Le nomine del governo Draghi Mappe del potere

Le nomine di dirigenti ministeriali, di agenzie o aziende partecipate effettuate dal consiglio dei ministri nei primi 6 mesi del governo di unità nazionale

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Tra le sue varie funzioni, uno dei compiti del governo è quello di provvedere ad alcune nomine pubbliche. Nel caso in cui questo sia stabilito dalla legge.

In alcuni casi è previsto che le persone incaricate rimangano al loro posto solo per la durata del governo che le ha nominate, secondo il principio dello spoils system. Si tratta in particolare dei segretari generali e dei capi dipartimento dei ministeri.

La legge prevede che i segretari generali e i capi dipartimento dei ministeri cessino dal loro incarico dopo 90 giorni dal voto di fiducia di un nuovo governo, se non confermati. Vai a "Come sono organizzati i ministeri"

A parte questi casi particolari però una caratteristica del potere di nomina è il fatto che i suoi effetti perdurano, o possono perdurare, oltre il mandato del governo stesso. Attraverso il potere di nomina infatti il presidente del consiglio e i ministri definiscono gradualmente chi andrà a ricoprire le più alte cariche pubbliche, assumendo poteri per nulla trascurabili.

Quante nomine nei primi 6 mesi

Nei primi 6 mesi di mandato il governo Draghi si è trovato spesso a deliberare nomine di dirigenti pubblici, di aziende partecipate o di agenzie.

109 le nomine effettuate dal governo Draghi nei primi 6 mesi di governo.

E questo senza contare le nomine che non riguardano l’assunzione di un incarico ma la promozione a un grado più elevato nelle carriere diplomatiche, militari e prefettizie.

Oltre a questo comunque le varie nomine possono avere livelli molto diversi di importanza. Ben differente è infatti la nomina del segretario generale di un ministero da quella, comunque importante, di un prefetto o di un commissario straordinario.

Ciò nonostante, con ognuna di queste decisioni, il governo definisce per gli anni avvenire quali persone rappresenteranno lo stato nel suo agire pubblico.

FONTE: governo.it
(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Settembre 2021)

I mesi in cui il governo ha effettuato meno nomine sono stati febbraio, giugno e agosto. D'altronde a febbraio il consiglio dei ministri (Cdm) è stato in buona parte impegnato nella nomina dei sottosegretari (non considerati in questa analisi) e agosto è notoriamente un mese in cui tutte le attività tendono a rallentare. Nel mese di giugno invece il Cdm è stato sentito in merito alla proposta del presidente Mario Draghi di promuovere 23 consiglieri a presidente di sezione della corte dei conti. Tuttavia in questo caso non si è tenuto conto di queste nomine trattandosi di promozioni di grado e non di assegnazioni di incarichi. A marzo e maggio infine il consiglio dei ministri ha provveduto a nominare circa 30 persone al mese.

Proposta, approvazione e avvio di procedure di nomina

Le forme attraverso cui il consiglio dei ministri può provvedere a una nuova nomina o a una conferma sono varie. La prima è quella della proposta. La decisione dunque sta in capo al consiglio dei ministri ma la proposta viene da un ministro o dal presidente del consiglio. Per questa ragione, a meno di una contrarietà specifica da parte del consiglio dei ministri, la responsabilità politica della decisione può essere attribuita al ministro proponente.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato: su proposta del Presidente Mario Draghi, la nomina del prof. Roberto Baldoni a direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale;

In altri casi la nomina può essere decisa congiuntamente tra più ministri. In questi casi, che nel corso degli ultimi mesi si sono verificati giusto un paio di volte, è stato considerato a fini statistici, solo il primo ministro indicato nel comunicato stampa del consiglio dei ministri. Si tratta ad esempio della nomina del comandante generale del corpo delle capitanerie di porto. In questo caso infatti la legge prevede che la nomina sia effettuata di concerto tra il ministro della difesa e quello delle infrastrutture e dei trasporti (Cdm n. 29).

Una situazione diversa invece è quando il consiglio dei ministri si limita, sempre su proposta di un ministro o del presidente del consiglio, ad approvare una decisione presa da altri. È ad esempio il caso della nomina del direttore generale di Banca d'Italia (Cdm n.6) o del vicedirettore (Cdm n.12). La decisione in questo caso è presa dal consiglio superiore dell'istituto, ma spetta comunque al Cdm approvare la decisione.

Infine un'ultima modalità attraverso cui il consiglio dei ministri ha voce in capitolo su una nomina è quello dell'avvio di procedura di nomina e della successiva, eventuale, conferma. I direttori delle agenzie fiscali ad esempio sono nominati su proposta del ministro dell'economia. Perché la procedura giunga a termine tuttavia è necessario il parere della conferenza unificata stato-regioni-autonomie locali (Cdm n. 14 e 19).

I ministri proponenti

Il ministro che in assoluto propone più nomine è quello dell'interno. Luciana Lamorgese infatti nel corso di questi mesi ha proposto la nomina di ben 43 funzionari. Per la maggior parte si è trattato di movimenti di prefetti (28) al vertice di uno o di un altro ufficio territoriale del governo.

Al secondo posto il ministro dell'economia Franco. Le nomine da lui proposte hanno spesso riguardato direttori di agenzie, commissari straordinari per il rientro dal disavanzo sanitario ma anche membri del consiglio di amministrazione Rai.

Al terzo posto il presidente del consiglio, con nomine di tipo vario che vanno dai componenti della commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), ai vertici di Banca d'Italia fino ai membri del consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel) e diversi commissari straordinari.

FONTE: governo.it
(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Settembre 2021)

Per gli altri ministri, nel corso di questi mesi, si è trattato di nominare principalmente i vertici amministrativi dei propri dicasteri, anche se non solo. Si veda ad esempio la nomina del commissario straordinario dell’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, da parte del ministro del lavoro Orlando. O della nomina del presidente dell’ente nazionale per l’aviazione civile, da parte del ministro per le infrastrutture e la mobilità sostenibili Giovannini.

Inoltre è da tenere presente che contrariamente a quanto succede per i prefetti, le nomine disposte dal ministro degli esteri al vertice delle ambasciate non passano dal consiglio dei ministri. Tuttavia per accedere a queste posizioni è necessario raggiungere specifici livelli all'interno della carriera diplomatica e la decisione è sottoposta a delibera del Cdm. Nel corso di questi mesi il ministro degli esteri ha sottoposto al governo la promozione di 22 diplomatici al grado di ministro plenipotenziario e 3 a quello di ambasciatore.

Tipi di incarichi

Come abbiamo visto la nomina di un prefetto è un evento piuttosto frequente nel consiglio dei ministri. Nei primi mesi di un governo però, a causa del meccanismo dello spoils system, sono inevitabilmente gli incarichi nei ministeri ad essere quelli oggetto di più frequenti deliberazioni.

38 le nomine in incarichi di vertice o dirigenziali effettuate dal consiglio dei ministri.

Si tratta in particolare di 28 incarichi di vertice, tra cui 21 capi dipartimento e 7 segretari generali. I rimanenti 10 incarichi riguardano posizioni dirigenziali comunque importanti all'interno dei ministeri.

Quindici invece le nomine dei vertici di agenzie, enti pubblici o autorità amministrative indipendenti. Strutture queste, classificate insieme per semplicità, ma in realtà molto diverse, sia per materia di competenza che per natura giuridica e poteri.

Si tratta in particolare dei direttori di 9 agenzie, oltre che dei vertici di Banca d'Italia, della Consob e di altri enti e istituti. Anche il termine "agenzia" però può indicare enti che si occupano di temi molto diversi. Dalle agenzie fiscali, all'agenzia per la cybersicurezza fino all'agenzia nazionale per i giovani.

Gli incarichi conferiti dal consiglio dei ministri sono stati così classificati:

Ministero: incarichi dirigenziali o di vertice in strutture ministeriali;
Prefetture: incarico di prefetto a capo di un ufficio territoriale del governo;
Agenzie – Enti pubblici – Autorità: commissari, direttori generali, vice direttori generali o presidenti di agenzie pubbliche, autorità amministrative indipendenti, Banca d’Italia, Consob e di altri enti e istituti pubblici;
Commissari straordinari: commissari nominati dal governo per varie ragioni;
Vigili del fuoco: vertici del corpo;
Forze armate e intelligence: capi di stato maggiore e capi di organizzazioni di intelligence;
Organi giurisdizionali: vertici della giustizia amministrativa, di quella contabile nonché il vice avvocato generale dello stato pur non rientrando nella definizione di organo giurisdizionale;
Cnel: membri del consiglio nazionale dell’economia e del lavoro;
Rai: componenti del consiglio di amministrazione.

FONTE: governo.it
(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Settembre 2021)

Nomine e disparità di genere

Purtroppo, come era facile aspettarsi, anche in questo caso la maggioranza delle nomine ha visto come protagonisti degli uomini e solo una minoranza di donne.

31,2% la quota di donne tra le persone che hanno ricevuto incarichi dal consiglio dei ministri da quando è iniziato il governo Draghi.

A parte la Rai infatti, in tutte le altre categorie si tratta di una minoranza. Inoltre è da tenere presente che il governo nomina solo 2 membri del consiglio di amministrazione della televisione pubblica.

A parte questo caso particolare poi sono gli incarichi da commissario straordinario quelli su cui si è registrata una maggiore equità di genere (40% di donne). Anche se è vero che per quanto riguarda gli incarichi nei ministeri (36,8%) se si limita l'analisi agli incarichi di vertice il dato sale al 42,9%.

Nessuna donna invece nei vertici dei vigili del fuoco e negli organi giurisdizionali (giustizia amministrativa, contabile e avvocatura di stato). Lo stesso si sarebbe registrato anche per i vertici delle forze armate e dell'intelligence se negli scorsi mesi Elisabetta Belloni non fosse stata nominata a capo del dipartimento delle informazioni per la sicurezza (prima donna a ricoprire questo incarico).

 

Foto Credit: presidenza del consiglio dei ministri

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