In aumento i decreti attuativi pubblicati ma restano delle difficoltà Decreti attuativi

L’impegno del governo sul fronte delle attuazioni mancanti sta iniziando a dare i primi frutti. Tuttavia molte amministrazioni ancora faticano a rispettare gli obiettivi assegnati.

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Come ormai noto, nel nostro paese l’approvazione di un disegno di legge da parte del parlamento non ne conclude necessariamente l’iter. Per dare effettiva applicazione alle misure contenute nelle norme infatti può essere necessario fare ricorso ad atti ulteriori.

Stiamo parlando dei cosiddetti decreti attuativi. Norme di secondo livello che servono a definire più nel dettaglio aspetti pratici e tecnici indispensabili. Senza la pubblicazione di tali atti, principalmente in capo ai ministeri, le misure contenute nelle leggi rischiano di rimanere solo sulla carta.

Spesso leggi e decreti non sono immediatamente eseguibili. Devono essere definiti aspetti pratici, burocratici e tecnici. Norme definite dai decreti attuativi, affidati principalmente ai ministeri. Vai a "Che cosa sono i decreti attuativi"

In passato i vari soggetti coinvolti non sono stati puntuali nell’emanazione dei decreti attuativi, creando così una enorme mole di atti che ancora manca all’appello, inclusi alcuni relativi alla XVII legislatura. Sin dal suo insediamento l’attuale esecutivo ha cercato di invertire questa tendenza adottando un metodo di lavoro diverso che prevede l’assegnazione di specifici target da raggiungere per ogni amministrazione.

Questa nuova impostazione sta iniziando a dare i suoi frutti. Se a novembre 2020 infatti le attuazioni mancanti erano circa il 66% del totale adesso questo rapporto è sceso al 42,3%. Una percentuale che rimane comunque ancora molto alta.

42,3%  i decreti attuativi che ancora mancano all’appello.

Il percorso per smaltire l’arretrato quindi è ancora lungo e non privo di difficoltà. Come emerge da una relazione presentata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli infatti non tutti i ministeri sono riusciti a rispettare gli obiettivi assegnati.

La situazione a settembre 2021

Attraverso i dati messi a disposizione dall’ufficio per il programma di governo sappiamo che le leggi approvate durante la XVIII legislatura che richiedono almeno un decreto attuativo sono 107. Complessivamente, al 28 settembre, le attuazioni richieste sono 1.340 di cui 567 risultano ancora da pubblicare.

Focalizzandoci sulle misure varate dall’attuale esecutivo, possiamo osservare come ancora manchi all’appello il 64,8% dei decreti attuativi richiesti. Un dato ancora molto alto ma comunque in miglioramento. In base al nostro ultimo aggiornamento infatti le attuazioni mancanti relative alle misure del governo Draghi erano il 74,2%. Una riduzione di 9,4 punti percentuali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo.
(ultimo aggiornamento: martedì 28 Settembre 2021)

418 i decreti attuativi ancora non pubblicati legati a misure varate durante i governi Conte I e II.

Da ricordare inoltre che l’attuale esecutivo ha ereditato anche delle attuazioni da pubblicare relative alle misure varate dai governi Conte I e II. Parliamo in totale di 418 decreti attuativi che ancora mancano all’appello.

Il ruolo dei ministeri

Come abbiamo detto, la maggior parte delle attuazioni è di competenza dei ministeri. Sotto questo profilo possiamo osservare che quello maggiormente coinvolto è il dicastero dell’economia e delle finanze a cui competono 217 decreti attuativi, di cui 79 ancora da pubblicare. Seguono il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (131 attuazioni di cui 81 mancanti) e il ministero dell’interno (107 attuazioni di cui 30 mancanti).

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo.
(ultimo aggiornamento: martedì 28 Settembre 2021)

Mef e Mims si trovano ai primi posti (ma a posizioni invertite) anche per quanto riguarda il numero di attuazioni ancora non pubblicate. Per il ministero delle infrastrutture infatti mancano ancora all’appello 81 decreti attuativi. Per quello dell’economia invece 79.

Innovazione tecnologica e transizione ecologica tra i ministeri più in difficoltà per le attuazioni.

Analizzando i dati a livello percentuale invece possiamo notare come vi siano 3 ministeri per cui manca ancora all’appello più del 70% delle attuazioni di loro competenza. Al primo posto troviamo il ministero dello sport chiamato a pubblicare 26 decreti attuativi di cui 23 (l’88,5%) ancora mancano all’appello. Altri due ministeri particolarmente in difficoltà per quanto riguarda la pubblicazione dei decreti attuativi sono quello per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale (per cui manca all’appello l’80% degli atti) e il ministero della transizione ecologica.

72,2% le attuazioni di competenza del ministero della transizione ecologica non ancora pubblicate.

Al dicastero affidato al tecnico Roberto Cingolani peraltro è affidata una mole consistenti di attuazioni da pubblicare (72 in totale). Di queste però oltre il 72% ancora manca all’appello.

Le norme più critiche

Per quanto riguarda le norme con il maggior numero di attuazioni ancora da pubblicare, al primo posto si conferma legge di bilancio per il 2021 per cui mancano all’appello ancora 66 decreti attuativi sui 144 totali. Seguono il decreto sostegni bis con 57 decreti ancora da pubblicare e la legge di bilancio per il 2020 con 40. Da notare come rispetto al nostro ultimo aggiornamento la situazione, anche se in diversa misura,  sia migliorata per queste tre norme. Nel primo caso infatti i decreti attuativi mancanti erano 82, nel secondo 69 e nel terzo 41.

 

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo.
(ultimo aggiornamento: martedì 28 Settembre 2021)

Analizzando le 15 norme che richiedono il maggior numero di decreti attuativi possiamo osservare come, a livello percentuale, in 6 casi le attuazioni mancanti siano più della metà. In particolare per il decreto legislativo 101/2020 che prevede norme di sicurezza contro le radiazioni ionizzanti e il Dlgs 16/2021 in materia di produzione viti-vinicola non è ancora stato pubblicato nessun decreto attuativo. Mentre per il decreto legislativo 36/2021 relativo al riordino degli enti sportivi manca ancora all’appello più del 90% delle attuazioni.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo.
(ultimo aggiornamento: martedì 28 Settembre 2021)

Tra le norme analizzate quelle in stato più avanzato risultano essere la legge di bilancio per il 2019, il decreto crescita e il decreto rilancio. In questi casi infatti la percentuale di attuazioni mancanti risulta inferiore al 25%. Da notare però che si tratta di norme relativamente vecchie. La più recente infatti, il decreto rilancio, è stata pubblicata nel maggio del 2020. Le altre due invece risalgono al 2019. È quindi fisiologico che tali norme risultino in stato più avanzato in tema di attuazioni.

L'impegno del governo Draghi per le attuazioni

Come abbiamo già detto l’attuale esecutivo ha preso seriamente in considerazione il problema delle attuazioni mancanti. Tanto che ha adottato un nuovo metodo di lavoro e si è dotato una nuova struttura di coordinamento tra i ministeri con l’obiettivo di recuperare il tempo perso. Un'impostazione che sta iniziando a dare i primi frutti.

Grazie ad una relazione presentata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli possiamo osservare infatti come, a partire dall’insediamento del governo Draghi, la quantità mensile di decreti adottati sia progressivamente aumentata fino a toccare il suo apice nel mese di luglio. Complessivamente sono 334 i decreti attuativi pubblicati tra il 13 febbraio e il 31 agosto.

FONTE: elaborazione openpolis su dati relazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio.
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Agosto 2021)

334 decreti attuativi pubblicati dall’insediamento del governo Draghi.

A questi devono essere poi aggiunti anche 16 provvedimenti attuativi che sono stati abrogati per la cancellazione delle norme che li prevedevano. Misura prevista dall’articolo 66 bis del decreto semplificazioni e governance Pnrr.

La volontà politica è fondamentale per velocizzare la pubblicazione dei decreti attuativi.

In base a questi dati possiamo osservare come la volontà politica non solo sia fondamentale per dare il corretto impulso alle strutture ministeriali competenti per la pubblicazione dei decreti attuativi. Ma anche nella diffusione di dati e informazioni che aiutino cittadini e analisti a comprendere l’esatto stato di implementazione delle misure varate da governo e parlamento. Proprio grazie a queste informazioni infatti possiamo osservare che alcune difficoltà permangono.

Il nuovo metodo operativo già citato prevede l’assegnazione di specifici target che i diversi ministeri sono tenuti a raggiungere. Tuttavia non tutte le strutture sono riuscite a rispettare gli obiettivi assegnati. In media infatti la percentuale di raggiungimento degli obiettivi per il periodo luglio-agosto si è attestata al 62,6%. Solo 5 ministeri (interno, università, difesa, turismo e politiche giovanili) hanno raggiunto il target fissato.

Il grafico mostra la percentuale di mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati ai singoli ministeri in tema di pubblicazione di decreti attuativi per il periodo luglio-agosto 2021. Nel grafico non sono mostrati i ministeri che non avevano obiettivi da raggiungere. Per “ministeri coproponenti” si intendono quei decreti attuativi che devono essere pubblicati d’intesa tra più amministrazioni. Il ministero dell’interno ha una percentuale superiore al 100% perché ha pubblicato un numero di decreti attuativi superiore al target assegnato.

FONTE: elaborazione openpolis su dati relazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio.
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Agosto 2021)

Sul versante opposto invece possiamo osservare che ci sono ben 9 dicasteri che hanno pubblicato il 40% o meno dei decreti attuativi loro assegnati. Tra questi possiamo citare il ministero delle politiche agricole (4 attuazioni pubblicate sulle 12 previste), quello della giustizia (2 attuazioni pubblicate sulle 8 previste) e quello del lavoro (1 pubblicazione rispetto alle 9 richieste).

9 i ministeri con una percentuale di raggiungimento dell’obiettivo assegnato pari o inferiore al 40%.

Nonostante gli sforzi profusi dunque la situazione rimane comunque problematica. Tanto che Garofoli ha auspicato che per il bimestre settembre-ottobre i ministeri si mettano in pari anche con gli obiettivi non raggiunti nel periodo luglio-agosto.

Il mancato raggiungimento dei target quantitativi rischia di indebolire l’azione del governo nel dare una piena ed efficace attuazione alle leggi [...]. Pertanto, si auspica che, per il mese di agosto, e più in generale per il prossimo bimestre, le amministrazioni possano recuperare anche l’adozione dei provvedimenti previsti per giugno e luglio

Gli obiettivi per settembre e ottobre

Nonostante non tutti i ministeri abbiano raggiunto il loro target però il governo per il periodo settembre-ottobre 2021 si è posto degli obiettivi ancora più ambiziosi. Se infatti nel bimestre luglio-agosto le attuazioni da pubblicare ammontavano complessivamente a 195 per quello successivo risultano essere 261. Un incremento del 35,9%.

FONTE: elaborazione openpolis su dati relazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio.
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Agosto 2021)

I ministeri più coinvolti saranno quello dell’economia (38), quello delle infrastrutture (37) e quello dello sviluppo economico (22).

Le attuazioni dopo la conversione dei decreti legge

Dalla relazione di Garofoli emergono anche altri spunti di analisi. Un elemento interessante riguarda i decreti legge. Nell’ultimo anno e mezzo infatti i governi Conte II prima e Draghi poi ne hanno pubblicati molti per far fronte all’emergenza Covid-19 e alla conseguente crisi economica.

Come noto tuttavia i Dl per avere validità devono essere convertiti in legge dal parlamento entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Durante l’iter parlamentare poi deputati e senatori possono inserire nuove misure che necessitano di ulteriori decreti attuativi.

I decreti legge hanno effetto immediato, e devono poi essere convertiti in legge dal parlamento entro 60 giorni. Se ciò non avviene, i decreti perdono efficacia. Vai a "Che cosa sono i decreti legge"

Per quanto riguarda il governo Draghi ciò è successo in 8 occasioni. Gli interventi più massicci hanno riguardato il decreto sostegni bis le cui attuazioni richieste sono praticamente raddoppiate a seguito del passaggio in parlamento. Si è passati infatti dai 42 iniziali a 85. Altri decreti che hanno subito un incremento notevole sono stati il Dl sostegni (15 decreti aggiuntivi) e il Dl governance Pnrr (12).

FONTE: elaborazione openpolis su dati relazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio.
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Agosto 2021)

Tale dinamica contribuisce a rendere ancora più complessa la situazione. Nonostante sia stato spesso auspicato il ricorso a norme auto-applicative, proprio con il fine di non aumentare la mole dei decreti attuativi necessari e rendere le norme immediatamente operative.

Il decreto sostegni bis, un focus

Come abbiamo visto, il decreto sostegni bis è stato oggetto di particolare attenzione da parte del parlamento. In questa norma infatti sono contenute molte misure di supporto a cittadini e imprese.

Ad oggi tale decreto risulta ancora orfano di 57 attuazioni sulle 84 totali richieste (il 67,9%). Senza tali atti tuttavia le risorse stanziate non possono essere erogate. È anche per questo motivo che nella sua relazione il sottosegretario Garofoli ha affermato la necessità di imprimere un’accelerazione all’attuazione di questo decreto.

Analizzando i decreti attuativi legati a questa norma che ancora mancano all’appello possiamo osservare infatti come ad oggi risultino bloccate risorse pari a circa 3,1 miliardi di euro.

€ 3,1 mld le risorse stanziate del decreto sostegni bis ma bloccate dalla mancanza dei relativi decreti attuativi.

Tra le misure ancora non implementate per la mancanza del relativo decreto attuativo possiamo citare l’articolo 1 comma 23 come prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto per liberi professionisti e imprese per un totale complessivo di 850 milioni di euro.

Senza i decreti attuativi le risorse stanziate non sono erogabili.

Un’altra misura non ancora implementata è quella contenuta nell’articolo 15 comma 3 che prevede la concessione della garanzia sulle obbligazioni delle imprese che si impegnino in programmi di sviluppo. Misura che prevede lo stanziamento di 200 milioni di euro.

Altra misura da segnalare infine è quella contenuta nell’articolo 8 comma 1 lettera c che prevede il riconoscimento del credito d’imposta per gli operatori economici del settore tessile e moda. Anche in questo caso le risorse stanziate ammontano a 200 milioni di euro. Tale decreto attuativo, peraltro, avrebbe dovuto essere pubblicato entro il 25 giugno scorso.

Foto credit: palazzo Chigi - licenza

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