Come sta andando la ricerca di una nuova maggioranza in parlamento Crisi di governo

Mentre sono in corso le consultazioni del presidente della repubblica, in parlamento si lavora per un allargamento della maggioranza. Un’operazione tuttavia che, al momento, non sembra decollare.

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Nonostante il governo abbia ottenuto una nuova fiducia da parte del parlamento, il presidente del consiglio Giuseppe Conte si è visto costretto alle dimissioni dato che l’attuale maggioranza, con l’uscita di Italia viva, non ha i numeri nelle camere per poter andare avanti da sola. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha quindi avviato una serie di consultazioni con i partiti per cercare di formare un nuovo governo.

In Italia il presidente del consiglio è nominato dal presidente della repubblica. Per arrivare alla scelta del governo, che poi dovrà ottenere la fiducia delle camere, il presidente avvia le consultazioni con i partiti. Vai a "Il ruolo del presidente della repubblica nella nomina del governo"

Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella che Mattarella affidi al premier dimissionario un nuovo incarico per tentare di formare un governo “Conte ter” e poi presentarsi alle camere per chiedere nuovamente la fiducia. Soluzione che sarebbe gradita al Movimento 5 stelle, forza principale del parlamento. Qualsiasi ipotesi tuttavia non può prescindere da un rafforzamento della maggioranza. In quest’ottica si è costituito al senato un nuovo gruppo autonomo denominato Europeisti – Maie – Centro democratico che ha ottenuto il via libera da parte della giunta per il regolamento.

10 i membri del nuovo gruppo autonomo nato al senato.

La creazione di questa nuova area politica determinerà una redistribuzione dei posti anche all’interno delle commissioni parlamentari. In base all’articolo 72 della costituzione infatti ogni gruppo deve essere rappresentato all’interno delle commissioni proporzionalmente al proprio peso in aula. Tuttavia tale gruppo non consente un rafforzamento significativo della maggioranza. I suoi 10 componenti infatti – inclusi gli ex forzisti Rossi e Causin – avevano già votato la fiducia a favore del governo. Il progetto di creare dei nuovi gruppi in sostituzione di quelli di Italia viva per il momento quindi non sembra decollare.

 

Il peso dei gruppi in parlamento

Nelle scorse settimane abbiamo evidenziato come l’attuale coalizione di governo, senza il sostegno di Iv, avesse numeri particolarmente ristretti soprattutto al senato. A palazzo Madama infatti il governo durante la questione di fiducia non ha raggiunto la maggioranza assoluta dei consensi. Inoltre il risultato positivo è stato raggiunto anche grazie all’apporto dei senatori a vita che però difficilmente potranno essere sempre presenti in aula.

Adesso che il premier si è dimesso però, il nuovo esecutivo dovrà comunque ripresentarsi in entrambi i rami del parlamento per proporre un nuovo programma e chiedere un’altra fiducia. Vediamo quindi quali sono gli equilibri allo stato attuale.

Difficile ipotizzare la nascita di un governo in questa legislatura senza l’appoggio del M5s.

Sia alla camera che al senato i gruppi più consistenti sono quelli del Movimento 5 stelle, i quali contano rispettivamente 191 e 92 membri. La seconda forza della maggioranza, il Partito democratico mette insieme 93 deputati e 35 senatori. Italia viva invece, il partito che ha innescato l’attuale crisi, conta 29 deputati e 18 senatori. Liberi e uguali infine conta 12 membri alla camera e 6 al senato (dove fa parte del gruppo misto).

 

Le due mappe mostrano la composizione dei gruppi parlamentari al senato della repubblica e alla camera dei deputati. Alla camera deve ancora essere eletto il sostituto di Piercarlo Padoan che si è dimesso lo scorso 4 novembre.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Gennaio 2021)

Come abbiamo detto, il nuovo gruppo nato al senato permette la redistribuzione dei seggi all'interno delle commissioni ma non contribuisce all'allargamento della maggioranza. Ne fanno parte infatti tutti senatori che già sostenevano il governo. Tra questi, oltre ai 5 che già facevano parte del Maie, possiamo trovare gli ex forzisti Rossi e Causin, Raffaele Fantetti proveniente da Per la autonomie e Tatiana Rojc dal Partito democratico. Il passaggio di quest'ultima sembrerebbe peraltro finalizzato esclusivamente al raggiungimento dei 10 senatori richiesti per la costituzione di un nuovo gruppo autonomo, in base all'articolo 14 del regolamento del senato.

Allo stato attuale per la maggioranza non sembra esserci un'alternativa ad Italia viva.

Con questi numeri, trovare una maggioranza alternativa a quella che ha sostenuto il governo Conte II appare - allo stato attuale - molto difficile. Anche perché al momento Forza Italia non pare intenzionata a lasciare la coalizione di centrodestra. Dall'altra parte il M5s non pare disposto a rinunciare a Giuseppe Conte come presidente del consiglio. Questo rende difficile tentare un riavvicinamento con Iv che invece auspicava, così come Fi, un governo di unità nazionale.

Un governo di unità nazionale è un esecutivo che si regge sul sostegno della totalità (o quasi) delle forze presenti in parlamento. Spesso nasce in situazioni di grave emergenza e vede un premier super partes. Vai a "Che cos’è un governo di unità nazionale"

Allo stato attuale quindi gli esponenti renziani rimangono comunque decisivi per le sorti della coalizione di governo dato che i nuovi ingressi in maggioranza almeno per il momento non sembrano bastare. Una conferma di ciò si ha dal voto sulla conversione del decreto natale bis che è stato approvato proprio grazie all'appoggio di Iv.

Com'è cambiato il peso dei partiti

Una delle possibili chiavi di lettura di ciò che sta accadendo in questi giorni si lega al fenomeno dei cambi di gruppo. Dall'inizio della legislatura infatti proprio i due principali partiti della maggioranza si sono particolarmente indeboliti a causa di esponenti politici che hanno cambiato gruppo parlamentare. Complessivamente infatti Pd e M5s hanno perso ben 81 membri: 47 il M5s e 34 il Pd. Saldo negativo anche per Forza Italia che ne ha persi 24.

FONTE: dati ed elaborazioni openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Gennaio 2021)

Il Partito democratico è stato particolarmente indebolito dalla scissione voluta da Matteo Renzi. Che nell’estate del 2019 portò all'abbandono dei gruppi dem da parte di 26 deputati e 16 senatori.

Faremo ai dem quello che Macron ha fatto ai socialisti francesi

Per quanto riguarda il M5s invece la situazione è più complessa. Ci sono infatti alcuni parlamentari che hanno abbandonato il gruppo per andare all’opposizione come ad esempio Alessandra Riccardi passata alla Lega. Altri invece sono passati nel gruppo misto ma hanno continuato a sostenere la maggioranza come Saverio De Bonis. Altri infine sono stati espulsi. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Marco Rizzone, estromesso per aver richiesto il bonus da 600 euro riservato alle partite iva.

81 i "transfughi" da M5s e Pd dall'inizio della legislatura.

Nonostante questo importante ridimensionamento, il Movimento 5 stelle rimane la principale forza all'interno delle camere. E la sua fermezza nel non "vedere" altri presidenti del consiglio al di fuori di Giusppe Conte rende le trattative molto complesse.

Le prospettive della maggioranza

L'analisi degli equilibri interni alle camere è un elemento essenziale per comprendere l'attuale situazione politica. Stando così le cose, una delle opzioni appare quella di un governo Conte ter con una maggioranza allargata a pezzi del centrodestra. Ipotesi a cui i leader della coalizione hanno dichiarato apertamente di lavorare.

Le trattative per rinforzare la maggioranza potrebbero portare ad un rimpasto o ad una modifica del programma.

Tale prospettiva tuttavia al momento non sembra essersi concretizzata. È quindi probabile che la ricerca di nuovi sostegni si destinata a continuare nelle prossime settimane, a meno di un riavvicinamento con Italia via. Ciò senza dimenticare che nuovi ingressi nella coalizione potrebbero comunque portare alla necessità di ridiscutere la composizione del governo ed il programma politico. Trattative che però potrebbero paralizzare l'attività dell'esecutivo per diverso tempo.

Foto credit: palazzo Chigi - Licenza

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