Che cosa fanno i viceministri e i sottosegretari di stato

Coadiuvano i ministri nell’esercizio delle loro funzioni ed esercitano i compiti ad essi delegati tramite decreto ministeriale. Assumono sempre più importanza, soprattutto nel caso di ministri che ricoprono anche altri incarichi.

Definizione

I sottosegretari di stato sono nominati con decreto del presidente della Repubblica su proposta del presidente del consiglio, in accordo con il ministro referente e hanno il compito di coadiuvare i ministri nell’esercizio delle loro funzioni. In un momento successivo alla nomina vengono a loro attribuite delle deleghe specifiche tramite decreto ministeriale. Possono intervenire alle sedute delle camere e delle commissioni parlamentari e rispondere a interrogazioni e interpellanze, ma non partecipano alle riunioni del consiglio dei ministri, ad esclusione del sottosegretario alla presidenza del consiglio.

Massimo 10 sottosegretari con deleghe relative a uno o più dipartimenti o direzioni possono diventare viceministri. Questi, se invitati dal presidente del consiglio, possono partecipare alle riunioni del consiglio dei ministri, ma senza diritto di voto.

Non è previsto un limite al numero di sottosegretari ma c’è un tetto massimo al numero complessivo dei membri del governo, fissato in 65 persone dalla legge finanziaria del 2008.

La figura del sottosegretario non è regolata dalla costituzione,  ma è prevista dalla legge 400/1988, all’articolo 10.

Dati

Il governo Berlusconi IV, all’inizio della XVI legislatura, ha applicato per la prima volta il limite al numero massimo di membri del governo previsto dalla finanziaria del 2008 (60).

L’anno successivo il tetto ai componenti del governo è stato elevato a 65 dal decreto legge 195/2009 e infatti il governo Letta, al momento dell’insediamento, era composto da 63 membri (compreso il presidente del consiglio dei ministri).

I dati prendono in considerazione il governo al suo insediamento. Non sono quindi considerate eventuali successive variazioni.

FONTE: elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Giugno 2018)

Il governo Conte è quello, a partire dalla XVI legislatura, con il maggior numero di membri: arriva infatti a toccare il massimo consentito, ovvero 65 membri. Sono soprattutto i sottosegretari, ben 40, ad alzare il numero complessivo. Dal lato opposto, il governo Monti è stato il più "snello": solo 48 persone.

Analisi

In questa fase politica le figure apicali dei partiti tendono ad accumulare numerosi incarichi. Ad esempio Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il primo a capo del ministero del lavoro e del ministero dello sviluppo economico, il secondo ministro dell'interno, sono entrambi leader del proprio partito, vicepresidenti del consiglio e parlamentari.

Nel nostro sistema i ministri hanno la facoltà di delegare funzioni e compiti a viceministri e sottosegretari in maniera libera e discrezionale. Questo significa che nonostante i numerosi impegni dei ministri la macchina ministeriale può funzionare comunque. Tuttavia, sarebbe necessario rivedere i meccanismi di trasparenza per poter attribuire in maniera certa le responsabilità dell'operato delle istituzioni.

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