Perché è importante il monitoraggio sullo stato di avanzamento del Pnrr La relazione in consiglio dei ministri

Secondo un recente report solo 13 dei 52 obiettivi previsti per il 2021 sono già stati raggiunti. Un dato che conferma quanto monitoraggio e trasparenza siano fattori fondamentali per la buona riuscita del piano.

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Lo scorso 13 agosto la commissione europea ha autorizzato l’erogazione di un prefinanziamento dei fondi destinati all’Italia nell’ambito del Next generation Eu (Ngeu). Si tratta di una cifra pari a 24,9 miliardi di euro. Circa il 13% dell’importo totale delle risorse assegnate al nostro paese.

L’erogazione delle tranche di fondi successive da parte di Bruxelles sarà subordinata alla realizzazione degli investimenti e delle riforme previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Il Pnrr è il documento che il governo italiano ha predisposto per illustrare come intende gestire i fondi di Next generation Eu. Al suo interno sono previsti anche specifici target temporali intermedi da raggiungere. Vai a "Cos’è il Pnrr, piano nazionale ripresa e resilienza"

Ma qual è attualmente lo stato dell’arte? Nel corso del consiglio dei ministri tenutosi lo scorso 23 settembre il ministro dell’economia Daniele Franco e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli hanno presentato una prima relazione sullo stato di attuazione del Pnrr. Il documento presenta un monitoraggio di tutte le misure contenute nel piano che prevedono il raggiungimento di una milestone (traguardo) o un target (obiettivo) entro il 31 dicembre.

L’allegato finale elenca 52 misure di questo tipo – anche se nella relazione si parla di 51 misure – suddivise tra riforme (27) e investimenti (25). Alla data del 22 settembre complessivamente le misure già realizzate erano 13 mentre per le altre l’iter risultava ancora in fase di esecuzione. A queste si deve aggiungere la riforma del processo penale che è in attesa di promulgazione.

25% gli interventi portati a termine tra gli obiettivi del Pnrr da realizzare entro la fine dell’anno.

A circa 3 mesi dalla fine dell’anno dunque appena un quarto degli obiettivi fissati per il 2021 è già stato conseguito. Anche per questo motivo il governo chiederà a tutte le strutture coinvolte un preciso piano di adozione delle riforme e di compiuta realizzazione degli interventi da attuare entro il 31 dicembre. In questo quadro il monitoraggio e la trasparenza assumono un ruolo fondamentale per la riuscita del piano italiano.

Monitoraggio e controllo, il quadro normativo

Come detto il rispetto delle tempistiche nell’esecuzione del Pnrr è fondamentale. Le risorse del Ngeu infatti saranno erogate in 10 tranche successive a cui ogni paese potrà accedere solo al raggiungimento degli obiettivi intermedi previsti. Target e milestone per ogni investimento o riforma sono indicati negli allegati alla decisione del consiglio europeo con cui è stato autorizzato il piano italiano.

Ma a chi spetta il compito del controllo sul rispetto dei tempi? Il decreto legge 77/2021 ha creato una serie di strutture ad hoc volte alla gestione e al coordinamento dei progetti contenuti nel Pnrr. Tra questi vi è anche un ente detto servizio centrale per il Pnrr. Tale organo, istituito presso la ragioneria generale dello stato, ha anche il compito di monitorare lo stato di avanzamento dei progetti.

Cabina di regia e servizio centrale sul Pnrr svolgono anche funzioni di monitoraggio.

Il decreto citato ha istituito anche una cabina di regia guidata dal presidente del consiglio e composta da ministri e sottosegretari di volta in volta competenti per le materie affrontate in ciascuna seduta. Quest’organo ha anche il compito, tra gli altri, di trasmettere al parlamento una relazione semestrale sullo stato di avanzamento del Pnrr. Oltre a ciò la cabina di regia ha il compito di fornire ogni elemento utile a valutare lo stato di avanzamento degli interventi, il loro impatto e l’efficacia rispetto agli obiettivi perseguiti.

Grazie al lavoro di questi due soggetti è stato possibile fare un primo punto della situazione sullo stato di avanzamento dei diversi progetti.

Il quadro sulle riforme

Per quanto riguarda le riforme, in base alla relazione presentata da Franco e Garofoli, 9 risultano già completate mentre per altre 18 è stato avviato il procedimento per l’approvazione. Il ministero più coinvolto in questa fase è quello delle infrastrutture e mobilità sostenibili chiamato a varare 5 provvedimenti di cui 2 già conseguiti. Seguono il ministero della pubblica amministrazione, quello della transizione ecologica e quello della giustizia con 3 riforme di competenza ciascuno. Da notare che i target e le milestone che devono essere raggiunti entro la fine dell’anno non riguardano esclusivamente la legislazione primaria (leggi o decreti legge) ma anche l’emenazione di altri atti come decreti attuativi e regolamenti.

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Settembre 2021)

Mentre quelle in capo al ministero per la Pa sono già state realizzate, nessuna delle 6 riforme assegnate al ministero della transizione ecologica e della giustizia sono ancora entrate in vigore.

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Settembre 2021)

Particolarmente significativi i progetti di riforma in capo al ministero guidato da Marta Cartabia. Entro la fine dell’anno infatti dovranno essere approvate le leggi delega per le riforme del processo civile e penale. La legge delega relativa al procedimento penale è stata approvata (con doppio voto di fiducia) dal parlamento ed è in corso di promulgazione. Relativamente al processo civile invece il Ddl è stato approvato dal senato e deve iniziare adesso l’iter alla camera.

8 gli interventi, tra riforme e investimenti, di competenza del Mite da realizzare entro la fine del 2021.

Per quanto riguarda le riforme già portate a compimento invece si può notare come queste siano tutte misure funzionali alla realizzazione dei progetti contenuti nel Pnrr.

Il quadro degli investimenti

Per quanto riguarda gli investimenti invece quelli già conseguiti sono 5 mentre per gli altri progetti sono state avviate le procedure per la realizzazione. Il ministero più coinvolto in questa fase è quello del turismo chiamato a varare 6 provvedimenti. Segue il ministero della transizione ecologica con 5.

In questo caso dobbiamo tenere presente che i traguardi da raggiungere non richiedono necessariamente la realizzazione dei progetti o l’allocazione delle risorse ma anche misure intermedie. Per esempio l’avvio di gare d’appalto o la pubblicazione di decreti attuativi che indichino la modalità di erogazione delle risorse stanziate.

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Settembre 2021)

Attualmente nessuna delle misure in capo al dicastero guidato da Massimo Garavaglia è ancora stata completata. Tra questi, le procedure per l’aggiudicazione degli appalti per la realizzazione del portale del turismo digitale e la definizione delle politiche di investimento per il fondo nazionale del turismo.

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Settembre 2021)

Per quanto riguarda gli interventi già realizzati invece da segnalare la proroga del superbonus al 110% per la ristrutturazione degli edifici.

L'importanza della trasparenza

L’Italia è il principale beneficiario del Next generation Eu e per questo motivo sarà costantemente sotto osservazione. Come sottolineato in un precedente approfondimento peraltro, il regolamento del Ngeu prevede anche uno strumento definito come “freno di emergenza”. Con tale strumento il consiglio europeo può decidere di bloccare l’erogazione delle risorse qualora fossero registrati gravi scostamenti dai target. Un’eventualità però che il nostro paese deve assolutamente evitare.

I progetti del Pnrr non coinvolgeranno solo i ministeri ma anche altri organi della pubblica amministrazione oltre agli enti locali. In questo quadro il rischio di ritardi o di infiltrazioni criminali è molto alto. Come affermato di recente anche dal presidente dell'autorità garante della concorrenza e del mercato Roberto Rustichelli.

Le incognite sull'attuazione del piano sono molte, a partire da un quadro normativo ipertrofico che fa da freno agli investimenti. Il rischio è che gli ingenti flussi di risorse previsti dal Pnrr non riescano a tradursi tempestivamente in opere pubbliche, quindi in investimenti e in infrastrutture.

Per questo motivo sarà fondamentale per il governo e gli altri soggetti coinvolti fare uno sforzo di trasparenza. In modo che sia possibile per cittadini e analisti svolgere un attento monitoraggio sullo stato di avanzamento dei vari progetti e segnalare eventuali criticità.

Foto credit: palazzo Chigi - licenza

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