Le tensioni di maggioranza e opposizione e i rischi del voto anticipato Politica e sondaggi

Le intenzioni di voto rappresentano uno dei parametri attraverso cui i partiti rimodulano l’azione politica. Per questo la loro analisi può aiutarci a capire meglio le tensioni delle ultime settimane sia nella maggioranza che nell’opposizione.

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In una società dove le informazioni circolano sempre più velocemente leader e forze politiche hanno la necessità di marcare una presenza continua nel dibattito pubblico.

Le intenzioni di voto riportate settimanalmente dai sondaggi, attendibili o meno che siano, rappresentano quindi un strumento con cui le forze politiche si confrontano ed uno dei parametri utilizzati per rimodulare la loro proposta. L’analisi dei sondaggi sul gradimento dei vari partiti può quindi aiutarci ad interpretare – seppur in maniera parziale – la loro azione politica.

È attraverso i sondaggi che, tra una elezione e l’altra, le forze politiche misurano il proprio consenso e i rapporti di forza tra loro. Vai a "Come stanno andando i sondaggi politici"

Nella maggioranza, ad esempio, il leader di Italia viva Matteo Renzi ha minacciato di ritirare i propri ministri e di aprire quindi una crisi di governo se non verranno rivisti alcuni punti chiave come la gestione dei fondi che arriveranno dall’Unione europea.

Nel centrodestra invece continua la battaglia per la leadership tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Nelle ultime settimane infatti sono emerse posizioni discordanti su molti temi tra i tre partiti (inclusa Forza Italia) dell’alleanza. Ciononostante la coalizione appare “costretta” a rimanere unita.

La situazione a dicembre

L’aumento o la diminuzione della popolarità dei singoli partiti e dei loro leader è in costante evoluzione. Infatti le intenzioni di voto degli italiani oggi sono molto diverse da quelle che hanno caratterizzato le elezioni politiche del 2018. I sondaggi sono quindi un “termometro” che ci aiuta a capire quale sia lo stato di salute dei vari partiti.

Da settembre il M5s appare in costante calo di consensi. Percorso inverso invece per Forza Italia.

In base alle rilevazioni di dicembre, il primo partito rimane la Lega con il 23,8%. Il partito rimane stabile (-0,1 punti percentuali rispetto al mese scorso) anche se molto distante rispetto ai consensi ricevuti alle europee. Seguono il Partito democratico con il 20,5% (-0,4) e Fratelli d’Italia ormai stabilmente terza forza nel paese con il 16,2% (-0,1).

Continua invece il calo nel gradimento del Movimento 5 stelle (14,7%) che da settembre ha perso ben 2,6 punti percentuali. Nello stesso periodo invece Forza Italia ha recuperato costantemente posizioni passando dal 6,3 al 7,4% (+1,1 p.p.). Italia viva invece si mantiene stabile al 3,4%.

 

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono stati effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.
Per il mese di dicembre 2020 non sono disponibili i dati di Ipsos. Per il mese di gennaio 2021 non sono disponibili i dati di Ixè.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Gennaio 2021)

Lega, M5s e Iv sono gli unici partiti che dall'inizio dell'anno hanno ridotto il loro bacino di voti secondo i sondaggi. Queste dinamiche sono uno degli elementi, certo non l'unico, che ci può aiutare ad interpretare le azioni dei vari partiti. I sondaggi infatti possono contribuire al cambiamento dei rapporti di forza all'interno delle coalizioni così come a rimodulazioni della strategia comunicativa e dell'azione politica.

Italia viva non ha attecchito nel paese ed è insidiata da Azione che si rivolge allo stesso elettorato.

Il dato forse più interessante è proprio quello di Italia Viva. Nato da una scissione interna al Pd, il partito di Matteo Renzi è l'unico tra quelli presenti autonomamente in entrambi i rami del parlamento a non aver partecipato alle elezioni del 2018. Se a gennaio 2020 poteva vantare il 4,4% dei possibili voti secondo i sondaggi, a dicembre il partito si attesta al 3,4% con una perdita di un punto percentuale netto.

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono stati effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.
Per il mese di dicembre 2020 non sono disponibili i dati di Ipsos. Per il mese di gennaio 2021 non sono disponibili i dati di Ixè.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria 
(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Gennaio 2021)

Incalzata da forze politiche che coprono lo stesso bacino elettorale, Iv necessita di riaffermare le proprie posizioni e di essere più incisiva sull'azione di governo, anche distinguendosi dalla coalizione di maggioranza.

-1 punti percentuali. Il consenso perso da Italia viva da gennaio a oggi.

Sul fronte del centrodestra invece abbiamo visto come la Lega sia in costante calo dall'inizio dell'anno, con il distacco da Fratelli d'Italia sempre più ridotto. Questo ha portato all'apertura di una lotta per la leadership tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. I due capi partito tuttavia non si possono separare. Difficilmente infatti, in caso di nuove elezioni, si potrebbe formare un governo sotto la loro guida qualora la coalizione di centrodestra dovesse saltare.

Maggioranza, il rischio di una crisi

Abbiamo visto come i rapporti di forza tra i vari partiti siano in costante evoluzione e, soprattutto, come siano cambiati molto rispetto alle elezioni del 2018 che hanno determinato la geografia dell'attuale parlamento. Per quanto riguarda la coalizione di governo la prima forza, in base ai sondaggi, sarebbe il Pd (peraltro uscito rinforzato dalla tornata elettorale di settembre) ma in parlamento il primo partito resta il Movimento 5 stelle.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Gennaio 2021)

Questa situazione ha portato a delle tensioni nella maggioranza negli ultimi mesi. Il partito di Nicola Zingaretti infatti ha cercato di imporsi come guida della coalizione portando avanti i temi della propria agenda. Questa operazione non ha avuto però troppo successo anche per i veti incrociati posti dal M5s sull'accesso alle risorse del Mes sanitario e da Iv sulle riforme istituzionali del parlamento. Tra queste anche la nuova legge elettorale che prevede il ritorno ad un sistema proporzionale puro e una soglia di sbarramento al 5%.

Con i suoi 48 parlamentari Italia viva ha un ruolo strategico per la sopravvivenza del governo.

Questa riforma era stata inizialmente sottoscritta anche da Iv. L'attuale posizione di debolezza del partito secondo i sondaggi tuttavia potrebbe aver influito nel cambio di posizione che ha portato ad un congelamento del disegno di legge. Adesso infatti la soglia al 5% viene considerata troppo alta ma è giudicata imprescindibile dal Pd.

Questo ha portato ad uno stallo dato che Iv ha un peso molto rilevante nelle dinamiche d’aula godendo del 4,8% di deputati e del 5,6% di senatori. Senza i cui voti la riforma non passerebbe.

La differenza tra voti nelle ultime elezioni, presenza in parlamento e sondaggi attuali

Partito% voti camera 2018% deputati attuali% senatori attuali% sondaggi attuali
Lega – Salvini17,420,719,623,3
PD18,814,310,919,7
M5S32,73128,714,6
Fratelli d’Italia4,45,25,616,1
Forza Italia14,014,516,88,3
SX3,41,9no gruppo autonomo3,2
Italia Vivanon presente4,85,63,1
PiùEuropa2,6no gruppo autonomono gruppo autonomo2,2
Cambiamo!non presenteno gruppo autonomono gruppo autonomo1,0
Azionenon presenteno gruppo autonomono gruppo autonomo3,7
Europa Verde0,58*no gruppo autonomonon presente1,8
*lista comune "Italia Europa Insieme" comprendente Federazione dei Verdi, Psi e Area civica

 

Ma la discussione sul nuovo sistema elettorale non rappresenta l'unico elemento di crisi interno alla maggioranza. Nei giorni scorsi infatti Matteo Renzi ha duramente attaccato Giuseppe Conte. Il premier è stato criticato per un eccessivo accentramento del potere nelle proprie mani, in particolare per quanto riguarda i progetti da finanziare nell'ambito di Next generation Eu.

Le accuse del senatore fiorentino hanno portato ad una nuova verifica della maggioranza, la seconda nel giro di un mese dopo il vertice tenutosi a palazzo Chigi a novembre. Gli esponenti di Iv hanno negato che questa strategia abbia l'obiettivo di un rimpasto ma hanno minacciato di far cadere il governo qualora le loro richieste non vengano prese in considerazione.

Se si vuole inserire nella legge di bilancio l'emendamento sulla governance noi non solo voteremo contro ma ne prenderemo atto e ci dimetteremo. La nostra richiesta è lavorare sul Recovery. Confrontarsi sui contenuti e dire a questo paese cosa si vuol fare per farlo ripartire. Deve essere un modo per immaginare un sistema paese, non per discutere degli amici degli amici che bisogna posizionare.

Tuttavia se l'attuale esperienza di governo avesse fine il presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe decidere di sciogliere anticipatamente le camere le camere. Ma Iv vuole far cadere il governo per andare a nuove elezioni? Probabilmente no.

Questo perché il partito di Matteo Renzi detiene attualmente un posizione di forza in parlamento. Posizione che, in base agli attuali sondaggi, perderebbe nella prossima legislatura da cui anzi Iv rischierebbe di rimanere esclusa.

La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono stati effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Dicembre 2020)

Tra i dirigenti del partito c'è invece la convinzione che se cadesse il governo non si andrebbe subito alle elezioni. Ciò potrebbe portare alla formazione di maggioranze di diverso orientamento politico di cui anche Iv potrebbe beneficiare recuperando maggiore centralità.

Centrodestra, una coalizione "per forza"?

L’andamento dei sondaggi però ha influenzato anche i rapporti nell'opposizione con Fratelli d'Italia e Lega che sono sempre più vicini. Le elezioni del 2018 vedevano infatti il Carroccio al 17% e Fdi al 4%. Nel 2019 (anno delle elezioni europee) poi la Lega aveva raddoppiato i propri consensi con Fdi al 6%. Adesso però la situazione è molto cambiata con la Lega al 23,8% e Fdi al 16,2%.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Dicembre 2020)

I dati dei sondaggi uniti al risultato sotto le aspettative del Carroccio alle regionali hanno quindi determinato l’apertura in seno al centrodestra di un dibattito sulla leadership. Se fino a qualche mese fa infatti la guida di Matteo Salvini pareva inattaccabile, adesso Giorgia Meloni si pone come un’alternativa molto forte. Da ciò ne deriva che i due leader devono stare attenti a non prestare il fianco alle critiche dell'alleato. Alleato che però è allo stesso tempo anche avversario, competendo sullo stesso bacino di consensi.

+11,8 punti percentuali. L'incremento di Fdi nei sondaggi rispetto alle elezioni del 2018.

È anche in questa chiave che possono essere lette le mosse dei partiti nelle ultime settimane. Se da una parte infatti i leader della coalizione hanno ribadito a più riprese la volontà di andare avanti uniti, dall’altra i tre partiti del centrodestra hanno posizioni ed obiettivi distinti.

Il centrodestra deve rimanere unito se vuole puntare a vincere le elezioni. Ma nella coalizione ci sono obiettivi diversi.

In ambito leghista, la preoccupazione per l'ascesa di Meloni ha portato ad ipotizzare un governo ponte che possa traghettare il paese fuori dall'emergenza. Andare ad elezioni anticipate per la Lega infatti potrebbe rivelarsi rischioso. Visto il trend di calo di consensi che prosegue costante dall'inizio dell'anno, se si votasse a stretto giro di posta Meloni sarebbe una candidata molto forte per la premiership. È anche in questa prospettiva che va letto il posizionamento internazionale che sta cercando di costruirsi, aderendo al gruppo dei conservatori Ue (mentre la Lega fa parte di Identità e democrazia, il gruppo di destra radicale che raccoglie anche Marine Lepen e i tedeschi di Afd).

Allo stesso tempo però per il carroccio cercare maggioranze alternative in parlamento potrebbe avere un enorme costo in termini elettorali, con Fdi che potrebbe incassare il voto di molti elettori leghisti delusi.

Mi interessa capire se davvero Salvini considera possibile in questa legislatura tornare con i 5 stelle o fare un governo con il Pd o se come me ha un unico orizzonte possibile: andare al voto con il centrodestra

Salvini e Meloni devono evitare passi falsi per non esporsi alle critiche l'uno dell'altra.

Dall'altra parte, come abbiamo visto, la coalizione di centrodestra avrebbe buone chances di vincere le elezioni se si presentasse unita. Anche per le ambizioni di leadership di Meloni quindi una via diversa da quella di un centrodestra unito in questo momento non è all'orizzonte. Una considerazione che vale sia per l'attuale sistema elettorale sia - o forse ancora di più - se si votasse con un sistema proporzionale.

In questo contesto, se i partiti si presentassero da soli rimandando al post-voto eventuali apparentamenti, il rischio per Fdi è quello di rimanere tagliato fuori dai giochi, con la Lega (ed eventualmente Fi) che potrebbe allearsi con altre forze politiche che non metterebbero in discussione la leadership di Salvini.

48,5% l'attuale gradimento della coalizione di centrodestra (Lega, Fdi, Fi) secondo i sondaggi.

Forza Italia e lo scostamento di bilancio

Un esempio concreto di come le forze di centrodestra siano "costrette" a rimanere insieme è stato il voto compatto sulla richiesta di scostamento di bilancio. Forza Italia infatti aveva offerto il proprio appoggio al governo in cambio dell'inserimento nel provvedimento di alcuni temi di suo interesse. La mossa di Berlusconi ha "costretto" Lega e Fratelli d'Italia a votare a favore del provvedimento nonostante le perplessità per evitare di dividere la coalizione.

Questa scelta aveva anche portato alcuni osservatori ad ipotizzare l'ingresso in pianta stabile del partito azzurro nella coalizione di maggioranza. Tale mossa però avrebbe potuto rivelarsi controproducente nel lungo periodo. Fi infatti gode di una posizione di forza all'interno del parlamento che non è più coerente con l'attuale gradimento degli italiani.

Il grafico mostra la differenza tra il peso dei vari partiti in parlamento rispetto agli attuali indici di gradimento degli italiani.
La media aritmetica è calcolata sui sondaggi dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia.
Sono stati analizzati solo i partiti che hanno un gruppo autonomo in entrambe le camere.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria e openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 18 Dicembre 2020)

Da un lato per il partito azzurro la fine della legislatura potrebbe significare la perdita della attuale posizione strategica. Dall'altro porre fine all'alleanza di centrodestra potrebbe portare il partito a ricoprire un ruolo di secondo piano nel prossimo parlamento. A ciò si deve aggiungere che diversi esponenti azzurri hanno lasciato il partito nelle ultime settimane. Il fatto che molti di questi si siano accasati in altri partiti del centrodestra manifestando un malcontento per le scelte fatte da Berlusconi pone una pressione su eccessivi smarcamenti da parte di Fi.

L'opposizione è ancora una compagnia di ventura, vincerà a mani basse le prossime elezioni, quando ci saranno, ma non è pronta a governare. È come se il centrodestra avesse paura di un altro centrodestra, diverso, che invece è proprio quello che serve all'Italia

A questo si deve aggiungere che nel 2021 si voterà in città importanti come Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. Lo scorso ottobre i tre partiti avevano confermato la volontà di presentarsi uniti a questo appuntamento con candidati forti, esterni ai partiti, in grado di competere per il successo. Un'interruzione dei rapporti a livello nazionale tuttavia potrebbe avere delle ripercussioni anche sulle alleanze locali.

Foto credit: Italia viva - Licenza

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