Come sono organizzati i ministeri

In un ministero sono presenti dei vertici politici, rappresentati dal ministro e dai sottosegretari, e dei vertici amministrativi.

Definizione

I ministeri sono le ripartizioni fondamentali dell’amministrazione centrale dello stato. Ogni ministero è competente per un settore amministrativo che spetta allo stato.

A ciascun ministero corrisponde un vertice politico, il ministro, affiancato da dei sottosegretari o dei viceministri.

I sottosegretari hanno il compito di coadiuvare i ministri nell’esercizio delle loro funzioni. Vai a "Che cosa fanno i viceministri e i sottosegretari di stato"

A questi è attribuito il potere di indirizzo del ministero e di conseguenza la responsabilità politica delle decisioni assunte.

Tolta la presidenza del consiglio, cui corrisponde un ordinamento autonomo, le strutture amministrative di vertice di ciascun ministero possono essere organizzate alternativamente in dipartimenti o direzioni generali (d.lgs. 300/1999).

Nei ministeri in cui sono previste come vertice amministrativo le direzioni generali può essere nominato un segretario generale. Questo opera alle dirette dipendenze del ministro e coordina l’attività amministrativa.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Marzo 2021)

Nei ministeri al cui vertice sono invece previsti dei dipartimenti non è possibile nominare un segretario generale. A ciascun dipartimento invece fanno capo delle direzioni o degli uffici come strutture amministrative di secondo livello.

Il ministero dell’interno è uno dei 7 dicasteri che prevedono come strutture amministrative di vertice dei dipartimenti.

Al momento i dipartimenti del Viminale sono 5: affari interni e territoriali; pubblica sicurezza; vigili del fuoco e difesa civile; libertà civili e immigrazione; politiche del personale.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Marzo 2021)

I dirigenti a capo di queste strutture rappresentano i massimi responsabili dell'azione amministrativa dello stato.

Uno dei primi atti del governo Draghi è stato il decreto 22/2021. Questo provvedimento ha riordinato le attribuzioni dei ministeri, creandone di nuovi, cambiando alcuni nomi e spostando diverse competenze da un ministero a un altro.

Il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è diventato il ministero della transizione ecologica. Questo cambio di nome presuppone anche il trasferimento di alcune competenze che in precedenza ricadevano sotto il ministero dello sviluppo economico. Per questo il numero massimo di dipartimenti previsto dalla legge per questo ministero passa da 2 a 3.

Anche il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha cambiato nome, diventando ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Infine il ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo si chiamerà solo ministero della cultura. Infatti una novità importate di questo decreto è costituita dalla nascita del nuovo ministero del turismo.

Dati

Prima con il decreto 1/2020 (con cui il Miur è stato scorporato in ministero dell'istruzione e ministero dell'università e della ricerca) e poi con il decreto 22/2021 nel giro di un anno il numero totale di ministeri è aumentato di due.

15 il numero di ministeri previsti dalla legge.

Tra questi, 7 sono organizzati con direzioni generali quali strutture amministrative di vertice:

  • ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale;
  • ministero dello sviluppo economico;
  • ministero del lavoro e delle politiche sociali;
  • ministero dell'università e della ricerca;
  • ministero della cultura;
  • ministero della salute;
  • ministero del turismo.

Altri 7 invece hanno al proprio vertice dei dipartimenti:

  • ministero dell'interno;
  • ministero della giustizia;
  • ministero dell'economia e delle finanze;
  • ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
  • ministero della transizione ecologica;
  • ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;
  • ministero dell'istruzione.

Quanto al ministero della difesa il d.lgs. 300/1999 prevede che questo disponga di direzioni generali e di un segretario generale, tuttavia la sua organizzazione risponde a un ordinamento particolare previsto dal codice dell'ordinamento militare.

Analisi

I ministeri sono macchine complesse e articolate. Se ai ministri spetta il compito di fornire l'indirizzo politico, alla burocrazia e in particolare ai suoi vertici, compete l'attività di gestione. Si tratta in sostanza dell'adozione di atti e provvedimenti amministrativi nonché della gestione finanziaria, tecnica e amministrativa. Sono i dirigenti, e non i politici ad essere responsabili dell'attività amministrativa (d.lgs 165/2001).

I vertici amministrativi sono dunque figure molto importanti, che conoscono a fondo il funzionamento dei ministeri. Un aspetto particolarmente rilevante in un paese, come l'Italia, in cui invece i ministri restano spesso in carica per un tempo limitato. Proprio per evitare che i dirigenti amministrativi assumano un ruolo troppo importante è stato introdotto il cosiddetto spoil system. Questo prevede che i vertici amministrativi dei ministeri, dopo 90 giorni dal voto di fiducia di un nuovo governo, cessino dal loro incarico se non confermati.

Gli incarichi di funzione dirigenziale di cui al comma 3 cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo.

È comunque frequente che i vertici amministrativi vengano di volta in volta confermati nonostante il succedersi dei governi.

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