Aumentano i procedimenti per discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa

I procedimenti definiti presso le procure della repubblica contenenti i reati di odio e atti discriminatori in Italia (2010-2018)

Dal 2010 al 2018 è aumentato soprattutto il numero di procedimenti per discriminazione, odio o violenza, passati da 65 a 98. Anche i casi di apologia del fascismo, seppure meno numerosi, sono aumentati significativamente, passando in questo stesso lasso di tempo da 11 a 25. Per quanto riguarda invece l’aggravante per atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, il picco si è raggiunto nel 2015, quando sono stati registrato 282 casi. La cifra è poi andata gradualmente diminuendo, ma il 2020 ha rappresentato un incremento rispetto all’anno precedente (+16 casi).

Sono riportati i procedimenti contenenti reati d’odio e atti discriminatori. L’aggravante di atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi è definito nel Dl 122/1993 (art.3) sostituito, a partire dal 6/4/2018, dall’art.604 ter cp. Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi sono invece definiti nella legge 654/1975, art. 3, sostituito, a partire dal 6/4/2018, dall’art.604 bis cp, dal Dl 122/1993 (artt.1-2) e dalla legge 205/1993 (art.1). Il reato di apologia del fascismo è invece definito nella legge 645/1952 (art. 4).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 28 Giugno 2022)

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