Questioni di fiducia, un novembre da record Il rapporto tra governo e parlamento

Nei suoi primi mesi di vita l’esecutivo Draghi aveva fatto ricorso alla fiducia molto raramente. Con il passare del tempo tuttavia l’utilizzo di questo strumento è progressivamente aumentato.

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Nelle ultime settimane l’attenzione di media e opinione pubblica, almeno per quanto riguarda le dinamiche politiche, si è concentrata principalmente sulla ricerca di un successore per Sergio Mattarella e sulle discussioni legate alla legge di bilancio. Oltre che sulla recrudescenza del Covid-19. Ma un elemento che forse è passato maggiormente in sordina è stato il massiccio ricorso al voto di fiducia fatto dal governo nelle ultime settimane. Solo nel mese di novembre infatti l’esecutivo ha posto 6 questioni di fiducia. Si tratta del valore più alto per il governo Draghi dal suo insediamento.

28 le questioni di fiducia poste dal governo Draghi in 10 mesi.

Tra le motivazioni che hanno portato all’utilizzo di questo strumento, la necessità di velocizzare i tempi per convertire i decreti legge emanati per fronteggiare l’emergenza Covid entro la scadenza. Ma anche il bisogno di approvare le riforme previste dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) entro i tempi stabiliti.

Il risultato di questa situazione è la conferma, anche con il governo Draghi, del ruolo subalterno del parlamento rispetto all’attività dell’esecutivo.

La fiducia, uno strumento stravolto dalla prassi

Esistono diversi tipi di “voto di fiducia”. Ma non tutte sono contemplate dalla costituzione. L’articolo 94 della carta infatti prevede che il governo debba ottenere la fiducia del parlamento attraverso il voto su una specifica mozione. Allo stesso modo camera e senato possono sfiduciare un esecutivo o un suo singolo componente. Passaggio che comporta l’obbligo di dimissioni.

Il tipo che però negli ultimi anni è diventato più ricorrente è quello in cui il governo pone la questione di fiducia su singoli progetti di legge considerati decisivi per l’attuazione del programma.

Quando un governo pone la questione di fiducia su un disegno di legge lega il suo destino a quello del testo. Qualora il provvedimento non venga approvato l’esecutivo è costretto a dimettersi. Vai a "Che cosa sono i voti di fiducia"

Questa fattispecie però non è prevista dalla costituzione ed è normata esclusivamente dai regolamenti di camera e senato. Per questo motivo è stata spesso oggetto di dibattito. Infatti se in passato il ricorso allo strumento era più raro e serviva per ricompattare la maggioranza in situazioni eccezionali, negli anni questo è avvenuto in maniera sempre più ricorrente. Con l’obiettivo velocizzare il dibattito parlamentare e assicurare l’approvazione dei disegni di legge così come definiti dall’esecutivo. Questa dinamica però limita notevolmente il ruolo del parlamento.

La questione di fiducia su singoli Ddl non è prevista dalla costituzione.

Quando il governo pone la fiducia infatti gli emendamenti presentati dai parlamentari decadono e l’unica possibilità di intervento è limitata alle dichiarazioni di voto. In alcuni casi può capitare che il governo presenti un unico maxi-emendamento per apportare correttivi al suo stesso testo. In questo caso è possibile che siano accolte anche alcune indicazioni arrivate da deputati e senatori. È quanto successo ad esempio nel caso del voto sulla legge di conversione del Dl 127/2021. Ma non si tratta di un passaggio da dare per scontato.

Le questioni di fiducia nella XVIII legislatura

Con il passaggio dal secondo governo Conte all’esecutivo guidato da Mario Draghi alcuni esponenti politici avevano auspicato il ritorno ad una maggiore dialettica tra governo e parlamento. Nei mesi più acuti dell’emergenza Covid, deputati e senatori hanno avuto infatti un ruolo marginale. In quest’ottica lo stesso presidente del consiglio si era impegnato a rinunciare allo strumento del decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) – molto utilizzato dal governo giallorosso durante l’emergenza – privilegiando quello del decreto legge (Dl). Ciò proprio con l’obiettivo di permettere un più ampio margine di intervento al parlamento.

Tale promessa in effetti è stata mantenuta. Infatti da febbraio ad oggi i decreti legge emanati dal governo sono stati ben 37. Come noto però, i Dl devono essere convertiti in legge entro 60 giorni. Se ciò non avviene le norme in essi contenute decadono. Questa dinamica ha comportato alcuni problemi. Il proliferare di questi decreti infatti ha determinato il fatto che non sempre camera e senato siano stati in grado di convertirli in tempo.

Per evitare che le norme in essi contenute perdessero di efficacia spesso queste sono state recuperate in decreti legge successivi. Una pratica scorretta, “tollerata” dal presidente della repubblica solo in virtù dello stato di emergenza.

7 i decreti legge decaduti (o abrogati) durante il governo Draghi poiché non convertiti in tempo dal parlamento.

Con l’obiettivo di convertire in tempo i decreti ma anche per rispettare le altre scadenze, su tutte quelle legate al Pnrr e al bilancio dello stato, negli ultimi mesi il governo ha iniziato a fare sempre più ricorso alla fiducia per blindare i provvedimenti più delicati. Se nei primi 5 mesi di governo infatti lo strumento era stato utilizzato pochissime volte, a partire da luglio si è registrata un’inversione di tendenza. Con un incremento che ha toccato l’apice proprio a novembre. Mese in cui tra camera e senato sono state poste 6 questioni di fiducia.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 3 Dicembre 2021)

Si tratta del secondo dato più alto della legislatura dopo quello del dicembre 2019 (governo Conte II), quando i voti di fiducia in un singolo mese furono 7.

L'aumento dell'incidenza delle questioni di fiducia

Sotto questo aspetto quindi l’operato del governo Draghi non differisce di molto in confronto a quello dei suoi predecessori. Analizzando i dati delle ultime 3 legislature però possiamo osservare come l’attuale esecutivo sia ancora agli ultimi posti. Infatti solo i governi Conte I (15) e Letta (10) hanno fatto un ricorso meno intenso allo strumento.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 3 Dicembre 2021)

Governo Draghi secondo per questioni di fiducia poste in media al mese.

Bisogna però tenere presente che gli esecutivi non hanno avuto tutti la stessa durata. Risulta complicato quindi fare un confronto considerando esclusivamente i valori assoluti. Un modo per confrontare le performance dei diversi governi quindi può essere quello di valutare il numero di questioni di fiducia poste in media ogni mese. In base a questo indicatore possiamo osservare come l’attuale esecutivo si trovi al secondo posto con una media di 2,8 voti di fiducia al mese.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 3 Dicembre 2021)

Solo il governo Monti (3 fiduce al mese) riporta un valore superiore. Seguono gli esecutivi Conte II (2,25), Gentiloni (2,13) e Renzi (2). Da notare però che se prendiamo in considerazione i dati relativi esclusivamente agli ultimi 5 mesi, i valori del governo Draghi aumentano notevolmente. Tra luglio e novembre infatti i voti di fiducia sono stati in totale 22, per una media di 4,4 al mese.

4,4 i voti di fiducia al mese di media nel periodo luglio-novembre 2021.

Un ulteriore elemento interessante è che ai primi due posti di questa particolare classifica troviamo i due governi "tecnici" che sono stati chiamati a guidare l'Italia negli ultimi anni. E anche il governo Monti, così come l'attuale, era sostenuto da una grande coalizione.

I provvedimenti "blindati"

L’ampia maggioranza che sostiene l’esecutivo può essere un elemento che contribuisce a rendere più agevole l’attuazione del programma, come abbiamo visto in questo articolo. Tuttavia la coesistenza di schieramenti politici con valori diversi e obiettivi contrapposti non è sempre semplice e in alcuni casi può portare anche al blocco dell'iter legislativo. È quanto successo ad esempio nel caso delle riforme dei processi civile e penale (previste dal Pnrr peraltro) che hanno scatenato reazioni contrastanti.

Il ricorso alla fiducia dovrebbe avvenire in situazioni eccezionali, invece è diventato uno strumento ordinario.

Per questo motivo il governo Draghi si è ritrovato in più di un’occasione a dover “blindare” i provvedimenti, ponendo la questione di fiducia sia alla camera che al senato. Questa circostanza, come emerge anche dalla tabella in fondo all'articolo, si è già verificata in 10 occasioni. Tra i provvedimenti più recenti approvati con doppia fiducia troviamo la conversione del decreto legge 132/2021 che introduce, tra le altre cose, modifiche alle norme in tema di intercettazioni a fini di indagini penali. Un altro decreto legge convertito con con questa modalità è il 127/2021 che ha esteso l’obbligo di green pass a tutte le categorie professionali, sia del settore pubblico che di quello privato. Blindata anche la legge delega sulla riforma del processo civile che dopo essere stata approvata con voto di fiducia al senato lo scorso 21 settembre ha avuto la stessa sorte anche alla camera.

Analizzando i dati delle ultime 2 legislature possiamo osservare che l’attuale esecutivo ha già superato, sotto questo aspetto, il primo governo Conte (4 provvedimenti approvati con doppio voto di fiducia) e Letta (1) e si sta avvicinando ai valori registrati durante gli esecutivi Gentiloni (11) e Conte II (15). Ancora lontano invece il governo Renzi con 22 provvedimenti blindati.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 3 Dicembre 2021)

Si deve però tenere presente che questi governi non godevano di una maggioranza tanto ampia quanto quella su cui può fare affidamento l’attuale esecutivo.

 

I voti di fiducia durante il governo Draghi

Data del votoRamoProvvedimentoFavorevoliContrariAstenuti
25/02/2021SenatoDecreto milleproroge222237
10/03/2021SenatoDecreto riorganizzazione Coni214324
27/04/2021CameraDecreto rinvio elezioni458520
06/06/2021SenatoDecreto sostegni207285
18/05/2021CameraDecreto sostegni472492
09/06/2021CameraDecreto riaperture466471
14/07/2021CameraDecreto sostegni bis444510
22/07/2021SenatoDecreto sostegni bis213281
23/07/2021CameraDecreto semplificazioni e governance Pnrr350440
28/07/2021SenatoDecreto semplificazioni e governance Pnrr213330
02/08/2021SenatoLegge delega riforma del processo penale - Articolo 1462551
02/08/2021CameraLegge delega riforma del processo penale - Articolo 2458461
05/08/2021CameraDecreto assunzioni Pnrr386430
15/09/2021SenatoDecreto green pass e proroga stato di emergenza189322
21/09/2021CameraDecreto Covid scuola413481
21/09/2021SenatoLegge delega riforma del processo civile201300
22/09/2021SenatoLegge delega riforma del processo penale - Articolo 1208280
22/09/2021SenatoLegge delega riforma del processo penale - Articolo 2200270
23/09/2021SenatoDecreto Covid scuola189310
13/10/2021SenatoDecreto crisi d'impresa e giustizia207361
28/10/2021CameraDecreto infrastrutture e mobilità sostenibili371470
04/11/201SenatoConversione decreto infrastrutture e mobilità sostenibili190340
10/11/2021CameraDecreto giustizia e proroghe446530
10/11/2021SenatoDecreto green pass in ambito lavorativo199380
16/11/2021CameraDecreto green pass in ambito lavorativo543420
17/11/2021SenatoDecreto giustizia e proroghe210300
24/11/2021CameraDelega riforma del processo civile443391

 

foto credits: palazzo Chigi - Licenza

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