Che cos’è un rimpasto di governo

Il rimpasto di governo è un istituto informale che consiste in un cambiamento nella composizione del governo senza le dimissioni del governo per intero.

Definizione

Con l’espressione “rimpasto di governo” si intende un cambiamento nella composizione dell’esecutivo senza che si arrivi alle dimissioni di tutto il governo, al fine di adeguare la distribuzione delle cariche governative a un cambiamento politico.

Non si tratta di un istituto formale, previsto dalla costituzione o da altre fonti normative. Per questa ragione è necessario osservare la prassi al fine di comprendere appieno in cosa consiste.

Talvolta si utilizza il termine anche per indicare un nuovo governo, guidato dal medesimo presidente del consiglio dei ministri. Tuttavia in questo caso, poiché il presidente in carica rassegna le dimissioni e si presenta nuovamente davanti alle camere per ottenere la fiducia, si dovrebbe parlare più propriamente di crisi di governo extraparlamentare (la crisi di governo parlamentare implica invece l’approvazione di una mozione di sfiducia, o la mancata approvazione di una questione di fiducia, da parte del parlamento).

Al contempo, non si può parlare di vero e proprio rimpasto di governo nel caso in cui si sostituisca un singolo ministro o sottosegretario.

Dati

Nel nostro paese sono sempre state molto frequenti le crisi extraparlamentari, che portavano alle dimissioni dei governi per costituirne di nuovi o alla fine della legislatura con elezioni anticipate.

A fare largo uso dell’istituto del rimpasto di governo è stato Berlusconi. Ad esempio nel maggio del 2011 (XVI legislatura) ben 9 nuovi sottosegretari sono entrati a far parte del governo Berlusconi IV. In questo caso il rimpasto fu utilizzato per “premiare” diversi politici che avevano sostenuto l’esecutivo in occasione di un voto di sfiducia alla camera.

Più di recente è stato solo Renzi (Pd) a procedere a un rimpasto di governo, nel gennaio del 2016. In questo caso i 12 nuovi incarichi (1 ministro, 4 viceministri e 7 sottosegretari) sono stati assegnati anche a seguito delle richieste che provenivano dal Nuovo centro destra che faceva parte della maggioranza, in particolare a seguito delle dimissioni del ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi (Ncd).

Infatti ben 5 dei nuovi incarichi sono stati assegnati a esponenti di Ncd (anche se di questi due già avevano un ruolo all’interno dell’esecutivo). In seguito al rimpasto, Ncd è passato da 10 a 13 rappresentanti, il Pd da 32 a 34 e Scelta civica da 3 a 4.

Analisi

L’istituto del rimpasto di governo è solitamente utilizzato quando viene meno il rapporto di fiducia tra il presidente del consiglio e alcuni suoi ministri. Si può anche usare per adeguare la composizione del governo a un nuovo equilibrio politico, spesso a seguito di eventi elettorali che mostrano un elettorato che non sostiene più come in precedenza le forze al governo.

È questo il caso, ad esempio, delle elezioni del maggio 2019 europee, che hanno ribaltato i rapporti di forza tra i partiti al governo, per cui si ipotizza la possibilità di un rimpasto.

In altri casi, come per il governo Berlusconi II, il presidente del consiglio si è dimesso per poi formare un nuovo governo, portando a quella che formalmente è una crisi di governo, anche se finalizzata a un più semplice rimpasto.

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