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	<title>Hate speech Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 20 Dec 2022 10:55:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L’accoglienza dei minori migranti in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/laccoglienza-dei-minori-migranti-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=210277</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'anno che sta per finire si è assistito a un aumento nel numero di minori migranti nel nostro paese, in tanti casi anche non accompagnati. Bambini e ragazzi per la cui inclusione è cruciale il ruolo della scuola e di un sistema di accoglienza funzionante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/laccoglienza-dei-minori-migranti-in-italia/">L’accoglienza dei minori migranti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le molteplici crisi degli ultimi anni hanno portato ad <strong><a href="https://www.openpolis.it/aumenta-il-numero-di-profughi-e-sfollati-nel-mondo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumento delle migrazioni</a> nel mondo</strong>, secondo i <a href="https://www.unhcr.org/it/risorse/statistiche/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dati raccolti da Unhcr</a>, l&#8217;agenzia Onu che si occupa di rifugiati. Fughe spesso causate da persecuzioni, guerre, fame, violazioni dei diritti umani.</p>



<p>In molti casi <strong>colpendo direttamente la vita di bambini e ragazzi</strong>, costretti a fuggire con le proprie famiglie o anche da soli. È il caso dei minori stranieri non accompagnati (Msna), riconosciuti dalla legge del nostro paese come</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(&#8230;) [ogni] minorenne non avente cittadinanza italiana o dell&#8217;Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-04-21&amp;atto.codiceRedazionale=17G00062&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=&amp;tabID=0.19870046473147407&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank">- Legge 47/2017, art. 2</a>
									            </div>
        </section>
		



<p>Nonostante l&#8217;anno in corso non sia ancora finito, si può già rilevare un aumento netto nel loro numero, anche in <strong>conseguenza dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina</strong>. Si tratta di fenomeni in cui il ruolo del sistema di accoglienza è cruciale, in particolare nella capacità della scuola nel favorire l&#8217;accoglienza e l&#8217;inclusione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La crescita dei minori stranieri non accompagnati</h3>



<p>A partire dalla seconda metà del 2020, è tornato a crescere il numero di bambini e ragazzi stranieri che arrivano nel nostro paese senza accompagnamento. Una <strong>condizione che come evidente è di&nbsp;enorme vulnerabilità</strong>, dal momento che tutte le difficoltà connesse con l&#8217;arrivo in un paese straniero si sommano all&#8217;assenza di una figura genitoriale o comunque di riferimento.</p>


<div id="20-032-i-minori-stranieri-non-accompagnati-nel-nostro-paese-al-30-novembre-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number"> 20.032 </span>i minori stranieri non accompagnati nel nostro paese al 30 novembre 2022.</p>
			        </section>
		



<p>Un <strong>aumento che nel corso di quest&#8217;anno ha raggiunto sempre nuovi picchi, mese dopo mese</strong>. A gennaio, in base ai dati raccolti dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, erano circa 11mila i minori stranieri non accompagnati nel nostro paese. Nel censimento del 30 novembre scorso sono saliti sopra quota 20mila.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-costante-dei-minori-stranieri-non-accompagnati-nel-2022/">La crescita costante dei minori stranieri non accompagnati nel 2022</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-costante-dei-minori-stranieri-non-accompagnati-nel-2022/">Numero di minori stranieri non accompagnati presenti in Italia (2015-2022)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_210335_tab3"><p>I dati si riferiscono, per ciascun mese, ai minori stranieri non accompagnati (Msna) presenti nel nostro paese nell’ultimo giorno dello stesso mese. Sono tratti dai report mensili del ministero del lavoro sui minori stranieri non accompagnati presenti in Italia.</p>
<p>In corrispondenza del cambio di anno, il decremento nel numero di Msna è spesso più significativo che nei restanti periodi. Ciò è in parte dovuto al fatto che per numerosi minori in attesa di identificazione formale viene registrata come data di nascita il primo giorno dell’anno. Pertanto i 17enni che risultano avere come data di nascita il 1° gennaio escono dalla base dati nel mese di gennaio, cioè al compimento formale della maggiore età.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 30 Novembre 2022)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-210335"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<div id="una-crescita-del-795-rispetto-allo-stesso-periodo-del-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+79,5% </span>i minori stranieri non accompagnati in Italia rispetto a novembre 2021.</p>
			        </section>
		



<p><strong>Un incremento su cui l'impatto dell'invasione dell'Ucraina è stato dirompente</strong>. Ancora a gennaio, prima dell'inizio del conflitto, la cittadinanza ucraina non compariva tra le 25 più presenti. Al 31 marzo, a poco più di un mese dall'inizio della guerra, erano oltre 1.400 i minori ucraini non accompagnati, facendone la terza nazionalità più frequente. Da aprile, come avevamo avuto modo di raccontare, sono <a href="https://www.openpolis.it/numeri/ad-aprile-i-bambini-ucraini-sono-diventati-la-prima-nazionalita-tra-i-minori-stranieri-non-accompagnati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diventati la prima nazionalità tra i Msna</a> (3.906 minori su 14mila totali).</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-i-bambini-ucraini-sono-diventati-la-prima-nazionalita-tra-i-minori-stranieri-non-accompagnati/">Nel 2022 i bambini ucraini sono diventati la prima nazionalità tra i minori stranieri non accompagnati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-i-bambini-ucraini-sono-diventati-la-prima-nazionalita-tra-i-minori-stranieri-non-accompagnati/">Andamento del numero di minori stanieri non accompagnati in Italia nel 2022</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 30 Novembre 2022)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-210339"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			



<p>Questo primato si è ulteriormente consolidato. Anche se negli ultimi mesi è stata netta anche la crescita anche dei Msna egiziani, la nazionalità più frequente rimane quella del paese dell'Europa orientale. <strong>Oggi sono più di cinquemila i minori stranieri non accompagnati di origine ucraina</strong>, su 20mila totali. Ovvero oltre 1 su 4 tra quelli presenti nel nostro paese. </p>


<div id="253-sono-bambini-e-ragazzi-ucraini-a-testimonianza-dellimpatto-della-guerra-sulla-vita-dei-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">25,3% </span>dei minori stranieri non accompagnati attualmente presenti in Italia sono di nazionalità ucraina.</p>
			        </section>
		



<h3 class="wp-block-heading">L'impatto della guerra sull'accoglienza e l'inclusione a scuola</h3>



<p>L'arrivo dei profughi dall'Ucraina ha posto la<strong> necessità di organizzare l'accoglienza e percorsi di inclusione.</strong>&nbsp;Specialmente per tanti bambini e ragazzi scappati dalla guerra, da soli o con le loro famiglie, arrivati in un paese nuovo senza sapere se e quando sarà possibile tornare nel proprio. Dovendo inserirsi in una nuova città, una nuova scuola, con nuovi compagni.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il&nbsp;numero di bambini e di giovani ucraini rifugiati&nbsp;varia molto fra i paesi presi in esame. Il numero più alto registrato a maggio 2022 è in Polonia (528.110), a seguire troviamo la Germania (circa 290.000), la Cechia (70.530) e poi&nbsp;Italia, Romania, Spagna e Slovacchia (fra 30.000 e 40.000).</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://eurydice.indire.it/supporto-ai-giovani-rifugiati-ucraini-nelle-scuole-e-nellistruzione-superiore-in-europa/" target="_blank">- Indire, Il supporto ai giovani rifugiati ucraini nelle scuole e nell'istruzione superiore in Europa</a>
									            </div>
        </section>
		


<div id="71-i-bambini-e-i-giovani-rifugiati-ucraini-iscritti-nelle-scuole-del-nostro-paese-nel-maggio-scorso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Numeri che hanno richiesto una risposta da parte dei diversi sistemi di accoglienza europei e anche delle istituzioni educative. <strong>Ciascun sistema scolastico Ue ha gestito l'emergenza in modo diverso</strong>. La maggior parte degli stati - tra cui il nostro - ha <strong>promosso l'integrazione nelle classi regolari</strong>, affiancata al supporto intensivo per l'apprendimento della lingua del paese ospitante. Con alterni successi anche in base al numero di minori accolti. L'Italia è uno dei paesi con la quota più elevata di bambini e giovani ucraini rifugiati iscritti nelle scuole: 27.323 sugli oltre 38mila presenti.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-71-dei-minori-ucraini-rifugiati-in-italia-sono-iscritti-a-scuola/">Il 71% dei minori ucraini rifugiati in Italia sono iscritti a scuola</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-71-dei-minori-ucraini-rifugiati-in-italia-sono-iscritti-a-scuola/">Percentuale di bambini e giovani ucraini rifugiati iscritti nelle scuole dei paesi Ue (maggio 2022)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurydice                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 14 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-210354"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			



<p>Polonia e Germania si fermano al di sotto del 40%. Ma sono anche i due paesi dell'Unione che a maggio scorso avevano accolto il maggior numero di giovani rifugiati. Rispettivamente oltre mezzo milione la prima e 290mila la seconda.</p>



<p>Un'altra scelta comune a molti sistemi educativi è stata offrire supporto per l'<strong>apprendimento a distanza, seguendo il curriculum ucraino</strong>. Generalmente assistendo scuole e studenti nell'accesso a piattaforme online messe a disposizione dal ministero dell’educazione di Kiev. In Italia e Germania è stato offerto supporto anche nell'apprendimento sincrono in videoconferenza, così da partecipare "in diretta" a lezioni ed esami finali.</p>



<p>Un altra scelta comune è stata il reclutamento di insegnanti ucraini o, come in Italia, mediatori linguistico-culturali. Mentre<strong> meno frequente nei paesi Ue è stata l'attenzione ai bisogni psicologici e sociali</strong>. Alcuni stati (tra cui la Germania) hanno esteso linee guida e raccomandazioni nazionali per promuovere il benessere emotivo degli alunni. In altri, tra cui il nostro e l'Irlanda, il materiale pedagogico è stato fornito direttamente dalle autorità educative.</p>



<p>Politiche e scelte emergenziali, dettate dall'arrivo della guerra nel continente europeo. Ma anche inserite nel quadro con cui ciascun paese - in via ordinaria - promuove l'inclusione di bambini e ragazzi migranti attraverso la scuola.</p>


<div id="la-scuola-ha-un-ruolo-centrale-come-motore-di-inclusione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo della scuola per l'accoglienza dei minori migranti</h3>



<p>Nell'integrazione dei minori con un background migratorio il contributo del sistema scolastico è centrale. Come messo bene in luce dalle analisi di <a href="https://eurydice.indire.it/pubblicazioni/integrazione-degli-studenti-provenienti-da-contesti-migratori-nelle-scuole-deuropa-politiche-e-misure-nazionali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eurydice</a>, <strong>la scuola è il primo e principale motore di inclusione</strong>, <strong>in quanto luogo di socialità e di apprendimento</strong>. La possibilità di accedere a un'istruzione equa e di qualità - cruciale per tutte le bambine e i bambini - è ancora più decisiva per chi ha un contesto migratorio alle spalle.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli studenti della scuola primaria che non parlano la lingua di istruzione a casa segnalano un minore senso di appartenenza e più frequenti esperienze di bullismo a scuola.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2019/10/Eurydice-42-X-WEB.pdf" target="_blank">- Eurydice, Integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori nelle scuole d'Europa: politiche e misure nazionali (2019)</a>
									            </div>
        </section>
		



<p>Aspetti che chiamano in causa non solo l'istruzione formale, ma la capacità di inclusione a tutto tondo. Rendendo necessario un <strong>approccio interculturale</strong> all'educazione, ovvero la possibilità di creare <strong>spazi di comprensione reciproca basati sul dialogo e la condivisione</strong>. In gran parte dei paesi europei l'educazione interculturale è declinata in una vera e propria materia (<a href="https://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2019/10/Eurydice-42-X-WEB.pdf#page=30" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eurydice, 2019</a>). In altri (come il nostro e la Svezia) è piuttosto un principio che deve essere alla base dell’intero curricolo.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13 su 42 </span>i sistemi educativi europei che promuovono l'utilizzo di mediatori interculturali. Tra cui quelli di Italia, Spagna e Germania.</p>
			        </section>
		



<p>Le strategie per l'inclusione a scuola del resto variano da paese a paese. In 10 sistemi educativi europei, tra cui il nostro e quello tedesco, le<strong> autorità di livello centrale hanno adottato un piano d'azione specifico per l'inclusione degli studenti migranti nel sistema di istruzione</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-4-paesi-ue-si-sono-dotati-di-una-duplice-strategia-per-linclusione-scolastica-degli-studenti-migranti/">Solo 4 paesi Ue si sono dotati di una duplice strategia per l&#8217;inclusione scolastica degli studenti migranti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-4-paesi-ue-si-sono-dotati-di-una-duplice-strategia-per-linclusione-scolastica-degli-studenti-migranti/">Tipo di strategia/piani d’azione per l'integrazione di bambini e giovani con contesto migratorio nelle scuole (a.s. 2017/18)</a></h3>
                                    </div>
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                    <div id="chart_210326_tab1" role="tab" aria-controls="chart_210326_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurydice                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 1 Gennaio 2019)
                                        </p>
                </div>
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                                          data-param-text="Solo 4 paesi Ue si sono dotati di una duplice strategia per l&#8217;inclusione scolastica degli studenti migranti - https://www.openpolis.it/numeri/solo-4-paesi-ue-si-sono-dotati-di-una-duplice-strategia-per-linclusione-scolastica-degli-studenti-migranti/"
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                            <p><label for="embed-chart-210326"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-210326" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			



<p>In più di due sistemi scolastici su 3 invece l'<strong>integrazione scolastica di bambini e ragazzi migranti è solo una delle tante dimensioni di una strategia più ampia</strong>, che può riguardare aspetti come l'accesso ai servizi pubblici, l'inserimento nel mercato del lavoro, la sistemazione abitativa, l'apprendimento della lingua.</p>



<p><strong>Solo una minoranza di paesi</strong>, tra cui Spagna, Portogallo, Slovenia, Finlandia e - fuori dall'Ue - Svizzera, <strong>si è dotata di entrambe le strategie</strong>. Ovvero un piano strategico complessivo, che riguarda vari aspetti tra cui l'istruzione, accompagnato da un piano specifico per l'accoglienza dei minori nelle scuole. Altri sistemi al contrario non hanno nessun piano specifico per l'integrazione scolastica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un investimento culturale sull'inclusione</h3>



<p>In questo senso un ruolo centrale dell'integrazione è svolto dall'apprendimento della lingua. Questo per il nostro paese sembra essere un punto ancora più importante e critico, data la <strong>maggiore tendenza degli alunni che non la parlano a casa nel subire esperienze di <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/quanto-sono-frequenti-bullismo-e-cyberbullismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bullismo</a></strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Se si esaminano le esperienze di bullismo degli studenti, quelli che non parlano la lingua di istruzione a casa indicano di essere maggiormente bullizzati rispetto a coloro che la parlano, in particolare in Ungheria, Portogallo, Lituania, Cechia, Lettonia e Italia. (...) A Malta, nei Paesi Bassi e in Italia, coloro che parlano la lingua di istruzione a casa si sentono molto meglio a scuola di quelli che non la parlano.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2019/10/Eurydice-42-X-WEB.pdf" target="_blank">- Eurydice, Integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori nelle scuole d'Europa: politiche e misure nazionali (2019)</a>
									            </div>
        </section>
		



<p>Un aspetto che fa capire quanto l'inclusione passi anche da una <strong>maggiore apertura e da un investimento culturale sul valore del dialogo e della conoscenza reciproca</strong>. In questo, accanto alla mediazione culturale, anche il sostegno psico-sociale può essere un importante fattore di inclusione. Uno strumento che, nel nostro come in altri sistemi educativi, è però indicato solo per i minori non accompagnati, almeno <a href="https://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2019/10/Eurydice-42-X-WEB.pdf#page=184" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stando alla lettera dei documenti ufficiali</a>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In Francia, Italia e Regno Unito (Inghilterra), i servizi sono destinati esclusivamente ai minori non accompagnati.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2019/10/Eurydice-42-X-WEB.pdf#page=34" target="_blank">- Eurydice, Integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori nelle scuole d'Europa: politiche e misure nazionali (2019)</a>
									            </div>
        </section>
		



<p>Si tratta di bambini e ragazzi che in ragione di una<strong> situazione particolarmente drammatica necessitano di ancora più tutele.</strong> Allo stesso tempo, è essenziale non trascurare il diritto all'inclusione di tutti i minori migranti, sia a scuola che nella vita quotidiana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Msna_2022_agg_30_novembre/Msna_2022_agg_novembre.xls" target="_blank" rel="noopener">Minori stranieri non accompagnati</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati utilizzati sui minori stranieri non accompagnati sono di fonte ministero del lavoro e delle politiche sociali.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/worldbank/4866238051/in/album-72157601441433631/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">World Bank (Flickr)</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/laccoglienza-dei-minori-migranti-in-italia/">L’accoglienza dei minori migranti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dopo un&#8217;estate di propaganda i numeri sui migranti non parlano di emergenza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/dopo-unestate-di-propaganda-i-numeri-sui-migranti-non-parlano-di-emergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 13:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=205891</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come ogni anno durante l'estate aumenta il numero di sbarchi sulle coste italiane. Un fenomeno strutturale che troppo spesso viene affrontato in maniera demagogica, in particolare in fase di campagna elettorale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dopo-unestate-di-propaganda-i-numeri-sui-migranti-non-parlano-di-emergenza/">Dopo un&#8217;estate di propaganda i numeri sui migranti non parlano di emergenza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Complice la campagna elettorale,<strong> la retorica dell&#8217;emergenza immigrazione ha caratterizzato anche questa estate</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-205964" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-05-alle-17.02.20.png" alt="" width="593" height="187" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-05-alle-17.02.20.png 593w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-05-alle-17.02.20-414x131.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-05-alle-17.02.20-350x110.png 350w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></p>
<p>Eppure guardando solo pochi anni indietro appare evidente come <strong>i numeri attuali siano tutt&#8217;altro che emergenziali.</strong></p>
<p><strong>Certo i problemi continuano a esistere</strong>, uno tra tanti ad esempio il perenne sovraffollamento dell&#8217;hotspot di Lampedusa. Da un certo punto di vista dunque il fatto che l&#8217;immigrazione sia a tutti gli effetti un fenomeno ordinario rende queste criticità ancora più gravi. Allo stesso tempo però d<strong>escrivere l&#8217;Italia come un paese che sta affrontando un&#8217;emergenza migratoria non è né utile né realistico.</strong></p>
<h3>Gli sbarchi tra gennaio e agosto</h3>
<p>Tra 2016 e 2017 quasi il 70% dei richiedenti asilo sono sbarcati in Italia nei primi 8 mesi dell&#8217;anno. Concluso l&#8217;agosto dunque è possibile farsi un&#8217;idea piuttosto concreta sull&#8217;andamento dei flussi migratori.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">57.168 </span>persone sbarcate sulle coste italiane dal 1 gennaio al 31 agosto 2022.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Come da più parti viene fatto notare in effetti questi numeri sono in aumento rispetto agli scorsi anni. Tuttavia in particolare tra 2018 e 2020 il numero di arrivi ha raggiunto il minimo storico. Per questo <strong>la crescita attuale può apparire molto più consistente di quanto effettivamente non sia</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-sbarchi-di-richiedenti-asilo-e-rifugiati-alla-fine-di-agosto/">Gli sbarchi di richiedenti asilo e rifugiati alla fine di agosto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-sbarchi-di-richiedenti-asilo-e-rifugiati-alla-fine-di-agosto/">Numero di richiedenti asilo sbarcati sulle coste italiane dal 1 gennaio al 31 agosto di ogni annualità considerata (2016-2022)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 5 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/gli-sbarchi-di-richiedenti-asilo-e-rifugiati-alla-fine-di-agosto.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="gli-sbarchi-di-richiedenti-asilo-e-rifugiati-alla-fine-di-agosto"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-205898"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-205898" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Rispetto al 2016 infatti al 31 agosto sono sbarcate nei porti italiani meno della metà delle persone e in un contesto completamente diverso</strong>. Nel 2016 forse il termine "emergenza" poteva avere un senso, rispetto al livello d'impreparazione dimostrato dall'Italia nella gestione di quel volume di arrivi. Ma <strong>dopo 6 anni e molte misure che sono intervenute sulla materia, queste cifre non hanno motivo di destare preoccupazione.</strong></p>
<h3>Richieste di asilo e presenze nei centri di accoglienza</h3>
<p><strong>Peraltro è importante tenere presente che i dati relativi agli ingressi diffusi dal ministero dell'interno si riferiscono solo agli sbarchi</strong>, escludendo chiunque chi arrivi in modo diverso, ad esempio attraverso la <a href="https://www.openpolis.it/i-muri-e-le-violenze-sulla-rotta-balcanica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rotta balcanica</a>, ma non solo. Si pensi agli ucraini fuggiti dal conflitto oppure agli afghani arrivati in Italia in aereo durante il ritiro della coalizione occidentale dal paese centro asiatico.</p>
<p>Se si guarda ai dati sulle richieste di asilo in effetti emerge anche in questo caso un calo consistente tra 2017 e 2019. Tuttavia <strong>nel biennio di maggiore calo degli sbarchi (2018-2019) il dato sulle richieste di asilo è sempre rimasto considerevolmente più alto.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sbarchi-e-richieste-di-asilo-negli-ultimi-5-anni/">Sbarchi e richieste di asilo negli ultimi 5 anni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sbarchi-e-richieste-di-asilo-negli-ultimi-5-anni/">Il numero di persone sbarcate e le richieste di asilo presentate nel corso di ogni anno tra 2017 e 2021</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 5 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-205911"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-205911" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Certo non ci si può aspettare che questi due dati siano identici per diverse ragioni, in molti casi di natura burocratica. Ragioni che peraltro sono impossibili da ricostruire in maniera dettagliata vista l'assenza di informazioni ufficiali a riguardo. <strong>Tuttavia sembra evidente che parte di questa discrepanza sia legata anche agli arrivi via terra. D'altronde è proprio dal 2018 che i numeri della <a href="https://data.unhcr.org/en/search?sv_id=41&amp;geo_id=0&amp;type%5B0%5D=document&amp;sector_json=%7B%220%22:%20%220%22%7D&amp;sector=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rotta balcanica</a> sono tornati a crescere.</strong></p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>La Rotta balcanica 5 anni dopo.</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.cespi.it/it/ricerche/la-rotta-balcanica-5-anni-dopo" target="_blank" rel="noopener">Leggi</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<h3>I numeri dell'accoglienza</h3>
<p><strong>I dati sugli arrivi e le richieste di asilo insomma ci raccontano di un fenomeno a tutti gli effetti ordinario, che varia nelle dimensioni di anno in anno e che anche per questo necessita di un sistema di accoglienza flessibile.</strong> Capace cioè di rispondere alle necessità che si presentano di volta in volta.</p>
<p>Guardando ai dati da questo punto di vista poi appare del tutto evidente che le presenze nel circuito dell'accoglienza sono sì cresciute, ma non in maniera così rilevante.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">98.740 </span>gli ospiti di centri di accoglienza al 31 agosto 2022. A fine 2017 erano 183.681.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-presenze-nei-centri-di-accoglienza-tra-2017-e-2022/">Le presenze nei centri di accoglienza tra 2017 e 2022</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-presenze-nei-centri-di-accoglienza-tra-2017-e-2022/">Il numero di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale presenti al 31 dicembre di ciascun anno nei diversi tipi di centri di accoglienza</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a> e <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener">Centri d'Italia</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 5 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-205935"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-205935" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-presenze-nei-centri-di-accoglienza-tra-2017-e-2022/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Si tenga presente peraltro che <strong>i dati riportati riguardano le presenze nei centri. </strong>Guardando invece alla capienza per gli anni 2019 e 2020 (gli ultimi su cui, ad oggi, sono disponibili dati di dettaglio su <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Centri d'Italia</a>) emerge che in entrambi i casi i<strong> posti disponibili nel sistema superavano le 100mila unità</strong>. Si può affermare dunque che <strong>se anche l'aumento che si sta registrano nel corso del 2022 si fosse verificato da un momento all'altro negli scorsi anni, il sistema sarebbe stato in grado di assorbirlo.</strong></p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo-414x130.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<p>Con questo non si intende certamente dire che il sistema di accoglienza sia perfetto, tutt'altro. <strong>Negli anni infatti abbiamo spesso criticato questo modello evidenziandone limiti e criticità. Allo stesso tempo però un fenomeno ordinario, come questo, non dovrebbe essere affrontato attraverso una comunicazione emotiva e propagandistica.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto:</strong> Mediterranea saving humans (<a href="https://www.facebook.com/Mediterranearescue/photos/1063076700980220">Facebook</a>)</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
<amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Banner-Hate-Speech.png" alt="" class="my-20 d-lg-block d-none"  layout="fixed"  width="488" height="58"></amp-img></p>
</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dopo-unestate-di-propaganda-i-numeri-sui-migranti-non-parlano-di-emergenza/">Dopo un&#8217;estate di propaganda i numeri sui migranti non parlano di emergenza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I muri e le violenze sulla rotta balcanica</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-muri-e-le-violenze-sulla-rotta-balcanica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 13:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=204813</guid>

					<description><![CDATA[<p>La rotta balcanica, che giunge ai confini sud-orientali dell’Ue, è uno dei principali percorsi migratori per le persone che cercano di raggiungere l'Europa via terra. È però anche uno dei più pericolosi, teatro di sistematici abusi dei diritti umani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-muri-e-le-violenze-sulla-rotta-balcanica/">I muri e le violenze sulla rotta balcanica</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La rotta balcanica esiste da decenni, ma negli ultimi anni è stata oggetto di particolare attenzione, dati i <strong>numerosi episodi di violenza</strong> che l&#8217;hanno caratterizzata. Nonostante i numeri degli arrivi e dei transiti siano diminuiti, sono aumentati i tentativi individuali di attraversamento, considerati &#8220;illegali&#8221; e duramente repressi. Un trattamento profondamente diverso da quello che è stato garantito ai molti profughi ucraini che hanno attraversato gli stessi confini e che sembra confermare un punto di vista condiviso da molti, ovvero che esistono &#8220;profughi veri&#8221; e &#8220;profughi finti&#8221;.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-teorema-dei-profughi-finti-e-i-profughi-veri-alimentato-dai-discorsi-dodio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento<br><strong>Il teorema dei “profughi finti e i profughi veri” alimentato dai discorsi d’odio</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>La rotta balcanica</h3>
<p>Si tratta di un percorso variabile che <strong>dalla Turchia e dalla Grecia giunge fino ai confini orientali dell&#8217;Unione europea</strong>. Viene percorsa da molte persone provenienti da paesi instabili del medio oriente (come la Siria e l&#8217;Iraq) e dell&#8217;Asia centrale (tra cui l&#8217;Afghanistan), ma anche da molti migranti dall&#8217;Africa settentrionale (che passano dal Sinai per poi risalire) e dall&#8217;Asia meridionale, soprattutto dal Pakistan, dal Bangladesh e dall&#8217;India.</p>
<p>La rotta collega questi paesi con quelli che costituiscono l&#8217;estremo margine dell&#8217;Ue, come <strong>Croazia, Ungheria, Romania e Bulgaria</strong>. Dei punti di transito fondamentali per entrare nell&#8217;Unione. L&#8217;obiettivo finale del percorso sono solitamente gli stati dell&#8217;Europa nord-occidentale e in particolare la <strong>Germania</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6.489 </span>le presenze registrate nel sistema di accoglienza a Trieste (2021), secondo i dati del <a href="https://www.icsufficiorifugiati.org/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">consorzio italiano di solidarietà</a> (Ics).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Mentre per quanto riguarda i nuovi ingressi, nel 2021 sono stati 4.829.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-40-dei-migranti-che-arriva-dalla-rotta-balcanica-e-pakistano/">Il 40% dei migranti che arriva dalla rotta balcanica è pakistano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-40-dei-migranti-che-arriva-dalla-rotta-balcanica-e-pakistano/">Le principali nazionalità per numero di presenze a Trieste (2021)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_204810_tab1" role="tab" aria-controls="chart_204810_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-40-dei-migranti-che-arriva-dalla-rotta-balcanica-e-pakistano/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="682" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="682" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/il-40-dei-migranti-che-arriva-dalla-rotta-balcanica-e-pakistano-1.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-40-dei-migranti-che-arriva-dalla-rotta-balcanica-e-pakistano/">Il 40% dei migranti che arriva dalla rotta balcanica è pakistano - Le principali nazionalità per numero di presenze a Trieste (2021)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_204810_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_204810_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_204810_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_204810_tab3"><p>I dati sono aggiornati al 31 dicembre 2021 e sono riferiti alle presenze di migranti registrate nel sistema di accoglienza della città di Trieste, principale punto di arrivo della rotta balcanica. Sono incluse le 10 nazionalità più frequenti.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.icsufficiorifugiati.org/il-sistema-dellaccoglienza-di-trieste-report-statistico-2021/?fbclid=IwAR1O_oRy1GPOBMxW7ULPSupSQtWxet33ueWzd8AmGi1amfpJo57kargzPuA" target="_blank" rel="noopener">Ics</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 30 Agosto 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/il-40-dei-migranti-che-arriva-dalla-rotta-balcanica-e-pakistano-1.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-204810"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-204810" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;682&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-40-dei-migranti-che-arriva-dalla-rotta-balcanica-e-pakistano/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra le persone che arrivano in Italia via terra, i <strong>pakistani</strong> sono la nazionalità più rappresentata (2.576 persone, ovvero il 39,7% del totale). Seguono gli afghani (1.185). Tra le altre nazionalità ricorrenti rientrano anche i bengalesi (782) e i nepalesi (406).</p>
<p>Questi dati, forniti dal consorzio italiano di solidarietà, attivo in Friuli-Venezia Giulia, sono gli unici sugli arrivi via terra. Sono <strong>riferiti soltanto alle persone coinvolte nel sistema di accoglienza</strong> e quindi escludono tutte le persone che non vengono intercettate e transitano altrove, ma sono i dati più vicini a quelli, mancanti, sugli arrivi.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il governo italiano non mette a disposizione dati sugli arrivi via terra.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Ad oggi infatti il governo italiano non mette a disposizione dati di questo genere. Il ministero dell'interno cura infatti un cruscotto statistico giornaliero sull'immigrazione che però conteggia solo gli arrivi via mare. Nemmeno l'<a href="https://data.unhcr.org/en/situations/mediterranean" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unhcr</a> dispone di questo tipo di dati per l'Italia, che invece esistono per gli arrivi via terra in Grecia e in Spagna. Considerando che gli attraversamenti via terra in Europa e in Italia stanno sensibilmente aumentando, <strong>questa mancanza di trasparenza da parte delle istituzioni impedisce un monitoraggio completo e indipendente del fenomeno, a svantaggio sia dei migranti che delle comunità ospitanti</strong>.</p>
<p>Sono poi disponibili i dati di <strong>Frontex</strong>, ovvero l'agenzia europea di guardia di frontiera e costiera, la quale registra i singoli tentativi commessi dai migranti per oltrepassare i confini.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+124,8% </span>i tentativi di attraversamento delle frontiere nella zona dei Balcani occidentali registrati da Frontex nel passaggio dal 2020 al 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sempre-piu-numerosi-i-tentativi-di-raggiungere-lue-via-terra/">Sempre più numerosi i tentativi di raggiungere l&#8217;Ue via terra</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sempre-piu-numerosi-i-tentativi-di-raggiungere-lue-via-terra/">Il numero di attraversamenti irregolari registrati da Frontex (2019-2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_204828_tab1" role="tab" aria-controls="chart_204828_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_204828_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_204828_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/sempre-piu-numerosi-i-tentativi-di-raggiungere-lue-via-terra/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/sempre-piu-numerosi-i-tentativi-di-raggiungere-lue-via-terra.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sempre-piu-numerosi-i-tentativi-di-raggiungere-lue-via-terra/">Sempre più numerosi i tentativi di raggiungere l&#8217;Ue via terra - Il numero di attraversamenti irregolari registrati da Frontex (2019-2022)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_204828_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_204828_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_204828_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_204828_tab3"><p>I dati sono pubblicati nella prima settimana di gennaio di ogni anno e sono riferiti all&#8217;anno precedente &#8211; ad eccezione del 2022, in cui sono compresi i primi 7 mesi (l&#8217;ultimo aggiornamento risale al 14 luglio). I dati del 2019 sono approssimativi (non viene indicata la cifra esatta), mentre non sono disponibili quelli degli anni precedenti, in quanto non veniva ancora riportata una &#8220;rotta balcanica&#8221; distinta dalle altre. Le cifre non indicano le persone che hanno tentato di oltrepassare il confine, ma i singoli tentativi: le due cose non si equivalgono, in quanto una stessa persona può aver tentato più volte, oppure può non essere intercettata.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://frontex.europa.eu/media-centre/news/news-release/" target="_blank" rel="noopener">Frontex</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 30 Agosto 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/sempre-piu-numerosi-i-tentativi-di-raggiungere-lue-via-terra.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="sempre-piu-numerosi-i-tentativi-di-raggiungere-lue-via-terra"></div>
						                        
	                                        </div>
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-204828"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-204828" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Dal 2019 ad oggi il numero di tentativi è andato gradualmente aumentando</strong>. Nel 2020 rispetto al 2019 l’aumento è stato pari al 92%, passando da 14mila a circa 27mila. Mentre nel 2021 rispetto al 2020 ha toccato il <strong>125%</strong>, arrivando a oltre 60mila tentativi registrati. Il 2022 sembra registrare un incremento ulteriore (circa 55mila tentativi solo nei primi sette mesi).</p>
<h3>Più attraversamenti, ma meno arrivi</h3>
<p>Negli ultimi anni, come ha spiegato Gianfranco Schiavone di <a href="https://www.asgi.it/notizie/rotta-balcanica-marcia-senza-diritti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Asgi</a> a L'Eurispes, la rotta balcanica è diventata teatro di una vera e propria<strong> tragedia umanitaria</strong>. L'Ue non ha elaborato nessuna strategia di gestione dei flussi migratori in questa zona e l'unica soluzione concreta a cui si è ricorso è quella dei <strong>respingimenti</strong>, ampiamente <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2022/05/PRAB-Report-January-to-March-2022_final.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documentati</a>. I quali sono però <strong>illegali</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/friuli-venezia-giulia-la-crisi-dellaccoglienza-diffusa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi l'intervista a Gianfranco Schiavone nell'approfondimento<br><strong>Friuli Venezia Giulia: la crisi dell’accoglienza diffusa</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>I regolamenti europei, in primis quello di Dublino, riconoscono infatti il diritto di ognuno di presentare una domanda di asilo.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli Stati membri esaminano qualsiasi domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide sul territorio di qualunque Stato membro, compreso alla frontiera e nelle zone di transito.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32013R0604&amp;from=IT" target="_blank">- regolamento di Dublino</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nei fatti però questo diritto non viene tutelato e<strong> la zona dei Balcani occidentali è diventata progressivamente militarizzata</strong>. Per volontà dell'Ue, impegnata a difendere le proprie frontiere, le forze dell'ordine dei paesi di confine hanno avviato un'attività pianificata basata sul controllo capillare, anche con strumenti tecnologici, e sui respingimenti, per impedire sia l'ingresso che il transito di persone sul territorio.</p>
<p><strong>Alcuni paesi dell’est Europa, poi, sono andati anche oltre le intenzioni delle istituzioni comunitarie</strong>. È il caso della <a href="https://www.meltingpot.org/2022/07/terminata-la-costruzione-della-barriera-anti-migranti-sul-confine-tra-polonia-e-bielorussia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">barriera</a> costruita dalla Polonia dopo la crisi nel 2021 sul confine con la Bielorussia, o della costruzione di un <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-muro-dellungheria-di-orban-ferita-nelleuropa-di-oggi-24329" target="_blank" rel="noopener noreferrer">muro</a> lungo oltre 500 km lungo il confine serbo-ungherese, datata 2025 e voluta dal governo magiaro di Viktor Orban, in aperta contrapposizione alle convenzioni internazionali. Come anche della <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/migranti-lituania-completata-la-barriera-al-confine-con-la-bielorussia_54127785-202202k.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">barriera</a>, recentemente completata, che separa la Lituania dalla Bielorussia.</p>
<p>I dati forniti da Frontex sono in contraddizione con quelli dell'<a href="https://data.unhcr.org/en/documents/details/92490" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unhcr</a>, che evidenziano un calo negli arrivi e nei transiti nel 2022 rispetto all'anno precedente, riportando meno di 8mila persone nell'area dei Balcani occidentali. La ragione, come evidenzia anche <a href="https://www.meltingpot.org/2022/05/repressione-campi-e-sparatorie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Melting pot</a>, è che <strong>sono le stesse persone a fare più tentativi</strong>. E questo perché appunto oltrepassare le frontiere è diventato sempre più difficile.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7.768 </span>i migranti presenti nell'area dei Balcani occidentali a marzo 2022, secondo l'Unhcr.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Questo comporta, come evidenzia Schiavone, che le persone rimangano intrappolate alle porte dell'Ue. Da una parte ci sono i paesi da cui sono fuggite per evitare guerre e persecuzioni, dall'altra, frontiere sempre più respingenti.</p>
<p>L'<a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/03/18/eu-turkey-statement/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">accordo Ue-Turchia</a> siglato nel 2016, che prevedeva il respingimento dei migranti giunti dalla Turchia sulle isole dell'Egeo, e basato sulla premessa che la Turchia potesse essere considerata un paese "sicuro", ha contribuito a consolidare questa <strong>politica basata sulla sistematica negazione del diritto all'asilo</strong>.</p>
<h3>Rifiuti e violenze anche all'arrivo</h3>
<p>Nonostante le difficoltà, molte persone riescono a giungere al termine di questo ostico percorso. Quando arrivano a presentare una domanda di asilo nei paesi di confine stessi, in molti casi le loro richieste vengono però processate con tempi molto lunghi. Tra quelle su cui è presa immediatamente una decisione, è il rifiuto a prevalere.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-romania-e-il-paese-con-piu-richieste-di-asilo/">La Romania è il paese con più richieste di asilo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-romania-e-il-paese-con-piu-richieste-di-asilo/">Le richieste di asilo inoltrate e quelle rimaste in sospeso nei paesi di ingresso della rotta balcanica (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			        			                                <div id="chart_204834_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_204834_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_204834_tab3"><p>I dati sono riferiti al 2020 e corrispondono alle prime richieste di asilo e a quante non hanno ricevuto un esito entro l&#8217;anno, nei paesi allineati lungo la frontiera orientale dell&#8217;Ue. Non sono disponibili i dati sulle richieste in sospeso per la Croazia. Le richieste in sospeso in Polonia superano le richieste totali perché risultano ancora in sospeso richieste inoltrate negli anni precedenti.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://asylumineurope.org/" target="_blank" rel="noopener">Aida e Ecre</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 30 Agosto 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-204834"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-204834" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La <strong>Romania</strong>, che tra i paesi del confine orientale dell'Ue è quella che riceve il numero più elevato di domande di asilo, solo a 251 persone delle 6.158 che nel 2020 hanno fatto richiesta d'asilo è stato attribuito lo status di rifugiato - il 4,1% del totale. Mentre 2.217 richieste sono rimaste in sospeso.</p>
<p>Una situazione simile si registra in <strong>Bulgaria</strong>, dove sono state presentate 3.525 domande di asilo, con un tasso di rifiuto pari al 62,5%. Tra le varie nazionalità, tutti i nord-africani sono stati rifiutati, gli afghani al 99%. In <strong>Slovenia</strong> la percentuale di rifiuti sale al 70,7%. Ancora più elevato in Ungheria, dove tocca il 73,3%. In <strong>Polonia</strong> addirittura è rifiutato l'84% delle domande di asilo, e il numero di richieste in sospeso è superiore a quelle presentate. Qui, vige inoltre il <a href="https://www.savethechildren.it/blog-notizie/bielorussia-polonia-cosa-sta-succedendo-ai-confini-dell-europa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">divieto di portare soccorso ai migranti</a> bloccati nei boschi, a pochi passi dal confine.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La solidarietà viene criminalizzata.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>A questo si aggiunge la campagna di criminalizzazione che è stata condotta ai danni dei cittadini che si sono impegnati in attività solidali. In Italia ad esempio c'è stato il caso di <strong>Lorena Fornasir</strong> e <strong>Gian Andrea Franchi</strong>, fondatori dell'organizzazione volontaria <a href="https://www.lineadombra.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Linea d'Ombra</a>, che offrono cibo, vestiti e cure mediche ai migranti di passaggio per Trieste, e che per aver ospitato una famiglia di migranti per una notte nel loro appartamento <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/la-solidarieta-non-e-reato-archiviate-le-accuse-per-i-volontari-di-trieste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno dovuto affrontare un processo per favoreggiamento dell'immigrazione illegale</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: un migrante a Bihać, in Bosnia Herzegovina (Mattia Fonzi)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-muri-e-le-violenze-sulla-rotta-balcanica/">I muri e le violenze sulla rotta balcanica</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli sbarchi di migranti tra emergenza e strumentalizzazioni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-di-migranti-tra-emergenza-e-strumentalizzazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=204109</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli arrivi sulle coste italiane sono in aumento rispetto al 2021, ma sono meno della metà dei migranti sbarcati negli anni precedenti. Nonostante non ci sia un'emergenza, il centro di Lampedusa mostra forti criticità perché non c'è una regia nel sistema di accoglienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-di-migranti-tra-emergenza-e-strumentalizzazioni/">Gli sbarchi di migranti tra emergenza e strumentalizzazioni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sbarchi di migranti sulle coste italiane sono aumentati rispetto allo scorso anno, ma si tratta di <strong>cifre di gran lunga inferiori a quelle degli anni precedenti.</strong></p>
<p>Nonostante questo, <strong>i centri di prima accoglienza come quello di Lampedusa continuano ad essere gestiti attraverso logiche emergenziali</strong>, a svantaggio innanzitutto dei migranti, oltre che delle comunità ospitanti e dell&#8217;efficacia del sistema di accoglienza. E a vantaggio di chi, anche attraverso discorsi d&#8217;odio online e sui media, <strong>strumentalizza politicamente gli sbarchi</strong>.</p>
<h3>Tra realtà e propaganda</h3>
<p>Come ogni estate, anche quest&#8217;anno è ritornato a far discutere nel dibattito pubblico e sui social il tema degli sbarchi di richiedenti asilo e rifugiati sulle coste italiane, per lo più provenienti da nord Africa, Africa sub-sahariana e sud-est asiatico. In questi mesi, però, si aggiunge anche un&#8217;<strong>inedita campagna elettorale estiva</strong>.</p>
<p>Infatti il tema legato all&#8217;accoglienza dei migranti, che sembrava piuttosto evaporato dalle agende dopo lo scoppio della pandemia, la crisi economica e la guerra in Ucraina, <strong>viene utilizzato oggi, soprattutto dagli esponenti politici delle destre, per rafforzare i rispettivi posizionamenti</strong> nei confronti dell&#8217;elettorato consolidato.</p>
<p>Un esempio di questo è rappresentato da Giorgia Meloni di Fratelli d&#8217;Italia, che già nei primi giorni di campagna elettorale <strong>è tornata a proporre il blocco navale nei confronti della Libia</strong>, suo vecchio cavallo di battaglia.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-204135 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/meloni_tweet_migranti.jpg" alt="" width="595" height="864" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/meloni_tweet_migranti.jpg 595w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/meloni_tweet_migranti-414x601.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/meloni_tweet_migranti-172x250.jpg 172w" sizes="(max-width: 595px) 100vw, 595px" /></p>
<p>Nella sua comunicazione Giorgia Meloni utilizza spesso l’espressione &#8220;<strong>immigrazione clandestina</strong>&#8221; che, per quanto comune, può essere considerata parte di un discorso d’odio. Come abbiamo raccontato più volte, infatti,<strong> il termine &#8220;clandestino&#8221; giuridicamente non esiste</strong>. Perché chiunque sbarchi in Italia <strong>può chiedere l&#8217;asilo</strong>, facendo valere un diritto sancito dalle convenzioni internazionali, oltre che dalla legge italiana.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Il termine clandestino non esiste né nelle definizioni internazionali né nel diritto dell’Ue. Si è diffuso in Italia da quando la legge Bossi-Fini ha introdotto alcune disposizioni contro le immigrazioni clandestine, ma non riguarda né i richiedenti asilo né chi l’asilo l’ha ottenuto.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sintende-per-migranti-irregolari-richiedenti-asilo-o-rifugiati/">
                "Che cosa si intende per migranti irregolari, richiedenti asilo o rifugiati"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Anche il leader della Lega <strong>Matteo Salvini nei primi giorni di campagna è molto attivo sulla questione migratoria</strong>. Lo scorso 30 luglio <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3Lj318i5ruU" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha parlato</a> di &#8220;record di sbarchi di immigrati clandestini rispetto a tutti gli ultimi anni&#8221;.</p>
<p>Oltre a ribadire ancora una volta che non si tratta di persone in stato di irregolarità sul territorio italiano, il numero degli sbarchi sulle coste del paese <strong>non rappresenta un record &#8220;rispetto a tutti gli ultimi anni&#8221;.</strong></p>
<h3>Gli sbarchi di migranti nel 2022</h3>
<p>Nei primi 7 mesi dell&#8217;anno sono sbarcate sulle coste italiane più di 41mila persone.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">41.506 </span>persone sbarcate sulle coste italiane dal 1 gennaio al 31 luglio 2022.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Si tratta di un dato in aumento (del 43,8%) rispetto allo stesso periodo del 2021, quando erano arrivate in Italia poco meno di 29mila persone, <strong>ma anche di una cifra nettamente inferiore rispetto a quelle registrate nel periodo in cui la questione migratoria è diventata centrale nel dibattito pubblico</strong>, tra il 2015 e il 2017, anni della cosiddetta &#8220;crisi dei rifugiati&#8221;.</p>
<p>Se infatti nel 2018-2020 &#8211; complici gli accordi tra il governo italiano e la Libia, il decreto Minniti e le restrizioni dovute alla pandemia &#8211; le cifre erano più modeste delle attuali, occorre evidenziare come il numero delle persone sbarcate dal 1 gennaio al 31 luglio di quest&#8217;anno sia <strong>meno della metà rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2016 e del 2017</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-sbarcate-meno-della-meta-delle-persone-del-2017/">Nel 2022 sbarcate meno della metà delle persone del 2017</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-sbarcate-meno-della-meta-delle-persone-del-2017/">Numero di richiedenti asilo sbarcati sulle coste italiane dal 1 gennaio al 31 luglio di ogni annualità considerata (2016-2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Agosto 2022)
                                        </p>
                </div>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Dunque i numeri, rilanciati dai media, che vediamo rimbalzare sulle piattaforme social di alcuni esponenti politici <strong>non sarebbero affatto un "record rispetto a tutti gli ultimi anni".</strong></p>
<h3>La gestione degli sbarchi</h3>
<p>In queste settimane a far discutere è anche <strong>la situazione nel centro hotspot sull'isola di Lampedusa</strong> (Agrigento), uno dei principali punti di approdo di chi attraversa il mar Mediterraneo in cerca dell'asilo e di una vita migliore.</p>
<p>A inizio luglio, infatti, l'ex sindaca dell'isola Giusi Nicolini <a href="https://twitter.com/giusi_nicolini/status/1545325032972451840/photo/1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aveva diffuso</a> sui propri canali social un video di denuncia nei riguardi delle condizioni di <strong>precarietà e sovraffollamento in cui versa la struttura</strong> di Lampedusa.</p>
<p>In questi giorni <strong>non sembra che la situazione sia migliorata</strong>. Il centro, che avrebbe una capienza pari a 350 posti, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/07/31/migranti-altri-due-sbarchi-a-lampedusa-2mila-in-hotspot_b431c941-c709-4ae8-9c3f-91916d669ff6.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ospita circa 2mila migranti</a>. Un numero di persone pari a <strong>oltre 5 volte quelle che potrebbe contenere</strong>.</p>
<p>Ai richiedenti asilo non è permesso uscire dall'hotspot, tanto che nonostante i numerosi arrivi sull'isola<strong> non sono presenti molti migranti per strada o sulle spiagge.</strong></p>
<p>Quello di Lampedusa è uno dei 4 centri hotspot del paese, <strong>insieme a quelli di Pozzallo (Ragusa) e Messina, sempre in Sicilia, e Taranto in Puglia</strong>.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		In queste strutture le persone dovrebbero ricevere la prima assistenza sanitaria, il fotosegnalamento e la pre-identificazione. Questo tipo di centri sono interessati dall’approccio hotspot, nato nel 2015 in ragione degli impegni assunti dal governo italiano con la Commissione europea.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/">
                "Come funziona l&#8217;accoglienza dei migranti in Italia"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Dopo una breve permanenza nei centri hotspot i migranti che hanno manifestato la volontà di richiedere l'asilo dovrebbero essere trasferiti nei <a href="https://www.interno.gov.it/it/temi/immigrazione-e-asilo/sistema-accoglienza-sul-territorio/centri-limmigrazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">centri di prima accoglienza (Cpa)</a> e poi nelle migliaia di strutture - centri di accoglienza straordinaria o sistema di accoglienza ordinario - di cui ci occupiamo, insieme ad ActionAid Italia, da anni con il progetto Centri d'Italia.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vai a<br><strong>Centri d'Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Il centro di Lampedusa è quello dove approderebbe il maggior numero di persone, tra le 4 strutture di primo accordo e identificazione. Il condizionale è d'obbligo, perché il ministero dell'interno <strong>non comunica dove avvengono gli sbarchi ma solo il numero complessivo degli stessi</strong>.</p>
<p>Inoltre non è facile capire qual è l'effettiva capienza del centro sull'isola. Secondo i dati ministeriali che abbiamo riportato su Centri d'Italia, al 31 dicembre 2020 <a href="https://centriditalia.it/strutture/196943" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i posti disponibili nel centro erano 228</a>. Tuttavia, come abbiamo già detto, la capienza attuale dovrebbe essere di 350 posti.</p>
<p>Abbiamo provato a cercare informazioni più dettagliate ma <strong>sul sito web della prefettura di Agrigento non c'è traccia del bando di affidamento</strong> per la gestione del centro. Nella sezione "<a href="http://www.prefettura.it/agrigento/contenuti/Gare_in_corso-821343.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gare in corso</a>", inoltre, è presente ancora il bando per l'anno 2016. Mentre i contenuti relativi al bando di affidamento del 2020 <a href="http://www.prefettura.it/agrigento/contenuti/Procedura_aperta_affidamento_gestione_e_funzionamento_centro_accoglienza_hotspot_lampedusa_ag_2020-9458799.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">non sono più disponibili</a>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Le criticità di Lampedusa verranno superate quando sarà superata la logica emergenziale.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Il problema non è in sé il numero delle persone che sbarcano a Lampedusa, quanto invece la gestione del fenomeno, che come accade da anni segue logiche meramente emergenziali.</p>
<p>Oltre al prolungarsi della permanenza nel centro dell'isola oltre il dovuto, inoltre, esiste un <strong>tema legato all'affollamento di imbarcazioni autonome con cui i migranti arrivano a Lampedusa</strong>. Per questo, lo scorso 2 agosto <a href="https://www.interno.gov.it/it/notizie/migranti-pantelleria-nuovo-punto-crisi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stata annunciata</a> l'apertura di un "punto-crisi" sull'isola di Pantelleria, destinato all’accoglienza dei migranti che arrivano in modo autonomo.</p>
<p>Secondo Flavio Di Giacomo, portavoce dell'organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim, organo delle Nazioni unite), <strong>le criticità si alleggerirebbero se ci fosse una regia pubblica</strong> di smistamento tra i porti siciliani.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Sull'isola arriva con sbarchi autonomi il 40% del flusso migratorio. Se nel Mediterraneo ci fosse un sistema di pattugliamento o se si lasciassero lavorare bene le ong, i barconi potrebbero essere soccorsi in alto mare e le persone smistate nei diversi porti siciliani invece di fare di Lampedusa un imbuto.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2022/07/08/news/lampedusa_hotspot_emergenza_migranti-357111834/" target="_blank">- Flavio Di Giacomo, portavoce Oim, Repubblica - 9 luglio 2022</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Insomma con queste cifre, che seppur in crescita <strong>rappresentano tutt'altro che un'emergenza</strong>, <strong>l'approccio dovrebbe essere direzionato a una gestione ordinaria del fenomeno migratorio</strong>, a un'equa distribuzione delle imbarcazioni e delle persone che vi hanno navigato sopra.</p>
<p>Organizzare e strutturare gli sbarchi e la prima accoglienza permetterebbe una <strong>maggiore dignità per i migranti appena giunti nel paese</strong>, migliori condizioni per la gestione delle strutture e la <strong>velocizzazione del processo di inclusione</strong>, anziché rappresentare solo un tema di campagna elettorale.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
<amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Banner-Hate-Speech.png" alt="" class="my-20 d-lg-block d-none"  layout="fixed"  width="488" height="58"></amp-img></p>
</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.inmp.it/ita/News-e-media/Archivio-Notizie/Archivio-Notizie-2011/La-dott.ssa-Mirisola-in-visita-a-Lampedusa-La-nostra-task-force-sull-isola-almeno-fino-a-settembre/Progetto-Lampedusa-2011-Accoglienza-e-assistenza-sanitaria-da-parte-degli-operatori-INMP" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Inmp</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-di-migranti-tra-emergenza-e-strumentalizzazioni/">Gli sbarchi di migranti tra emergenza e strumentalizzazioni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La criminalità tra i giovani stranieri</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-criminalita-tra-i-giovani-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=201013</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recentemente si parla molto di criminalità minorile tra gli stranieri. Tuttavia il disagio economico, spesso alla base di comportamenti criminali, è maggiore tra i giovani stranieri. La difficoltà di ottenere la cittadinanza favorisce l'esclusione, aggravando il fenomeno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-criminalita-tra-i-giovani-stranieri/">La criminalità tra i giovani stranieri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, soprattutto in seguito agli eventi di Peschiera del Garda, il tema della criminalità minorile è diventato centrale nel dibattito pubblico. Al punto che il leader della Lega <a href="https://www.agi.it/politica/news/2022-06-07/contro-baby-gang-lega-vuole-abbassare-12-anni-eta-per-punibilit-16994565/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Matteo Salvini</a> ha proposto di abbassare la punibilità all&#8217;età di 12 anni.</p>
<p>Si tratta di un problema che molte persone, anche esponenti politici, collegano esplicitamente alla gioventù straniera, &#8220;di seconda generazione&#8221;, e il discorso è spesso strumentalizzato per difendere posizioni anti-immigrazione e contrarie all&#8217;estensione della cittadinanza.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-202757 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/salvini-baby-gang.jpg" alt="" width="530" height="617" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/salvini-baby-gang.jpg 530w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/salvini-baby-gang-414x482.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/salvini-baby-gang-215x250.jpg 215w" sizes="(max-width: 530px) 100vw, 530px" /></p>
<p>Matteo Salvini ad esempio cita i dati sulla criminalità dei giovani per nazionalità e li strumentalizza politicamente <strong>per contestare la <a href="https://documenti.camera.it/Leg18/Dossier/Pdf/AC0171b.Pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta</a> di introdurre lo ius scholae</strong>, avanzata da Partito democratico e Movimento 5 stelle.</p>
<p>L&#8217;affermazione risulta fuorviante per almeno due motivi. Viene espressa come se la cittadinanza italiana fosse in qualche modo contrapposizione con il perseguimento da parte dello stato dei reati commessi sul territorio nazionale, rendendo meno facilmente identificabili gli autori dei reati. Inoltre assume come presupposto che dalla delittuosità di <strong>179 ragazzi e ragazze</strong> (gli stranieri attualmente detenuti negli istituti penali per minorenni) debba derivare il trattamento di oltre un milione di persone (tanti i minori stranieri in Italia).</p>
<h3>Come funziona la giustizia minorile</h3>
<p>La giustizia minorile in Italia è gestita da un apposito dipartimento all&#8217;interno del ministero della giustizia che<a href="https://www.openpolis.it/parole/come-organizzato-il-ministero-della-giustizia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> si occupa</a> della protezione giuridica e del trattamento dei giovani di età compresa tra il 14 e i 18 anni che hanno commesso reati.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Data la complessità della fase adolescenziale, la giustizia minorile è correttiva più che punitiva.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Come evidenzia <a href="http://www.ristretti.it/areestudio/minorile/inchieste/viale2.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ristretti orizzonti</a>, l&#8217;esistenza di strutture apposite è motivata dal fatto che gli adolescenti si trovano in <strong>età evolutiva</strong>, una fase di transizione di grande complessità. Da una parte, hanno pulsioni molto forti. Dall&#8217;altra, non hanno ancora interiorizzato i valori morali e spesso non sono in grado di esercitare il completo autocontrollo. È quindi importante da una parte la <strong>responsabilizzazione</strong> del giovane o della giovane, per fare in modo che comportamenti di tipo criminale non diventino un&#8217;abitudine, ma dall&#8217;altra anche non precludere una sua normale inclusione nella società, in età adulta, evitando quindi che le conseguenze dell&#8217;azione criminale compiuta in minore età siano determinanti per il resto della vita. <strong>La giustizia minorile è quindi pensata per essere fondamentalmente correttiva e non punitiva</strong>.</p>
<p>In Italia sono 4 gli istituti che se ne occupano:</p>
<ul>
<li>l&#8217;<strong>ufficio di servizio sociale</strong> per i minorenni, che si attiva in seguito alla denuncia e accompagna il minore per tutto il suo percorso penale;</li>
<li>il<strong> centro di prima accoglienza</strong>, una struttura che ospita i giovani fermati e arrestati per massimo 96 ore, in attesa dell&#8217;udienza di convalida;</li>
<li>l&#8217;<strong>istituto penale per i minorenni</strong>, ovvero la struttura dove hanno luogo la custodia cautelare e la pena detentiva;</li>
<li>le <strong>comunità educative</strong>, dove sono svolti servizi di supporto, in particolare in ambito socio-educativo.</li>
</ul>
<p>A queste strutture si aggiungono anche i <strong>centri diurni polifunzionali</strong>, centri non residenziali ma dedicati ad attività diurne, di tipo ricreativo, educativo, sportivo e formativo.</p>
<p>L&#8217;unica struttura carceraria vera e propria sono gli istituti penali, concepiti come <strong>residuali</strong> &#8211; mentre sono generalmente favoriti i percorsi esterni.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La maggior parte dei minori autori di reato in carico agli Ussm [uffici di servizio sociale per i minorenni, N.d.R.] è sottoposta a misure da eseguire in area penale esterna; la detenzione, infatti, assume per i minori di età carattere di residualità, per lasciare spazio a percorsi sanzionatori alternativi.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_15.06.2022_g.pdf" target="_blank">- dipartimento per la giustizia minorile e di comunità</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>All&#8217;<a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_15.06.2022_g.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ultimo aggiornamento</a> del 15 giugno 2022, risultano essere <strong>17.341 i giovani a carico dei servizi sociali</strong>. Mentre sono 374 (oltre la metà dei quali maggiorenni) quelli detenuti negli istituti penali (17 in tutto il paese), a fronte di una presenza media media giornaliera leggermente inferiore.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">353,1 </span>la presenza media giornaliera negli istituti penali minorili (2022).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Come evidenzia il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, la criminalità è un fenomeno prevalente tra i giovani maschi &#8211; sono appena 12 in tutto il paese le ragazze detenute (il 3,2% del totale), e un fenomeno significativo tra gli stranieri. Questi ultimi sono infatti più soggetti al disagio economico e sociale che è spesso alla radice degli atteggiamenti criminali.</p>
<h3>Quanti sono i minori stranieri in Italia</h3>
<p>Secondo la fondazione <a href="https://www.ismu.org/i-minori-stranieri-residenti-in-italia-sono-piu-di-un-milione-comunicato-stampa-18-11-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ismu</a>, al primo gennaio 2020<strong> il 22% di tutta la popolazione di stranieri non comunitari regolarmente residenti in Italia era costituito da minorenni</strong>. Con quote particolarmente elevate tra alcune nazionalità &#8211; ad esempio quella egiziana, dove la percentuale sfiora il 34%. Tra i cittadini di nazionalità italiana invece la cifra è inferiore, attestandosi al 18,7%.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">794.618 </span>i minori extra-comunitari residenti in Italia a inizio 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Una cifra che sale a oltre 1 milione se consideriamo anche le nazionalità europee e che, secondo <a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1337" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istat</a>, arriva a <strong>1 milione e 316mila se includiamo anche tutte le ragazze e i ragazzi con background migratorio</strong>, sia naturalizzati che non &#8211; dei quali circa il 75% è nato in Italia.</p>
<p><strong>Nelle scuole italiane oltre il 10% degli studenti non ha la nazionalità italiana</strong> &#8211; anche se oltre il 65% di loro è nato nel nostro paese.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/gli-stranieri-nelle-scuole-italiane/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento<br><strong>Gli stranieri nelle scuole italiane</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>I minori stranieri a carico dei servizi sociali</h3>
<p>Come accennato, i servizi sociali sono la struttura che si occupa dell&#8217;assistenza al minore durante il suo percorso penale. Per essere posti a carico di tale ufficio non bisogna essere stati condannati definitivamente: basta che ci sia stata una denuncia.</p>
<p>In totale, <strong>sono circa 17mila i ragazzi e le ragazze di età inferiore ai 25 anni a carico dei servizi sociali</strong> stando all&#8217;<a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_15.06.2022_g.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ultimo aggiornamento</a> relativo al giugno 2022. Di questi, 3.867 sono di nazionalità straniera.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/e-straniero-il-22-dei-minori-a-carico-dei-servizi-sociali/">È straniero il 22% dei minori a carico dei servizi sociali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/e-straniero-il-22-dei-minori-a-carico-dei-servizi-sociali/">I minorenni e i giovani adulti in carico agli uffici di servizio sociale per i minorenni, per età e nazionalità (2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/e-straniero-il-22-dei-minori-a-carico-dei-servizi-sociali/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="598" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="598" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/e-straniero-il-22-dei-minori-a-carico-dei-servizi-sociali-1.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/e-straniero-il-22-dei-minori-a-carico-dei-servizi-sociali/">È straniero il 22% dei minori a carico dei servizi sociali - I minorenni e i giovani adulti in carico agli uffici di servizio sociale per i minorenni, per età e nazionalità (2022)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_202427_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_202427_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_202427_tab3"><p>I dati sono riferiti alle persone in base all&#8217;età della prima presa in carico (quindi non all&#8217;età al momento della rilevazione) e sono aggiornati al 15 giugno 2022. Con &#8220;giovani adulti&#8221; si intende i ragazzi e le ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni compiuti.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati del <a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_15.06.2022_g.pdf" target="_blank" rel="noopener">dipartimento per la giustizia minorile e di comunità</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/e-straniero-il-22-dei-minori-a-carico-dei-servizi-sociali-1.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="e-straniero-il-22-dei-minori-a-carico-dei-servizi-sociali"></div>
						                        
	                                        </div>
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                            <p><label for="embed-chart-202427"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-202427" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra i ragazzi e le ragazze di età inferiore ai 14 anni sono 112 gli italiani e 27 gli stranieri - questi ultimi costituiscono quindi il 19,4% del totale. Una quota che aumenta leggermente nel caso delle persone di età compresa tra i 14 e i 16, e che registra il picco tra i giovani adulti, ovvero i maggiorenni di età inferiore ai 25 anni, dove sale a circa il 24% (3.703 italiani e 1.172 stranieri).</p>
<h3>Diminuiscono le presenze negli istituti penali, soprattutto tra gli stranieri</h3>
<p>Negli anni <strong>è andato gradualmente diminuendo il numero di presenze medie all'interno delle strutture detentive per minori</strong>. In parte il calo è dovuto al fatto che negli anni si è cercato di promuovere i percorsi non detentivi, come afferma il <a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_15.06.2022_g.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dipartimento per la giustizia minorile e di comunità</a>.</p>
<p>Si tratta di una contrazione che è stata marcata nel caso dei giovani italiani (-11,2%), ma che risulta particolarmente evidente nel caso dei giovani stranieri, passati da 692 nel 2007 a 367 nel 2021.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-36,7% </span>le presenze medie di giovani di nazionalità straniera negli istituti penali, tra il 2007 e il 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-2007-le-presenze-negli-istituti-penali-minorili-sono-diminuite-del-24/">Dal 2007, le presenze negli istituti penali minorili sono diminuite del 24%</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-2007-le-presenze-negli-istituti-penali-minorili-sono-diminuite-del-24/">Le presenze medie giornaliere dei minorenni, per nazionalità, negli istituti penali (2007-2021)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             aria-labelledby="chart_202468_tab3"><p>I dati sono riferiti alle presenze medie giornaliere e sono aggiornati al 15 giugno 2022.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati del <a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_15.06.2022_g.pdf" target="_blank" rel="noopener">dipartimento per la giustizia minorile e di comunità</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="dal-2007-le-presenze-negli-istituti-penali-minorili-sono-diminuite-del-24"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-202468"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Il numero di presenze negli istituti penali per minori ha avuto un andamento irregolare, con un calo nel 2014 e un successivo aumento. A partire dal 2018 i numeri hanno ripreso a scendere. Nel passaggio dal 2020 al 2021, il numero di ragazzi e ragazze italiane è lievemente aumentato (+3,4%), mentre quello degli stranieri ha registrato una leggera contrazione (-3,2%).</p>
<p>È importante sottolineare che <strong>la detenzione all'interno degli istituti penali può anche essere preventiva</strong>, ovvero precedente alla condanna definitiva dell'imputato. Sono ancora molti i ragazzi e le ragazze che si trovano in queste condizioni - spesso svantaggiose anche perché escluse dai percorsi formativi, lavorativi e ricreativi che vengono invece offerti ai regolari detenuti. L'incidenza risulta maggiore tra gli stranieri.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">30,2% </span>dei giovani stranieri negli istituti penali si trova in condizioni di detenzione preventiva (2022).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Una cifra che nel caso degli italiani risulta 10 punti percentuali più bassa (20,5%).</p>
<h3>I reati commessi da giovani italiani e stranieri</h3>
<p>Analizzando i dati relativi ai reati commessi dai giovani detenuti, vediamo che ci sono delle differenze tra gli italiani e gli stranieri.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giovani-stranieri-sono-responsabili-della-maggior-parte-dei-delitti-contro-fede-pubblica-e-patrimonio/">I giovani stranieri sono responsabili della maggior parte dei delitti contro fede pubblica e patrimonio</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giovani-stranieri-sono-responsabili-della-maggior-parte-dei-delitti-contro-fede-pubblica-e-patrimonio/">I delitti a carico di minori e giovani adulti entrati negli istituti penali per i minorenni, secondo la categoria e per nazionalità (2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-giovani-stranieri-sono-responsabili-della-maggior-parte-dei-delitti-contro-fede-pubblica-e-patrimonio/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="682" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="682" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/i-giovani-stranieri-sono-responsabili-della-maggior-parte-dei-delitti-contro-fede-pubblica-e-patrimonio.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giovani-stranieri-sono-responsabili-della-maggior-parte-dei-delitti-contro-fede-pubblica-e-patrimonio/">I giovani stranieri sono responsabili della maggior parte dei delitti contro fede pubblica e patrimonio - I delitti a carico di minori e giovani adulti entrati negli istituti penali per i minorenni, secondo la categoria e per nazionalità (2022)</a></div>
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			        			                                <div id="chart_202438_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_202438_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_202438_tab3"><p>I dati sono riferiti al tipo di reato commesso e sono aggiornati al 15 giugno 2022. Il numero dei delitti è superiore al numero degli ingressi in quanto un soggetto può essere entrato nella struttura per uno o più delitti. Con delitti &#8220;contro la persona&#8221; si intende omicidio volontario (consumato o tentato), percosse, lesioni personali volontarie, rissa, deformazione dell&#8217;aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, sequestro di persona, violenze sessuali, violenza privata e minaccia. Rientrano invece tra i delitti &#8220;contro il patrimonio&#8221; furto, rapina, estorsione, danni, appropriazione indebita e ricettazione. Sono considerati crimini contro l&#8217;incolumità pubblica il traffico di stupefacenti e il danneggiamento seguito da incendio. Mentre con reati &#8220;contro la fede pubblica&#8221; si fa riferimento alle falsità in atti, persone e monete. Tra i crimini contro lo stato si annoverano violenza, resistenza e oltraggio, e associazione di tipo mafioso. Tra i reati &#8220;contro la famiglia&#8221; rientrano i maltrattamenti e tra &#8220;altri delitti&#8221; le armi.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati del <a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_15.06.2022_g.pdf" target="_blank" rel="noopener">dipartimento per la giustizia minorile e di comunità</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/i-giovani-stranieri-sono-responsabili-della-maggior-parte-dei-delitti-contro-fede-pubblica-e-patrimonio.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="i-giovani-stranieri-sono-responsabili-della-maggior-parte-dei-delitti-contro-fede-pubblica-e-patrimonio"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-202438"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-202438" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Risulta decisamente più marcata l'incidenza di stranieri che hanno commesso <strong>reati contro la fede pubblica</strong> - con cui si intendono le azioni di falsità in atti, persone e monete (68,2%). Si tratta però di numeri molto contenuti: 15 per gli stranieri e 7 per gli italiani per un totale di 22 reati.</p>
<p>Elevata anche nel caso dei <strong>reati contro il patrimonio</strong> (53,5%). In questo caso parliamo di 347 registrati da ragazzi di nazionalità straniera, su un totale di 648. La componente straniera sale al 63,8% nel caso di furto, mentre è inferiore al 20% nei casi di ricettazione e pari a 0 per l'appropriazione indebita.</p>
<p>In tutte le altre tipologie di reato, la quota di stranieri è inferiore al 50% e soprattutto per quanto riguarda i crimini legati all'uso di armi (inclusi dal dipartimento per la giustizia minorile nella categoria "altri delitti"), dove di 26 reati nessuno è stato commesso da giovani non italiani.</p>
<h3>Sono ancora forti i divari socio-economici tra autoctoni e stranieri</h3>
<p>Il fatto che la delittuosità dei giovani stranieri sia elevata rispetto alla loro incidenza sulla popolazione, e in particolare per certi reati come quelli contro il patrimonio, è coerente con il fatto che essi si trovano in condizioni di maggiore disagio socio-economico. Si tratta infatti di due fattori strettamente correlati.</p>
<p>In generale, si può osservare che negli anni la <a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-si-e-allargato-il-divario-tra-generazioni-dopo-lultima-recessione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">povertà risulta progressivamente più diffusa tra i minori</a> rispetto alle altre fasce di età. Essendo le famiglie straniere maggiormente esposte in questo senso, l'effetto risulta amplificato.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">39,6% </span>dei minori stranieri, in Italia, è a rischio povertà o esclusione sociale (2020).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Circa <strong>8 punti percentuali al di sopra della media dei paesi Ue (31,8%)</strong> e ben 19 punti percentuali al di sopra dei minori italiani (20,7%). Una situazione di forte divario che si presenta in numerosi altri stati dell'Unione europea.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-svezia-il-divario-piu-ampio-tra-minori-autoctoni-e-stranieri/">In Svezia il divario più ampio tra minori autoctoni e stranieri</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-svezia-il-divario-piu-ampio-tra-minori-autoctoni-e-stranieri/">La quota di minorenni a rischio povertà o esclusione sociale, autoctoni e stranieri (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_202489_tab3"><p>I dati sono riferiti a tutti gli stranieri, non solo gli extra-comunitari, comprendendo quindi gli altri cittadini Ue, e riguardano i ragazzi e le ragazze di età inferiore ai 18 anni. L&#8217;intensità del colore è determinata dal divario tra minori del posto e stranieri. Con &#8220;a rischio povertà o esclusione sociale&#8221; Eurostat indica tutte le persone che guadagnano meno del 60% del reddito mediano nazionale, sono in condizioni di grave deprivazione materiale (un indicatore complesso che misura la capacità dei nuclei familiari di gestire spese inaspettate e il loro livello di benessere) o che vivono in famiglie dall&#8217;intensità lavorativa molto bassa.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_li34/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-202489"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-202489" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La quota più elevata di minori stranieri a rischio povertà ed esclusione sociale si registra in <strong>Spagna</strong> (49%), ma il divario in assoluto più elevato lo riporta la <strong>Svezia</strong>: appena 6,5% tra i minorenni autoctoni e 38,1% tra quelli di nazionalità straniera - un'incidenza quasi 6 volte maggiore.</p>
<p>Sono invece 6 i paesi in cui il divario è a sfavore degli autoctoni. Si tratta di Repubblica Ceca, Malta, Lettonia, Lituania, Ungheria e Portogallo, stati che ospitano numeri più contenuti di cittadini stranieri, nella maggior parte dei casi provenienti da altri paesi dell'Ue.</p>
<p>Rispetto al 2020 poi la situazione è peggiorata. Come evidenziato dai dati Istat, la quota di famiglie in condizioni di povertà relativa in Italia è aumentato, ma si tratta di un incremento che ha riguardato in maniera sproporzionata gli stranieri.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-famiglie-straniere-la-poverta-ha-unincidenza-piu-che-tripla/">Tra le famiglie straniere, la povertà ha un&#8217;incidenza più che tripla</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-famiglie-straniere-la-poverta-ha-unincidenza-piu-che-tripla/">La povertà relative tra le famiglie residenti in Italia, per nazionalità dei membri (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/tra-le-famiglie-straniere-la-poverta-ha-unincidenza-piu-che-tripla/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/tra-le-famiglie-straniere-la-poverta-ha-unincidenza-piu-che-tripla-1.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-famiglie-straniere-la-poverta-ha-unincidenza-piu-che-tripla/">Tra le famiglie straniere, la povertà ha un&#8217;incidenza più che tripla - La povertà relative tra le famiglie residenti in Italia, per nazionalità dei membri (2020)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_202498_tab3"><p>Istat definisce relativamente povera una famiglia di due componenti con una spesa per consumi inferiore o uguale alla spesa media per consumi pro-capite.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/271940" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/tra-le-famiglie-straniere-la-poverta-ha-unincidenza-piu-che-tripla-1.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="tra-le-famiglie-straniere-la-poverta-ha-unincidenza-piu-che-tripla"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-202498"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-202498" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Si è passati dal 25,7% al 32,2% delle famiglie con soli stranieri in condizioni di povertà relativa: un aumento di oltre 6 punti percentuali in un solo anno. Mentre nel caso delle famiglie di soli italiani l'incremento è stato di meno di 1 punto percentuale, da 8,6% nel 2020 a 9,2% nel 2021.</p>
<p><strong>A questo si aggiunge anche il problema dell'abbandono scolastico</strong>, che risulta molto <a href="https://www.openpolis.it/numeri/abbandono-scolastico-tra-i-giovani-stranieri-molto-lontano-dallobiettivo-ue/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">più elevato tra gli stranieri</a> rispetto agli italiani: si attestava nel 2019 al 36,5% nel caso dei ragazzi senza nazionalità italiana (circa 3 volte più degli italiani). <strong>L'Italia è da questo punto di vista uno degli stati europei che presentano il divario più ampio</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/gli-ostacoli-allinclusione-e-il-ruolo-della-comunita-educante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all'approfondimento<br><strong>Gli ostacoli all'inclusione e il ruolo della comunità educante</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Come la povertà, anche l'abbandono scolastico è un fattore che limita le possibilità di integrazione, influendo sia sulle future scelte lavorative che sull'inclusione sociale, visto che la scuola è un luogo fondamentale per la creazione di legami.</p>
<h3>Il fenomeno delle baby gang e l'importanza dell'inclusione</h3>
<p>Nel novembre 2021 la commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza ha presentato il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulle forme di violenza fra i minori e ai danni di bambini e adolescenti.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/commissioneparlamentare_babygang.pdf" target="_blank" rel="noopener"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/commissioneparlamentare_babygang.pdf" alt="" layout="fixed"></amp-img><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/commissioneparlamentare_babygang.pdf" alt="" layout="fixed"></amp-img>documento conclusivo dell'indagine sulla violenza tra minori</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Disagio oggettivo e soggettivo generano atteggiamenti violenti negli adolescenti.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Nel documento, la "<strong>violenza tra pari</strong>" è interpretata come espressione di un disagio personale del giovane violento o mancata introiezione dei valori morali o mancanza di autocontrollo che non riescono a frenare le pulsioni adolescenziali. Dietro c'è quasi sempre l'assenza di figure di riferimento adulte. Ma tra le possibili cause scatenanti del comportamento violento possono esserci anche i modelli competitivi proposti ai più giovani, che generano sentimenti di angoscia e inadeguatezza. Si sottolinea inoltre il ruolo dello strato socio-economico di appartenenza.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’insorgenza di fenomeni di violenza da parte di minori, di rilevanza anche penale, sembra associarsi più in generale alla presenza di contesti sociali degradati.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/357262.pdf" target="_blank">- commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Fondamentale anche l'elemento della <strong>bassa scolarizzazione</strong>, soprattutto negli strati sociali disagiati perché impedisce il riscatto sociale e costringe il giovane o la giovane a rimanere nella propria marginalità. La commissione evidenzia la correlazione tra povertà educativa e devianza minorile.</p>
<p>Per quanto riguarda invece le cosiddette "baby gang", si tratta di un fenomeno a sé.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Con baby gang si intendono gruppi di adolescenti, poco più che bambini, che riproducono dinamiche tipiche della microcriminalità orga­nizzata.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/357262.pdf" target="_blank">- commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Quello delle baby gang è un fenomeno particolare e non sovrapponibile con la criminalità generale né con il <a href="https://www.openpolis.it/i-ragazzi-stranieri-lhate-speech-e-il-cyberbullismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bullismo</a>, come sottolinea la commissione. Alcune delle sue caratteristiche fondamentali e peculiari sono:</p>
<ul>
<li>l'utilizzo di una simbologia marcata, con riferimenti forti all'identità del gruppo;</li>
<li>l’esaltazione del concetto del gruppo e del forte legame territoriale;</li>
<li>la volontà di divulgare le azioni compiute tramite i social network.</li>
</ul>
<p>Le baby gang, rileva l'indagine conoscitiva, nascono da diffusi <strong>sentimenti di frustrazione, rabbia e disagio</strong>, e hanno spesso una connotazione etnica. Questo fa riflettere sulla cittadinanza, oggi ancora molto difficile da ottenere per ragazze e ragazzi che sono nati e hanno sempre vissuto nel nostro paese. Per ottenerla è infatti necessario dimostrare di aver vissuto in Italia per almeno 10 anni consecutivi nonché di avere un reddito sufficiente. Una condizione quest'ultima che li discrimina profondamente, vista l'incidenza della povertà tra le famiglie con stranieri.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/giovani-che-si-sentono-italiani-tra-discriminazione-e-integrazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all'approfondimento<br><strong>Giovani che si sentono italiani tra discriminazione e integrazione</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Tutto questo ostacola fortemente l'effettiva inclusione dei giovani stranieri nella nostra società e inevitabilmente contribuisce ad aggravare i sentimenti di rabbia e risentimento che sono di per sé tipiche manifestazione della fase adolescenziale, correlate anche con i comportamenti criminali. Si tratta inoltre di un problema che esce anche dalla sfera individuale e ci riguarda tutti. Quali sono, per la società, le conseguenze dell'esclusione prolungata di centinaia di migliaia di persone?</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
<amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Banner-Hate-Speech.png" alt="" class="my-20 d-lg-block d-none"  layout="fixed"  width="488" height="58"></amp-img></p>
</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/photos/MvmpjcYC8dw" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rich Smith</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-criminalita-tra-i-giovani-stranieri/">La criminalità tra i giovani stranieri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;emergenza afghana non è finita</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lemergenza-afghana-non-e-finita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=200199</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Afghanistan è da decenni vessato da conflitti e disastri naturali. Nell'ultimo anno la situazione si è ulteriormente aggravata in seguito alla presa di potere da parte dei talebani e alla crisi alimentare, accentuata dalla guerra in Ucraina.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito al ritiro delle truppe statunitensi, al termine di una guerra durata 20 anni, e alla <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/afghanistan-il-ritorno-dei-talebani-31366?gclid=CjwKCAjwwo-WBhAMEiwAV4dybZQfEKIxSHjl_ChibWc85nkRr0610FQjfu_uEjBkh9ND_tjXSVtUdxoCKO0QAvD_BwE" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presa del potere da parte dei talebani</a>, <strong>l&#8217;Afghanistan è diventato oggetto di interesse per l&#8217;opinione pubblica in occidente</strong>. <strong>Un&#8217;attenzione che però è durata poco</strong>, spostandosi presto verso altri conflitti, in primis quello ucraino. Anche in virtù del <a href="https://www.openpolis.it/il-teorema-dei-profughi-finti-e-i-profughi-veri-alimentato-dai-discorsi-dodio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">teorema</a>, purtroppo sostenuto da molti, secondo cui gli ucraini sarebbero gli unici profughi &#8220;veri&#8221; del 2022.</p>
<p>Nonostante la graduale perdita di interesse però<strong> in Afghanistan l&#8217;emergenza non è affatto finita</strong>, e il paese è ad oggi uno dei più problematici a livello globale non solo per la sua situazione sociale e politica, ma anche dal punto di vista umanitario, alimentare e ambientale.</p>
<h3>L&#8217;Afghanistan tra vecchie e nuove emergenze</h3>
<p>Da molti anni il paese è <a href="https://inmigration.caritas.it/sites/default/files/docs/2021-05/Afghanistan.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vessato</a> da <strong>numerosi conflitti</strong> e caratterizzato quindi da importanti ondate migratorie. Dall&#8217;invasione sovietica degli anni &#8217;80 fino a quella statunitense conclusasi l&#8217;anno scorso, è stato per decenni oggetto di mire esterne, per via della sua posizione geografica di collegamento tra l&#8217;Asia e centrale e il Medio oriente. A questo si aggiungono i numerosi conflitti interni, dovuti anche all&#8217;incidenza di <strong>gruppi estremisti</strong>.</p>
<p><strong>Il paese è inoltre fortemente esposto agli effetti avversi dei cambiamenti climatici</strong> come il gelo invernale. La siccità che lo caratterizza contribuisce a sua volta a generare carestie, insicurezza alimentare e quindi, indirettamente, anche instabilità politica e disordini sociali. Infine, negli ultimi anni si sono succeduti diversi devastanti terremoti. L’<a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2022/06/29/news/afghanistan_terremoto_emergency_continuano_ad_arrivare_feriti-355958661/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ultimo dei quali</a>, lo scorso giugno, ha causato la morte di oltre mille persone.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2,7 </span>milioni di rifugiati sotto il mandato Unhcr sono afghani.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Si tratta del terzo dato più elevato dopo quello siriano (6,8 milioni di rifugiati) e venezuelano (4,6 milioni). Inoltre, <strong>la cifra comprende solo i profughi registrati all&#8217;estero</strong> &#8211; che nel caso dell&#8217;Afghanistan sono principalmente ospitati nei due paesi confinanti, Pakistan e Iran. Sempre secondo le stime <a href="https://data.unhcr.org/en/documents/details/93501" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unhcr</a>, altri <strong>3,5 milioni di persone non avrebbero oltrepassato i confini nazionali</strong>, rientrando nella categoria degli sfollati interni.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Metà della popolazione afghana dipende dagli aiuti umanitari.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>L&#8217;alto commissariato Onu per i rifugiati afferma anche che <strong>a giugno 2022 circa la metà di tutti gli abitanti del paese dipendono dagli aiuti umanitari </strong>(circa 24 milioni di persone). Essendo l&#8217;Afghanistan un paese mediamente molto giovane, tantissimi sono bambini.</p>
<p>La situazione degli afghani si è poi ulteriormente aggravata a partire da agosto dello scorso anno, quando i talebani hanno preso il controllo paese, e si è profilata una nuova emergenza di profughi e sfollati.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-800mila-sfollati-in-afghanistan/">Più di 800mila sfollati in Afghanistan</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-800mila-sfollati-in-afghanistan/">Il numero di sfollati a causa di conflitti in Afghanistan (2021-2022)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_200728_tab3"><p>I dati sono aggiornati al 15 di ogni mese, fatta eccezione per quelli di settembre 2021, relativi all&#8217;8 del mese, e per quelli di maggio 2022, aggiornati al 1 giugno. Le cifre considerano solo gli sfollati per conflitti e violenze, dal 1 gennaio del 2021.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://data.unhcr.org/en/search?sv_id=32&amp;geo_id=0&amp;type%5B0%5D=document&amp;sector_json=%7B%220%22:%20%220%22%7D&amp;sector=0&amp;page=5" target="_blank" rel="noopener">Unhcr</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 5 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/piu-di-800mila-sfollati-in-afghanistan.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="piu-di-800mila-sfollati-in-afghanistan"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-200728"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-200728" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>A settembre 2021 gli sfollati erano già più di mezzo milione. Nei mesi successivi la cifra è progressivamente aumentata, soprattutto a partire dai mesi di febbraio e marzo del 2022 - parallelamente alla crisi ucraina. <strong>All'ultimo aggiornamento risalente al primo giugno, gli sfollati per conflitti sono più di 820mila</strong>.</p>
<p>A questi si aggiungono anche i numerosi sfollati per disastri ambientali. Secondo l'Internal displacement monitoring center (<a href="https://www.internal-displacement.org/database/displacement-data" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Idmc</a>) <strong>sono 302 gli eventi climatici estremi che hanno colpito il paese dal 2008 al 2021, causando circa 892mila sfollati interni</strong>. Parliamo in particolare di <strong>alluvioni</strong>, che in questo lasso di tempo hanno generato 404mila sfollati, e <strong>siccità</strong> (378mila).</p>
<p>Come abbiamo raccontato in un <a href="https://www.openpolis.it/desertificazione-e-siccita-rendono-molte-aree-ostili-alla-vita-umana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recente approfondimento</a>, l'Afghanistan è il terzo paese del mondo, dopo Somalia e Etiopia, per sfollati causati da eventi di siccità.</p>
<p>Negli ultimi mesi poi la situazione è diventata gradualmente più preoccupante anche a causa della <strong>crisi alimentare </strong>in corso, che si è aggravata con il conflitto in Ucraina, ma che sta colpendo in maniera particolare gli stati più poveri del mondo.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-crisi-alimentare-globale-e-la-guerra-in-ucraina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all'approfondimento<br><strong>La crisi alimentare globale e la guerra in Ucraina</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>L'Afghanistan è infatti il <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-10-paesi-con-piu-persone-in-condizione-di-crisi-alimentare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo paese maggiormente colpito</a>, con <strong>22,8 milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare </strong>nel 2021. Nel 2020 erano 13,2 milioni.</p>
<h3>L'accoglienza dei profughi afghani</h3>
<p>Dagli anni 2000 ad oggi, l'Afghanistan è più o meno costantemente rientrato tra i principali paesi di provenienza dei richiedenti asilo in Italia. Ma se negli ultimi anni la cifra era andata progressivamente calando, <strong>nel passaggio tra 2020 e 2021 si è verificato un forte aumento</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+899% </span>i richiedenti asilo di nazionalità afghana in Italia nel 2021, rispetto al 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-passaggio-tra-2020-e-2021-il-maggior-aumento-di-profughi-afghani/">Nel passaggio tra 2020 e 2021 il maggior aumento di profughi afghani</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-passaggio-tra-2020-e-2021-il-maggior-aumento-di-profughi-afghani/">I richiedenti asilo di nazionalità afghana in Italia tra il 2015 e il 2021</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_200821_tab3"><p>I dati sono relativi alle richieste di asilo e non sono disponibili per il 2018.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/i-numeri-dellasilo" target="_blank" rel="noopener">ministero dell'interno</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 5 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                                          data-param-text="Nel passaggio tra 2020 e 2021 il maggior aumento di profughi afghani"
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                            <p><label for="embed-chart-200821"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Dal 2015 al 2019 si è registrata una graduale contrazione del numero di richiedenti asilo afghani in Italia, passando da circa 4mila a 599 nel 2019. Nel 2020 si è registrato un lieve aumento (+46 persone). Mentre nel 2021 il numero di richiedenti asilo è passato a 6.445, circa mille volte superiore al dato dell'anno precedente.</p>
<p>In Italia l'approccio è stato quello di favorire l'inserimento dei profughi afghani all'interno del sistema di accoglienza ordinaria, come abbiamo raccontato in un <a href="https://www.openpolis.it/gli-afghani-in-italia-e-la-necessita-di-un-sistema-di-accoglienza-ordinario/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">precedente approfondimento</a>. Senza tuttavia adottare una strategia mirata in questo senso.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>L'Ue non ha implementato misure straordinarie per gestire l'emergenza afghana.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Un'emergenza, insomma, che però non è stata affrontata come tale. In risposta al recente scoppio della guerra in Ucraina infatti <strong>l'Ue ha attivato in modo eccezionale una direttiva (la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32001L0055&amp;from=IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">direttiva 55/2001</a>) che garantisce una protezione speciale temporanea ai cittadini ucraini</strong>, in qualsiasi paese dell'Ue e con validità pari a un anno dall'ingresso, rinnovabile per altri 2. Si è trattato di un approccio radicalmente diverso rispetto a quello con cui i paesi europei hanno gestito altri flussi migratori altrettanto meritevoli di accoglienza, come quello degli afghani. Anche se questi ultimi sono in fuga da problemi reali, e come tutte le persone che lasciano il proprio paese hanno diritto a cercare una vita migliore altrove.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/laccoglienza-dei-profughi-afghani-in-europa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all'approfondimento<br><strong>L'accoglienza dei profughi afghani in Europa</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
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</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/photos/bUm5zws3vzQ" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Farid Ershad</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lemergenza-afghana-non-e-finita/">L&#8217;emergenza afghana non è finita</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le problematiche rilevate nell&#8217;indagine conoscitiva sui discorsi d&#8217;odio</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-problematiche-rilevate-nellindagine-conoscitiva-sui-discorsi-dodio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=198836</guid>

					<description><![CDATA[<p>È conclusa l'indagine conoscitiva sui discorsi d'odio, iniziata nel maggio 2021 dalla commissione straordinaria guidata da Liliana Segre. Le due principali sfide individuate nel documento conclusivo sono la definizione chiara del fenomeno e un intervento normativo nel mondo digitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-problematiche-rilevate-nellindagine-conoscitiva-sui-discorsi-dodio/">Le problematiche rilevate nell&#8217;indagine conoscitiva sui discorsi d&#8217;odio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Commissioni/0-00143.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commissione straordinaria</a> per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, istituita nel 2019 per volere di <strong>Liliana Segre</strong> (che ne è presidente) ma attiva soltanto dall&#8217;aprile 2021, si occupa delle leggi e delle iniziative relative al tema dell&#8217;intolleranza.</p>
<p>Nella seduta n.2 del 20 maggio 2021 è stato approvato all&#8217;unanimità l&#8217;avvio da parte della commissione di un&#8217;<strong>indagine conoscitiva sulla natura, cause e sviluppi recenti del fenomeno dei discorsi d&#8217;odio, con particolare attenzione alle evoluzioni della normativa europea in materia</strong>, e a giugno 2022 l&#8217;indagine è stata conclusa.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/in-senato-ce-una-nuova-commissione-straordinaria-contro-lodio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento<br><strong>In senato c'è una nuova commissione straordinaria contro l'odio</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Nel <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=18&amp;id=1355283&amp;part=doc_dc-allegato_a:1#_ftn372" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documento conclusivo</a>, sono identificate <strong>due sfide principali</strong> a riguardo. Da una parte, introdurre una <strong>definizione chiara e trasparente di &#8220;hate speech&#8221;</strong>, anche da un punto di vista normativo. Dall&#8217;altra, un <strong>intervento specifico nell&#8217;ambito dell&#8217;odio online</strong>.</p>
<p>Il documento esplora prima di tutto il problema della definizione, per poi passare in rassegna gli strumenti già esistenti per contrastare i discorsi d&#8217;odio, a livello internazionale, europeo e italiano, e il contesto normativo. Entrando nel merito degli specifici gruppi bersagli dei discorsi d&#8217;odio, analizzando le loro peculiarità, e soffermandosi anche sul problema delle piattaforme digitali.</p>
<h3>Delimitare la nozione di &#8220;hate speech&#8221;</h3>
<p>Il primo problema individuato dalla commissione è la mancanza di una definizione giuridica univoca, sia in Italia che in Ue, del fenomeno dell&#8217;hate speech. Il principale ostacolo, quando si cerca di definire i discorsi d&#8217;odio, è che <strong>la libertà di opinione è un diritto fondamentale all&#8217;interno di una democrazia</strong>.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Ad oggi non esiste una definizione internazionale univoca di hate speech o discorso d’odio.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-lhate-speech-e-come-regolamentato/">
                "Che cos&#8217;è l&#8217;hate speech e com&#8217;è regolamentato"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>A differenza del costituzionalismo liberale statunitense però<strong> il costituzionalismo europeo riconosce la categoria dell&#8217;abuso di diritto</strong>. In diverse istanze infatti l&#8217;<strong>uguaglianza</strong>, la <strong>dignità</strong>, l&#8217;<strong>onore</strong> e la <strong>reputazione</strong> sono stati affermati come diritti che di fatto possono limitare la libertà di espressione di un altro.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Dalle audizioni è emerso che si è certamente sempre liberi di odiare e che il sentimento d’odio va distinto dai discorsi d’odio. La libertà di odiare non equivale, infatti, alla libertà di manifestare espressioni d’odio [&#8230;]</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=18&amp;id=1355283&amp;part=doc_dc-allegato_a:1#_ftn372" target="_blank">- documento conclusivo dell'indagine conoscitiva</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Caratteristica fondamentale dei discorsi d&#8217;odio è infatti che essi sono pericolosi</strong>. Oltre a ferire le persone contro cui sono diretti, fungono da valvola di sfogo per pulsioni antisociali che possono dilagare. Anche se tutelare la libertà di esprimere dissenso, disagio e malcontento rimane cruciale.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>I discorsi d&#8217;odio limitano la libertà di espressione delle vittime.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Come illustra il documento conclusivo, l&#8217;hate speech va inteso come <strong>più di una semplice contrapposizione tra due diritti </strong>&#8211; il diritto di libera espressione da un lato e quello alla dignità dall&#8217;altro. Esso può essere più efficacemente compreso come uno stesso diritto, esercitato da due soggetti, la cui espressione in uno può limitare l&#8217;altro. Difatti l&#8217;odio <strong>calpesta la libertà di espressione della vittima</strong>, sino anche a impedirle di denunciare il reato subito, per vergogna, timore, paura di non incontrare supporto &#8211; come dimostrato anche dal fenomeno dell&#8217;<strong><em>under-reporting</em></strong>, ovvero il fatto che i reati denunciati sono di entità nettamente inferiore rispetto a quelli compiuti.</p>
<h3>L&#8217;odio online e le sue peculiarità</h3>
<p>Il documento si sofferma anche sulle modalità di diffusione dell&#8217;odio, e in particolare su quelle digitali &#8211; anche se è importante sottolineare che l&#8217;hate speech è caratteristico anche dei media tradizionali.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>I discorsi d&#8217;odio online hanno caratteristiche peculiari.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Online, l&#8217;odio rimane attivo più a lungo, si presenta in diversi formati ed è facilitato dalla generale percezione di anonimato e impunità. Inoltre è <strong>transnazionale</strong>, il che rende più complesso individuare i meccanismi legali idonei per combatterlo. <strong>Gli algoritmi poi distorcono ulteriormente le notizie, creando dei veri e propri filtri cognitivi</strong>. Oltre al fatto che la comunicazione digitale è più veloce, e che genera effetti a catena.</p>
<p>A questo si aggiunge il fatto che<strong> le piattaforme esercitano ormai un enorme potere</strong> che non è solo sociale, ma anche economico, politico e tecnologico. Sono capaci di orientare il dibattito pubblico, come fossero un organo politico.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Questo espone ad un rischio gigantesco il rapporto tra infrastrutture digitali e sistemi democratici: la libertà di espressione online finisce per dipendere dalle piattaforme, con ruolo potenzialmente alternativo allo stato.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=18&id=1355283&part=doc_dc-allegato_a:1#_ftn372" target="_blank">- documento conclusivo dell'indagine conoscitiva</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Al momento, lo strumento principale in questo senso è il <a href="https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/combatting-discrimination/racism-and-xenophobia/eu-code-conduct-countering-illegal-hate-speech-online_en#theeucodeofconduct" target="_blank" rel="noopener noreferrer">codice di condotta dell&#8217;Ue</a>, del 2016. A livello nazionale, l&#8217;<a href="https://www.agcom.it/hatespeech" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agcom</a> ha introdotto un analogo regolamento su segnalazione e moderazione di contenuti d&#8217;odio.</p>
<p>Ma è necessario un ulteriore intervento normativo specifico. La commissione straordinaria propone in questo senso l&#8217;introduzione di un <strong>regolamento sui servizi digitali (Dsa)</strong> che possa in futuro costituire una base normativa comune per tutti i paesi membri, oltre che, per l&#8217;Italia, di un <strong>osservatorio nazionale permanente sui discorsi d&#8217;odio e i crimini d&#8217;odio</strong>. Sostenendo inoltre la necessità di promuovere una <strong>regolamentazione internazionale sull&#8217;anonimato</strong>.</p>
<h3>Come raccogliere dati e monitorare?</h3>
<p>Come evidenzia la commissione, <strong>i discorsi d&#8217;odio costituiscono una sfida per la statistica ufficiale</strong>. In primis proprio per via della difficoltà di definizione e per la complessità del fenomeno. In questo senso l&#8217;indagine conoscitiva ha portato alla conclusione che<strong> è necessario definire e implementare una metodologia comune e un coordinamento a livello europeo per la raccolta dati e il monitoraggio</strong>.</p>
<p>Da un punto di vista giuridico, ci sono i dati sui<strong> procedimenti penali sui crimini d&#8217;odio</strong>. Tuttavia, siccome al momento non è riconosciuta come aggravante la discriminazione basata sul sesso, sul genere, sull&#8217;identità e sull&#8217;orientamento, i dati di questo genere sono disponibili ma <strong>solo per le vittime di crimini di matrice razzista o xenofoba</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-fatica-del-parlamento-ad-approvare-leggi-che-espandono-i-diritti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento<br><strong>La fatica del parlamento ad approvare leggi che espandono i diritti</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+33 </span>i procedimenti per discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi nel 2018, rispetto al 2010.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa/">Aumentano i procedimenti per discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa/">I procedimenti definiti presso le procure della repubblica contenenti i reati di odio e atti discriminatori in Italia (2010-2018)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_199903_tab1" role="tab" aria-controls="chart_199903_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="682" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="682" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa/">Aumentano i procedimenti per discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa - I procedimenti definiti presso le procure della repubblica contenenti i reati di odio e atti discriminatori in Italia (2010-2018)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_199903_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_199903_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_199903_tab3"><p>Sono riportati i procedimenti contenenti reati d&#8217;odio e atti discriminatori. L&#8217;aggravante di atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi è definito nel Dl 122/1993 (art.3) sostituito, a partire dal 6/4/2018, dall&#8217;art.604 ter cp. Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi sono invece definiti nella legge 654/1975, art. 3, sostituito, a partire dal 6/4/2018, dall&#8217;art.604 bis cp, dal Dl 122/1993 (artt.1-2) e dalla legge 205/1993 (art.1). Il reato di apologia del fascismo è invece definito nella legge 645/1952 (art. 4).</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/423/757/Audizione_della_dottoressa_Linda_Laura_Sabbadini.pdf" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 28 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-199903"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-199903" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;682&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/aumentano-i-procedimenti-per-discriminazione-razziale-etnica-nazionale-o-religiosa/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Dal 2010 al 2018<strong> è aumentato soprattutto il numero di procedimenti per discriminazione, odio o violenza </strong>basate su pregiudizio etnico, razziale, nazionale o religioso, passati da 65 a 98. Anche i casi di <strong>apologia del fascismo</strong>, seppure meno numerosi, sono aumentati molto significativamente, passando in questo stesso lasso di tempo da 11 a 25.</p>
<p>Per quanto riguarda invece l’<strong>aggravante per atti di discriminazione</strong> per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, il picco è stato raggiunto nel 2015, quando sono stati registrato 282 casi. La cifra è poi andata gradualmente diminuendo, ma il 2020 ha rappresentato un incremento rispetto all’anno precedente (+16 casi).</p>
<p>Oltre a questi dati, rilevati dalle autorità giudiziarie,<strong> Istat fa anche misurazioni relative agli stereotipi, alla percezione dei ruoli sociali e alla consapevolezza della discriminazione</strong> - per tutte le categorie considerate vulnerabili: donne, popolazione Lgbt, stranieri, immigrati e comunità rom e sinti. Oltre a registrare l'adozione di <span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">misure per garantire una maggiore diversità nell'ambiente lavorativo.</span></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-di-un-decimo-delle-aziende-adottano-misure-per-la-diversita-etnica-razziale-e-religiosa/">Meno di un decimo delle aziende adottano misure per la diversità etnica, razziale e religiosa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-di-un-decimo-delle-aziende-adottano-misure-per-la-diversita-etnica-razziale-e-religiosa/">Imprese, per dimensione, che adottano misure di diversity management (2019)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_199924_tab3"><p>Sono indicate le imprese che adottano misure di diversity management, non obbligatorie per legge, in almeno uno degli ambiti considerati per classe dimensionale dell’impresa e ambito di diversity. Le aziende di medie dimensioni sono quelle con un numero di dipendenti compresi tra 50 e 499, mentre quelle grandi ne hanno più di 500.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/250150" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 27 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="meno-di-un-decimo-delle-aziende-adottano-misure-per-la-diversita-etnica-razziale-e-religiosa"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-199924"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-199924" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			</p>
<p><strong>L’ambito di diversità rispetto a cui più aziende adottano misure è quello relativo alla disabilità</strong>: se ne occupa circa il 16% delle aziende, più di 1 grande azienda su 5. Seguono le misure per la parità di genere (13%) e per la diversità di età (10%). Agli ultimi posti invece le differenze di cittadinanza, nazionalità o etnia e appartenenza religiosa, su cui meno del 10% delle aziende implementa misure.</p>
<p>Nel contesto dell'indagine conoscitiva, Istat vuole inoltre avviare nel 2022 una<strong> indagine pilota sulle discriminazioni</strong> da realizzare poi nel corso del 2023, per stabilire l'adeguatezza degli aspetti tecnici di misurazione dei fenomeni discriminatori.</p>
<p>Insomma 'indagine conoscitiva ha portato alla conclusione che sul tema dei discorsi d'odio <strong>sono ancora necessari degli interventi, anche a livello normativo</strong>. Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/la-fatica-del-parlamento-ad-approvare-leggi-che-espandono-i-diritti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recentemente raccontato</a> riguardo alle leggi che espandono i diritti individuali, manca però meno di un anno alla fine della legislatura attuale e quindi il tempo a disposizione è ridotto.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
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</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: <a href="https://www.senato.it/4281?album_presidente=14001&amp;active_slide_41878=2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Senato</a> - licenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-problematiche-rilevate-nellindagine-conoscitiva-sui-discorsi-dodio/">Le problematiche rilevate nell&#8217;indagine conoscitiva sui discorsi d&#8217;odio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La fatica del parlamento ad approvare leggi che espandono i diritti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-fatica-del-parlamento-ad-approvare-leggi-che-espandono-i-diritti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=197379</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ius scholae, Ddl Zan e fine vita sono temi su cui si è molto discusso nel corso di questa legislatura. Nessuna delle proposte di legge presentate però è ancora stata definitivamente approvata e la probabilità che questo avvenga diventa ogni giorno più bassa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-fatica-del-parlamento-ad-approvare-leggi-che-espandono-i-diritti/">La fatica del parlamento ad approvare leggi che espandono i diritti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come è noto il parlamento è competente a discutere e approvare leggi su tutte le materie su cui la costituzione attribuisce allo stato una competenza esclusiva o concorrente.</p>
<p>Tuttavia<strong> in alcune materie, più che in altre, le aule di camera e senato sembrano avere maggiori difficoltà a portare a conclusione i provvedimenti. Si tratta ad esempio di leggi che espandono o comunque modificano la configurazione dei diritti individuali</strong>. Come la <strong>legge sulla cittadinanza</strong>, quella per estendere le <strong>tutele nei confronti di chi è vittima di discriminazioni per ragioni di genere o orientamento sessuale</strong> e quella sul <strong>fine vita</strong>.</p>
<p>Si tratta di questioni fondamentali per milioni di persone che vivono nel nostro paese, ma che al contempo non sembrano altrettanto considerate dal legislatore. Eppure non si tratta di temi che riducono le libertà, ma piuttosto le espandono <strong>contrastando i discorsi d&#8217;odio verso le minoranze</strong>, <strong>promuovendo l&#8217;integrazione</strong> e <strong>lasciando più liberi i cittadini di decidere come gestire la parte finale della propria vita.</strong></p>
<p>Su ciascuno di questi temi, in modi e tempi diversi, si è tornati recentemente a discutere in parlamento, anche se ormai manca meno di un anno alla conclusione della legislatura. Per questo il rischio è che argomenti così importanti siano trattati più in chiave elettorale che non con il reale obiettivo di approvare delle leggi.</p>
<h3>Dallo Ius soli allo Ius scholae</h3>
<p><strong>Quello sull&#8217;accesso alla cittadinanza è un tema ancora divisivo a livello politico. </strong>Allo stesso tempo però un recente <a href="https://actionaid-it.imgix.net/uploads/2022/06/ACTIONAID_ius_scholae.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sondaggio</a> condotto da Quorum in collaborazione con Action Aid, mostra come la maggioranza degli intervistati si dimostri favorevole a una legge che faciliti l&#8217;accesso alla cittadinanza rispetto alle regole attuali.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">55,1% </span>la quota d&#8217;intervistati che si sono dichiarati favorevoli a rendere più facile ottenere la cittadinanza italiana.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Tuttavia, anche se il tema è in discussione da anni, il parlamento sembra non riuscire a formulare una posizione.</strong> Anche nella scorsa legislatura infatti una <a href="https://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/4003" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di legge</a> per l&#8217;introduzione di una forma di Ius soli era stata approvata alla camera, senza però arrivare mai a diventare legge.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://blog.openpolis.it/2017/10/09/lo-ius-soli-e-le-possibili-vie-per-lapprovazione-al-senato/16887" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo ius soli e le possibili vie per l’approvazione al senato.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Dopo la sua nomina a segretario del Partito democratico (Pd), lo stesso Letta aveva annunciato che questa sarebbe stata una battaglia chiave nella sua strategia politica.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Io penso che sarebbe una cosa molto importante se questo tempo del governo Draghi [&#8230;] fosse il periodo in cui finalmente nasce la normativa di civiltà del nostro paese sullo Ius soli, che io qui voglio rilanciare e riproporre.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VLxqucg5GwA" target="_blank">- Disccorso di insediamento di Enrico Letta come segretario del Partito democratico</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Il momento tuttavia non si configurava come particolarmente favorevole. Infatti fino a pochi mesi prima il Partito democratico si trovava in maggioranza assieme al Movimento 5 stelle e ad altri partiti di centro sinistra.<strong> La recente nascita del governo Draghi però ha creato un contesto politico-parlamentare decisamente più complesso.</strong></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/giovani-che-si-sentono-italiani-tra-discriminazione-e-integrazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giovani che si sentono italiani tra discriminazione e integrazione.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Affrontare questo tema in parlamento mentre al contempo si governa in una coalizione estremamente ampia e con posizioni molto diverse era in effetti un proposito piuttosto azzardato.</p>
<p><strong>Da quel momento infatti, la discussione in parlamento non ha fatto molti passi avanti. Almeno fino allo scorso 9 marzo</strong> quando il testo unificato (che accorpava diverse proposte di legge) è stato adottato come <a href="https://www.camera.it/leg18/824?tipo=A&amp;anno=2022&amp;mese=03&amp;giorno=09&amp;view=&amp;commissione=01#data.20220309.com01.allegati.all00050" target="_blank" rel="noopener noreferrer">testo base</a> per la discussione.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il dossier della camera su</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://documenti.camera.it/Leg18/Dossier/Pdf/AC0171a.Pdf" target="_blank" rel="noopener">nuove norme sulla cittadinanza</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Il nuovo testo aveva una portata decisamente meno ambiziosa rispetto alle versioni precedenti. In questo caso infatti è stata esclusa qualsiasi forma, pur temperata, di Ius soli, limitandosi ad introdurre il principio dello Ius scholae.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.lavoce.info/archives/94381/ius-scholae-maggiore-inclusivita-e-vantaggi-per-tutti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lavoce.info<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>Si tratta in sostanza di riconoscere la cittadinanza italiana ai ragazzi nati da genitori stranieri che abbiano frequentato per almeno 5 anni uno o più cicli scolastici.</strong> Il punto cardine della norma dunque è che sia la scuola il luogo dell&#8217;integrazione. Ovvero il contesto in cui viene a formarsi l&#8217;identità delle nuove generalzioni di italiani.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La presente proposta punta a introdurre in maniera puntuale una nuova fattispecie orientata al principio dello ius scholae, con una scelta di fiducia non solo negli stranieri che vogliono integrare i loro figli, ma nel lavoro della comunità didattica, nella dedizione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti che in classe costruiscono la nostra Repubblica e insegnano i valori della nostra Costituzione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.giuseppebrescia.it/ius-scholae-ecco-il-testo-per-una-nuova-legge-sulla-cittadinanza/" target="_blank">- On. Giuseppe Brescia, presidente della commissione affari costituzionali della camera</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Questa proposta è stata <a href="https://www.camera.it/leg18/126?tab=4&amp;leg=18&amp;idDocumento=105&amp;sede=&amp;tipo=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">discussa</a> con una certa continuità nei mesi di aprile e maggio. Tuttavia, nonostante si tratti di un testo depurato in partenza dalle parti meno digeribili dalle formazioni del centro destra, non sono mancate forti opposizioni al provvedimento, soprattutto da parte degli esponenti della Lega e di Fratelli d&#8217;Italia. Il testo passerà alla <a href="https://www.camera.it/leg18/76?active_tab_3806=4184&amp;alias=76&amp;environment=camera_internet&amp;element_id=agenda_lavori" target="_blank" rel="noopener noreferrer">discussione in aula</a> proprio in questi giorni. Ma anche se il disegno di legge dovesse passare all&#8217;esame della camera in tempi molto rapidi poi al senato si dovrebbe tenere lo stesso iter, ma con numeri più sfavorevoli per i gruppi a favore del provvedimento. <strong>Ad oggi dunque appare abbastanza improbabile che una norma di questo tipo possa vedere la luce nel corso di questa legislatura.</strong></p>
<h3>Dov&#8217;è finito il Ddl Zan</h3>
<p><strong>Giugno è il mese del <em>pride</em></strong> e in varie città italiane si sono tenute le consuete parate con cui viene celebrata l&#8217;accettazione sociale e l&#8217;auto-accettazione delle persone appartenenti alla comunità Lgbtqi+.</p>
<p>Proprio su questo tema, <strong>nel corso dell&#8217;attuale legislatura, alcuni gruppi parlamentari si erano impegnati ad approvare una legge che tutelasse dalla violenza e dalla discriminazione per motivi di sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.</strong></p>
<p>Il provvedimento, comunemente noto come  <strong><a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/3024">Ddl Zan</a>, è in effetti passato all&#8217;esame della camera, senza però arrivare mai all&#8217;approvazione definita.</strong></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-fine-del-ddl-zan-se-ne-riparlera-forse-la-prossima-legislatura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fine del Ddl Zan.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">154 </span>i voti favorevoli con cui il senato ha deciso di non passare all&#8217;esame degli articoli del Ddl Zan.</p>
			        </section>
		</p>
<p>È interessante notare tuttavia come <strong>sul Ddl Zan il parlamento non abbia mai esplicitamente espresso parere contrario. In effetti la votazione a scrutinio segreto con cui è stato affossato il provvedimento al senato non riguardava il merito del testo, ma piuttosto l&#8217;opportunità di discutere degli articoli.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ddl-zan-154-i-senatori-favorevoli-per-non-passare-agli-articoli/">Ddl Zan, 154 i senatori favorevoli per non passare agli articoli</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ddl-zan-154-i-senatori-favorevoli-per-non-passare-agli-articoli/">Come i senatori hanno votato sulla proposta di non passare agli articoli del Ddl Zan</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_165478_tab3"><p>Ai sensi dell&#8217;<a href="https://www.senato.it/istituzione/il-regolamento-del-senato/capo-xii/articolo-96-1" target="_blank" rel="noopener">articolo 96</a> del regolamento un senatore può richiedere un voto per decidere se passare o meno alla discussione degli articoli di una proposta di legge. In caso di voto favorevole l&#8217;iter del provvedimento non può riprendere prima di 6 mesi. La votazione è avvenuta con scrutinio segreto.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis.                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Ottobre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-165478"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-165478" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/ddl-zan-154-i-senatori-favorevoli-per-non-passare-agli-articoli/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tale opzione, prevista dall'articolo 96 del regolamento del senato, implica che in caso di voto favorevole il provvedimento venga accantonato ma anche che non possa essere riproposto per i successivi 6 mesi (articolo 76).</p>
<p>Trascorso questo tempo dunque <strong>il</strong> <strong>Partito democratico ha deciso di insistere riproponendo il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/64595" target="_blank" rel="noopener noreferrer">provvedimento</a> e iniziando stavolta l'iter legislativo proprio dal senato, ovvero l'aula che lo aveva inizialmente bloccato.</strong></p>
<p>Il testo di questa proposta di legge ad oggi non è ancora disponibile. Tuttavia stando a quanto riportato da fonti <a href="https://www.ilpost.it/2022/05/05/pd-ddl-zan-seconda-volta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stampa</a> dovrebbe essere identico a quello approvato a suo tempo dalla camera.</p>
<p><strong>L'idea dunque è quella di riprendere la mediazione in senato da dove era stata interrotta. In caso di successo la speranza è quella di una rapida approvazione da parte dell'ala parlamentare che già una volta ha dato il via libera al provvedimento.</strong></p>
<p>Nonostante questo però <strong>tocca constatare anche in questo caso come l'iter del provvedimento sia solo alle sue prime fasi. È piuttosto difficile quindi immaginare che si possa arrivare ad approvare la legge prima della fine della legislatura.</strong></p>
<h3>Il parlamento, la corte costituzionale e il fine vita</h3>
<p>Un altro tema fondamentale di cui si è molto discusso in questa legislatura, senza trovare una soluzione, è quello del fine vita.</p>
<p><strong>Ad investire il parlamento del compito di legiferare su questa materia è stata in questo caso la stessa corte costituzionale</strong>. Infatti nella prima <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2018&amp;numero=207" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ordinanza</a> emessa sul caso Cappato, la corte ha deciso di rimandare di un anno il proprio giudizio. In questo modo si intendeva dare al parlamento il tempo di affrontare un tema così importante e delicato.</p>
<p>Trascorso questo termine però le camere non erano giunte ad alcuna conclusione. Né avevano fatto i passaggi necessari a lasciar immaginare che una decisione potesse emergere in tempi ragionevoli.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In prossimità della nuova udienza, la parte costituita ha depositato una ulteriore memoria, rilevando come l’invito rivolto al Parlamento da questa Corte non sia stato accolto. Nessun seguito hanno, infatti, avuto le proposte di legge presentate, che prospettavano, peraltro, soluzioni sensibilmente diverse tra loro.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2019&numero=242" target="_blank">- Corte costituzionale. Sentenza 242/2019 </a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Per questo la consulta, a settembre 2019, ha emesso una <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2019&amp;numero=242" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova sentenza</a> dichiarando l'illegittimità costituzionale </strong>dell’art. 580 del codice penale, nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, a determinate condizioni, agevola l’esecuzione del proposito di suicidio di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia dolorosa e irreversibile.</p>
<p>Ma oltre alla non punibilità, la sentenza estende a casi come quello trattato, la procedura prevista dalla legge 219/2017, <strong>introducendo quindi nell'ordinamento il suicidio medicalmente assistito, se pur con una serie di limitazioni.</strong></p>
<p><strong>Visto che le decisioni della corte sono immediatamente esecutive</strong> (<a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-vi/sezione-i/articolo-136" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo 136</a> della costituzione) <strong>si potrebbe pensare che non sia più necessario l'intervento del parlamento.</strong> Tuttavia è la stessa consulta a continuare a esortare il parlamento a esprimersi sulla materia. E questo per diverse ragioni. Intanto perché<strong> il tema è di un'importanza tale da richiedere che sia l'organo che esprime la volontà popolare a prendere una decisione</strong>.</p>
<p><strong>Inoltre, come è risultato evidente negli scorsi giorni, l'effettiva esecutività della sentenza sta incontrando nella pratica molte limitazioni.</strong> Il 16 giugno infatti Federico Carboni è stato la prima persona in Italia ad accede al suicidio medicalmente assistito. Nonostante la sentenza della corte però sono stati necessari due anni per arrivare a questa conclusione e in aggiunta i costi necessari sono stati fatti ricadere proprio sul paziente.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/comunicati/133751" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Associazione Luca Coscioni<br><strong>Comunicato stampa</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Di fronte all'inerzia del parlamento nell'affrontare questa materia, lo scorso anno l'associazione Luca Cosioni aveva anche raccolto le firme per un <strong>referendum sull'eutanasia legale</strong> o, più precisamente, sull'abrogazione dell'articolo 579 del codice penale relativo all'omicidio del consensiente. <strong>In caso di vittoria del referendum la nuova normativa avrebbe avuto una portata molto più ampia, rispetto a quella emersa dalla decisione della corte. Forse anche per questo in quella fase l'attività parlamentare sulla <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/62300" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di</a><a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/62300" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> legge</a> in esame alla camera ha  ripreso vigore, approdando in aula a dicembre 2021.</strong></p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Dossier del senato.</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01345944.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Si tenga presente che, di fronte all'ipotesi posta dal referendum, persino autorevoli ambienti cattolici avevano aperto alla possibilità di discutere del provvedimento in esame alla camera, basandosi sul principio delle "leggi imperfette".</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.laciviltacattolica.it/articolo/la-discussione-parlamentare-sul-suicidio-assistito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br><strong>Civiltà cattolica</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>In questo caso tuttavia, la corte costituzionale ha dichiarato <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2022:50" target="_blank" rel="noopener noreferrer">inammissibile</a> il quesito referendario</strong> sull'eutanasia legale. Al di là delle <a href="https://www.ildubbio.news/2022/02/17/cappato-amato-cannabis-eutanasia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">critiche</a> che questa decisione ha suscitato, una delle conseguenze è stata quella di riconferire al parlamento la responsabilità di assumere una decisione. <strong>Fortunatamente l'inammissibilità del quesito non ha implicato un'interruzione dei lavori parlamentari. A marzo 2022 infatti il testo è stato approvato alla camera</strong> ed è passato all'esame del senato. Tuttavia, a distanza di 3 mesi, le commissioni competenti non hanno ancora iniziato l'esame del provvedimento.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lapprovazione-alla-camera-del-disegno-di-legge-sul-suicidio-assistito/">L&#8217;approvazione alla camera del disegno di legge sul suicidio assistito</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lapprovazione-alla-camera-del-disegno-di-legge-sul-suicidio-assistito/">I deputati che si sono espressi a favore o contro il disegno di legge che prevede la possibilità, in alcuni casi particolari, di ricorrere al suicidio medicalmente assistito</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lapprovazione-alla-camera-del-disegno-di-legge-sul-suicidio-assistito/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/lapprovazione-alla-camera-del-disegno-di-legge-sul-suicidio-assistito.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lapprovazione-alla-camera-del-disegno-di-legge-sul-suicidio-assistito/">L&#8217;approvazione alla camera del disegno di legge sul suicidio assistito - I deputati che si sono espressi a favore o contro il disegno di legge che prevede la possibilità, in alcuni casi particolari, di ricorrere al suicidio medicalmente assistito</a></div>
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			        			                                <div id="chart_198558_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_198558_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_198558_tab3"><p>Sono indicati, distinti per gruppo di appartenenza, prima i deputati che hanno espresso voto favorevole e poi quelli che si sono dichiarati contrari. Non sono indicati gli astenuti, quelli in missione e gli assenti. I dati di dettaglio possono essere consultati su <a href="olontaria-medicalmente-assistita-approvato-con-il-nuovo-titolodisposizioni-in-materia-di-morte-volontaria-medicalmente-assistita-progetto-di-legge-n-2/30344" target="_blank" rel="noopener">openparlamento</a>.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/disposizioni-in-materia-di-morte-volontaria-medicalmente-assistita-approvato-con-il-nuovo-titolodisposizioni-in-materia-di-morte-volontaria-medicalmente-assistita-progetto-di-legge-n-2/30344" target="_blank" rel="noopener">openparlamento</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 17 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-198558"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>Le proposte di legge sui diritti tra Pnrr, ciclo di bilancio e fine della legislatura</h3>
<p><strong>Rispetto alle proposte di legge sullo Ius scholae e sulla discriminazione delle persone Lgbtqi+, quella sul fine vita si trova dunque molto più vicina all'approvazione definitiva. Nonostante questo però non esiste alcuna garanzia che il parlamento arrivi effettivamente ad approvare la legge.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La fine della legislatura è vicina e il parlamento sarà molto impegnato nei prossimi mesi.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>L'estate infatti è un momento in cui il processo legislativo rallenta. In autunno poi saranno molti i temi di cui il parlamento dovrà necessariamente occuparsi.</strong> Tra questi certamente rientrano le <strong>riforme relative al Pnrr</strong> che richiedono un intervento parlamentare. Inoltre <strong>entro il 30 ottobre il governo deve presentare al parlamento il disegno di</strong> <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-il-ciclo-di-bilancio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge di bilancio.</a> Nei mesi successivi quindi le camere saranno probabilmente impegnate a discutere proprio di questo provvedimento.</p>
<p>I tempi a disposizione del parlamento per discutere di queste proposte di legge prima dello <strong>scadere della legislatura, a marzo 2023</strong>, sono dunque estremamente stretti.<strong> Anche per questo le aspettative sono piuttosto basse. D'altronde stiamo parlando delle stesse aule che non sono riuscite ad affrontare questi temi nel corso dei 4 anni precedenti.</strong></p>
<p>Certo è vero che <strong>nel caso che un provvedimento passi all'esame di uno dei rami del parlamento i regolamenti delle due camere prevedeno meccanismi velocizzati per la discussione dello stesso testo nella legislatura successiva.</strong> Il meccanismo tuttavia deve essere attivato entro 6 mesi e <strong>non c'è alcuna garanzia che questo avvenga.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Sorge il dubbio che si tratti più di un posizionamento elettorale che non di un reale tentativo di approvare le leggi.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Viene da chiedersi dunque quanto queste iniziative parlamentari abbiano effettivamente l'obiettivo di approvare i provvedimenti e quanto invece non rappresentino solo degli strumenti per marcare politicamente la propria posizione in vista della campagna elettorale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
<amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Banner-Hate-Speech.png" alt="" class="my-20 d-lg-block d-none"  layout="fixed"  width="488" height="58"></amp-img></p>
</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.governo.it/it/media/ucraina-informativa-del-presidente-draghi-parlamento/19867" target="_blank" rel="noopener noreferrer">camera dei deputati</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Credit</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-fatica-del-parlamento-ad-approvare-leggi-che-espandono-i-diritti/">La fatica del parlamento ad approvare leggi che espandono i diritti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crisi alimentare globale e la guerra in Ucraina</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-crisi-alimentare-globale-e-la-guerra-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=195185</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da ormai vari anni il numero di persone che soffre la fame nel mondo è in continuo aumento. Una situazione drammaticamente peggiorata con l'arrivo della pandemia e che ora dovrà affrontare gli effetti indiretti della guerra in Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crisi-alimentare-globale-e-la-guerra-in-ucraina/">La crisi alimentare globale e la guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da diversi anni i report delle agenzie delle Nazioni unite segnalano numeri preoccupanti sul tema della sicurezza alimentare</strong>. E questo già da prima che la pandemia aggravasse drammaticamente la situazione. Ora <strong>con la guerra in Ucraina la questione potrebbe raggiungere dimensioni ancora più drammatiche,</strong> mettendo seriamente a rischio la sicurezza alimentare di ancora più persone in sempre più paesi.</p>
<p><strong>Lette sotto questa luce le argomentazioni di chi insiste sulla differenza tra i migranti che scappano dalla guerra e i migranti economici appaiono dunque artificiali</strong>. Sia perché trovarsi in una condizione di grave insicurezza alimentare è una motivazione più che seria per decidere di emigrare, sia perché è molto frequente che queste situazioni siano generate proprio da conflitti, anche se non sempre pienamente riconosciuti a livello internazionale.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/hatespeech/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al canale<br><strong>Hate speech</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>La crescita dei numeri della fame prima dell&#8217;inizio della guerra in Ucraina</h3>
<p><strong>Il numero di persone che si trovano in una condizione di crisi alimentare, emergenza o carestia (classificate come Icp/Ch 3 o superiore) superava i 100 milioni già nel 2016. Tra il 2018 e il 2021 tuttavia questo numero è quasi raddoppiato</strong> a causa di un insieme di fattori. Tra questi rientrano i vari <strong>conflitti</strong> in corso, in particolare nel continente africano, gli effetti del <strong>cambiamento climatico</strong> e, a partire dal 2020, la <strong>pandemia da Covid-19</strong>.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>2022 Global Report on Food Crises.</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://docs.wfp.org/api/documents/WFP-0000138913/download/?_ga=2.54234220.598157635.1653661755-1065646476.1653661755" target="_blank" rel="noopener">Leggi</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">193 </span>milioni le persone nel mondo che si trovavano in una condizione di crisi alimentare, di emergenza o di carestia nel 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-drammatica-crescita-delle-persone-in-condizione-di-grave-insicurezza-alimentare-nel-mondo/">La drammatica crescita delle persone in condizione di grave insicurezza alimentare nel mondo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-drammatica-crescita-delle-persone-in-condizione-di-grave-insicurezza-alimentare-nel-mondo/">Il numero di persone che nel mondo si trova in condizione di grave insicurezza alimentare o peggio (Icp/Ch 3, 4 o 5) 2016-2021</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_195189_tab3"><p>La scala Integrated food security phase classification and Cadre harmonisé (Icp/Ch) è composta da 5 fasi. Il numero riguarda le persone che rientrano nelle fasi considerate di crisi alimentare (Icp/Ch 3), di emergenza (Icp/Ch 4) e di carestia (Icp/Ch 5).</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://docs.wfp.org/api/documents/WFP-0000138913/download/?_ga=2.54234220.598157635.1653661755-1065646476.1653661755" target="_blank" rel="noopener">2022 Global Report on Food Crises</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 27 Maggio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/la-drammatica-crescita-delle-persone-in-condizione-di-grave-insicurezza-alimentare-nel-mondo.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-drammatica-crescita-delle-persone-in-condizione-di-grave-insicurezza-alimentare-nel-mondo"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-195189"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Ma se sono quasi 200 milioni le persone in condizione di insicurezza alimentare ben <strong>39 milioni di queste in 36 diversi paesi si trovano in una situazione di vera e propria emergenza</strong> (Icp 4).</p>
<p>Inoltre è fondamentale considerare che al netto dei numeri forniti fino a ora, <strong>altre 236 milioni di persone si trovano in una situazione di stress alimentare</strong> (Icp 2). Questo vuol dire che se non vengono adottate importanti misure per contenere i rischi, anche loro<strong> nel prossimo futuro potrebbero trovarsi in una situazione di crisi</strong>.</p>
<h3>I paesi più in difficoltà</h3>
<p>I paesi con il numero più alto di persone in condizione di insicurezza alimentare (Icp 3) o emergenza (Icp 4) sono la <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong> e l'<strong>Afghanistan</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-10-paesi-con-piu-persone-in-condizione-di-crisi-alimentare/">I 10 paesi con più persone in condizione di crisi alimentare</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-10-paesi-con-piu-persone-in-condizione-di-crisi-alimentare/">I territori con il maggior numero di persone in fase Icp/ch 3 o superiore nel 2021</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://docs.wfp.org/api/documents/WFP-0000138913/download/?_ga=2.54234220.598157635.1653661755-1065646476.1653661755" target="_blank" rel="noopener">2022 Global Report on Food Crises</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 27 Maggio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-195201"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-195201" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>In <strong>Afghanistan</strong> il 2021 ha rappresentato un anno particolarmente difficile, con il ritiro della coalizione e gli scontri che ne sono derivati. In questo contesto <strong>il numero di persone in condizione di insicurezza alimentare è passato da 13,2 milioni a 22,8</strong>, ovvero il 55% della popolazione totale.</p>
<p>Nella <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong> questa quota scende al 28% che tuttavia, data la dimensione del paese, rappresenta oltre <strong>27milioni di persone</strong>.</p>
<p>Ma oltre alle situazioni più difficili sono molti i paesi in cui le persone soffrono la fame e ci si aspetta che nei prossimi anni aumenteranno ancora di più.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">53 </span>i paesi in cui si trovano persone in condizioni di grave insicurezza alimentare.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Le ragioni delle crisi sono molteplici e spesso si sommano l'un l'altra. Volendo però identificare le motivazioni di maggiore impatto si può dire che <strong>di questi 53 paesi 24 si trovino in questa condizione principalmente a causa di conflitti</strong>, <strong>8 a causa di condizioni meteorologiche estreme</strong> e <strong>21 come conseguenza di crisi economiche</strong>. Queste ultime possono a loro volta avere molteplici ragioni, come il rallentamento dell'economia globale avvenuto in seguito alla pandemia o l'emergere di un conflitto che, anche se molto distante, può influire pesantemente sulle esportazioni e sull'economia internazionale.</p>
<h3>Le drammatiche conseguenze della guerra in Ucraina</h3>
<p>La <a href="https://www.openpolis.it/il-teorema-dei-profughi-finti-e-i-profughi-veri-alimentato-dai-discorsi-dodio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guerra in Ucraina</a> ha causato conseguenze drammatiche da molteplici punti di vista. In primo luogo ovviamente per la popolazione locale, che ne sta soffrendo gli effetti sia diretti che indiretti, con moltissime persone costrette a scappare dalle loro case e a rifugiarsi in altre città ucraine o in altri paesi. Ma<strong> una conseguenza indiretta della guerra riguarda anche la crisi alimentare globale.</strong></p>
<p><strong>In parte i suoi effetti sono già in corso ma molto dipenderà dalla durata del conflitto e da la volontà delle parti di raggiungere accordi che permettano esportazioni cruciali per molti paesi.</strong></p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L'intensità e la durata del conflitto rimangono incerte. Le probabili interruzioni delle attività agricole di questi due principali esportatori di materie prime di base potrebbero seriamente aggravare l'insicurezza alimentare a livello globale, quando i prezzi internazionali dei prodotti alimentari e dei fattori di produzione sono già elevati e volatili.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.fao.org/director-general/news/news-article/en/c/1476480/" target="_blank">- Qu Dongyu - Direttore generale Fao</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Russia e Ucraina infatti sono esportatori molto importanti di grano, orzo e molti altri cereali e prodotti alimentari fondamentali.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-33-delle-esportazioni-mondiali-di-grano-viene-dalla-russia-e-dallucraina/">Il 33% delle esportazioni mondiali di grano viene dalla Russia e dall’Ucraina</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-33-delle-esportazioni-mondiali-di-grano-viene-dalla-russia-e-dallucraina/">La Russia, l’Ucraina e la loro quota di esportazioni globali di alcuni fondamentali prodotti alimentari (2018-2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.ifpri.org/blog/how-will-russias-invasion-ukraine-affect-global-food-security" target="_blank" rel="noopener">International food policy research institute</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 27 Maggio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-195215"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-195215" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Ad oggi è impossibile fare previsioni. Sia perché gli effetti dipenderanno dalla durata del conflitto, sia per la possibilità che le parti si accordino</strong> almeno per lasciar passare le navi commerciali che, nel caso dei cereali ucraini, transitavano per il 95% dal Mar Nero. Ma anche se non è possibile prevedere quali saranno gli effetti complessivi <strong>alcuni elementi raccontano già di un quadro drammatico</strong> legato ad esempio al fatto che nel paese in conflitto la semina invernale non si è potuta svolgere nel 20-30% delle terre disponibili.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">36 </span>i paesi in condizione di insicurezza alimentare che nel 2021 dipendevano dalle importazioni di grano da Russia e Ucraina per oltre il 10 per cento.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Ma anche se le quantità di cereali prodotta a livello globale dovesse rivelarsi sufficiente l'aumento dei prezzi, in buona parte già in corso, andrà a colpire in maniera diretta le fasce più deboli dei paesi più poveri, ovvero quelle che si trovano in condizione di stress alimentare, se non già di insicurezza o emergenza.</strong></p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>First crisis, then catastrophe.</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2022/04/Oxfam-briefing-DALLA-CRISI-ALLA-CATASTROFE.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi il rapporto di Oxfam</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Infatti, come fa notare un recente rapporto di Oxfam International, se già in paesi sviluppati (gli Stati Uniti), la fascia di popolazione più povera, utilizza circa il 27% del proprio reddito in prodotti alimentari, in paesi più svantaggiati, come il Perù o il Mozambico, questa quota si aggira intorno al 60%.</p>
<p>È evidente dunque come<strong> un aumento dei prezzi delle materie prime alimentari può rapidamente portare intere fasce di popolazione di fronte a una condizione di insicurezza alimentare</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
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</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p><strong>Foto: </strong>Johny Goerend (<a href="https://unsplash.com/es/@johnygoerend?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unsplash</a>)<strong><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crisi-alimentare-globale-e-la-guerra-in-ucraina/">La crisi alimentare globale e la guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La governance della cybersicurezza e la strategia nazionale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-governance-della-cybersicurezza-e-la-strategia-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=196158</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un anno fa è stata istituita l'agenzia per la cybersicurezza ma serve tempo affinché un'organizzazione così importante entri pienamente in funzione. La pubblicazione della strategia nazionale è dunque un passaggio importante che chiarisce anche la distribuzione di competenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-governance-della-cybersicurezza-e-la-strategia-nazionale/">La governance della cybersicurezza e la strategia nazionale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;adozione della legge con cui, a metà 2021, è stata <strong>istituita l&#8217;agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn)</strong> occorre del tempo affinché l&#8217;organo entri pienamente in funzione. <strong>Dopo circa un anno molte delle sue strutture sono almeno in parte operative o comunque sono state più chiaramente delineate grazie all&#8217;adozione di vari provvedimenti, non da ultimo la strategia nazionale di cybersicurezza.</strong></p>
<h3>I rischi individuati</h3>
<p><strong>L&#8217;adozione della strategia nazionale è uno dei passaggi chiave affinché l&#8217;azione dell&#8217;agenzia e degli altri organi che si occupano del tema si sviluppi in modo coerente e sinergico.</strong> Non a caso il documento non è stato adottato in autonomia dall&#8217;Acn. Al contrario, <strong>è una responsabilità che la legge attribuisce al presidente del consiglio</strong> (art. 2 <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-06-14;82!vig=2021-12-09" target="_blank" rel="noopener noreferrer">d.l. 82/2021</a>),<strong> sentito il comitato interministeriale di cybersicurezza (Cic)</strong>. Quest&#8217;organo include tutti i ministri con le responsabilità più importanti nel settore, oltre che il presidente del consiglio, l&#8217;autorità delegata e il direttore dell&#8217;agenzia, con funzioni di segretario. Si tratta dunque di <strong>un documento discusso collegialmente, in modo da tenere in considerazione tutti i possibili profili d&#8217;interesse.</strong></p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi la</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.acn.gov.it/ACN_Strategia.pdf" target="_blank" rel="noopener">Strategia Nazionale di Cybersicurezza</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Il documento si esprime su molteplici aspetti tra i quali di fondamentale importanza sono l&#8217;individuazione dei rischi e la definizione degli obiettivi.</p>
<p>Innanzitutto <strong>la strategia identifica 3 rischi sistemici</strong>. Questi riguardano la <strong>cybercriminalità</strong>, possibili <strong>ingerenze da parte di governi esteri</strong> tramite società tecnologiche controllate o influenzate e la <strong>diffusione di fake news</strong> e disinformazione.</p>
<h3>Sfide e obiettivi</h3>
<p>Tali rischi sono poi declinati in 5 sfide che l&#8217;agenzia, ma più in generale tutto il comparto della cybersicurezza, si propone di affrontare:</p>
<ol>
<li>assicurare una <strong>transizione digitale cyber resiliente della pubblica amministrazione</strong> e del tessuto produttivo;</li>
<li><strong>autonomia strategica</strong> nazionale ed europea nel settore del digitale;</li>
<li><strong>anticipare l’evoluzione della minaccia</strong> cyber;</li>
<li><strong>gestione di crisi</strong> cibernetiche;</li>
<li>contrastare la <strong>disinformazione</strong>.</li>
</ol>
<p>Come si può vedere si tratta di temi che riguardano più o meno direttamente una pluralità di soggetti. Così mentre<strong> la prima sfida si riferisce soprattutto alla pubblica amministrazione, a tutti i livelli, la seconda si pone in un terreno di dialogo tra istituzioni nazionali ed europee e settore privato</strong>.</p>
<p><strong>La terza e la quarta sfida invece riguardano soprattutto le capacità sia predittiva che operativa di gestione delle crisi</strong> e coinvolgono i vari attori che si occupano di sicurezza cibernetica, difesa e intelligence. <strong>Sempre l&#8217;intelligence poi è in parte coinvolta nella quinta sfida, che tuttavia assume un profilo delicato riguardando un tema costituzionalmente garantito come la libertà di espressione</strong>. Infatti da un lato è vero che assicurare che il dibattito non sia inquinato è molto importante per il libero gioco democratico. Dall&#8217;altro però proprio in questi giorni si discute su quali siano i limiti che l&#8217;intelligence dovrebbe rispettare su un tema così delicato.</p>
<p>In ogni caso, allo scopo di fronteggiare queste sfide, sono stati delineati<strong> 3 obiettivi</strong> volti a perseguire <strong>la protezione, la risposta e lo sviluppo</strong>.</p>
<p>La <strong>protezione</strong> riguarda soprattutto la capacità di creare un ambiente sicuro potenziando le capacità del centro di valutazione e certificazione nazionale (Cvcn), mantenendo il quadro giuridico aggiornato e sviluppando le capacità dei vari attori di settore.</p>
<p>La <strong>risposta</strong> concerne la capacità di reazione nei momenti di crisi. Questi potrebbero richiedere un intervento dei vertici politici, a cominciare dal presidente del consiglio, mentre il livello operativo è assicurato dal nucleo per la cybersicurezza e quello tecnico dal Csirt Italia.</p>
<p>Infine l&#8217;obiettivo <strong>sviluppo</strong> è dedicato proprio al rilancio dell&#8217;innovazione tecnologica nel nostro paese, in un&#8217;ottica sia industriale che di ricerca.</p>
<h3>La governance</h3>
<p><strong>Ciascuno degli obiettivi previsti è poi dettagliato in un piano di implementazione</strong> che identifica gli attori responsabili e gli altri soggetti interessati.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.acn.gov.it/ACN_Implementazione.pdf" target="_blank" rel="noopener">piano di implementazione</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Per ognuna delle 82 misure in cui è suddiviso il piano di implementazione sono indicate in maniera puntuale le organizzazioni responsabili e gli altri soggetti interessati.</strong> Analizzando questa distribuzione di competenze da un punto di vista quantitativo emerge chiaramente come <strong>l&#8217;agenzia abbia in questo settore una posizione preminente, per quanto non esclusiva.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-piano-nazionale-per-la-cybersicurezza-e-le-organizzazioni-coinvolte/">Il piano nazionale per la cybersicurezza e le organizzazioni coinvolte</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-piano-nazionale-per-la-cybersicurezza-e-le-organizzazioni-coinvolte/">Le misure del piano nazionale per la cybersicurezza, le organizzazioni responsabili e quelle interessate.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_196444_tab1" role="tab" aria-controls="chart_196444_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_196444_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-piano-nazionale-per-la-cybersicurezza-e-le-organizzazioni-coinvolte/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="1103" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="1103" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/il-piano-nazionale-per-la-cybersicurezza-e-le-organizzazioni-coinvolte.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-piano-nazionale-per-la-cybersicurezza-e-le-organizzazioni-coinvolte/">Il piano nazionale per la cybersicurezza e le organizzazioni coinvolte - Le misure del piano nazionale per la cybersicurezza, le organizzazioni responsabili e quelle interessate.</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_196444_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_196444_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_196444_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_196444_tab3"><p>Per ognuna delle 82 misure in cui è suddiviso il piano di implementazione della strategia nazionale di cybersicurezza sono individuate una o più organizzazioni responsabili oltre che le altre organizzazioni interessate. Tra queste si trovano: l’agenzia per la cybersicurezza (Acn), il ministero della difesa (Min. Difesa), gli operatori privati, il ministro per la trasformazione digitale (Mitd), il ministero dell&#8217;interno (Min. Interno), atenei e ricerca, altre amministrazioni centrali o periferiche (Altre amm.), il ministero dello sviluppo economico (Mise), il ministero degli esteri (Maeci), altri organi del nucleo per la cybersicurezza o del Computer Security Incident Response Team (Ncs /Csirt), le associazioni di categoria (Ass. categoria), il ministero dell&#8217;università (Mur), il ministero della giustizia (Min. Giustizia), il ministero dell&#8217;economia (Mef), le varie agenzie di informazione (Intelligence), la presidenza del consiglio (Pcm), il ministero dell&#8217;istruzione (Mi) e alcuni altri organi (Altro).</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati dell'<a href="https://www.acn.gov.it/ACN_Implementazione.pdf" target="_blank" rel="noopener">Agenzia per la cybersicurezza nazionale</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 7 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/il-piano-nazionale-per-la-cybersicurezza-e-le-organizzazioni-coinvolte.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="il-piano-nazionale-per-la-cybersicurezza-e-le-organizzazioni-coinvolte"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-196444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-196444" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Dunque la nascita dell'agenzia non ha esaurito tutte le competenze già attribuite ad altri organi.</strong> Ma l'analisi quantitativa non rende giustizia ad alcuni attori che invece, come si legge nel documento, rimangono ancora molto importanti in contesti specifici. Prime tra tutte le <strong>agenzie di informazione</strong> per la sicurezza in materia di <strong>cyber-intelligence</strong>, il <strong>ministero della difesa</strong> in materia di <strong>cyber-difesa</strong> e il <strong>ministero dell'interno </strong>per la <strong>cybercriminalità</strong>, in particolare attraverso il dipartimento di pubblica sicurezza e la polizia postale.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-le-istituzioni-per-la-cybersicurezza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Italia e le istituzioni per la cybersicurezza.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Le risorse del Pnrr</h3>
<p><strong>La transizione digitale è un processo fondamentale per lo sviluppo del paese, ma come abbiamo visto comporta dei rischi.</strong> Per sviluppare infrastrutture solide e organizzazioni in grado di proteggerle sono dunque necessarie molte risorse.</p>
<p><strong>Per questo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha destinato al macro tema <a href="https://openpnrr.it/tema/digitalizzazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Digitalizzazione</a> </strong>(classificazione originale openpolis)<strong> oltre un miliardo e mezzo di euro.</strong> Di questi oltre un terzo sono destinati alla sicurezza digitale.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€ 623 mln </span>le risorse destinate alla misura "Cybersecurity" del Pnrr.</p>
			        </section>
		</p>
<p>La misura è attribuita alla <strong>responsabilità del dipartimento della trasformazione digitale e dunque al ministro Colao. Il soggetto attuatore però è proprio l'agenzia per la cybersicurezza.</strong></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-politici-e-le-organizzazioni-titolari-delle-misure-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I politici e le organizzazioni titolari delle misure del Pnrr.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-risorse-del-pnrr-destinate-alla-cybersicurezza/">Le risorse del Pnrr destinate alla cybersicurezza</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-risorse-del-pnrr-destinate-alla-cybersicurezza/">Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e le risorse destinate al tema della cybersicurezza distinte per aree di intervento.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.acn.gov.it/ACN_Strategia.pdf" target="_blank" rel="noopener">Stategia nazionale di cybersicurezza</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 6 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-risorse-del-pnrr-destinate-alla-cybersicurezza"></div>
						                        
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>L'utilizzo di queste risorse è sottoposto al rispetto di una serie di scadenze concordate con l'Unione europea.</strong> Cinque di queste devono essere completate entro la fine del 2022 mentre altre 4 entro la fine del 2024.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://openpnrr.it/misure/11/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Misura 1.5 "Cybersecurity"<br><strong>vai su OpenPNRR</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Delle prime <strong>una è stata completata in anticipo, ovvero l'istituzione dell'agenzia</strong>. Altre <strong>due sono in corso</strong> ("dispiego iniziale dei servizi nazionali di cybersecurity" e "avvio della rete dei laboratori di screening e certificazione della cybersecurity") e <strong>le rimanenti devono ancora essere avviate</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
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</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<p><strong>Foto: </strong>Unsplash<strong> - </strong><a href="https://unsplash.com/@emilep" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emile Perron</a><strong><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-governance-della-cybersicurezza-e-la-strategia-nazionale/">La governance della cybersicurezza e la strategia nazionale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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