L’impatto dei sondaggi nelle sfide interne alle coalizioni Gli equilibri tra le forze politiche

Anche se il governo di unità nazionale vede quasi tutti i partiti far parte della maggioranza continua lo scontro politico. Non solo tra centrodestra e centrosinistra ma anche nei rispettivi campi per determinare la leadership delle due coalizioni.

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Le intenzioni di voto riportate settimanalmente dai sondaggi, attendibili o meno che siano, rappresentano uno strumento con cui le forze politiche si confrontano quotidianamente ed uno dei parametri utilizzati per rimodulare la loro proposta. L’evoluzione nel tempo del gradimento degli italiani quindi può portare anche a cambiamenti di strategia, con effetti diretti sull’agenda di governo e parlamento.

Il passaggio di testimone tra Giuseppe Conte e Mario Draghi, con la conseguente formazione di una nuova maggioranza molto ampia, ha comportato un’evoluzione per molti partiti anche dal punto di vista del gradimento riportato dai sondaggi. Secondo le rilevazioni effettuate nel mese di aprile infatti le forze di centrosinistra sarebbero in ripresa dopo aver attraversato un momento molto difficile legato alla caduta del precedente governo. Fratelli d’Italia prosegue invece nella propria lenta ma costante ascesa. Mentre la Lega, pur rimanendo il primo partito italiano, prosegue nel trend di calo.

È attraverso i sondaggi che, tra una elezione e l’altra, le forze politiche misurano il proprio consenso e i rapporti di forza tra loro. Vai a "Come stanno andando i sondaggi politici"

Con una maggioranza così larga, ogni partito necessita di rivendicare i propri successi agli occhi degli elettori.

In questo nuovo contesto non mancano differenze e frizioni. Ogni partito infatti ha il bisogno di distinguersi dagli altri agli occhi dei propri elettori, rivendicando i risultati ottenuti. Negli ultimi giorni, ad esempio, si è aperto un dibattito molto forte intorno al tema del coprifuoco. I partiti del centrodestra richiedevano una maggiore elasticità da parte del governo su questo punto. Ciò ha portato ad uno scontro, con gli esponenti della Lega che fanno parte del consiglio dei ministri che hanno deciso di astenersi sull’approvazione del decreto riaperture.

In questo contesto il peso dei sondaggi è tutt’altro che marginale, sia per conoscere lo stato di salute dei vari partiti sia per comprendere le loro mosse. A maggior ragione con l’avvicinarsi di una tornata elettorale importante come quella in programma per il prossimo autunno. Dove le forze politiche si sfideranno in alcune delle più importanti città italiane tra cui Roma, Milano, Bologna, Torino e Napoli.

La situazione ad aprile

Le dinamiche legate ai sondaggi sono dunque uno degli elementi, certo non l’unico, che ci può aiutare a comprendere le scelte fatte dalle forze politiche. I sondaggi infatti possono contribuire al cambiamento dei rapporti di forza all’interno delle coalizioni così come a rimodulazioni della strategia comunicativa e dell’azione politica. Per questo motivo leader e forze politiche sono “costretti” a marcare continuamente la propria presenza sui media determinando una sorta di campagna elettorale permanente.

In base alla media dei sondaggi raccolti ad aprile, il primo partito rimane ancora la Lega con il 22,5% di potenziali consensi. Al secondo posto troviamo il Partito democratico con il 18,9%, seguito da Fratelli d’Italia (17,7%) e Movimento 5 stelle (17,1%).

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.
Per il mese di dicembre 2020 non sono disponibili i dati di Ipsos. Per i mesi di gennaio e aprile 2021 non sono disponibili i dati di Ixè. Per agosto 2021 sono disponibili solamente i dati Swg ed Euromedia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: lunedì 14 Giugno 2021)

Da notare che di queste quattro forze politiche solo il partito di Matteo Salvini ha accusato una flessione rispetto al mese scorso. Il Carroccio prosegue così un trend di calo nei potenziali consensi che prosegue da diversi mesi. Rispetto ad un anno fa infatti la Lega ha perso ben 5,5 punti percentuali.

-5,5 punti percentuali persi dalla Lega in un anno.

Sull’altro versante invece sia Pd che M5s appaiono in ripresa. In particolare i pentastellati hanno recuperato quasi 2 punti percentuali rispetto al mese scorso. Quello di aprile (17,1%) è il secondo risultato più alto da gennaio 2020 ad oggi per il Movimento.

Nonostante le molte difficoltà, il M5s appare in crescita nei sondaggi.

Questa dinamica sembra essere in controtendenza rispetto alle cronache di questi giorni che vorrebbero il partito in grave crisi. Ciò sia per i malumori interni ai gruppi parlamentari che hanno portato a molti abbandoni ed espulsioni, sia per la separazione con l’associazione Rousseau guidata da Davide Casaleggio che metteva a disposizione dei pentastellati l’omonima piattaforma. Sia infine per le vicende extra-politiche che hanno coinvolto la famiglia del garante Beppe Grillo.

Una delle possibili spiegazioni di questa tendenza è legata alla discesa in campo (al momento solo annunciata ma non formalizzata) di Giuseppe Conte come nuova guida. Come avevamo già raccontato, l’ex presidente del consiglio gode tuttora di un alto gradimento presso molti italiani. Tanto che l’ipotesi della sua leadership potrebbe cambiare in maniera significativa gli equilibri tra le forze politiche. Uno scenario confermato anche da una rilevazione condotta nelle ultime settimane da Emg. Secondo l’istituto demoscopico infatti Conte farebbe guadagnare ai pentastellati quasi quattro punti percentuali in più, facendoli diventare la seconda forza politica in assoluto e la prima nella coalizione di centrosinistra.

Ogni sondaggio a tema politico effettuato viene pubblicato su un apposito sito. Agli intervistati è stato richiesto di esprimere le loro intenzioni di voto nell’ipotesi di un M5s guidato da Giuseppe Conte o meno. Nel grafico le componenti di Leu (Sinistra italiana e Articolo 1-Mdp) sono state considerate congiuntamente.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Emg
(ultimo aggiornamento: mercoledì 28 Aprile 2021)

+3,8 punti percentuali in più con Giuseppe Conte alla guida del M5s secondo il sondaggio Emg del 15 aprile.

Anche questo sondaggio tuttavia conferma che la principale “vittima” di questo spostamento di voti sarebbe il Partito democratico. Con la discesa in campo di Conte infatti il Pd perderebbe circa 2,5 punti percentuali di potenziali consensi. Di questo scenario risentirebbero in misura limitata anche Lega e Forza Italia (rispettivamente -0,7 e -0,9 punti percentuali). Mentre rimarrebbe sostanzialmente invariato il peso degli altri partiti.

La situazione nell'area di centrosinistra

La fine prematura del governo Conte II ha lasciato delle ferite profonde all'interno della coalizione di centrosinistra. Detto del Movimento 5 stelle e in attesa di capire quale sarà il destino di Italia Viva (secondo il cui leader Matteo Renzi potrebbe anche esserci un riposizionamento), la conseguenze principali della caduta della ex maggioranza giallorossa sono state essenzialmente due: le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Partito democratico e la spaccatura interna a Liberi e uguali.

In particolare, il Pd è stato indicato da molti osservatori ma anche da una parte del partito stesso come il principale sconfitto dalla crisi di governo. Tuttavia l’arrivo alla segreteria di Enrico Letta pare aver dato nuova forza al partito che nell’ultimo mese è tornato a crescere nei sondaggi dopo un periodo di flessione che durava dal novembre scorso. Così come sta accadendo nell'area di centrodestra tra Salvini e Meloni dunque, anche nel centrosinistra si potrebbe aprire nei prossimi mesi una sfida per la leadership tra Letta e Conte.

Il dato calcola la composizione percentuale (in termini di consensi nei sondaggi) interna alla maggioranza di governo.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono stati effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: lunedì 21 Giugno 2021)

Letta sta cercando di ricompattare l’elettorato intorno a temi identitari, anche con l’obiettivo di differenziarsi dal M5s.

Letta ha ribadito la scelta, già fatta dal suo predecessore, di un Pd punto di riferimento di una coalizione di centrosinistra estesa anche al Movimento 5 stelle. Ma, forse anche consapevole dei rischi che abbiamo appena descritto, il neo segretario ha sin da subito posto come centrali una serie di punti: dallo ius soli alla legge contro l’omotransfobia, dalle tematiche del lavoro a quelle relative a giovani e donne. Temi identitari che erano usciti dall’agenda del dibattito pubblico negli ultimi mesi a causa della pandemia ma che l’ex presidente del consiglio ha voluto rilanciare. Forse proprio con l’obiettivo di differenziare la propria proposta politica rispetto a quella dell’alleato/rivale.

Il segretario dem però non si è limitato a questo. Nelle ultime settimane infatti sono state frequenti le critiche mosse alla Lega. Letta infatti ha accusato a più riprese il partito di Salvini di incoerenza nel far parte della maggioranza e allo stesso tempo di criticarne i provvedimenti. Mossa peraltro replicata anche da Conte.

Secondo alcuni osservatori quella di Letta sarebbe a tutti gli effetti una mossa strategica. Sondaggi alla mano infatti se si votasse oggi il centrodestra, qualora si presentasse unito, vincerebbe le elezioni. Una delle poche carte in mano al centrosinistra per evitare questo scenario sarebbe quindi proprio quella di cercare di recuperare i voti di coloro che non si riconoscono nelle posizioni sovraniste.

Una strategia che punterebbe, tra l’altro, anche a far allontanare Forza Italia dagli altri due partiti con l'obiettivo di costituire la cosiddetta “maggioranza Ursula”. Cioè quella coalizione di forze politiche formatasi in seno al parlamento europeo e che ha permesso l’elezione di Ursula Von Der Leyen come presidente della commissione europea.

La situazione nel centrodestra

L’avvento del governo Draghi però ha sparigliato le carte anche nel centrodestra con Forza Italia e Lega che, contrariamente a Fratelli d’Italia, hanno deciso di entrare nella nuova maggioranza. Questo cambio di strategia da parte della Lega in particolare potrebbe essere interpretato anche alla luce dei nuovi rapporti di forza che si sono delineati negli ultimi mesi.

Se nel 2018 (anno delle ultime elezioni politiche) infatti la Lega era ampiamente la prima forza della coalizione e la leadership di Matteo Salvini appariva indiscutibile, oggi lo scenario è cambiato. Nonostante in parlamento il Carroccio sia ancora molto più "pesante" rispetto a Fdi, in base agli attuali sondaggi la distanza tra i due partiti si sarebbe notevolmente ridotta. Oggi infatti il divario tra le due forze è inferiore ai 5 punti percentuali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: lunedì 21 Giugno 2021)

È anche in base a questi numeri che oggi Giorgia Meloni si presenta come un’alternativa molto credibile a Salvini come candidata premier alla guida di una ipotetica coalizione di centrodestra. È anche in questa chiave che possono essere lette le mosse dei partiti nelle ultime settimane. D'altronde Lega e Fdi competono anche per lo stesso bacino di elettori.

9,7 punti percentuali recuperati da Fdi alla Lega in un anno.

Il Carroccio, pur rimanendo il primo partito italiano secondo i sondaggi e la seconda forza in parlamento (dopo il Movimento 5 stelle) sta attraversando un periodo di difficoltà. La posizione di Matteo Salvini come leader del centrodestra non è più così solida. In questo contesto la scelta della Lega di entrare nella maggioranza può essere letta anche con la necessità di far valere il proprio peso nelle decisioni prese dall'esecutivo.

La posizione ambigua della Lega si presta a critiche sia da destra che da sinistra.

Non è un caso infatti che Salvini abbia subito rivendicato i meriti del proprio partito ad esempio sul tema delle riaperture, criticando le posizioni ritenute ingiustificatamente rigide del ministro della salute Roberto Speranza. Questa doppia anima rischia però di creare un cortocircuito. Il partito infatti è esposto alle critiche su due fronti, sia da parte del centrosinistra ma anche da parte di Fdi.

Il partito di Meloni infatti nelle ultime settimane ha presentato due mozioni: una proprio contro il ministro della salute ed una per l'abolizione del coprifuoco. Fdi ha "sfidato" la Lega a votare a favore delle due mozioni. Secondo diversi addetti ai lavori questa mossa sarebbe stata finalizzata proprio ad evidenziare l'ambiguità che caratterizza l'attuale posizione del partito di Salvini.

Nonostante le esternazioni molto critiche infatti il Carroccio si è visto "costretto" a bocciare i due atti insieme al resto della maggioranza. Proponendo come alternativa l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla gestione della pandemia.

Foto credit: Facebook Giorgia Meloni - Licenza

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