Sciolti 18 nuovi comuni, quasi tutti per motivi politici Enti locali

Nell’ultimo mese sono saliti a 105 i comuni attualmente sciolti in Italia. Nessun nuovo scioglimento per mafia, ma di molte procedure per verificare la presenza di infiltrazioni non si conosce ancora l’esito.

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Prosegue il monitoraggio dell’osservatorio sui comuni commissariati. Un focus sugli scioglimenti degli enti locali e le loro cause, dai conflitti politici nella maggioranza, all’incapacità di approvare il bilancio, fino al caso più patologico: l’infiltrazione della criminalità organizzata. In collaborazione con Giulio Marotta.

Cos’è successo nell’ultimo mese

L’ultimo provvedimento in ordine di tempo è la proroga di sei mesi del periodo di commissariamento del comune di Sinopoli (Reggio Calabria), decisa dal consiglio dei ministri del 2 dicembre 2020.

Oltre a questo, nell’ultimo mese non sono stati deliberati nuovi commissariamenti di enti locali per infiltrazioni della criminalità organizzata. Non risulta infatti concluso l’iter di numerose procedure di accesso per la verifica delle infiltrazioni, alcune delle quali avviate nel 2019 o nei primi mesi del 2020. Gli accessi in corso negli ultimi mesi, conosciuti tramite fonti ufficiali, hanno riguardato numerosi enti.

Per accertare il condizionamento delle organizzazioni criminali sull’ente, il ministro degli interni nomina un’apposita commissione di indagine. Vai a "Come funzionano i commissariamenti per infiltrazioni mafiose"

Tra questi, i comuni di Melfi (Potenza), Tortorici (Messina) e Paterno Calabro (Cosenza). Poi Barrafranca (Enna), sciolto nell’agosto 2020 a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri, e San Giuseppe Jato (Palermo; come già detto il comune è stato sciolto a novembre ai sensi dell’art. 141 del Tuel), l’Asl 1 di Napoli  e – ultimo in ordine di tempo – il comune di Marano di Napoli (già sciolto tre volte in passato per infiltrazioni della camorra). Altri 5 casi sono stati segnalati dai mezzi di informazione.

Nello stesso periodo sono stati invece sciolti 18 comuni ed una unione di comuni, in base alle altre disposizioni del testo unico sugli enti locali e alla normativa delle regioni a statuto speciale, gran parte dei quali per motivi politici.

Le dimissioni degli amministratori locali restano la causa più frequente di scioglimento anticipato.

A Sessa Aurunca (Caserta) e Ramacca (Catania) è stato sfiduciato il sindaco. Le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri si sono verificate a Catenanuova (Enna), Porto Ceresio (Varese), Montefiascone (Viterbo), Conegliano (Treviso), Cazzago San Martino (Brescia), Falerna (Catanzaro), Squinzano (Lecce), Perdaxius (Sud Sardegna) e Carbone (Potenza). In quest’ultimo caso le dimissioni dei consiglieri, avvenute subito dopo le elezioni del settembre scorso, hanno dato luogo anche a forti critiche su alcuni aspetti della disciplina delle candidature dei dipendenti pubblici (vedi oltre, nel paragrafo dedicato alle interrogazioni).

9 nuovi scioglimenti per dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri.

Indagini e incompatibilità tra cariche sono alcune delle cause che possono portare alle dimissioni anticipate.

Altri 4 comuni sono stati sciolti per le dimissioni del primo cittadino. Hanno rassegnato le dimissioni i sindaci di San Giuseppe Jato, dove si sono verificate anche le dimissioni della giunta e della maggioranza dei consiglieri dopo l’istituzione di una commissione di accesso per la verifica delle infiltrazioni, e Eboli (Salerno). In questo comune, che ha rinnovato il proprio consiglio comunale nel turno amministrativo di settembre, le dimissioni fanno seguito ad un’inchiesta della magistratura. In altri due comuni, Castelraimondo (Macerata) e Selva di Cadore (Belluno), i primi cittadini sono stati eletti consiglieri regionali. A Merano (Bolzano) il comune è stato sciolto per la mancata elezione della giunta nei 30 giorni successivi al rinnovo del consiglio.

I comuni di Sciacca (Agrigento), Carinola (Caserta) e l’unione dei comuni Valle del Giovenzano (Roma) sono stati sciolti per la mancata approvazione dei documenti di bilancio. Per la stessa ragione si è proceduto alla nomina di un commissario ad acta presso l’unione dei comuni di Terre d’Acqua (Bologna).

Si è verificato un caso di decesso del primo cittadino a Telti (Sassari), dove consiglio e giunta rimangono in carica fino al nuovo turno elettorale.

Gli enti locali attualmente sciolti

Salgono a 105 i comuni attualmente sciolti in Italia. A questi si aggiungono l’unione dei comuni Valle del Giovenzano e le diverse aziende sanitarie calabresi commissariate per infiltrazioni mafiose oppure ai sensi della legge 60/2019 (misure emergenziali per il servizio sanitario della regione Calabria) e del decreto legge 150 dello scorso 10 novembre (misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria).

Nella mappa sono compresi anche 6 comuni siciliani e calabresi (Vittoria, San Biagio Platani, Siderno, Delianuova, Crucoli, Casabona), commissariati per infiltrazioni mafiose nel 2018, dove il rinnovo dei consigli comunali, inizialmente previsto il 22 novembre scorso, è stato rinviato a marzo 2021 a causa dell’emergenza Covid, con conseguente proroga della gestione della commissione straordinaria (come previsto dalla legge n. 159 del 2020).

La mappa include i comuni sciolti dal governo nazionale e quelli deliberati dalle regioni a statuto speciale sulla base dei rispettivi ordinamenti (in giallo quelli commissariati a seguito dell’esito negativo delle ultime elezioni amministrative).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 5 Dicembre 2020)

L'impatto delle infiltrazioni mafiose sul totale dei commissariamenti varia molto da regione a regione. In Calabria, 2/3 degli scioglimenti attualmente in corso sono avvenuti in base all'articolo 143 del testo unico degli enti locali.

(...) i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando (...) emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori (...) ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni (...)

Quelli per infiltrazioni criminali rappresentano oltre la metà degli scioglimenti in corso anche in Puglia (57%) e in Sicilia (52%). In Valle d'Aosta uno dei due comuni attualmente sciolti (Saint-Pierre) è stato commissariato per questo motivo. In Basilicata e Campania sono rispettivamente 1 su 3 (33%) e 4 su 14 (28,6%).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 5 Dicembre 2020)

Misurare l'impatto degli scioglimenti è cruciale per valutare lo stato di salute degli enti locali. Per questo è online anche una pagina, aggiornata quotidianamente, per consentire a tutti di monitorare il fenomeno dei commissariamenti - dai motivi politici alle infiltrazioni - in tempo reale.

Cosa ha portato ai recenti commissariamenti per mafia

Il mese scorso abbiamo dato notizia del commissariamento per infiltrazioni mafiose del comune di Pratola Serra e della proroga della gestione straordinaria del comune di San Cipirello. Le relazioni allegate ai decreti presidenziali illustrano le ragioni delle decisioni del Governo (su parere conforme del comitato provinciale per l’ordine pubblico) e danno conto del lavoro avviato dai commissari per il pieno ripristino della legalità, delle iniziative assunte e dei motivi che hanno portato alla proroga del commissariamento.

Le relazioni allegate al decreto di scioglimento di Pratola Serra (Avellino) segnalano una rete di relazioni e di comunanza di interessi economici tra vertici dell’amministrazione e noti pregiudicati. A fronte del sostegno ottenuto nella campagna elettorale, secondo la commissione di accesso il comune avrebbe favorito gli interessi di soggetti legati alla criminalità organizzata locali (affidamento di servizi, gestione degli impianti sportivi, autorizzazioni, sanatorie edilizie etc).

Non v’è settore di rilievo della gestione dell’ente locale, dai servizi pubblici, agli appalti, alle concessioni, alle autorizzazioni/sanatorie edilizie, che non sia inquinato dalla volontà di favorire gli interessi privati, a discapito dell’interesse generale e del pubblico erario.

La relazione su San Cipirello (Palermo) dà conto delle misure di riorganizzazione della struttura amministrativa avviata dalla commissione straordinaria, anche con l’adozione di nuove disposizioni regolamentari. Il documento prospetta un miglioramento dei servizi dove erano state riscontrate gravi irregolarità (ad esempio nella gestione del patrimonio comunale e delle strutture destinate all’accoglienza dei migranti) e indica le iniziative messe in campo per raggiungere un riequilibrio della situazione finanziaria. È stata avviata la realizzazione di un piano di opere pubbliche utilizzando i finanziamenti disponibili.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 5 Dicembre 2020)

L’esito degli ultimi ricorsi sui commissariamenti

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso avverso il decreto di commissariamento dell’ottobre 2019 del comune di Cerignola (Foggia), sottolineando le gravi irregolarità riscontrate dalla commissione di accesso (con riguardo in particolare all’affidamento dei servizi di manutenzione del verde urbano, alle concessioni di suolo pubblico e alla gestione del patrimonio immobiliare) che hanno favorito soggetti legati alla criminalità organizzata, alcuni dei quali colpiti da interdittiva antimafia.

Sempre il Tar del Lazio ha respinto anche il ricorso avverso il decreto di commissariamento del maggio 2019 del comune di Stilo (Reggio Calabria). Il giudice amministrativo evidenzia innanzitutto le irregolarità riscontrate nell’affidamento di alcuni appalti con procedura d'urgenza.

(...) tale sviamento sarebbe palesato dai plurimi affidamenti diretti e dalle irregolarità che caratterizzano vari affidamenti in somma urgenza, disposti a favore di imprese controindicate, di cui una destinataria di un diniego di iscrizione alla c.d. white list

Vengono inoltre esaminati in modo puntuale gli altri elementi raccolti dalla commissione d’accesso sul condizionamento esercitato su amministratori e dipendenti da parte della ‘ndrangheta, con particolare riferimento alle occupazioni di suolo pubblico, all’abusivismo edilizio e al mancato riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Nell'ultimo mese, il consiglio di stato ha ritenuto improcedibile il ricorso contro il decreto di scioglimento del comune di Legnano del luglio 2019, alla luce della proclamazione del nuovo sindaco e del consiglio comunale con le elezioni del settembre scorso (parere n. 1873/2020).

Attraverso ricorsi e sentenze, nel corso degli anni la giurisprudenza, in particolare quella amministrativa, ha chiarito molti ambiti di incertezza nella normativa sui commissariamenti per mafia e stabilito anche modalità di applicazione concreta. Per tenere traccia di questo lavoro, abbiamo raccolto un'analisi delle sentenze e delle decisioni di Tar e consiglio di stato che hanno permesso di capire concretamente cosa significa infiltrazione criminale negli enti locali.

Le interrogazioni ed interpellanze parlamentari sui comuni sciolti

Dall'analisi degli atti di sindacato ispettivo rivolti dai parlamentari al governo possono emergere ulteriori informazioni su commissariamenti e scioglimenti.

Nell'ultimo periodo, il governo ha risposto a diversi atti di sindacato ispettivo. In risposta ad un'interpellanza parlamentare, ha comunicato l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di alcuni dipendenti della polizia di stato che si sono candidati presso il comune di Carbone (Potenza), rassegnando le dimissioni subito dopo l’elezione, e hanno così determinato lo scioglimento dell’ente locale. L'esecutivo ha dichiarato che valuterà anche l’opportunità di una modifica della disciplina sulla aspettativa dei dipendenti pubblici che si presentano alle elezioni.

Con riferimento alla procedura di accesso per l'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, è stato ribadito che è tuttora in corso la valutazione, da parte del ministero dell’interno, della relazione trasmessa dal prefetto nel marzo scorso. Questa è stata redatta al termine di un approfondito esame svolto dalla commissione di accesso istituita nel luglio del 2019. Sono stati infine forniti elementi sui risultati dell’indagine amministrativa sui concorsi indetti a Sant’Anastasia e in altri comuni campani e sulle misure correttive adottate.

Molte delle nuove interrogazioni e interpellanze parlamentari chiedono al governo l'istituzione di commissioni di accesso.

Sempre nell'ultimo periodo sono stati presentati 8 nuovi atti di sindacato ispettivo, cui il governo non ha dato ancora risposta. In particolare è stato richiesto di motivare il mancato commissariamento per infiltrazioni mafiose, negli anni scorsi, del comune di Anzio (Roma). Sempre per la stessa città, in un dibattito alla Camera è stata sollecitata l’istituzione di una nuova commissione di accesso a seguito di un atto di intimidazione nei confronti di un consigliere comunale. Con altre interrogazioni è stato chiesto l’invio di una commissione di accesso anche nei comuni di Catanzaro, Marigliano (Napoli, attualmente sciolto ai sensi dell’art. 141 del tuel; per approfondire qui e qui) e Castellammare del Golfo (Trapani).

Altre due interrogazioni riguardano la verifica dei presupposti per lo scioglimento dell'unione dei comuni di Terre d'Acqua (Bologna; come detto, per tale ente è stato nominato un commissario) e la situazione finanziaria del comune di Montalbano Jonico (Matera).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Dicembre 2020)

Questo articolo è parte dell’osservatorio sui comuni e gli altri enti sciolti e commissariati, curato da openpolis in collaborazione con Giulio Marotta.

Foto credit: Marco Tosato (Wikimedia), Palazzo comunale di Conegliano - Licenza

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