L’elezione del presidente della repubblica e i cambi di gruppo Valzer parlamentare

Dopo mesi passati in sordina, a gennaio è riesploso il fenomeno dei cambi di casacca. Una dinamica in parte condizionata anche dalle trattative per l’elezione del capo dello stato.

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Gli ultimi mesi sono stati ricchi di avvenimenti dalla grande rilevanza politica. Dall’approvazione della legge di bilancio per il 2022 alla necessità di gestire il nuovo aumento dei contagi fino alla corsa per completare entro i tempi previsti tutti gli adempimenti legati al piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Tutti questi avvenimenti hanno fatto passare in sordina il fenomeno dei cambi di gruppo che però, seppur con numeri limitati, non si è mai del tutto fermato. Una dinamica che ha visto un suo riacutizzarsi proprio in concomitanza con un altro importantissimo appuntamento politico, ovvero l’elezione del presidente della repubblica.

31  i cambi di gruppo avvenuti tra dicembre 2021 e gennaio 2022.

Nelle ultime settimane infatti i riposizionamenti sono stati numerosi. Alla base di questo scenario c’è stata probabilmente, almeno in parte, la volontà di provare a spostare gli equilibri all’interno dell’assemblea che avrebbe dovuto scegliere il nuovo capo dello stato. Una dinamica confermata dalla nascita al senato del gruppo Costituzione, ambiente, lavoro – Italia dei valori (Cal – Idv). Una formazione che è stata istituita e successivamente sciolta nell’arco di poche ore.

I cambi di gruppo dal 2018 a oggi

Il fenomeno dei cambi di casacca, pur se con intensità diversa, ha caratterizzato tutta la XVIII legislatura fin dal suo inizio nel marzo del 2018. Evoluzioni nella composizione dei gruppi di camera e senato infatti sono avvenute con cadenza quasi mensile.

Vi sono poi stati alcuni passaggi politici che hanno impresso una significativa accelerazione al fenomeno. In particolare i 2 cambi di governo. Tra l’agosto e il settembre 2019 infatti (nel momento del passaggio dal governo gialloverde a quello giallorosso) i cambi di gruppo furono 52. Al momento del passaggio dal Conte II a Draghi (tra gennaio e marzo 2021) invece i passaggi sono stati 81. Come già detto infine un altro spartiacque è stato proprio l’avvio della campagna per l’elezione del nuovo presidente della repubblica. Tra dicembre 2021 e gennaio 2022 infatti si sono registrati altri 31 cambi di casacca.

I gruppi rappresentano la proiezione dei partiti all’interno del parlamento. Ogni parlamentare deve aderire ad un gruppo ma può scegliere a quale senza vincoli. E può anche cambiare liberamente nel corso della legislatura. Vai a "Che cosa sono i gruppi parlamentari"

Complessivamente i cambi di gruppo avvenuti dal 2018 a oggi sono stati 302, per una media di circa 6 al mese. Alla camera i deputati coinvolti sono stati 143 per un totale di 185 cambi di gruppo. A palazzo Madama invece i riposizionamenti totali sono stati 117 e hanno visto protagonisti 70 senatori. La disparità tra il numero di cambi di gruppo complessivi e quello dei parlamentari coinvolti è dovuta al fatto che un esponente politico può anche cambiare più di un gruppo all’interno della legislatura.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Febbraio 2022)

Si tratta certamente di dati importanti e che non a caso hanno anche riacceso l’attenzione di media e opinione pubblica sull’argomento. Tuttavia si deve sottolineare che nel corso della precedente legislatura (2013-2018) furono di più sia i cambi di gruppo (569) che i parlamentari coinvolti (348).

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Febbraio 2022)

Più contenuti invece i valori della XVI legislatura. Tra il 2008 e il 2013 infatti i deputati e i senatori che hanno cambiato collocazione furono in totale 180 per 261 cambi di gruppo complessivi.

Lo stato di salute dei gruppi parlamentari

L’analisi dei cambi di gruppo nel lungo periodo evidenzia come Movimento 5 stelle, Forza Italia e Partito democratico siano le forze politiche maggiormente danneggiate dal fenomeno. Sebbene infatti sostanzialmente tutti i gruppi parlamentari abbiano registrato nel tempo movimenti sia in entrata che in uscita, questi tre partiti ad oggi sono gli unici che hanno visto una riduzione dei propri ranghi rispetto ai seggi scaturiti dalle elezioni del 2018.

Lega e Fdi i gruppi presenti alle elezioni che si sono ingranditi rispetto al 2018.

Da notare che nelle ultime settimane queste 3 forze politiche hanno vissuto passaggi differenti. Rispetto al nostro ultimo aggiornamento infatti il Movimento 5 stelle si è ulteriormente ridotto di numero. Sono infatti diventati 99 i deputati e i senatori che hanno lasciato i pentastellati (o sono stati espulsi) dall’inizio della legislatura. Il Pd invece è rimasto stabile (35 parlamentari in meno rispetto a marzo 2018). Mentre Forza Italia, pur rimanendo la seconda formazione più colpita dagli abbandoni, ha recuperato 3 parlamentari.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Febbraio 2022)

Escludendo il caso particolare del misto, i gruppi che hanno beneficiato del fenomeno sono stati Italia viva (Iv) di Matteo Renzi (+44) e Coraggio Italia (Ci) di Giovanni Toti e Luigi Brugnaro (+21). In entrambi i casi però si tratta di gruppi che si sono formati a legislatura iniziata. È quindi fisiologico per queste formazioni registrare un saldo positivo tra gli ingressi e gli abbandoni.

Analizzando invece le forze che hanno partecipato al confronto elettorale del 2018 possiamo osservare che Lega e Fratelli d’Italia hanno beneficiato del fenomeno. Nel caso del partito di Salvini i deputati “conquistati” sono stati 6 mentre i senatori 5. Nel caso della formazione di Giorgia Meloni invece gli ingressi sono 9 (6 alla camera e 3 al senato).

I cambi di gruppo nel dettaglio

Come abbiamo già anticipato, tra dicembre e gennaio 2021 i cambi di gruppo sono stati in totale 31. Alla camera Claudio Pedrazzini ha lasciato Coraggio Italia ed è passato al gruppo misto. Sempre da Ci è uscito anche Matteo Dall'osso passato a Forza Italia. Un terzo abbandono da questo gruppo è stato quello di Maria Teresa Baldini approdata a Italia viva. Un altro ingresso in Iv è stato quello di Flora Frate dal gruppo misto.

Dal Movimento 5 stelle è invece uscita Lucia Scanu, transitata in un primo momento nel gruppo misto e successivamente approdata a Coraggio Italia. Sempre dal M5s è fuoriuscito anche Bernardo Marino, passato al gruppo misto.

213 i parlamentari che hanno cambiato gruppo almeno una volta nel corso della XVIII legislatura.

Ma è al senato che in questo periodo sono avvenuti i passaggi più interessanti. Qui infatti proprio nei giorni in cui il parlamento era riunito in seduta comune per eleggere il capo dello stato si è costituito un nuovo gruppo denominato Costituzione, ambiente, lavoro - Italia dei valori. La nuova formazione era composta, con la sola eccezione di Rosellina Sbrana, da ex esponenti del Movimento 5 stelle. Si è trattato di:

Il gruppo Cal istituito e sciolto nel giro di due giorni.

Questo gruppo però è rimasto attivo solo per poche ore. All'indomani della sua istituzione infatti si è sciolto e i suoi iscritti sono tutti rientrati nelle componenti da cui provenivano. Nello stesso periodo a palazzo Madama Leonardo Grimani è passato da Iv al misto. Infine si sono registrati 2 nuovi ingressi in Forza Italia. Quello di Saverio De Bonis proveniente dal gruppo misto e quello di Gelsomina Vono da Iv. Nel gruppo del partito di Matteo Renzi è invece approdata Elvira Evangelista, proveniente dal M5s.

Cambi di gruppo multipli

Come abbiamo già detto, i parlamentari possono cambiare gruppo liberamente e sono molti quelli che lo hanno fatto più di una volta nel corso della legislatura. In particolare possiamo osservare come 20 tra deputati e senatori abbiano cambiato appartenenza almeno 3 volte. Il parlamentare con più cambi di gruppo in assoluto è il senatore Giovanni Marilotti, il quale aveva iniziato la legislatura nel Movimento 5 stelle per poi passare al gruppo misto. Da qui poi l’ingresso nel gruppo Per le autonomie, poi Europeisti- Maie - Centro democratico (gruppo poi sciolto), di nuovo misto e infine Pd.

Due i parlamentari che hanno effettuato 4 cambi di gruppo. La deputata Maria Teresa Baldini ha iniziato la legislatura in Fratelli d’Italia ed è poi passata al gruppo misto, successivamente Forza Italia, Coraggio Italia e infine Italia viva. Il senatore Saverio De Bonis invece dopo aver iniziato la legislatura nel M5s è transitato nel misto, poi nel gruppo degli europeisti, di nuovo nel misto e infine in Fi.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Febbraio 2022)

Come si può notare molti di questi parlamentari sono transitati più di una volta dal misto prima di approdare in altri gruppi. Ciò può avvenire per diverse ragioni, non ultima quella di evitare un passaggio diretto tra formazioni diverse che potrebbe apparire eccessivamente traumatico agli occhi di colleghi ed elettori. In questi casi l'iscrizione nel gruppo misto ha un valore meramente transitorio. Tuttavia questo rappresenta un cambio di gruppo a tutti gli effetti e come tale va considerato.

Foto: Facebook - Alternativa

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