Sugli uffici di diretta collaborazione è necessaria maggiore trasparenza Mappe del potere

I titolari di incarichi di vertice presso gli uffici di diretta collaborazione dei ministri e del presidente del consiglio sono figure molto importanti. Per questo le informazioni sul loro conto dovrebbero essere fornite in modo semplice e trasparente, come previsto dalla legge.

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Gli uffici di diretta collaborazione dei ministri sono organi molto importanti. Per questo la composizione dei loro vertici, come quella dei dirigenti politici e amministrativi, dovrebbe essere facilmente consultabile sui siti istituzionali.

Molti ministri hanno in effetti pubblicato in tutto o in parte i nominativi dei loro collaboratori. Dopo quasi 5 mesi dalla nascita del nuovo governo però mancano all’appello ancora alcune informazioni, oppure sono presenti ma non nelle pagine previste a questo scopo. Per ricostruire la situazione è quindi necessario analizzare a fondo i siti istituzionali, ricostruendo i dati a partire da documenti pubblicati per finalità diverse.

Gli uffici di diretta collaborazione

Gli uffici di diretta collaborazione sono organi particolari il cui compito è quello di aiutare il ministro nella sua attività di indirizzo politico amministrativo. Si tratta dunque dei luoghi dove la volontà politica del ministro incontra competenze tecniche specifiche necessarie in vari ambiti della sua attività. Dal rapporto con l’apparato burocratico amministrativo, all’approfondimento di temi con profili altamente tecnici, fino alle relazioni internazionali e alla comunicazione istituzionale del ministro.

Per questo è fondamentale che tra il ministro e i vertici di questi uffici intercorra un solido rapporto di fiducia. Non a caso la durata di questi incarichi è legata alla permanenza del titolare del dicastero. Dal momento del giuramento di un nuovo ministro infatti è previsto che il loro mandato cessi entro un mese se non esplicitamente confermato.

I membri degli uffici di diretta collaborazione sono nominati nel loro incarico in virtù di un rapporto fiduciario con il ministro in carica. Vai a "Che cosa sono gli uffici di diretta collaborazione dei ministri"

Il decreto legislativo 33/2013 stabilisce gli obblighi di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Tra le varie disposizioni la norma prevede che nella sezione amministrazione trasparente dei siti istituzionali siano pubblicate inoformazioni sull’articolazione degli uffici nonché sui nomi dei dirigenti responsabili degli uffici stessi (art. 13).

In questo quadro dunque rientrano anche i capi degli uffici di diretta collaborazione. Ad oggi però non tutte le informazioni sono state pubblicate nelle sezioni dedicate dei siti istituzionali. Inoltre talvolta i dati presenti risultano contraddittori o comunque poco chiari.

Le informazioni sugli uffici di diretta collaborazione dei ministri con portafoglio

Tendenzialmente le informazioni sugli uffici di diretta collaborazione dei ministri con portafoglio sono state aggiornate.

Una situazione poco chiara tuttavia riguarda il ministero dell’economia. In questo caso le informazioni risultano complete e in aggiunta sono anche presenti gli atti di nomina. Solo che in alcuni casi questi si riferiscono al 2021, mettendo in evidenza che il dirigente è stato nominato dal nuovo ministro Franco. In altri invece l’atto di nomina risale ancora al periodo del secondo governo Conte. Essendo passati oltre 4 mesi si assume che queste persone, nominate da Gualtieri, siano state poi confermate da Franco. Ma il sito potrebbe anche semplicemente non essere stato aggiornato.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Luglio 2021)

I due dicasteri con meno incarichi di questo tipo risultano essere quello degli esteri e quello del turismo. Per quest'ultimo in particolare manca all'appello il consigliere diplomatico. Tuttavia non si tratta di una figura prevista in modo tassativo dal regolamento ed è il ministro a decidere se nominarne uno. Certo vista la proiezione estera di un ministero che si occupa di turismo appare strano che il ministro Garavaglia abbia deciso di non avvalersi di questa possibilità. È da tener presente tuttavia che si tratta di un nuovo ministero, il cui regolamento è stato approvato solo di recente e che ancora risulta privo di un sito istituzionale di riferimento.

Quanto al ministero degli esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) invece la ragione per cui sono pochi gli incarichi di questo tipo è legata al suo regolamento. Il Maeci infatti ha una struttura particolare che non prevede la presenza di alcune figure tipiche negli altri uffici di diretta collaborazione, come il consigliere diplomatico (per ovvie ragioni), il capo dell'ufficio stampa o il portavoce.

Sul sito del Maeci pagine diverse contengono informazioni contraddittorie.

È comunque da segnalare come anche in questo caso sia facile cadere in errore. Sul sito del Maeci infatti sono presenti due pagine riferite all'ufficio di gabinetto. In una sono ancora indicati Ettore Sequi e la sua vice Laganà. Sequi tuttavia a inizio maggio è stato nominato da Di Maio segretario generale del ministero ed è ovvio quindi che la pagina non è stata aggiornata. In un'altra pagina invece l'incarico di capo di gabinetto è correttamente assegnato a Sebastiano Cardi che in precedenza ricopriva il ruolo di direttore generale per gli affari politici e la sicurezza.

È interessante notare peraltro che il vice capo di gabinetto Luca Gori in precedenza aveva ricoperto l'incarico di vice direttore degli affari politici proprio quando al vertice di quella direzione generale sedeva Cardi.

Le informazioni sugli uffici di diretta collaborazione dei ministri senza portafoglio

Se per i ministri con portafoglio sono state evidenziate alcune situazioni poco chiare o in evoluzione, decisamente più confusa è la situazione negli uffici dei ministri senza portafoglio.

I ministri senza portafoglio non hanno un ministero autonomo. Sono insediati presso la presidenza del consiglio dei ministri e svolgono solo le funzioni che vengono loro delegate dal presidente del consiglio. Vai a "Che cos’è un ministro senza portafoglio"

Mentre ogni ministro ha un proprio sito web ufficiale, nel caso dei ministri senza portafoglio questi fanno tutti capo al sito della presidenza del consiglio. Certo in molti casi sono stati creati dei siti riferiti al singolo ministro, ma gli obblighi di pubblicazione nella sezione amministrazione trasparente rimandano comunque all'indirizzo web del governo dove dovrebbero essere indicati i dati di tutti i vertici politici e amministrativi della presidenza del consiglio, inclusi i ministri senza portafoglio e i loro uffici.

A distanza di 4 mesi dalla nascita del governo questa sezione del sito istituzionale risulta però in buona parte ancora vuota.

La prima parte, relativa agli uffici del presidente del consiglio, è infatti solo una porzione di testo che non rimanda ad alcuna pagina. Nella seconda sezione invece sono indicati gli uffici di diretta collaborazione di diversi ministri e sottosegretari ma mancano all'appello gli uffici della ministra per la disabilità Erika Stefani e quelli della ministra per il sud Mara Carfagna.

Tuttavia, solo con successive ricerche è stato possibile recuperare almeno alcune informazioni relative agli uffici di diretta collaborazione del presidente Draghi e delle ministre Carfagna e Stefani.

Per quanto riguarda il presidente del consiglio le informazioni sono state acquisite tramite un documento relativo alle retribuzioni dei dirigenti. Un file dunque pubblicato per finalità diverse.

Per le due ministre invece è stato possibile trovare i dati sui loro rispettivi siti (ministro per il sud e ministro per la disabilità). Si tratta però in questi casi di siti creati più per scopi comunicativi che non come veri e propri portali istituzionali. Ne è prova il fatto che in entrambi i casi cliccando su "amministrazione trasparente" si viene rinviati alla corrispondente sezione del sito della presidenza del consiglio che, come abbiamo visto, non riporta queste informazioni come dovrebbe.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Luglio 2021)

Inoltre anche per quanto riguarda gli uffici per cui le informazioni sono rese disponibili, in alcuni casi queste non sembrano complete. Il decreto del presidente del consiglio (Dpcm) 1 ottobre 2012 (art. 6) stabilisce una struttura comune di base per gli uffici di diretta collaborazione dei ministri senza portafoglio, che prevede:

  • ufficio di gabinetto;
  • settore legislativo;
  • segreteria particolare;
  • ufficio stampa.

In alcuni casi però non risultano presenti tutte queste figure. Si tratta in particolare degli uffici di diretta collaborazione del ministro della funzione pubblica Brunetta, dove non risulta un capo dell'ufficio legislativo, e della ministra delle politiche giovanili Dadone, dove sono indicati solo i vertici dell'ufficio di gabinetto.

Anche quando le informazioni sono presenti è difficile capire se siano complete.

In altri casi, comunque, si trovano figure aggiuntive rispetto a quanto previsto dal Dpcm del 2012, come ad esempio quella del consigliere diplomatico. È dunque probabile che i provvedimenti organizzativi con cui, alla nascita del governo Draghi, sono stati istituiti questi uffici abbiano previsto delle differenze rispetto al quadro delineato nel 2012.

Tuttavia il fatto che da un lato non siano resi disponibili questi documenti e dall'altro le informazioni siano fornite in modo non lineare, lascia dei dubbi sul livello di completezza dei dati messi a disposizione.

Trasparenza vuol dire anche semplicità di accesso alle informazioni

Dunque come abbiamo visto ad oggi è comunque possibile reperire informazioni su tutti gli uffici di diretta collaborazione, sebbene con un certo grado di incertezza rispetto alla correttezza e alla completezza dei dati raccolti.

Resta tuttavia da evidenziare come la legge non preveda solo l'obbligo di pubblicazione. Allegato al testo infatti è incluso anche uno schema che prevede che queste informazioni debbano essere pubblicate nella sezione "amministrazione trasparente" - "organi di indirizzo politico amministrativo" - "articolazione degli uffici".

Le informazioni su incarichi così importanti dovrebbero essere fornite in modo semplice e immediato.

Richiedere che le informazioni siano fornite in modo tempestivo, puntuale e secondo questa struttura non è solo un formalismo. Anche se raramente sono sottoposti all'attenzione mediatica i titolari di questi uffici ricoprono posizioni di grande responsabilità ai vertici dello stato.

Per questo riteniamo che queste informazioni debbano essere fornite in modo chiaro e semplice, senza costringere il cittadino a complesse ricerche su tutte le pagine dei siti, istituzionali e non.

Peraltro anche se è importante che tutte queste informazioni siano fornite in modo trasparente è particolarmente significativo che le più difficili da reperire siano proprio quelle relative ai collaboratori del presidente del consiglio. Per di più in una fase storica in cui, in vitù del peso politico di Draghi, la figura del presidente ha assunto una centralità ancora più marcata rispetto al solito.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 7 Luglio 2021)

Foto Credit: governo.it - Licenza

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