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	<title>ministeri Archivi - Openpolis</title>
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	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 07 Mar 2024 08:52:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 08:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per quanto nel settore sanitario sia sempre più importante la presenza femminile la maggior parte dei ruoli chiave della politica sanitaria sono ancora ricoperti da uomini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/">La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Continua a crescere la quota di donne che operano nel settore della sanità.</strong> Nei prossimi giorni l&#8217;ordine dei medici e degli odontoiatri dovrebbe diffondere i dati più recenti, ma il trend è ormai consolidato da molti anni.</p>



<p>Complessivamente <strong>nel <a href="https://portale.fnomceo.it/fnomceo-medici-in-attivita-in-maggioranza-donne-anelli-occorrono-modelli-organizzativi-adeguati-e-sicurezza-sul-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2023</a> le donne erano ancora una minoranza dei medici. Tuttavia questo dato sale al 52% se si considerano solo quelli sotto i 69 anni e continua a crescere osservando i medici più giovani.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">52% </span>le donne tra gli iscritti all’ordine dei medici e degli odontoiatri con età inferiore ai 69 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Nonostante questo però <strong>la politica sanitaria continua a essere gestita in larga maggioranza da uomini,</strong> sia nelle aziende sanitarie locali, che al ministero.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/disparita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disparità di genere.
<br><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
        </section>
		




<div id="tra-i-nuovi-capi-dipartimento-del-ministero-della-salute-non-e-stata-nominata-neanche-una-donna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Nuovo ministero stessa disparità</h3>



<p><strong>Una novità importante del 2024 riguarda la riforma del ministero della salute che ha cambiato la propria struttura organizzativa </strong>(<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-11;173!vig=2023-08-28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 173/2022</a>). Fino allo scorso anno al vertice del ministero si trovava un segretario generale a cui facevano capo 12 direzioni generali. Da ora invece la struttura si compone di 4 dipartimenti composti a loro volta da 3 direzioni generali ciascuno.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-il-governo-meloni-sta-riorganizzando-lo-stato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come il governo Meloni sta riorganizzando lo stato.
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Ciascun ministero può avere come vertice amministrativo o un segretario generale o più capi dipartimento.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/">
                &#8220;Come sono organizzati i ministeri&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p><strong>Un primo effetto della riorganizzazione (non ancora ultimata) riguarda la sostituzione degli incarichi di vertice.</strong> Lo scorso 15 febbraio infatti il <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-69/25022" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consiglio dei ministri</a>, su proposta del ministro della salute Schillaci, ha nominato i <strong>nuovi capi dipartimento.</strong></p>



<p><strong>La guida del dipartimento dell’amministrazione generale, delle risorse umane e del bilancio è stata attribuita a Giuseppe Celotto, già direttore generale </strong>del personale, dell&#8217;organizzazione e del bilancio. </p>



<p><strong>A capo del dipartimento della salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (<em>One Health</em>) e dei rapporti internazionali invece è stato posto Giovanni Leonardi che in precedenza ricopriva il ruolo di segretario generale del ministero.</strong> A quest&#8217;ultimo inoltre è stato conferito anche l&#8217;incarico ad <strong>interim di capo del dipartimento della prevenzione</strong>, della ricerca e delle emergenze sanitarie. È rimandata a un secondo momento, quindi, la scelta del capo dipartimento vero e proprio. </p>



<p>Infine <strong>a Francesco Saverio Mennini è stato attribuito il ruolo di capo dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del servizio sanitario nazionale. </strong>Quest&#8217;ultimo è l&#8217;unico tra i nuovi capi dipartimento che non ricopriva in precedenza un incarico nell&#8217;amministrazione, svolgendo piuttosto il ruolo di consigliere del ministro esperto in economia sanitaria.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">0 </span>le donne che ricoprono il ruolo di capo dipartimento al ministero della salute.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Tra i nuovi vertici del ministero non è stata scelta neanche una donna.</strong> Uno squilibrio piuttosto evidente che potrà essere ribilanciato solo in parte in futuro, quando si procederà alla nomina del capo dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie oltre che dei vari direttori generali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere</h3>



<p><strong>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino</strong>. Oltre ad essere le realtà che offrono nella pratica quotidiana le prestazioni.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/chi/aziende-o-enti-sanitari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aziende o enti sanitari.
<br><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>In tutti i&nbsp;<strong>vertici aziendali</strong>&nbsp;di queste strutture devono essere presenti un&nbsp;<strong>direttore generale</strong>&nbsp;(Dg), un direttore&nbsp;<strong>sanitario</strong>&nbsp;e un direttore&nbsp;<strong>amministrativo</strong>. In alcuni casi possono essere previste anche altre figure, come i direttori scientifici o sociosanitari, ma non sempre. Per questo l&#8217;analisi si limiterà agli incarichi che devono essere sempre presenti, almeno in via ordinaria. Talvolta infatti al posto del direttore generale può essere temporaneamente nominato un&nbsp;<strong>commissario</strong>, secondo quanto previsto da norme nazionali e regionali</p>


<div id="nelle-aziende-sanitarie-o-ospedaliere-le-donne-che-ricoprono-ruoli-di-vertice-sono-solo-il-3397" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">33,97% </span>le donne che ricoprono ruoli di vertice nelle aziende sanitarie o ospedaliere.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Rispetto allo scorso anno la quota di donne che ricopre questi incarichi è in leggera crescita (era il 31,5%), ma si tratta <strong>ancora</strong></strong> <strong>comunque di un dato molto basso.</strong> Eppure ci sarebbe stato ampio margine di miglioramento. Solo nei primi mesi del 2024 infatti sono stati rinnovati ben 115 incarichi, ma solo il 29% di questi sono stati attribuiti a delle donne. Un dato persino più basso, anche se sostanzialmente in linea, con quello complessivo.</p>


<div id="in-toscana-le-donne-che-ricoprono-questi-incarichi-sono-quasi-il-60-nelle-marche-esattamente-la-meta-ma-solo-in-altre-4-regioni-il-dato-supera-il-40" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>La situazione comunque è tutt&#8217;altro che omogenea tra le diverse regioni.</strong> <strong>In Toscana ad esempio le donne arrivano a ricoprire quasi il 60% degli incarichi di vertice (57,1%).</strong> Nelle <strong>Marche</strong> invece sono esattamente la metà (<strong>50%</strong>), mentre <strong>in altre 4 regioni il dato si pone sopra il 40%</strong> (Lazio, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-poche-le-donne-al-vertice-delle-aziende-sanitarie-e-ospedaliere/">Ancora poche le donne al vertice delle aziende sanitarie e ospedaliere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-poche-le-donne-al-vertice-delle-aziende-sanitarie-e-ospedaliere/">La quota di donne che ricopre un incarico di vertice in un&#8217;azienda sanitaria o ospedaliera nel 2024</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Marzo 2024)
                                        </p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>In fondo alla classifica invece troviamo l&#8217;Abruzzo (9,1%) e la Valle d&#8217;Aosta (0%).</strong> In quest&#8217;ultimo caso bisogna precisare che esiste un&#8217;unica azienda sanitaria nella regione. Resta il fatto che nessuno dei 3 incarichi apicali esistenti nella struttura è ricoperto da una donna.</p>


<div id="negli-incarichi-di-vertice-la-distribuzione-di-genere-non-e-uniforme-se-tra-i-direttori-amministrativi-le-donne-sono-il-421-le-direttrici-generali-sono-appena-il-25" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I diversi equilibri negli incarichi di vertice</h3>



<p>Come anticipato, l&#8217;analisi si concentra sui ruoli più importanti. Ovvero quello di <strong>direttore generale</strong> (o alternativamente di <strong>commissario</strong> straordinario), di <strong>direttore amministrativo</strong> e di <strong>direttore sanitario.</strong></p>



<p><strong>La distribuzione di genere tra questi incarichi non è uniforme</strong> e non stupisce, purtroppo, che siano proprio gli incarichi più importanti quelli in cui il contributo femminile è meno valorizzato.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali/">Al vertice delle Asl la presenza femminile è meno valorizzata per gli incarichi apicali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali/">La quota di donne nei diversi incarichi di vertice delle aziende sanitarie e ospedaliere</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Marzo 2024)
                                        </p>
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<p>Infatti mentre nel caso delle<strong> direzioni amministrative</strong> le donne sono il<strong> 42,1%</strong>, e in quello delle <strong>direzioni sanitarie</strong> il <strong>36,1%</strong>, attualmente solo il <strong>25% dei direttori generali</strong> è una donna. Ancora meno quelle con il ruolo di <strong>commissario (21,9%),</strong> un incarico che a seconda dei casi può essere anche molto delicato.</p>



<p>Considerando unitariamente il ruolo di direttore generale e quello di commissario, solo in <strong>Trentino-Alto Adige la quota di donne in posizione apicale raggiunge il 50%.</strong> In questo caso però si tratta di soli 2 incarichi, uno di direttore generale presso l&#8217;azienda provinciale di Bolzano (ricoperto da un uomo), e uno di commissario nell&#8217;azienda di Trento ( ricoperto da una donna).</p>



<p>Al secondo posto <strong>l&#8217;Emilia-Romagna con il 46,1%</strong> e a seguire il <strong>Lazio con il 43,7%</strong>. In questo caso è interessante osservare che, se si escludono i 5 commissari (tra cui si trova solo una donna) la regione passa al primo posto per quota di direttrici generali, superando la metà (54,5%). Ancora più evidente il caso della <strong>Calabria</strong>, dove molte delle aziende sanitarie sono ancora commissariate (e 5 commissari su 6 sono donne), ma nelle uniche due in cui è presente un direttore generale il ruolo è ricoperto in un caso da un uomo e nell&#8217;altro da una donna.</p>



<p><strong>Sono solo uomini invece i direttori generali </strong>(o commissari) in <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Basilicata</strong> (in entrambi i casi 4 su 4), Umbria (3 su 3) <strong>Molise</strong> e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> (in cui è presente solo un&#8217;Asl per regione).</p>



<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-che-per-mezzo-del-computer-portatile-d-argento-2265488/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marek Levak</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/">La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La parità di genere al vertice dei ministeri si è ridotta</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-parita-di-genere-al-vertice-dei-ministeri-si-e-ridotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=257997</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni la quota di donne che ricopre incarichi apicali presso i ministeri o la presidenza del consiglio si è molto ridotta. Un fenomeno che ha riguardato almeno gli ultimi 3 esecutivi ma che ha accelerato nel corso dell'ultimo anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-parita-di-genere-al-vertice-dei-ministeri-si-e-ridotta/">La parità di genere al vertice dei ministeri si è ridotta</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Negli ultimi anni il numero di donne in posizioni apicali nella pubblica amministrazione si è ridotto.</strong> Un fenomeno che ha coinvolto almeno gli ultimi 3 esecutivi e che risulta evidente per quanto riguarda i vertici dei ministeri.</p>



<p>Una condizione di squilibrio di genere nei ruoli apicali è presente in praticamente tutti i dicasteri, anche se in misura diversa. In alcune strutture in effetti non si trovano proprio donne in posizione di vertice. In altri casi invece è stato registrato un aumento della presenza femminile in controtendenza rispetto al dato generale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le donne ai vertici della pubblica amministrazione</h3>



<p>Per verificare i trend relativi alla disparità di genere nei vertici della pubblica amministrazione bisogna innanzitutto <strong>delimitare il perimetro dell&#8217;analisi.</strong></p>



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				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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<p>In questo caso ad esempio <strong>ci limiteremo alle posizioni apicali dei <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministeri</a> e della presidenza del consiglio. </strong>Nei ministeri organizzati per dipartimenti verificheremo quindi la presenza femminile tra i <strong>capi dipartimento</strong>. In quelli organizzati per direzioni generali invece terremo in considerazione sia i <strong>direttori generali</strong> che i <strong>segretari generali.</strong> Non sono state considerate le <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-governance-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">unità di missione Pnrr</a> istituite ad hoc che rimarranno attive solo fino al completamento del piano (2026).</p>


<div id="la-quota-di-donne-in-posizioni-apicali-nei-ministeri-o-presso-la-presidenza-del-consiglio-e-pari-al-303" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Adottato questo criterio possiamo dunque dire che a oggi <strong>le donne in carica in queste posizioni sono 37 su un totale di ben 122.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">30,3% </span>la quota di donne in posizioni apicali nei ministeri o presso la presidenza del consiglio.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Meno di un terzo</strong> delle posizioni più importanti della pubblica amministrazione è occupato da una donna.</p>



<p><strong>Questo dato è in buona parte conseguenza di scelte compite dal governo Meloni, ma non completamente.</strong> In linea generale infatti i segretari generali e i capi dipartimento sono sottoposti a <em>spoils system</em>. La scelta sul loro incarico dunque ha in ogni caso riguardato il nuovo esecutivo, che si sia trattato di una nuova nomina o di una conferma. Questa disciplina però non si applica ai direttori generali. La loro sostituzione o conferma avviene in modo più graduale, mano a mano che i loro incarichi arrivano a scadenza. Discorso un po&#8217; diverso riguarda i ministeri dell&#8217;interno, degli esteri e della difesa. Qui infatti non si applica lo <em>spoils</em> <em>system</em> ma, se il ministro lo ritiene necessario, i dirigenti di queste strutture possono sempre essere ricollocati.</p>



<p>In ogni caso attualmente sono 72 gli incarichi tra quelli descritti che hanno ricevuto una prima nomina o una conferma dopo l&#8217;entrata incarica del governo Meloni. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">59% </span>gli incarichi ricevuti su nomina del governo Meloni.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Quindi se da un lato l&#8217;esecutivo in carica non può essere considerato come unico responsabile della situazione attuale, dall&#8217;altro le nomine su cui ha avuto un ruolo sono ben più della metà.</strong></p>


<div id="da-fine-2019-il-dato-414-e-calato-di-oltre-11-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il calo della presenza femminile nei ruoli apicali</h3>



<p>D&#8217;altronde il calo del numero di donne al vertice dei ministeri è iniziato già da alcuni anni. <strong>Alla fine del 2019 infatti la percentuale di donne in posizione apicale era più alta di oltre 11 punti percentuali (41,4%).</strong> Si trattava allora di un dato importante perché il 40% è generalmente considerata la quota entro la quale è garantito almeno in parte l&#8217;equilibrio di genere.</p>



<p><strong>Negli anni successivi, con al potere prima il secondo governo Conte e poi il governo Draghi, questo dato si è ridotto, anche se in maniera contenuta.</strong> Il minimo è stato raggiunto a fine 2021, con il 35,9%, poi risalito al 37,6% nel giugno successivo.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-della-presenza-femminile-al-vertice-dei-ministeri/">Il calo della presenza femminile al vertice dei ministeri</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-della-presenza-femminile-al-vertice-dei-ministeri/">Tra 2020 e 2023 la quota di donne che ricopre incarichi di vertice presso i ministeri o la presidenza del consiglio si è ridotta di 10 punti percentuali</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 23 Giugno 2023)
                                        </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/il-calo-della-presenza-femminile-al-vertice-dei-ministeri-2.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-258015"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Tuttavia con l&#8217;entrata in carica del governo Meloni<strong>, nel giro di un anno,</strong> questa percentuale è calata drasticamente (-7 punti percentuali) arrivando ora a un valore inferiore a un terzo del totale.</strong></p>


<div id="la-presenza-femminile-nelle-posizioni-di-vertice-si-e-ridotta-in-9-strutture-fra-ministeri-e-presidenza-del-consiglio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La dirigenza femminile nei ministeri</h3>



<p>A questo punto conviene verificare in quali strutture si sia espresso più marcatamente questo fenomeno.</p>



<p><strong>Tra i 15 ministeri e la presidenza del consiglio sono 9 le strutture in cui si è ridotta la presenza femminile.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8 </span>i ministeri in cui si è ridotta la presenza femminile nelle posizioni apicali.</p>
			        </section>
		


<p>Uno dei dicasteri in cui la riduzione è stata maggiore è quello della <strong>giustizia</strong> che è passato <strong>da 2 capi dipartimento donne su 4 a 0 su 5</strong> (nel corso dell&#8217;anno è stato istituito un nuovo dipartimento).</p>



<p><strong>Sono invece passate da 2 a 1 (-50%) le dirigenti dei ministeri delle infrastrutture, dell&#8217;economia  e delle imprese.</strong> Il ministero della <strong>cultura</strong> invece aveva <strong>ben 5 direttrici generali nel 2022 contro le attuali 2</strong>. Si segnala però che qui diverse posizioni risultano ancora vacanti e non è detto che la situazione non si modifichi nei prossimi mesi. <strong>Sono invece passati da 3 a 2 donne in posizioni di vertice i ministeri dell&#8217;ambiente, della difesa e dell&#8217;interno.</strong></p>



<p>Infine, anche presso la presidenza del consiglio si è registrata una riduzione. <strong>Le donne alla guida dei dipartimenti e degli uffici di palazzo Chigi infatti sono passate da 15 a 13 nel corso dell&#8217;ultimo anno.</strong></p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-presenza-femminile-al-vertice-della-pubblica-amministrazione-dopo-la-nascita-del-governo-meloni/">La presenza femminile al vertice della pubblica amministrazione dopo la nascita del governo Meloni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-presenza-femminile-al-vertice-della-pubblica-amministrazione-dopo-la-nascita-del-governo-meloni/">La quota di donne che ricopre incarichi di vertice presso i ministeri e la presidenza del consiglio tra giungo 2022 e giugno 2023</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-258016"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<div id="in-quasi-tutti-i-ministeri-in-cui-e-rimasta-stabile-o-e-cresciuta-la-presenza-femminile-resta-comunque-molto-limitata" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Nessuna variazione invece presso i ministeri dell&#8217;università, della salute e dell&#8217;agricoltura. Questo tuttavia non rappresenta necessariamente un dato positivo. </strong>Presso il ministero della salute ad esempio le donne con il ruolo di direttore generale (o segretario generale) sono solo 2 su 11. Presso il ministero dell&#8217;agricoltura invece nessuno dei 3 dipartimenti è guidato da una donna. Anche al ministero del lavoro il numero di donne al vertice non è cambiato, ma a causa di una posizione vacante la proporzione di genere è, almeno momentaneamente, migliorata.</p>



<p><strong>Sono 3 invece i ministeri in cui si è registrato un miglioramento.</strong> <strong>In ciascuna di queste strutture però l&#8217;aumento è stato molto contenuto e la situazione resta distante da una condizione di equilibrio.</strong> Sia presso il ministero dell&#8217;<strong>istruzione</strong> che in quello del <strong>turismo</strong> infatti fino allo scorso anno non risultavano donne al vertice delle strutture amministrative (ora sono rispettivamente 1 su 2 e 1 su 4). Al ministero degli <strong>esteri</strong> invece lo scorso anno si trovava una sola direttrice generale mentre ora sono 2.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ministri, genere e appartenenza politica</h3>



<p>Guardando al rapporto tra nominante e nominati, ovvero tra il genere del ministro e la quota di donne in posizione di vertice <strong>non si osserva una precisa corrispondenza. </strong></p>



<p><strong>Il ministero con la quota più elevata di dirigenti donne ad esempio è quello dell&#8217;agricoltura, guidato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin.</strong> Il ministero del lavoro, al secondo posto, è invece guidato dalla ministra Marina Elvira Calderone e i 4 che seguono hanno nuovamente un uomo al loro vertice politico.</p>



<p>Allo stesso tempo però <strong>si può osservare come, ad eccezione del dicastero del turismo, guidato dalla ministra Santanché, tutti gli altri ministeri con una quota di donne nel ruolo di dirigente inferiore al 30% hanno un uomo al proprio vertice politico.</strong></p>



<p>Alcune correlazioni possono essere individuate anche riguardo le appartenenze politiche. Non tanto nei ministeri con un maggiore equilibrio di genere, che sono guidati da politici di tutte le forze di maggioranza. Ma <strong>i tre che si trovano nella posizione più bassa della classifica sono tutti guidati da esponenti di Fratelli d&#8217;Italia. </strong>Si tratta del ministero delle imprese (10% di donne dirigenti) e di quelli della giustizia e dell&#8217;agricoltura (entrambi senza alcuna donna in posizione di vertice).</p>



<p><strong>Foto:</strong> Yanalya (<a href="https://www.freepik.com/free-photo/successful-business-woman_1280499.htm#page=2&amp;query=female%20back%20manager&amp;position=14&amp;from_view=search&amp;track=ais" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-parita-di-genere-al-vertice-dei-ministeri-si-e-ridotta/">La parità di genere al vertice dei ministeri si è ridotta</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il governo Meloni e lo spoils system nei ministeri</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-e-lo-spoils-system-nei-ministeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=237299</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo spoils system è un sistema fiduciario di selezione di alcuni altissimi funzionari pubblici. Vediamo le scelte compiute dai ministri nella selezione dei dirigenti più importanti dei dicasteri di cui sono alla guida.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-e-lo-spoils-system-nei-ministeri/">Il governo Meloni e lo spoils system nei ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A ogni cambio di governo il nuovo esecutivo può sostituire alcuni importantissimi dirigenti grazie a un meccanismo noto come <em>spoils system</em>. Una facoltà del tutto legittima e prevista dalle norme, che tutti gli esecutivi recenti hanno esercitato, da non confondere con il normale potere di nomina.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Lo spoils system è un modello fiduciario di selezione dei dirigenti pubblici da parte del vertice politico che deroga, per alcuni casi specifici, al principio generale di imparzialità.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-e-come-funziona-lo-spoils-system/">
                &#8220;Che cos’è e come funziona lo spoils system&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>In generale nel sistema italiano la pubblica amministrazione è considerata indipendente dal sistema politico. Per questa ragione il principio dello <em>spoils system</em> si applica a pochi altissimi dirigenti tra ministeri e presidenza del consiglio. Di questi ultimi ci siamo occupati in un recente approfondimento. </p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-e-lo-spoils-system-a-palazzo-chigi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Spoils system a palazzo Chigi.
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Ora invece ci concentreremo sulle scelte effettuate dai ministri con portafoglio in merito ai dirigenti dei dicasteri di cui hanno la responsabilità politica.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">27 </span>i dirigenti dei ministeri nei confronti dei quali si applicano le norme relative allo <em>spoils system</em>: 6 segretari generali e 21 capi dipartimento.</p>
			        </section>
		

<div id="lo-spoils-system-nei-ministeri-si-applica-ai-segretari-generali-e-ai-capi-dipartimento-sono-esclusi-i-ministeri-degli-esteri-dellinterno-e-della-difesa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Lo spoils system nei ministeri</h3>



<p>Il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 165/2001</a> (articolo 19, comma 8) infatti prevede che dopo la nascita di un nuovo governo i ministri abbiano 90 giorni per scegliere se confermare o sostituire i dirigenti di vertice dei propri dicasteri. <strong>Trascorso questo periodo senza che sia stata assunta una decisione, l&#8217;incarico cessa automaticamente.</strong></p>



<p>Quando si parla di ruoli apicali nei ministeri però bisogna fare delle distinzioni (articolo 19, comma 3). Se un dicastero ha al proprio vertice un segretario generale infatti è solo a questa figura che si riferisce la legge. Negli altri casi invece si rivolge ai capi dipartimento.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Nei ministeri in cui le direzioni generali sono strutture di primo livello è prevista la figura del segretario generale. Negli altri le strutture di primo livello sono invece i dipartimenti.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/">
                &#8220;Come sono organizzati i ministeri&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Che siano posti sotto un segretario generale o sotto un dipartimento invece i direttori generali (ovvero le figure a capo di una direzione generale) non sono sottoposti al meccanismo dello <em>spoils system</em>.</p>






<p><strong>Ma tra i ministeri esistono anche alcune eccezioni.</strong>&nbsp;Ai segretari generali dei ministeri della&nbsp;<strong>difesa</strong>&nbsp;e degli&nbsp;<strong>esteri</strong>&nbsp;e ai capi dipartimento del ministero dell’<strong>interno</strong>&nbsp;infatti non si applica questa norma. Questo perché&nbsp;in queste strutture i dirigenti appartengono necessariamente alle rispettive carriere e  i loro incarichi operano in regime di diritto pubblico. Questo non vuol dire, è bene chiarirlo, che si tratti di funzionari sostanzialmente inamovibili, anzi.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dirigenti-di-vertice-confermati-e-sostituiti-nei-ministeri/">Dirigenti di vertice confermati e sostituiti nei ministeri</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dirigenti-di-vertice-confermati-e-sostituiti-nei-ministeri/">Come i ministri con portafoglio hanno fatto uso dello spoils system nei confronti dei segretari generali e dei capi dipartimento.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(consultati: venerdì 3 Marzo 2023)
                                        </p>
                </div>
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<div id="nonostante-la-presa-di-distanza-sulla-politica-sanitaria-il-nuovo-esecutivo-ha-confermato-il-segretario-generale-del-ministero-della-salute-nominato-da-speranza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le scelte di conferma</h3>



<p>Sono due i ministri che hanno optato per <strong>una scelta in completa continuità, Adolfo Urso (imprese e made in Italy) e Orazio Schillaci (salute)</strong>. È vero che in entrambi i ministeri la scelta riguardava solo una figura, quella del segretario generale. In ogni caso permangono alcuni profili piuttosto interessanti che vale la pena sottolineare.</p>



<p>Per quanto riguarda il ministero della salute infatti se da un lato è vero che <strong>il ministro Schillaci non è una figura di partito</strong>, dall&#8217;altro è utile ricordare che <strong>il governo Meloni si è da subito caratterizzato per una lettura fortemente critica delle politiche sanitarie adottate in precedenza</strong>.</p>



<p><strong>Proprio per questo può stupire che il nuovo ministro della salute abbia deciso di confermare il segretario generale scelto da Roberto Speranza.</strong> Peraltro, mentre con la nascita del secondo governo Conte il ministro Speranza si era limitato a confermare il dirigente in carica (Giuseppe Ruocco alla guida del ministero già dal 2017), con l&#8217;inizio del governo Draghi ha nominato un nuovo segretario generale. La decisione di scegliere Giovanni Leonardi dunque deve essere pienamente attribuita al ministro Speranza.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/continuita-e-volti-nuovi-ai-vertici-dei-ministeri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Continuità e volti nuovi ai vertici dei ministeri.
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		




<div id="strillo-testo-block_0e2db52b46d789305cc50f62a1244d32" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La conferma del segretario generale del ministero della salute appare contraddittoria con le critiche alla politica sanitaria degli esecutivi precedenti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Presumendo che il ministro Speranza abbia adottato le proprie decisioni in accordo con il segretario generale che aveva appena nominato, <strong>c&#8217;è da chiedersi il senso di questa conferma.</strong> Un&#8217;ipotesi è che sul piano mediatico la maggioranza di centrodestra abbia deciso di proseguire con le posizioni critiche, mentre su quello pratico <strong>abbia optato per mantenere, in termini sostanziali, la linea adottata dall&#8217;esecutivo precedente.</strong></p>



<p><strong>Più coerente appare invece la conferma di Benedetto Mineo al vertice del ministero delle imprese e del made in Italy da parte del ministro Urso (Fratelli d&#8217;Italia).</strong> La nomina di Mineo durante il governo Dragni si deve infatti all&#8217;attuale ministro dell&#8217;economia Giancarlo Giorgetti (Lega). Senza contare che qualche anno prima Mineo era stato nominato direttore dell&#8217;agenzia delle dogane da Giovanni Tria.</p>



<p>A ben vedere però il ministro Urso ha compiuto anche un&#8217;altra scelta di continuità, come abbiamo raccontato nell&#8217;approfondimento sullo <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-e-lo-spoils-system-a-palazzo-chigi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>spoils system</em> a palazzo Chigi</a>. Infatti, pur essendo Urso un ministro con portafoglio, ha ricevuto dalla presidente Meloni anche la delega a un ufficio della presidenza del consiglio. Si tratta della struttura che si occupa delle politiche spaziali e aerospaziali e, anche in questo caso, il ministro ha optato per una scelta di continuità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Agricoltura e istruzione tendono alle conferme</h3>



<p>Altri ministri, come è normale, hanno optato per confermare alcuni dei loro dirigenti e per cambiarne altri. In questo caso dunque parliamo di dicasteri in cui al vertice della struttura non si trova un segretario generale ma più capi dipartimento.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2 su 3 </span>i capi dipartimento confermati dal ministro dell&#8217;agricoltura Lollobrigida.</p>
			        </section>
		


<p>Francesco Lollobrigida (Fratelli d&#8217;Italia) ad esempio ha confermato 2 dei 3 capi dipartimento del ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. <strong>La scelta di Giuseppe Blasi a capo dipartimento politiche europee e internazionali non è stata una sorpresa. D&#8217;altronde tutti i governi hanno fatto lo stesso sin dal 2012. </strong>La conferma di Felice Assenza all&#8217;Ispettorato centrale della tutela della qualità invece era meno ovvia, viste le nomine ricevute dai ministri Bellanova (secondo governo Conte) e Patuanelli (governo Draghi).</p>



<p>Francesco Saverio Abate ha avuto un percorso simile, in questo caso però Lollobrigida gli ha preferito Stefano Scalera al dipartimento politiche competitive. Una scelta che può apparire curiosa visto che Scalera in passato ha ricevuto incarichi da diversi ministri di centrosinistra, sia in uffici di diretta collaborazione che a capo dell&#8217;agenzia del demanio. Andando indietro nel tempo però emerge come il primo a conferirgli questo incarico sia stato il Giulio Tremonti, durante il quarto governo Berlusconi.</p>



<p><strong>Il ministro dell&#8217;istruzione Valditara invece ha sostituito un capo dipartimento e ne ha confermato un altro.</strong> Anche se a ben vedere si tratta quasi di due conferme. Infatti Carmela Palumbo, nominata al dipartimento per il sistema educativo al posto di Stefano Versari, aveva già ricoperto l&#8217;incarico tra il 2017 e il 2020. <strong>In quegli stessi anni peraltro, al vertice di un altro dei dipartimenti del vecchio ministero dell&#8217;istruzione dell&#8217;università e della ricerca sedeva proprio l&#8217;attuale ministro Giuseppe Valditara.</strong></p>


<div id="1-su-4-i-capi-dipartimento-del-ministero-delleconomia-confermati-da-giorgetti-si-tratta-del-ragioniere-generale-dello-stato-biagio-mazzotta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Economia e ambiente, un rinnovamento quasi completo</h3>



<p>Altri ministri hanno rinnovato quasi completamente la dirigenza di vertice. Tra questi Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell&#8217;ambiente, e Giancarlo Giorgetti, alla guida di uno dei dicasteri più importanti dell&#8217;amministrazione statale, quello dell&#8217;economia.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 4 </span>gli incarichi confermati ai capi dipartimento del ministero dell&#8217;economia.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Dei 4 capi dipartimento in carica durante il governo Draghi solo il ragioniere generale dello stato, Biagio Mazzotta, è rimasto al suo posto.</strong> <strong>Diversamente è andata per il direttore generale del tesoro, Alessandro Rivera</strong>, figura di primissimo piano della pubblica amministrazione italiana. Secondo diverse ricostruzioni <a href="https://www.linkiesta.it/2023/01/nomine-rivera-mef-giorgetti-meloni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa</a> peraltro la sua sostituzione non sarebbe avvenuta su impulso del ministro Giorgetti, ma piuttosto di palazzo Chigi.</p>



<p><strong>Cambio anche al dipartimento delle finanze. In questo caso però la cosa è andata diversamente. Infatti Fabrizia Lapecorella, che ricopriva l&#8217;incaico dal 2008, è ora alla guida del dipartimento per le politiche europee della presidenza del consiglio. Una casella chiave nella gestione del Pnrr posta sotto la responsabilità del ministro Raffaele Fitto. </strong></p>



<p>Infine un cambio si è avuto anche al dipartimento dell&#8217;amministrazione generale, del personale e dei servizi. Qui Giorgetti ha voluto Ilaria Antonini, già a capo del dipartimento per le politiche sulla famiglia della presidenza del consiglio.</p>



<p>Quasi la stessa proporzione anche al ministero dell&#8217;ambiente. Infatti il ministro Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia) ha confermato un capo dipartimento e ne ha sostituiti due. La nomina del quarto dirigente invece è stata la prima di un dipartimento di nuova istituzione: l&#8217;unità di missione per il Pnrr.</p>


<div id="6-i-ministeri-in-cui-sono-stati-cambiati-tutti-i-vertici-in-4-casi-si-e-trattato-esclusivamente-del-segretario-generale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Segretari generali e spoils system</h3>



<p><strong>In alcuni ministeri poi sono stati sostituiti tutti i dirigenti. In 4 casi si trattava solo dei segretari generali, mentre in due ministeri di 8 capi dipartimento.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6 </span>i ministeri in cui sono stati cambiati tutti i vertici. In 4 casi si è trattato esclusivamente del segretario generale.</p>
			        </section>
		


<p>Presso il ministero dell&#8217;università la segreteria generale è stata affidata a una dirigente della presidenza del consiglio, Francesca Gagliarducci, già capo del dipartimento del personale. Nei ministeri del lavoro e del turismo invece al segretario generale in carica è stato preferito un altro funzionario dello stesso dicastero. </p>


<div id="strillo-testo-block_7dc4db46d7145bf443f8110ec6dc6aaa" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il ministero della cultura si trova ancora oggi privo di un segretario generale.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Al ministero del lavoro il dirigente ricopriva fino a quel momento il ruolo di direttore generale. <strong>Presso il ministero del turismo invece la scelta è ricaduta su una dirigente di seconda fascia,</strong> Barbara Casagrande. Una scelta maturata a lungo dalla ministra Santanchè. Per la nomina infatti <strong>sono stati necessari circa 125 giorni</strong>. Anche al ministero della cultura si è optato per il rinnovamento, visto che il segretario generale precedente non è stato confermato nei tempi richiesti. <strong>Anzi a quasi 150 giorni dalla nascita del nuovo governo ancora si attende la nuova nomina.</strong></p>


<div id="il-ministro-della-giustizia-nordio-e-quello-delle-infrastrutture-salvini-hanno-cambiato-tutti-i-capi-dipartimento-dei-loro-dicasteri" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Alla giustizia e alle infrastrutture si cambia tutto</h3>



<p><strong>I ministeri della giustizia e delle infrastrutture</strong>, guidati rispettivamente da Nordio (indipendente) e Salvini (Lega), sono le strutture dove lo<strong> <em>spoils system</em> ha avuto l&#8217;applicazione più radicale. Qui sono stati sostituiti tutti i capi dipartimento.</strong></p>



<p>Dei 3 dirigenti sostituiti da Salvini presso il ministero delle infrastrutture si segnala che uno, Mauro Bonaretti, è stato il segretario generale alla presidenza del consiglio di Matteo Rnzi (e capo di gabinetto del ministro Del Rio). Un&#8217;altra invece, Ilaria Bramezza, prima di essere chiamata al ministero da Giovannini è stata <strong>per 4 anni segretario generale del presidente della regione veneto Luca Zaia</strong> (Lega).</p>



<p><strong>Dei 5 capi dipartimento della giustizia sostituiti 3 erano stati chiamati a svolgere l&#8217;incarico per la prima volta dalla ministra Cartabia.</strong> Tra questi <strong>il primo sostituito dal nuovo ministro Nordio è stato Carlo Renoldi, capo del dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria.</strong> Lo hanno seguito poi il capo del dipartimento affari di giustizia e quello della transizione digitale. Quest&#8217;ultimo è da precisare è rimasto in carica pochissimi mesi, vista la recentissima istituzione di questo dipartimento (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-11-06;152~Art35!vig=2023-03-07" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 152/2021</a>).</p>



<p>Gemma Tuccillo era invece a capo del dipartimento per la giustizia minorile già dal 2017 (ministro Orlando &#8211; Partito democratico) mentre Barbara Fabbrini guidava il dipartimento dell&#8217;organizzazione giudiziaria dal 2018 (ministro Bonafede &#8211; Movimento 5 stelle). </p>



<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2020/documenti/fb-mef.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero dell&#8217;economia e delle finanze</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-e-lo-spoils-system-nei-ministeri/">Il governo Meloni e lo spoils system nei ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sul fondo complementare sappiamo ancora meno che sul Pnrr</title>
		<link>https://www.openpolis.it/sul-fondo-complementare-sappiamo-ancora-meno-che-sul-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=228733</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le risorse nazionali stanziate a integrazione del Pnrr ammontano a 30 miliardi. Un fondo che finanzia investimenti importanti, la cui attuazione però non è puntuale né trasparente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/sul-fondo-complementare-sappiamo-ancora-meno-che-sul-pnrr/">Sul fondo complementare sappiamo ancora meno che sul Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="il-monitoraggio-del-fondo-complementare-e-ancora-piu-difficile-di-quello-sul-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Abbiamo ribadito in diverse occasioni le <a href="https://www.openpolis.it/perche-non-possiamo-dire-che-litalia-ha-completato-tutte-le-scadenze-ue-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">difficoltà di monitorare</a> l&#8217;attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza. Sia rispetto all&#8217;avanzamento delle <a href="https://openpnrr.it/glossario/#glossario-15" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a> e delle <a href="https://openpnrr.it/glossario/#glossario-13" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misure</a> in agenda, sia in merito alla realizzazione dei progetti cioè &#8211; in estrema sintesi &#8211; le infrastrutture e gli interventi concreti finanziati dal piano.</p>


<div id="strillo-testo-block_af55aaf7b3ed34e983fae9185201e140" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il Pnc è ancora più difficile da monitorare del Pnrr.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Per quanto il <strong>monitoraggio del Pnrr sia complicato</strong>, tuttavia, lo è <strong>ancora di più quello del piano nazionale complementare (Pnc)</strong>. Cioè l&#8217;agenda finanziata dal fondo complementare, istituito dal <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/49608" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 59/2021</a> con un duplice scopo. Da un lato mettere a disposizione <strong>ulteriori risorse per alcune misure del Pnrr</strong> &#8211; così da facilitarne la realizzazione &#8211; e dall’altro <strong>finanziare nuovi interventi</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa-finanzieranno-gli-interventi-previsti-dal-fondo-complementare-al-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli interventi finanziati dal fondo complementare.
<br><strong>Leggi l&#8217;articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">30,6 miliardi € </span>le risorse del fondo complementare.</p>
			        </section>
		


<p>Anche questa seconda agenda prevede dunque delle misure, che hanno rispettive risorse, enti titolari e scadenze. Trattandosi di soldi dello stato però, <strong>gli interventi previsti dal cronoprogramma del Pnc non vengono <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-lue-verifica-lattuazione-dei-pnrr-negli-stati-membri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">verificati dall&#8217;Unione europea</a></strong>, come accade invece per le scadenze Ue. Con la grave conseguenza, purtroppo, di un <strong>impegno ancora minore da parte del governo a essere puntuale e trasparente</strong> sulla loro attuazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli interventi più rilevanti</h3>



<p>Sono 30 le misure a cui sono destinate risorse del fondo complementare. Di queste, 8 sono incluse nel Pnrr e 22 nel Pnc. Tra gli <strong>investimenti economici</strong> previsti dal piano complementare, che non comprende <strong>nessuna riforma normativa</strong>, sono inclusi quelli per la <a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/commissario-straordinario-del-governo-per-ricostru/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricostruzione dei territori colpiti dal sisma</a>. Oltre a interventi in materia di <a href="https://openpnrr.it/misure/355/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">energia</a>, <a href="https://openpnrr.it/misure/348/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">infrastrutture ed edifici</a>, <a href="https://openpnrr.it/misure/364/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">viabilità</a> e <a href="https://openpnrr.it/misure/346/">mezzi di trasporto</a> e molto altro.</p>


<div id="per-mancanza-di-informazioni-con-openpnrr-monitoriamo-poco-piu-della-meta-delle-scadenze-del-fondo-complementare" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>La somma di tutte le scadenze incluse nelle misure finanziate dal fondo complementare &#8211; quindi sia quelle del Pnrr a cui contribuisce in parte, sia quelle proprie del Pnc &#8211; ammonta a un totale di <strong>298 adempimenti da conseguire entro il 2026</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">163 su 298 </span>le scadenze del fondo complementare che monitoriamo su OpenPNRR.</p>
			        </section>
		


<p>Purtroppo, come vedremo, <strong>è molto difficile se non impossibile trovare informazioni puntuali e aggiornate sullo stato di avanzamento del Pnc</strong>. Per questo motivo abbiamo scelto di <strong>limitare il monitoraggio alle scadenze più importanti</strong>. Gli adempimenti cioè che segnano dai passaggi strategici nell&#8217;implementazione delle misure finanziate. Per il periodo di attuazione del piano dal suo inizio fino a oggi, si tratta in particolare di <strong>23 milestone nel 2021 e 54 nel 2022</strong>.</p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e
valutazione del PNRR</h3>
Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato
al Piano nazionale di ripresa e resilienza

</div>
<a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a>

</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
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<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img>
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<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e
valutazione del PNRR</h3>
Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato
al Piano nazionale di ripresa e resilienza

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</div></div>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa è stato fatto fin qui, in base al nostro monitoraggio</h3>



<p>Osservando nel dettaglio quanto è stato raggiunto in questo biennio, appare subito evidente una <strong>scarsa attenzione al rispetto del cronoprogramma</strong> previsto per le scadenze associate al fondo complementare. Una tendenza che può essere spiegata, almeno in parte, dal fatto che <strong>questi adempimenti non sono oggetto di <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-lue-verifica-lattuazione-dei-pnrr-negli-stati-membri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">verifica da parte della commissione europea</a></strong>. Di conseguenza raggiungerli o meno nei tempi <strong>non inficia l&#8217;invio delle rate da Bruxelles</strong>.</p>


<div id="dal-biennio-2021-2022-ci-risultano-da-completare-ancora-22-scadenze-sulle-77-che-monitoriamo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-incomplete-almeno-22-scadenze-del-fondo-complementare/">Sono incomplete almeno 22 scadenze del fondo complementare</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-incomplete-almeno-22-scadenze-del-fondo-complementare/">Le scadenze monitorate del fondo complementare previste per il 2021 e il 2022, il loro trimestre di completamento e il loro stato di avanzamento</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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			        			                                <div id="chart_229349_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_229349_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_229349_tab3"><p>Sono state considerate le 77 scadenze oggetto di monitoraggio, rispetto alle 139 totali previste dal fondo complementare per il 2021 e 2022. La T indica il trimestre entro il quale devono essere completate le scadenze. L&#8217;attuazione del Pnrr e del Pnc ha inizio dal terzo trimestre (luglio-settembre) 2021.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 23 Gennaio 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-229349"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
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<p>Gli interventi <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=PNC&amp;tempistica_completamento_anno=&amp;tempistica_completamento_trimestre=&amp;tipologia=&amp;ita_ue=ITA&amp;status=C&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">completati</a> nei tempi stabiliti sono 46 in tutto, sui 77 previsti. A questi seguono le 22 scadenze <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=PNC&amp;tempistica_completamento_anno=&amp;tempistica_completamento_trimestre=&amp;tipologia=&amp;ita_ue=ITA&amp;status=R&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in ritardo</a>, cioè quelle che a oggi risultano ancora non conseguite. È interessante notare che tra queste, sono inclusi tutti gli adempimenti monitorati (16) che andavano raggiunti tra settembre e dicembre scorsi (T4 2022). Infine, sono 9 gli interventi <a href="https://openpnrr.it/scadenze/?search=PNC&amp;tempistica_completamento_anno=&amp;tempistica_completamento_trimestre=&amp;tipologia=&amp;ita_ue=ITA&amp;status=K&amp;tipologia_misure=&amp;misure__tags=&amp;misure__priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">completati in ritardo</a>, cioè conseguiti ma con tempi più lunghi di quelli previsti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le organizzazioni maggiormente coinvolte</h3>



<p>Come abbiamo anticipato, <strong>la struttura del Pnc ricalca quella del Pnrr</strong> anche per quanto riguarda la titolarità dei numerosi interventi, ognuno assegnato a un&#8217;<a href="https://openpnrr.it/glossario/#glossario-14" target="_blank" rel="noreferrer noopener">organizzazione titolare</a>.</p>


<div id="7-su-9-gli-enti-titolari-di-interventi-del-fondo-complementare-che-sono-in-ritardo-nellattuazione-del-cronoprogramma" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-ministero-delle-infrastrutture-e-il-piu-coinvolto-nellattuazione-del-pnc/">Il ministero delle infrastrutture è il più coinvolto nell&#8217;attuazione del Pnc</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-ministero-delle-infrastrutture-e-il-piu-coinvolto-nellattuazione-del-pnc/">Le organizzazioni responsabili di scadenze del fondo complementare e gli interventi conseguiti, in ritardo e futuri</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 23 Gennaio 2023)
                                        </p>
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<p>Come per il Pnrr, anche per il fondo complementare <strong>il <a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/ministero-delle-infrastrutture-e-della-mobilita-so/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero delle infrastrutture</a> è centrale nella realizzazione degli interventi</strong>. È infatti titolare di 97 scadenze, delle 163 monitorate. Seguono il <a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/commissario-straordinario-del-governo-per-ricostru/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissario per la ricostruzione sisma</a> (13) e il <a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/ministero-dello-sviluppo-economico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero delle imprese e del made in Italy</a> (12).</p>



<p>Fatta eccezione per il ministero dell&#8217;università e per quello della cultura &#8211; entrambi titolari di sole 4 scadenze &#8211; <strong>tutti gli altri enti sono in ritardo nell&#8217;attuazione del cronoprogramma</strong>. E per quanto anche sul Pnrr abbiamo evidenziato simili problematiche, nel caso del fondo complementare <strong>la situazione è più irregolare</strong>, da un lato, e <strong>la ricerca di informazioni più difficile</strong>, dall&#8217;altro.</p>


<div id="il-governo-si-impegna-meno-sia-a-rispettare-le-scadenze-del-fondo-complementare-sia-a-essere-trasparente-a-riguardo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Sul primo fronte basti pensare che un <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/piano_nazionale_per_gli_investimenti_complementari_al_pnrr/riferimenti_normativi/DM_PNC_cofinanziati_def_Bollinato_signed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto del ministero dell&#8217;economia</a> dell&#8217;1 agosto scorso ha previsto lo <strong>slittamento di tutte le scadenze Pnc dal terzo al quarto trimestre 2022</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli obiettivi relativi al presente trimestre risultano sostanzialmente tutti posticipati ad eccezione di 3 comunque conseguiti.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/piano_nazionale_per_gli_investimenti_complementari_al_pnrr/Documenti/PNC_report-5-30-settembre-2022.pdf" target="_blank">&#8211; Relazione del Mef sullo stato di attuazione del Pnc, 30 settembre 2022</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Una decisione che suggerisce le <strong>difficoltà degli enti titolari a tenere il passo</strong> con gli impegni presi sul fondo complementare. E quanto questa sia una <strong>preoccupazione secondaria</strong> per il governo. Possiamo infatti pensare che la <strong>priorità</strong> sia innanzitutto cercare di <strong>rispettare il cronoprogramma del Pnrr</strong> senza registrare ritardi. Per non rischiare di ricevere un rifiuto da parte della commissione europea, all&#8217;invio di nuovi fondi.</p>



<p>Tuttavia, è doveroso sottolineare che il fondo complementare ammonta comunque a <strong>30 miliardi di euro di risorse nazionali</strong> e ha lo scopo di finanziare <strong>interventi fondamentali </strong>per questo paese. Oltre che complementari e necessari alla realizzazione efficace del piano nazionale di ripresa e resilienza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;assenza di informazioni e l&#8217;impossibilità di un monitoraggio</h3>



<p>Per quanto riguarda il secondo fronte a cui abbiamo accennato prima, possiamo dire che la <strong>ricerca di informazioni</strong> sull&#8217;attuazione del fondo complementare non solo è più difficile di quella del Pnrr, ma <strong>quasi impossibile</strong>. Una situazione grave, considerando che si tratta di <strong>risorse nazionali per le quali è forse ancor più necessario sapere</strong> come e quanto vengono spese. Anche per prevenire rischi di sprechi, corruzione e cattiva gestione.</p>


<div id="strillo-testo-block_baf985a7ccd553322340698b607fd05e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>È fondamentale poter monitorare come vengono investiti soldi dello stato.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Tuttavia, la piattaforma <strong><a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/home.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia domani</a> non condivide nessuna informazione aggiornata</strong> sullo stato di avanzamento del fondo complementare. Come abbiamo ribadito più volte, anche per milestone e target del Pnrr le informazioni sono scarse. Ogni 3 mesi però vengono <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/andamento-sull-attuazione-del-piano.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2FyearAndSemesterLabel&amp;sort=desc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicate</a> (anche se a posteriori) informazioni sulla loro attuazione e documenti rilevanti. Per il Pnc neanche questo.</p>



<p>Inoltre, <strong>quasi nessun ente titolare condivide aggiornamenti</strong> sul fondo complementare. Uno dei <strong>pochi esempi positivi</strong> su questo fronte è il <strong>ministero della salute</strong> con la sua <a href="https://www.pnrr.salute.gov.it/portale/pnrrsalute/homePNRRSalute.jsp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piattaforma</a> di monitoraggio sia del Pnrr che del Pnc. Anche il <a href="https://nextappennino.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito</a> ad hoc del <strong>commissario straordinario per la ricostruzione sisma</strong> è utile per monitorare gli investimenti del fondo in questo ambito. Per il resto, va segnalato che il ministero delle infrastrutture durante il governo Draghi pubblicava ciclicamente delle relazioni sull&#8217;avanzamento di entrambe le agende. Ma considerando che l&#8217;<a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/notizia/2022-10/Relazione%20stato%20di%20attuazione%20PNRR%20e%20PNC%203set22.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultima</a> risale al 30 settembre 2022 non sembra, almeno per ora, che l&#8217;attuale guida del dicastero intenda portare avanti questa buona pratica.</p>



<p>L&#8217;<strong>unica fonte attendibile e comprensiva</strong> di tutti gli interventi del fondo complementare sono le <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/piano_nazionale_per_gli_investimenti_complementari_al_pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazioni trimestrali della ragioneria generale dello stato</a>. Tuttavia si tratta di <strong>aggiornamenti che per tempistiche non permettono un monitoraggio puntuale</strong>. Oltre al fatto che, anche in questo caso, l&#8217;ultima relazione risale al 30 settembre scorso. Siamo ancora in attesa dell&#8217;aggiornamento relativo all&#8217;ultimo trimestre del 2022.</p>



<p>L&#8217;impossibilità di un monitoraggio sull&#8217;avanzamento delle scadenze <strong>preclude di conseguenza anche l&#8217;accesso a dati e informazioni su avvisi pubblici, bandi e progetti</strong> correlati. Un aspetto che, come per il Pnrr, andando avanti già nel 2023 verso la fase di inizio dei lavori e di concretizzazione degli interventi, sarà sempre più rischioso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>



<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/it/media/pnrr-riunione-della-cabina-di-regia-palazzo-chigi/21509" target="_blank" rel="noreferrer noopener">palazzo Chigi</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/sul-fondo-complementare-sappiamo-ancora-meno-che-sul-pnrr/">Sul fondo complementare sappiamo ancora meno che sul Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nuovi capi di gabinetto del governo Meloni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-nuovi-capi-di-gabinetto-del-governo-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=223287</guid>

					<description><![CDATA[<p>I capi di gabinetto dei ministri e della presidente del consiglio sono figure poco note ma molto importanti per il funzionamento dell'esecutivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-nuovi-capi-di-gabinetto-del-governo-meloni/">I nuovi capi di gabinetto del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>I capi di gabinetto sono i vertici </strong>dell&#8217;ufficio di gabinetto e più in generale coordinano le attività di tutti gli <strong>uffici di diretta collaborazione dei ministri.</strong></p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Gli uffici di diretta collaborazione sono organi dei ministeri preposti a coadiuvare l’attività di indirizzo politico-amministrativo del ministro.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-gli-uffici-di-diretta-collaborazione/"><br />
                &#8220;Che cosa sono gli uffici di diretta collaborazione dei ministri&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p><strong>A seconda dei ministeri e dei loro regolamenti cambiano anche i requisiti necessari per poter accedere all&#8217;incarico</strong>. In alcuni casi ad esempio si tratta necessariamente di funzionari del dicastero stesso (come per i ministeri della difesa, dell&#8217;interno o degli esteri).</p>
</p>
<p><strong>A ogni modo la scelta del capo di gabinetto compete al ministro, che lo nomina sulla base di un rapporto fiduciario. </strong>Per questo con la nascita dell&#8217;esecutivo Meloni, ogni ministro ha dovuto nominare un nuovo capo di gabinetto.</p>
</p>
<p><div id="sul-sito-della-presidenza-del-consiglio-ancora-non-e-stata-aggiornata-la-pagina-con-le-informazioni-sugli-uffici-di-diretta-collaborazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La trasparenza sugli uffici di diretta collaborazione</h3>
</p>
<p><strong>Dei 25 ministri che compongono il governo Meloni, a oggi risultano presenti informazioni su 22 nuovi capi di gabinetto.</strong> All&#8217;appello infatti mancano il collaboratore del ministro per i rapporti con il parlamento Luca Ciriani e quello della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli. <strong>In entrambi i casi si tratta di ministri senza portafoglio.</strong> È probabile infatti che le nomine siano avvenute ma che non risultino sul <strong>sito istituzionale della presidenza del consiglio che, al momento, risulta ancora in aggiornamento.</strong></p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.governo.it/it/organizzazione/uffici-dipartimenti-strutture/69" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1212" height="254" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05.png" alt="" class="wp-image-223290" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05.png 1212w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-768x161.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-414x87.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-635x133.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-1026x215.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-16-alle-13.26.05-350x73.png 350w" sizes="(max-width: 1212px) 100vw, 1212px" /></a></figure>
</p>
<p>D&#8217;altronde, già con lo scorso governo, la presidenza del consiglio aveva dimostrato <strong>scarsa attenzione alla trasparenza</strong> per quanto riguarda questo tipo di incarichi.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/sugli-uffici-di-diretta-collaborazione-e-necessaria-maggiore-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sugli uffici di diretta collaborazione è necessaria maggiore trasparenza<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Situazione diversa invece per il capo di gabinetto del ministro della difesa Guido Crosetto. </strong>A oggi infatti il ruolo risulta ancora ricoperto dal generale Antonio Conserva, già capo di gabinetto del ministro Guerini. Sul <a href="https://www.difesa.it/Amministrazionetrasparente/direttacollaborazioneministro/Pagine/CapodiGabinetto.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito</a> tuttavia la data di aggiornamento risale al 2021 e non è chiaro se il ministro abbia ufficialmente confermato la nomina o meno.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Chi aveva già ricoperto l&#8217;incarico</h3>
</p>
<p><strong>Nella loro scelta è frequente che i ministri individuino figure che già hanno ricoperto il ruolo di capo di gabinetto in precedenza.</strong></p>
</p>
<p><div id="tra-gli-attuali-capi-di-gabinetto-dei-ministri-in-9-avevano-gia-ricoperto-questo-incarico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9 su 22 </span>i capi di gabinetto dei ministri del governo Meloni che già avevano ricoperto questo tipo di incarico.</p>
</section>
</p>
<p>Tra questi ad esempio <strong>Alfonso Celotto</strong>, capo di gabinetto della ministra per le riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati (Forza Italia), e <strong>Caro Lucrezio Monticelli</strong>, capo di gabinetto della ministra per la famiglia Eugenia Maria Roccella (Fratelli d&#8217;Italia), che <strong>hanno ricoperto questo stesso tipo di incarico già 3 volte nella loro carriera.</strong></p>
</p>
<p><strong>Celotto</strong> prima con i ministri per la coesione territoriale Fabrizio Barca e Carlo Trigilia (Partito democratico) e poi per la ministra della salute Giulia Grillo (Movimento 5 stelle). Per altri tre diversi ministri inoltre (Emma Bonino, Roberto Calderoli, Federica Guidi) era stato a capo dell&#8217;ufficio legislativo.</p>
</p>
<p><strong>Monticelli</strong> invece è stato inizialmente capo di gabinetto del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Maurizio Sacconi (Forza Italia). Quando nel 2009 il ministero del lavoro e delle politiche sociali è stato scorporato da quello della salute ha poi continuato a ricoprire l&#8217;incarico con lo stesso ministro. Successivamente, con la nascita del governo Monti, è stato chiamato a svolgere lo stesso ruolo presso il ministero dell&#8217;ambiente dal nuovo ministro Corrado Clini.</p>
</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ministri-del-governo-meloni-con-i-capi-di-gabinetto-piu-esperti/">I ministri del governo Meloni con i capi di gabinetto più esperti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ministri-del-governo-meloni-con-i-capi-di-gabinetto-piu-esperti/">I capi di gabinetto dei ministri del governo Meloni che in passato hanno già ricoperto questo tipo di incarico</a></h3>
</p></div>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
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<p><label for="embed-chart-223352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Altri 3 capi di gabinetto invece avevano già ricoperto l&#8217;incarico 2 volte.</strong> Giuseppe <strong>Recinto</strong>, nominato dal ministro dell&#8217;istruzione Giuseppe Valditara (Lega), in passato aveva ricoperto il ruolo per i ministri dell&#8217;università Gaetano Manfredi e Maria Cristina Messa. </p>
</p>
<p><strong>Giacomo Aiello</strong> ha ricevuto la nomina dal ministro delle politiche agricole Francesco Lollobrigida (FdI), mentre in passato era stato alla guida del gabinetto di altri due ministri di centrodestra: Maria Rosaria Carfagna (sud e coesione territoriale) e<br />Maurizio Lupi (infrastrutture).</p>
</p>
<p>Vincenzo <strong>Nunziata</strong> invece, prima di essere nominato da Paolo Zangrillo (pubblica amministrazione) aveva ricoperto il ruolo in due diverse occasioni negli uffici della ministra Mariastella Gelmini.</p>
</p>
<p>Ma avevano già ricoperto questo incarico una volta anche altri degli attuali capi di gabinetto. Si tratta di Stefano <strong>Varone</strong> (che guida gli uffici del ministro dell&#8217;economia Giorgetti), Marcella <strong>Panucci</strong> (con la ministra dell&#8217;università Anna Maria Bernini), Massimiliano <strong>Atelli</strong> (con il ministro della gioventù Andrea Abodi) e Gaetano <strong>Caputi</strong> che oggi svolge questo compito per la presidente del consiglio Giorgia Meloni.</p>
</p>
<p><strong>Varone lavorava con Giorgetti al ministero dello sviluppo economico già durante l&#8217;esperienza del governo Draghi</strong>. Dapprima come capo dell&#8217;ufficio legislativo e negli ultimi mesi nel ruolo attuale. Prima ancora inoltre era stato a capo del legislativo con il ministro Carlo Calenda.</p>
</p>
<p><strong>Panucci</strong> invece nel corso del governo Draghi aveva ricevuto la nomina dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta. In precedenza invece era stata a capo della segreteria tecnica della ministra della giustizia Paola Severino.</p>
</p>
<p><strong>Atelli</strong> in precedenza aveva ricoperto vari ruoli negli uffici di diretta collaborazione del ministero dell&#8217;ambiente. Come capo di gabinetto con il ministro Andrea Orlando (Partito democratico) e prima come capo dell&#8217;ufficio legislativo con i ministri Corrado Clini e Stefania Prestigiacomo (Forza Italia).</p>
</p>
<p><strong>Caputi</strong> infine, prima di arrivare all&#8217;importante incarico di capo di gabinetto della presidente del consiglio, aveva svolto molti importanti incarichi negli uffici di diretta collaborazione, ma anche come segretario generale della Consob. Il ruolo di capo di gabinetto nello specifico gli era stato attribuito dal ministro del turismo Massimo Garavaglia (Lega). Da segnalare inoltre come Caputi ricopra anche il ruolo di consigliere nella <a href="https://fondazionemagnacarta.it/statuto-e-organismi-magna-carta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondazione Magna Carta</a>, presieduta dall&#8217;ex senatore di centrodestra Gaetano Quagliariello.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;esperienza nei ministeri</h3>
</p>
<p>Come è ovvio se sono in molti i capi di gabinetto che avevano già ricoperto questo specifico incarico,<strong> ancora di più sono quelli che avevano svolto altre funzioni di spicco all&#8217;interno degli uffici di diretta collaborazione.</strong></p>
</p>
<p><div id="sono-14-i-capi-di-gabinetto-che-in-passato-avevano-ricoperto-altri-ruoli-di-spicco-negli-uffici-di-diretta-collaborazione-di-un-ministro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">14 su 22 </span>i capi di gabinetto dei ministri del governo Meloni che avevano già ricoperto posizioni di spicco in uffici di diretta collaborazione.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Di questi più della metà avevano già ricoperto l&#8217;incarico di capo dell&#8217;ufficio legislativo.</strong> Un ruolo fondamentale che non a caso si conferma come un trampolino di lancio importante per accedere al ruolo di capo di gabinetto. Tra questi si trovano Alfonso <strong>Celotto</strong>, capo di gabinetto con la ministra per le riforme istituzionali Casellati, Alfredo <strong>Storto</strong> (con il ministro delle infrastrutture Salvini), Caro Lucrezio <strong>Monticelli</strong> (con la ministra della famiglia Roccella e con il ministro delle politiche sociali Maroni), Claudio <strong>Tucciarelli</strong> (con il ministro per gli affari regionali Calderoli), Maria Teresa <strong>Sempreviva</strong> (con il ministro dell&#8217;interno Piantedosi), Stefano <strong>Varone</strong> (con il ministro dell&#8217;economia Giorgetti), Massimiliano <strong>Atelli</strong> (con il ministro della gioventù e dello sport Abodi) e Gaetano <strong>Caputi</strong> oggi capo di gabinetto della presidente del consiglio.</p>
</p>
<p><strong>A volte poi i vertici degli uffici di diretta collaborazione provengono dalla carriera interna al ministero in questione o in altre strutture amministrative di vertice.</strong> Tra questi Claudio <strong>Tucciarelli</strong> che prima di essere nominato da Calderoli era stato <strong>2 volte a capo del dipartimento per le riforme istituzionali  della presidenza del consiglio</strong>. </p>
</p>
<p>Mario Antonio <strong>Scino</strong> prima di diventare capo di gabinetto del ministro dell&#8217;ambiente Pichetto Fratin era stato a <strong>capo del dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica</strong> della presidenza del consiglio, sia con Giorgetti (Lega) che con Fraccaro (Movimento 5 stelle).</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-cipe-e-di-cosa-si-occupa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cos’è il Cipe e di cosa si occupa.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Roberto <strong>Alesse</strong>, attuale capo di gabinetto del ministro Musumeci, invece in passato era stato direttore generale degli affari generali del ministero dell&#8217;ambiente.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e13b1a43ae22d057cdfa6ef46631ec4c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Date le molte materie di sua competenza, il ministro Fitto ha scelto una capo di gabinetto con ampia esperienza all&#8217;interno della presidenza del consiglio.</p>
</section></div>
</p>
<p>Sempre presso la presidenza del consiglio ha svolto numerosi incarichi di rilievo l&#8217;attuale capo di gabinetto del ministro Raffaele Fitto. Ermenegilda <strong>Siniscalchi</strong> infatti è stata a <strong>capo di 4 diversi dipartimenti di palazzo Chigi</strong>. Ovvero i dipartimenti della funzione pubblica, degli affari regionali, delle politiche per la famiglia e delle pari opportunità. <strong>Una scelta probabilmente legata al fatto che anche il ministro Fitto dovrà muoversi tra molti diversi settori della presidenza del consiglio, vista la varietà di deleghe che gli sono tate attribuite</strong> (affari europei, sud, politiche di coesione e Pnrr).</p>
</p>
<p><strong>Infine anche i capi di gabinetto dei ministri dell&#8217;interno, della difesa e degli esteri hanno avuto incarichi importanti nei loro ministeri in passato.</strong> Ma in questo caso si tratta di un automatismo, visto che in questi dicasteri la posizione può essere assunta solo da un funzionario di carriera. Al ministero della difesa come abbiamo visto non abbiamo la sicurezza su chi ricoprirà l&#8217;incarico nel prossimo futuro, in ogni caso si tratterà sicuramente di un militare di grado. Al ministero dell&#8217;interno invece <strong>la prefetta Sempreviva ricopriva già l&#8217;incarico di capo dell&#8217;ufficio legislativo quando il capo di gabinetto era l&#8217;attuale ministro Piantedosi.</strong> <strong>Alla Farnesina infine il ministro Tajani ha nominato l&#8217;ambasciatore Francesco Genuardi</strong>. Da notare che l&#8217;ultimo incarico l&#8217;ambasciatore lo aveva svolto proprio a Bruxelles, in anni in cui Tajani era ancora un esponente importante del parlamento europeo (anche se non più il presidente).</p>
</p>
<p><div id="giorgetti-e-urso-hanno-scelto-capi-di-gabinetto-con-cui-avevano-gia-collaborato-in-passato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il rapporto di fiducia con le persone, i partiti le aree politiche</h3>
</p>
<p><strong>Tra gli attuali capi di gabinetto, l&#8217;unico che aveva già lavorato con lo stesso ministro (Giorgetti) è Stefano Varone.</strong> Almeno per quanto riguarda incarichi di vertice. D&#8217;altronde Giorgetti è anche l&#8217;unico ministro dell&#8217;attuale esecutivo che ricopriva questa stessa posizione anche nel governo precedente.</p>
</p>
<p>A questo poi si potrebbe aggiungere <strong>Federico Eichberg</strong>, che già aveva svolto il ruolo di capo della segreteria tecnica dell&#8217;attuale ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso (FdI) quando questi ricopriva il ruolo di viceministro. Inoltre alcuni anni fa <a href="https://web.archive.org/web/20190830195422/https://farefuturofondazione.it/la-fondazione/organigramma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stato</a> anche &#8220;direttore relazioni internazionali&#8221; della<strong> fondazione Fare futuro</strong>, di cui il ministro Urso è presidente.</p>
</p>
<p><strong>Più frequente poi è il caso in cui i capi di gabinetto abbiano collaborato in passato con altri ministri dello stesso partito, o della stessa area politica.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13 </span>i capi di gabinetto che in passato hanno ricevuto incarichi di vertice da ministri della stessa area politica.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Claudio Tucciarelli ad esempio, oggi lavora con il ministro Calderoli (Lega), ma in passato era stato nominato da Umberto Bossi</strong> prima capo del dipartimento per le riforme istituzionali e poi capo dell&#8217;ufficio legislativo.</p>
</p>
<p><strong>Marcella Panucci invece prima di lavorare con la ministra Bernini (Forza Italia), era stata nominata per lo stesso ruolo da Renato Brunetta</strong>, allora ministro dello stesso partito.</p>
</p>
<p>Sempre con un ministro di Forza Italia (Paolo Zangrillo &#8211; pubblica amministrazione) lavora oggi <strong>Vincenzo Nunziata</strong>, che in passato era stato due volte capo di gabinetto dell&#8217;ex ministra forzista Mariastella Gelmini.</p>
</p>
<p><em>Nota: in una precedente versione dell&#8217;articolo era stato indicato Giovanni Panebianco come capo di gabinetto del ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi. Dopo un&#8217;ulteriore verifica tuttavia è risultato che il ruolo è attualmente ricoperto da Massimiliano Atelli come riportato nell&#8217;attuale versione dell&#8217;articolo.</em></p>
</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e1/Palazzo_Chigi_%281861002263%29.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-nuovi-capi-di-gabinetto-del-governo-meloni/">I nuovi capi di gabinetto del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi decide la politica di cooperazione allo sviluppo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/chi-decide-la-politica-di-cooperazione-allo-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 13:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=218279</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cooperazione allo sviluppo è parte integrante e qualificante della politica estera italiana. Per questo i ruoli chiave dei due ambiti combaciano, con l’eccezione di alcune figure con competenze specifiche in ambito di cooperazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/chi-decide-la-politica-di-cooperazione-allo-sviluppo/">Chi decide la politica di cooperazione allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2014 il parlamento ha approvato una legge molto importante per il settore della cooperazione (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 125/2014</a>). Nello spirito di questo provvedimento la politica di cooperazione diventava una componente cruciale della più generale politica estera italiana.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile [&#8230;] è parte integrante e qualificante della politica estera dell&#8217;Italia.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17" target="_blank">&#8211; Articolo 1 L. 125/2014</a>
									            </div>
</section>
<p>Tra le molte novità, la norma modificava il nome del ministero (diventato ministero degli esteri e della cooperazione Internazionale – Maeci), istituiva l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e stabiliva l’obbligo di nominare un vice ministro degli esteri con questa delega.</p>
<p>Un tassello importante che ha contribuito a definire l’intreccio d’istituzioni, funzionari, membri del governo e del parlamento che contribuiscono a formare la nostra politica di cooperazione allo sviluppo.</p>
<div id="la-responsabilita-della-politica-di-cooperazione-e-del-ministro-tajani-fi-ma-le-deleghe-sono-di-competenza-del-viceministro-cirielli-fdi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il ministero e l&#8217;agenzia</h3>
<p>Se si guarda all’esecutivo è importante considerare <strong>il peso che ha la presidenza del consiglio sulle scelte generali di politica estera</strong>, e dunque in questa fase la presidente <strong>Giorgia Meloni</strong>. Tuttavia, <strong>la responsabilità della politica estera italiana è del ministro degli esteri</strong>, ovvero del vicepresidente del consiglio e coordinatore di <strong>Forza Italia (FI) Antonio Tajani</strong>. Questi pur non avendo mai ricoperto incarichi in questo settore né presso il ministero né nel parlamento italiano, ha comunque un’<strong>ampia esperienza internazionale</strong>, avendo svolto sia il ruolo di commissario europeo all’industria, sia quello di <strong>presidente del parlamento di Strasburgo</strong>.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		La responsabilità politica è del ministro che tuttavia è tenuto a conferire la delega in materia di cooperazione allo sviluppo a un viceministro.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-fanno-i-viceministri-e-i-sottosegretari-di-stato/"><br />
                &#8220;Che cosa fanno i viceministri e i sottosegretari di stato&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Il ministro, come stabilito dalla legge, <strong>nomina un viceministro, attribuendogli la delega alla cooperazione allo sviluppo</strong>. In termini pratici quindi sarà <strong>Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia</strong> a seguire i vari dossier che riguardano la cooperazione. Alla sua <strong>prima </strong><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lesperienza-politica-dei-membri-dellesecutivo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esperienza di governo</a>, <strong>Cirielli è stato a lungo parlamentare</strong> (dal 2001 con Alleanza nazionale) e nel suo percorso ha quasi sempre fatto parte o della <strong>commissione esteri o di quella difesa </strong>(che ha un chiaro risvolto estero viste ad esempio le missioni militari cui l’Italia partecipa).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-chiave-della-cooperazione/">I ruoli chiave della cooperazione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-chiave-della-cooperazione/">Gli incarichi più importanti nel governo e in parlamento in materia di politica estera e cooperazione allo sviluppo</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_218449_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-chiave-della-cooperazione/">I ruoli chiave della cooperazione &#8211; Gli incarichi più importanti nel governo e in parlamento in materia di politica estera e cooperazione allo sviluppo</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/i-ruoli-chiave-della-cooperazione-1.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-218449"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Altri due sottosegretari chiudono il gruppo di esponenti politici posti al vertice della Farnesina. Ovvero Maria Tripodi, anche lei di Forza Italia, e Giorgio Silli di Noi Moderati, le cui deleghe al momento non sono state ufficializzate.</p>
<p><strong>Ma anche i vertici amministrativi sono importanti</strong>. Tra tutti il <strong>segretario generale</strong> del ministero, l’ambasciatore <strong>Ettore Francesco Sequi</strong>, e il <strong>direttore dell’Agenzia</strong> per la cooperazione allo sviluppo, <strong>Luca Maestripieri</strong>. Entrambi hanno ricevuto l’incarico dall’ex ministro degli esteri Luigi Di Maio, anche se Maestripieri era stato inizialmente nominato dal ministro Moavero Milanesi nel corso del primo governo Conte. Vedremo nei prossimi mesi se il governo manterrà questo assetto o deciderà per un cambiamento. Sicuramente prima o poi il ministro Tajani dovrà decidere come riempire una casella di grande rilevanza che attualmente è scoperta, ovvero quella di direttore della direzione generale cooperazione allo sviluppo del Maeci.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I compiti delle commissioni </h3>
<p>Oltre ai ministeri però, <strong>un ruolo fondamentale è o dovrebbe essere svolto anche dal parlamento</strong>, e in particolare dalle <strong>commissioni esteri di camera e senato.</strong></p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le commissioni esteri di camera e senato sono competenti in tutte le materie che riguardano la politica estera, inclusa la cooperazione allo sviluppo.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&amp;p=17992"><br />
                &#8220;Cosa sono le commissioni parlamentari e perché sono importanti&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p><strong>I loro poteri dunque sono molto ampi</strong> riguardando innanzitutto l’esame di qualsiasi proposta di legge rientri in questi ambiti (<a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-i/sezione-ii/articolo-72#:~:text=Ogni%20disegno%20di%20legge%2C%20presentato,articolo%20e%20con%20votazione%20finale." target="_blank" rel="noreferrer noopener">art. 72 della costituzione</a>), come ad esempio la <strong>legge di bilancio</strong> e quindi la quantità di risorse da destinare al settore della cooperazione, ​​ma anche l’esame delle delibere del governo sulle <strong>missioni internazionali</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<p>Tra le prerogative delle commissioni poi rientrano anche alcuni <strong>poteri d’indirizzo</strong>, come le risoluzioni o gli ordini del giorno. Attraverso atti di questo tipo, l’aula o le commissioni possono ad esempio impegnare il governo a perseguire impegni internazionali su temi quali la coerenza delle politiche o l’efficacia dell’aiuto.</p>
<p><strong>In alcune occasioni inoltre, il parere delle commissioni è espressamente previsto dalla legge</strong>. Come nel caso del <strong>documento triennale di programmazione e indirizzo della politica di cooperazione</strong>, per la cui approvazione è richiesto il parere, non vincolante, delle commissioni parlamentari. Nonostante le previsioni di legge nel corso degli anni la presentazione del documento ha subito forti ritardi e per questa ragione la norma è stata recentemente modificata in modo da rendere più efficace questo passaggio (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-12-30;234!vig=2022-11-30" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L. 234/2021</a> art. 1 comma 807).</p>
<p>Proprio per assolvere questi compiti disponendo di tutte le informazioni necessarie le commissioni <strong>possono inoltre organizzare delle</strong> <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-i-fondi-destinati-allaiuto-pubblico-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">audizioni</a> conoscitive. In queste occasioni vengono invitate figure istituzionali o della società civile che possono essere parte o meno di organi previsti dalla legge, come il consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/litalia-e-la-legge-sulla-cooperazione-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Italia e la legge sulla cooperazione allo sviluppo.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<p><strong>Purtroppo almeno nell’ultima legislatura il ruolo delle commissioni non ha inciso particolarmente sulla politica di cooperazione</strong>, limitandosi a poco più che la presentazione e in alcuni casi l’approvazione di qualche <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-e-i-lavori-parlamentari-per-la-legge-di-bilancio-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emendamento</a> alla legge di bilancio. Peraltro in anni recenti la discussione sulla legge di bilancio è sempre avvenuta in un unico ramo del parlamento, mentre l’altra aula, per mancanza di tempo, si è limitata a ratificare decisioni già prese.</p>
<div id="i-presidenti-delle-commissioni-esteri-di-camera-e-senato-sono-uno-di-fratelli-ditalia-e-laltra-di-forza-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I ruoli chiave</h3>
<p>Nonostante questo, il potere formale delle commissioni resta intatto e dunque, per completare l’elenco degli incarichi più importanti nel settore della cooperazione vanno considerati quantomeno i <strong>presidenti delle commissioni esteri dei due rami del parlamento.</strong></p>
<p><strong>Alla camera si tratta di Giulio Tremonti</strong>. Eletto in questa legislatura con<strong> Fratelli d’Italia </strong>Tremonti è stato parlamentare dal 1994 al 2018 quasi sempre nelle fila di Forza Italia o del Popolo delle libertà (Pdl) a eccezione del suo il primo mandato. <strong>Ministro delle finanze in tutti i governi Berlusconi</strong> nella sua lunga carriera parlamentare ha comunque avuto occasione di far parte sia della commissione esteri che di quella sulle politiche dell’Unione europea.</p>
<p><strong>A palazzo Madama invece è la senatrice Stefania Craxi (FI)</strong> a ricoprire il ruolo di presidente della commissione esteri e difesa. Deputata di Forza Italia e del Pdl dal 2006 al 2013, <strong>durante il quarto governo Berlusconi è stata sottosegretaria agli esteri</strong>. Rieletta in parlamento nel 2018, nella scorsa legislatura è stata vice presidente della commissione esteri del senato.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 su 5 </span>i ruoli chiave ricoperti da esponenti di Fratelli d&#8217;Italia in materia di politica estera e di cooperazione.</p>
</section>
<div id="la-lega-conta-solo-un-vicepresidente-in-commissione-esteri-alla-camera" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Dei 5 incarichi politici più importanti dunque, 2 sono attribuiti a esponenti di Forza Italia</strong> (il ministro degli esteri e la presidenza della commissione esteri del senato) <strong>e 3 a esponenti di Fratelli d’Italia</strong> (la presidenza del consiglio, il viceministro e il presidente della commissione esteri della camera). <strong>Del tutto escluso, o quasi, appare dunque l’altro partito cardine della maggioranza, ovvero la Lega.</strong></p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli equilibri politici nelle commissioni parlamentari</h3>
<p>Guardando però più approfonditamente alla composizione delle commissioni parlamentari la Lega risulta avere in entrambi i casi più esponenti di Forza Italia. Ma questa è la naturale conseguenza di una più ampia rappresentanza parlamentare ottenuta in seguito alle recenti elezioni. Inoltre a un esponente della Lega è stata attribuita la vicepresidenza di commissione alla camera. Si tratta di Paolo Formentini, deputato alla seconda esperienza parlamentare, che già aveva ricoperto questo ruolo durante la precedente legislatura.</p>
<div id="i-vicepresidenti-di-opposizione-sono-invece-uno-del-pd-e-laltro-del-m5s" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>L’altra vicepresidente è l’esponente del Partito democratico (Pd) Lia Quartapelle</strong>. <strong>Deputata alla terza legislatura ha sempre ricoperto incarichi in commissione esteri</strong>, prima come segretaria, poi come capogruppo e ora come vicepresidente. Nel corso della diciassettesima legislatura peraltro è stata <strong>relatrice della legge che ha definito la disciplina generale della cooperazione allo sviluppo<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17"> </a></strong><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2022-11-17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(l. 125/2014)</a>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-commissioni-esteri-di-camera-e-senato/">Le commissioni esteri di camera e senato</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-commissioni-esteri-di-camera-e-senato/">Gli incarichi ricoperti dai gruppi parlamentari nelle commissioni esteri di Montecitorio e palazzo Madama</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-218444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<p><strong>Da segnalare infine che della commissione fanno parte anche alcune figure politiche di primo piano.</strong> Come ad esempio il leader del Movimento 5 stelle ed ex presidente del consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong>, il segretario di +Europa ed ex sottosegretario agli esteri <strong>Benedetto della Vedova</strong> e il segretario di Sinistra italiana <strong>Nicola Fratoianni</strong>. Ma anche l’ex ministro alle infrastrutture <strong>Graziano Delrio</strong>, l’ex ministro della difesa <strong>Lorenzo Guerini</strong> e l’ex ministro per gli affari europei <strong>Vincenzo Amendola</strong>, tutti deputati del Partito democratico.</p>
<p><strong>Quanto alla commissione del senato, presieduta dal Stefania Craxi (FI), le vicepresidenze sono invece state attribuite a un esponente di Fratelli d’Italia, Roberto Menia, e a uno del Movimento 5 stelle, Ettore Licheri.</strong></p>
<p>Il primo è stato deputato dal 1994 al 2013, eletto prima con Alleanza nazionale e poi con il Popolo delle libertà. Nel quarto governo Berlusconi ha svolto anche il ruolo di sottosegretario presso il ministero dell&#8217;ambiente. Nel corso della sua lunga esperienza parlamentare comunque ha fatto parte in più occasioni anche della commissione esteri.</p>
<p><strong>Ettore Licheri invece è alla sua seconda esperienza parlamentare. Nella scorsa legislatura è stato presidente della commissione politiche dell’Unione europea</strong> del senato per i primi due anni. Successivamente ha proseguito il suo lavoro in quella stessa commissione come componente semplice, fino a maggio 2022, quando è entrato a far parte della commissione esteri.</p>
<p>Per concludere <strong>in commissione esteri del senato si trovano anche due ex presidenti del consiglio, Mario Monti</strong> (senatore a vita iscritto al gruppo misto) e <strong>Matteo Renzi</strong> (Azione-Italia viva), oltre che l’ex sottosegretaria al ministero della difesa Stefania Pucciarelli (Lega).</p>
<p><em>L’articolo è stato redatto grazie al progetto “Cooperazione: mettiamola in Agenda”, finanziato dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Le opinioni espresse non sono di responsabilità dell’Agenzia.</em></p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.governo.it/it/media/cerimonia-di-giuramento-dei-sottosegretari/20864" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/chi-decide-la-politica-di-cooperazione-allo-sviluppo/">Chi decide la politica di cooperazione allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il governo Meloni in numeri</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-in-numeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=217866</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai a “I numeri del governo Meloni“. Ascolta il nostro podcast su Radio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai a “<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/da-chi-e-composto-il-nuovo-governo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I numeri del governo Meloni</a>“.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">65</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">i componenti del governo Meloni, il massimo possibile secondo le norme vigenti. Oltre alla presidente del consiglio troviamo 15 ministri con portafoglio, 9 senza portafoglio e 40 tra viceministri e sottosegretari. Ci sono poi due vicepresidenti del consiglio (Matteo Salvini e Antonio Tajani). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-conta-65-membri/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">30,8%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">la rappresentanza di donne nel governo Meloni. Un dato che rimane abbastanza modesto. Lontano dall’obiettivo della parità di genere e comunque in controtendenza rispetto a quanto fatto sia dal secondo governo Conte (34,9%) che dal governo Draghi (40,2%). Delle 20 donne solo 3 sono ministre con portafoglio (Bernini, Caltagirone, Santanchè). Altrettante sono senza portafoglio (Locatelli, Roccella, Casellati). Ci sono poi 2 viceministre (Gava e Bellucci) e 11 sottosegretarie. La metà delle donne presenti nel governo è espressa da Fratelli d&#8217;Italia. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-governo-meloni-3-ministre-con-portafoglio/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<p><section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
</p>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">44,6%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">la quota di esponenti di Fratelli d’Italia nell’esecutivo. Oltre alla presidente Meloni si tratta di 9 ministri, 4 viceministri e 15 sottosegretari. Al secondo posto troviamo la Lega con 16 esponenti tra cui 5 ministri e 2 viceministri, mentre al terzo Forza Italia con 13, di cui anche in questo caso 5 ministri e 2 viceministri. <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/gli-equilibri-politici-del-governo-meloni" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">8</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">i viceministri nominati dal governo: 4 di Fratelli d&#8217;Italia 2 della Lega e 2 di Forza Italia. In maniera del tutto particolare, al ministero delle infrastrutture sono stati nominati 2 viceministri, uno di Fratelli d&#8217;Italia e uno della Lega. La cosa appare piuttosto inusuale non solo perché non è frequente che si nominino 2 viceministri nello stesso dicastero, ma anche perché in questo caso il ministro delle infrastrutture è un altro leghista, anzi il segretario stesso del partito Matteo Salvini. <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/gli-equilibri-politici-del-governo-meloni/#otto-sottosegretari-sono-stati-nominati-viceministri-di-questi-4-sono-di-fratelli-ditalia" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">15</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">i ministeri in cui è presente almeno un esponente di Fratelli d&#8217;Italia, oltre alla presidenza del consiglio. Il partito della presidente Meloni quindi ha almeno un rappresentate in ciascuna struttura di vertice del governo. Lo stesso invece non sì può dire di Forza Italia, che non è rappresentata in 6 dicasteri, o della Lega che non figura in 4 tra cui quello degli esteri e quello della difesa. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-politici-nei-ministeri-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I ministri del nuovo governo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-ministri-del-nuovo-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 07:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai a &#8220;Abbiamo speso meno fondi Pnrr del previsto&#8220;. 25 i membri del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai a &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/abbiamo-speso-meno-fondi-pnrr-del-previsto/" target="_blank" rel="noopener">Abbiamo speso meno fondi Pnrr del previsto</a>&#8220;.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br /><br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h1 class="red1 mb-0">25</h1>
<p class="bt-2-grey3">i membri del nuovo consiglio dei ministri (Cdm), inclusa la presidente Giorgia Meloni. I ministri senza portafoglio sono 9 mentre quelli con portafoglio 15. Matteo Salvini (infrastrutture e mobilità sostenibili) e Antonio Tajani (esteri) sono i due vicepresidenti. <a href="https://www.openpolis.it/i-ministri-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">10</h1>
<p class="bt-2-grey3">i ministri di Fratelli d&#8217;Italia, tanti quanti quelli di Forza Italia e Lega messi insieme, che ne hanno 5 ciascuno. Un dato che chiaramente premia la forza politica che ha ottenuto il maggior numero di consensi alle elezioni. Sono 5 anche i tecnici che, come era prevedibile, sono meno di quelli del governo Draghi (9). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-composizione-del-consiglio-dei-ministri-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">19 su 25</h1>
<p class="bt-2-grey3">i ministri del governo Meloni che in passato hanno già ricoperto incarichi nel governo o occupato seggi in parlamento per una o più legislature. Le sole eccezioni sono rappresentate da Orazio Schillaci (salute), Marina Elvira Calderone (lavoro), Andrea Abodi (sport e i giovani), Carlo Nordio (giustizia), Gennaro Sangiuliano (cultura) e Matteo Piantedosi (interno). <a style="font-size: revert; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;" href="https://www.openpolis.it/i-ministri-del-governo-meloni/#ci-sono-meno-tecnici-e-salvo-il-ministero-dellinterno-non-hanno-incarichi-in-dicasteri-strategici" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">60 anni</h1>
<p class="bt-2-grey3">l&#8217;età media del nuovo consiglio dei ministri. Dal 1948 a oggi, solo 3 esecutivi hanno registrato un’età media superiore a quella dell’attuale. Si tratta dei governi Monti (62,7 anni), Fanfani VI (60,9) e Dini (60,8). Meloni consolida così l’inversione di un trend che aveva visto nei recenti governi Renzi (47,3 anni) e Conte II (47,7) un abbassamento dell’età media mai registrato prima. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-nuovo-cdm-e-tra-quelli-con-leta-media-piu-alta-della-storia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">28%</h1>
<p class="bt-2-grey3">la quota di ministre sul totale dei membri del Cdm. Le donne sono infatti solo 7 su 25, un dato lontano dalla parità di genere, in linea con molti esecutivi passati e inferiore ad altri. In primis a quello guidato da Renzi, il quale aveva voluto e rivendicato la parità del 50% in Cdm. Ma superano il 28% di donne anche le formazioni dei governi Conte II e Letta (entrambi al 33,3%) e quella del predecessore Draghi, dove le ministre costituivano il 34,8%. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-ministre-nel-governo-meloni-rispetto-a-draghi-e-conte-ii/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h3>Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
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			</item>
		<item>
		<title>Ancora nessuna salvaguardia sui fondi Pnrr per il sud</title>
		<link>https://www.openpolis.it/ancora-nessuna-salvaguardia-sui-fondi-pnrr-per-il-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=211250</guid>

					<description><![CDATA[<p>La seconda verifica sul rispetto della quota mezzogiorno è mediamente positiva, ma le criticità sono ancora molte. A partire dal rischio che parte delle risorse per il sud vadano perse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ancora-nessuna-salvaguardia-sui-fondi-pnrr-per-il-sud/">Ancora nessuna salvaguardia sui fondi Pnrr per il sud</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;aggiornamento del dipartimento per le politiche di coesione</h3>
<p>La quota mezzogiorno è stata introdotta dal governo attraverso il <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-05-31;77" target="_blank">decreto legge n.77/2021</a> e prevede che <strong>il 40% delle risorse</strong> con destinazione territoriale del Pnrr e del piano nazionale complementare (Pnc) sia <strong>indirizzato al sud</strong>.</p>
<p>Attraverso questo vincolo, il governo intende <strong>garantire che gli investimenti previsti dai piani favoriscano lo sviluppo dei territori del mezzogiorno</strong>. Riducendo quindi quei divari territoriali che storicamente colpiscono il meridione rispetto al resto del paese.</p>
<p><strong>È il dipartimento per le politiche di coesione (Dpcoe) ad avere il compito di verificare</strong> periodicamente il rispetto della quota mezzogiorno. In un <a href="https://www.openpolis.it/il-rispetto-della-quota-del-pnrr-per-il-sud-rivela-molte-criticita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo precedente</a>, abbiamo analizzato i risultati riportati nella <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2892/prima-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima relazione</a> sui dati aggiornati al 31 gennaio 2022. In questo approfondimento ci occupiamo invece della <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2954/seconda-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr_dati-al-30_06_2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seconda verifica</a>, diffusa il 10 ottobre scorso, che analizza i dati al 30 giugno 2022.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2954/seconda-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr_dati-al-30_06_2022.pdf#page=22" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci la<br />
<br /><strong>metodologia</strong></a>.</p>
</section>
<p>È importante premettere che si tratta di <strong>calcoli che considerano tutte le misure con destinazione territoriale del Pnrr e del Pnc</strong>. Sia quelle territorializzate &#8211; che già in origine sono indirizzate a luoghi specifici &#8211; sia quelle territorializzabili &#8211; la cui destinazione è da definire tramite bandi. Sia quelle in uno stadio avanzato, che ha già portato alla definizione di progetti concreti, sia quelle ancora da avviare. Per queste ultime misure, la destinazione viene calcolata in base a stime e proiezioni.</p>
<div id="il-vincolo-di-destinazione-del-40-delle-risorse-pnrr-al-sud-risulta-mediamente-rispettato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">41% </span>la quota di risorse Pnrr e Pnc destinate al mezzogiorno, pari a 86,4 miliardi.</p>
</section>
<p><strong>Mediamente il vincolo appare dunque rispettato</strong> e in linea con il risultato della precedente verifica, che riportava una percentuale del 40,8%. Variazioni limitate tra gennaio e giugno si registrano anche osservando le singole organizzazioni titolari.</p>
<p><strong>Sono 5 le organizzazioni titolari che registrano un aumento</strong> rilevante &#8211; di almeno 1 punto percentuale &#8211; nella loro quota mezzogiorno. Tra questi, il dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale (+3,50 punti percentuali) e il ministero della transizione ecologica (+2,36).</p>
<p>Infine, va sottolineato che <strong>la quota aggiornata a fine giugno ha una <a rel="noreferrer noopener" href="https://politichecoesione.governo.it/media/2954/seconda-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr_dati-al-30_06_2022.pdf#page=17" target="_blank">maggiore solidità</a></strong> rispetto a quella di fine gennaio. Perché il 45% delle risorse che include sono di progetti già definiti e che quindi si ritiene per certo che andranno al mezzogiorno. A differenza della quota di fine gennaio, che per la gran parte si basava su stime.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38,9 miliardi € </span>fondi che con certezza andranno a territori del sud, tra quelli inclusi nella quota mezzogiorno.</p>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">Gli enti titolari che non rispettano la quota</h3>
<div id="sono-9-su-22-gli-enti-titolari-che-disattendono-lobbligo-di-legge-della-quota-mezzogiorno-tra-questi-i-ministeri-del-turismo-e-dello-sviluppo-economico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nonostante il risultato della seconda analisi del Dpcoe sia mediamente positivo, racchiude <strong>non poche criticità</strong>. A partire dal fatto che, per legge, <strong>la quota va rispettata non solo complessivamente, ma singolarmente da ogni </strong><a href="https://openpnrr.it/organizzazioni/?o=Risorse" target="_blank" rel="noreferrer noopener">organizzazione titolare di misure</a>. Cioè ministeri e dipartimenti della presidenza del consiglio. E dall&#8217;analisi del loro operato su questo fronte, la verifica è risultata per molti negativa.</p>
<p>Sono infatti <strong>9 su 22</strong> gli enti che, al 30 giugno 2022, <strong>risultano non rispettare la quota</strong> mezzogiorno. Si tratta dello stesso numero registrato dalla <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-9-gli-enti-titolari-che-non-rispettano-la-quota-mezzogiorno/" target="_blank">prima relazione</a>, anche se le organizzazioni sono in parte cambiate.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/mise-e-mitur-ancora-non-rispettano-la-quota-mezzogiorno/">Mise e Mitur ancora non rispettano la quota mezzogiorno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/mise-e-mitur-ancora-non-rispettano-la-quota-mezzogiorno/">Quota di fondi Pnrr e Pnc destinati al sud dagli enti titolari di misure, secondo i dati aggiornati al 30 giugno 2022</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/mise-e-mitur-ancora-non-rispettano-la-quota-mezzogiorno/">Mise e Mitur ancora non rispettano la quota mezzogiorno &#8211; Quota di fondi Pnrr e Pnc destinati al sud dagli enti titolari di misure, secondo i dati aggiornati al 30 giugno 2022</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2954/seconda-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr_dati-al-30_06_2022.pdf" target="_blank" rel="noopener">Dpcoe</a>                                                            </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/10/mise-e-mitur-ancora-non-rispettano-la-quota-mezzogiorno-1.png" target="_blank" download></a></p>
<div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="mise-e-mitur-ancora-non-rispettano-la-quota-mezzogiorno"></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-211213"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-211213" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tra le riconferme negative, emergono ancora il <strong>ministero del turismo</strong> (28,6%) e quello dello <strong>sviluppo economico</strong> (24,5%).</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-ministri-della-lega-non-indirizzano-abbastanza-risorse-del-pnrr-al-sud/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br /><strong>I ministri della Lega non indirizzano abbastanza risorse del Pnrr al sud</strong></a>.</p>
</section>
<p>I motivi sono gli stessi emersi dalla <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2892/prima-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione precedente</a>. <strong>Da un lato, condizioni che possiamo considerare oggettive</strong>. Per il ministero del turismo, è la territorializzazione già definita dell&#8217;investimento <em><a href="https://openpnrr.it/misure/71/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Caput Mundi</a></em>, destinato al comune di Roma. Pari al 22% dei fondi Pnrr gestiti dal Mitur, è interamente indirizzato dall&#8217;origine, a un territorio non del sud. Per il Mise, invece, sono le difficoltà delle imprese del mezzogiorno a richiedere i crediti d&#8217;imposta previsti da <a href="https://openpnrr.it/misure/37/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 4.0</a>. Anche in questo caso una misura consistente, che equivale ai 3/4 delle risorse affidate a questo ministero.</p>
<div id="strillo-testo-block_1d904d9aa0e81a58dfc8315ee1f1be1b" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gli enti titolari hanno autonomia decisionale sulla tutela della quota.</p>
</section></div>
<p><strong>Dall&#8217;altro lato</strong> &#8211; come spiegheremo meglio nei prossimi paragrafi &#8211; nel rispetto della quota ha un peso cruciale l&#8217;<strong>arbitrarietà delle organizzazioni</strong>. Dal momento che sono del tutto assenti vincoli univoci e validi per tutti, sono i singoli ministeri e dipartimenti a decidere se introdurre, per le loro misure, dei vincoli di salvaguardia della quota mezzogiorno. O se non farlo, come nel caso del Mise e del Mitur, mettendo a rischio la destinazione di queste risorse.</p>
<p>Nonostante la maggiore solidità della quota aggiornata al 30 giugno, quindi, <strong>l&#8217;assenza di clausole di salvaguardia mette ancora a rischio parte dei fondi destinati al sud</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;assenza di vincoli</h3>
<div id="le-difficolta-dei-territori-del-sud-ad-accedere-ai-bandi-rischiano-di-compromettere-laccesso-alle-risorse-previste-per-legge" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Facendo un passo indietro, abbiamo già visto che secondo la verifica al 30 giugno, sono 86,4 miliardi di euro i fondi identificati destinati al sud. Poco più della metà di queste &#8211; il 55%, cioè circa <strong>47 miliardi di euro</strong> &#8211; provengono da misure attivate e territorializzabili su scala nazionale. Cioè investimenti che prevedono procedure amministrative, come <strong>bandi, emanati direttamente dalle organizzazioni titolari centrali</strong>. Per assicurarsi i fondi quindi, amministrazioni locali, imprese e enti privati del sud devono essere in grado di partecipare a queste procedure. Proponendo progetti in grado di risultare idonei e finanziabili, in un numero che permetta di rispettare la quota del 40% di risorse al mezzogiorno.</p>
<p>Tuttavia il Dpcoe sottolinea, così come aveva già fatto nella prima relazione, che <strong>i territori del sud possono incontrare difficoltà</strong> a candidarsi nei tempi e nella modalità previste dai bandi,</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>[&#8230;] con la possibile conseguenza che la necessità di raggiungimento degli obiettivi di realizzazione (milestone e target) previsti nel PNRR possa confliggere con l’effettiva applicazione della clausola territoriale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2954/seconda-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr_dati-al-30_06_2022.pdf" target="_blank">&#8211; Seconda relazione sul rispetto della quota mezzogiorno, Dpcoe</a>
									            </div>
</section>
<p>In altre parole, le storiche difficoltà degli enti del sud, in particolare in questo caso a livello amministrativo e burocratico, rischiano di ostacolare il rispetto della quota. Creando situazioni paradossali in cui <strong>il numero di proposte progettuali provenienti da realtà del meridione non è sufficiente ad arrivare alla quota del 40%</strong> di risorse che gli spetterebbe per legge.</p>
<div id="non-esistono-clausole-di-salvaguardia-della-quota-mezzogiorno-sono-i-singoli-enti-a-decidere-se-adottarne-o-meno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_ab7e60f6e19bcd9e6873687dc06d170c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Sono necessari vincoli di salvaguardia della quota mezzogiorno.</p>
</section></div>
<p>Nonostante la criticità di questa dinamica, <strong>non esistono a oggi dei vincoli validi, da mettere in atto per garantire l&#8217;allocazione del 40% di fondi al sud</strong>. Come abbiamo detto in precedenza, ogni ente titolare decide arbitrariamente se tutelare in qualche modo la quota. Un modo è, per esempio, riaprire i termini per la presentazione dei progetti. Oppure isolare il 40% delle risorse della misura di cui sono titolari ed emanare un nuovo bando solo per il sud. </p>
<p><strong>Spesso tuttavia queste strade non vengono percorse</strong>, come nei casi visti prima del Mise del Mitur. Anche <strong>per evitare di accumulare ritardi e sforare le rigide scadenze</strong> richieste dal Pnrr.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La valutazione del rischio</h3>
<p>La relazione fornisce poi una <strong>classificazione, per livello di rischio di tenuta</strong>, delle risorse per il sud, territorializzabili su scala nazionale e provenienti da misure attivate. Si tratta di quei 47 miliardi di euro a cui abbiamo accennato nel paragrafo precedente, cioè il 55% delle risorse incluse nella quota mezzogiorno.</p>
<p>Il grado di rischio <strong>dipende in questo caso sia dallo stato di attuazione delle misure, sia dalla presenza o meno di vincoli e clausole</strong> per salvaguardare questi fondi.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-a-rischio-alto-e-medio-alto-15-miliardi-per-il-sud/">Sono a rischio alto e medio-alto 15 miliardi per il sud</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-a-rischio-alto-e-medio-alto-15-miliardi-per-il-sud/">Fondi Pnrr destinati al sud da misure attivate e territorializzabili su scala nazionale, divisi per rischio di tenuta</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_211218_tab3"></p>
<p>Il rischio viene considerato:</p>
<ul>
<li>basso, nei casi in cui le misure abbiano già condotto alla selezione dei progetti;</li>
<li>medio-basso, se l&#8217;investimento presenta un vincolo di destinazione territoriale e una clausola di salvaguardia a esso associata;</li>
<li>medio, quando non viene esplicitato un vincolo di destinazione, ma è possibile quantificare le risorse per il sud in base a dati parziali di avanzamento delle procedure;</li>
<li>medio-alto, se il vincolo di destinazione c&#8217;è ma è privo di clausole di salvaguardia della quota;</li>
<li><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif">alto, quando le procedure non esplicitano nessuna destinazione territoriale delle risorse.</span></li>
</ul>
<p>Per un ulteriore approfondimento, si rimanda alla relazione del <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2954/seconda-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr_dati-al-30_06_2022.pdf#page=20" target="_blank" rel="noopener">Dpcoe</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://politichecoesione.governo.it/media/2954/seconda-relazione-destinazione-mezzogiorno-risorse-pnrr_dati-al-30_06_2022.pdf" target="_blank" rel="noopener">Dpcoe</a>                                                            </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/10/sono-a-rischio-alto-e-medio-alto-15-miliardi-per-il-sud.png" target="_blank" download></a></p></div>
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                                          data-param-text="Sono a rischio alto e medio-alto 15 miliardi per il sud - https://www.openpolis.it/numeri/sono-a-rischio-alto-e-medio-alto-15-miliardi-per-il-sud/"
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<p><label for="embed-chart-211218"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-211218" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>La quota più alta di queste risorse (39%) è considerata a basso rischio e quindi destinata certamente al mezzogiorno.</p>
<div id="dei-fondi-destinati-al-sud-26-miliardi-di-euro-sono-senza-vincoli-di-destinazione-o-senza-clausole-di-salvaguardia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Tuttavia, <strong>oltre la metà dei fondi (55%) è associata a misure che non esplicitano un vincolo di destinazione al sud o, laddove sia presente, non è comunque associato a clausole di salvaguardia</strong>. Nonostante ciò, tale ammontare viene comunque classificato come quota mezzogiorno. E non comprende solo i fondi considerati a rischio medio-alto e alto, ma anche quelli a rischio medio.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">26 miliardi € </span>le risorse destinate al sud, ma prive o di vincoli di destinazione o di clausole di salvaguardia di tali vincoli.</p>
</section>
<p>Infine, a una situazione che risulta già critica per i fondi di misure attivate, <strong>si somma l&#8217;incertezza legata agli investimenti ancora inattivi</strong> di Pnrr e Pnc, che in totale ammontano a 37 miliardi di euro.</p>
<p>Se neanche il nuovo governo introdurrà dei meccanismi di salvaguardia della quota mezzogiorno, gli enti titolari di misure potranno continuare a scegliere in modo arbitrario se tutelare o no il vincolo di destinazione dei fondi al sud. Con il <strong>rischio di disattendere uno degli obiettivi principali del Pnrr: quello di ridurre gli storici divari tra il meridione e il resto del paese</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto:&nbsp;Facebook <a href="https://www.facebook.com/legacamera/photos/bc.AbqzTFzk1D78x_8NmPqdq9Rlgq_tH4gDQp4XPooRVXK-XuO0hWkPN6VZOgnKImIDLlBMTBa930pcr2DxgHfhMzEVZonf5uD0tr0x0OjahlVDZNXQLtiozauFEVsvOTpxh3LtJ895Iaa0loR63GKZvZqC/2447694842154475/?opaqueCursor=AbrpNp3eQha9AzYo6pPSaGLa5DPqhk8PC8fZXtb47Y4AqN2gqOEgiKwx7n408QfLBm9upLakKNpXe1R7leYzdofwnuWi1TU2pXkSQJO5y5_SujFeKX0xMNoPH6HhNzuWkln4Iv3eLQlKQ2wIsDlsB2puCq3lr9p0S_aItd4NhRuHOJaNqAD-xL-mHvwZ5EGHynHQ1g0q3SS-Tpwtlnx3wmcdlRohWDXSvcbqQmCDh3xe6Jl7s8vXYDGLX3hdaWaDJuy1lsjCthALtDKkohs_IOg5o5i4lYZUqdBmf4s3JwXgIGMEdwWoxCGt5RkB3sXBbjlDF00pbLy5bE4Qd4lglWLSo4V-qOguTa3MCo6qaAJuXQ_vLr8skf4z_1NF_LnPWqsHWJ5-s55nRbeOHC0v9C7Ne3PANXLT9nojfsE8GQBkzCOn2luGD7Gib7CCUhT5J58c8a9JRHVwHoIxYkkDRgvyZT301KgmrWNS6MbQAYhgKsLWRqU8E5pc3hhBayLpQA-gpZ5G4rPMyvAROGiGuxWhT6ZoLSA3HL9jsFwgc1bjxfKroG9fjVUT5cTZ-p8KwqFn9gjBdGaUwH_7j443XD0T" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo Lega &#8211; Camera</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ancora-nessuna-salvaguardia-sui-fondi-pnrr-per-il-sud/">Ancora nessuna salvaguardia sui fondi Pnrr per il sud</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le criticità della quota del Pnrr per il mezzogiorno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-criticita-della-quota-del-pnrr-per-il-mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2022 05:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=199427</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;articolo &#8220;L’inclusione dei minori stranieri non accompagnati&#8220;. 40% la quota di risorse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-criticita-della-quota-del-pnrr-per-il-mezzogiorno/">Le criticità della quota del Pnrr per il mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/linclusione-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’inclusione dei minori stranieri non accompagnati</a>&#8220;.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h1 class="red1 mb-0">40%</h1>
<p class="bt-2-grey3">la quota di risorse allocabili da destinare al sud, tra tutte quelle previste dal Pnrr e dal fondo complementare. Le organizzazioni titolari di misure &#8211; ministeri e dipartimenti della presidenza del consiglio &#8211; hanno quindi l’obbligo di legge di rispettare questa soglia, per gli investimenti che prevedono risorse da destinare territorialmente. In questo quadro, il dipartimento per le politiche di coesione della presidenza del consiglio ha il compito di verificare periodicamente che gli enti titolari rispettino la quota mezzogiorno. <a href="https://www.openpolis.it/il-rispetto-della-quota-del-pnrr-per-il-sud-rivela-molte-criticita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo</a>.</p>
<h1 class="red1 mb-0">9 su 22</h1>
<p class="bt-2-grey3">gli enti titolari che, al 31 gennaio 2022, risultano non rispettare la quota mezzogiorno. Si tratta dei ministeri della giustizia, dell&#8217;università e della ricerca, della cultura, della transizione ecologica, del lavoro e delle politiche sociali, del turismo, dello sviluppo economico. A questi si aggiungono inoltre il commissario straordinario del governo per ricostruzione sisma e il dipartimento della protezione civile. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-9-gli-enti-titolari-che-non-rispettano-la-quota-mezzogiorno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">25,1%</h1>
<p class="bt-2-grey3">le risorse del Pnrr e del fondo complementare con destinazione territoriale indirizzate in media dai ministri della Lega al mezzogiorno. In particolare, le quote più basse sono quelle dei dicasteri guidati da Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia. Rispettivamente al vertice del ministero dello sviluppo economico, che registra una percentuale di fondi al sud del 24,8%, e del ministero del turismo, a quota 28,6%. Un paradosso, considerando l&#8217;importanza del settore turistico per le regioni del sud Italia e la necessità di un impulso decisivo allo sviluppo economico del mezzogiorno. <a href="https://www.openpolis.it/i-ministri-della-lega-non-indirizzano-abbastanza-risorse-del-pnrr-al-sud/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo</a>.</p>
<h1 class="red1 mb-0">66,49%</h1>
<p class="bt-2-grey3">la percentuale media di risorse destinate al sud dai ministri di Forza Italia. Al secondo posto i ministri tecnici, o indipendenti, (43%) e poi Movimento 5 stelle e Liberi e uguali che raggiungono esattamente la soglia del 40%. Sotto il 40% invece i ministri del Partito democratico, che tuttavia vi si avvicinano abbastanza (37,6%). Come abbiamo visto, all&#8217;ultimo posto, la Lega. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-partiti-dei-ministri-e-le-risorse-del-pnrr-destinate-al-mezzogiorno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">€3,2 mld</h1>
<p class="bt-2-grey3">le risorse destinate a sud tramite bandi, che non prevedono alcun criterio di salvaguardia della &#8220;quota mezzogiorno&#8221;. Cioè quasi la metà dei 7,1 miliardi di risorse che dovrebbero andare a sud &#8211; tra quelle attivate ma non ancora stanziate per progetti specifici. Nei casi di investimenti tramite bandi infatti, spesso un ostacolo al rispetto della quota è la mancanza di un numero sufficiente di progetti presentati da territori del sud, a causa delle storiche difficoltà amministrative e progettuali. Nei casi in cui per questo motivo non sia possibile rispettare il vincolo del 40%, gli enti titolari delle misure scelgono come distribuire quelle risorse. E solo per 2,5 miliardi la scelta delle organizzazioni è quella di riallocare i fondi comunque al mezzogiorno. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/delle-risorse-destinate-a-sud-tramite-bandi-la-maggior-parte-non-e-garantita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
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