Chi è Pietro Benassi, nuovo sottosegretario all’intelligence Mappe del potere

Una delle critiche ricorrenti rivolte a Conte era quella di aver mantenuto per sé la delega all’intelligence, diversamente dalla maggior parte dei sui predecessori. Il nodo è stato sciolto pochi giorni fa quando il premier ha deciso di conferire l’incarico a un nuovo sottosegretario.

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Dopo aver gestito per oltre due anni la materia in prima persona, giovedì il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha per la prima volta conferito la delega ai servizi di intelligence a un sottosegretario.

Non si tratta di una persona che già faceva parte della squadra di governo, ma di un nuovo sottosegretario alla presidenza del consiglio. Pietro Benassi infatti è un ambasciatore e fino a questo momento aveva svolto l’incarico di consigliere diplomatico del presidente del consiglio.

Il sistema di informazione per la sicurezza della repubblica

In Italia l’intelligence è organizzata attraverso il sistema di informazione per la sicurezza della repubblica. Del sistema fanno parte tre strutture.

All’Agenzia italiana per la sicurezza interna (Aisi) è affidato il compito di raccogliere ed analizzare tutte le informazioni utili a difendere la sicurezza interna della repubblica.  All’Agenzia italiana per la sicurezza esterna (Aise) invece compete vigilare sulle minacce provenienti dall’esterno. Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della repubblica (Dis) infine coordina le attività delle due agenzie verificandone i risultati.

Le tre strutture sono poste sotto la presidenza del consiglio che ne è responsabile e a cui compete la nomina dei vertici (direttori e vicedirettori). Tuttavia in genere il presidente del consiglio delega queste competenze a un sottosegretario, noto appunto come autorità delegata.

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ove lo ritenga opportuno, può delegare le funzioni che non sono ad esso attribuite in via esclusiva soltanto ad un Ministro senza portafoglio o ad un Sottosegretario di Stato, di seguito denominati “Autorità delegata”.

La nomina dell’autorità delegata

Il fatto che Conte abbia deciso di mantenere per sé la delega ai servizi sia nel primo che nel secondo governo da lui presieduto, gli ha attirato diverse critiche. Si è trattato anche di uno dei punti su cui ha insistito Matteo Renzi per spiegare la rottura che ha portato all’uscita di Italia Viva dalla compagine di governo.

Anche Gentiloni aveva mantenuto per sé la delega ai servizi.

La scelta di Conte non è un inedito. Già Gentiloni prima di lui aveva scelto di mantenere per sé questa delega e non si erano sollevate critiche particolari su questa decisione. Tuttavia è vero che al netto di Conte, solo Gentiloni ha fatto una scelta del genere da quando è entrata in vigore la riforma del settore (l.124/2007).

Il primo a ricoprire questo incarico fu Enrico Micheli nel 2007, nominato dall’allora presidente del consiglio, Romano Prodi. Berlusconi, nella sua quarta esperienza di governo, delegò questo incarico a Gianni Letta. Monti invece per alcuni mesi mantenne per sé la delega, ma poi la cedette poi a Giovanni De Gennaro, già capo della polizia nonché direttore del Dis. Sia Enrico Letta che Matteo Renzi invece scelsero per questo ruolo Marco Minniti.

Dunque se da un lato è vero che Conte non ha fatto nulla di illegittimo e che esistevano anche dei precedenti, dall’altro la prassi è quella di delegare a un’altra persona un incarico così delicato. Una persona che possa peraltro dedicarsi a questa materia a tempo pieno. C’è un altra ragione poi che ha influito su questa scelta. Già dalla scorsa estate infatti si sono sollevate molte voci critiche rispetto alle decisioni del presidente del consiglio in merito alla nomina dei vertici dell’intelligence.

In ogni caso il 20 gennaio, nel corso dell’informativa che il presidente del consiglio è andato a fare in aula al senato per verificare i numeri della sua maggioranza, Conte ha annunciato che avrebbe nominato una persona di sua fiducia per ricoprire questo incarico.

mi avvarrò anche della facoltà, che la legge mi accorda, di designare un’autorità delegata di mia fiducia che possa seguire l’operato quotidiano delle donne e degli uomini del comparto di intelligence.

L’autorità delegata si occupa quindi di tutte le attività quotidiane di governo collegate a questo settore, come la partecipazione al comitato interministeriale per la sicurezza della repubblica (Cisr). Resta comunque al capo dell’esecutivo la responsabilità generale sulla politica di intelligence.

La nomina di Pietro Benassi

Dunque alla fine Conte ha ceduto, anche se in molti si sarebbero aspettati che l’incarico andasse a un esponente delle forze di maggioranza. Come dichiarato nel discorso al senato invece, Conte ha nominato una persona di sua fiducia, esterna alle logiche politiche.

Pietro Benassi gode certamente della fiducia del presidente del consiglio, allo stesso tempo però non si può neanche dire che si tratti di una persona troppo vicina al presidente del consiglio o che ne sia in qualche modo espressione. La carriera di Benassi in diplomazia infatti ha una storia molto più lunga.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Gennaio 2021)

Nominato ambasciatore a Tunisi da Franco Frattini ha ricoperto quell'incarico durante la rivoluzione dei gelsomini. Successivamente ha ricoperto il ruolo di capo di gabinetto delle ministre degli esteri Bonino e Mogherini. Quest'ultima lo ha poi nominato ambasciatore a Berlino, incarico che ha mantenuto fino a quando non è stato nominato consigliere diplomatico di palazzo Chigi con il primo governo Conte.

 

Foto Credit: Sistema di informazione per la sicurezza della repubblica

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