Torna a salire il numero dei decreti attuativi mancanti Il monitoraggio sulle attuazioni

La recrudescenza del coronavirus, la necessità di conseguire gli obiettivi del Pnrr e l’approvazione della legge di bilancio per il 2022 hanno riportato prepotentemente d’attualità il tema delle attuazioni mancanti.

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Tra la fine del 2021 e l’inizio del nuovo anno il governo è stato particolarmente impegnato su un doppio fronte. Da un lato la necessità di fronteggiare la recrudescenza del Covid-19, dall’altro quella di completare tutti gli adempimenti richiesti dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Queste 2 esigenze hanno imposto all’esecutivo l’adozione in un ristretto lasso di tempo di un gran numero di provvedimenti. Tale dinamica però ha provocato un forte aumento del numero di decreti attuativi richiesti per dare effettiva applicazione alle norme varate.

Spesso leggi e decreti non sono immediatamente eseguibili. Devono essere definiti aspetti pratici, burocratici e tecnici. Norme definite dai decreti attuativi, affidati principalmente ai ministeri. Vai a "Che cosa sono i decreti attuativi"

Alla data del 27 gennaio infatti la percentuale di pubblicazione dei decreti attuativi richiesti ammontava al 62% circa. In diminuzione di 4 punti percentuali rispetto al nostro ultimo aggiornamento.

595 i decreti attuativi ancora da pubblicare.

Si tratta di un elemento che è passato un po’ in sordina nelle ultime settimane – dato che l’attenzione di media e opinione pubblica era tutta rivolta verso le elezioni del capo dello stato – ma che non deve essere sottovalutato. Senza la pubblicazione di tali decreti infatti le norme varate da governo e parlamento restano incomplete. Questo può comportare, per esempio, la mancata erogazione di risorse a favore di cittadini, istituzioni e imprese.

La situazione a gennaio 2021

Attraverso i dati messi a disposizione dall’ufficio per il programma di governo sappiamo che, alla data del 27 gennaio, le attuazioni richieste per le norme pubblicate nella XVIII legislatura erano 1.580, di cui 595 ancora da pubblicare. Focalizzandoci sulle misure varate dall’attuale esecutivo, possiamo osservare come ancora manchi all’appello circa il 64% dei decreti attuativi richiesti. Rispetto al nostro ultimo aggiornamento, questo dato è tornato ad aumentare di circa 10 punti percentuali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo
(ultimo aggiornamento: giovedì 27 Gennaio 2022)

Questa esplosione di decreti attuativi mancanti è certamente attribuibile in larga misura alla recente pubblicazione della legge di bilancio per il 2022. Tale norma infatti, proprio per la sua configurazione vasta ed eterogenea, è storicamente tra quelle che richiede il maggior numero di attuazioni. Ed essendo stata approvata lo scorso 30 dicembre è fisiologico che l’esecutivo ancora non sia riuscito ad emanare la maggior parte delle attuazioni richieste. Ma l'approvazione della legge di bilancio non è certamente l’unico elemento che ha influito in questa dinamica.

L'emergenza ha fatto saltare l'obiettivo di pubblicare norme auto-applicative.

Come abbiamo raccontato in questo precedente approfondimento infatti il governo nei mesi conclusivi del 2021 si è ritrovato a dover gestire una situazione molto complicata. Da un lato la necessità di emanare provvedimenti per fronteggiare la nuova avanzata del Covid. Dall’altro il bisogno di conseguire tutti gli adempimenti richiesti dal Pnrr. Questo doppio fronte ha spinto il governo ad emanare un gran numero di nuove norme, in particolare decreti legge. Anche per motivi di tempo, i Dl in questi casi hanno spesso rimandato ad atti di secondo livello (i decreti attuativi appunto). Ciò nonostante lo stesso esecutivo abbia evidenziato la necessità di pubblicare il più possibile norme "auto-applicative", che non rimandino cioè ad altri atti per definirne gli aspetti operativi.

In questo contesto si è inserito anche il parlamento. Come noto infatti, i decreti legge devono essere convertiti dalle camere entro 60 giorni. Durante l'iter parlamentare inoltre, deputati e senatori hanno la possibilità di intervenire sulle norme decise dall'esecutivo. Tale dinamica può portare a un ulteriore aumento delle attuazioni richieste.

Grazie a una relazione pubblicata dalla presidenza del consiglio dei ministri infatti possiamo osservare che i Dl emanati dal governo Draghi richiedevano complessivamente 128 decreti attuativi. A seguito della conclusione dell'iter parlamentare tuttavia gli atti di secondo livello richiesti sono diventati 241. L’incremento maggiore lo ha “subìto” il decreto sostegni bis, passato da 42 attuazioni richieste a 85.

 

Come sono cambiati i decreti legge del governo Draghi dopo la conversione

Decreto leggeAttuazioni richiesteAttuazioni dopo la conversioneDifferenza
Decreto riordino ministeri9101
Decreto Sostegni173215
Decreto vaccinazioni, giustizia e concorsi pubblici231
Fondo complementare al Pnrr055
Decreto sostegni bis428543
Decreto semplificazioni e governance Pnrr183012
Decreto cybersicurezza891
Decreto assunzioni Pnrr13174
Decreto navi da crocera a Venezia352
Decreto Covid scuola011
Crisi d'impresa e giustizia011
Decreto incendi121
Decreto Infrastrutture e mobilità sostenibili72316
Decreto energia011
Decreto capienze242
Decreto fiscale6137
Totale128241113
La tabella mostra i decreti legge emanati dal governo Draghi che hanno già concluso il loro iter in parlamento.

+43 le attuazioni aggiunte al decreto sostegni bis dal parlamento.

I ministeri più coinvolti

La maggior parte delle attuazioni è di competenza dei ministeri. Sotto questo profilo il dicastero dell’economia e delle finanze si conferma come quello maggiormente coinvolto nella produzione di questo tipo di atti. Al Mef infatti competono 229 attuazioni in totale di cui 73 (il 31,8%) ancora da emanare. Seguono il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (153 attuazioni di cui 73 mancanti) e il ministero dell’interno (130 attuazioni di cui 38 mancanti).

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Gennaio 2022)

Se si analizzano invece i dati relativi ai ministeri con il maggior numero di decreti attuativi ancora da pubblicare il Mef “scivola” al secondo posto. Al primo troviamo infatti il ministero della transizione ecologica per cui mancano all’appello 78 decreti attuativi sui 108 totali. Da segnalare anche i dati relativi al ministero dello sviluppo economico per cui mancano all’appello 43 decreti attuativi sui 115 richiesti.

72,2% la percentuale di decreti attuativi di competenza del Mite che ancora non è stata pubblicata.

Se invece analizziamo i dati a livello percentuale possiamo notare come il ministero più indietro per quanto riguarda la pubblicazione dei decreti attuativi sia quello dello sport. Per la struttura che fa capo a Valentina Vezzali infatti mancano ancora all’appello 20 attuazioni sulle 27 richieste, il 74% del totale. Seguono il ministero della transizione ecologica (72,2% di attuazioni mancanti) e - molto distanziato - quello delle infrastrutture (47%).

Le norme più critiche

Ma quali sono le norme che richiedono il maggior numero di attuazioni? E quali risultano più indietro? Come abbiamo già detto la legge di bilancio per il 2022 ha determinato una significativa “infornata” di nuovi decreti attuativi da pubblicare.

Le leggi di bilancio richiedono in genere un gran numero di attuazioni.

Si tratta di un dato però che non deve stupire. Tra le norme varate nel corso della XVIII legislatura che richiedono un numero significativo di attuazioni troviamo infatti tutte le leggi di bilancio. A queste si aggiungono poi diversi decreti legge del governo emanati per far fronte all’emergenza Covid e alla susseguente crisi economica. Tra questi il decreto sostegni e il già citato decreto sostegni bis, il decreto rilancio e il decreto attuazione Pnrr. Per quanto riguarda le norme più critiche dal punto di vista delle attuazioni mancanti al primo posto troviamo come detto la legge di bilancio per il 2022 (che è anche tra le misure più recenti) per cui le attuazioni mancanti sono 147.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo
(ultimo aggiornamento: giovedì 27 Gennaio 2022)

Al secondo posto troviamo invece la legge di bilancio per il 2021 (33 decreti attuativi ancora da pubblicare), al terzo il decreto attuazione Pnrr (29). Al quarto la legge di bilancio per il 2020 (21), al quinto il decreto infrastrutture e mobilità sostenibili (17).

Scorri la tabella per visualizzare tutti i decreti attuativi che ancora mancano all’appello.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo.
(ultimo aggiornamento: giovedì 27 Gennaio 2022)

Le performance del governo Draghi

Finora abbiamo analizzato la situazione in termini generali. Adesso ci focalizzeremo invece sull’attività portata avanti dall’attuale esecutivo. Come abbiamo già raccontato, il governo Draghi ha posto sin da subito grande attenzione al tema delle attuazioni mancanti. La presidenza del consiglio dei ministri ha infatti introdotto un nuovo metodo di lavoro con il fine di velocizzare la pubblicazione di questi atti e anche smaltire gli arretrati. Tale impostazione prevede tra le altre cose anche l’assegnazione di specifici obiettivi mensili che ogni ministero deve raggiungere.

Grazie alla già citata relazione pubblicata dalla presidenza del consiglio possiamo osservare come nel corso del 2021 il governo abbia pubblicato complessivamente 728 decreti attuativi. Il ministero più attivo è stato finora quello dell’economia che ne ha emanati 112. Seguono il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (80), quello dell’interno (62) e quello della salute (52).

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio per il programma di governo.
(ultimo aggiornamento: giovedì 27 Gennaio 2022)

Pochi ministeri sono riusciti a rispettare i target assegnati.

Si tratta certamente di numeri importanti. Tuttavia si deve anche sottolineare come pochissimi ministeri siano stati in grado di conseguire al 100% i target assegnati. Osservando infatti il periodo novembre-dicembre 2021 notiamo che solo 6 ministeri hanno pubblicato tutti i decreti attuativi loro richiesti. Tra questi il ministero del turismo, quello dell’istruzione e quello dell’università e della ricerca. Questi dicasteri peraltro sono andati persino oltre, pubblicando un numero di decreti attuativi superiore rispetto a quanto richiesto. Da sottolineare inoltre la performance della presidenza del consiglio dei ministri che, pur non raggiungendo l’obiettivo, ha pubblicato oltre il 90% dei decreti assegnati nel periodo di riferimento.

D’altra parte però troviamo ben 14 ministeri che presentano una percentuale di completamento inferiore all’80%.

FONTE: elaborazione openpolis su dati presidenza del consiglio dei ministri.
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Gennaio 2022)

Tra questi anche dicasteri di peso. Il ministero dell’economia ha completato il 65% degli obiettivi assegnati, quello della transizione ecologica il 68%, quello delle infrastrutture il 75% e quello dello sviluppo economico il 78%.

Nella relazione, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli ha sottolineato come gli obiettivi assegnati fossero particolarmente ambiziosi ed andassero a sommarsi con le altre attività che i dicasteri devono svolgere normalmente.

Pur non sempre raggiunti, i target assegnati alle amministrazioni dalla presidenza del consiglio - talvolta ambiziosi - hanno costituito una ragione di stimolo per tutte le strutture impegnate in un segmento dell’amministrazione così decisivo perché le politiche pubbliche definite e approvate da governo e parlamento producano i risultati perseguiti. Non appare superfluo osservare, al riguardo, che si tratta di strutture spesso oberate da altri concomitanti e gravosi impegni.

Per quanto questa osservazione sia vera, anche alla luce del contesto che abbiamo descritto, non si può negare il fatto che quello delle attuazioni mancanti rimanga ad oggi un problema insoluto.

Foto: palazzo Chigi - Licenza

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