Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo

Il principale impegno per i paesi donatori è di destinare entro il 2030 lo 0,7% del reddito nazionale lordo. Sono previste scadenze intermedie e l’obbligo di aiutare i paesi più poveri.

Definizione

Per misurare l’impegno di un paese donatore in relazione alla ricchezza prodotta è internazionalmente riconosciuto come indicatore il rapporto tra fondi stanziati in aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (aps/rnl).

Il principale e forse più noto obiettivo della cooperazione pubblica allo sviluppo è quello di destinare all’aps lo 0,7% del reddito nazionale lordo entro il 2030, con una scadenza intermedia fissata per il 2020, in cui si dovrà arrivare almeno allo 0,3% del rapporto aps/rnl.

Altro obiettivo fissato dalla comunità internazionale dei donatori è di destinare una quota precisa dell’aps totale ai paesi più poveri. Secondo il programma di azione per i paesi Ldcs adottato nel 2011, bisogna riservare ai cosiddetti Ldcs una quota compresa tra lo 0,15 e lo 0,20% del reddito nazionale lordo. Dal punto di vista degli effetti che la cooperazione deve produrre, sono stati fissati i cosiddetti “obiettivi di sviluppo sostenibile”, una serie di condizioni che tutti i paesi devono raggiungere entro il 2030 e riguardano una pluralità di temi che vanno da aspetti economici e sociali a problematiche ambientali.

Nello specifico dell’Italia invece la legge 125/2014, all’articolo 12, stabilisce che gli obiettivi della cooperazione pubblica allo sviluppo devono essere specificati attraverso un documento triennale di programmazione e di indirizzo, in cui si «indica la visione strategica, gli obiettivi di azione e i criteri di intervento, la scelta delle priorità delle aree geografiche e dei singoli Paesi, nonché dei diversi settori nel cui ambito dovrà essere attuata la cooperazione allo sviluppo».

Dati

Considerando complessivamente i paesi Dac il rapporto aps/rnl è calato dallo 0,32% del 2016 allo 0,31% del 2017. Tra i paesi membri poi solo 5 raggiungono l’obiettivo dello 0,7 aps/rnl, mentre altri 9 raggiungono l’obiettivo intermedio dello 0,30%.

Nella classifica dei paesi Dac l’Italia si pone al tredicesimo posto, ben al di sotto degli altri principali paesi europei. Solo nel 2017 il nostro paese ha raggiunto l’obiettivo intermedio dello 0,30 aps/rnl grazie a una crescita dei fondi stanziati iniziata nel 2012 quando questo indicatore si poneva allo 0,14%.

FONTE: Ocse
(ultimo aggiornamento: martedì 8 Gennaio 2019)

Analisi

Alcuni degli obiettivi sembrano lontani dall’essere raggiunti: da un lato nel 2017 l'Italia ha raggiunto l'obiettivo dello 0,30 aps/rnl, dall’altro questo stesso aumento è viziato in maniera rilevante dal cosiddetto aiuto gonfiato.

Inoltre ad oggi appare tutt'altro che scontato che l'Italia riesca ad arrivare al 2020 con un livello di aps/rnl pari allo 0,30%.

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