La disparità di genere nei vertici amministrativi dello stato Potere amministrativo

Presso i ministeri e la presidenza del consiglio sono circa un terzo le donne a ricoprire incarichi amministrativi di vertice, una proporzione che cambia molto tra le diverse strutture.

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Al vertice di ciascun ministero si trova un ministro cui compete il potere di indirizzo e la responsabilità politica. Ma a conoscere realmente i ministeri e i loro meccanismi sono i dirigenti amministrativi. A questi compete la direzione dell’attività amministrativa e sono loro ad esserne responsabili.

Per questo è importante analizzare il potere amministrativo nei suoi vari aspetti e tra questi la dinamica di genere. Un tema che in questo settore è meno esposto all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica.

Le pubbliche amministrazioni garantiscono parità e pari opportunità tra uomini e donne e l’assenza di ogni forma di discriminazione

Segretari generali, direttori generali e capi dipartimento

Alcuni ministeri sono organizzati tramite direzioni generali e in questo caso è prevista anche la figura del segretario generale. Gli altri ministeri invece sono suddivisi in dipartimenti. In ogni caso a capo di queste strutture siedono dirigenti di prima fascia della pubblica amministrazione.

Tolta la presidenza del consiglio, cui corrisponde un ordinamento autonomo, le strutture amministrative di vertice di ciascun ministero possono essere organizzate alternativamente in dipartimenti o direzioni generali. Vai a "Come sono organizzati i ministeri"

La nomina a dirigenti di prima fascia deve seguire il principio generale di parità di genere (Art. 19 comma 4bis del D.Lgs 165/2001). Tuttavia non tutti i dirigenti di prima fascia ricoprono il ruolo di segretario generale, direttore generale o capo dipartimento. La nomina a questo tipo di incarico infatti è prerogativa del ministro, non segue principi di parità di genere ed è sottoposta a un meccanismo di spoil system.

Gli incarichi di Segretario generale di ministeri, gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello equivalente sono conferiti con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia

Il meccanismo dello spoil system (Art. 19 comma 8 del D.Lgs 165/2001) prevede che dopo il voto di fiducia a un governo i dirigenti di cui sopra cessino dal loro incarico se non rinnovati. Tuttavia questo non incide sul loro contratto di lavoro ma solo su quel particolare incarico.

Le donne ai vertici della pubblica amministrazione

Nei vertici dei ministeri e della presidenza del consiglio sono poco più di un terzo le donne a ricoprire incarichi di vertice, con una considerevole variabilità tra le diverse strutture.

35,45% la quota di donne che ricoprono incarichi di vertice nei ministeri e presso la presidenza del consiglio.

Il ministero in cui la rappresentanza femminile si esprime in maniera più forte è quello della giustizia. Qui infatti le proporzioni si invertono rispetto alla media nazionale e dei 4 dipartimenti da cui è composto 3 sono guidati da donne. Si tratta di un dato interessante anche considerando che i capi dipartimento del ministero della giustizia sono tutti magistrati e che, proprio nella magistratura, sono ancora presenti molte difficoltà per le donne nel fare carriera.

Sono stati considerati i capi dipartimento, nei ministeri in cui sono previste queste figure, i segretari generali e i direttori generali, negli altri ministeri. Per la presidenza del consiglio sono stati inclusi il segretario generale, i vice, i capi dipartimento e i capi degli uffici. Per il ministero della difesa, oltre al segretario generale sono stati considerati i capi di stato maggiore. Non si è tenuto conto del ministero dell’università visto che la nomina dei dirigenti non è ancora stata completata né degli uffici del cerimoniale presenti in alcune strutture.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 3 Novembre 2020)

Una percentuale di poco superiore al 50% di dirigenti donne si trova inoltre presso il ministero del lavoro e quello dei beni e delle attività culturali mentre in altre 3 strutture i ruoli di vertice sono distribuiti equamente.

I ministeri in cui la presenza femminile è sottorappresentata

Sono 7 i ministeri in cui la presenza femminile è minoritaria e a questi si aggiunge la presidenza del consiglio.

Ma se presso palazzo Chigi la proporzione di genere tra i dirigenti rimane comunque equilibrata (42,86% di donne) nelle altre strutture la sproporzione a favore degli uomini è decisamente più marcata.

Tra questi infatti il ministero con la quota più alta di dirigenti donne è il ministero dello sviluppo economico con appena il 25%, mentre per gli altri non si supera il 20%.

Si tratta del ministero dell'interno (1 capo dipartimento su 4), del ministero della salute (2 direttrici generali su 7 a cui si aggiunge il segretario generale) e del ministero degli esteri (dove è una donna a ricoprire l'incarico di segretaria generale mentre i direttori sono tutti uomini).

Presso il ministero dell'ambiente, quello delle politiche agricole e quello della difesa invece non è presente alcuna donna in posizione di vertice.

3 i ministeri in cui non è presente alcuna donna negli incarichi amministrativi di vertice.

Nel caso della difesa questo è chiaramente legato al fatto che le figure di vertice sono militari, un settore in cui la predominanza maschile è ancora molto netta. Lo stesso però non si può dire per gli altri due ministeri.

Quali incarichi per le donne

I dati presentati non tengono in considerazione il ministero dell'università. Qui infatti, dopo la divisione di questa struttura dal ministero dell'istruzione, gli incarichi di vertice non sono stati ancora assegnati, o meglio ne è stato assegnato solo uno, quello di segretario generale. È utile precisare però che questo ruolo è stato assegnato per l'appunto a una donna, Maria Letizia Melina.

Questo tipo di incarico è presente in 7 ministeri e tra questi solo presso il ministero dell'università e quello egli esteri è una donna a ricoprire l'incarico.

2 le donne a ricoprire l'incarico di segretario generale nei 7 ministeri in cui è previsto.

Anche presso la presidenza del consiglio è previsto il ruolo di segretario generale che, solo in questo caso, è affiancato da 3 vice, di cui solo una è una donna, Francesca Gagliarducci.

Le donne tendono ad essere maggioranza nelle strutture che si occupano di personale, risorse umane e organizzazione.

I ruoli di vertice in cui è più frequente trovare una donna sono invece quelli legati all'organizzazione, al personale e alle risorse umane. Su 14 ministeri 11 hanno direzioni generali o dipartimenti che indicano già dal nome che la struttura si occupa di questo tipo di attività. Tra questi 7 sono gestiti da dirigenti donne. Presso il ministero della salute in realtà si trovano due direzioni generali con queste diciture. Per questo conteggio è stata considerata la direzione generale personale organizzazione e bilancio, con a capo Giuseppe Celotto. L'altra invece (direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Ssn) è diretta da una donna, Rossana Ugenti.

 

Foto Credit: pagina facebook di Fabiana Dadone, ministra della funzione pubblica.

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