Il ritorno della questione di fiducia Il rapporto tra governo e parlamento

Nonostante l’ampia maggioranza che lo sostiene, il governo Draghi nelle ultime settimane ha iniziato a fare ampio ricorso alla fiducia. Un indicatore delle divisioni che caratterizzano i partiti al governo.

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L’avvento del governo Draghi era stato valutato positivamente da molti analisti e anche da una parte degli addetti ai lavori. Tra gli effetti positivi dell’arrivo a palazzo Chigi dell’ex presidente della banca centrale europea in molti avevano auspicato anche il ritorno a una maggiore dialettica con il parlamento.

Lo scarso coinvolgimento delle camere, in particolare nella gestione della prima fase dell’emergenza Covid-19, era stata infatti una delle critiche principali mosse al governo Conte II. Sotto questo aspetto Draghi si era impegnato a rinunciare allo strumento del decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) privilegiando quello del decreto legge. Ciò proprio con l’obiettivo di garantire un maggiore potere di intervento a deputati e senatori.

In questo quadro si inserisce però anche un altro aspetto, quello delle questioni di fiducia. Come noto infatti il governo può legare il proprio destino all’approvazione di un provvedimento. In questo modo gli emendamenti eventualmente presentati dai parlamentari sono preclusi e l’unica possibilità di intervento si riduce al dibattito in aula.

Quando un governo pone la questione di fiducia su un disegno di legge, lega il suo destino a quello del testo. Qualora il provvedimento non venga approvato l’esecutivo è tenuto a dimettersi. Vai a "Che cosa sono i voti di fiducia"

Il governo Draghi e la questione di fiducia

L’ampia maggioranza che sostiene il governo (di cui abbiamo parlato in questo articolo) poteva indurre a pensare che il ricorso a tale strumento non fosse necessario per far approvare i provvedimenti. Ed in effetti per i primi mesi dall’insediamento è stato così. Nelle ultime settimane tuttavia il ricorso alla fiducia da parte dell’esecutivo si è intensificato. Sia a luglio che a settembre 2021 si sono tenuti 5 voti di fiducia. Ed anche nel mese di agosto, nonostante la pausa estiva, i voti di questo tipo sono stati 2.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 5 Ottobre 2021)

20 le questioni di fiducia poste dal governo Draghi.

In circa 8 mesi quindi l’attuale esecutivo ha fatto ricorso allo strumento in 20 occasioni. Tale dato pone il governo Draghi al secondo posto per numero medio di questioni di fiducia poste al mese a partire dal momento del suo ingresso in carica, superato solo dall’esecutivo guidato da Mario Monti. Dati che evidenziano le difficoltà del governo nel far coesistere una maggioranza tanto ampia quanto eterogenea.

Le questioni di fiducia nella XVIII legislatura

La questione di fiducia posta su singoli provvedimenti è una prassi che nasceva per ricompattare la maggioranza in situazioni eccezionali, ma negli ultimi anni è stata utilizzata sempre più spesso con il fine di velocizzare il dibattito e assicurare l’approvazione di proposte molto discusse.

Sotto questo aspetto il governo Draghi non fa eccezione. In molte occasioni infatti il governo è stato costretto a porre la fiducia per evitare che i decreti legge emanati per far fronte all'emergenza coronavirus decadessero. In altri casi invece si è trattato di blindare provvedimenti particolarmente delicati.

Se però si analizzano i numeri assoluti dei governi delle ultime 3 legislature possiamo osservare come il dato dell'attuale esecutivo non risulti particolarmente elevato. Infatti solo i governi Conte I e Letta hanno posto un numero inferiore di fiducie.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 5 Ottobre 2021)

Governo Draghi secondo per questioni di fiducia poste in media al mese.

Bisogna però tenere presente che gli esecutivi non hanno avuto tutti la stessa durata. Risulta complicato quindi fare un confronto sull’uso più o meno massiccio della fiducia considerando esclusivamente i valori assoluti. Un modo per confrontare le performance dei diversi esecutivi quindi può essere quello di valutare il numero di questioni di fiducia poste in media ogni mese. In base a questo indicatore possiamo osservare come l’attuale esecutivo si trovi al secondo posto con una media di 2,5 voti di fiducia posti ogni mese.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 5 Ottobre 2021)

Solo il governo Monti con 3 voti di fiducia al mese riporta un valore superiore. Seguono gli esecutivi Conte II (2,25 fiducie al mese), Gentiloni (2,13) e Renzi (2). Per quanto il governo Draghi sia in carica da pochi mesi quindi il ricorso alla fiducia è stato comunque piuttosto frequente. Da notare che ai primi due posti di questa particolare classifica troviamo i due governi "tecnici" che sono stati chiamati a guidare l'Italia negli ultimi anni. E anche il governo Monti, così come l'attuale, era sostenuto da una grande coalizione.

I provvedimenti "blindati"

La necessità di velocizzare l’iter di approvazione dei Ddl è certamente una delle criticità maggiori che può spingere l’esecutivo a fare ricorso alla fiducia. È il caso ad esempio della serie di riforme contenute nel piano nazionale di ripresa e resilienza. Piano che prevede una rigida tabella di marcia con il rischio, in caso di mancato rispetto delle tempistiche, di perdere i fondi europei destinati al nostro paese.

Non si tratta però dell’unica variabile da considerare. Spesso infatti i contenuti di alcuni provvedimenti possono portare a spaccature all’interno della maggioranza. La coesistenza di schieramenti politici con valori e obiettivi opposti infatti non è sempre semplice e può portare anche al blocco dell'iter legislativo di un provvedimento. È il caso ad esempio delle riforme dei processi civile e penale (riforme previste dal Pnrr peraltro) che hanno scatenato reazioni contrastanti da parte delle forze politiche al governo.

Il ricorso alla fiducia dovrebbe avvenire in situazioni eccezionali, invece è diventato uno strumento di uso comune.

Per questo motivo il governo Draghi si è ritrovato in più di un’occasione a dover “blindare” i provvedimenti, ponendo la questione di fiducia sia alla camera che al senato. Questa circostanza, come emerge anche dalla tabella, si è già verificata in 6 occasioni. I provvedimenti più recenti approvati con doppia fiducia sono la legge delega per la riforma del processo penale e la conversione del decreto legge Covid-scuola. Misure che, per motivi diversi, erano particolarmente delicate e su cui il governo non poteva permettersi passi falsi.

 

I voti di fiducia durante il governo Draghi

Data del votoRamoProvvedimentoFavorevoliContrariAstenuti
25/02/2021SenatoDecreto milleproroge222237
10/03/2021SenatoDecreto riorganizzazione Coni214324
27/04/2021CameraDecreto rinvio elezioni458520
06/06/2021SenatoDecreto sostegni207285
18/05/2021CameraDecreto sostegni472492
09/06/2021CameraDecreto riaperture466471
14/07/2021CameraDecreto sostegni bis444510
22/07/2021SenatoDecreto sostegni bis213281
23/07/2021CameraDecreto semplificazioni e governance Pnrr350440
28/07/2021SenatoDecreto semplificazioni e governance Pnrr213330
02/08/2021SenatoLegge delega riforma del processo penale - Articolo 1462551
02/08/2021CameraLegge delega riforma del processo penale - Articolo 2458461
05/08/2021CameraDecreto assunzioni Pnrr386430
15/09/2021SenatoDecreto green pass e proroga stato di emergenza189322
21/09/2021CameraDecreto Covid scuola413481
21/09/2021SenatoLegge delega riforma del processo civile201300
22/09/2021SenatoLegge delega riforma del processo penale - Articolo 1208280
22/09/2021SenatoLegge delega riforma del processo penale - Articolo 2200270
23/09/2021SenatoDecreto Covid scuola189310
13/10/2021SenatoDecreto crisi d'impresa e giustizia207361
28/10/2021CameraDecreto infrastrutture e mobilità sostenibili371470
04/11/201SenatoConversione decreto infrastrutture e mobilità sostenibili190340
10/11/2021CameraDecreto giustizia e proroghe446530
10/11/2021SenatoDecreto green pass in ambito lavorativo199380
16/11/2021CameraDecreto green pass in ambito lavorativo543420
17/11/2021SenatoDecreto giustizia e proroghe210300
24/11/2021CameraDelega riforma del processo civile443391

 

Analizzando i dati delle ultime 2 legislature possiamo osservare che l’attuale esecutivo ha già superato, sotto questo aspetto, il primo governo Conte (4 provvedimenti approvati con doppio voto di fiducia) e Letta (1) ma è ancora lontano dai valori registrati durante gli esecutivi Renzi (22) e Conte II (15). Dobbiamo ricordare però che questi due governi non godevano di una maggioranza tanto ampia quanto quella su cui può fare affidamento l’esecutivo Draghi.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 5 Ottobre 2021)

Un altro elemento da tenere presente riguarda il fatto che i Ddl approvati con doppio voto di fiducia rappresentano circa un terzo dei provvedimenti di iniziativa governativa approvati dal parlamento dall’insediamento dell’attuale esecutivo.

6 su 18 i provvedimenti del governo Draghi approvati con doppio voto di fiducia.

Un ultimo elemento interessante da segnalare riguarda la citata legge delega relativa alla riforma del processo penale. In questo caso infatti il governo ha posto la fiducia su entrambi gli articoli di cui si compone il testo e ciò è avvenuto sia alla camera che al senato. Tale disegno di legge detiene quindi l’insolito primato di essere stato sottoposto a 4 distinti voti di fiducia. Un’ulteriore indicazione di quanto questo tema abbia spaccato la maggioranza.

Foto credit: palazzo Chigi - licenza

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