Che cosa sono i paesi ldcs

Gli accordi internazionali prevedono un aumento delle risorse da destinare ai paesi più poveri, i cosiddetti least developed countries. Tuttavia i dati mostrano una diminuzione dei fondi destinati proprio a questi paesi.

Le risorse dell’aiuto pubblico allo sviluppo (aps) possono essere destinate a una lista specifica di paesi, aggiornata periodicamente dal comitato per l’aiuto allo sviluppo dell’oecd. Questa lista è costruita esclusivamente a scopo statistico, per facilitare la misurazione e la classificazione delle risorse messe a disposizione dai donatori. E sempre a scopo statistico i flussi di risorse possono essere aggregate in base al livello di sviluppo economico e sociale dei riceventi, a partire dal reddito nazionale lordo pro capite.

Definizione

La classificazione dei paesi che ricevono fondi di aps in base al livello di reddito prevede 4 gruppi: i paesi meno sviluppati (least developed counstries, ldcs nell’acronimo inglese); altri paesi a basso reddito (other low income countries); paesi e territori a reddito medio-basso; paesi e territori a reddito medio-alto. Far parte dell’ocse o del comitato dei paesi dac non esclude in automatico la possibilità di ricevere fondi di aiuto pubblico allo sviluppo. Nella lista di riceventi con cui sono cui sono stati distribuiti i fondi 2016 comprende 48 paesi nel gruppo Ldcs.

Analisi

Nonostante gli impegni internazionali stabiliti dal comitato per l’aiuto pubblico allo sviluppo di aumentare nel tempo la quota di aps destinata ai paesi meno sviluppati, negli ultimi anni si registra la diminuzione di questi fondi, segnalata anche dai report ufficiali ocse. Nel 2016 sul totale delle risorse messe a disposizione dai paesi dac solo il 17% ha raggiunto i cosiddetti paesi ldcs. I paesi Ue del comitato dac passano da 9,7 miliardi di euro del 2011 a 8,5 miliardi nel 2016 erogati per i paesi ldcs. Negli stessi anni i fondi dei paesi Ue non allocati geograficamente – voce di bilancio composta in gran parte dai costi per l’accoglienza dei rifugiati nel paese donatore – passano da 9,2 miliardi di euro del 2011 a 20,8 miliardi di euro nel 2016 (si tratta di dati ocse alla fonte in dollari e convertiti in euro con tassi di cambio annuale ocse, e si riferiscono ai pagamenti a prezzi correnti). Un andamento simile a quello registrato per le risorse italiane: dal 2011 al 2016 i fondi per i paesi ldcs diminuiscono del 71%. Per commisurarne l’entità alla ricchezza nazionale basta pensare che l’Italia nel 2016 ha destinato ai paesi ldcs con il canale bilaterale lo 0,05% del proprio reddito nazionale lordo, quando l’obiettivo ufficiale è di raggiungere una quota tra lo 0,15 e lo 0,20% del proprio rnl.

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.