Il peso dei sondaggi nelle tensioni interne alla maggioranza La popolarità dei partiti

Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative il peso dei sondaggi diventa ancora più importante nel valutare l’azione delle forze politiche. Nella maggioranza cresce la tensione tra centrodestra e centrosinistra. Nell’opposizione prosegue l’ascesa di Fdi.

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Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative del prossimo autunno in cui le forze politiche si contenderanno alcune delle principali città italiane, il peso dei sondaggi diventa un fattore ancora più importante per valutare lo stato di salute dei partiti e cercare di interpretarne le scelte. Nelle ultime settimane infatti è sensibilmente aumentata la tensione tra le forze politiche degli opposti schieramenti che però convivono nella coalizione di governo.

L’avvicinarsi della scadenza elettorale può aver influito sull’aumento delle tensioni interne alla maggioranza.

Tra i temi motivo di frizione ci sono stati le riaperture, con il blocco di centrodestra formato da Lega e Forza Italia che chiedeva maggior decisione e quello di centrosinistra a predicare maggiore cautela. Ma tensioni si sono registrate anche su altri temi. Dalle semplificazioni sugli appalti al blocco dei licenziamenti, fino alla tassa di successione e al ddl Zan.

L’aumentare di queste tensioni può anche essere, almeno in parte, attribuito al fatto che il prossimo autunno le forze politiche si confronteranno con un appuntamento elettorale molto importante. Il primo dopo la nascita del governo di unità nazionale. Inoltre, il tema della gestione dell’emergenza sanitaria sta via via diminuendo di centralità nel dibattito pubblico che nei prossimi mesi sarà incentrato sulle riforme collegate all’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Per non appiattirsi, i partiti della maggioranza hanno quindi la necessità di recuperare centralità e distinguersi agli occhi degli elettori.

La situazione a maggio

Nell’era dei social network e dell’informazione in tempo reale, leader e forze politiche necessitano di marcare continuamente la propria presenza sui media determinando una sorta di campagna elettorale permanente. I sondaggi sono quindi un “termometro” che ci aiuta a capire quale sia lo stato di salute delle forze politiche e un modo per cercare di interpretare le loro scelte strategiche.

È attraverso i sondaggi che, tra una elezione e l’altra, le forze politiche misurano il proprio consenso e i rapporti di forza tra loro. Vai a "Come stanno andando i sondaggi politici"

A maggior ragione in un contesto come quello attuale, dove quasi tutte le forze politiche fanno parte della stessa maggioranza, ognuna ha bisogno di rivendicare i propri successi per dimostrare la propria capacità di indirizzare l’azione di governo sui temi cari all’elettorato di riferimento.

In base ai sondaggi raccolti nei primi giorni del mese di maggio, la Lega pur rimanendo il primo partito continua a perdere terreno. Se all’inizio di aprile infatti i potenziali elettori del Carroccio erano il 22,5%, un mese dopo essi sono scesi al 21,6% (quasi un punto percentuale in meno). Continua quindi a ridursi la distanza con i principali competitor che in questo momento sono il Partito democratico (19,1%, in risalita dopo la caduta del governo Conte II) e Fratelli d’Italia che prosegue il proprio trend di crescita e raggiunge il 18,3%.

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos.
La media è stata calcolata sulla base dei primi dati del mese raccolti dai vari istituti demoscopici. Nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) i sondaggi non sono stati effettuati con regolarità, la media è stata quindi calcolata sulla base dei dati disponibili.
Per il mese di dicembre 2020 non sono disponibili i dati di Ipsos. Per i mesi di gennaio e aprile 2021 non sono disponibili i dati di Ixè.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Gennaio 2021)

Secondo i sondaggi Fdi è in procinto di superare il Pd e diventare la seconda forza politica del paese.

Le prime quattro forze politiche sono quindi ormai vicinissime. Secondo alcuni sondaggi, come ad esempio Emg pubblicato il 4 maggio, il partito di Giorgia Meloni avrebbe già superato quello di Enrico Letta. Anche se dobbiamo sottolineare che questo sondaggio accredita come seconda forza politica il Movimento 5 stelle. Si tratta però dell'unico caso tra le rilevazioni analizzate. Secondo gli altri sondaggi infatti il Pd rimane la seconda forza dopo la Lega seguito da Fdi e M5s.

Osservando l’evoluzione nel tempo dei rapporti di forza possiamo osservare come, dall’inizio dell’anno, 6 partiti (tutti interni all’attuale maggioranza) abbiano ridotto il loro potenziale consenso. Si tratta di Lega (-1,8 punti percentuali rispetto a gennaio 2021), Italia viva (-0,8 p. p.), Pd, Fi e Più Europa (-0,6 p. p.) e Azione (-0,5 p.p.).

La media aritmetica è calcolata sui primi sondaggi di ogni mese dei seguenti istituti demoscopici: Emg, Ixe, Tecnè, Swg, Euromedia e Ipsos. Per il mese di gennaio 2021 non sono disponibili i dati di Ixè.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria 
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Maggio 2021)

Tra le forze politiche che nello stesso periodo hanno aumentato maggiormente il proprio livello di consensi figurano invece il Movimento 5 stelle (+2,4 punti percentuali dall’inizio dell’anno) e Fratelli d’Italia (+2,1).

+2,4 punti percentuali. Il recupero nei sondaggi del M5s dall'inizio dell'anno.

Se nel caso di Fdi possiamo ipotizzare che il partito abbia beneficiato anche dell’appoggio di elettori del centrodestra delusi per l’ingresso di Lega e Forza Italia nella maggioranza, per quanto riguarda la risalita dei pentastellati essa può essere stata aiutata, come abbiamo già raccontato, dall’annuncio della nuova leadership di Giuseppe Conte.

Chi incide sull'azione del governo

Con una maggioranza così ampia ed eterogenea, tutte le forze politiche hanno bisogno di ottenere visibilità, riaffermando costantemente i successi ottenuti e rivendicando la capacità di far valere il proprio peso all’interno dell’esecutivo. In questo contesto possiamo notare che nelle ultime settimane, complice probabilmente l'avvicinarsi della scadenza elettorale, la tensione nella coalizione di governo è progressivamente aumentata.

Su molti temi si sta creando una frattura tra il centrodestra e il centrosinistra di governo.

Solo per citare degli esempi, possiamo ricordare il confronto sulle riaperture, con il centrodestra (Lega e Forza Italia ma anche Italia viva) che chiedeva maggior coraggio e il centrosinistra (Pd, Leu e M5s) a predicare cautela. Si sono registrate frizioni anche su altri temi di grande importanza. Il centrosinistra ad esempio ha spinto per una proroga del blocco dei licenziamenti, mentre il centrodestra si è schierato a fianco delle imprese che chiedono la fine della misura il 30 giugno. Così come “divisiva” si sta rivelando la riforma del codice degli appalti, con il centrodestra che chiede un azzeramento e il centrosinistra contrario.

La sinergia costruttiva è durata poco. In alcuni leader, istigati dagli intermittenti sondaggi [...], è presto prevalso lo spirito della concorrenza politica. Per dirla con le parole dello stesso Draghi, <<la logica delle bandierine di partito >>. Bandierine da piantare su ogni provvedimento l’esecutivo metta in cantiere, come se fosse frutto dell’iniziativa di quell’unica forza politica. [...] L’effetto finale del battibecco infinito è però quello di veder inutilmente alzarsi il livello di litigiosità della maggioranza. Con il rischio di qualche incidente di percorso.

Da questo punto di vista è interessante analizzare un recente sondaggio pubblicato dall’istituto Demopolis. Secondo la rilevazione la Lega riuscirebbe meglio delle altre forze politiche ad indirizzare l’azione del governo. A pensarla così è il 34% degli intervistati. Seguono, ma a grande distanza, Forza Italia (13%) e Partito democratico (12%).

Agli occhi degli elettori quindi il centrodestra starebbe prevalendo all'interno della maggioranza. Un risultato che però, almeno per il momento, non pare riuscire ad invertire il trend del calo nei consensi.

La situazione nel centrodestra

Come noto, l’avvento del governo Draghi ha sparigliato le carte nel centrodestra con Forza Italia e Lega che hanno deciso di entrare nella nuova maggioranza e Fratelli d’Italia che invece è rimasta all’opposizione. Ma se nel caso di Fi tale scelta poteva essere comprensibile viste le posizioni più moderate ed europeiste del partito rispetto agli alleati, a sorprendere è stata la scelta di Matteo Salvini.

Anche questa decisione tuttavia può essere letta come una scelta strategica. Come abbiamo visto infatti la forbice che separa la Lega sia dal Pd che da Fdi si sta progressivamente riducendo. Il partito aveva quindi bisogno di fare qualcosa per invertire questa tendenza.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Dicembre 2020)

Come abbiamo già raccontato infatti, da diversi mesi la posizione di Salvini come leader del centrodestra non è più così solida. Ed anche grazie al nuovo peso del proprio partito Giorgia Meloni ha deciso di rompere gli indugi e di lanciare apertamente la propria candidatura a premier in una ipotetica coalizione di centrodestra. Coalizione che, in base agli attuali sondaggi, potrebbe risultare vincente nelle elezioni.

Io mi preparo a governare la nazione. [...] Quando vedo i sondaggi che crescono, crescono, crescono so quali responsabilità questo comporta. Ma il punto d'arrivo non lo decido io. Io sono pronta ad assumermi le responsabilità che gli italiani mi chiederanno di assumere

Ed è proprio nella rivalità tra Salvini e Meloni per la leadership del centrodestra che possono essere interpretate le mosse dei due partiti nelle ultime settimane. D'altronde Lega e Fdi competono per lo stesso bacino di elettori.

3,3  punti percentuali. La distanza tra Lega e Fdi secondo i sondaggi a inizio maggio.

Si può interpretare anche in questo senso la volontà di Salvini di chiudere al più presto la parentesi del governo di unità nazionale. Nelle ultime settimane infatti il leader del Carroccio ha affermato che non sarà questo governo a fare le riforme, auspicando anche la candidatura di Mario Draghi al Quirinale. Secondo gli esperti si tratterebbe di un tentativo di anticipare le elezioni per evitare che l’ascesa di Fdi nei sondaggi possa proseguire.

Un altro terreno di scontro è quello della presidenza del comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica. Organo che fino a pochi giorni fa era presieduto dal deputato leghista Raffaele Volpi ma che, in base alla legge, spetterebbe all’opposizione.

Dopo un lungo tira e molla, nella seduta del 20 maggio scorso Volpi si è dimesso dall’incarico. Salvini però avrebbe richiesto l’azzeramento totale dell’organo in modo da evitare che la presidenza vada ad Adolfo Urso, attuale vicepresidente ed esponente di spicco di Fdi. Tali mosse potrebbero essere interpretate anche come un modo per Lega e Fdi di testare la propria forza.

La situazione nel centrosinistra

I rapporti di forza all'interno delle coalizioni sono in costante evoluzione. E, soprattutto, sono cambiati molto rispetto alle elezioni del 2018 che hanno determinato la geografia dell'attuale parlamento. Nel blocco di centrosinistra ad esempio la prima forza, in base agli attuali sondaggi, è il Pd. In parlamento però il M5s, nonostante le molte defezioni, rimane la componente più numerosa.

La differenza tra voti nelle ultime elezioni, presenza in parlamento e sondaggi attuali

Partito% voti camera 2018% deputati attuali% senatori attuali% sondaggi attuali
Lega – Salvini17,42119,621,6
PD18,814,810,919,1
M5S32,725,628,717,0
Fratelli d’Italia4,45,75,618,3
Forza Italia14,012,416,87,7
SX3,41,8no gruppo autonomo3,9
Italia Vivanon presente4,85,62,3
PiùEuropa2,6no gruppo autonomono gruppo autonomo1,6
Cambiamo!non presenteno gruppo autonomono gruppo autonomo1,2
Azionenon presenteno gruppo autonomono gruppo autonomo3,2
Europa Verde0,58*no gruppo autonomonon presente1,8
*lista comune "Italia Europa Insieme" comprendente Federazione dei Verdi, Psi e Area civica

 

Ma se da un lato i pentastellati appaiono in una delicata fase di transizione, dall’altro il Pd è molto attivo. Tallonati da vicino da Fdi e con il rischio che il M5s a guida Conte possa drenare una parte del proprio bacino elettorale, anche i Dem come la Lega hanno bisogno di ricompattare il proprio elettorato.

Il nuovo segretario Enrico Letta ha ribadito la scelta, già fatta dal suo predecessore, di un Pd punto di riferimento di una coalizione di centrosinistra estesa anche al Movimento 5 stelle. Ma, forse anche nel tentativo di differenziare la proposta politica del suo partito rispetto a quella dell’alleato/rivale, il segretario Dem ha sin da subito posto come centrali alcuni punti caratterizzanti.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Dipartimento per l'informazione e l'editoria
(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Gennaio 2021)

Il Pd ha cercato di ricompattare il proprio elettorato proponendo una serie di temi identitari.

Solo nelle ultime settimane, per citare alcuni esempi, Letta ha proposto di inserire una tassa di successione per le eredità superiori ai 5 milioni di euro in modo da creare un fondo a favore dei giovani per finanziare gli studi o l’apertura di start-up. Ha inoltre rilanciato il tema dell’approvazione del ddl Zan contro l’omotransfobia dopo che negli ultimi mesi del 2020 il tema era uscito dall’agenda politica, anche a causa della crisi di governo.

Accanto a queste iniziative, nelle ultime settimane sono state frequenti le critiche mosse alla Lega. I dem infatti in diverse occasioni hanno accusato il partito di Salvini di incoerenza nel far parte della maggioranza e allo stesso tempo criticarne i provvedimenti, invitando il leader del Carroccio ed uscire dalla coalizione di governo.

Secondo alcuni osservatori quella di Letta sarebbe a tutti gli effetti una mossa strategica. Sondaggi alla mano infatti se si votasse oggi il centrodestra, qualora si presentasse unito, vincerebbe le elezioni. Una delle poche carte in mano al centrosinistra per evitare questo scenario sarebbe quindi proprio quella di cercare di recuperare i voti di coloro che non si riconoscono nelle posizioni sovraniste.

Foto credit: Facebook Fratelli d'Italia camera - Licenza

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