I ministri del governo Draghi Mappe del potere

Mario Draghi ha da poco giurato al Quirinale insieme ai ministri del suo governo. Un gruppo composto da molte persone con un profilo tecnico ma anche da molti politici. Una squadra che purtroppo non si distingue per equità nella sua composizione di genere.

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Venerdì sera Mario Draghi ha annunciato la lista dei ministri che avrebbero fatto parte del suo governo. Una formazione composta da molti tecnici, ma anche da molti politici, che sabato ha giurato di fronte al capo dello stato.

Le personalità politiche individuate da Draghi riflettono fedelmente gli equilibri dei gruppi che sostengono la maggioranza e, forse anche per questo, si tratta del governo con più ministri nelle ultime due legislature. In molti però si aspettavano un maggiore equilibrio di genere.

Anche se le caselle più importanti sono ormai state ricoperte sarà comunque molto importante vedere come sarà completata la squadra di governo con la nomina dei viceministri e dei sottosegretari che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.

I partiti nel governo Draghi

Sono 9 su 24, incluso il presidente del consiglio, le figure considerate tecniche che comporranno il consiglio dei ministri (Cdm) del governo Draghi. Un numero importante di persone che vanno quasi tutte a ricoprire ministeri con portafogli di peso. Tuttavia il Cdm resta composto per la maggior parte da ministri espressione dei gruppi politici che sostengono la maggioranza.

62,5% i politici in consiglio dei ministri nel governo Draghi.

Da un lato quindi i politici rappresentano la maggioranza del consiglio dei ministri, dall’altro a figure tecniche sono affidati molti dei principali ministeri di spesa, ovvero:

  • economia;
  • ambiente (che assumerà il nome di ministero per la transizione ecologica);
  • infrastrutture e dei trasporti;
  • istruzione;
  • università e ricerca;
  • giustizia;
  • interno.

A questi va aggiunto il ministro senza portafoglio Vittorio Colao a cui sono state affidate le deleghe all’innovazione tecnologica e la transizione digitale. Pur non essendo un ministero con portafoglio si tratta comunque di una struttura che svolgerà un ruolo centrale anche in virtù dei fondi del Next generation Eu destinati all’innovazione tecnologica.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 15 Febbraio 2021)

Quanto ai gruppi politici il movimento 5 stelle, che rappresenta la forza di maggioranza relativa in parlamento, ha ottenuto il maggior numero di ministeri, due con portafoglio (esteri e politiche agricole) e due senza (politiche giovanili e rapporti con il parlamento).

Pd, Lega e Forza Italia invece hanno avuto 3 ministeri ciascuno. Tuttavia al Pd sono andati 3 ministeri di spesa (lavoro, difesa e beni culturali). Alla Lega invece sono andati due ministeri con portafoglio (sviluppo economico e turismo) e uno senza (disabilità). I tre ministri di Forza Italia invece sono tutti e tre senza portafoglio (Sud e coesione territoriale, affari regionali e pubblica amministrazione).

Due ministri infine sono stati nominati tra i politici di due formazioni minori che sostengono la maggioranza: Leu che ha mantenuto Roberto Spetanza al ministero della salute e Italia viva che ha mantenuto Elena Bonetti, dimissionaria nel Conte II, alle pari opportunità.

Ministri con e senza portafoglio

Complessivamente quindi il governo Draghi è composto dal presidente del consiglio, 15 ministri con portafoglio e 8 senza.

23 i ministri del governo Draghi.

Si tratta dunque del governo più ampio delle ultime due legislature. Se si considera la composizione a inizio mandato infatti, a parte il governo Draghi, gli esecutivi con più ministri in questi ultimi anni sono stati il governo Letta e il secondo governo Conte, entrambi con 13 ministri con portafoglio e 8 senza. Il governo più leggero invece è stato quello guidato da Matteo Renzi, anche questo aveva 13 ministri con portafoglio ma solo 3 senza.

In Italia, il numero dei ministeri e le loro funzioni sono stabilite per legge. I ministeri con portafoglio del governo Draghi sono 15 (o meglio lo saranno non appena sarà costituito il nuovo ministero per il turismo). Nei precedenti governi delle ultime delle due legislature erano 13. Sono 8 invece i ministri senza portafoglio, numero più alto delle ultime due legislature a pari merito con i governi Letta e Conte II.

FONTE: Dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 15 Febbraio 2021)

La principale differenza in effetti è legata ai ministri senza portafoglio. Ministri a cui è il presidente del consiglio ad assegnare le deleghe. I ministeri con portafoglio sono invece prestabiliti per legge e la ragione per cui il governo Draghi all'insediamento ne ha più degli altri è appunto legata alla nascita di 2 nuovi ministeri nell'ultimo anno.

Infatti nel corso del secondo governo Conte il ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca è stato spacchettato in due diversi ministeri con portafoglio.

Inoltre quando ha letto la lista dei ministri Draghi ha annunciato la nascita del ministro del Turismo che quindi sarà separato dal ministero dei beni culturali. In effetti finché questo ministero non sarà creato, con un'apposita legge o decreto legge, Massimo Garavaglia (Lega) resta, almeno formalmente, un ministro senza portafoglio.

La disparità di genere all'interno del governo

La parità di genere è stata un tasto dolente di questo nuovo governo, in molti infatti si aspettavano un maggiore equilibrio tra ministri uomini e donne.

34,78% la quota di donne tra i ministri del governo Draghi.

Per quanto la composizione di genere resti a tutti gli effetti squilibrata, è comunque da tenere presente che gli esecutivi precedenti non avevano fatto meglio. Se si considerano i ministri a inizio incarico, la quota di donne presenti nel governo Draghi è infatti seconda solo al governo Renzi, che all'inizio della sua esperienza aveva il 50% di ministre donne.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 15 Febbraio 2021)

Gli altri governi con la quota più alta di donne ministre infatti sono stati il governo Letta e il secondo governo Conte entrambi con il 33%. Il governo Gentiloni e il primo governo Conte si erano invece fermati al 27,8%. Se poi si torna ancora più indietro negli anni il dato più alto si trova nel secondo governo Prodi e nei governi D'Alema, tutti al 24%.

L'età media in consiglio dei ministri

Quanto all'età dei componenti del consiglio dei ministri, presidente incluso, il governo Draghi è quello con il dato più alto nelle ultime due legislature.

54,5 L'età media dei componenti del consiglio dei ministri del governo Draghi.

In particolare il governo Renzi (47,29 anni) e il secondo governo Conte (47,73) avevano componenti con un età media molto bassa. Lo stesso invece non si può dire per il governo Letta (52,59) e il governo Gentiloni (53,11), entrambi con un dato piuttosto vicino a quello dell'attuale governo in carica.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 15 Febbraio 2021)

È interessante notare comunque che l'età media del governo Draghi è sostanzialmente in linea con la media dei governi dal 1948 a oggi (54,88). Un dato dunque decisamente più basso di quello raggiunto dal governo Monti (62,67), che su molti profili è stato associato al nuovo esecutivo.

 

Foto Credit: Quirinale

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