Elisabetta Belloni, una diplomatica al vertice dell’intelligence Mappe del potere

Prima donna a ricoprire l’incarico di segretario generale della Farnesina e di direttore generale del dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Elisabetta Belloni è una figura centrale nell’apparato dello stato.

|

Elisabetta Belloni, già segretaria generale del ministero degli esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), è stata nominata da Mario Draghi nuova direttrice generale del dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis). La sua nomina, oltre ad essere importante nell’ambito dell’intelligence, ha portato e porterà a una serie di cambiamenti anche ai vertici del ministero degli esteri.

La carriera dell’ambasciatrice Elisabetta Belloni

Il 12 maggio, il consiglio dei ministri ha deliberato la nomina dell’ambasciatrice Elisabetta Belloni al vertice dei servizi segreti con il ruolo di capo del dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis).

Quella di Belloni è stata una carriera di peso all’interno del ministero degli esteri, con incarichi di prestigio svolti più alla Farnesina che non nelle rappresentanze all’estero. Nel 2008 infatti, con il titolo di ministro plenipotenziario propedeutico a quello di ambasciatore, Elisabetta Belloni assume il ruolo di direttore generale per la cooperazione allo sviluppo, nominata dall’allora ministro degli esteri Franco Frattini (Popolo delle libertà). Un’altra nomina importante arriva nel 2013, quando il ministro degli esteri del governo Monti, Giulio Terzi di Sant’Agata, gli conferisce l’incarico di direttore generale per le risorse e l’innovazione.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Maggio 2021)

Assunto il titolo di ambasciatore nel 2014 è poi con il governo Renzi che Belloni fa un ulteriore importante passaggio diventando prima capo di gabinetto del ministro degli esteri Gentiloni (2015) e poi, sempre nominata da Gentiloni, segretaria generale del ministero degli esteri (2016).

Da quel momento l'incarico di segretario generale, che per la prima volta viene ricoperto da una donna, le viene riconfermato da tutti i successivi governi: Gentiloni, Conte I e Conte II. Questo finché il presidente del consiglio Draghi non ha deciso, solo pochi giorni fa, di conferirle l'incarico di capo del Dis. Un ruolo che, anche in questo caso, viene per la prima volta ricoperto da una donna.

Il sistema di informazione per la sicurezza della repubblica

Il Dis è uno dei tre organi posti sotto la presidenza del consiglio che compongono il sistema di informazione per la sicurezza della repubblica. Il suo è in particolare un ruolo di coordinamento e verifica dell'azione delle altre due strutture di intelligence: l'Agenzia italiana per la sicurezza interna (Aisi) e l’Agenzia italiana per la sicurezza esterna (Aise).

A completare il quadro del sistema si trovano poi il comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Copasir) e il comitato interministeriale per la sicurezza della repubblica (Cisr).

Il Copasir è un organo bicamerale il cui compito è quello di verificare che le attività del nostro apparato di intelligence si svolgano nel pieno rispetto della costituzione e delle leggi, oltre che nell’esclusivo interesse del paese. Vai a "Cos’è il Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica"

Il comitato interministeriale definisce invece gli indirizzi generali della politica di intelligence. È presieduto dal presidente del consiglio e ne fanno parte l’autorità delegata, se istituita, e i ministri degli esteri, dell’interno, della giustizia, della difesa, dell’economia e dello sviluppo economico. Il direttore generale del Dis in questo contesto svolge un ruolo privilegiato. Infatti al contrario dei direttori dell'Aisi e dell'Aise partecipa in via ordinaria alle riunioni del Cisr con il ruolo di segretario dell'organo.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Maggio 2021)

Non si tratta del primo cambiamento voluto dal governo Draghi nell'ambito del sistema di intelligence. Con la nomina dei sottosegretari infatti, Mario Draghi ha individuato fin da subito Franco Gabrielli come autorità delegata, ovvero il sottosegretario con delega ai servizi di informazione. Un incarico che invece Giuseppe Conte aveva deciso di non attribuire (almeno fino agli ultimi giorni del suo secondo governo) mantenendo per sé la delega.

Con la nomina di Gabrielli prima e di Belloni poi, inizia a cambiare il volto dell'intelligence disegnato da Conte.

Anche se il direttore dell'Aise Caravelli e il direttore dell'Aisi Parente, nominati da Giuseppe Conte, per il momento mantengono la loro posizione, il vertice del sistema di intelligence sta dunque iniziando a cambiare prima del previsto. Belloni infatti ha assunto l'incarico 6 mesi prima della scadenza naturale del mandato del suo predecessore, Gennaro Vecchione, un generale della guardia di finanza considerato molto vicino all'ex presidente Conte. Non a caso questa decisione ha sollevato dei malumori all'interno del Movimento 5 stelle.

Comunque se da un lato la sostituzione di Vecchione è stata fortemente sgradita a una parte del movimento, dall'altro è difficile immaginare che Luigi Di Maio abbia posto delle obiezioni alla nomina di una dirigente con cui lui stesso ha lavorato a stretto contatto, confermandola nel 2019 nel ruolo di segretario generale del Maeci.

Maeci e Dis, un percorso che inizia a consolidarsi

Quando Draghi ha scelto Gabrielli come autorità delegata avevamo notato come stesse diventando una percorso consolidato quello di un prefetto che diventa prima capo della polizia, poi assume un ruolo di vertice presso i servizi e infine diviene autorità delegata.

Il capo della polizia da un lato e il segretario generale del Maeci dall'altro stanno diventando figure di riferimento tra cui scegliere i vertici dell'intelligence, in particolare per i governi "tecnici".

Infatti, oltre che da Gabrielli, questo stesso percorso era stato seguito 10 anni prima anche da Gianni De Gennaro, per decisione dell'allora presidente del consiglio Mario Monti. Le nomine di De Gennaro e Gabrielli dunque sono accomunate sia dal tipo di percorso sia dal fatto di essere state entrambe decise da un presidente del consiglio "tecnico" nell'ambito di un governo di grande coalizione.

A questo proposito diventa quindi ancora più interessante un altro parallelismo tra il governo Draghi e quello Monti nell'ambito delle nomine dei vertici dell'intelligence. Da quando il sistema dei servizi è stato riformato nel 2008 è la seconda volta che un segretario generale del ministero degli esteri assume la guida del Dis. Prima di Belloni infatti questo incarico era stato ricoperto nel 2012 da Giampiero Massolo, nominato proprio dal governo Monti.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Maggio 2021)

Un diplomatico di alto rango è certamente un profilo adatto a un lavoro di questo tipo. Anche Conte in effetti quando, a pochi giorni dalla fine della sua seconda esperienza di governo, ha finalmente deciso di nominare un'autorità delegata ha scelto il suo consigliere diplomatico, l'ambasciatore Pietro Benassi.

Tuttavia a parte i casi elencati non risulta che altri diplomatici abbiano ricoperto ruoli di vertice in questo settore dal 2008 a oggi, nemmeno nell'Aise che pure, visto il suo ruolo all'estero, lavora quotidianamente a stretto contatto con la Farnesina e con la rete diplomatica delle nostre ambasciate.

Il cambio ai vertici nel ministero degli esteri

Ma la nomina di Belloni al Dis ha avuto anche un altro effetto, che finirà di concretizzarsi nei prossimi giorni. Infatti nel corso dello stesso consiglio dei ministri che ha portato a questa decisione si è anche provveduto alla nomina dell'ambasciatore Ettore Sequi nell'incarico di nuovo segretario generale del ministero degli esteri.

Ettore Sequi ha sostituito Belloni nel ruolo di segretario generale, lasciando il posto di capo di gabinetto del ministro.

Anche Sequi ha un curriculum prestigioso alla Farnesina. Ambasciatore in Afghanistan dal 2004 al 2008, anni particolarmente difficili per quella regione, ha successivamente ricoperto diversi incarichi a livello europeo per poi assumere nel 2014 il ruolo di capo di gabinetto del ministro degli esteri Federica Mogherini del Partito democratico (Pd). Con la nomina di Mogherini ad alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, e l'entrata in carica del nuovo ministro Gentiloni, Sequi viene confermato nel ruolo di capo di gabinetto. Sempre Gentiloni poi nel 2015 lo designerà ambasciatore in una sede divenuta ormai sempre più prestigiosa, quella di Pechino.

Nel 2019 però torna ad assumere il ruolo di capo di gabinetto del nuovo ministro, Luigi Di Maio, nell'ambito del secondo governo Conte. Sempre Di Maio infine lo sceglie per sostituire Belloni come segretario generale del ministero.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Maggio 2021)

Con quest'ultima decisione tuttavia rimane scoperta una casella importante alla Farnesina, quella di capo di gabinetto. Sarà quindi molto importante vedere su chi ricadrà la scelta di Di Maio per una posizione piuttosto cruciale per la carriera di un diplomatico. Non è infatti escluso che questa nomina inneschi un ulteriore domino negli incarichi di vertice del ministero degli esteri.

 

Foto Credit: ministero degli esteri e della cooperazione internazionale

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.