Chi sono i nuovi vertici dell’Autorità nazionale anticorruzione Nomine

La nomina dei nuovi vertici di Anac ha sollevato alcune perplessità in merito all’effettiva indipendenza delle persone scelte a ricoprire un incarico così importante. In un paese come l’Italia però è cruciale che un’autorità contro la corruzione continui a rimanere forte e autorevole.

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A un anno dalle dimissioni di Raffaele Cantone il governo ha provveduto a nominare i nuovi componenti dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Giuseppe Busia è stato nominato presidente, affiancato da altri 4 membri.

Nel nostro ordinamento la nomina dei componenti delle autorità indipendenti non segue una procedura uniforme. In ciascun caso la legge stabilisce il metodo di nomina, spesso richiedendo dei generici requisiti di indipendenza e competenza.

L’Autorità e’ organo collegiale composto dal presidente e da quattro componenti scelti tra esperti di elevata professionalità, anche estranei all’amministrazione, con comprovate competenze in Italia e all’estero, sia nel settore pubblico che in quello privato, di notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione.

Eppure già nel 2012, quando al governo sedeva Monti, gli allora presidenti di camera e senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, promossero per il rinnovo dei componenti dell’AgCom una procedura a evidenza pubblica. Procedura che, per il garante della privacy, nel 2018 è stata fissata a livello normativo (art. 14 D.Lgs 101/2018). Un metodo che crediamo dovrebbe contraddistinguere tutte le nomine di questa importanza.

La nomina dei componenti di Anac

Per quanto riguarda Anac la legge prevede che sia il governo a nominare i componenti dell’autorità, senza specificare la necessità di una procedura pubblica. In un secondo momento, i componenti nominati dal governo devono essere confermati dalle commissioni affari costituzionali di camera e senato, con una maggioranza di due terzi dei componenti.

Il presidente e i componenti sono nominati con decreto del presidente della repubblica, previa deliberazione del consiglio dei ministri, previo parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti. Vai a "Che cos’è l’Anac, autorità nazionale anticorruzione"

La ratio di una maggioranza di 2/3 è quella di prevedere che le nomine avvengano con l’accordo sia della maggioranza che dell’opposizione. In questo modo si cerca di evitare che ruoli così importanti siano espressione di una maggioranza politica.

Quando si elegge un organo collegiale però esiste sempre il rischio che invece di nominare componenti indipendenti condivisi da tutti, si proceda a una spartizione dei posti a disposizione.

È importante quindi che oltre a rispettare la legge le nomine in organi chiave come Anac non inducano a pensare che il criterio di indipendenza sia stato rispettato solo formalmente.

Il presidente e i componenti dell’Autorità’ non possono essere scelti tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la nomina e, in ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell’Autorità.

Il nuovo presidente

La nomina del presidente da parte del consiglio dei ministri avviene su proposta del ministro della pubblica amministrazione in accordo con il ministro dell’interno e quello della giustizia. Seguendo questo procedimento il 10 settembre, tramite delibera del consiglio dei ministri, si è provveduto a nominare Giuseppe Busia come nuovo presidente di Anac. In un momento successivo, la commissione affari costituzionali della camera ha espresso il suo parere favorevole alla nomina con un solo voto contrario.

Busia è certamente una persona con una lunga esperienza nel settore dell’anticorruzione, ma anche più in generale nelle autorità indipendenti. Prima della nomina infatti ricopriva l’incarico di direttore generale del garante per la protezione dei dati personali e prima ancora aveva svolto sempre il ruolo di segretario generale presso l’autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che nel 2014 è stata trasformata in Anac.

Busia ha anni di esperienza nel settore ma è anche considerato vicino al Partito democratico

Oltre a questo però Busia nel corso degli anni ha avuto anche diversi contatti con il mondo della politica. Oltre ad essere stato vice capo di gabinetto di Rutelli presso il ministero dei beni culturali, Busia ha anche ricoperto il ruolo di garante delle primarie del Partito democratico (Pd) nel 2007.

Attualmente figura nel Board scientifico della Scuola di politiche, think tank presieduto da Enrico Letta e di cui fanno parte due attuali deputate del Pd, Anna Ascani (vice ministra dell’istruzione) e Lia Quartapelle.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 16 Settembre 2020)

Gli altri componenti dell'organo collegiale

Oltre al presidente, sono 4 i membri che completano l'organo collegiale di Anac. Luca Forteleone, Consuelo del Balzo, Paolo Giacomazzo e Laura Valli. Anche loro nominati dal consiglio dei ministri il 10 settembre.

Luca Forteleone proviene da una carriera in magistratura e tra il 2014 e il 2018 è stato componente del Consiglio superiore della magistratura (Csm). Alcune fonti stampa lo considerano vicino a un altro ex componente del Csm, Cosimo Mattia Ferri, già sottosegretario del governo Letta e attualmente deputato di Italia Viva. Tra i nuovi componenti di Anac è l'unico ad aver ricevuto due voti contrari in commissione affari costituzionali alla camera.

Consuelo del Balzo è un'avvocata che nel suo percorso professionale si è occupata di temi relativi all'anticorruzione e ai contratti pubblici anche come consulente della presidenza del consiglio. Candidata non eletta al senato con Fratelli d'Italia nel 2018, ricopre anche l'incarico di consigliere presso l'Srl Italimmobili. Insieme a lei nel consiglio di questa società siedono tre membri della fondazione Alleanza nazionale uno dei quali è anche membro della fondazione Altero Matteoli.

Anche Paolo Giacomazzo è avvocato ma dalla descrizione del suo curriculum, presentata da Stefano Ceccanti in commissione affari costituzionali, non risulta avere particolari competenze in materia di anticorruzione. Fonti stampa inoltre lo considerano vicino a Forza Italia.

Infine Laura Valli, esperta di whistleblowing, ha un curriculum internazionale e ha collaborato in diverse occasioni con Anac. Si tratta dell'unica tra i nuovi componenti di Anac ad aver ricevuto un voto unanime in commissione.

Cosa cambia rispetto all'Anac di Cantone

Il procedimento di nomina dei vertici di Anac seguì nel 2014 un percorso leggermente diverso, anche da un punto di vista formale. Prima infatti si procedette alla nomina di Raffaele Cantone, su cui le commissioni espressero parere favorevole all'unanimità.

Alcuni mesi dopo si procedette con la nomina degli altri componenti scegliendo, secondo alcune ricostruzioni, tra persone gradite allo stesso Cantone.

Anche in questo caso non fu seguita una procedura a evidenza pubblica. E questo forse è l'elemento più importante. Se non vengono stabilite regole chiare di trasparenza e meritocrazia, il semplice fatto che in un caso venga individuato effettivamente il candidato più adatto, non garantisce che questo avvenga per le nomine successive.

Nel corso degli anni il ruolo di Cantone e della stessa Anac è fortemente cresciuto. Durante il suo mandato non sono mancate accuse di protagonismo e incomprensioni con lo stesso governo Renzi, che aveva prima istituito la nuova autorità e poi voluto Cantone al suo vertice.

Secondo diversi commentatori tra le ragioni che hanno spinto Cantone a lasciare l'authority con 9 mesi di anticipo rientra anche l'intenzione del primo governo Conte di ridimensionare il ruolo di Anac. Un tema che non è stato affrontato direttamente dal magistrato, ma che sembra trapelare tra le righe della sua lettera di dimissioni.

sento che un ciclo si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo.

Perché è importante che Anac rimanga un attore forte

In un paese come l'Italia, in cui il problema della corruzione rimane centrale, tutelare il ruolo di un'autorità come l'Anac è fondamentale. Per far questo però è importante sia l'aspetto normativo che la qualità del personale e dei dirigenti che compongono l'organo.

Il fatto che l'Anac di Cantone abbia avuto spesso un ruolo di primo piano, talvolta in disaccordo con le scelte governative, non era un dato da cogliere negativamente. Si trattava piuttosto di una delle possibili espressioni di un organo autonomo e autorevole.

Autonomia e autorevolezza che ci auguriamo caratterizzino anche il mandato del nuovo vertice dell'Autorità nazionale anticorruzione.

 

Foto credit: Flickr ilquotidianodellapa.it - Licenza

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