Nel corso della storia repubblicana sono state elette alla presidenza della repubblica personalità anche molto diverse tra loro. Guardando ai precedenti però è possibile individuare varie caratteristiche comuni nei percorsi politici di chi è stato eletto al colle.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.

A parte i pochi elementi richiesti dalla costituzione, non ci sono requisiti formali per diventare presidente della repubblica. I precedenti dunque ci forniscono elementi utili per interpretare le scelte che sono state compiute fin ora, pur non essendo in alcun modo vincolanti.

Nell’analisi dei precedenti storici sono stati considerati tutti i presidenti della repubblica eletti dal parlamento (non quindi il capo dello stato provvisorio Enrico De Nicola) e gli incarichi che hanno ricoperto a partire dal 1943 (dopo la fine del regime fascista).

L’esperienza parlamentare dei presidenti della repubblica

L’esperienza nelle aule parlamentari è un dato estremamente comune tra i presidenti della repubblica. D’altronde conoscere i meccanismi parlamentari è sicuramente una caratteristica utile per ricoprire il ruolo di capo dello stato.

Il presidente della repubblica può rinviare una legge alle camere e può rifiutarsi di firmare un decreto legge che non presenti le caratteristiche di necessità e di urgenza. Vai a "L’influenza del presidente della repubblica sul processo legislativo"

Dei 12 presidenti che si sono susseguiti al Quirinale solo uno, Carlo Azeglio Ciampi, non aveva mai ricoperto un incarico parlamentare prima di essere eletto.

11 su 12 i presidenti della repubblica che hanno ricoperto incarichi parlamentari prima di essere eletti al Quirinale.

Gli altri presidenti comunque hanno avuto esperienze di tipo diverso nelle aule di camera e senato. La maggior parte ad esempio erano stati deputati (9 su 12) mentre solo Einaudi, Pertini e Cossiga sono stati eletti al senato. Gli ultimi due peraltro oltre che a palazzo Madama erano stati eletti anche a Montecitorio. A questi 3 poi vanno aggiunti Giovanni Leone e Giorgio Napolitano che prima di diventare presidenti della repubblica erano stati nominati senatore a vita rispettivamente da Saragat e da Ciampi. Napolitano inoltre è stato l’unico capo dello stato ad aver ricoperto il ruolo di parlamentare europeo, mandato che ha svolto per due legislature.

Sono stati considerati gli incarichi parlamentari a partire dalla prima legislatura repubblicana. Per ciascuno dei ruoli è indicato il numero di presidenti della repubblica che hanno ricoperto il mandato prima di essere eletti al Quirinale.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 20 Dicembre 2021)

Alcuni incarichi parlamentari sono poi particolarmente rilevanti. Il presidente del senato e il presidente della camera sono infatti, dopo il presidente della repubblica, le due più alte cariche dello stato.

5 i presidenti della repubblica che hanno ricoperto l'incarico di presidente della camera prima di essere eletti al Quirinale.

I presidenti della camera, terza carica dello stato, sono stati più di frequente eletti presidenti della repubblica (Gronchi, Leone, Pertini, Scalfaro e Napolitano). Quanto alla seconda carica dello stato, solo un presidente del senato è stato fin'ora eletto al Quirinale, Francesco Cossiga.

I presidenti e i loro incarichi di governo

Come per gli incarichi parlamentari, ad oggi, un solo presidente della repubblica non aveva ricoperto, negli anni precedenti, importanti incarichi di governo. In questo caso si tratta di Sandro Pertini che come abbiamo visto però era stato in precedenza la terza carica dello stato nel corso della quinta e della sesta legislatura.

11 su 12 i presidenti della repubblica che hanno ricoperto incarichi di governo come ministri o presidenti del consiglio.

Per quanto riguarda gli altri è da notare che non solo tutti avevano ricoperto incarichi di governo ma anche con posizioni di primissimo piano.

Sono stati considerati gli incarichi di ministro, vicepresidente del consiglio e presidente del consiglio a partire dal 1943. Per ciascuno dei ruoli è indicato il numero di presidenti della repubblica che hanno ricoperto il mandato prima di essere eletti al Quirinale. Non sono stati inclusi gli incarichi di ministro ad interim ricoperti dai presidenti del consiglio in carica.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 20 Dicembre 2021)

In 4 infatti erano già stati presidenti del consiglio, prima di salire al colle. Si tratta di Antonio Segni, Giovanni Leone, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi. Altri 2 invece hanno ricoperto l'incarico di vice presidenti del consiglio (Saragat e Mattarella). A parte Leone e Pertini infine tutti gli altri presidenti sono stati ministri con portafoglio in dicasteri di peso, come il ministro degli esteri, dell'interno, della difesa, dell'economia, dell'istruzione o dell'industria.

Altri incarichi istituzionali

Alcuni presidenti poi avevano nel loro curriculum, al momento dell'elezione, alcuni incarichi importanti in organi istituzionali diversi da quelli parlamentari o di governo.

2 i presidenti della repubblica che hanno ricoperto l'incarico di governatore della Banca d'Italia prima di essere eletti al Quirinale.

Già il primo presidente della repubblica eletto dal parlamento aveva ricoperto il ruolo di governatore della Banca d'Italia, Luigi Einaudi. A 51 anni di distanza poi un altro ex governatore, Ciampi, è salito al colle. Come abbiamo visto comunque entrambi avevano anche ricoperto incarichi di governo.

Quanto alla corte costituzionale invece, ad oggi, solo Sergio Mattarella è stato giudice della consulta prima di essere eletto presidente. Da segnalare però il caso di Enrico De Nicola che è stato nominato giudice costituzionale da Giovanni Gronchi dopo aver cessato il suo incarico di capo provvisorio dello stato.

Sono stati considerati gli incarichi di governatore della Banca d’Italia e giudice costituzionale a partire dal 1943 e quello di presidente della repubblica a partire dal momento della sua istituzione. Per ciascuno dei ruoli è indicato il numero di presidenti della repubblica che hanno ricoperto il mandato prima di essere eletti al Quirinale.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 20 Dicembre 2021)

Infine c'è il caso di Giorgio Napolitano, unico presidente della repubblica ad aver ricoperto l'incarico per due mandati, anche se il secondo ha avuto una durata di soli 2 anni.

Il dibattito sul prossimo presidente. Mattarella e Draghi

Con la seconda elezione di Napolitano al Quirinale quindi è stata per la prima volta applicata la disposizione costituzionale che prevede la possibilità di un secondo mandato. Ma se da un lato il precedente di Napolitano ha reso questa ipotesi più plausibile di quanto non fosse in passato, dall'altro sono in molti a ritenere che sarebbe meglio introdurre la non rieleggibilità.

Lo stesso Mattarella ha più volte ripetuto di non voler proseguire con un secondo mandato, ricordando come già due suoi predecessori avessero proposto di riformare la carta eliminando la possibilità di un reincarico.

Leone ripropose la sollecitazione (già sottolineata dal Presidente Segni), di introdurre la non rieleggibilità del presidente della repubblica, con la conseguente eliminazione del semestre bianco.

Ma oltre all'attuale capo dello stato l'altro nome più discusso è sicuramente quello dell'attuale presidente del consiglio Mario Draghi.

Sulla carta Draghi ha sicuramente incarichi sufficienti per essere un candidato autorevole per la presidenza della repubblica. Come abbiamo visto infatti già Ciampi è andato a ricoprire questo incarico avendo svolto in precedenza il ruolo di governatore della Banca d'Italia e di presidente del consiglio. A questi incarichi per Draghi bisogna inoltre aggiungere quello di presidente della banca centrale europea.

Certo prima non è mai capitato che al colle salisse un presidente del consiglio in carica e questo potrebbe comportare qualche complicazione dal punto di vista tecnico costituzionale. I due incarichi infatti sono incompatibili e non è chiaro come dovrebbe essere gestito il passaggio tra un ruolo e l'altro.

Un altro aspetto da segnalare poi è che sebbene non tutti i presidenti della repubblica fossero iscritti a un partito al momento dell'elezione, certamente lo erano stati in precedenza o comunque le loro esperienze parlamentari e di governo erano più che sufficienti per comprenderne l'orientamento politico.

Per ciascuno dei presidenti è indicato il partito a cui erano iscritti o l’area politica di riferimento nel caso non fossero iscritti ad alcun partito al momento dell’elezione. Giorgio Napolitano è contato due volte, una per ciascuna delle occasioni in cui è stato eletto presidente della repubblica. Gli acronimi indicano: Democrazia cristiana (Dc), Democratici di sinistra (Ds), Partito liberale italiano (Pli), Partito socialista democratico italiano (Psdi), Partito socialista italiano (Psi) e l’area politica di centro sinistra (Indipendenti Csx).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 21 Dicembre 2021)

La particolare caratteristica dell'attuale governo di larghe intese, e il ruolo di mediatore svolto da Draghi in questo contesto, non aiutano invece a collocarlo politicamente con chiarezza. Un aspetto abbastanza particolare per una persona che in molti vorrebbero al vertice dello stato.

Il dibattito sul prossimo presidente. Gli ex presidenti del consiglio

La scelta del parlamento su chi andrà a ricoprire il ruolo di capo dello stato si baserà certamente su una valutazione di tipo politico, che tuttavia dovrà tenere in considerazione le esperienze pregresse dei profili individuati. Tra queste essere stato presidente del consiglio ha sicuramente la sua importanza. Oltre a Mario Draghi, che oggi riveste questo incarico, altri ex presidenti del consiglio vengono oggi considetati dalla stampa come possibili candidati.

Tra questi Giuliano Amato è sicuramente quello che ha ricoperto più incarichi di prestigio, sia in termini quantitativi che di varietà. Infatti oltre ad essere stato due volte presidente del consiglio è stato anche parlamentare (sia alla camera che al senato), sottosegretario, ministro, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) e attualmente è vicepresidente della corte costituzionale.

Anche Silvio Berlusconi e Paolo Gentiloni, oltre ad essere eletti in parlamento, sono stati presidenti del consiglio. Berlusconi in effetti ha ricoperto questo incarico per ben 4 volte. Gentiloni invece oltre ad aver guidato il governo è stato 2 volte ministro degli esteri e oggi ricopre l'incarico di commissario europeo.

Sono stati considerati gli incarichi di governo, quelli parlamentari presso la camera, il senato e il parlamento europeo, quelli presso la corte costituzionale e alcuni altri importanti ruoli istituzionali svolti dai possibili candidati al Quirinale. Non sono stati considerati gli incarichi di ministro ad interim ricoperti dai presidenti del consiglio in carica. In alcuni casi il numero di incarichi parlamentari è particolarmente alto perché l’incompatibilità tra il ruolo di parlamentare nazionale ed europeo è stata introdotta solo a partire dal 2004. La categoria “Altri incarichi istituzionali” include gli incarichi di: presidente della repubblica (ricoperto da Mattarella), presidente di Agcm (Amato), componente del Consiglio superiore della magistratura (Casellati), governatore della Banca d’Italia, presidente della Banca centrale europea (Draghi), commissario europeo (Gentiloni e Bonino), presidente Rai, sindaco e vicepresidente di regione (Moratti).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 11 Gennaio 2022)

Il dibattito sul prossimo presidente. Gli incarichi di governo e quelli in altre istituzioni

Sia Emma Bonino che Rosy Bindi hanno ricoperto più volte sia il ruolo di parlamentare che quello di ministro in dicasteri importanti come quello degli esteri o della salute. Bonino inoltre è stata anche commissaria europea.

Letizia Moratti invece è stata ministra dell'istruzione, presidente della Rai, sindaca di Milano e attualmente è vicepresidente della regione Lombardia. Nel suo curriculum tuttavia manca un'esperienza parlamentare. Lo stesso vale per Gianni Letta, Marta Cartabia e Sabino Cassese.

Gianni Letta peraltro ha sempre ricoperto lo stesso incarico, quello di sottosegretario verbalizzante alla presidenza del consiglio in tutti e 4 i governi Berlusconi.

Marta Cartabia invece oltre ad essere attualmente ministra della giustizia, è stata la prima donna a ricoprire l'incarico di presidente della corte costituzionale. Oltre a lei anche Sabino Cassese è già stato giudice costituzionale, oltre ad aver ricoperto negli anni '90 l'incarico di ministro della funzione pubblica. Un ruolo senza dubbio importante, anche se privo di portafoglio.

I ministri senza portafoglio fanno parte del governo e partecipano al consiglio dei ministri pur non avendo un dicastero di riferimento. Le loro funzioni infatti gli sono delegate dal presidente del consiglio. Vai a "Che cos’è un ministro senza portafoglio"

Il dibattito sul prossimo presidente. I presidenti d'aula

Come abbiamo visto sono vari gli ex presidenti della repubblica ad aver anche presieduto un'aula parlamentare. Vale dunque la pena considerare alcuni possibili candidati che ricoprono o hanno ricoperto questi stessi incarichi.

Oggi la presidenza del senato, seconda carica dello stato, è ricoperta da Maria Elisabetta Alberti Casellati che in passato è stata più volte parlamentare e ha rivestito ruoli di governo come sottosegretaria alla giustizia o alla salute in 3 governi guidati da Silvio Berlusconi. Inoltre Casellati ha svolto anche un altro importante incarico istituzionale, come componente del consiglio superiore della magistratura (Csm), un organo peraltro presieduto dal capo dello stato.

Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini invece sono stati rispettivamente presidente del senato e della camera. Nessuno dei due però ha mai avuto incarichi di governo.

La questione di genere

Alcune altre questioni devono essere tenute in considerazione guardando ai possibili candidati al Quirinale, prima tra tutte quella di genere.

Nessuna donna è ancora mai stata eletta al Quirinale.

La questione di genere è l'unica tra quelle elencate in cui i precedenti hanno un valore inverso. A oltre 70 anni dal varo della costituzione infatti nessuna donna è stata ancora eletta presidente della repubblica e in molti hanno sostenuto che sia arrivato il momento per interrompere questa prassi.

Come abbiamo visto sono vari i nomi femminili che sono stati fatti per questo incarico. Oltre a questi qualcuno ha suggerito anche quello di Fabiola Gianotti, attuale presidente del Cern. Tuttavia, almeno fino ad ora, tutti i capi dello stato hanno ricoperto negli anni prima della loro elezione incarichi cruciali nelle istituzioni della repubblica. Una prassi piuttosto ragionevole considerando il ruolo tutt'altro che formale ricoperto dal capo dello stato nell'ordinamento italiano. Questo ovviamente senza nulla togliere a persone di altissimo profilo che non hanno avuto questo tipo di esperienza.

La questione anagrafica

Anche il tema anagrafico inoltre ha la sua importanza. Sette anni sono un periodo molto lungo, che può diventare un limite per persone in età particolarmente avanzata. Anche diventare presidenti della repubblica da molto giovani però presenta delle problematiche. Quello di presidente della repubblica infatti è necessariamente l'incarico conclusivo di una carriera politica. Inoltre anche se, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, il ruolo del Quirinale è molto importante in alcuni momenti particolari, nella quotidianità le attività del presidente sono perlopiù di carattere cerimoniale.

73 anni l'età media dei presidenti della repubblica al momento dell'elezione.

Il presidente più giovane al momento dell'entrata in carica è stato Francesco Cossiga, a soli 57 anni. Un anno in meno di Marta Cartabia, la più giovane tra le figure che abbiamo analizzato.

Il più anziano ad essere stato eletto invece è stato Giorgio Napolitano, che all'inizio del suo secondo mandato aveva 88 anni. Non a caso però il secondo mandato di Napolitano è durato solo due anni. Invece se si considera solo il primo incarico il presidente più anziano è stato Pertini, eletto a 81 anni.

Per quanto autorevoli possano essere alcune delle figure citate dunque, questi elementi devono far riflettere rispetto alla possibilità che l'età avanzata li induca a concludere il mandato prima del termine di 7 anni previsto dalla costituzione (come già avvenuto per il secondo mandato di Napolitano).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 7 Gennaio 2022)

Foto Credit: Quirinale

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