L’influenza dei sondaggi sulla crisi di governo La popolarità dei partiti

L’uscita di Italia viva dalla maggioranza può essere interpretata sotto diverse chiavi di lettura. Una di queste può essere quella relativa ai sondaggi sul gradimento dei partiti politici.

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Con le dimissioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte si è aperta una nuova crisi di governo, la seconda della XVIII legislatura. I motivi che hanno portato a questa situazione sono molteplici, a partire dal conflitto nella maggioranza sulla definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma una possibile chiave di lettura di ciò che sta avvenendo, e del posizionamento assunto dai diversi attori politici, può essere fornita anche dall’analisi dei sondaggi sul gradimento dei partiti.

Stando alle rilevazioni dei principali istituti demoscopici, il progetto di Matteo Renzi, che con Italia viva ambiva ed emulare ciò che è avvenuto in Francia con il partito del presidente Macron La République En Marche, appare non riuscito. Nelle prime settimane di gennaio infatti Iv raccoglieva attorno al 3% dei potenziali consensi. In calo di circa un punto e mezzo rispetto ad un anno fa.

-1,4 punti percentuali. La perdita di gradimento di Italia viva secondo i sondaggi rispetto a gennaio 2020.

La significativa diminuzione nei livelli di gradimento potrebbe aver giocato un ruolo importante nel portare la posizione critica di Iv nei confronti dell’esecutivo a una vera e propria rottura con il resto della coalizione di governo.

Un trend discendente nei sondaggi, molto lontano dagli obiettivi prefissati, può significare che la propria base elettorale non ha compreso i motivi della presenza al governo e la capacità di incidere su quest’ultimo. In questo quadro, la rottura con l’esecutivo può essere letta anche come il tentativo di riaffermare la propria agenda e riconquistare il centro della scena politica.

La situazione a gennaio

Nell’era dei social network e dell’informazione in tempo reale, leader e forze politiche necessitano di marcare continuamente la propria presenza sui media determinando una sorta di campagna elettorale permanente. I sondaggi sono quindi un “termometro” che ci aiuta a capire quale sia lo stato di salute delle forze politiche e un modo per cercare di interpretare le loro scelte strategiche.

È attraverso i sondaggi che, tra una elezione e l’altra, le forze politiche misurano il proprio consenso e i rapporti di forza tra loro. Vai a "Come stanno andando i sondaggi politici"

In base alle rilevazioni svolte nei primi giorni di gennaio, il primo partito rimane la Lega con il 23,3%. Il partito di Matteo Salvini prosegue però un trend negativo che ha caratterizzato quasi tutto il 2020 (-0,5 punti percentuali rispetto al mese scorso, -7,9 rispetto a gennaio del 2020). Seguono il Partito democratico con il 19,7% (-0,8 rispetto a dicembre 2020) e Fratelli d’Italia ormai stabilmente terza forza nel paese con il 16,1% (-0,1 rispetto al mese scorso, +5,2 rispetto a gennaio 2020).

Con l’eccezione di Leu, le forze politiche della maggioranza hanno registrato un calo nei sondaggi tra dicembre e gennaio.

Anche il Movimento 5 stelle (14,6%) prosegue un trend negativo. Da settembre infatti il movimento ha perso ben 2,7 punti percentuali (-0,1 p.p rispetto al mese scorso). Percorso inverso invece per Forza Italia arrivata all’8,3% (+0,9 p.p. rispetto a dicembre). Come detto infine Italia viva si assesta al 3,1% (-0,3 punti percentuali rispetto al mese scorso).

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.
Per il mese di dicembre 2020 non sono disponibili i dati di Ipsos. Per i mesi di gennaio e aprile 2021 non sono disponibili i dati di Ixè. Per agosto 2021 sono disponibili solamente i dati Swg ed Euromedia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: lunedì 14 Giugno 2021)

Da questi dati possiamo osservare che Lega, M5s e Iv sono gli unici partiti che dall'inizio dell'anno hanno ridotto il loro bacino di voti secondo i sondaggi. Queste dinamiche sono uno degli elementi, certo non l'unico, che ci può aiutare ad interpretare le loro scelte. I sondaggi infatti possono contribuire al cambiamento dei rapporti di forza all'interno delle coalizioni così come a rimodulazioni della strategia comunicativa e dell'azione politica.

Italia viva aveva bisogno di recuperare visibilità per non perdere ulteriore terreno nel gradimento degli italiani.

Tra i partiti presenti autonomamente in entrambi i rami del parlamento, Italia viva è l'unico a non aver partecipato alle elezioni del 2018. Per il partito di Matteo Renzi il confronto con i sondaggi assume quindi un peso ancora maggiore. Ciò anche visti i deludenti risultati raggiunti alle elezioni dello scorso settembre. Se a gennaio 2020 Iv poteva vantare il 4,4% dei possibili voti, un anno dopo si attesta al 3,1% con una perdita di 1,4 punti percentuali.

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos. Per il mese di gennaio 2021 non sono disponibili i dati di Ixè.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria 
(ultimo aggiornamento: lunedì 21 Giugno 2021)

Incalzata anche da altre forze politiche che coprono lo stesso bacino elettorale, Iv necessitava quindi di invertire questa tendenza. Eventualmente anche distinguendosi da resto della maggioranza. Per questo motivo la pressione sul governo si è fatta via via più forte. Ciò con l'obiettivo di riaffermare le proprie posizioni e recuperare visibilità.

Quando un partito vede che la coalizione in qualche modo gli toglie voti e più la coalizione va bene e più il partito ha dei problemi, allora reagisce prima che sia troppo tardi.

I rapporti di forza interni alla maggioranza

I rapporti di forza all'interno delle coalizioni sono in costante evoluzione. E, soprattutto, sono cambiati molto rispetto alle elezioni del 2018 che hanno determinato la geografia dell'attuale parlamento. Nella maggioranza ad esempio la prima forza, in base ai sondaggi, è il Pd. Che infatti a più riprese ha chiesto al governo un cambio di passo cercando di "concretizzare" il proprio nuovo peso.

La differenza tra voti nelle ultime elezioni, presenza in parlamento e sondaggi attuali

Partito% voti camera 2018% deputati attuali% senatori attuali% sondaggi attuali
Lega – Salvini17,421,020,019,9
PD18,814,811,819,1
M5S32,725,623,416,3
Fratelli d’Italia4,45,76,220,2
Forza Italia14,012,416,27,5
SX3,41,7no gruppo autonomo3,7
Italia Vivanon presente4,55,32,5
PiùEuropa2,6no gruppo autonomono gruppo autonomo1,7
Coraggio Italianon presente3,8no gruppo autonomo1,3
Azionenon presenteno gruppo autonomono gruppo autonomo3,4
Europa Verde0,58*no gruppo autonomonon presente1,6
*lista comune "Italia Europa Insieme" comprendente Federazione dei Verdi, Psi e Area civica.

 

Secondo i sondaggi, nell'area di centrosinistra Pd e Leu guadagnavano terreno a discapito di Iv.

In base all'andamento dei sondaggi possiamo notare come i rapporti di forza all'interno della coalizione si siano progressivamente sbilanciati, con Liberi e uguali e Pd più forti rispetto al gennaio 2020 e Iv e Movimento 5 stelle ridimensionati rispetto a un anno fa. Osservando infatti il "peso" dei partiti nella coalizione in termini di gradimento, possiamo notare come il Pd sia ampiamente la prima forza (48,6%), il M5s la seconda (36%), Leu la terza (7,9%) e Italia viva - anche se di poco - l'ultima (7,6%).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: lunedì 21 Giugno 2021)

 

Possono essere interpretate anche alla luce di questi dati le sempre più forti critiche mosse al governo dagli esponenti del partito. Le osservazioni sono state rivolte in particolare al presidente del consiglio Giuseppe Conte, accusato di un eccessivo concentramento del potere nelle proprie mani (con riferimento alla gestione dei progetti legati al Recovery plan e alla cessione della delega sui servizi segreti).

Conte ha creato un vulnus alle regole del gioco. La democrazia ha delle forme e se le forme non vengono rispettate, allora qualcuno deve avere il coraggio anche per gli altri per dire che il re è nudo. Non abbiamo pregiudiziali su di lui ma non esiste un solo nome per Palazzo Chigi

Se all'inizio sembrava che l'accordo potesse essere raggiunto, con la coalizione di governo pronta ad accogliere le richieste avanzate, Iv ha comunque scelto di uscire dalla maggioranza.

L'ipotesi di una "lista Conte"

Come abbiamo raccontato, in questi giorni sono in corso in parlamento trattative per cercare di costruire una nuova maggioranza. Tuttavia alcuni osservatori hanno provato ad ipotizzare uno scenario possibile in caso di elezioni anticipate. Con Iv che verrebbe rimpiazzata nella coalizione di centrosinistra da una lista facente riferimento direttamente a Giuseppe Conte.

Un ipotetico partito del premier toglierebbe voti a Pd e M5s piuttosto che agli avversari politici.

Questa ipotesi tuttavia danneggerebbe gli alleati anziché "drenare" forze agli avversari politici. Secondo tali rilevazioni infatti, in ipotetiche elezioni, il "partito di Conte" si collocherebbe tra il 12 e il 13%, così come Pd e M5s. Il travaso di voti sarebbe quindi tra forze alleate.

Anche in questo caso quindi i sondaggi ci aiutano a dare una possibile interpretazione di quello che sta avvenendo in queste ore. Con la maggioranza orientata a cercare i numeri in parlamento anziché tentare il salto nel buio delle elezioni anticipate dove il centrodestra partirebbe favorito.

Foto credit: Italia viva - Licenza

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