Che cosa fanno i viceministri e i sottosegretari di stato

Coadiuvano i ministri nell’esercizio delle loro funzioni ed esercitano i compiti ad essi delegati tramite decreto ministeriale. Assumono sempre più importanza, soprattutto nel caso di ministri che ricoprono anche altri incarichi.

Definizione

I sottosegretari di stato sono nominati con decreto del presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio, in accordo con il ministro referente e hanno il compito di coadiuvare i ministri nell’esercizio delle loro funzioni. In un momento successivo alla nomina vengono a loro attribuite delle deleghe specifiche tramite decreto ministeriale. Possono intervenire alle sedute delle camere e delle commissioni parlamentari e rispondere a interrogazioni e interpellanze, ma non partecipano alle riunioni del consiglio dei ministri, ad esclusione del sottosegretario alla presidenza del consiglio.

Fino a un massimo di 10 sottosegretari con deleghe relative a uno o più dipartimenti o direzioni possono diventare viceministri. Questi, se invitati dal presidente del consiglio, possono partecipare alle riunioni del consiglio dei ministri, ma senza diritto di voto.

La figura del sottosegretario non è regolata dalla costituzione, ma è prevista dalla legge 400/1988, all’articolo 10, che tuttavia non prevede un limite al numero di sottosegretari. Tuttavia la legge 300 del 1999 stabilisce un numero massimo di 65 membri all’interno del governo.

Dati

All’inizio del suo percorso il secondo governo Conte aveva 64 componenti, uno in meno del limite di legge. Lo stesso numero del primo governo Conte ma di più degli esecutivi della XVII legislatura, che si erano tenuti tra i 60 e i 61 membri. Con le dimissioni di Fioramonti e la divisione del ministero dell’università e della ricerca, il numero di ministri è aumentato di uno, arrivando a 65.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 25 Febbraio 2021)

In ogni caso i 2 governi Conte sono stati quelli con il maggior numero di membri nelle ultime due legislature. Nel primo governo Conte la numerosità è stata legata principalmente all'alto numero di sottosegretari. Il secondo governo Conte invece ha puntato di più su ministri e viceministri. Di questi ultimi infatti ne sono stati nominati 10, il massimo consentito.

Quanto al governo Draghi, il numero complessivo di membri è leggermente inferiore (64) rispetto a gli altri di questa legislatura (65) ma comunque alto. In questo caso però la sua dimensione è legata principalmente a un elevato numero di ministri (23).

Analisi

In questa fase politica la scelta di nominare molti ministri può essere legata da un lato alla necessità di conciliare le richieste dei diversi partiti che sostengono la maggioranza e dall'altro alla volontà del presidente del consiglio di assegnare alcuni ministeri a persone di sua fiducia. Allo stesso modo la scelta di limitare il numero di viceministri, senza raggiungere il limite di 10, potrebbe sottointendere la volontà di non attribuire troppo potere ad esponenti politici appartenenti a partiti molto diversi tra loro.

Nel nostro sistema i ministri hanno la facoltà di delegare funzioni e compiti a viceministri e sottosegretari in maniera libera e discrezionale. Questo significa che nonostante i numerosi impegni dei ministri la macchina ministeriale può funzionare comunque. Tuttavia, sarebbe necessario rivedere i meccanismi di trasparenza per poter attribuire in maniera certa le responsabilità dell'operato delle istituzioni.

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