Come sono cambiati gli equilibri tra i partiti con il nuovo governo Politica e sondaggi

La nascita del governo Draghi ha scompaginato il quadro politico. In questo nuovo contesto, tutte le forze politiche avranno certamente un occhio di riguardo verso i sondaggi per capire se la loro strategia sta funzionando.

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Le intenzioni di voto riportate settimanalmente dai sondaggi, attendibili o meno che siano, rappresentano uno strumento con cui le forze politiche si confrontano quotidianamente ed uno dei parametri utilizzati per rimodulare la loro proposta. L’evoluzione nel tempo del gradimento degli italiani quindi può portare anche a cambiamenti di strategia, con effetti diretti sull’agenda di governo e parlamento.

È attraverso i sondaggi che, tra una elezione e l’altra, le forze politiche misurano il proprio consenso e i rapporti di forza tra loro. Vai a "Come stanno andando i sondaggi politici"

In questo contesto, l’avvento di Mario Draghi a palazzo Chigi ha avuto delle ripercussioni sul sistema politico. Non solo infatti si sono sfaldate le precedenti alleanze ma ciascun partito, salvo poche eccezioni, ha visto un’evoluzione del proprio peso in termini di gradimento degli elettori secondo i sondaggi.

Fino a febbraio 2021, tra le forze di governo sono inclusi: M5s, Pd, Iv e Leu/Mdp/Si. Nello schieramento opposizione di centrodestra sono compresi: Lega, Fi, Fdi e Cambiamo. Sono incluse tra le forze di opposizione di centrosinistra: Azione, Europa Verde, Più Europa. I partiti troppo piccoli per essere rilevati, classificati nei sondaggi come alla voce “altri”, sono compresi nella categoria Altro.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Dicembre 2020)

La coalizione di centrosinistra in particolare sembra ancora non aver superato la crisi di governo che ha portato alle dimissioni di Giuseppe Conte. La vittima principale di questa situazione è stato il Partito democratico, il cui segretario Nicola Zingaretti infatti ha deciso di dimettersi. Il passo indietro peraltro è avvenuto tre giorni dopo la pubblicazione di un sondaggio che accreditava il Movimento 5 stelle del 22% dei potenziali consensi in caso di una leadership di Giuseppe Conte, con il Pd invece sprofondato al 14%.

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Il nuovo governo però ha portato anche alla rottura dell'asse di centrodestra, con Forza Italia e Lega che hanno deciso di entrare nella nuova maggioranza, al contrario di Fratelli d'Italia.

La situazione a marzo

Al di là delle istantanee scattate nel momento delle elezioni, il gradimento dei partiti è in costante evoluzione. Per questo motivo leader e forze politiche sono "costretti" a marcare continuamente la propria presenza sui media determinando una sorta di campagna elettorale permanente. Ed anche il contesto attuale, che ha visto la nascita di una sorta di governo di unità nazionale, non fa eccezione.

Un governo di unità nazionale è un esecutivo che si regge sul sostegno della totalità (o quasi) delle forze presenti in parlamento. Spesso nasce in situazioni di grave emergenza. Vai a "Che cos’è un governo di unità nazionale"

Come possiamo vedere infatti i rapporti di forza tra i partiti sono molto cambiati dal 2018 a oggi. I sondaggi sono quindi un “termometro” che ci aiuta a capire quale sia lo stato di salute delle forze politiche e un modo per cercare di interpretare le loro scelte strategiche. In base alla media dei sondaggi raccolti nei primi giorni di marzo, il primo partito rimane ancora la Lega con il 23,4% di potenziali consensi. Al secondo posto troviamo il Partito democratico con il 18,5%, seguito da Fratelli d'Italia (16,6%) e Movimento 5 stelle (15,3%).

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono stati effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.
Per il mese di dicembre 2020 non sono disponibili i dati di Ipsos. Per il mese di gennaio 2021 non sono disponibili i dati di Ixè.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Gennaio 2021)

Da questi dati possiamo osservare che rispetto al marzo di un anno fa due partiti in particolare hanno recuperato terreno rispetto agli avversari: si tratta di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Fdi ha guadagnato 3,7 punti percentuali, mentre Fi ne ha guadagnati 2.

Lega e Pd sono i due partiti che si sono indeboliti di più nell'ultimo anno secondo i sondaggi.

Dall’altro lato invece, Lega e Partito democratico sono le due forze politiche ad aver ridotto in maniera più significativa il loro potenziale bacino elettorale secondo i sondaggi. Il partito di Matteo Salvini ha perso infatti ben 6 punti percentuali rispetto al marzo 2020, mentre il Pd ne ha persi 2,5.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: martedì 23 Marzo 2021)

Queste dinamiche sono uno degli elementi, certo non l'unico, che ci può aiutare a comprendere le scelte fatte dalle forze politiche. I sondaggi infatti possono contribuire al cambiamento dei rapporti di forza all'interno delle coalizioni così come a rimodulazioni della strategia comunicativa e dell'azione politica.

La situazione nell'area di centrosinistra

La fine prematura del governo Conte II ha lasciato delle ferite profonde all'interno della coalizione di centrosinistra. Ferite che la ex maggioranza giallorossa sembra far fatica a sanare. A risentire maggiormente della caduta del vecchio esecutivo è stato il Partito democratico, indicato da molti osservatori ma anche da una parte del partito stesso come il principale sconfitto dalla crisi.

Il drastico calo di consensi riportato dai sondaggi può aver contribuito alla decisione di Zingaretti di dimettersi.

In effetti, anche a livello di sondaggi, i dem da dicembre ad oggi hanno iniziato un trend negativo che li ha visti perdere ben 2 punti percentuali in 4 mesi. A rendere ancora più complessa la situazione c'è stato un sondaggio pubblicato nei primi giorni di marzo da Swg. In base a questa rilevazione infatti, la discesa in campo dell’ex premier Giuseppe Conte avrebbe fatto balzare in testa alla coalizione il Movimento 5 stelle con il 22% del gradimento, mentre il Pd sarebbe sprofondato al 14%.

Questo calo di consensi, per quanto del tutto teorico, potrebbe aver contribuito in maniera determinante nell’aumentare il carico di pressioni interne e di critiche alla gestione dell’ex segretario democratico Nicola Zingaretti. Che lo scorso 4 marzo ha annunciato le proprie dimissioni.

Mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni. (...) Visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità.

Dall'altra parte invece, questo sondaggio pare aver rivitalizzato il Movimento 5 stelle. L'annuncio di un incarico per Giuseppe Conte (nonostante poche settimane prima gli iscritti alla piattaforma Rousseau avessero approvato la costituzione di un direttorio composto da 5 membri) è stato infatti come un toccasana per una forza politica il cui livello di gradimento secondo i sondaggi era in lieve ma costante diminuzione dal settembre dello scorso anno.

22% potenziale consenso del M5s con Giuseppe Conte leader secondo il sondaggio di Swg.

C’è da dire però che, nonostante l'annuncio, ancora non è chiaro quale sarà nel dettaglio il ruolo dell'ex presidente del consiglio. Inoltre, al di là del citato sondaggio di Swg, la media delle rilevazioni effettuate nei primi giorni del mese vede ancora il Pd come primo partito della coalizione di centrosinistra. Sarà quindi interessante monitorare come si evolveranno gli equilibri tra questi due partiti nei prossimi mesi. Anche perché è possibile che la prima forza della coalizione vorrà esprimere il candidato premier alle prossime elezioni.

Il dato calcola la composizione percentuale (in termini di consensi nei sondaggi) interna alla maggioranza di governo.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono stati effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Gennaio 2021)

Le altre forze di centrosinistra: Leu e Italia viva

In questo contesto, è interessante analizzare anche la posizione dei due partiti “minori” che componevano la ex maggioranza giallorossa: Italia viva e Liberi e uguali.

Italia viva non stava ottenendo nessun ritorno in termini di gradimento dal governo Conte II.

Come abbiamo già raccontato il partito di Matteo Renzi, nato da una scissione interna al Pd, non è riuscito ad attecchire all’interno del paese. Anche per questo motivo Iv, ed il suo leader in particolare, hanno giocato un ruolo di primo piano nella caduta del governo Conte II da cui il partito non stava ottenendo alcun beneficio da un punto di vista del gradimento dei possibili elettori.

Ad oggi tuttavia la mossa di Renzi non pare aver pagato in termini di popolarità. A marzo infatti Iv registra il secondo livello di gradimento più basso dalla sua fondazione (2,9%). Inoltre nelle ultime settimane diversi parlamentari hanno abbandonato il partito mentre altri hanno annunciato che lo faranno nei prossimi giorni.

2,9% il gradimento di Italia viva a marzo secondo i sondaggi.

A ciò si deve aggiungere che la futura collocazione del partito ad oggi non è del tutto chiara. Matteo Renzi infatti, intervenendo all’assemblea nazionale di Iv tenutasi lo scorso 20 marzo, ha affermato come sia necessario prendere del tempo per capire come posizionarsi. In questo scenario appare dunque difficile comprendere se il partito cercherà di riallacciare i rapporti con gli ex alleati o meno.

Noi dobbiamo porci il problema di che cos’è Italia viva, di dove vogliamo portare Italia viva, di come vogliamo arrivare alle elezioni politiche che saranno nel 2023. (...) In questi 24 mesi ci saranno dei passaggi importanti sui quali non è facile da adesso capire come posizionarsi

D'altra parte, se da un lato il M5s appare più freddo nel tentare di ricucire con l'ex alleato, il neo segretario del Pd Enrico Letta confermando la volontà di rendere strutturale l'alleanza con 5s e Leu, ha detto di essere disponibile al dialogo ma che tutto dipenderà dalle decisioni prese da Italia viva.

Leu è rimasta stabile nei sondaggi ma al suo interno c'è una spaccatura profonda.

Anche la situazione di Liberi e uguali merita un approfondimento. Delle forze politiche che componevano la vecchia maggioranza, Leu è quella che ha subìto meno contraccolpi dal punto di vista del gradimento. Il partito da gennaio ad oggi si colloca infatti stabilmente al 3,2% dei potenziali consensi. Tuttavia anche questa forza politica ha riportato ferite a causa della crisi di governo.

Infatti tre parlamentari (il deputato Nicola Fratoianni e le senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes) non hanno votato la fiducia al nuovo esecutivo. Nonostante ciò, ad oggi, tutti e tre fanno ancora parte dei rispettivi gruppi parlamentari. L'unica ad essere uscita è la deputata Rossella Muroni che ha creato una nuova componente ecologista all'interno del gruppo misto della camera.

Alcuni istituti demoscopici hanno iniziato a rilevare Mdp e Si come forze politiche distinte.

Per comprendere queste divisioni interne è necessario ricordare che Liberi e uguali rappresenta una federazione di varie anime della sinistra. Tra queste possiamo citare Sinistra italiana che ha deciso di non sostenere il nuovo governo. Nonostante il gruppo parlamentare di Leu alla camera (al senato è una componente interna al gruppo misto) ad oggi non abbia registrato particolari defezioni quindi possiamo osservare una certa diversità di posizioni tra i suoi membri.

In questo senso è interessante notare che diversi istituti demoscopici (tra cui Emg e Ixè), analizzando le preferenze degli italiani verso i vari partiti, hanno iniziato a trattare Mdp - Articolo 1 e Sinistra italiana come due forze politiche distinte.

La situazione nel centrodestra

L’avvento del governo Draghi però ha sparigliato le carte anche nel centrodestra con Forza Italia e Lega che, contrariamente a Fratelli d’Italia, hanno deciso di entrare nella nuova maggioranza. Ma se da un lato la scelta di Fi poteva in qualche modo essere prevedibile, tanto che questa possibilità era già stata ipotizzata a più riprese durante il governo Conte II, il cambio di rotta deciso dalla Lega ha sorpreso anche una parte degli addetti ai lavori.

Dal 2018 ad oggi i rapporti di forza nel centrodestra sono profondamente cambiati.

Questo cambio di strategia da parte del Carroccio potrebbe essere interpretato anche alla luce dei nuovi rapporti di forza che si sono delineati negli ultimi mesi all'interno del centrodestra. Se nel 2018 (anno delle ultime elezioni politiche) infatti la Lega era ampiamente la prima forza della coalizione e la leadership di Matteo Salvini pareva indiscutibile, oggi lo scenario è cambiato. Nonostante in parlamento il Carroccio sia ancora molto più "pesante" rispetto a Fdi, in base agli attuali sondaggi la distanza tra i due partiti si sarebbe notevolmente ridotta. Se un anno fa il distacco era di quasi 17 punti, oggi quel divario si è più che dimezzato.

La differenza tra voti nelle ultime elezioni, presenza in parlamento e sondaggi attuali

Partito% voti camera 2018% deputati attuali% senatori attuali% sondaggi attuali
Lega – Salvini17,420,719,623,3
PD18,814,310,919,7
M5S32,73128,714,6
Fratelli d’Italia4,45,25,616,1
Forza Italia14,014,516,88,3
SX3,41,9no gruppo autonomo3,2
Italia Vivanon presente4,85,63,1
PiùEuropa2,6no gruppo autonomono gruppo autonomo2,2
Cambiamo!non presenteno gruppo autonomono gruppo autonomo1,0
Azionenon presenteno gruppo autonomono gruppo autonomo3,7
Europa Verde0,58*no gruppo autonomonon presente1,8
*lista comune "Italia Europa Insieme" comprendente Federazione dei Verdi, Psi e Area civica

 

I dati dei sondaggi uniti al risultato sotto le aspettative della Lega alle ultime regionali hanno quindi determinato l’apertura in seno al centrodestra di una sfida per la leadership. Oggi infatti Giorgia Meloni si presenta come un’alternativa molto forte a Salvini.

9,7 punti percentuali recuperati da Fdi alla Lega in un anno.

È anche in questa chiave che possono essere lette le mosse dei partiti nelle ultime settimane. D'altronde Lega e Fdi competono (o competevano) per lo stesso bacino di elettori. Dal canto suo, Meloni ha deciso di puntare sulla coerenza rimanendo all'opposizione e raccogliendo così anche i consensi di eventuali elettori delusi. Peraltro, nei mesi scorsi la leader di Fdi ha cercato, riuscendoci, di ottenere maggiore autorevolezza a livello internazionale. In questo senso, dobbiamo anche ricordare la nomina a presidente del partito dei conservatori e laburisti europei.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Dicembre 2020)

Lega e Fdi guardano allo stesso bacino elettorale ma hanno deciso di adottare due strategie diverse.

L'ascesa di Fdi nei sondaggi e il tentativo di Meloni di diventare una candidata credibile per palazzo Chigi ha probabilmente influenzato la svolta europeista della Lega. La decisione di entrare nella maggioranza può essere quindi interpretata anche come un tentativo di differenziarsi da Fdi e di recuperare il rapporto con la classe produttiva del paese - specie quella del nord, storico bacino elettorale del partito - che ha sempre mal digerito le posizioni sovraniste ed euroscettiche di Salvini.

Sarà interessante capire nei prossimi mesi quale di queste due strategie pagherà in termini di consenso.

Foto credit: Facebook Nicola Zingaretti - Licenza

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