Com’è organizzato il ministero della giustizia

Il ministero della giustizia e la struttura a cui la costituzione attribuisce il compito di gestire l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.

Definizione

Il ministero della giustizia è l’organo preposto dalla costituzione all’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.

Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.

In questo campo dunque può essere operata una triplice distinzione di competenze. La giurisdizione strettamente intesa spetta esclusivamente alla magistratura, la gestione dei servizi relativi alla giustizia spetta al ministero, mentre l’amministrazione della giurisdizione, ovvero le attribuzioni concernenti lo status dei magistrati (articolo 105 della costituzione), spetta al consiglio superiore della magistratura (Csm).

Il rapporto tra Csm e ministero della giustizia

Il Csm è l’organo di governo della magistratura. La sua funzione è quella di regolare assunzioni, promozioni, trasferimenti e gli aspetti disciplinari relativi ai magistrati. Vai a "Che cos’è il Csm, consiglio superiore della magistratura"

In particolare, a norma dell’articolo 16 del decreto legislativo 300/1999, le competenze del ministero riguardano:

  • i servizi relativi alla attività giudiziaria: gestione amministrativa in ambito civile e penale; attività preliminare all’esercizio da parte del ministro; casellario giudiziale; cooperazione internazionale in materia civile e penale; studio e proposta di interventi normativi nel settore di competenza;
  • l’organizzazione e i servizi della giustizia: gestione amministrativa del personale amministrativo e dei mezzi necessari; attività relative alle competenze del ministro in ordine ai magistrati; studio e proposta di interventi normativi nel settore di competenza;
  • i servizi dell’amministrazione penitenziaria: gestione amministrativa del personale e dei beni della amministrazione penitenziaria; svolgimento dei compiti relativi alla esecuzione delle misure cautelari, delle pene e delle misure di sicurezza detentive; svolgimento dei compiti previsti dalle leggi per il trattamento dei detenuti e degli internati;
  • i servizi relativi alla giustizia minorile: svolgimento dei compiti assegnati dalla legge al ministero della giustizia in materia di minori e gestione amministrativa del personale e dei beni ad essi relativi.

Ciascuna di queste competenze è attribuita a uno dei 4 dipartimenti da cui è composto il ministero, rispettivamente: il dipartimento affari di giustizia, il dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Ciascun ministero può essere organizzato o in direzioni generali o in dipartimenti. In questo secondo caso non è prevista la figura del segretario generale e a ciascun dipartimento fanno capo delle direzioni o degli uffici come strutture amministrative di secondo livello. Vai a "Come sono organizzati i ministeri"

Ma se i dipartimenti sono i vertici amministrativi del ministero è agli uffici di diretta collaborazione che spetta coadiuvare l’attività di indirizzo politico-amministrativo del ministro. Gli uffici di diretta collaborazione del ministro della giustizia, sono organizzati in modo più o meno simile agli altri ministeri. Con un capo di gabinetto, nominato anche tra personale esterno alla pubblica amministrazione purché disponga delle qualifiche necessarie, che coordina l’attività di tutti gli uffici. Quanto ai sottosegretari il regolamento prevede sia che possano disporre di una loro segreteria ma anche che, per l’esercizio delle loro funzioni, possano avvalersi dell’ufficio di gabinetto e dell’ufficio legislativo del ministro.

Gli uffici di diretta collaborazione sono strutture preposte ad aiutare ciascun ministro a svolgere l’attività di indirizzo politico-amministrativo del dicastero che dirige. Vai a "Che cosa sono gli uffici di diretta collaborazione dei ministri"

Rispetto ad altri ministeri tuttavia in questo caso gli uffici di diretta collaborazione includono anche l’ispettorato generale. Si tratta di un organo posto alla dipendenza diretta del ministro (legge 1311/1962) il cui scopo è quello di eseguire, su mandato del ministro, ispezioni in tutti gli uffici giudiziari per verificare che i servizi procedono secondo le normative vigenti.

Quanto alla denominazione del ministero è con il D.Lgs. 300/1999 che è stata adottata quella attuale sostituendo il nome precedente di “ministero di grazia e giustizia”. Questa modifica ha peraltro assunto un valore più sostanziale in seguito alla sentenza della corte costituzionale numero 200 del 2006. Con questa decisione infatti la consulta ha chiarito che quello di grazia è un potere sostanzialmente presidenziale e che la controfirma del ministro della giustizia è un atto puramente formale e dovuto. In sostanza quindi il ministero mantiene competenze d’iniziativa e istruttorie in materia di grazia, ma una volta acquisita la decisione del presidente della repubblica il ministro non può rifiutarsi di firmare il decreto presidenziale.

Dati

A capo dei 4 dipartimenti siedono altrettanti capi dipartimento, nominati direttamente dal ministro seguendo il principio dello spoils system.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Ottobre 2021)

Complessivamente sono 17 i dirigenti di prima fascia distribuiti nei vari dipartimenti del ministero. Date le diverse attività previste però a ciascun dipartimento sono assegnate risorse di valore anche molto diverso.

€ 9 mld circa, gli importi stanziati in conto competenza nella legge di bilancio per il ministero della giustizia nel 2021.

FONTE: Elaborazione openpolis su dati della ragioneria generale dello stato
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Novembre 2021)

La maggior parte dei fondi infatti sono amministrati dal dipartimento dell'organizzazione giudiziaria (4,3 miliardi di euro) e da quello dell'amministrazione penitenziaria (3,1). D'altronde sono proprio queste strutture a gestire le due grandi macchine amministrative che sottostanno al ministero, ovvero quella della giustizia e quella penitenziaria.

Analisi

Per quanto anche altre figure potrebbero ricoprire incarichi di vertice al ministero della giustizia, i capi dipartimento e i capi di gabinetto in carica negli ultimi anni sono stati tutti magistrati fuori ruolo. Di questi poi, nonostante il meccanismo dello spoils system, solo Nicola Russo, capo del dipartimento affari di giustizia, è al suo primo incarico in quella sede.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Novembre 2021)

Bernardo Petralia infatti era già stato nominato a capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria dal ministro Bonafede, dopo che a maggio 2020 il suo predecessore Francesco Basentini si era dimesso in seguito alle forti polemiche che lo avevano riguardato per la gestione di alcune rivolte nelle carceri.

Barbara Fabbrini ha ricoperto l'incarico di capo del dipartimento dell'organizzazione giudiziaria sia durante il primo che il secondo governo Conte. Gemma Tucillo invece è stata nominata per la prima volta a capo del dipartimento per la giustizia minorile dal ministro Orlando durante il governo Gentiloni e da quel momento è stata confermata da tutti i successivi esecutivi.

Quanto al capo di gabinetto, Raffaele Piccirillo aveva già ricoperto questo incarico con il ministro Bonafede mentre in precedenza era stato nominato da Orlando come capo del dipartimento affari di giustizia.

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