico a entrambe le dirigenti</strong> preposte ai due uffici che gli sono stati attribuiti. <strong>Laura Menicucci al dipartimento pari opportunità e Ilaria Antonini alle politiche per la famiglia. In un secondo momento però quest&#8217;ultima è stata chiamata dal ministro Giorgetti al vertice del dipartimento dell&#8217;amministrazione centrale</strong>, del personale e dei servizi del ministero dell&#8217;economia. Anche se inizialmente confermata dunque, Antonini ha poi lasciato la posizione presso presidenza del consiglio, che risulta quindi al momento vacante.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_f57fdba7aa103288105f20ef406e02c2" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Adolfo Urso, pur essendo ministro con portafoglio, ha la delega all&#8217;ufficio per le politiche spaziali di palazzo Chigi.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Infine tra le conferme è da segnalare <strong>Elena</strong></strong> <strong>Grifoni, a capo dell&#8217;ufficio per le politiche spaziali e aerospaziali.</strong> Un caso questo del tutto particolare visto che<strong> la nomina presso questo ufficio della presidenza del consiglio non si deve a un ministro senza portafoglio ma al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso (FdI) a cui Meloni ha attribuito anche questa delega.</strong></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le scelte di rinnovamento dei ministri</h3>
</p>
<p>Come abbiamo visto per la protezione civile il ministro Musumeci ha optato per una scelta di continuità. Diversamente al dipartimento Casa Italia non ha confermato Elisa Grande, che è passata alla guida del dipartimento per il coordinamento amministrativo. Presso il dipartimento Casa Italia invece Musumeci ha deciso di nominare Luigi Ferrara, in passato capo del dipartimento affari generali del ministero delle finanze.</p>
</p>
<p><strong>Altri 4 ministri senza portafoglio hanno poi fatto dei cambiamenti negli uffici che gli sono stati attribuiti.</strong> Il ministro per gli affari regionali <strong>Roberto Calderoli ha scelto per il suo dipartimento Paola D&#8217;Avena</strong>, già vicesegretario generale e di capo dell&#8217;ufficio di segreteria del consiglio dei ministri nel governo precedente. Ermenegilda Siniscalchi che in precedenza ricopriva l&#8217;incarico è stata invece nominata capo di gabinetto del ministro Musumeci.</p>
</p>
<p>La ministra per le riforme istituzionali <strong>Maria Elisabetta Alberti Casellati ha invece scelto per l&#8217;incarico Gino Scaccia. Dirigente che fino a pochi mesi prima ricopriva il ruolo di capo dell&#8217;ufficio legislativo della ministra Maria Stella Gelmini</strong> (allora in Forza Italia come la stessa Casellati).</p>
</p>
<p>Il <strong>ministro della gioventù e lo sport Andrea Abodi</strong> invece ha nominato al dipartimento dello sport Flavio <strong>Siniscalchi</strong>, in precedenza al dipartimento politiche antidroga. Al contempo però ha voluto Michele <strong>Sciscioli</strong>, già a capo del dipartimento sport, in quello della gioventù.</p>
</p>
<p><div id="il-ministro-fitto-ha-operato-delle-sostituzioni-importanti-nominando-tra-laltro-fabrizia-lapecorella-storica-direttrice-generale-delle-finanze" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Infine Raffaele Fitto è quello tra i ministri senza portafoglio che detiene le deleghe più importanti: affari europei, sud, politiche di coesione e Pnrr.</strong> Deleghe da cui discende l&#8217;utilizzo dei dipartimenti per le politiche di coesione e per le politiche europee.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_857a0a91948a3a584d9ae5573e40debf" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Alle politiche europee Fitto ha sostituito un dirigente di lungo corso con Fabrizia Lapecorella, storica direttrice generale delle finanze.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Per le politiche di coesione Fitto ha nominato Michele Palma, che tra i vari incarichi presso palazzo Chigi ha ricopeto anche quello di segretario particolare della ministra Maria Stella Gelmini.</strong> Ferdinando Ferrara ha quindi dovuto lasciare una posizione che ricopriva ormai dal 2018. Ma ancora più rilevante è stata la sostituzione operata al <strong>dipartimento per le politiche europee al cui vertice si trovava <strong>ininterrottamente dal 2014</strong></strong> <strong>Diana Agosti</strong> (spostata a capo del dipartimento per il personale).<strong> Al suo posto Fitto ha voluto una figura chiave dell&#8217;apparato statale: Fabrizia Lapecorella, direttrice generale delle finanze al ministero dell&#8217;economia fin dal 2008.</strong></p>
</p>
<p><strong>Foto:</strong> palazzo Chigi (<a href="https://www.governo.it/it/media/m-illumino-di-meno-luci-spente-sulla-facciata-di-palazzo-chigi/21836" target="_blank" rel="noreferrer noopener">governo.it</a>)</p></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché gli annunci di Meloni sul Pnrr sono inesatti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/perche-gli-annunci-di-meloni-sul-pnrr-sono-inesatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=231126</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione dei 100 giorni di governo, Meloni ha condiviso sui canali social dei messaggi per rivendicare i traguardi raggiunti. Tra questi, 2 riguardano il Pnrr ed entrambi contengono gravi inesattezze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-gli-annunci-di-meloni-sul-pnrr-sono-inesatti/">Perché gli annunci di Meloni sul Pnrr sono inesatti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Lo scorso 30 gennaio il <strong>governo Meloni</strong> ha celebrato i <strong>100 giorni </strong>dal proprio insediamento. Un passaggio che tradizionalmente, soprattutto da un punto di vista mediatico, rappresenta l&#8217;occasione per tracciare un primo bilancio dell&#8217;attività svolta.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-primi-100-giorni-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>I primi 100 giorni del governo Meloni</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>L&#8217;attuale presidente del consiglio ha voluto <strong>rivendicare i traguardi raggiunti</strong> dal proprio governo attraverso la diffusione di alcuni messaggi sui social network. Tra gli obiettivi centrati secondo Meloni ci sarebbero anche il <strong>conseguimento di tutte le scadenze</strong> del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) previste per il secondo semestre del 2022. E il raggiungimento di un&#8217;<strong>intesa con la commissione europea per la revisione</strong> del Pnrr. Tuttavia, come vedremo in questo articolo, entrambe queste affermazioni risultano essere quantomeno <strong>inesatte</strong>.</p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1039" height="581" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-17.51.52.jpg" alt="" class="wp-image-231341" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-17.51.52.jpg 1039w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-17.51.52-768x429.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-17.51.52-414x232.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-17.51.52-635x355.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-17.51.52-1026x574.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-17.51.52-350x196.jpg 350w" sizes="(max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=740033040823575&amp;set=pcb.740033420823537" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Post Facebook di Giorgia Meloni</a></figcaption></figure>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le scadenze non completate</h3>
</p>
<p>Nel post social <strong>Giorgia Meloni</strong> ribadisce che l&#8217;Italia ha raggiunto tutte le <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2022&amp;tempistica_completamento_trimestre=T4&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a> europee del Pnrr previste per il secondo semestre del 2022. Tuttavia, a seguito della nostra attività di monitoraggio, abbiamo rilevato diversi elementi di criticità. Li abbiamo già raccontati in un <a href="https://www.openpolis.it/perche-non-possiamo-dire-che-litalia-ha-completato-tutte-le-scadenze-ue-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente articolo</a>, ma vale la pena evidenziarli nuovamente alla luce di queste dichiarazioni.</p>
</p>
<section class="link_ext">
</section>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
</p>
<p><div id="meloni-sostiene-che-litalia-abbia-raggiunto-tutte-le-scadenze-previste-ribadiamo-che-14-non-possono-essere-considerate-completate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In particolare non è sempre stato rispettato quanto richiesto dai <strong>meccanismi di verifica</strong>. Cioè i criteri, sottoscritti da Italia e Ue in un <a href="https://commission.europa.eu/system/files/2021-12/countersigned_-_italy_-_rrf_-_oa_1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordo operativo</a>, con cui la commissione europea valuta il completamento <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delle milestone e dei target</a> previsti dal cronoprogramma.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">14 su 55 </span><span style="font-weight: 400">le scadenze europee che al 2 febbraio 2023 risultano ancora non completate, sul totale di quelle previste per il secondo semestre del 2022.</span></p>
</section>
</p>
<p>Le carenze nel raggiungimento di queste scadenze sono per la maggior parte spiegate da lentezze burocratiche e amministrative. È il caso per esempio dell’<strong>assenza di decreti in gazzetta ufficiale</strong> o della mancata adozione di <strong>decreti attuativi</strong>. Formalità dunque, anche se va sottolineato che ritardi nella pubblicazione in gazzetta ufficiale comunque bloccano l’entrata in vigore e l’attuazione degli interventi previsti.</p>
</p>
<p>Ma ancora più rilevante è il caso di quelle <strong>scadenze che richiedevano l’effettiva realizzazione di infrastrutture o interventi</strong>. E che non abbiamo considerato conseguite perché non è accessibile alcun documento che dimostri l’avvenuta esecuzione delle azioni previste. In particolare parliamo dei seguenti interventi:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://openpnrr.it/scadenze/75/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostegno al potenziamento delle strutture di sicurezza T1 (cybersicurezza)</a>. È stata comunicata la realizzazione di 7 interventi (rispetto ai 5 richiesti) ma non è disponibile il documento esplicativo richiesto dal meccanismo di verifica;</li>
</p>
<li><a href="https://openpnrr.it/scadenze/927/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attuazione delle attività previste nel piano di potenziamento dei centri per l’impiego (Pes)</a>. Italia domani ha annunciato il completamento in 327 centri ma mancano il monitoraggio e la relazione annuale citate dal meccanismo di verifica;</li>
</p>
<li><a href="https://openpnrr.it/scadenze/971/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">realizzazione da parte dei distretti sociali di almeno un progetto di ristrutturazione degli spazi domestici e/o di fornitura di dispositivi Ict alle persone con disabilità</a>. Anche in questo caso, doveva essere completato almeno un progetto per distretto (500 in tutto), di cui non c’è alcuna traccia;</li>
</p>
<li><a href="https://openpnrr.it/scadenze/859/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovi posti letto negli alloggi per studenti</a>. In questo caso addirittura c’è un avviso pubblico ancora aperto.</li>
</ul>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-ancora-14-le-scadenze-del-2022-non-completate/">Sono ancora 14 le scadenze del 2022 non completate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-ancora-14-le-scadenze-del-2022-non-completate/">Scadenze del Pnrr di rilevanza europea che risultano ancora non conseguite, tra quelle previste per il secondo semestre del 2022</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_231182_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_231182_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/sono-ancora-14-le-scadenze-del-2022-non-completate/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/sono-ancora-14-le-scadenze-del-2022-non-completate.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-ancora-14-le-scadenze-del-2022-non-completate/">Sono ancora 14 le scadenze del 2022 non completate &#8211; Scadenze del Pnrr di rilevanza europea che risultano ancora non conseguite, tra quelle previste per il secondo semestre del 2022</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_231182_tab3"></p>
<p>Cliccando su una singola scadenza è possibile accedere alla pagina a essa dedicata su <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>. T3 e T4 si riferiscono alla suddivisione degli interventi tra terzo e quarto trimestre del 2022. Il meccanismo di verifica illustra i criteri per considerare completata una scadenza.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Febbraio 2023)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/sono-ancora-14-le-scadenze-del-2022-non-completate.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-231182"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-231182" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le verifiche di Bruxelles e gli equilibri politici</h3>
</p>
<p>Anche durante il governo Draghi avevamo riscontrato delle <a href="https://www.openpolis.it/le-scadenze-del-pnrr-il-rischio-di-confondere-i-desideri-con-la-realta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">criticità</a>, ma l&#8217;Unione europea aveva comunque approvato l’erogazione delle precedenti tranches di fondi. In questo senso va sottolineato che&nbsp;<strong>l’ultima parola sull’invio delle risorse Pnrr agli stati membri spetta alla commissione europea</strong>, il che rende tale decisione prettamente politica.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Il comitato economico e finanziario fornisce alla commissione un parere tecnico che non è vincolante.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-lue-verifica-lattuazione-dei-pnrr-negli-stati-membri/"><br />
                &#8220;Come l&#8217;Ue verifica l&#8217;attuazione dei Pnrr negli stati membri&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p><div id="anche-se-la-commissione-dovesse-approvare-linvio-di-risorse-resta-un-grave-problema-di-trasparenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Finora Bruxelles ha valutato con una certa flessibilità l’operato del nostro paese</strong>&nbsp;sul Pnrr. Una fiducia che non sappiamo ancora se sarà confermata anche al governo Meloni. Al momento infatti la commissione sta valutando la <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/news/pnrr--inviata-alla-commissione-ue-richiesta-di-pagamento-della-t.html">richiesta di pagamento</a> per la terza tranche di fondi, la prima inviata dall&#8217;attuale esecutivo. E si pronuncerà solo nei prossimi mesi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli annunci non bastano</h3>
</p>
<p>Al di là di come la commissione valuterà la richiesta del governo Meloni, c’è un&#8217;ulteriore questione cruciale da evidenziare rispetto allo stato di attuazione del piano. Ed è la sempre più grave <strong>mancanza di trasparenza</strong>.</p>
</p>
<p>Anche se il governo ha annunciato il raggiungimento degli obiettivi e traguardi previsti infatti, ciò è avvenuto attraverso la <strong>diffusione di scarnissimi comunicati stampa, che non forniscono nessun elemento di dettaglio</strong> utile a fini di monitoraggio.</p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="724" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-16.33.31.jpg" alt="" class="wp-image-231286" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-16.33.31.jpg 1024w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-16.33.31-768x543.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-16.33.31-414x293.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-16.33.31-635x449.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2023-02-02-alle-16.33.31-350x247.jpg 350w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.mef.gov.it/inevidenza/Pnrr-Mef-raggiunge-gli-obiettivi-per-il-secondo-semestre-2022/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicato stampa Mef su raggiungimento scadenze Pnrr</a></figcaption></figure>
</p>
<p>Monitorare la realizzazione del Pnrr da fonti ufficiali continua dunque a essere complicato. E non solo per le <a href="https://www.openpolis.it/openpnrr-il-tuo-accesso-personalizzato-al-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gravi mancanze della piattaforma Italia domani</a> e altre che abbiamo ribadito in <a href="https://www.openpolis.it/perche-chiediamo-al-governo-maggiore-trasparenza-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diverse occasioni</a>. Ma per l’ambiguità delle informazioni, anche laddove sono disponibili. Spesso infatti non si trovano riferimenti chiari allo stato di attuazione di una scadenza – esempio emblematico su questo è il <a href="https://www.mef.gov.it/attuazione-misure-pnrr/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito del ministero dell’economia</a> – né espliciti su quale sia la milestone o il target interessato da un determinato intervento.</p>
</p>
<p>A chiudere il quadro infine, il governo Meloni ha disatteso <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-il-parlamento-valuta-lattuazione-del-pnrr/">l’impegno</a> di presentare entro l’anno la <strong>terza relazione al parlamento</strong> sullo stato di attuazione del Pnrr, come richiesto dalle norme. Il documento era stato <a href="https://www.huffingtonpost.it/economia/2022/12/07/news/lannuncio_di_fitto_da_gennaio_procediamo_con_laggiornamento_del_pnrr_il_contesto_economico_e_mutato-10856321/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annunciato</a> per la fine di gennaio ma anche questa scadenza non è stata rispettata. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Non è stata proposta nessuna revisione</h3>
</p>
<p><div id="meloni-dice-di-aver-raggiunto-unintesa-con-lue-per-modificare-il-pnrr-ma-litalia-non-ha-inviato-nessuna-proposta-di-revisione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>C&#8217;è poi un <strong>secondo conseguimento</strong> tra quelli rivendicati dal post social di Giorgia Meloni, che riguarda il Pnrr e che è necessario chiarire. Da un lato perché riporta alcune <strong>inesattezze</strong> e dall&#8217;altro perché <strong>semplifica troppo</strong> un processo, quello di revisione del piano, che è ben più complesso.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>È stata raggiunta un&#8217;intesa con la Commissione europea, così come previsto da Regolamenti europei, per la revisione del PNRR. Un importante successo che permetterà una gestione più efficiente dei fondi PNRR, per far fronte alle nuove necessità e priorità scaturite in seguito ai recenti eventi internazionali, come la guerra Ucraina e il caro energia.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=740033040823575&#038;set=pcb.740033420823537" target="_blank">&#8211; Giorgia Meloni</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>A oggi <strong>Bruxelles non ha ricevuto né approvato nessuna proposta di modifica del piano italiano</strong>, come invece è successo recentemente per le agende del <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2023/01/17/recovery-fund-council-adopted-update-to-luxembourg-s-national-plan/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lussemburgo</a> e della <a href="https://commission.europa.eu/system/files/2023-01/COM_2023_37_1_EN.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Germania</a>. È evidente che la commissione europea sia aperta alla possibilità di modificare i Pnrr nazionali. Ma questo, almeno per il momento, non è un risultato che il nostro paese ha conseguito. Sostenere di aver raggiunto un&#8217;intesa secondo i regolamenti europei è dunque fuorviante.</p>
</p>
<p>Inoltre va spiegato che la possibilità di revisione dei piani nazionali di ripresa e resilienza segue un <strong>processo preciso</strong>, definito nel dettaglio dall’<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R0241&amp;from=EN#page=27" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo 21 del regolamento Ue 2021/241</a>. Innanzitutto, <strong>le modifiche devono essere giustificate da circostanze oggettive</strong>. L&#8217;esecutivo dunque non potrebbe chiedere di modificare determinati interventi solo in base a valutazioni politiche. Un punto confermato anche dal commissario europeo agli affari economici <strong>Paolo Gentiloni</strong>, il quale <a href="https://www.raiplay.it/video/2022/12/Mezzora-in-piu---Puntata-del-11122022-b4dc448c-6444-4196-92bd-4fd74692953c.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato</a> che <strong>l&#8217;Ue è aperta a una proposta italiana di modifica del Pnrr, ma solo sugli investimenti</strong>, non sulle riforme. Interventi, questi ultimi, che per loro natura difficilmente possono subire impedimenti oggettivi, ma solo legati a questioni di volontà.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le modifiche devono essere giustificate da circostanze oggettive, per le quali non è più possibile realizzare i traguardi e gli obiettivi inizialmente previsti.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/"><br />
                &#8220;Quanto e come può essere modificato il Pnrr&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>In secondo luogo, è importante sottolineare che <strong>la decisione di avallare o meno una revisione non spetta solo alla commissione</strong>. In caso di parere positivo da parte dell&#8217;organo esecutivo infatti sta al <strong>consiglio europeo</strong> &#8211; composto dai 27 capi di stato o di governo dei paesi membri &#8211; approvare in via definitiva la proposta.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La questione energetica</h3>
</p>
<p>Infine è necessario spiegare l&#8217;ultimo passaggio toccato da questa dichiarazione di Meloni. Cioè quello in cui viene indicato, come obiettivo delle eventuali modifiche al Pnrr italiano, la <strong>gestione delle complicazioni dovute al caro energia</strong>. Una conseguenza della guerra tra Russia e Ucraina.</p>
</p>
<p><div id="lue-inoltre-a-breve-richiedera-a-tutti-i-paesi-coinvolti-di-modificare-i-pnrr-per-far-fronte-al-caro-energia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_34017a8a6b5821276196935037c016ff" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Tutti i paesi Ue accedono al RepowerEu.</p>
</section></div>
</p>
<p>È proprio per far fronte a queste difficoltà che <strong>l&#8217;Unione europea ha ideato il <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/repowereu-affordable-secure-and-sustainable-energy-europe_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RepowerEu</a></strong>. Un piano per rendere tutti i paesi membri più indipendenti dal punto di vista energetico e promuovere un sempre maggior ricorso a fonti di energie rinnovabili. La decisione a livello europeo è stata quella di <a href="https://commission.europa.eu/system/files/2023-02/C_2023_876_1_annexe_EN_0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">integrare le misure previste</a> dal RepowerEu, che dovrebbe diventare operativo a breve, come <strong>capitolo aggiuntivo nei piani nazionali di ripresa e resilienza</strong>. Tutti gli stati Ue quindi, non solo l&#8217;Italia, dovranno implementare il RepowerEu nei rispettivi Pnrr, presentando le proprie proposte di integrazione. Modifiche che poi dovranno comunque essere validate dalla commissione prima e dal consiglio poi.</p>
</p>
<p>In conclusione, <strong>attualmente non ci sono le condizioni per sostenere che Bruxelles abbia approvato una revisione del Pnrr italiano</strong>. E se e quando una revisione dovesse essere presentata e validata, qualora riguardasse solo le misure in materia energetica, non sarà comunque un conseguimento solo italiano, ma il risultato di una richiesta dell&#8217;Ue che riguarda tutti gli stati coinvolti.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/it/media/incontro-con-il-presidente-della-commissione-europea/21448" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-gli-annunci-di-meloni-sul-pnrr-sono-inesatti/">Perché gli annunci di Meloni sul Pnrr sono inesatti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nuovi capi di gabinetto del governo Meloni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-nuovi-capi-di-gabinetto-del-governo-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=223287</guid>

					<description><![CDATA[<p>I capi di gabinetto dei ministri e della presidente del consiglio sono figure poco note ma molto importanti per il funzionamento dell'esecutivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-nuovi-capi-di-gabinetto-del-governo-meloni/">I nuovi capi di gabinetto del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>I capi di gabinetto sono i vertici </strong>dell&#8217;ufficio di gabinetto e più in generale coordinano le attività di tutti gli <strong>uffici di diretta collaborazione dei ministri.</strong></p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Gli uffici di diretta collaborazione sono organi dei ministeri preposti a coadiuvare l’attività di indirizzo politico-amministrativo del ministro.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-gli-uffici-di-diretta-collaborazione/"><br />
                &#8220;Che cosa sono gli uffici di diretta collaborazione dei ministri&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p><strong>A seconda dei ministeri e dei loro regolamenti cambiano anche i requisiti necessari per poter accedere all&#8217;incarico</strong>. In alcuni casi ad esempio si tratta necessariamente di funzionari del dicastero stesso (come per i ministeri della difesa, dell&#8217;interno o degli esteri).</p>
</p>
<p><strong>A ogni modo la scelta del capo di gabinetto compete al ministro, che lo nomina sulla base di un rapporto fiduciario. </strong>Per questo con la nascita dell&#8217;esecutivo Meloni, ogni ministro ha dovuto nominare un nuovo capo di gabinetto.</p>
</p>
<p><div id="sul-sito-della-presidenza-del-consiglio-ancora-non-e-stata-aggiornata-la-pagina-con-le-informazioni-sugli-uffici-di-diretta-collaborazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La trasparenza sugli uffici di diretta collaborazione</h3>
</p>
<p><strong>Dei 25 ministri che compongono il governo Meloni, a oggi risultano presenti informazioni su 22 nuovi capi di gabinetto.</strong> All&#8217;appello infatti mancano il collaboratore del ministro per i rapporti con il parlamento Luca Ciriani e quello della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli. <strong>In entrambi i casi si tratta di ministri senza portafoglio.</strong> È probabile infatti che le nomine siano avvenute ma che non risultino sul <strong>sito istituzionale della presidenza del consiglio che, al momento, risulta ancora in aggiornamento.</strong></p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.governo.it/it/organizzazione/uffici-dipartimenti-strutture/69" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" width="1212" height="254" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05.png" alt="" class="wp-image-223290" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05.png 1212w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-768x161.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-414x87.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-635x133.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-1026x215.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-350x73.png 350w" sizes="(max-width: 1212px) 100vw, 1212px" /></a></figure>
</p>
<p>D&#8217;altronde, già con lo scorso governo, la presidenza del consiglio aveva dimostrato <strong>scarsa attenzione alla trasparenza</strong> per quanto riguarda questo tipo di incarichi.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/sugli-uffici-di-diretta-collaborazione-e-necessaria-maggiore-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sugli uffici di diretta collaborazione è necessaria maggiore trasparenza<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Situazione diversa invece per il capo di gabinetto del ministro della difesa Guido Crosetto. </strong>A oggi infatti il ruolo risulta ancora ricoperto dal generale Antonio Conserva, già capo di gabinetto del ministro Guerini. Sul <a href="https://www.difesa.it/Amministrazionetrasparente/direttacollaborazioneministro/Pagine/CapodiGabinetto.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito</a> tuttavia la data di aggiornamento risale al 2021 e non è chiaro se il ministro abbia ufficialmente confermato la nomina o meno.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Chi aveva già ricoperto l&#8217;incarico</h3>
</p>
<p><strong>Nella loro scelta è frequente che i ministri individuino figure che già hanno ricoperto il ruolo di capo di gabinetto in precedenza.</strong></p>
</p>
<p><div id="tra-gli-attuali-capi-di-gabinetto-dei-ministri-in-9-avevano-gia-ricoperto-questo-incarico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9 su 22 </span>i capi di gabinetto dei ministri del governo Meloni che già avevano ricoperto questo tipo di incarico.</p>
</section>
</p>
<p>Tra questi ad esempio <strong>Alfonso Celotto</strong>, capo di gabinetto della ministra per le riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati (Forza Italia), e <strong>Caro Lucrezio Monticelli</strong>, capo di gabinetto della ministra per la famiglia Eugenia Maria Roccella (Fratelli d&#8217;Italia), che <strong>hanno ricoperto questo stesso tipo di incarico già 3 volte nella loro carriera.</strong></p>
</p>
<p><strong>Celotto</strong> prima con i ministri per la coesione territoriale Fabrizio Barca e Carlo Trigilia (Partito democratico) e poi per la ministra della salute Giulia Grillo (Movimento 5 stelle). Per altri tre diversi ministri inoltre (Emma Bonino, Roberto Calderoli, Federica Guidi) era stato a capo dell&#8217;ufficio legislativo.</p>
</p>
<p><strong>Monticelli</strong> invece è stato inizialmente capo di gabinetto del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Maurizio Sacconi (Forza Italia). Quando nel 2009 il ministero del lavoro e delle politiche sociali è stato scorporato da quello della salute ha poi continuato a ricoprire l&#8217;incarico con lo stesso ministro. Successivamente, con la nascita del governo Monti, è stato chiamato a svolgere lo stesso ruolo presso il ministero dell&#8217;ambiente dal nuovo ministro Corrado Clini.</p>
</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ministri-del-governo-meloni-con-i-capi-di-gabinetto-piu-esperti/">I ministri del governo Meloni con i capi di gabinetto più esperti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ministri-del-governo-meloni-con-i-capi-di-gabinetto-piu-esperti/">I capi di gabinetto dei ministri del governo Meloni che in passato hanno già ricoperto questo tipo di incarico</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
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<p><label for="embed-chart-223352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-223352" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Altri 3 capi di gabinetto invece avevano già ricoperto l&#8217;incarico 2 volte.</strong> Giuseppe <strong>Recinto</strong>, nominato dal ministro dell&#8217;istruzione Giuseppe Valditara (Lega), in passato aveva ricoperto il ruolo per i ministri dell&#8217;università Gaetano Manfredi e Maria Cristina Messa. </p>
</p>
<p><strong>Giacomo Aiello</strong> ha ricevuto la nomina dal ministro delle politiche agricole Francesco Lollobrigida (FdI), mentre in passato era stato alla guida del gabinetto di altri due ministri di centrodestra: Maria Rosaria Carfagna (sud e coesione territoriale) e<br />Maurizio Lupi (infrastrutture).</p>
</p>
<p>Vincenzo <strong>Nunziata</strong> invece, prima di essere nominato da Paolo Zangrillo (pubblica amministrazione) aveva ricoperto il ruolo in due diverse occasioni negli uffici della ministra Mariastella Gelmini.</p>
</p>
<p>Ma avevano già ricoperto questo incarico una volta anche altri degli attuali capi di gabinetto. Si tratta di Stefano <strong>Varone</strong> (che guida gli uffici del ministro dell&#8217;economia Giorgetti), Marcella <strong>Panucci</strong> (con la ministra dell&#8217;università Anna Maria Bernini), Massimiliano <strong>Atelli</strong> (con il ministro della gioventù Andrea Abodi) e Gaetano <strong>Caputi</strong> che oggi svolge questo compito per la presidente del consiglio Giorgia Meloni.</p>
</p>
<p><strong>Varone lavorava con Giorgetti al ministero dello sviluppo economico già durante l&#8217;esperienza del governo Draghi</strong>. Dapprima come capo dell&#8217;ufficio legislativo e negli ultimi mesi nel ruolo attuale. Prima ancora inoltre era stato a capo del legislativo con il ministro Carlo Calenda.</p>
</p>
<p><strong>Panucci</strong> invece nel corso del governo Draghi aveva ricevuto la nomina dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta. In precedenza invece era stata a capo della segreteria tecnica della ministra della giustizia Paola Severino.</p>
</p>
<p><strong>Atelli</strong> in precedenza aveva ricoperto vari ruoli negli uffici di diretta collaborazione del ministero dell&#8217;ambiente. Come capo di gabinetto con il ministro Andrea Orlando (Partito democratico) e prima come capo dell&#8217;ufficio legislativo con i ministri Corrado Clini e Stefania Prestigiacomo (Forza Italia).</p>
</p>
<p><strong>Caputi</strong> infine, prima di arrivare all&#8217;importante incarico di capo di gabinetto della presidente del consiglio, aveva svolto molti importanti incarichi negli uffici di diretta collaborazione, ma anche come segretario generale della Consob. Il ruolo di capo di gabinetto nello specifico gli era stato attribuito dal ministro del turismo Massimo Garavaglia (Lega). Da segnalare inoltre come Caputi ricopra anche il ruolo di consigliere nella <a href="https://fondazionemagnacarta.it/statuto-e-organismi-magna-carta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondazione Magna Carta</a>, presieduta dall&#8217;ex senatore di centrodestra Gaetano Quagliariello.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;esperienza nei ministeri</h3>
</p>
<p>Come è ovvio se sono in molti i capi di gabinetto che avevano già ricoperto questo specifico incarico,<strong> ancora di più sono quelli che avevano svolto altre funzioni di spicco all&#8217;interno degli uffici di diretta collaborazione.</strong></p>
</p>
<p><div id="sono-14-i-capi-di-gabinetto-che-in-passato-avevano-ricoperto-altri-ruoli-di-spicco-negli-uffici-di-diretta-collaborazione-di-un-ministro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">14 su 22 </span>i capi di gabinetto dei ministri del governo Meloni che avevano già ricoperto posizioni di spicco in uffici di diretta collaborazione.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Di questi più della metà avevano già ricoperto l&#8217;incarico di capo dell&#8217;ufficio legislativo.</strong> Un ruolo fondamentale che non a caso si conferma come un trampolino di lancio importante per accedere al ruolo di capo di gabinetto. Tra questi si trovano Alfonso <strong>Celotto</strong>, capo di gabinetto con la ministra per le riforme istituzionali Casellati, Alfredo <strong>Storto</strong> (con il ministro delle infrastrutture Salvini), Caro Lucrezio <strong>Monticelli</strong> (con la ministra della famiglia Roccella e con il ministro delle politiche sociali Maroni), Claudio <strong>Tucciarelli</strong> (con il ministro per gli affari regionali Calderoli), Maria Teresa <strong>Sempreviva</strong> (con il ministro dell&#8217;interno Piantedosi), Stefano <strong>Varone</strong> (con il ministro dell&#8217;economia Giorgetti), Massimiliano <strong>Atelli</strong> (con il ministro della gioventù e dello sport Abodi) e Gaetano <strong>Caputi</strong> oggi capo di gabinetto della presidente del consiglio.</p>
</p>
<p><strong>A volte poi i vertici degli uffici di diretta collaborazione provengono dalla carriera interna al ministero in questione o in altre strutture amministrative di vertice.</strong> Tra questi Claudio <strong>Tucciarelli</strong> che prima di essere nominato da Calderoli era stato <strong>2 volte a capo del dipartimento per le riforme istituzionali  della presidenza del consiglio</strong>. </p>
</p>
<p>Mario Antonio <strong>Scino</strong> prima di diventare capo di gabinetto del ministro dell&#8217;ambiente Pichetto Fratin era stato a <strong>capo del dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica</strong> della presidenza del consiglio, sia con Giorgetti (Lega) che con Fraccaro (Movimento 5 stelle).</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-cipe-e-di-cosa-si-occupa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cos’è il Cipe e di cosa si occupa.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Roberto <strong>Alesse</strong>, attuale capo di gabinetto del ministro Musumeci, invece in passato era stato direttore generale degli affari generali del ministero dell&#8217;ambiente.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e13b1a43ae22d057cdfa6ef46631ec4c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Date le molte materie di sua competenza, il ministro Fitto ha scelto una capo di gabinetto con ampia esperienza all&#8217;interno della presidenza del consiglio.</p>
</section></div>
</p>
<p>Sempre presso la presidenza del consiglio ha svolto numerosi incarichi di rilievo l&#8217;attuale capo di gabinetto del ministro Raffaele Fitto. Ermenegilda <strong>Siniscalchi</strong> infatti è stata a <strong>capo di 4 diversi dipartimenti di palazzo Chigi</strong>. Ovvero i dipartimenti della funzione pubblica, degli affari regionali, delle politiche per la famiglia e delle pari opportunità. <strong>Una scelta probabilmente legata al fatto che anche il ministro Fitto dovrà muoversi tra molti diversi settori della presidenza del consiglio, vista la varietà di deleghe che gli sono tate attribuite</strong> (affari europei, sud, politiche di coesione e Pnrr).</p>
</p>
<p><strong>Infine anche i capi di gabinetto dei ministri dell&#8217;interno, della difesa e degli esteri hanno avuto incarichi importanti nei loro ministeri in passato.</strong> Ma in questo caso si tratta di un automatismo, visto che in questi dicasteri la posizione può essere assunta solo da un funzionario di carriera. Al ministero della difesa come abbiamo visto non abbiamo la sicurezza su chi ricoprirà l&#8217;incarico nel prossimo futuro, in ogni caso si tratterà sicuramente di un militare di grado. Al ministero dell&#8217;interno invece <strong>la prefetta Sempreviva ricopriva già l&#8217;incarico di capo dell&#8217;ufficio legislativo quando il capo di gabinetto era l&#8217;attuale ministro Piantedosi.</strong> <strong>Alla Farnesina infine il ministro Tajani ha nominato l&#8217;ambasciatore Francesco Genuardi</strong>. Da notare che l&#8217;ultimo incarico l&#8217;ambasciatore lo aveva svolto proprio a Bruxelles, in anni in cui Tajani era ancora un esponente importante del parlamento europeo (anche se non più il presidente).</p>
</p>
<p><div id="giorgetti-e-urso-hanno-scelto-capi-di-gabinetto-con-cui-avevano-gia-collaborato-in-passato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il rapporto di fiducia con le persone, i partiti le aree politiche</h3>
</p>
<p><strong>Tra gli attuali capi di gabinetto, l&#8217;unico che aveva già lavorato con lo stesso ministro (Giorgetti) è Stefano Varone.</strong> Almeno per quanto riguarda incarichi di vertice. D&#8217;altronde Giorgetti è anche l&#8217;unico ministro dell&#8217;attuale esecutivo che ricopriva questa stessa posizione anche nel governo precedente.</p>
</p>
<p>A questo poi si potrebbe aggiungere <strong>Federico Eichberg</strong>, che già aveva svolto il ruolo di capo della segreteria tecnica dell&#8217;attuale ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso (FdI) quando questi ricopriva il ruolo di viceministro. Inoltre alcuni anni fa <a href="https://web.archive.org/web/20190830195422/https://farefuturofondazione.it/la-fondazione/organigramma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stato</a> anche &#8220;direttore relazioni internazionali&#8221; della<strong> fondazione Fare futuro</strong>, di cui il ministro Urso è presidente.</p>
</p>
<p><strong>Più frequente poi è il caso in cui i capi di gabinetto abbiano collaborato in passato con altri ministri dello stesso partito, o della stessa area politica.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13 </span>i capi di gabinetto che in passato hanno ricevuto incarichi di vertice da ministri della stessa area politica.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Claudio Tucciarelli ad esempio, oggi lavora con il ministro Calderoli (Lega), ma in passato era stato nominato da Umberto Bossi</strong> prima capo del dipartimento per le riforme istituzionali e poi capo dell&#8217;ufficio legislativo.</p>
</p>
<p><strong>Marcella Panucci invece prima di lavorare con la ministra Bernini (Forza Italia), era stata nominata per lo stesso ruolo da Renato Brunetta</strong>, allora ministro dello stesso partito.</p>
</p>
<p>Sempre con un ministro di Forza Italia (Paolo Zangrillo &#8211; pubblica amministrazione) lavora oggi <strong>Vincenzo Nunziata</strong>, che in passato era stato due volte capo di gabinetto dell&#8217;ex ministra forzista Mariastella Gelmini.</p>
</p>
<p><em>Nota: in una precedente versione dell&#8217;articolo era stato indicato Giovanni Panebianco come capo di gabinetto del ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi. Dopo un&#8217;ulteriore verifica tuttavia è risultato che il ruolo è attualmente ricoperto da Massimiliano Atelli come riportato nell&#8217;attuale versione dell&#8217;articolo.</em></p>
</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e1/Palazzo_Chigi_%281861002263%29.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-nuovi-capi-di-gabinetto-del-governo-meloni/">I nuovi capi di gabinetto del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi decide la politica di cooperazione allo sviluppo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/chi-decide-la-politica-di-cooperazione-allo-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 13:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=218279</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cooperazione allo sviluppo è parte integrante e qualificante della politica estera italiana. Per questo i ruoli chiave dei due ambiti combaciano, con l’eccezione di alcune figure con competenze specifiche in ambito di cooperazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/chi-decide-la-politica-di-cooperazione-allo-sviluppo/">Chi decide la politica di cooperazione allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2014 il parlamento ha approvato una legge molto importante per il settore della cooperazione (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 125/2014</a>). Nello spirito di questo provvedimento la politica di cooperazione diventava una componente cruciale della più generale politica estera italiana.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile [&#8230;] è parte integrante e qualificante della politica estera dell&#8217;Italia.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17" target="_blank">&#8211; Articolo 1 L. 125/2014</a>
									            </div>
</section>
<p>Tra le molte novità, la norma modificava il nome del ministero (diventato ministero degli esteri e della cooperazione Internazionale – Maeci), istituiva l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e stabiliva l’obbligo di nominare un vice ministro degli esteri con questa delega.</p>
<p>Un tassello importante che ha contribuito a definire l’intreccio d’istituzioni, funzionari, membri del governo e del parlamento che contribuiscono a formare la nostra politica di cooperazione allo sviluppo.</p>
<div id="la-responsabilita-della-politica-di-cooperazione-e-del-ministro-tajani-fi-ma-le-deleghe-sono-di-competenza-del-viceministro-cirielli-fdi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il ministero e l&#8217;agenzia</h3>
<p>Se si guarda all’esecutivo è importante considerare <strong>il peso che ha la presidenza del consiglio sulle scelte generali di politica estera</strong>, e dunque in questa fase la presidente <strong>Giorgia Meloni</strong>. Tuttavia, <strong>la responsabilità della politica estera italiana è del ministro degli esteri</strong>, ovvero del vicepresidente del consiglio e coordinatore di <strong>Forza Italia (FI) Antonio Tajani</strong>. Questi pur non avendo mai ricoperto incarichi in questo settore né presso il ministero né nel parlamento italiano, ha comunque un’<strong>ampia esperienza internazionale</strong>, avendo svolto sia il ruolo di commissario europeo all’industria, sia quello di <strong>presidente del parlamento di Strasburgo</strong>.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		La responsabilità politica è del ministro che tuttavia è tenuto a conferire la delega in materia di cooperazione allo sviluppo a un viceministro.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-fanno-i-viceministri-e-i-sottosegretari-di-stato/"><br />
                &#8220;Che cosa fanno i viceministri e i sottosegretari di stato&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Il ministro, come stabilito dalla legge, <strong>nomina un viceministro, attribuendogli la delega alla cooperazione allo sviluppo</strong>. In termini pratici quindi sarà <strong>Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia</strong> a seguire i vari dossier che riguardano la cooperazione. Alla sua <strong>prima </strong><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lesperienza-politica-dei-membri-dellesecutivo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esperienza di governo</a>, <strong>Cirielli è stato a lungo parlamentare</strong> (dal 2001 con Alleanza nazionale) e nel suo percorso ha quasi sempre fatto parte o della <strong>commissione esteri o di quella difesa </strong>(che ha un chiaro risvolto estero viste ad esempio le missioni militari cui l’Italia partecipa).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-chiave-della-cooperazione/">I ruoli chiave della cooperazione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-chiave-della-cooperazione/">Gli incarichi più importanti nel governo e in parlamento in materia di politica estera e cooperazione allo sviluppo</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_218449_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-ruoli-chiave-della-cooperazione/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="588" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="588" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/i-ruoli-chiave-della-cooperazione-1.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-chiave-della-cooperazione/">I ruoli chiave della cooperazione &#8211; Gli incarichi più importanti nel governo e in parlamento in materia di politica estera e cooperazione allo sviluppo</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-218449"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-218449" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Altri due sottosegretari chiudono il gruppo di esponenti politici posti al vertice della Farnesina. Ovvero Maria Tripodi, anche lei di Forza Italia, e Giorgio Silli di Noi Moderati, le cui deleghe al momento non sono state ufficializzate.</p>
<p><strong>Ma anche i vertici amministrativi sono importanti</strong>. Tra tutti il <strong>segretario generale</strong> del ministero, l’ambasciatore <strong>Ettore Francesco Sequi</strong>, e il <strong>direttore dell’Agenzia</strong> per la cooperazione allo sviluppo, <strong>Luca Maestripieri</strong>. Entrambi hanno ricevuto l’incarico dall’ex ministro degli esteri Luigi Di Maio, anche se Maestripieri era stato inizialmente nominato dal ministro Moavero Milanesi nel corso del primo governo Conte. Vedremo nei prossimi mesi se il governo manterrà questo assetto o deciderà per un cambiamento. Sicuramente prima o poi il ministro Tajani dovrà decidere come riempire una casella di grande rilevanza che attualmente è scoperta, ovvero quella di direttore della direzione generale cooperazione allo sviluppo del Maeci.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I compiti delle commissioni </h3>
<p>Oltre ai ministeri però, <strong>un ruolo fondamentale è o dovrebbe essere svolto anche dal parlamento</strong>, e in particolare dalle <strong>commissioni esteri di camera e senato.</strong></p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le commissioni esteri di camera e senato sono competenti in tutte le materie che riguardano la politica estera, inclusa la cooperazione allo sviluppo.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&amp;p=17992"><br />
                &#8220;Cosa sono le commissioni parlamentari e perché sono importanti&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p><strong>I loro poteri dunque sono molto ampi</strong> riguardando innanzitutto l’esame di qualsiasi proposta di legge rientri in questi ambiti (<a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-i/sezione-ii/articolo-72#:~:text=Ogni%20disegno%20di%20legge%2C%20presentato,articolo%20e%20con%20votazione%20finale." target="_blank" rel="noreferrer noopener">art. 72 della costituzione</a>), come ad esempio la <strong>legge di bilancio</strong> e quindi la quantità di risorse da destinare al settore della cooperazione, ​​ma anche l’esame delle delibere del governo sulle <strong>missioni internazionali</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<p>Tra le prerogative delle commissioni poi rientrano anche alcuni <strong>poteri d’indirizzo</strong>, come le risoluzioni o gli ordini del giorno. Attraverso atti di questo tipo, l’aula o le commissioni possono ad esempio impegnare il governo a perseguire impegni internazionali su temi quali la coerenza delle politiche o l’efficacia dell’aiuto.</p>
<p><strong>In alcune occasioni inoltre, il parere delle commissioni è espressamente previsto dalla legge</strong>. Come nel caso del <strong>documento triennale di programmazione e indirizzo della politica di cooperazione</strong>, per la cui approvazione è richiesto il parere, non vincolante, delle commissioni parlamentari. Nonostante le previsioni di legge nel corso degli anni la presentazione del documento ha subito forti ritardi e per questa ragione la norma è stata recentemente modificata in modo da rendere più efficace questo passaggio (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-12-30;234!vig=2022-11-30" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L. 234/2021</a> art. 1 comma 807).</p>
<p>Proprio per assolvere questi compiti disponendo di tutte le informazioni necessarie le commissioni <strong>possono inoltre organizzare delle</strong> <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-i-fondi-destinati-allaiuto-pubblico-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">audizioni</a> conoscitive. In queste occasioni vengono invitate figure istituzionali o della società civile che possono essere parte o meno di organi previsti dalla legge, come il consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/litalia-e-la-legge-sulla-cooperazione-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Italia e la legge sulla cooperazione allo sviluppo.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<p><strong>Purtroppo almeno nell’ultima legislatura il ruolo delle commissioni non ha inciso particolarmente sulla politica di cooperazione</strong>, limitandosi a poco più che la presentazione e in alcuni casi l’approvazione di qualche <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-i-lavori-parlamentari-per-la-legge-di-bilancio-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emendamento</a> alla legge di bilancio. Peraltro in anni recenti la discussione sulla legge di bilancio è sempre avvenuta in un unico ramo del parlamento, mentre l’altra aula, per mancanza di tempo, si è limitata a ratificare decisioni già prese.</p>
<div id="i-presidenti-delle-commissioni-esteri-di-camera-e-senato-sono-uno-di-fratelli-ditalia-e-laltra-di-forza-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I ruoli chiave</h3>
<p>Nonostante questo, il potere formale delle commissioni resta intatto e dunque, per completare l’elenco degli incarichi più importanti nel settore della cooperazione vanno considerati quantomeno i <strong>presidenti delle commissioni esteri dei due rami del parlamento.</strong></p>
<p><strong>Alla camera si tratta di Giulio Tremonti</strong>. Eletto in questa legislatura con<strong> Fratelli d’Italia </strong>Tremonti è stato parlamentare dal 1994 al 2018 quasi sempre nelle fila di Forza Italia o del Popolo delle libertà (Pdl) a eccezione del suo il primo mandato. <strong>Ministro delle finanze in tutti i governi Berlusconi</strong> nella sua lunga carriera parlamentare ha comunque avuto occasione di far parte sia della commissione esteri che di quella sulle politiche dell’Unione europea.</p>
<p><strong>A palazzo Madama invece è la senatrice Stefania Craxi (FI)</strong> a ricoprire il ruolo di presidente della commissione esteri e difesa. Deputata di Forza Italia e del Pdl dal 2006 al 2013, <strong>durante il quarto governo Berlusconi è stata sottosegretaria agli esteri</strong>. Rieletta in parlamento nel 2018, nella scorsa legislatura è stata vice presidente della commissione esteri del senato.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 su 5 </span>i ruoli chiave ricoperti da esponenti di Fratelli d&#8217;Italia in materia di politica estera e di cooperazione.</p>
</section>
<div id="la-lega-conta-solo-un-vicepresidente-in-commissione-esteri-alla-camera" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Dei 5 incarichi politici più importanti dunque, 2 sono attribuiti a esponenti di Forza Italia</strong> (il ministro degli esteri e la presidenza della commissione esteri del senato) <strong>e 3 a esponenti di Fratelli d’Italia</strong> (la presidenza del consiglio, il viceministro e il presidente della commissione esteri della camera). <strong>Del tutto escluso, o quasi, appare dunque l’altro partito cardine della maggioranza, ovvero la Lega.</strong></p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli equilibri politici nelle commissioni parlamentari</h3>
<p>Guardando però più approfonditamente alla composizione delle commissioni parlamentari la Lega risulta avere in entrambi i casi più esponenti di Forza Italia. Ma questa è la naturale conseguenza di una più ampia rappresentanza parlamentare ottenuta in seguito alle recenti elezioni. Inoltre a un esponente della Lega è stata attribuita la vicepresidenza di commissione alla camera. Si tratta di Paolo Formentini, deputato alla seconda esperienza parlamentare, che già aveva ricoperto questo ruolo durante la precedente legislatura.</p>
<div id="i-vicepresidenti-di-opposizione-sono-invece-uno-del-pd-e-laltro-del-m5s" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>L’altra vicepresidente è l’esponente del Partito democratico (Pd) Lia Quartapelle</strong>. <strong>Deputata alla terza legislatura ha sempre ricoperto incarichi in commissione esteri</strong>, prima come segretaria, poi come capogruppo e ora come vicepresidente. Nel corso della diciassettesima legislatura peraltro è stata <strong>relatrice della legge che ha definito la disciplina generale della cooperazione allo sviluppo<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17"> </a></strong><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(l. 125/2014)</a>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-commissioni-esteri-di-camera-e-senato/">Le commissioni esteri di camera e senato</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-commissioni-esteri-di-camera-e-senato/">Gli incarichi ricoperti dai gruppi parlamentari nelle commissioni esteri di Montecitorio e palazzo Madama</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-commissioni-esteri-di-camera-e-senato/">Le commissioni esteri di camera e senato &#8211; Gli incarichi ricoperti dai gruppi parlamentari nelle commissioni esteri di Montecitorio e palazzo Madama</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/le-commissioni-esteri-di-camera-e-senato.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-218444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-218444" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Da segnalare infine che della commissione fanno parte anche alcune figure politiche di primo piano.</strong> Come ad esempio il leader del Movimento 5 stelle ed ex presidente del consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong>, il segretario di +Europa ed ex sottosegretario agli esteri <strong>Benedetto della Vedova</strong> e il segretario di Sinistra italiana <strong>Nicola Fratoianni</strong>. Ma anche l’ex ministro alle infrastrutture <strong>Graziano Delrio</strong>, l’ex ministro della difesa <strong>Lorenzo Guerini</strong> e l’ex ministro per gli affari europei <strong>Vincenzo Amendola</strong>, tutti deputati del Partito democratico.</p>
<p><strong>Quanto alla commissione del senato, presieduta dal Stefania Craxi (FI), le vicepresidenze sono invece state attribuite a un esponente di Fratelli d’Italia, Roberto Menia, e a uno del Movimento 5 stelle, Ettore Licheri.</strong></p>
<p>Il primo è stato deputato dal 1994 al 2013, eletto prima con Alleanza nazionale e poi con il Popolo delle libertà. Nel quarto governo Berlusconi ha svolto anche il ruolo di sottosegretario presso il ministero dell&#8217;ambiente. Nel corso della sua lunga esperienza parlamentare comunque ha fatto parte in più occasioni anche della commissione esteri.</p>
<p><strong>Ettore Licheri invece è alla sua seconda esperienza parlamentare. Nella scorsa legislatura è stato presidente della commissione politiche dell’Unione europea</strong> del senato per i primi due anni. Successivamente ha proseguito il suo lavoro in quella stessa commissione come componente semplice, fino a maggio 2022, quando è entrato a far parte della commissione esteri.</p>
<p>Per concludere <strong>in commissione esteri del senato si trovano anche due ex presidenti del consiglio, Mario Monti</strong> (senatore a vita iscritto al gruppo misto) e <strong>Matteo Renzi</strong> (Azione-Italia viva), oltre che l’ex sottosegretaria al ministero della difesa Stefania Pucciarelli (Lega).</p>
<p><em>L’articolo è stato redatto grazie al progetto “Cooperazione: mettiamola in Agenda”, finanziato dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Le opinioni espresse non sono di responsabilità dell’Agenzia.</em></p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.governo.it/it/media/cerimonia-di-giuramento-dei-sottosegretari/20864" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/chi-decide-la-politica-di-cooperazione-allo-sviluppo/">Chi decide la politica di cooperazione allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sfida delle scadenze Pnrr a fine anno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-scadenze-pnrr-a-fine-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=218696</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono ancora 40 le scadenze da raggiungere entro dicembre, per chiedere all'Ue nuovi fondi. Ma le intenzioni del governo sul Pnrr continuano a non essere chiare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-scadenze-pnrr-a-fine-anno/">La sfida delle scadenze Pnrr a fine anno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading">Il quadro attuale delle scadenze</h3>
<p>Manca meno di un mese alla <strong>fine dell&#8217;anno</strong>, un appuntamento cruciale nel cronoprogramma del piano nazionale di ripresa e resilienza. Il 31 dicembre infatti si chiude il quarto trimestre del 2022 e con esso il <strong>termine per completare le scadenze europee previste dal Pnrr</strong>. Non solo quelle indicate per il periodo che va da ottobre a dicembre, il quarto trimestre appunto, ma anche per i tre mesi precedenti tra giugno e agosto, cioè il terzo trimestre 2022. Il loro conseguimento è un passaggio necessario per poter <strong>chiedere all&#8217;Unione europea un nuovo rilascio di fondi</strong>.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Ogni sei mesi la commissione europea controlla che i paesi abbiano completato le scadenze Ue del Pnrr. In caso di verifica positiva, si procede all’erogazione dei fondi.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-lue-verifica-lattuazione-dei-pnrr-negli-stati-membri/"><br />
                &#8220;Come l&#8217;Ue verifica l&#8217;attuazione dei Pnrr negli stati membri&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<div id="per-ricevere-nuove-risorse-il-governo-deve-completare-entro-la-fine-dellanno-ancora-2-scadenze-ue-del-terzo-trimestre-e-38-del-quarto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In base alla nostra attività di monitoraggio, l&#8217;ultimo aggiornamento al 25 novembre 2022 conferma che <strong>2 scadenze europee del terzo trimestre sono ancora da completare e quindi in ritardo</strong>. Si tratta in particolare dell&#8217;<a href="https://openpnrr.it/scadenze/446/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici per le green communities</a> e dell&#8217;<a href="https://openpnrr.it/scadenze/637/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">entrata in vigore della riforma per i servizi idrici integrati</a>. A queste 2 milestone si aggiungono poi le <strong>38 scadenze ancora da completare</strong>, sulle <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2022&amp;tempistica_completamento_trimestre=T4&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">51 previste per il quarto trimestre</a>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">40 su 55 </span>le scadenze europee del Pnrr che l’Italia deve ancora completare per poter chiedere nuove risorse all’Ue.</p>
</section>
<p>Sempre in base al nostro monitoraggio, dei 38 milestone e target da completare nel quarto trimestre, <strong><a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2022&amp;tempistica_completamento_trimestre=T4&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=A&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">15</a> sono a buon punto</strong>, quindi a un passo dal completamento, ma ben <strong><a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2022&amp;tempistica_completamento_trimestre=T4&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=I&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">23</a> ancora in corso</strong>, cioè interventi avviati ma lontani dalla loro realizzazione. <strong>Solo <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2022&amp;tempistica_completamento_trimestre=T4&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=C&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">13</a> scadenze su 51 risultano invece completate</strong>.</p>
<p>In altre parole: manca poco al termine e <strong>il nostro paese non ha rispettato neanche metà degli impegni previsti per il trimestre in corso</strong>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-scadenze-europee-del-pnrr-per-il-quarto-trimestre-2022/">Le scadenze europee del Pnrr per il quarto trimestre 2022</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-scadenze-europee-del-pnrr-per-il-quarto-trimestre-2022/">Le 51 scadenze Ue del Pnrr da raggiungere tra ottobre e dicembre 2022, il loro stato di avanzamento, le misure e i temi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_220090_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-scadenze-europee-del-pnrr-per-il-quarto-trimestre-2022/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/le-scadenze-europee-del-pnrr-per-il-quarto-trimestre-2022.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-scadenze-europee-del-pnrr-per-il-quarto-trimestre-2022/">Le scadenze europee del Pnrr per il quarto trimestre 2022 &#8211; Le 51 scadenze Ue del Pnrr da raggiungere tra ottobre e dicembre 2022, il loro stato di avanzamento, le misure e i temi</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_220090_tab3"></p>
<p>Cliccando sulle scadenze è possibile accedere alle singole pagine dedicate su <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 25 Novembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/le-scadenze-europee-del-pnrr-per-il-quarto-trimestre-2022.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-220090"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-220090" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il destino incerto del Pnrr</h3>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Visita la sezione &#8220;Cosa succede&#8221; di<br />
<br /><strong>OpenPNRR</strong></a>.</p>
</section>
<p>La questione è capire <strong>come il governo Meloni si sta ponendo</strong> rispetto a queste scadenze da completare. Sempre in base al nostro monitoraggio, possiamo segnalare che nelle ultime settimane, <strong>di passi avanti nell&#8217;attuazione di milestone e target ce ne sono stati pochi</strong>. Se questo da un lato è comprensibile, per via di tempi e passaggi di consegne che l&#8217;insediamento di un nuovo esecutivo comporta, dall&#8217;altro lascia aperti <strong>molti dubbi</strong> su quello che succederà da qui ai prossimi mesi.</p>
<div id="lesecutivo-vuole-modificare-il-pnrr-individuando-come-principali-problemi-il-rincaro-dei-costi-di-energia-e-materie-prime-e-il-rischio-di-ritardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare in <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-legislative-per-il-pnrr-nellincertezza-del-cambio-di-governo/#mancano-6-interventi-normativi-da-completare-entro-lanno-e-da-capire-come-procedera-il-governo-meloni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altri articoli</a>, la coalizione a sostegno del governo Meloni ha dichiarato in diverse occasioni &#8211; già a partire dalla <a href="https://www.openpolis.it/cosa-dicono-i-programmi-elettorali-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">campagna elettorale</a> &#8211; di voler <strong>modificare il Pnrr attuale</strong>. E anche se l&#8217;esecutivo non ha ancora presentato alla commissione europea una proposta di revisione, diverse dichiarazioni anche recenti ne confermano le intenzioni.</p>
<p>In primis l&#8217;<a href="https://www.governo.it/it/articolo/videomessaggio-del-presidente-meloni-allassemblea-dellanci/21076" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervento</a> della presidente Giorgia Meloni all&#8217;assemblea dell&#8217;Anci (associazione nazionale comuni italiani) del 24 novembre scorso. In quell&#8217;occasione Meloni ha ribadito infatti la volontà di verificare con la commissione europea le misure più idonee ad aggiornare il piano. Posizioni riprese anche da Raffaele Fitto, ministro per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e il Pnrr. Il quale ha sottolineato in un recente colloquio con <a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20221129&amp;idArticle=608825109&amp;idFolder=18614&amp;idChapter=47427&amp;authCookie=87732504&amp;trc=pDelivery-t20221129-a608825109-h47427-c4840-d15815-f18614-n2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Repubblica</a> l&#8217;intenzione di implementare il piano e di armonizzarlo con i <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-fondi-europei/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondi di coesione</a>. Oltre che di modificare obiettivi e scelte che ormai non considera più attuali.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Abbiamo avuto guerra e shock inflazionistico: impensabili. Non sappiamo a quali altri cigni neri andremo incontro.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20221129&#038;idArticle=608825109&#038;idFolder=18614&#038;idChapter=47427&#038;authCookie=87732504&#038;trc=pDelivery-t20221129-a608825109-h47427-c4840-d15815-f18614-n2" target="_blank">&#8211; Raffaele Fitto, ministro per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e il Pnrr</a>
									            </div>
</section>
<p>Le criticità sottolineate finora dall&#8217;esecutivo si concentrano quindi su <strong>due questioni principali</strong>. La prima è quella relativa alla guerra ancora in corso tra Russia e Ucraina e alle sue conseguenze economiche. L&#8217;<strong>aumento del costo dell&#8217;energia e delle materie prime</strong> infatti pone inevitabilmente delle difficoltà e dei ritardi nella realizzazione di opere e progetti Pnrr così come erano stati definiti originariamente.</p>
<p>La seconda questione, collegata in parte alla prima, riguarda i <strong>tempi di attuazione del piano</strong>. Quando ancora non era in carica, <a href="https://www.openpolis.it/abbiamo-speso-meno-fondi-pnrr-del-previsto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Meloni aveva già evidenziato i ritardi</a> nella realizzazione dei progetti previsti ponendo l&#8217;attenzione, oltre che sul <strong>rincaro dei costi</strong>, anche sulla <strong>lentezza delle procedure</strong> rispetto alla <strong>rigidità del cronoprogramma</strong>. Un tema che a partire dal 2023 si farà più pressante perché molti investimenti entreranno nel vivo della loro messa a terra.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Siamo nella fase in cui siamo chiamati ad affrontare concretamente l’avvio dei cantieri, per questo ovviamente è necessario accelerare l’iter di approvazione dei progetti e rilascio dei pareri, è un tema enorme.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/videomessaggio-del-presidente-meloni-allassemblea-dellanci/21076" target="_blank">&#8211; Giorgia Meloni, presidente del consiglio</a>
									            </div>
</section>
<p>Per questi motivi c&#8217;è chi dal governo auspica già ora una <strong>proroga dei termini di attuazione dell&#8217;agenda</strong>. A partire dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti <strong>Matteo Salvini</strong>, alla guida del dicastero <a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/?o=Risorse" target="_blank" rel="noreferrer noopener">responsabile della quota maggiore</a> di fondi Pnrr. Il ministro ha infatti recentemente sostenuto l&#8217;importanza di rivedere non solo i modi e i costi, ma anche i tempi di realizzazione dei progetti.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Pensare di ultimare e rendicontare entro il 2026 le opere del Pnrr è puro esercizio di fantasia.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.ansa.it/pnrr/notizie/grandi_piccole_opere/2022/11/28/pnrrsalvinirimodulare-tempi-e-costi-opere-operazione-serieta_22704081-03ee-4953-9935-1c2a6ecd362d.html" target="_blank">&#8211; Matteo Salvini, ministro delle infrastrutture e dei trasporti</a>
									            </div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">Un appuntamento inevitabile</h3>
<div id="la-volonta-di-modificare-il-piano-e-comunque-subordinata-ad-alcune-clausole-poste-dallunione-europea" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>A fronte di un esecutivo che richiama l&#8217;attenzione sulle criticità di tempi e costi del Pnrr e sulla necessità di modifiche, è bene però ricordare <strong>due elementi cruciali</strong>. Il primo riguarda le <strong>modalità con cui un processo di revisione può avere luogo</strong>.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Gli stati possono apportare delle modifiche ai rispettivi Pnrr purché esse siano giustificate da circostanze oggettive.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/"><br />
                &#8220;Quanto e come può essere modificato il Pnrr&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Dunque si possono rivedere &#8211; almeno secondo il regolamento &#8211; solo quegli interventi diventati impossibili da conseguire così come erano stati previsti. Una clausola che si applicherebbe, per esempio, ai cambiamenti resi necessari dall&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime e dell&#8217;energia. Ma forse non ad altri interventi inclusi nel Pnrr, come la riforma della giustizia ideata dal governo Draghi e che l&#8217;esecutivo Meloni <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-legislative-per-il-pnrr-nellincertezza-del-cambio-di-governo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vorrebbe modificare</a>.</p>
<div id="finche-non-saranno-approvate-eventuali-modifiche-al-pnrr-il-governo-deve-conseguire-le-scadenze-rimaste-se-non-vuole-perdere-fondi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_b52d1f49772e68b61882e852200968ce" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Per ricevere i fondi, vanno completate le scadenze.</p>
</section></div>
<p>Il secondo elemento è il <strong>meccanismo di rilascio delle risorse</strong> da parte dell&#8217;Ue. Per richiedere alla commissione la prossima tranche di finanziamento, il nostro paese deve in ogni caso riuscire entro dicembre a<strong> realizzare quelle 40 scadenze</strong> europee da completare. Fino a che non sarà inviata e approvata una richiesta di modifica del piano infatti, interrompere l&#8217;attuazione di target e milestone comporterebbe inevitabilmente la mancata ricezione delle risorse.</p>
<p>Ma chi se ne deve occupare? Ogni scadenza, così come ogni misura, è di titolarità di un organizzazione responsabile, principalmente ministeri o dipartimenti della presidenza del consiglio. Come è noto, il governo Meloni ha apportato delle novità a deleghe e denominazioni di ministeri e dipartimenti. Formalmente non sono ancora state apportate modifiche al Pnrr e quindi gli enti titolari non sono stati ancora rinominati né confermati nelle rispettive responsabilità. Tuttavia, <strong>è possibile prevedere i passaggi di titolarità</strong> e quindi identificare quali tra i ministeri e i dipartimenti attuali saranno più coinvolti da qui alla fine dell&#8217;anno nel conseguimento di milestone e target.</p>
<div id="il-dipartimento-per-la-trasformazione-digitale-e-il-ministero-dellambiente-e-sono-gli-enti-con-piu-scadenze-da-completare-entro-dicembre" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-enti-che-hanno-piu-scadenze-da-completare-entro-lanno/">Gli enti che hanno più scadenze da completare entro l&#8217;anno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-enti-che-hanno-piu-scadenze-da-completare-entro-lanno/">Scadenze Ue del Pnrr da realizzare entro l&#8217;anno, divise per trimestre ed ente titolare, aggiornate al 25 novembre 2022</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_219797_tab1" role="tab" aria-controls="chart_219797_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_219797_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_219797_tab3"></p>
<p>I dati mostrano il numero di scadenze Pnrr europee che l&#8217;Italia deve ancora completare entro dicembre per richiedere la terza tranche di finanziamento all&#8217;Ue. I nomi dei ministeri rispecchiano la ridenominazione voluta dal governo Meloni, anche se formalmente non è stata ancora applicata al Pnrr.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=2022&amp;tempistica_completamento_trimestre=T4&amp;tipologia=&amp;ita_ue=UE&amp;status=&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 25 Novembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-enti-che-hanno-piu-scadenze-da-completare-entro-lanno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-219797"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-219797" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Il dipartimento per la trasformazione digitale dovrà conseguire 8 scadenze prima della fine dell&#8217;anno</strong>. È l&#8217;organizzazione titolare con più impegni da rispettare, seguita dal ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica (6) e dal ministero dell&#8217;economia e delle finanze (4).</p>
<p>Il governo è consapevole dell&#8217;urgenza di completare i 40 milestone e target mancanti entro dicembre. Tant&#8217;è che <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/meloni-regole-rigide-il-pnrr-ritardi-inevitabili-cantieri-AEukzoJC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indiscrezioni diffuse dalla stampa</a> parlano della lavorazione di uno o più <strong>decreti ad hoc per velocizzare le procedure e quindi realizzare per tempo le scadenze rimaste</strong>. Il consiglio dei ministri potrebbe approvarlo entro la fine dell&#8217;anno, per completare gli interventi in linea con il cronoprogramma e chiedere a Bruxelles nuovi fondi. Una pratica &#8211; questa dei cosiddetti &#8220;decreti Pnrr&#8221; &#8211; <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-legislative-per-il-pnrr-nellincertezza-del-cambio-di-governo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avviata già dal governo Draghi</a> per riuscire a rispettare i tempi delineati dall&#8217;agenda.</p>
<p>L&#8217;esecutivo potrebbe quindi riuscire a centrare l&#8217;obiettivo di fine anno. Tuttavia, il destino del Pnrr, le sue eventuali modifiche e i ritardi nella realizzazione dei progetti sono <strong>questioni cruciali e delicate, che dovranno essere necessariamente dipanate nei prossimi mesi, in accordo con l&#8217;Unione europea</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/it/media/bruxelles-il-presidente-meloni-incontra-i-vertici-delle-istituzioni-europee/20910" target="_blank" rel="noreferrer noopener">palazzo Chigi</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-scadenze-pnrr-a-fine-anno/">La sfida delle scadenze Pnrr a fine anno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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