L’organizzazione dei ministeri negli anni

Dal 1999 a oggi il numero dei ministeri stabilito dalla legge è variato più volte. In alcuni casi poi gli stessi ministeri hanno cambiato struttura passando da un'organizzazione per dipartimenti a una per direzioni generali

Dal 1999 ad oggi il nome e il numero dei ministeri è cambiato più volte. Stabilizzatosi sul numero di 13 nel 2009, tale impostazione è rimasta stabile per 10 anni. All’inizio del 2020 tuttavia il primo governo Conte ha ritenuto opportuno dividere in due dicasteri il ministero dell’università e della ricerca (Dl 1/2020). Due anni dopo poi il governo Draghi ha deciso di dedicare al settore del turismo un ministero a sé (Dl 22/2021). L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni invece non ha ritenuto necessari ulteriori interventi di questo tipo. Al contempo però non ha rinunciato a modificare la denominazione di alcuni ministeri e a cambiare la struttura del ministero della salute che passa da un’organizzazione per direzioni generali a una per dipartimenti (Dl 173/2022, art. 6-bis).

Il numero, il nome e le funzioni dei ministeri sono stabiliti per legge, per essere cambiati è dunque necessario che venga emanato un nuovo atto di legge. Ad occuparsi organicamente della materia è il decreto legislativo 300/1999 anche se talvolta sono intervenute altre norme senza modificare la norma principale. La legge di bilancio 2014 ad esempio stabilì che era possibile modificare i regolamenti organizzativi dei ministeri anche in deroga a quanto disposto dal D.lgs 300/1999, a patto che questo portasse a comprovati effetti di riduzione di spesa (Dl 150/2013). Per questa ragione il ministero della salute è stato organizzato per direzioni generali a partire da 2014, ma la legge ha indicato diversamente fino al 2021, quando è stata adeguata.

FONTE: elaborazione openpolis su D.Lgs 300/1999
(consultati: lunedì 15 Maggio 2023)

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