Ci sono voluti 12 mesi per formalizzare le deleghe dei vice ministri Mappe del potere

A settembre 2019 è entrato in carica il secondo governo Conte e con questo i ministri, i sottosegretari e i viceministri. La nomina di questi ultimi però è stata formalizzata solo di recente perché non gli erano state ancora attribuite le deleghe.

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A settembre 2019 è entrato in carica il secondo governo Conte. Nel giro di alcuni giorni sono stati annunciati i ministri, i vice ministri e sottosegretari che avrebbero fatto parte della compagine di governo. Eppure la nomina formale dei vice ministri è avvenuta solo poche settimane fa, dopo un anno da quanto era stata annunciata.

La nomina del governo

A inizio settembre 2019 Giuseppe Conte ha sciolto la riserva e ha presentato al presidente della repubblica la lista dei ministri. Dopo alcuni giorni il governo si è presentato alle camere per ottenere la fiducia.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri. Vai a "Il ruolo del presidente della repubblica nella nomina del governo"

Solo a questo punto, il 13 settembre, è stato possibile procedere con la nomina dei 43 sottosegretari di cui era composto inizialmente il governo Conte II.

In quella fase la notizia fu presentata aggiungendo che 10 dei sottosegretari avevano ricevuto anche la qualifica di vice ministri.

La legge stabilisce che a un numero massimo di 10 sottosegretari può essere attribuita la qualifica di vice ministro. Vai a "Che cosa fanno i viceministri e i sottosegretari di stato"

La nomina dei vice ministri

Nonostante gli annunci, formalmente la nomina dei vice ministri è avvenuta di recente, tra agosto e settembre 2020, tramite decreti del presidente della repubblica. Lo stesso sito del governo, fino a quel momento, continuava a indicarli solo con la carica di sottosegretario.

I vice ministri del governo Conte II sono 10, 6 del Movimento 5 stelle (M5s) e 4 del Partito democratico (Pd).

In tre ministeri sono stati nominati 2 vice ministri: al ministero dell’economia Laura Castelli (M5s) e Antonio Misiani (Pd); agli esteri Emanuela Del Re (M5s) e Marina Sereni (Pd – non eletta in parlamento in questa legislatura); al viminale Vito Crimi (M5s) e Matteo Mauri (Pd).

Pierpaolo Sileri (M5s) è stato inoltre nominato vice ministro della salute, Anna Ascani (Pd) dell’istruzione, Stefano Buffagni (M5s) dello sviluppo economico e Giancarlo Cancelleri (non presente in parlamento ma già candidato presidente della regione Sicilia del M5s) alle infrastrutture.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 14 Settembre 2020)

Nel corso dell'anno tuttavia sia i media che la comunicazione istituzionale hanno proseguito a indicare i 10 sottosegretari in questione con la qualifica di vice ministri.

E in effetti anche affermare che questi, fino all'emanazione dei decreti presidenziali, non fossero ufficialmente vice ministri è in parte una semplificazione. Infatti da alcuni documenti emerge che la decisione di nominare i vice ministri era già stata presa a settembre 2019 tramite un atto ufficiale, ovvero una delibera del consiglio dei ministri.

Il paradosso dei vice ministri senza deleghe

Ma se la decisione era già stata formalmente adottata resta da chiedersi perché si è atteso tanto per emanare i decreti di nomina del capo dello stato.

La risposta sembra essere nell'attribuzione delle deleghe. Un elemento fondamentale per distinguere un sottosegertario da un vice ministro. La legge stabilisce infatti che a questi ultimi, a differenza dei primi, dev'essere obbligatoriamente conferita la delega a uno o più dipartimenti o direzioni generali di un ministero.

Ai vice ministri sono attribuite deleghe a una o più direzioni generali o dipartimenti. I ministeri infatti si distinguono per avere come strutture amministrative di vertice delle direzioni generali o alternativamente dei dipartimenti. Vai a "Come sono organizzati i ministeri"

Per quanto riguarda il ministero dell'interno ad esempio l'attribuzione delle deleghe da parte del ministro è avvenuta solo a luglio 2020. Ad agosto è stata poi ufficializzata con decreto del presidente della repubblica.

L'attribuzione delle deleghe non è una questione marginale. Attribuire la delega a un determinato dipartimento/direzione generale significa assegnare a un vice ministro un effettivo potere di direzione su una struttura amministrativa di vertice. A questo può essere inoltre attribuito il potere di firmare provvedimenti amministrativi al posto del ministro e può partecipare, se invitato e senza diritto di voto, al consiglio dei ministri.

In alcuni casi la nomina dei vice ministri può essere prevista dalla legge

La legge 125/2014 ad esempio stabilisce esplicitamente che tra i sottosegretari del ministero degli esteri debba essere nominato un vice ministro con delega alla cooperazione. Anche se fino a questo momento era chiaro a tutti che il ruolo fosse sostanzialmente ricoperto da Emanuela Del Re (che ricopriva lo stesso ruolo anche nel governo Conte I), è solo con l'attribuzione delle deleghe che questa può ufficialmente esercitare il suo potere di direzione sul dipartimento della cooperazione allo sviluppo.

Quali deleghe a quali vice ministri

Inoltre attribuire certe deleghe piuttosto che altre fa molta differenza. Tornando al caso del ministero dell'interno, a ciascuno dei due vice ministri, oltre ad aspetti più specifici, è stata attribuita la delega a un determinato dipartimento.

Il vice ministro Crimi (M5s) è stato delegato per le materie di competenza del dipartimento per l’amministrazione generale, le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie. Un ruolo certamente importante che riguarda l'organizzazione centrale e periferica del ministero, del suo personale e delle risorse a disposizione.

Il vice ministro Matteo Mauri (Pd) invece è stato delegato per le materie di competenza del dipartimento della pubblica sicurezza. Un dipartimento tra i più importanti visto che gli competono, tra le altre cose, tutte le attività connesse alla gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica, oltre che la direzione della polizia di stato.

L'attribuzione delle deleghe sposta gli equilibri politici in terni alla compagine di governo

Se l'attribuzione delle deleghe è avvenuta così in ritardo è lecito pensare che questo sia legato a una logica di equilibrio politico all'interno alla maggioranza. Dopo un primo accordo sulle persone a cui sarebbe stato attribuito il titolo di vice ministro infatti, sembra che sia stato necessario un anno per trovare l'accordo politico sull'attribuzione delle deleghe.

 

Foto credit: Presidenza del consiglio

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