Si rinnovano i componenti del consiglio superiore di sanità Mappe del potere

A fine febbraio il ministro Speranza ha nominato i nuovi componenti del consiglio superiore di sanità. Tra conferme e volti nuovi, si rinnova un organo che è stato fondamentale nei due anni di pandemia.

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Il consiglio superiore di sanità (Css) è l’organo consultivo del ministro della salute. Si tratta dunque di una struttura molto importante che porta avanti studi, fornisce pareri e sviluppa proposte per aiutare il ministro a prendere decisioni consapevoli in ambiti ad elevato contenuto tecnico.

Questo ruolo ovviamente ha assunto un carattere particolarmente importante durante la pandemia da Covid-19. Nel corso di questi anni tuttavia i componenti del Css che hanno consigliato il ministro Speranza (Leu) non erano stati nominati da lui, ma dalla ministra precedente, ovvero Giulia Grillo (M5s) nell’ambito del primo governo Conte.

A febbraio però sono scaduti i 3 anni di mandato dei componenti in carica e il ministro ha proceduto alle nuove nomine.

Il consiglio superiore di sanità

Il consiglio superiore di sanità è l’organo consultivo tecnico del ministro della salute. Istituito già nei prima anni dell’unità d’Italia, fino al 1945, quando venne creato l’alto commissariato per l’igiene e la sanità, il consiglio era un organo del ministero dell’interno.

essendo il Consiglio composto dai dotti più eminenti in medicina ed igiene, che vanti la patria nostra, spetta ad esso dirigere in senso uniforme l’opera del ministro [dell’interno n.d.r.] e dei suoi agenti, cosicché il consiglio sia considerato la “mente” del ministro.

Quando nel 1958 venne poi istituito il ministero della sanità l’organo passò sotto la competenza di questa struttura. Le sue attuali competenze sono regolate dal D.Lgs. 266/1993 che indica tra le sue funzioni:

  • prendere in esame i fatti riguardanti la salute pubblica;
  • proporre lo studio di problemi attinenti all’igiene e alla sanità oltre che indagini scientifiche e inchieste;
  • formulare schemi di norme e di provvedimenti per la tutela della salute pubblica;
  • proporre la formulazione di standard costruttivi e organizzativi per la edificazione di ospedali, istituti di cura ed altre opere igieniche da parte di pubbliche amministrazioni.

Il consiglio inoltre esprime parere obbligatorio su tutta una serie di provvedimenti di carattere sanitario. Al suo interno è suddiviso in 5 sezioni, le cui funzioni sono state recentemente ridefinite tramite decreto del ministro della salute.

La composizione

Il Css si compone di 30 membri di diritto e di 30 membri nominati (decreto del ministro della salute 44/2013). La partecipazione all’assemblea e alle sezioni del Css ha carattere onorifico e non è quindi prevista una retribuzione, se si escludono i rimborsi spese. Tra i componenti di diritto si trovano il segretario generale del ministero della salute, i direttori generali, alcuni vertici di istituzioni sanitarie come il presidente dell’Istituto superiore di sanità e il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco e i presidenti di vari ordini professionali attinenti alla materia.

Gli altri 30 componenti sono invece nominati dal ministro, restano in carica 3 anni e devono essere scelti tra docenti universitari, dirigenti del servizio sanitario, esperti di settore o magistrati.

Questi possono essere considerati i componenti più importanti dell’organo visto che il decreto ministeriale 342/2003 stabilisce che i membri di diritto partecipano all’assemblea generale e alle riunioni delle sezioni solo quando sono trattate materie di propria competenza.

Ed è proprio l’assemblea generale che elegge a maggioranza assoluta, tra i suoi componenti, il presidente e i vice presidenti.

Il Css in carica durante l’emergenza coronavirus

Quando nel 2019 la ministra della salute Giulia Grillo ha nominato i componenti del consiglio superiore di sanità si è avvalsa di un particolare meccanismo di spoils system previsto dalla legge 145/2002 (art. 6). In quel momento infatti i componenti del consiglio non erano in scadenza, anzi erano stati nominati da pochi mesi.

La legge 145 di fatto permette, in particolari circostanze, di annullare le nomine decise dal governo precedente, se effettuate nei mesi 6 precedenti alla fine della legislatura.

Questa decisione, del tutto legittima, sollevò però diverse critiche, sia di merito che di metodo, tra cui la scelta di nominare solo 3 donne su 30 componenti. La ministra comunque ha rivendicato questa scelta come un segnale di cambiamento.

Sono sicura che alcuni componenti del Css possano essere nuovamente nominati, di certo non i vertici, che devono avere la fiducia e la piena sintonia con il ministro in carica. […] Ringrazio tutti i componenti uscenti del Css, di cui mi preme sottolineare l’indiscutibile valore tecnico-scientifico, ma è tempo di dare spazio al nuovo.

Diversamente quando Roberto Speranza è diventato ministro della salute del secondo governo Conte le condizioni non permettevano un nuovo ricorso allo spoils system. Non possiamo dunque sapere come si sarebbe comportato in quel caso. Resta il fatto però che durante gli anni di emergenza pandemica è stato il Css nominato dalla ministra Grillo a svolgere il compito di consigliare il ministro Speranza.

In quella fase peraltro il presidente dell’organo Franco Locatelli assunse una rilevanza particolare, anche in virtù della sua nomina presso il comitato tecnico scientifico istituito dalla protezione civile.

Continuità e volti nuovi

Lo scorso febbraio tuttavia il mandato dei componenti del Css nominati dalla ministra Grillo si è concluso e il ministro Speranza ha emanato un nuovo decreto di nomina.

18 su 30 i componenti del Css confermati dal ministro Speranza.

Tra questi peraltro lo stesso Franco Locatelli che poi l’assemblea ha confermato anche nel ruolo di presidente. Anche Paola Di Giulio e Paolo Vineis, che ricoprivano il ruolo di vicepresidenti, sono stati confermati dal ministro. Solo Di Giulio però ha mantenuto la posizione di vicepresidente, mentre Vineis è stato sostituito in questo ruolo da Enrico Alleva.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 16 Marzo 2022)

Enrico Alleva peraltro è, insieme a Vito Marco Ranieri, uno dei componenti confermati da Speranza che tuttavia non avevano ricevuto la loro prima nomina dalla ministra Grillo, ma da Speranza stesso. Il loro incarico presso il Css infatti è stato necessario a causa del venir meno, per ragioni diverse, di 2 dei componenti voluti da Grillo.

Inoltre è da segnalare come Alleva condivida con Speranza l'appartenenza all'associazione Italiani Europei, il think tank presieduto da Massimo D'Alema. Questo ovviamente non toglie che Alleva abbia tutti i titoli per far parte del Css, ricoprendo peraltro un incarico dirigenziale presso l'Istituto superiore di sanità.

Il Css e il comitato tecnico scientifico

Come accennato il presidente Locatelli è anche membro del comitato tecnico scientifico della protezione civile (Cts). Non si tratta però dell'unico componente del Css a ricoprire questo doppio ruolo. Anche Sergio Abrignani, nominato da Grillo e confermato da Speranza, fa parte del Cts. Al contrario di Locatelli però Abrignani è stato nominato nel Cts solo a marzo del 2021 con il rinnovo dei componenti voluto dal governo Draghi.

Il percorso inverso invece è stato seguito da Luca Richeldi e Giovannella Baggio. Questi erano membri del Cts nominato dal secondo governo Conte ma al tempo non facevano parte del consiglio superiore di sanità. Il governo Draghi però nel 2021 non gli ha confermato l'incarico presso il comitato tecnico scientifico e un anno più tardi Speranza li ha scelti per far parte del nuovo Css.

In ogni caso, con la fine dello stato di emergenza, il 31 marzo cesserà anche l'attività del comitato tecnico scientifico. Ma la fine dell'emergenza, purtroppo, non coinciderà con la fine dell'epidemia da Covid-19. Proprio per questo, come affermato dallo stesso ministro, il consiglio superiore di sanità e l'istituto superiore di sanità assumeranno ancora maggiore importanza.

Andiamo a superare il Cts, permettetemi anche personalmente di esprimere enorme gratitudine agli scienziati che ne hanno fatto parte [...]. Chiaramente io potrò come ministro della salute [...] ancora contare su due strutture fondamentali che restano in piedi, il consiglio superiore di sanità e l’istituto superiore di sanità.

Altri due dei componenti tra quelli confermati, nel corso dell'emergenza hanno ricevuto altri incarichi presso degli organismi istituiti ad hoc. Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Ausl di Modena, è stato nominato ad aprile 2020 componente del comitato di esperti in materia economia e sociale per la ripresa. Paolo Vineis, ordinario di epidemiologia ambientale, a marzo 2020 è stato invece scelto per far parte della Task force dati per l'emergenza Covid-19.

Le aree di competenza

Quanto al tipo di esperti individuati da Grillo nel 2019 e da Speranza nel 2022 non si rilevano particolari differenze nelle scelte dei due ministri.

23 su 30 gli esperti di area medica tra i componenti del Css nominati da Speranza. Lo stesso numero si riscontrava tra i componenti nominati da Grillo.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero della salute
(ultimo aggiornamento: mercoledì 16 Marzo 2022)

Se poi si vogliono analizzare le competenze più nello specifico si può rilevare come tra i 23 componenti di area medica nominati dalla ministra Grillo ce ne fossero 3 specializzati rispettivamente in epidemiologia (Paolo Vineis), virologia (Maria Grazia Masucci) e malattie infettive (Vito Martella), materie particolarmente importanti in periodo di pandemia. Questi sono stati tutti confermati da Speranza che in aggiunta ha deciso di nominare una altro esperto di malattie infettive, Paolo Antonio Grossi.

Oltre a questo una differenza tra le due composizioni dell'organo è rappresentata dall'assenza nella formazione attuale di un esperto in veterinaria. Questa carenza tuttavia è probabilmente compensata dalla nomina di Enrico Alleva, esperto in etologia, o biologia del comportamento, una disciplina a cavallo tra la zoologia e la biologia che si occupa del comportamento animale.

La composizione di genere

Un elemento positivo, nella nuova composizione del Css, riguarda certamente l'equilibrio di genere.

1/3 dei componenti del Css nominati dal ministro Speranza è rappresentato da donne.

Certamente non è una quota soddisfacente di per sé. Di solito infatti si considera equilibrato un organo in cui il genere meno rappresentato esprime non meno del 40% dei componenti.

Tuttavia se si guarda alla situazione precedente si tratta senza dubbio di un notevole miglioramento. Come accennato infatti tra i membri del Css nominati dalla ministra Grillo le donne erano solo 3 su 30.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 16 Marzo 2022)

Tutte e 3 le donne nominate nel Css da Giulia Grillo sono state infatti confermate da Speranza e a queste se ne sono aggiunte altre 7.

Solo il 46% degli uomini invece è stato confermato da Speranza, ovvero 13 su 27, mentre altri 7 sono stati nominati per la prima volta.

50% dei nuovi componenti del Css sono donne.

Tra i 14 componenti del consiglio superiore di sanità nominati per la prima volta da Speranza in questo incarico, 7 sono uomini e 7 donne.

Foto: consiglio superiore di sanità - Roberto Speranza (Twitter)

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