La presenza delle biblioteche nei capoluoghi del centro Italia #conibambini

Il centro Italia è una delle aree dove l’andamento dei lettori è stato più altalenante: forte crescita tra 2001 e 2010, in calo nell’ultimo decennio. Cosa sappiamo sulla presenza di biblioteche in questi territori, in particolare rispetto ai minori?

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L’esistenza di una rete di biblioteche pubbliche è preziosa per il consumo culturale di bambini e ragazzi. Nel nostro paese l’abitudine alla lettura, come rilevato dalle ricerche, è fortemente condizionata dal contesto familiare. Se entrambi i genitori sono lettori, anche i figli leggono, nel 66,9% dei casi. Se i genitori non leggono, questa percentuale è più che dimezzata.

30,8% i lettori tra i figli di genitori che non leggono.

Tendenze che certo non possono essere invertite dalla maggiore o minore offerta di biblioteche sul territorio. Ma la presenza di strutture accoglienti e fornite può essere una delle premesse per la fruizione culturale da parte dei più piccoli e delle loro famiglie.

In questo senso, l’abitudine alla lettura degli italiani – e in particolare dei minori – è cambiata nel corso degli anni.

Tra tutti potenziali lettori (persone con oltre 6 anni), la quota di lettori è all’incirca del 40%. Un dato che ha raggiunto un picco (46%) tra 2010 e 2012, per poi ritornare al 40,6% del 2018.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 24 Giugno 2019)

A fronte di questa tendenza generale, la frequenza di lettura dei minori varia molto a seconda della fascia d'età. Leggono più spesso almeno un libro l'anno i ragazzi tra 11 e 14 anni (58,2%), seguiti dai 15-17enni (54,5%) e dai bambini tra 6 e 10 anni (45,9%).

In termini geografici, la lettura tra i minori è più frequente nelle regioni del nord (in Trentino, Valle d'Aosta e Liguria meno di 4 su 10 non sono lettori). Mentre la grande maggioranza di bambini e ragazzi del sud non legge: sono oltre 2/3 i minori che non leggono in Sicilia, Campania e Calabria.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat-Stc
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Ottobre 2018)

Ma c'è un altro trend molto interessante che emerge dai dati. Se confrontiamo l'inizio della serie storica (2001) con l'ultimo anno disponibile (2018), ci si trova di fronte ad un apparente paradosso. Da un lato, la percentuale di giovani lettori assidui è aumentata (chi legge un libro o più al mese). Dall'altro, sono complessivamente diminuiti i lettori moderati: i ragazzi che leggono da 1 a 3 libri sono calati di oltre 6 punti percentuali nelle fasce 6-10 e 15-17.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 24 Giugno 2019)

Queste percentuali hanno subito nel tempo delle oscillazioni, ma delineano una possibile tendenza da monitorare attentamente. Se è positivo l'aumento dei lettori assidui (ragazze e ragazzi che leggono almeno 12 libri all'anno), il rischio che gli altri leggano sempre meno va evitato.

-6,1 punti il calo dei lettori moderati (da 1 a 3 libri) tra i bambini di 6-10 anni, tra 2001 e 2018.

Il centro Italia è l'area con l'andamento di lettori più altalenante: forte crescita tra 2001 e 2010, in calo nell'ultimo decennio.

La variazione del numero di lettori negli ultimi venti anni è cambiata anche in funzione dell'area geografica di appartenenza. Tra 2001 e 2018, il centro Italia è l'area del paese dove sono cresciuti di più i lettori: +1,5 punti percentuali, a fronte di una sostanziale stabilità del nord (-0,3) e il calo del mezzogiorno (-2). Un dato finale che è in realtà il risultato di due tendenze opposte. Negli anni 2000 il numero di lettori è cresciuto in tutta Italia, in particolare nel centro (+8,6 punti tra 2001 e 2010), ma anche nel nord (+4,7) e nel sud (+5,5). Nel decennio successivo (2010-18), i lettori sono calati di 5 punti nelle regioni settentrionali, e di oltre 7 punti in quelle centrali e meridionali.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 24 Giugno 2019)

Un altro aspetto che emerge è la progressiva polarizzazione dei lettori, tra centro e periferie. Nei quasi vent'anni tra 2001 e 2018, la percentuale di persone che hanno letto almeno un libro cresce nelle aree metropolitane, mentre cala nei comuni medi e piccoli.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 24 Giugno 2019)

Come risultato di queste tendenze, nei centri delle aree metropolitane la quota di lettori nel 2018 sfiora il 50%. Nelle periferie delle aree metropolitane e in generale nei comuni con oltre 50mila abitanti il dato oscilla tra il 41 e il 42%. Sotto quota 40% i comuni al di sotto dei 50mila abitanti. 37% in quelli con più di 10mila residenti, 38,1% tra 2mila e 10mila, 36,1% i piccoli comuni con meno di 2mila persone.

13,1 i punti di differenza tra la quota di lettori nei centri di area metropolitana (49,2%) e quella nei piccoli comuni (36,1%).

Emergono quindi almeno due elementi da approfondire. Il centro Italia, pur collocandosi a metà classifica per quota di lettori, è l'area del paese dove caratterizzata da maggiore variabilità nell'ultimo ventennio. La tendenza nazionale (aumento della lettura negli anni 2000, diminuzione dal 2010) è particolarmente marcata nelle regioni centrali. Allo stesso tempo nel corso del ventennio si è acuita la distanza tra le maggiori aree metropolitane e i piccoli comuni.

Un focus sulle biblioteche nel centro Italia

I dati passati in rassegna indicano queste tendenze, ma non consentono di approfondire le differenze a livello territoriale. Trattandosi di stime attraverso rilevazioni campionarie, non sono in grado di individuare ricorrenze locali.

Se, come ricordato nell'introduzione, non è la semplice presenza di una biblioteca a influire sull'abitudine alla lettura, la diffusione di queste strutture è comunque indicativa dell'offerta culturale presente sul territorio. Una rete bibliotecaria accessibile può essere la base per attività in coordinamento con la scuola o con associazioni.

I capoluoghi del centro offrono un punto di vista interessante sulla presenza di biblioteche.

Allora viene da chiedersi: cosa sappiamo della presenza di biblioteche in Italia? A maggior ragione nell'Italia centrale, un'area del paese che siamo abituati a pensare come ricca di offerta culturale. E a maggior ragione - date le tendenze emerse - nel confronto tra i piccoli comuni e i centri maggiori. Le province dei 4 capoluoghi regionali del centro (Roma, Firenze, Perugia, Ancona) offrono entrambi i punti di vista. Quello delle grandi città, tra cui la Capitale, e quello dei piccolissimi comuni delle rispettive province.

Tenendo presente un limite già esplicitato in altri approfondimenti: con i dati attualmente disponibili (anagrafe delle biblioteche) conosciamo il numero di strutture, ma non ulteriori criteri dimensionali che consentano una valutazione più ponderata. Ad esempio non abbiamo indicazioni per valutare il numero di minori che è effettivamente in grado di accogliere ciascuna biblioteca. Ciascuna struttura conta a prescindere dalla dimensione effettiva, e i territori con pochi minori possono risultare più serviti.

Roma

Nella Capitale e negli altri comuni della città metropolitana di Roma vivono quasi mezzo milione di bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni. Utilizzando questa fascia d'età per approssimare il numero di minori in età per leggere, contiamo infatti 495.203 residenti nel 2018.

Quante biblioteche hanno a disposizione? Sulla carta, il totale delle strutture presenti sul territorio della ex provincia di Roma è 1.310 biblioteche, con un rapporto di poco meno di 3 strutture ogni 1.000 residenti della fascia d'età considerata.

2,6 biblioteche totali ogni 1.000 residenti tra 6 e 17 anni nella città metropolitana di Roma.

Ma questo dato, preso da solo, rischia di essere fuorviante. Nel totale delle biblioteche sono infatti comprese anche strutture universitarie (168) o comunque destinate un pubblico specializzato (576), quindi non necessariamente fruibili da bambini e ragazzi.

Per i nostri scopi è più utile isolare solo le biblioteche pubbliche e quelle non specializzate (in totale 182 strutture), che ragionevolmente sono più accessibili per i minori. Nella consapevolezza però che, non essendo tutte le strutture censite con questo livello di dettaglio, il dato potrebbe lasciar fuori tante biblioteche. Prendendo questo dato, il rapporto scende a 0,37 biblioteche ogni 1.000 minori.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

Quasi 4 comuni su 10 della città metropolitana di Roma non hanno la biblioteca.

Nella Capitale, in termini assoluti, si concentra il maggior numero di biblioteche, sia contandole tutte (1.118 strutture), sia isolando solo quelle censite come pubbliche e non specializzate (95 strutture). Molto staccata, al secondo posto, Guidonia Montecelio con 13 biblioteche totali e 4 censite come pubbliche o non specializzate. Se si confronta il valore assoluto con l'utenza potenziale, nel nostro caso i residenti tra 6 e 17 anni, il dato in parte cambia. Tra i 10 comuni con più abitanti in questa fascia d'età, dopo Roma, spicca Tivoli (1,8 strutture totali ogni 1.000 minori), mentre Guidonia Montecelio è terza (1,1).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

Se si considerano solo le biblioteche che sappiamo essere pubbliche e non specializzate, è Anzio il comune con più strutture per minore (0,4 ogni 1.000 abitanti), seguito - a pari merito con 0,3 strutture ogni mille minori - da Guidonia Montecelio, Velletri, Tivoli e Roma. Ad Ardea, pur non essendo presente una biblioteca censita nell'anagrafe ufficiale, dal 2013 è presente una struttura (gestita con il patrocinio del comune) che offre gratuitamente il prestito libri per 2 ore al giorno e altre attività per le scuole.

Meno biblioteche nella parte est della città metropolitana.

Un'altra chiave di lettura è la differenza nell'offerta di biblioteche tra i centri maggiori e le aree interne della città metropolitana. Nella ex provincia di Roma sono presenti 3 poli, oltre al capoluogo: Tivoli, Civitavecchia e Anzio. Si tratta di comuni che, rispetto al territorio in cui si trovano, svolgono un ruolo di baricentro in termini di servizi. Di conseguenza, nei poli è sempre presente almeno una biblioteca, cosa che non si può dire per gli altri.

Tra i comuni di cintura, spesso coincidenti con l'hinterland delle città maggiori, la quota di quelli senza biblioteca è del 37,5%, analoga a quella dei comuni intermedi (35%). In queste ultime due categorie di comuni, né poli né periferici, vivono oltre 150mila minori tra 6 e 17 (quasi un terzo di quelli residenti nella città metropolitana). Rispetto a questa domanda potenziale, il numero di biblioteche totali risulta più basso (0,99 per 1.000 minori nei comuni intermedi, 1,2 in quelli di cintura, contro 3,4 nei comuni polo).

85,3% delle biblioteche della città metropolitana si trovano nel comune di Roma.

I 19 comuni periferici sono collocati ai margini della città metropolitana, in particolare ai confini con le province di Viterbo, Rieti e Frosinone. Vi abitano complessivamente pochi minori (meno di 6.000 persone tra 6 e 17 anni), dato che innalza lievemente la quota di biblioteche per minore (1,5 per 1.000) rispetto ai comuni cintura e intermedi. Ma trattandosi di comuni dove è più difficile spostarsi (si trovano ad almeno 40 minuti dal polo più vicino), va considerato un altro dato: oltre il 60% non ha la biblioteca.

Firenze

Nella città metropolitana di Firenze, in base ai dati 2018, vivono 109.460 minori di età compresa tra 6 e 17 anni. Sul territorio della provincia sono presenti 465 biblioteche, con un rapporto di 4,2 strutture ogni 1.000 residenti della fascia d'età considerata. In questo totale sono comprese biblioteche di tutti i tipi, anche non necessariamente fruibili per i minori, da quelle universitarie e destinate a un pubblico specialistico (28 strutture) a quelle proprietà di fondazioni e istituzioni private (42).

4,2 biblioteche totali ogni 1.000 residenti tra 6 e 17 anni nella città metropolitana di Firenze.

Se isoliamo solo le strutture più probabilmente accessibili per bambini e ragazzi, cioè pubbliche o non specializzate, la quota scende a 0,8 biblioteche ogni 1.000 minori. Sono infatti 84 le strutture che risultano censite con questa classificazione. Però, dal momento che non tutte sono censite con questo dettaglio nell'anagrafe, non è detto che la cifra comprenda il totale delle biblioteche realmente aperte al pubblico.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

In tutti i comuni della città metropolitana di Firenze c'è almeno una biblioteca.

In termini assoluti, è il capoluogo quello con più biblioteche, sia se si considera il totale delle biblioteche (353 strutture), sia solo quelle censite come pubbliche e non specializzate (31). Un dato in parte analogo emerge nel rapporto con l'utenza potenziale, nel nostro caso i residenti tra 6 e 17 anni. Tra i 10 comuni con più abitanti in questa fascia d'età, a Firenze ci sono 9,3 biblioteche totali per 1.000 minori. Più distanti, al secondo e terzo posto Figline e Incisa Valdarno (2,3) e Sesto Fiorentino (2,2).

75,9% delle biblioteche della città metropolitana si trovano nel comune di Firenze.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

Se si considerano solo le biblioteche che sappiamo essere pubbliche e non specializzate, è Figline e Incisa Valdarno il comune con più strutture per minore (1,2 ogni 1.000 abitanti), seguito da Firenze (0,8) e Empoli (0,6).

Fiesole è il comune con più biblioteche per minore, ma contando solo quelle pubbliche è quinto.

Da notare come la presenza di biblioteche vari molto nei 3 poli della città metropolitana (Firenze, Empoli e Borgo San Lorenzo). Contando tutte le strutture, Firenze distacca entrambi i comuni: 9,3 per 1.000 residenti 6-17 nel capoluogo, contro 1,5 a Borgo San Lorenzo e 1,1 a Empoli. Più omogeneo il dato se si considerano solo le strutture classificate come pubbliche e non specializzate. È sempre Firenze a prevalere (0,8), ma è minore la distanza con Empoli (0,6) e Borgo San Lorenzo (0,5).

I comuni periferici della città metropolitana, presi insieme, spiccano sia per presenza di biblioteche totali (4,9 per 1.000 minori) che solo pubbliche (3,7 per 1.000 minori). La ragione è che in questi comuni abitano pochi bambini e ragazzi (816, lo 0,75% di quelli residenti nella provincia) e quindi basta un numero limitato di strutture per alzare il rapporto. Ma queste presumibilmente sono anche più distanti, e quindi meno facilmente raggiungibili rispetto alla città. In questo senso aiuta il fatto che tutti i comuni della ex provincia abbiano almeno una biblioteca sul loro territorio.

Perugia

Nella provincia di Perugia i residenti di età compresa tra 6 e 17 anni sono poco meno di 72mila, in base ai dati 2018. In questo territorio sono presenti 323 biblioteche, con un rapporto di 4,5 strutture ogni 1.000 ragazze e ragazzi della fascia d'età considerata.

4,5 biblioteche totali ogni 1.000 residenti tra 6 e 17 anni nella provincia di Perugia.

In questo totale possono comprese anche biblioteche non adatte alla fruizione dei minori, ad esempio 85 sono classificate come universitarie. Quelle censite come pubbliche e non specializzate, quindi potenzialmente accessibili per bambini e ragazzi, sono 76. Un elenco che è possibile non sia esaustivo, dal momento che non tutte le strutture sono censite con un dettaglio tale da consentire questa distinzione .

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

Oltre 8 comuni su 10 della provincia di Perugia hanno almeno una biblioteca.

Con 188 biblioteche totali, di cui 14 censite come pubbliche o non specializzate, è il comune di Perugia quello con più strutture in termini assoluti. Al secondo posto Assisi (26 totali, di cui 8 pubbliche o non specializzate). Al terzo posto, considerando il totale delle strutture, pari merito per Foligno e Spoleto (12). Mentre se isoliamo solo quelle potenzialmente più accessibili per i minori, al terzo posto con Foligno troviamo Città di Castello e Gubbio (tutte con 3 biblioteche).

58,2% delle biblioteche della provincia di Perugia si trovano nel capoluogo.

Emergono dati in parte diversi se rapportiamo il numero di biblioteche con l'utenza potenziale, nel nostro caso i ragazzi tra 6 e 17 anni, per i 10 comuni dove questo segmento è più popoloso. Considerando il totale delle strutture, la classifica resta grosso modo la stessa. Spiccano Perugia (10,2 ogni 1.000 minori) e Assisi (8,5), seguite da Spoleto (3,1), Gubbio (2,1), Foligno e Città di Castello (entrambe 1,9).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

Ma se contiamo solo le strutture censite come pubbliche e non specializzate, il capoluogo è terzo (0,8 per mille) - a pari merito con Bastia Umbria. Al primo posto Assisi (2,6) e al secondo, staccata, Gubbio (0,9).

Nelle aree interne 3 comuni su 10 non hanno la biblioteca.

Quindi, in coerenza con il loro ruolo di comuni polo, attrattivi per i comuni limitrofi, i 3 poli della provincia (Perugia, Spoleto e Foligno) sono ai vertici per numero di biblioteche. Anche i 21 comuni di cintura, cerniera tra i poli e le aree interne, hanno tutti almeno una biblioteca. Invece la loro presenza appare più rarefatta man mano che ci si allontana dai centri maggiori. Il 26% dei comuni intermedi, e il 43% di quelli periferici non ha la biblioteca. Nonostante ciò, data la bassa popolosità di minori in questi territori (1.158 residenti tra 6 e 17 anni nei comuni periferici), il rapporto tra strutture e abitanti risulta complessivamente elevato. Ogni 1.000 giovani, 6,9 biblioteche totali e 3,45 pubbliche e non specializzate.

Ancona

Nella provincia di Ancona vivono 51.832 minori di età compresa tra 6 e 17 anni. Nello stesso territorio sono presenti 174 biblioteche, con un rapporto di 3,4 strutture ogni 1.000 residenti della fascia d'età considerata.

3,4 biblioteche totali ogni 1.000 residenti tra 6 e 17 anni nella provincia di Ancona.

Non tutte sono fruibili per i minori. A questo scopo, se isoliamo solo quelle che sono censite come pubbliche o importanti non specializzate (46 strutture), la quota scende a 0,89 ogni 1.000 minori. Va però tenuto presente che non tutte le biblioteche sono censite con un livello di dettaglio tale da consentire questa ulteriore distinzione. Quindi questa cifra potrebbe non comprendere tutte le strutture aperte a un pubblico di bambini e ragazzi.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

Quasi il 90% dei comuni della provincia ha almeno una biblioteca.

Il comune di Ancona, in termini assoluti, è quello che ospita più biblioteche (51 totali). Seguono Fabriano (18 strutture), Senigallia (16), Jesi (13) e Osimo (10). Considerando solo quelle censite come pubbliche e non specializzate, ai primi posti Osimo (4) e Ancona (3), seguite da Fabriano, Jesi, Sassoferrato, Ostra e Trecastelli (2 biblioteche ciascuno). La classifica cambia se invece di guardare ai valori assoluti il dato viene messo in relazione con l'utenza potenziale.

29,3% delle biblioteche della provincia di Ancona si trovano nel capoluogo.

Tra i 10 comuni dell'anconetano con più residenti tra 6 e 17 anni, Fabriano è quello con più strutture per minore (5,5 ogni 1.000 abitanti di questa fascia d'età). Seguono il capoluogo, Ancona (4,8), e al terzo posto Senigallia (3,4).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Iccu
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Ottobre 2018)

Se si considerano solo le biblioteche che sappiamo essere pubbliche e non specializzate, tra quelli presi in esame sono Osimo e Montemarciano i comuni con più strutture per minore (0,9 ogni 1.000 abitanti), seguiti da Loreto (0,7), Chiaravalle e Fabriano (0,6).

I comuni senza biblioteca sono tutti di cintura.

La provincia di Ancona è formata solo da 3 tipi di comuni rispetto alla classificazione per aree interne: 4 poli, 30 di cintura e 13 intermedi. Ovviamente i poli, che oltre al capoluogo comprendono Fabriano, Jesi e Senigallia, hanno tutti almeno una biblioteca. Non ci sono comuni periferici: le aree interne della provincia sono esclusivamente comuni intermedi, che distano dal polo più vicino tra 20 e 40 minuti. Anche questi 13, dove abitano circa 5mila bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni, hanno tutti la biblioteca. Solo tra i comuni di cintura una piccola minoranza (17% del totale) non ha la biblioteca, almeno stando ai dati raccolti nell'anagrafe ufficiale.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati è l'anagrafe delle biblioteche italiane.

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