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	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 10:03:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308697</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tuttavia gli alti costi iniziali e un mercato ancora acerbo hanno scoraggiato gli investimenti. Questo ha portato alla necessità di profonde revisioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il tema dell’<strong>energia</strong> è tornato al centro del dibattito pubblico, sia italiano che internazionale. I conflitti, l’instabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi hanno evidenziato con forza la <strong>dipendenza europea dalle fonti fossili e dai paesi esportatori</strong>. Accelerare la <strong>transizione energetica</strong> diventa quindi un obiettivo ancora più importante.</p>



<p>Da questo punto di vista l’<strong>idrogeno</strong> rappresenta un possibile strumento per decarbonizzare i trasporti e settori industriali particolarmente difficili da elettrificare. Dato questo contesto, l’Unione europea ha deciso di rafforzare ulteriormente gli investimenti nel comparto, anche attraverso il capitolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-repowereu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RepowerEu</a> introdotto dopo la crisi energetica del 2022.</p>



<p>Il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) italiano ha fatto proprie alcune di queste indicazioni prevedendo cospicui investimenti per lo sviluppo dell’idrogeno come fonte energetica. Le misure attualmente attive sono 5 e riguardano la produzione di idrogeno verde, le infrastrutture di trasporto, la ricerca industriale e la realizzazione di impianti per elettrolizzatori. Accanto a questi investimenti troviamo anche alcune <strong>riforme</strong> pensate per favorire la diffusione della filiera.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,5 mld € </span>gli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico.</p>
			        </section>
		


<p>I risultati raggiunti finora appaiono piuttosto disomogenei. In diversi casi <strong>gli investimenti non si sono rivelati particolarmente appetibili</strong>, soprattutto a causa degli elevati costi iniziali richiesti agli operatori privati a fronte di un mercato ancora poco sviluppato. Non a caso alcune misure hanno registrato <strong>bandi deserti, rinunce ai finanziamenti e frequenti rinvii</strong>. Per questo motivo il governo si è visto costretto a intervenire più volte per rivedere gli obiettivi e riallocare le risorse.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno</h3>



<p>L’idrogeno non è una fonte energetica primaria ma un <strong><a href="https://energia.enea.it/idrogeno-e-nuovi-vettori-energetici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vettore</a></strong>. Questo significa che, per essere utilizzato, <strong>deve prima essere prodotto attraverso altri processi che richiedono energia</strong>. Il metodo oggi considerato più sostenibile è quello dell’<strong>elettrolisi dell’acqua</strong>: utilizzando elettricità, l’acqua viene separata in ossigeno e idrogeno. Se l’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili si parla di “<strong>idrogeno verde</strong>”.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico è un settore in crescita che tuttavia non è esente da criticità.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-produzione-di-energia-dallidrogeno/">
                &#8220;Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>L’idrogeno così prodotto può essere stoccato, trasportato e successivamente utilizzato per generare energia attraverso celle a combustibile oppure come combustibile diretto in alcuni processi industriali. Le celle a combustibile producono elettricità combinando idrogeno e ossigeno, con <strong>emissioni praticamente nulle</strong>: il principale sottoprodotto è infatti il vapore acqueo.</p>



<p>Questa tecnologia viene considerata particolarmente promettente per i cosiddetti settori “<strong>hard-to-abate</strong>”, cioè quei comparti industriali dove la riduzione delle emissioni è più complessa, come siderurgia, chimica, vetro, ceramica e trasporto pesante. Tuttavia la filiera presenta ancora <strong>costi molto elevati,</strong> soprattutto per quanto riguarda la produzione, il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno verde. Per questo motivo si è cercato di utilizzare una parte dei fondi del Pnrr per accelerare lo sviluppo del settore. </p>


<div id="il-pnrr-prevede-investimenti-per-15-miliardi-per-lo-sviluppo-dellidrogeno-come-vettore-energetico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Gli investimenti del Pnrr per l&#8217;idrogeno</h3>



<p>Nei prossimi paragrafi passeremo in rassegna le riforme e gli investimenti del piano riguardanti l&#8217;idrogeno. Lo faremo sfruttando le informazioni più recenti disponibili. Vale a dire i dati presenti su <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a> aggiornati al 26 febbraio 2026, la <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione</a> sullo stato di attuazione del Pnrr e i <a href="https://www.camera.it/temiap/allegati/2026/03/03/OCD177-8844.pdf?timeStamp=1779442817921" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dossier</a> curati dal servizio studi della camera dei deputati. Prima di approfondire le diverse misure tuttavia facciamo una panoramica generale degli investimenti previsti.</p>



<p>Allo stato attuale sono 5 per un importo complessivo di circa <strong>1,5 miliardi</strong>. La misura che cuba più risorse è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">produzione di idrogeno in aree industriali dismesse</a> (590 milioni, considerando anche la <a href="https://openpnrr.it/misure/439/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">componente</a> inserita con il RepowerEu). Troviamo poi 345 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sperimentazione dell’idrogeno nel trasporto ferroviario e stradale</a> e 300 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a>.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro degli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_308689_tab3"><p>Nel grafico sono rappresentati solamente gli investimenti del Pnrr dedicati allo sviluppo dell&#8217;idrogeno. A questi vanno aggiunte anche due riforme: <span data-sheets-root="1">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno e Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno. La misura Utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate è stata definanziata e non è più presente nei dataset rilasciati dal governo.</span></p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-308689"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Analizzando i dati sulla spesa già sostenuta dalle amministrazioni titolari si notano valori mediamente bassi. L’investimento più avanzato è l’<strong>utilizzo dell’idrogeno per i trasporti (26,2%)</strong>. Viceversa, la misura più indietro è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">realizzazione di&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori</a> (0,32%). In quest’ultimo caso una percentuale così bassa potrebbe essere dovuta al fatto che i progetti finanziati sono <strong>in gran parte affidati a imprese</strong> <strong>private</strong> che quindi potrebbero aver anticipato gli investimenti con risorse proprie.</p>


<div id="linvestimento-sulle-hydrogen-valleys-e-stato-potenziato-anche-se-negli-anni-ci-sono-state-diverse-rinunce" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Produzione dell&#8217;idrogeno in aree industriali dismesse</h3>



<p>L’investimento dedicato alle cosiddette <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hydrogen valleys</a> rappresenta oggi la misura economicamente più rilevante del Pnrr sull’idrogeno. La dotazione complessiva ammonta a <strong>590 milioni di euro</strong>, considerando anche le risorse aggiuntive introdotte attraverso il RepowerEu.</p>



<p>L’obiettivo è <strong>sostenere la produzione e l’utilizzo locale recuperando aree industriali dismesse</strong>. In particolare il piano punta a favorire la nascita di ecosistemi in cui l’idrogeno venga prodotto attraverso fonti rinnovabili e consumato direttamente sul territorio, soprattutto nelle regioni del <strong>mezzogiorno</strong>. Il target iniziale prevedeva il completamento entro giugno 2026 di almeno <strong>10 progetti con l&#8217;installazione di elettrolizzatori</strong> con capacità compresa tra 1 e 5 megawatt. Con l’introduzione del Repower, l’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/474/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è salito a <strong>12 progetti</strong>.</p>



<p>Dal punto di vista amministrativo la <a href="https://openpnrr.it/scadenze/472/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima fase</a> della misura si è conclusa positivamente con l’aggiudicazione degli appalti. Tutte le regioni e le province autonome hanno aderito agli avvisi ministeriali, pubblicando i bandi e selezionando i progetti da finanziare.</p>


<div id="strillo-testo-block_996cff5eb60da914818046fd6d912127" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Molti soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Le difficoltà sono però emerse nella fase attuativa. Diversi soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti a causa di un <strong>mercato ancora acerbo e degli elevati investimenti iniziali richiesti</strong>. Le rinunce formalizzate da Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Molise e Liguria hanno costretto il ministero a riprogrammare più volte le risorse disponibili. Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero dell&#8217;ambiente risultava pari ad appena 109,5 milioni di euro, cioè il <strong>21,9%</strong> della dotazione della misura.</p>



<p>I progetti attivi, a febbraio 2026, risultano essere <strong>51 per un valore complessivo di circa 565 milioni di euro, di cui 509 finanziati dal Pnrr</strong>. Nessun progetto risulta ancora concluso e la quota di pagamenti già sostenuti si attesta al 26,3%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">44% </span>la quota di risorse Pnrr per le hydrogen valleys indirizzata alle regioni del mezzogiorno.</p>
			        </section>
		

<div id="la-sperimentazione-nei-trasporti-ha-subito-un-definanziamento-di-230-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Sperimentazione dell&#8217;idrogeno per il trasporto ferroviario e stradale</h3>



<p>Anche il settore dei trasporti rientra tra gli ambiti di <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibile sviluppo dell’idrogeno</a>. In origine il Pnrr prevedeva due investimenti distinti: uno dedicato al trasporto stradale e uno al trasporto ferroviario, per una dotazione complessiva iniziale di <strong>530 milioni di euro</strong>. A seguito delle criticità emerse, <strong>le due misure sono state successivamente accorpate</strong> in un unico investimento che oggi dispone di circa <strong>300 milioni di euro</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6834f7109c42bf9e7e37fec54516fbcd" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Molti soggetti privati hanno giudicato il finanziamento Pnrr troppo limitato a fronte di un investimento iniziale consistente.</p>
			        </section>
		</div>



<p>L’obiettivo iniziale per il trasporto stradale era la realizzazione di <strong>almeno 40 stazioni di rifornimento per mezzi pesanti</strong> lungo autostrade e corridoi logistici strategici. Sul fronte ferroviario invece il piano prevedeva la costruzione di <strong>10 stazioni a servizio di linee regionali non elettrificate</strong>. Le difficoltà operative sono state particolarmente rilevanti soprattutto per il comparto stradale. I bandi hanno registrato <strong>scarse adesioni e ben 18 rinunce</strong> formali da parte degli operatori economici. Tra i principali problemi segnalati figurano i ritardi ministeriali, il <strong>limite del finanziamento Pnrr fissato al 50% del costo totale dell&#8217;opera</strong> associato a investimenti iniziali giudicati troppo elevati e una domanda di mercato ancora molto debole. Per quanto riguarda il settore ferroviario, i rallentamenti sono stati causati soprattutto dall’<strong>aumento dei costi</strong> delle materie prime e dall’inflazione.<br></p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Gli investimenti del Pnrr per la transizione ecologica</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Queste criticità hanno portato a una profonda revisione della misura. Il numero di stazioni previste per il trasporto stradale è stato <strong>ridotto da 40 a 21</strong>, mentre quelle ferroviarie sono scese <strong>da 10 a 8</strong>. Il nuovo <a href="https://openpnrr.it/scadenze/485/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> complessivo prevede quindi la realizzazione di <strong>29 stazioni</strong> entro giugno 2026.</p>



<p>Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero delle infrastrutture risultava pari a circa 90,4 milioni di euro, cioè il <strong>26,2%</strong> delle risorse Pnrr stanziate. I progetti attivi al 26 febbraio 2026 erano <strong>33</strong> per un importo complessivo di circa <strong>511 milioni di euro, di cui 345 Pnrr</strong>. Anche in questo caso nessun progetto risulta ancora concluso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno</h3>



<p>Tra le misure dedicate all’idrogeno, quella relativa alla <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a> ha registrato un andamento sostanzialmente positivo. L’investimento dispone oggi di una dotazione di <strong>300 milioni di euro</strong>, aumentata rispetto ai 160 originariamente previsti.</p>



<p>L’obiettivo è sostenere attività di ricerca lungo tutta la filiera: produzione di idrogeno verde, tecnologie per stoccaggio e trasporto, celle a combustibile e sistemi intelligenti di gestione delle infrastrutture energetiche. Il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/488/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> finale prevede la realizzazione di <strong>almeno 10 progetti di ricerca</strong> entro giugno 2026. La <a href="https://openpnrr.it/scadenze/487/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> relativa all’aggiudicazione dei contratti di ricerca è stata raggiunta già nel 2022.</p>



<p>A differenza delle altre misure, in questo caso non si sono registrate carenze di domanda o criticità strutturali. Al contrario, il problema principale è stato l’<strong>esaurimento rapido delle risorse disponibili</strong>, che aveva lasciato fuori diversi progetti giudicati ammissibili. Proprio per questo motivo, con la revisione del piano sono stati aggiunti fondi ulteriori per finanziare nuovi interventi e far scorrere le graduatorie.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+140 mln € </span>gli investimenti Pnrr aggiuntivi per ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno.</p>
			        </section>
		


<p>I progetti attivi risultano oggi <strong>70</strong> per un valore complessivo di circa <strong>306 milioni di euro, di cui 273 Pnrr</strong>. Anche in questo caso risultano tutti ancora in corso, con uno stato di avanzamento finanziario pari al <strong>20,7%</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Idrogeno (Ipcei)</h3>



<p>Questa <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misura</a> punta a creare una vera e propria catena industriale dell’idrogeno in Italia attraverso la partecipazione agli <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-ipcei-importanti-progetti-di-comune-interesse-europeo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Importanti progetti di comune interesse europeo</a> (Ipcei). L’investimento finanzia in particolare la produzione di elettrolizzatori, la realizzazione di nuovi impianti industriali e il rafforzamento dell’intera filiera nazionale. L’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/515/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è raggiungere una produzione di elettrolizzatori con una <strong>capacità aggregata totale di almeno 890 megawatt all&#8217;anno</strong>.</p>



<p>La misura ha preso avvio nel 2022 con la sottoscrizione dei contratti relativi ai due principali progetti Ipcei: quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497550" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ansaldo Green Tech</a> e quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497552" target="_blank" rel="noreferrer noopener">De Nora Italy Hydrogen Technologies</a>. Successivamente sono stati avviati ulteriori bandi per finanziare nuovi impianti industriali e investimenti produttivi. Dal punto di vista operativo non emergono criticità particolarmente rilevanti. I documenti segnalano soltanto la rinuncia di uno dei progetti ammessi.</p>


<div id="strillo-testo-block_609f03dcb074a82263e4f62492428642" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La misura ha subito una decurtazione di fondi ma gli obiettivi sono rimasti invariati.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Durante la revisione del Pnrr approvata a <a href="https://www.openpolis.it/come-cambiato-il-pnrr-dopo-le-ultime-revisioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">novembre 2025</a>, la misura è stata oggetto di interventi di <strong>semplificazione amministrativa</strong>. Dal punto di vista finanziario, ha subito un forte ridimensionamento: la dotazione originaria di <strong>450 milioni di euro</strong> è stata ricalcolata e abbassata a <strong>circa 259,9 milioni di euro</strong>, sebbene gli obiettivi di capacità produttiva siano rimasti invariati.</p>



<p>I progetti attivi sono 6 per un valore di circa <strong>257 milioni di euro</strong> quasi interamente finanziati dal Pnrr. Come già detto, lo stato di avanzamento finanziario risulta estremamente basso: appena lo <strong>0,3%</strong>. Un dato che appare in parte contraddittorio rispetto all’avanzamento operativo descritto nei documenti ufficiali. </p>


<div id="linvestimento-sullutilizzo-dellidrogeno-in-settori-difficili-da-decarbonizzare-e-stato-eliminato-dal-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo dell&#8217;idrogeno in settori hard to abate</h3>



<p>L’investimento era stato concepito per favorire la <strong>sostituzione del metano con idrogeno verde nei settori industriali più difficili da decarbonizzare</strong>. Comparti particolarmente energivori come cementifici, cartiere, industrie del vetro e della ceramica.</p>


<div id="strillo-testo-block_497dc7abfcf44afe30ad3cc614b4e9e8" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La misura è stata eliminata dal Pnrr per circostanze oggettive.</p>
			        </section>
		</div>



<p>La misura disponeva inizialmente di una dotazione molto elevata, pari a <strong>2 miliardi di euro</strong>. L’obiettivo finale prevedeva l’introduzione concreta dell’idrogeno in almeno uno stabilimento industriale entro giugno 2026. Nel corso dell’attuazione però sono emerse <strong>criticità considerate talmente gravi da rendere impossibile il raggiungimento del target nei tempi previsti dal Pnrr</strong>. </p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I governi nazionali possono modificare i propri piani di ripresa e resilienza solo a fronte di condizioni oggettive.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/">
                &#8220;Quanto e come può essere modificato il Pnrr&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Di conseguenza, nel corso della revisione del piano approvata a fine 2025 <strong>il target finale è stato completamente soppresso e le risorse ridotte da 2 miliardi a 1 miliardo di euro</strong>. La quota residua è stata in gran parte riallocata a favore della società <a href="http://www.driditalia.it/homepage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dri d’Italia Spa</a> per la realizzazione di impianti siderurgici alimentati esclusivamente a idrogeno verde.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I progetti finanziati e l&#8217;impatto sui territori</h3>



<p>Dopo aver passato in rassegna i vari investimenti del Pnrr riguardanti l&#8217;idrogeno, tracciamo adesso un quadro complessivo dei progetti finanziati. Parliamo in totale di <strong>160 opere per un importo di circa 1,4 miliardi di euro</strong>. Nel caso delle misure prese in esame, troviamo molti progetti che interessano il territorio di più regioni (16) e altri invece che sono identificati come di interesse nazionale (41). Tali interventi assorbono oltre 160 milioni, pari a circa l’11,6% dell’importo totale assegnato. Al netto di questi interventi, possiamo osservare che la quota di risorse più significativa si trova in <strong>Liguria</strong> che da sola cuba circa 220 milioni di euro. Seguono <strong>Lombardia</strong> (180 milioni), <strong>Lazio</strong> (128 milioni) e <strong>Puglia</strong> (84,4 milioni).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro dei progetti finanziati dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno, territorio per territorio</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-308693"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Da notare che l’importo della Liguria si concentra quasi esclusivamente su un singolo&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/progetti/497550/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto</a>. Si tratta della già citata realizzazione di uno degli&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori.&nbsp;</p>


<div id="entrambe-le-riforme-previste-sono-gia-state-completate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno</h3>



<p>Finora ci siamo concentrati sugli investimenti del Pnrr nel settore. Il piano tuttavia prevede anche due <strong>riforme</strong> in questo ambito. La <a href="https://openpnrr.it/misure/110/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima</a> mira a creare un <strong>quadro regolatorio più chiaro</strong> per produzione, trasporto, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno, introducendo procedure autorizzative accelerate, regole tecniche aggiornate e sistemi di garanzia di origine.</p>



<p>L&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/522/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> prevista dalla riforma, che richiedeva l&#8217;entrata in vigore delle misure legislative necessarie entro il primo trimestre 2023, è stata <strong>pienamente conseguita</strong>. Tra i principali provvedimenti emanati troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;199" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 199/2021</a> che ha introdotto una procedura semplificata per elettrolizzatori fino a 10 Mw;</li>



<li>un <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/16/22A03534/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;ambiente del giugno 2022 che ha aggiornato la regola tecnica sul gas combustibile per stabilire un primo limite cautelativo utile all&#8217;immissione sicura di idrogeno nelle reti; a luglio dello stesso anno un decreto del ministero delle infrastrutture ha inoltre stabilito i criteri di localizzazione per le stazioni di rifornimento;</li>



<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023;13~art45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 13/2023</a> che ha accelerato gli iter burocratici dando la precedenza ai progetti sull&#8217;idrogeno verde nelle valutazioni di impatto ambientale e ha istituito un comitato centrale per la sicurezza tecnica;</li>



<li>un <a href="https://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=32679" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;Interno sulla prevenzione incendi (per elettrolisi e stoccaggio) e un <a href="https://www.mase.gov.it/comunicati/energia-pubblicato-il-decreto-attuativo-del-mase-le-garanzie-dorigine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase che disciplina il sistema delle garanzie d&#8217;origine delle fonti per la produzione dell&#8217;idrogeno.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno</h3>



<p>Il Pnrr include infine una <a href="https://openpnrr.it/misure/111/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma fiscale</a> finalizzata a incentivare la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno verde, recependo la direttiva europea <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L2001" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Red II</a>. Un vincolo fondamentale è che le attività incentivate devono garantire una riduzione delle emissioni di gas serra nel ciclo di vita del <strong>73,4%</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_d4ada72a2979f45ed2059d85c9f39f8c" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Entrambe le riforme riguardanti l&#8217;idrogeno sono già state completate.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Anche in questo caso era presente un&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/523/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenza</a> che è stata completata nei tempi previsti (giugno 2022). Nello specifico, il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-04-30;36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 36/2022</a> ha introdotto l&#8217;esenzione dal pagamento degli oneri generali di sistema elettrico per il consumo di energia da fonti rinnovabili negli impianti di elettrolisi. Ha inoltre stabilito che l&#8217;idrogeno verde non sia sottoposto ad accisa, a meno che non venga utilizzato direttamente in motori termici come carburante. </p>



<p>Un successivo <a href="https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/dm_347_21-09-2022-pdf-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase ha definito le condizioni tecniche per accedere alle agevolazioni, richiedendo, ad esempio, che gli impianti di produzione di idrogeno siano collegati a impianti a fonti rinnovabili e muniti delle relative garanzie di origine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle politiche pubbliche per la transizione energetica</h3>



<p>In un contesto segnato dalla crisi energetica e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, investire nello sviluppo dell’idrogeno significa puntare su una tecnologia che oggi appare ancora poco matura ma che potrebbe avere un ruolo importante nella decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti. Le difficoltà incontrate dalle misure del Pnrr mostrano però quanto sia <strong>complicato affidare esclusivamente al mercato lo sviluppo di settori caratterizzati da costi iniziali molto elevati e ritorni economici ancora incerti</strong>. Proprio per questo gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere innovazione, ricerca e infrastrutture strategiche.</p>


<div id="strillo-testo-block_f834d87becbcc45f831d0b5600591fa8" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere settori strategici in via di sviluppo.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Allo stesso tempo, il caso dell’idrogeno evidenzia anche <strong>l’importanza della disponibilità e dell’analisi dei dati sullo stato di attuazione degli interventi finanziati</strong>. Questo non solo al fine di verificare il rispetto degli obiettivi del piano, individuando tempestivamente criticità, ritardi e limiti strutturali, ma anche per <strong>programmare politiche pubbliche più efficaci</strong>, coerenti con le reali capacità attuative e in grado di tenere conto degli effettivi fabbisogni dei territori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>



<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>



<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div></div>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p></p>



<p>Foto: <a href="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2" type="link" id="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2">freepik</a> (<a href="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license" type="link" id="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Un anno insieme&#8221;, a L&#8217;Aquila l&#8217;evento finale di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/un-anno-insieme-a-laquila-levento-finale-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308840</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell’anno scolastico che volge al termine il progetto ha visto coinvolte 13 scuole di tre regioni italiane, oltre a enti di ricerca pubblici e privati, in un percorso teorico e pratico di avvicinamento alle materie STEM. Le parole dei protagonisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/un-anno-insieme-a-laquila-levento-finale-di-cosmic-school/">&#8220;Un anno insieme&#8221;, a L&#8217;Aquila l&#8217;evento finale di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Giunge al termine <strong>Cosmic School</strong>, percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM, che ha visto nell’anno scolastico in corso il coinvolgimento di circa 1.800 studenti e studentesse di 13 scuole.</p>
</p>
<p>“L’atterraggio” di Cosmic School, evento finale del progetto, è stato ospitato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare &#8211; INFN ad Assergi (L’Aquila). Ad animarlo una nutrita rappresentanza delle scuole partecipanti (circa 200 tra studenti, studentesse e docenti), oltre agli esponenti del <strong>Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale</strong>, che ha selezionato e sostenuto il progetto, e al partenariato, composto da Fondazione Openpolis, Gran Sasso Science Institute, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Fondazione Gran Sasso Tech e Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo.</p>
</p>
<p>&#8220;Il grande coinvolgimento registrato nel corso di questa iniziativa conferma quanto sia importante offrire ai giovani occasioni concrete per avvicinarsi al mondo della scienza, in particolare della fisica”, ha dichiarato <strong>Ezio Previtali</strong>, Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. “I risultati raggiunti testimoniano entusiasmo, curiosità e capacità di approfondimento da parte degli studenti che hanno saputo affrontare con interesse e passione lo studio dei raggi cosmici. Iniziative come questa ci permettono di mettere in relazione il nostro lavoro di ricerca con i giovani e, più in generale, con la società. Mi auguro inoltre che questa esperienza contribuisca non solo alla formazione delle generazioni future, ma che sia anche da stimolo per i giovani studenti ad intraprendere la carriera scientifica nel prossimo futuro”.</p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2.jpg" alt="" class="wp-image-308842" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2.jpg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-768x512.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-129x86.jpg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-96x64.jpg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-264x176.jpg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-414x276.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-635x423.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1026x684.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1368x912.jpg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-350x233.jpg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
</p>
<p>&#8220;Secondo i più recenti dati UE, la carenza di professionisti ICT e di competenze STEM continua a rappresentare una sfida per tutta l’Europa, ancora segnata, inoltre, da un forte gender gap. In Italia solo il 16,8% delle donne (25 e 34 anni) consegue una laurea in materie scientifiche, contro il 37% degli uomini &#8211; ha evidenziato <strong>Chiara Di Girolamo</strong>, referente progetto attività istituzionali per il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale &#8211; è in questo contesto che il Fondo per la Repubblica Digitale ha pubblicato ‘Polaris’, il bando da 20 milioni di euro dedicato a rafforzare competenze STEM e orientamento di studenti e studentesse delle scuole secondarie. Tra i 34 progetti selezionati c’è Cosmic School, promosso da Fondazione Openpolis ETS, che ha coinvolto circa 1.800 studenti di 13 istituti superiori in tre regioni italiane per avvicinarli ai temi della scienza, della tecnologia e dell’innovazione in modo concreto e coinvolgente”.&nbsp;</p>
</p>
<p>“Ci auguriamo che l’evento conclusivo di oggi rappresenti non un punto di arrivo, ma l’inizio di nuovi <strong>percorsi di crescita, curiosità e fiducia nelle proprie capacità.</strong> Perché investire nei talenti delle nuove generazioni significa costruire un futuro più inclusivo per il nostro Paese”, ha concluso Di Girolamo.</p>
</p>
<p>Nel corso della mattinata sono stati presentati alcuni dei <strong>lavori prodotti dalle classi</strong> nei laboratori organizzati in questi mesi. <strong>In tutto oltre 700 incontri tenuti in circa 90 classi </strong>in scuole superiori di <strong>Abruzzo</strong> (L’Aquila, Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona, Vasto, Lanciano, Giulianova e Nereto), <strong>Campania </strong>(Pompei) e <strong>Basilicata</strong> (Potenza).</p>
</p>
<p>“Cosmic School ha messo in rete scuole, ricerca, terzo settore e innovazione per rendere le STEM un’esperienza concreta e accessibile. Il Cosmic Rays Cube sintetizza questo approccio: uno strumento scientifico che avvicina studenti e studentesse alla citizen science, aiutandoli a osservare fenomeni, leggere dati e fare domande sul proprio territorio. L’eredità del progetto è una rete educativa che non si esaurisce con l’evento finale, ma può proseguire attraverso protocolli condivisi, nuove attività e collaborazioni tra i partner e le scuole coinvolte”, ha dichiarato <strong>Vincenzo Smaldore,</strong> direttore dello sviluppo istituzionale di Openpolis e responsabile del progetto, che nel corso del suo intervento ha raccontato Cosmic School anche attraverso alcuni numeri.</p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3.jpg" alt="" class="wp-image-308843" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3.jpg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-768x512.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-129x86.jpg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-96x64.jpg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-264x176.jpg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-414x276.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-635x423.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1026x684.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1368x912.jpg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-350x233.jpg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
</p>
<p>Nel corso dell’anno scolastico, infatti, sono stati realizzati ben <strong>312 incontri formativi </strong>incentrati sui temi della fisica fondamentale, dei raggi cosmici e delle principali tecniche di rivelazione di questi ultimi, affiancati da attività laboratoriali dedicate all’approfondimento della discriminazione di genere nelle carriere STEM (acronimo di <em>Science</em>, <em>Technology</em>, <em>Engineering</em> e <em>Mathematics</em>) e all’orientamento post-diploma di ragazzi e ragazze. Il percorso ha previsto anche il coinvolgimento diretto degli studenti nella progettazione e realizzazione del <strong>Cosmic Rays Cube (CRC)</strong>, rivelatore di raggi cosmici, guidandoli successivamente nelle attività di acquisizione e analisi dei dati prodotti dallo strumento, che rimarrà in dotazione dei rispettivi istituti. Particolare attenzione, inoltre, è stata riservata all’approfondimento delle metodologie di utilizzo dei dati prodotti, sia derivanti da esperimenti scientifici sia da indagini statistiche, evidenziandone le possibili applicazioni anche in ambiti diversi dalla ricerca scientifica. <strong>Un lavoro importante, reso possibile grazie all’apporto del personale altamente qualificato dei partner scientifici </strong>del progetto, coordinati dai referenti <strong>Attanasio Candela </strong>(per la Fondazione Gran Sasso Tech), <strong>Massimo Mannarelli </strong>(per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso) e<strong> Adriano Di Giovanni </strong>(per il Gran Sasso Science Institute).</p>
</p>
<p>Dopo l’incontro, studenti e studentesse hanno partecipato alle visite guidate presso i <strong>Laboratori sotterranei, i più importanti laboratori sotterranei dedicati alla fisica astroparticellare</strong>. La visita ha rappresentato una preziosa occasione di approfondimento e di orientamento, permettendo ai partecipanti di conoscere da vicino le attività di ricerca scientifica svolte nei laboratori e le infrastrutture tecnologiche utilizzate negli esperimenti internazionali ospitati al loro interno. Nel corso dell’anno scolastico, infatti, le classi avevano già approfondito i principali temi di ricerca dei LNGS attraverso specifici percorsi didattici. L’esperienza ha così consentito di collegare gli aspetti teorici affrontati durante le attività formative con la loro applicazione nella ricerca sperimentale.</p>
</p>
<p>Con la giornata in Abruzzo il progetto si avvia alla sua conclusione. Cosmic School ha rappresentato un’occasione di avvicinamento alle materie STEM per migliaia di studenti e studentesse, in un confronto costante attraverso lo studio teorico e la pratica condivisa.</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/un-anno-insieme-a-laquila-levento-finale-di-cosmic-school/">&#8220;Un anno insieme&#8221;, a L&#8217;Aquila l&#8217;evento finale di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le misure del Pnrr per la parità di genere</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308652</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era una delle 3 "priorità trasversali" del piano tuttavia nel tempo è uscita dal dibattito pubblico, sacrificata dalla necessità di accelerare la realizzazione dei progetti finanziati. Come mostrano i dati di Anac, la clausola del 30% di assunzioni per donne spesso non è stata rispettata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/">Le misure del Pnrr per la parità di genere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>parità di genere</strong> rappresenta una delle cosiddette <strong>priorità trasversali</strong> del <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr). Per questo motivo nel piano italiano sono presenti diverse misure considerate in grado di produrre effetti sull’occupazione femminile, sulla conciliazione tra vita e lavoro e sull’accesso ai servizi. Secondo le ricognizioni ufficiali, sono decine gli interventi del Pnrr associati, in misura più o meno marcata, all’obiettivo di ridurre i divari di genere.</p>
<p>Nel corso dell’attuazione del piano, tuttavia, il <strong>tema sembra essere progressivamente uscito dal dibattito pubblico</strong>. La necessità di accelerare la spesa e rispettare i tempi concordati con le istituzioni Ue infatti ha finito spesso per spostare l’attenzione sulla realizzazione materiale delle opere e sul rispetto delle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a>. Una dinamica che emerge anche da una <a href="https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> dell’<strong>Autorità nazionale anticorruzione</strong> (Anac) sulle clausole sociali previste dal Pnrr.</p>
<p>L’articolo 47 del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021;77~art8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 77/2021</a> stabilisce infatti che le imprese aggiudicatarie di contratti finanziati dal piano debbano riservare <strong>almeno il 30% delle nuove assunzioni a donne e giovani under 36</strong>. I dati tuttavia mostrano un’applicazione molto parziale di questo principio, anche a causa dell&#8217;alto numero di possibili <strong>deroghe</strong> previste dalla normativa. </p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7,3% </span>le procedure Pnrr che hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di giovani nel 2025.</p>
</section>
<p>In questo articolo analizzeremo innanzitutto il quadro generale delle misure considerate rilevanti per la parità di genere e il loro stato di avanzamento. Successivamente ci concentreremo su due investimenti che richiamano esplicitamente l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro: la <strong>creazione di imprese femminili</strong> e il <strong>sistema di certificazione della parità di genere</strong>. Infine approfondiremo il tema delle <strong>case della comunità</strong>, strutture territoriali finanziate dal piano che, tra i servizi offerti alla cittadinanza, possono includere anche consultori e percorsi di supporto per le donne vittime di violenza.</p>
<div id="sono-56-le-misure-del-pnrr-che-possono-essere-associate-in-maniera-piu-o-meno-diretta-alla-parita-di-genere-il-valore-totale-degli-investimenti-e-di-oltre-98-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il Pnrr e la parità di genere, uno sguardo d&#8217;insieme</h3>
<p>La parità di genere è una delle tre priorità trasversali individuate nella definizione del piano, insieme a giovani e riequilibrio territoriale. Per questo motivo, una parte molto ampia degli investimenti finanziati è stata ricondotta, direttamente o indirettamente, anche all’obiettivo di ridurre i divari tra uomini e donne.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</strong></a>.</p>
</section>
<p>Sulla base delle informazioni disponibili sono state individuate <strong>56 misure considerate rilevanti</strong> sotto questo profilo, per un valore complessivo di circa <strong>98,4 miliardi di euro</strong>. I progetti finanziati di cui sono disponibili dati di dettaglio sono quasi 100mila (99.749). Al 31 dicembre 2025, le risorse effettivamente spese rappresentavano mediamente il <strong>45,5%</strong> del totale previsto. Una quota ancora limitata considerando che il piano entra ora nella sua fase conclusiva.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/">Individuate 56 misure del Pnrr che dovrebbero concorrere alla parità di genere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/">L&#8217;elenco completo degli investimenti del Pnrr che intervengono in maniera diretta o indiretta sulla parità di genere</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308640_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308640_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308640_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308640_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere.png" placeholder ></amp-img></p>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308640_tab3"></p>
<p>Le misure presenti in tabella sono state individuate basandosi sulle indicazioni contenute sul portale Italia domani nella sezione dedicata alla parità di genere, alla sezione riguardante il medesimo tema presente sul <a href="https://temi.camera.it/leg19/pnrr/priorita/OCD52-9/parita-genere.html" target="_blank" rel="noopener">sito</a> della camera dei deputati e a una <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7c438424-a7db-4a5f-99a0-3e55c2875447" target="_blank" rel="noopener">relazione</a> della Corte dei conti pubblicata nel maggio 2024. Non sono disponibili i dati riguardanti i progetti finanziati nell&#8217;ambito delle misure <span data-sheets-root="1">Transizione 4.0 e Rafforzamento dell&#8217;ecobonus per l&#8217;efficienza energetica. Per maggiori informazioni vai <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su da <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a> e <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/il-piano/priorita-del-piano/parita-di-genere.html" target="_blank" rel="noopener">Italia domani</a>.                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308640"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308640" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Come si può vedere nella tabella, in alcuni casi il collegamento con la parità di genere appare piuttosto evidente. È il caso, ad esempio, degli investimenti per il potenziamento degli <a href="https://openpnrr.it/misure/165/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asili nido</a> e del <a href="https://openpnrr.it/misure/166/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tempo pieno scolastico</a>. Misure che è semplice associare al sostegno dell’occupazione femminile e alla conciliazione tra vita privata e lavoro. Lo stesso vale per gli interventi dedicati all’accesso delle studentesse alle <a href="https://openpnrr.it/misure/173/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competenze Stem</a>.</p>
<div id="strillo-testo-block_269ec39693447ebd72403a861f3cb9e1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In alcuni casi il collegamento tra gli investimenti del Pnrr e la parità di genere appare poco intuitivo.</p>
</section></div>
<p>In altri casi, invece, il legame appare più indiretto e talvolta poco evidente. Sul portale <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/il-piano/priorita-del-piano/parita-di-genere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia domani</a>, ad esempio, il governo collega alla parità di genere interventi molto diversi tra loro: dalla <a href="https://openpnrr.it/misure/44/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">banda larga</a> al <a href="https://openpnrr.it/tema/ferrovie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasporto ferroviario</a>, dal <a href="https://openpnrr.it/misure/115/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Superbonus</a> all’ammodernamento dell’offerta <a href="https://openpnrr.it/tema/cultura-e-turismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">turistica e culturale</a>. In alcuni casi la motivazione riguarda la possibilità di favorire la <strong>partecipazione femminile all’economia digitale o di migliorare la mobilità delle donne</strong>, considerate più propense a utilizzare il trasporto pubblico. In altri ancora il collegamento passa attraverso <strong>effetti attesi sull’occupazione in settori a forte presenza femminile</strong>, come turismo, ristorazione e attività culturali.</p>
<p>Una parte significativa delle misure considerate “sensibili” rispetto alla parità di genere condivide inoltre un elemento comune: l’obbligo, previsto dalla normativa Pnrr, di <strong>riservare almeno il 30% delle nuove assunzioni a donne e giovani under 36 nelle imprese che si aggiudicano gli appalti</strong>. Si tratta di una clausola introdotta proprio per trasformare gli investimenti del piano anche in uno strumento di inclusione sociale e lavorativa. Tuttavia, come vedremo nel prossimo paragrafo, questo meccanismo è stato spesso applicato solo parzialmente.</p>
<div id="le-ditte-vincitrici-di-appalti-pnrr-dovrebbero-prevedere-una-quota-di-almeno-il-30-di-assunzioni-riservate-alle-donne-secondo-anac-questo-e-avvenuto-raramente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I rilievi di Anac sui bandi Pnrr</h3>
<p>Uno degli strumenti principali con cui il Pnrr avrebbe dovuto produrre effetti concreti sulla parità di genere era rappresentato dalle cosiddette clausole sociali inserite nei bandi pubblici. La norma nasceva con un obiettivo preciso: utilizzare gli investimenti del piano non solo per realizzare opere e infrastrutture, ma anche per <strong>aumentare la partecipazione femminile e giovanile al mercato del lavoro</strong>. Le stesse linee guida attuative hanno chiarito che <strong>il rispetto di queste clausole costituisce una condizione necessaria per l’ammissibilità della spesa</strong> ai fini del rimborso europeo.</p>
<p>Il quadro però è molto diverso da quello inizialmente prospettato. In base ai <a href="https://dati.anticorruzione.it/opendata/dataset/indicatori-pnrrpnc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati Anac</a> aggiornati ad aprile 2026, dall’avvio del Pnrr sono state <strong>bandite oltre 316mila gare</strong>. <strong>La riserva di assunzioni per donne e giovani risulta prevista soltanto in circa il 34% dei casi</strong>. Nel 50,8% dei bandi tale clausola non compare affatto, mentre nel restante 15,5% delle procedure l’informazione non è disponibile.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">Quote di inclusione femminile per i bandi Pnrr/Pnc ed eventuali deroghe alla norma</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_308643_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita &#8211; Quote di inclusione femminile per i bandi Pnrr/Pnc ed eventuali deroghe alla norma</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://dati.anticorruzione.it/opendata/dataset/indicatori-pnrrpnc" target="_blank" rel="noopener">Anac</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Aprile 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308643"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308643" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>A rendere possibile questa situazione sono soprattutto le numerose <strong>deroghe</strong> previste dalla normativa. Sono 9 in totale le motivazioni che consentono alle stazioni appaltanti di non applicare la quota del 30%. La causa più frequente riguarda il <strong>valore economico ridotto del contratto</strong>, che rappresenta il <strong>44,2%</strong> delle deroghe registrate. In un ulteriore <strong>39%</strong> dei casi la motivazione indicata nei dati è genericamente “<strong>altro</strong>”, senza ulteriori dettagli. Seguono poi le deroghe legate alla <strong>necessità di personale con particolari esperienze professionali o specifiche certificazioni</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_4212ee914227cb7fa021d866ef1750ca" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In alcuni casi Anac parla esplicitamente di violazioni degli obblighi previsti dai contratti.</p>
</section></div>
<p>Le criticità emergono anche dalle attività di vigilanza svolte da Anac nel corso del 2025 sui contratti pubblici finanziati con fondi Pnrr. Nella sua <a href="https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> l&#8217;ente anti corruzione sottolinea come il mancato rispetto delle clausole sociali non rappresenti un aspetto marginale. L’autorità parla esplicitamente di “violazioni” degli obblighi previsti dal Pnrr e ricorda che tali disposizioni “non sono facoltative”. <strong>In alcuni casi l’ente ha invitato le stazioni appaltanti ad applicare penali o addirittura a valutare la risoluzione contrattuale nei confronti delle imprese inadempienti</strong>.</p>
<div id="il-pnrr-supporta-la-creazione-di-imprese-femminili-con-oltre-400-milioni-di-investimenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le misure del Pnrr per l&#8217;imprenditoria femminile</h3>
<p>Finora abbiamo affrontato il tema della parità di genere nel Pnrr a livello complessivo. Ci focalizziamo adesso su alcuni investimenti che richiamano in maniera più esplicita l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Si tratta delle misure riguardanti la <a href="https://openpnrr.it/misure/202/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">creazione di imprese femminili</a> e del <a href="https://openpnrr.it/misure/203/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema per la certificazione della parità di genere</a>. </p>
<p>La misura per l’imprenditoria femminile dispone complessivamente di <strong>400 milioni di euro</strong> e punta a sostenere la <strong>nascita e il consolidamento di aziende guidate da donne</strong> attraverso diversi strumenti agevolativi, tra cui il <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-impresa-femminile" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo impresa femminile</a>, <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/misure-per-l-autoimprenditorialita-nuove-imprese-a-tasso-zero" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuove imprese a tasso zero</a> e <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/sostegno-alle-startup-innovative-smart-start-italia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smart&amp;Start</a>. Oltre ai contributi economici sono previste anche attività di accompagnamento, mentoring e supporto tecnico-gestionale.</p>
<p>Nel corso dell’attuazione il governo è intervenuto più volte sulla ripartizione delle risorse, aumentando progressivamente i fondi destinati al Fondo impresa femminile e riducendo invece quelli assegnati a Smart&amp;Start e alle misure di accompagnamento. Gli sportelli gestiti da Invitalia sono stati aperti tra maggio e giugno 2022 e hanno raccolto <strong>oltre 13mila domande</strong>. Già a giugno 2023 era stato superato il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/931/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> intermedio europeo di 700 imprese sostenute, grazie a <strong>925 provvedimenti di concessione approvati</strong>. Entro giugno si prevede l&#8217;assegnazione del <a href="https://openpnrr.it/scadenze/937/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostegno ad almeno altre 2.400 imprese</a>. Al 31 dicembre 2025, tuttavia, risultava <strong>speso soltanto il 39,7% delle risorse</strong> disponibili.</p>
<p>Accanto a questo investimento troviamo il <strong>sistema di certificazione della parità di genere</strong>, intervento più limitato finanziato con <strong>10 milioni di euro</strong>. L’obiettivo della misura è incentivare le imprese a ridurre i divari di genere in ambiti come opportunità di carriera, differenze salariali, tutela della maternità e conciliazione tra vita privata e lavoro. La certificazione, introdotta con la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 162/2021</a>, consente alle imprese di <strong>accedere a sgravi contributivi e premialità nei bandi pubblici</strong>.</p>
<p>Il sistema è diventato operativo alla fine del 2022 e negli anni successivi il numero di certificazioni è cresciuto rapidamente. Dopo una revisione del target concordata con la Commissione europea, l’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> prevede che almeno 3mila imprese ottengano la certificazione entro giugno 2026, di cui almeno 1.800 Pmi. Secondo la <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr</a>, da giugno 2022 sono state <strong>rilasciate 8.798 certificazioni</strong> da parte dei 61 organismi accreditati.</p>
<p>Considerando insieme i due investimenti, i dati più recenti disponibili – aggiornati al 26 febbraio 2026 – mostrano che sono stati finanziati complessivamente 4.144 progetti su tutto il territorio nazionale. La regione che concentra più risorse è la <strong>Campania</strong> con 57,8 milioni di euro, seguita da <strong>Lazio</strong> (51,9 milioni) e <strong>Lombardia</strong> (44,7 milioni). A queste si aggiungono circa 36,1 milioni destinati a <strong>progetti di rilevanza nazionale</strong> che non è possibile attribuire a un singolo territorio.</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Gli investimenti del Pnrr per la creazione di imprese femminili e sistema di certificazione della parità di genere</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_308648_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere &#8211; Gli investimenti del Pnrr per la creazione di imprese femminili e sistema di certificazione della parità di genere</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308648_tab3"></p>
<p>Alcuni progetti finanziati ricadono nel territorio di più regioni. In questi casi, non essendo possibile una suddivisione puntuale delle risorse assegnate, l&#8217;importo è stato raccolto nella voce &#8220;progetti interregionali&#8221;.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-308648"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308648" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Dal punto di vista dell’avanzamento finanziario, i progetti risultano mediamente al <strong>39,8%</strong> dei pagamenti completati rispetto alla componente Pnrr. Al netto degli interventi nazionali e interregionali, le regioni più avanti risultano <strong>Umbria</strong> (60,6%), <strong>Veneto</strong> (54,7%) e <strong>Lombardia</strong> (49,5%). Viceversa, i livelli di spesa più bassi si registrano in <strong>Calabria</strong> (26,1%), <strong>Molise</strong> (26,9%) e <strong>Sardegna</strong> (32,2%).</p>
<div id="le-case-della-comunita-finanziate-dal-piano-con-2-miliardi-possono-rappresentare-un-supporto-importante-per-le-donne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le case della comunità come supporto per le donne vittime di violenza</h3>
<p>Tra gli investimenti del Pnrr considerati rilevanti anche dal punto di vista della parità di genere rientrano le <a href="https://openpnrr.it/misure/225/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">case della comunità</a>, strutture territoriali pensate per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità. L’obiettivo è creare punti di accesso integrati ai servizi sanitari e sociosanitari, con équipe multidisciplinari composte da medici di base, pediatri, specialisti, infermieri e assistenti sociali. Tra i servizi offerti da queste strutture possono anche esserci <strong>consultori per donne</strong> e attività a favore di minori vittime di violenza.</p>
<p>Questo tipo di interventi è finanziato dal Pnrr con <strong>2 miliardi di euro</strong>. Purtroppo la missione 6 del piano, riguardante la salute, è stata una di quelle che ha incontrato le maggiori difficoltà di attuazione e anche la misura in questione non fa eccezione. Inizialmente infatti il target prevedeva la realizzazione di 1.350 nuove case della comunità su tutto il territorio nazionale. In seguito alle varie revisioni del piano tuttavia il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/1057/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> finale prevede adesso, a parità di importo, <strong>1.038 Cdc</strong>. La revisione è stata motivata soprattutto dall’<strong>aumento dei costi</strong> di realizzazione e dai ritardi accumulati nella fase iniziale del piano, legati alla <strong>complessità delle procedure amministrative</strong>, alle <strong>difficoltà di progettazione e al coordinamento tra amministrazioni</strong> centrali, regioni e aziende sanitarie locali.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-312 </span>le case di comunità in meno finanziate dal Pnrr in seguito alle varie revisioni.</p>
</section>
<p>Guardando ai progetti finanziati attualmente, la quota più elevata di risorse è assegnata alla <strong>Lombardia</strong> (277 milioni di euro). Seguono <strong>Campania</strong> (249,7 milioni), <strong>Sicilia</strong> (217 milioni) e <strong>Puglia</strong> (177,2 milioni). Per quanto riguarda lo stato di avanzamento finanziario, le regioni più avanti sono <strong>Valle d’Aosta</strong> (72,2% dei pagamenti effettuati), <strong>Liguria</strong> (71,3%) e <strong>Lombardia</strong> (62,2%). Viceversa, a febbraio 2026 diverse regioni risultavano ancora sotto il 40% della spesa prevista. Tra queste <strong>Sardegna</strong> (17,9%), <strong>Puglia</strong> (25,6%), <strong>Calabria</strong> (27,7%), <strong>Campania</strong> (32,3%), <strong>Lazio</strong> (32,68%) e <strong>Sicilia</strong> (35,4%).</p>
<p>Secondo la già citata relazione del governo, al monitoraggio del 19 dicembre 2025 risultavano avviati cantieri o forniture per 1.327 interventi. Un numero formalmente superiore al target concordato con l’Unione europea. Tuttavia, <strong>le strutture effettivamente concluse erano soltanto 258, mentre quelle collaudate si fermavano a 120</strong>. Una situazione che conferma come la fase realizzativa continui a presentare criticità significative.</p>
<p>Con specifico riferimento alle case della comunità già operative e che ospitano consultori al proprio interno è l&#8217;<a href="https://www.agenas.gov.it/images/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_080426.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali</a> a fornire dati molto interessanti. Al 31 dicembre 2025 risultavano <strong>781 case della comunità con almeno un servizio attivo dichiarato da regioni e Asl</strong>, comprese le sedi provvisorie operative. Da tenere presente che l&#8217;analisi di Agenas tiene conto anche delle Cdc non finanziate direttamente dal Pnrr. La concentrazione maggiore si registra in <strong>Lombardia</strong> con 150 strutture, seguita da <strong>Emilia-Romagna</strong> (143) e <strong>Lazio</strong> (96). All’opposto, in <strong>Basilicata</strong> e nella <strong>provincia autonoma di Bolzano</strong> non sono presenti questi servizi. Abruzzo, Calabria e Molise ne contano appena 2 ciascuna.</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/">Attivate 781 case della comunità con servizi rivolti alle vittime di violenza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/">Numero di case della comunità attive che offrono anche servizi consultoriali e attività rivolte ai minori</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_308650_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.agenas.gov.it/images/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_080426.pdf" target="_blank" rel="noopener">Agenas</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Aprile 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308650"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308650" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Si tratta di un aspetto spesso poco considerato nel dibattito sul Pnrr, ma che mostra come alcune infrastrutture territoriali finanziate dal piano possano produrre effetti rilevanti anche sul fronte dell’assistenza sanitaria e sociale dedicata alle donne. Soprattutto nei territori dove i servizi di prossimità risultano più carenti.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
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</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.magnific.com/free-photo/elegant-old-woman-sitting-studio-sew-cloth_9345142.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=6&amp;uuid=1c6177e1-828a-410e-8f67-9a78a148218e&amp;query=fabbrica+donne" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prostooleh</a> (<a href="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/">Le misure del Pnrr per la parità di genere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La progettazione di app per l&#8217;orientamento post-diploma</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-progettazione-di-app-per-lorientamento-post-diploma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 08:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308621</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con i laboratori di orientamento le classi che partecipano a Cosmic School hanno immaginato collettivamente applicazioni per smartphone che potrebbero aiutare gli studenti e le studentesse sia a comprendere le proprie competenze che a orientarsi dopo il diploma.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-progettazione-di-app-per-lorientamento-post-diploma/">La progettazione di app per l&#8217;orientamento post-diploma</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Nell&#8217;ambito dei tanti laboratori di Cosmic School, due incontri sono dedicati a un laboratorio di <strong>orientamento</strong>, composto da due lezioni. </p>
</p>
<p>Nella prima si parla di<strong>percorsi post-diploma</strong>, sbocchi lavorativi e dell’importanza dell’educazione STEM. Nella seconda si riflette invece più sulle competenze, comprese quelle cosiddette trasversali.</p>
</p>
<p>Uno dei momenti più interessanti del laboratorio riguarda una sorta di &#8220;meta-riflessione&#8221; collettiva. Gli studenti e le studentesse, infatti, <strong>progettano un’app </strong>che <strong>possa servire a giovani come loro per orientarsi dopo la fine del percorso scolastico. </strong>L’idea è di riflettere non tanto su se stessi e sulle proprie scelte ma, più in generale, su cosa significa orientarsi. Il che indirettamente permette loro di <strong>individuare i propri dubbi e le proprie esigenze.</strong></p>
</p>
<p>A emergere è innanzitutto la <strong>necessità di farsi chiarezza rispetto ai propri interessi</strong>: le app che propongono questionari, quiz, test delle attitudini e della personalità sono tra le più frequenti. Al tempo stesso emerge anche il bisogno di un riscontro più concreto, per esempio attraverso il contatto con persone che hanno già esperienza in prima persona. Non da ultimo, è evidente il ruolo costruttivo che possono avere le tecnologie e l’intelligenza artificiale nell’offrire simulazioni ed esperienze immersive.</p>
</p>
<p>Di seguito alcuni esempi di applicazioni immaginate dalle classi nell&#8217;ambito del <strong>laboratorio di apprendimento.</strong></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le app progettate dalle classi</h3>
</p>
<p>L’app “<strong>Passo</strong>”, come altre, prevede lo svolgimento di un quiz di orientamento, ma lo fa in modo cadenzato, proponendo all’utente una domanda al giorno, per affinare via via un profilo in base al quale mostrare le alternative più pertinenti. Anche “<strong>Futura Me</strong>” offre un test dinamico su passioni, abilità, stile di vita desiderato, personalità e valori per poi proporre una lista di lavori o percorsi di studio compatibili, ma include anche una modalità “Giorno tipo nella vita” con piccole simulazioni, video o storie, e un “Diario di crescita” con sfide o mini-progetti legati alle passioni dell’utente, proposti con cadenza settimanale.</p>
</p>
<p>L&#8217;applicazione &#8220;<strong>Future Finder</strong>&#8220;, invece, permette di analizzare interessi e abilità degli utenti, oltre a proporre professioni compatibili (dopo un quiz) e mettere in contatto con esperti del settore di interesse. </p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1920" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1.jpg" alt="" class="wp-image-308625" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1.jpg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-768x768.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-1536x1536.jpg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-92x92.jpg 92w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-414x414.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-635x635.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-1026x1026.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-250x250.jpg 250w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/future_finder-1-120x120.jpg 120w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
</p>
<p>“<strong>E mo’?</strong>” si presenta invece come una risorsa informativa sulle università, corredata da una mappatura e da recensioni scritte dagli studenti. Anche “<strong>Cerco io</strong>” propone una mappatura, stavolta dei posti di lavoro disponibili, con l’obiettivo di ridurre la disoccupazione in Italia. Mentre “<strong>Future me</strong>” realizza una mappatura finalizzata a un evento in cui futuri studenti e lavoratori possono visitare facoltà e aziende per poi arricchire questo Google Maps delle opportunità con i propri pro e contro.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_25398a876334df2b8d39a9abef4d353b" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le classi di Cosmic School hanno immaginato insieme strumenti utili all&#8217;orientamento.</p>
</section></div>
</p>
<p>“<strong>Unimatch</strong>” è invece una delle app che ambiscono a mettere in comunicazione studenti vecchi e nuovi. Oltre al networking, offre l’accesso a delle stanze digitali in cui parlare e scambiarsi informazioni e consigli. Tra le numerose app più simulative troviamo invece “<strong>Orbi</strong>”, che crea una vera e propria esperienza spaziale, ambientata in un universo personale dove i percorsi sono orbite in una mappa galattica e l’orientamento è un’esplorazione guidata nello spazio.</p></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>In Italia il numero di nati è al minimo storico</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306838</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il numero di medio di figli per donna è sceso a 1,14, il minimo storico degli ultimi 30 anni, ben lontano dalla soglia di ricambio generazionale. Scenario, possibili soluzione e un'analisi della natalità, comune per comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/">In Italia il numero di nati è al minimo storico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, quello che viene definito come &#8220;inverno demografico&#8221; è diventato un fenomeno strutturale. Come avevamo già osservato in <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-continuano-a-diminuire-le-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedenti approfondimenti</a>, e come del resto emerge anche dalle ultime rilevazioni di Istat sul tema, <strong>il calo delle nascite non accenna a interrompersi</strong>. Secondo i <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Indicatori-demografici_Anno-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> dell&#8217;istituto, ancora provvisori infatti, nel 2025 i nuovi nati sono stati circa 355mila, 6 ogni mille abitanti.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-3,9% </span>il calo delle nascite rispetto al 2024 (dato provvisorio).</p>
</section>
<p>Allargando lo sguardo agli ultimi 17 anni, rispetto al picco di nascite registrato nel 2008, la contrazione complessiva risulta pari al <strong>38,4%</strong>.</p>
<p>Tali dinamiche hanno diverse motivazioni. La prima è di natura strutturale: <strong>le persone in età fertile sono molte meno rispetto al passato</strong>. La popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni (considerata convenzionalmente come la fascia d&#8217;età riproduttiva) è scesa da 14,3 milioni nel 1995 a 11,4 milioni nel 2025. A ciò si aggiunge una <strong>minore propensione da parte delle giovani coppie ad avere figli</strong>. </p>
<p>Una tendenza influenzata da diversi fattori, che non può essere semplicisticamente ricondotta a un&#8217;unica causa. Tra questi tuttavia può incidere in maniera significativa la <strong>mancanza di supporti adeguati alla genitorialità</strong>. Un recente <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/09/IWP-2-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio di Istat</a> ad esempio ha approfondito il contributo alla natalità della presenza di asili nido e servizi rivolti alla cura della prima infanzia, mostrando che <strong>un incremento sostanziale della disponibilità di servizi possa avere un effetto positivo</strong> e statisticamente significativo sull&#8217;andamento delle nascite. Anche se l&#8217;effetto causale riscontrato dalla ricerca è quello di un rallentamento del calo delle nascite piuttosto che di un incremento assoluto, si tratta di un elemento su cui riflettere nella definizione delle politiche pubbliche su questi temi.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I nuovi dati sulla natalità in Italia</h3>
<p>Alcune recenti <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Indicatori-demografici_Anno-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicazioni</a> dell&#8217;istituto di statistica analizzano l&#8217;inverno demografico concentrandosi non solo sul dato riguardante i <strong>nuovi nati</strong> ma anche sul <strong>tasso di natalità</strong> e quello di <strong>fecondità</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda il primo aspetto, come già detto, nel 2025 si sono registrati in totale <strong>circa 355mila nuovi nati, in diminuzione del 3,9% rispetto all’anno precedente (circa 15mila in meno)</strong>. Se si confronta questo dato con il picco del 2008, quando i nati erano stati oltre 576mila, <strong>la perdita complessiva è di circa 221mila nascite</strong>. Un declino che si riflette anche nel <strong>tasso di natalità</strong>, vale a dire il numero di nuovi nati ogni mille abitanti. Questo indicatore è infatti passato da 9,7 neonati ogni mille residenti fatto registrare nel 2008 ai <strong>6 per mille del 2025</strong>.</p>
<div id="il-numero-medio-di-figli-per-donna-e-sceso-a-114-si-tratta-del-minimo-storico-dal-1995" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/">Nel 2025 meno di 360mila i nuovi nati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/">Numero di bambini nati vivi, tasso di natalità e tasso di fecondità per gli anni 2008, 2018 e 2025</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306825_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306825_tab3"></p>
<p>I dati relativi al 2025 sono provvisori.</p>
<p><span data-path-to-node="11,1,0,0">Il <strong>tasso di natalità</strong> indica il numero di nuovi nati</span><span data-path-to-node="11,1,0,2"><span class="citation-54"> ogni mille abitanti</span></span><span data-path-to-node="11,1,0,4">. Il <strong>tasso di fecondità</strong> misura il numero medio di figli che una donna avrebbe se seguisse i tassi di fecondità per età registrati nell&#8217;anno di riferimento. <span style="font-weight: 400">In altre parole, è il numero medio di figli per donna nella sua età feconda, considerata tra i 15 e 49 anni.</span></span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 21 Ottobre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-306825"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<section class="blockquote">
<p>Per l&#8217;Istat la fecondità è ai minimi storici.</p>
</section></div>
<p>Oltre alla già citata diminuzione delle potenziali madri, assistiamo anche a un calo del <strong>tasso di fecondità</strong>. Nel 2025 infatti, il numero medio di figli per donna è sceso a <strong>1,14</strong>. Questo valore rappresenta il <strong>nuovo minimo storico</strong>, dopo che già nel 2024 si era già raggiunto un picco negativo (1,18). Il precedente minimo, pari a 1,19 figli per ogni donna, risaliva al lontano 1995. L&#8217;Istat sottolinea come siamo ormai lontanissimi dalla <strong>soglia di ricambio generazionale di 2,1 figli per donna</strong>. L&#8217;ultima generazione di donne a garantire tale soglia è stata quella delle nate nel 1947. Un dato paradossale, se si considera che le indagini sono generalmente convergenti nell&#8217;indicare in due il numero di figli desiderato dalle persone.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Varie ricerche, incluse quelle che considerano il caso italiano, dimostrano, infatti, come gli individui dichiarano di desiderare più figli (di solito circa 2) di quanti ne realizzino effettivamente (Beaujouan e Berghammer 2019). Da ciò derivano alcune riflessioni. Il livello basso e molto basso di fecondità non è semplicemente una scelta esplicita da parte delle coppie giovani.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/09/IWP-2-2024.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, L’impatto dell’espansione dei servizi educativi per la prima infanzia sull’andamento della natalità in Italia (2024)</a>
									            </div>
</section>
<div id="il-622-delle-persone-dichiara-di-aver-dovuto-rinunciare-alla-genitorialita-a-causa-delle-difficolta-incontrate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Perché si fanno meno figli</h3>
<p>Riuscire a intervenire su fenomeni strutturali come la diminuzione delle potenziali madri è piuttosto complesso. Dove invece le politiche pubbliche possono riuscire ad avere un impatto, anche nel medio termine, è su altre contingenze. <strong>Ad esempio sugli aspetti economici o sulla mancanza di strutture di supporto, che scoraggiano a fare figli anche chi invece vorrebbe averne</strong>. Da questo punto di vista, analizzare i desideri delle persone è fondamentale per comprendere il fenomeno.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I fattori che contribuiscono alla contrazione della natalità sono molteplici: l’allungarsi dei tempi di formazione, le condizioni di precarietà del lavoro giovanile e la difficoltà di accedere al mercato delle abitazioni, che tendono a posticipare l’uscita dal nucleo familiare di origine, a cui si può affiancare la scelta di rinunciare alla genitorialità o di posticiparla.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/Natalita-e-fecondita-della-popolazione-residente_Anno-2024.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Natalità e fecondità nella popolazione residente (ottobre 2025)</a>
									            </div>
</section>
<p>Una recente pubblicazione di Istat ha approfondito le <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/intenzioni-di-fecondita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intenzioni di fecondità della popolazione</a>. Secondo l&#8217;analisi dell&#8217;istituto, nel 2024 solo il 21,2% degli under 50 intendeva avere un figlio nei successivi tre anni. Nel 2003 questa quota era del 25%. Questo significa che <strong>oltre 10,5 milioni di persone in età feconda non intendono avere figli o non vogliono averne altri</strong>. Tale scelta però in diversi casi appare più subita che voluta.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">62,2% </span>i soggetti che dichiarano di aver dovuto rinunciare alla genitorialità a causa delle difficoltà incontrate nel perseguire i propri progetti riproduttivi.</p>
</section>
<p>Le <strong>motivazioni economiche</strong> rappresentano il primo grande scoglio, segnalate da circa un terzo delle persone che hanno riferito ostacoli nel realizzare i propri desideri. Questa preoccupazione è particolarmente sentita dagli <strong>uomini tra i 25 e i 34 anni</strong>. Al fattore economico si affiancano le <strong>criticità legate al mondo del lavoro</strong>. Circa il 9,4% del campione ritiene di non disporre di condizioni lavorative adeguate per accogliere un figlio. Questo dato è strettamente connesso alla percezione di instabilità: <strong>quasi un quarto delle donne tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere garanzie sufficienti per intraprendere il percorso della maternità</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_e684e6e59d59e5bf808928364892390e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La necessità di accudire parenti anziani può scoraggiare le giovani generazioni dal perseguire i progetti familiari.</p>
</section></div>
<p>Un ulteriore elemento di freno è rappresentato dai <strong>fattori biologici e anagrafici</strong>. Poco meno di un quinto degli intervistati indica l&#8217;età come motivo principale della mancata realizzazione dei propri desiderata, un problema che riguarda la metà delle persone (51,7% tra le donne) nella fascia tra i 45 e i 49 anni. Infine, pesano in modo significativo i <strong>nuovi carichi di cura</strong> che gravano sulle generazioni attuali. L&#8217;11,5% delle persone in età feconda dichiara di dover rinunciare alla genitorialità perché impegnato nell&#8217;assistenza ai propri genitori anziani. Questo fenomeno è particolarmente evidente tra i 45-49enni, dove la quota di chi si prende cura dei genitori raggiunge il 17,9%.</p>
<div id="le-priorita-per-invertire-la-rotta-devono-contemplare-sostegno-economico-servizi-per-linfanzia-e-agevolazioni-abitative" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Verso politiche pubbliche integrate</h3>
<p>Il declino delle nascite non riguarda quindi solo la demografia, ma interroga il futuro del welfare e dei servizi per l&#8217;infanzia. Dalle rilevazioni di Istat infatti emergono chiaramente quali sono le priorità per invertire la rotta: <strong>sostegno economico</strong> (28,5%), <strong>potenziamento dei servizi per l&#8217;infanzia</strong> (26,1%) e <strong>agevolazioni abitative</strong> (23,1%).</p>
<div id="strillo-testo-block_6ae12385b762087b4d71036110673c9d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il potenziamento dei servizi per l&#8217;infanzia può contribuire alla genitorialità.</p>
</section></div>
<p>Uno degli aspetti critici che emergono dalle rilevazioni quindi è anche quello relativo alla <strong>presenza e disponibilità di posti in asilo nido</strong>. Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontato in passato</a> infatti è proprio dove queste strutture mancano che le madri incontrano maggiori difficoltà a rimanere nel mercato del lavoro.</p>
<p>Senza interventi strutturali e integrati che facilitino la conciliazione tra vita e lavoro e che garantiscano stabilità economica ai giovani, difficilmente si potrà invertire la tendenza.</p>
<div id="nel-2022-catania-e-stato-il-comune-capoluogo-con-il-piu-alto-tasso-di-natalita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La natalità nei territori</h3>
<p>Finora ci siamo concentrati su analisi di carattere generale. Tuttavia per poter intervenire con politiche mirate e adeguate alle esigenze dei diversi territori è fondamentale avere <strong>dati con granularità almeno comunale</strong>. In questo senso, i <a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> più recenti con questa disgregazione fanno rifermento al 2022.</p>
<p>In quell&#8217;anno, il tasso di natalità nazionale era di 6,7 nati ogni mille abitanti. Logicamente, mentre nei grandi centri urbani il tasso di natalità risulta più stabile grazie all’ampia base della popolazione residente, nei piccoli comuni l’indicatore è soggetto a una maggiore volatilità statistica, dove anche poche nascite possono determinare variazioni percentuali molto marcate. Per questo è interessante andare a vedere cosa succede nelle principali città. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/">Tasso di natalità in diminuzione in quasi 6mila comuni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/">Il tasso di natalità comune per comune (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306832_tab3"></p>
<p><span data-path-to-node="11,1,0,0">Il tasso di natalità indica il numero di nuovi nati</span><span data-path-to-node="11,1,0,2"><span class="citation-54"> ogni mille abitanti</span></span><span data-path-to-node="11,1,0,4">. A partire dai dati del 2018 il bilancio della popolazione residente tiene conto dei risultati del Censimento permanente della popolazione. I dati relativi agli anni 2014-2018 sono consultabili nella sezione &#8220;Popolazione Intercensuaria&#8221;. La configurazione territoriale e amministrativa utilizzata, relativa ai comuni e alle unità territoriali sovracomunali, fa riferimento alla data del 31 dicembre 2022. A questa data, il numero dei comuni era pari a 7904. Negli anni il numero dei comuni può modificarsi sia per la costituzione di nuovi enti, prevalentemente per la fusione di comuni già esistenti e conseguentemente soppressi, sia perché alcuni sono inglobati in altri che non cambiano nome. </span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306832"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306832" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Se si prendono in considerazione i comuni capoluogo, notiamo che in 32 centri il tasso di natalità è superiore alla media. I valori più alti si registrano al sud. A <strong>Catania</strong> il tasso di natalità nel 2022 è stato di 8,5 nuovi nati ogni mille abitanti. Seguono <strong>Andria</strong> e <strong>Palermo</strong> (8) e <strong>Crotone</strong>, <strong>Bolzano</strong>, <strong>Reggio Emilia</strong> e <strong>Piacenza</strong> (7,8). Da notare anche il dato sopra la media di <strong>Napoli</strong> (7,7). Viceversa, valori particolarmente bassi si registravano in Sardegna. A <strong>Nuoro</strong>, <strong>Carbonia</strong> e <strong>Oristano</strong> c&#8217;era un tasso di 4 neonati ogni mille residenti, a <strong>Cagliari</strong> di poco superiore (4,5).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da Openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi al tasso di natalità nei comuni sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-donna-incinta-che-tiene-una-macchina-fotografica-tra-le-mani-pqfyq0Iur-U">Raymart Arniño</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/">In Italia il numero di nati è al minimo storico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché molti bambini non visitano i musei</title>
		<link>https://www.openpolis.it/perche-molti-bambini-non-visitano-i-musei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306668</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Italia è il primo paese al mondo per siti Unesco, ma per diversi motivi i più giovani non accedono a questa ricchezza. Tra le criticità maggiori, i redditi delle famiglie e la centralità dei luoghi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-molti-bambini-non-visitano-i-musei/">Perché molti bambini non visitano i musei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura, e in particolare ai musei, è un diritto che incontra significative <strong>barriere che vanno oltre la semplice disponibilità di strutture</strong>.</p>
<p>I limiti di accesso ai musei per i minori infatti sono complessi e multifattoriali. A partire dalla <strong>concezione di questi luoghi, storicamente pensati per una fruizione da parte degli adulti</strong>, sebbene nel tempo si sia progressivamente affermata l&#8217;esigenza di consentire un accesso consapevole anche per bambini e ragazzi. Per un paese come il nostro, <strong>ai vertici a livello internazionale per patrimonio culturale e ambientale</strong>, si tratta di una sfida di primaria importanza.</p>
<div id="litalia-e-il-primo-paese-al-mondo-per-siti-patrimonio-dellumanita-unesco" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">61 </span>beni iscritti nel <a href="https://whc.unesco.org/en/list/stat#s2" target="_blank" rel="noopener">patrimonio Unesco</a> in Italia nel 2025. Seguono Cina (60), Germania (55) e Francia (54).</p>
</section>
<p>Restano ancora <strong>ostacoli di tipo socio-economico</strong>, con appena l&#8217;11,3% di chi vive in famiglie a basso reddito con figli che visita siti culturali. Si riscontrano inoltre significative <strong>disparità territoriali</strong> nel tipo di offerta erogata e nella <strong>capacità di attivare collaborazioni</strong> e partnership con le scuole e la comunità educante.</p>
<p>Abbiamo approfondito questi <strong>fattori e la loro diversa incidenza sul territorio nazionale</strong>, in modo da avere un quadro più completo della situazione.</p>
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</p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">I gap nell&#8217;accesso ai musei rispetto alla densità delle strutture</h3>
<p>L&#8217;offerta di strutture museali sul territorio nazionale appare piuttosto capillare, tanto in regioni del nord quanto in quelle del mezzogiorno. Se si considera l&#8217;indicatore di <strong>densità e rilevanza del patrimonio museale</strong> (che considera il numero di musei per chilometro quadrato, ponderato rispetto al numero di visitatori), le regioni dove l&#8217;offerta è più presente sono <strong>Lazio</strong> (6,13 per kmq), <strong>Campania</strong> (3,46), <strong>Toscana</strong> (3,28) e <strong>Veneto</strong> (1,93). Ciò evidentemente per la presenza in questi territori di importanti città d&#8217;arte, con la relativa dotazione museale che attrae un grande numero di visitatori.</p>
<div id="la-presenza-di-musei-e-siti-culturali-non-si-traduce-automaticamente-in-un-maggior-accesso-dei-bambini-ai-luoghi-della-cultura" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Ciò non significa però che questo si traduca automaticamente in un maggiore accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura. <strong>Le regioni del centro-nord hanno di gran lunga la quota più alta di bambini e ragazzi che frequentano musei</strong>. Oltre il 40% dei minori è stato almeno una volta nel 2022 in un museo nella provincia autonoma di Trento (dove la quota supera il 60%), in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana, provincia autonoma di Bolzano e Umbria. Mentre la quota <strong>non raggiunge il 30% in Basilicata, Campania, Sicilia, Puglia e Calabria</strong> (ultima in classifica per fruizione dei minori con il 23,3% nel periodo 2022-23).</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-rapporto-tra-la-densita-del-patrimonio-museale-e-laccesso-dei-minori-ai-musei/">Il rapporto tra la densità del patrimonio museale e l&#8217;accesso dei minori ai musei</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-rapporto-tra-la-densita-del-patrimonio-museale-e-laccesso-dei-minori-ai-musei/">Confronto tra la percentuale di minori che hanno frequentato musei e/o mostre e la densità/rilevanza del patrimonio museale</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat e Crc                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 4 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-306749"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306749" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>La <strong>relazione tra avere un patrimonio museale denso e l&#8217;effettivo tasso di visita dei ragazzi</strong> è un fenomeno prevalentemente delle regioni centrali e che, se si esclude la provincia autonoma di Trento, in parte emerge anche nell&#8217;Italia settentrionale.</p>
<p>Mentre <strong>non c&#8217;è alcuna relazione positiva tra la densità dei musei e la frequenza con cui i minori vi hanno accesso nel mezzogiorno</strong>. Si prenda il caso della Campania, con una densità di patrimonio molto alta (3,46 per 100kmq), ma una bassa accessibilità dei minori (28,9%). Inferiore a regioni con densità molto più basse, ma con elevato accesso dei minori.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I limiti dell&#8217;accesso ai musei per i minori</h3>
<p>I motivi di un <strong>mancato accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura ovviamente non può essere ricondotto meramente all&#8217;offerta di strutture</strong>. Può trattarsi di un <strong>problema anche socio-economico</strong>, con una quota di famiglie che resta esclusa dal consumo culturale e che non è in grado di sostenere tali spese. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-solo-una-persona-su-10-in-famiglie-con-figli-a-basso-reddito-visita-siti-culturali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo già avuto modo di ricostruire</a>, si tratta di una questione rilevante. Basti pensare che in Italia <strong>chi vive in una famiglia a basso reddito e con figli nel corso del 2022 ha visitato un sito culturale solo nell’11,3% dei casi</strong>: una quota che è metà di quella media (22,6%) e meno di un terzo rispetto a quella di chi vive in nuclei ad alto reddito con figli a carico (36,9%).</p>
<div id="1-su-10-i-componenti-di-famiglie-a-basso-reddito-e-con-figli-che-hanno-visitato-un-sito-culturale-nel-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 10 </span>i componenti di famiglie a basso reddito e con figli che hanno visitato un sito culturale nel 2022.</p>
</section>
<p>Inoltre, <strong>non solo la presenza, ma anche la stessa accessibilità delle strutture potrebbe incidere</strong>. In Italia nel 2022 circa il 40% dei musei è stato aperto per oltre 250 giorni, ma la quota nelle aree interne scende a circa un terzo del totale.</p>
<p>Per quanto sia certamente <strong>da non sottovalutare l&#8217;importante diffusione territoriale di queste strutture</strong> e da apprezzare il fatto che persino in comuni ultraperiferici oltre l&#8217;80% dei musei sia aperto con orario prestabilito (non a prenotazione) e di questi oltre il 60% dichiari almeno 6 giorni settimanali di apertura, il <strong>divario territoriale appare ampio</strong>.</p>
<p>Come detto, i <strong>giorni effettivi di apertura nelle zone interne sono sensibilmente più bassi</strong>. Una tendenza che rimanda al fatto che in alcune aree del paese l&#8217;accesso al museo potrebbe essere più funzionale al turismo che all&#8217;utenza residenziale, come osservato in un recente rapporto dell&#8217;istituto di statistica.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Solo un terzo dei luoghi della cultura delle Aree Interne (33,5%) è invece aperto per più di 250 giorni l’anno, probabilmente con una maggiore propensione a soddisfare le esigenze turistiche che non a offrire servizi continuativi ai residenti.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/02/PATRIMONIO-CULTURALE-NELLE-AREE-INTERNE-1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Il patrimonio culturale nelle aree interne (febbraio 2025)</a>
									            </div>
</section>
<p>Un altro aspetto da considerare è che anche <strong>la possibilità di creare relazioni strutturate con le scuole e la comunità educante può variare molto tra i territori</strong>.</p>
<p>Sebbene <strong>non esistano dati sistematici a livello locale sugli ingressi dei minori ai musei</strong>, questi aspetti sull&#8217;offerta museale sono ricostruiti periodicamente da Istat attraverso una raccolta di dati sui musei e le istituzioni similari. Uno strumento prezioso per comprendere questi aspetti e avere uno sguardo più approfondito sull&#8217;approccio ai luoghi della cultura nel nostro paese.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come cambia l&#8217;offerta di musei sul territorio</h3>
<p>Un primo aspetto è banalmente la <strong>semplice presenza di queste strutture</strong>. In Italia quelle censite da Istat come attive sono state 4.416 nel 2022. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>, parliamo quindi di <strong>4,8 musei censiti ogni 10mila minori</strong> residenti nel nostro paese. Con valori che tra i capoluoghi variano tra le oltre 40 strutture ogni 10mila minori a <strong>Siena</strong> (41,2) e meno di una ogni 10mila bambini e ragazzi a <strong>Ragusa</strong> e <strong>Messina</strong> (0,9 circa in entrambe le città).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 10 </span>capoluoghi con minore dotazione di istituti museali si trovano nel mezzogiorno.</p>
</section>
<div id="nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo-del-totale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Ancora più interessante è vedere quanto restano aperti nell&#8217;arco di un anno. Nel 2022 in media il <strong>39% dei musei è rimasto aperto oltre 250 giorni</strong>, un dato che raggiunge il 54,3% nei comuni polo, mentre si attesta al 34% circa nelle aree interne.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo/">Nei comuni polo oltre la metà dei musei è aperto per più di 250 giorni all&#8217;anno, nelle aree interne circa un terzo</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo/">Percentuale di musei che nel 2022 hanno dichiarato oltre 250 giorni di apertura (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 26 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306719"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306719" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Non è un elemento da trascurare che nelle zone più periferiche una quota importante riesca a mantenere tempi di apertura ampi, anche se il divario con le aree più urbanizzate è molto profondo, come emerge dalla mappa.</p>
<p>Del resto,<strong> anche tra le città il dato cambia molto</strong>. Tutti i musei presenti hanno dichiarato oltre 250 giorni di apertura in 18 capoluoghi, con un&#8217;alta incidenza nel mezzogiorno. Nel 28,6% dei capoluoghi delle isole e nel 34,6% di quelli del sud continentale la totalità dei musei riporta un&#8217;apertura superiore a 250 giorni all&#8217;anno, a fronte di una media nazionale del 16%.</p>
<p><strong>Un dato che va letto probabilmente in parallelo con quello sulla diffusione</strong>. Nel centro-nord sono presenti più musei per minore, con tante strutture anche di piccola dimensione che hanno aperture più limitate. Nel mezzogiorno i tempi di apertura sono più ampi, ma i musei attivi rispetto a bambini e ragazzi residenti sono meno.</p>
<div id="la-capacita-di-creare-relazioni-con-la-comunita-educante-varia-molto-sul-territorio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I tanti fattori in gioco nell&#8217;accesso dei minori ai musei</h3>
<p>Diffusione sul territorio e giorni di apertura complessivi non sono comunque gli unici elementi da considerare quando si riflette sul diritto di accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura. </p>
<p>Un fattore fondamentale è la <strong>capacità dei musei di sviluppare relazioni sul territorio</strong>, in particolare con gli istituti scolastici, per <strong>attivare un maggior coinvolgimento e incrementare le possibilità di fruizione degli studenti</strong>.</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/lalleanza-tra-scuole-e-musei-nel-contrasto-della-poverta-educativa/#:~:text=La%20relazione%20tra%20scuole%20e%20musei%2C%20comune%20per%20comune" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo già ricostruito</a>, il <strong>numero di musei che svolge attività rivolte ai minori diminuisce al crescere del livello di complessità della relazione da instaurare</strong>.&nbsp;<strong>Nel 2022, ad esempio, in quasi 3 musei su 4 si sono svolte visite guidate per gruppi scolastici (73,9%)</strong>. Considerando quelli che <strong>hanno tenuto laboratori didattici dedicati ai gruppi scolastici, la quota scende al 44,8%</strong>&nbsp;(cioè meno della metà del totale). Meno di uno su 3 (30,1%) dichiara di aver attivato vere e proprie partnership con il mondo della scuola.&nbsp;</p>
<div id="strillo-testo-block_da7aeb3c5afbd75e635e3587749bbd82" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Al sud attivate più collaborazioni dedicate a soggetti che vivono in condizioni di indigenza.</p>
</section></div>
<p><strong>Circa uno su 10 (11,8%) è stato coinvolto in progetti di inclusione rivolti a soggetti che vivono in povertà economica, educativa o culturale, attraverso collaborazioni o partenariati con i diversi soggetti della comunità educante</strong>. Da segnalare in questo senso la quota doppia dei musei del sud continentale attivi su questo fronte (21,7%).</p>
<p>Un segnale molto interessante, <strong>da monitorare con i prossimi rilasci dell&#8217;istituto di statistica</strong>. Nella speranza che nei prossimi anni la possibilità degli istituti museali di creare relazioni con le scuole aumenti ulteriormente e soprattutto che questo <strong>favorisca un maggiore accesso dei minori alla cultura e a questo tipo di esperienze, in senso lato</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_Taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati riguardanti la presenza e le attività svolte dai musei sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-uomo-e-una-donna-seduti-su-una-panchina-in-un-museo-DzbDKEzC5D8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ben Elliot</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-molti-bambini-non-visitano-i-musei/">Perché molti bambini non visitano i musei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308468</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tre classi di scuole di Teramo, Pompei e L'Aquila hanno raccolto e raccontato dati rispetto al tempo libero e al benessere extra-scolastico. Sono i risultati del laboratorio di citizen science, uno degli ambiti di lavoro in Cosmic School.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/">Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L’obiettivo dei <strong>laboratori di citizen science</strong> è indagare, attraverso i dati, una tematica di interesse pubblico. In questo senso, non c&#8217;è ambito più interessante per gli studenti e le studentesse che quello sulle attività nel <strong>tempo libero.</strong></p>
</p>
<p><strong>Il tempo libero è spesso percepito come limitato dagli impegni scolastici</strong>, dalla scarsità di strutture pubbliche per lo svago e da fattori come la sedentarietà e l’uso eccessivo di social e dispositivi. Ma invece è fondamentale per la socialità, per la crescita personale e per il benessere psico-fisico individuale.</p>
</p>
<p>Il diritto al gioco per i bambini e le bambine, e al tempo libero per gli adolescenti, è garantito persino dalla <strong>Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, </strong>firmata nel 1989.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/#:~:text=Gli%20Stati%20parti%20riconoscono%20al%20fanciullo%20il%20diritto%20al%20riposo%20e%20al%20tempo%20libero%2C%20a%20dedicarsi%20al%20gioco%20e%20ad%20attivit%C3%A0%20ricreative%20proprie%20della%20sua%20et%C3%A0%20e%20a%20partecipare%20liberamente%20alla%20vita%20culturale%20ed%20artistica.%C2%A0" target="_blank">&#8211; Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, art. 31</a>
									            </div>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Capire attraverso la citizen science</h3>
</p>
<p>Tre classi di Cosmic School hanno affrontato questo tema da altrettante prospettive.</p>
</p>
<p><strong>La 4ALSA dell&#8217;istituto Amedeo d’Aosta dell&#8217;Aquila</strong> ha svolto un’indagine di natura esplorativa, partendo dall’assunto che la vita sociale dei giovani è in continuo cambiamento e proponendosi quindi di “capire quali luoghi possano offrire alla nostra generazione un vero senso di benessere e libertà”.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_ec817cf902c0cd3e8dc03ef1b5569114" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le classi che hanno lavorato al tema si trovano in scuole di L&#8217;Aquila, Teramo e Pompei.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>La 4D del liceo di scienze applicate Einstein di Teramo</strong> ha invece scelto un approccio più critico, evidenziando che studio, tempo libero e dispositivi digitali creano un “equilibrio fragile”, che per funzionare dovrebbe essere dinamico. </p>
</p>
<p>Infine, <strong>la 5AS del liceo scientifico Pascal di Pompei </strong>si è chiesta se il tempo libero sia davvero trattato come un diritto oppure se non sia nient’altro che un “miraggio” per gli studenti sovraccarichi di lavoro.</p>
</p>
<p>Le tre classi hanno condotto un <strong>sondaggio tra i propri compagni di scuola per comprendere meglio il fenomeno</strong>, mentre alunni e alunne del d&#8217;Aosta hanno integrato con una mappa dei principali luoghi di aggregazione del proprio comune. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">Cosmic School, la mappa dei luoghi di aggregazione dell&#8217;Aquila</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">La mappatura di alcuni luoghi di aggregazione del Comune dell&#8217;Aquila secondo il lavoro della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221;</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_308469_tab1"><br />
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</p></div>
<div id="chart_308469_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308469_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308469_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308469_tab3"></p>
<p>La mappa è stata realizzata da studenti e studentesse del 4ALSA dell&#8217;IIC &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, nell’ambito del laboratorio di citizen science del progetto <a href="https://www.openpolis.it/cosmic-school/" target="_blank" rel="noopener">Cosmic School</a>. L&#8217;istituto è una delle 13 scuole italiane interessate dal progetto. I dati sono stati raccolti attraverso un monitoraggio delle aree sul campo e su fonti aperte sul web. È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dall’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, su dati del laboratorio di progetto Cosmic School                                                            </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308469"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308469" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>I testi delle classi hanno colto a pieno lo spirito dell&#8217;indagine e l&#8217;importanza di mappare il benessere studentesco e il tempo libero</strong>: &#8220;In un mondo che cambia continuamente e rapidamente, la vera sfida è continuare a creare e curare questi spazi, perché sono fondamentali per il benessere e lo sviluppo personale di ogni ragazzo&#8221;, si legge in uno degli elaborati.</p>
</p>
<p>La classe dell’Einstein, che si è concentrata sul delicato equilibrio tra studio, tempo libero e tecnologie, evidenzia come le tecnologie possano essere d’aiuto ai ragazzi, per <strong>gestire il proprio tempo in modo meno dispersivo</strong>. Tra i vari aspetti d&#8217;interesse emersi, infatti, è stato rilevato che <strong>chi usa strumenti digitali per pianificare lo studio ha una minore percezione dello stress</strong>. </p>
</p>
<p>Al contempo, il tempo libero, importante valvola di sfogo, <strong>può diventare una trappola se dominato dalla dimensione digitale</strong>, che non rigenera realmente e funge soltanto da “distrattore”. Un terzo del loro campione di intervistati <strong>si dichiara “molto” dipendente dai dispositivi digitali </strong>e nessuno si considera immune.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_82f3d0de8f85bbf3b998d57f8275d215" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;analisi dei dati può essere occasione di riflessione sulla propria condizione.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Nell’indagine della classe del Pascal</strong> emerge soprattutto il peso degli impegni scolastici, con oltre la metà degli intervistati che considera la propria giornata scolastica molto faticosa e sente il bisogno di una pausa. Tre quarti degli studenti, poi, dichiarano di avere poco tempo libero nel pomeriggio. Il risultato è che, anche se molti praticano sport e altre attività, <strong>oltre il 40% ritiene di non riuscire (o di riuscire con difficoltà) a bilanciare il tempo libero con lo studio.</strong></p>
</p>
<p><strong>Un equilibrio fragile, insomma, che richiede pianificazione, costanza e serietà</strong> ma anche un alleggerimento del carico di studio. Come rileva la 5AS del <strong>Pompei</strong>, in una riflessione più soggettiva: “La gestione del tempo è la sfida principale per la maggior parte di noi: tra le lezioni pomeridiane che terminano alle 18 e le lunghe ore passate a casa per preparare interrogazioni e compiti, il tempo per gli sport e le passioni personali è ridotto al minimo. È complesso mantenere i propri impegni extra-scolastici quando la giornata sembra non finire mai&#8221;.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5% </span>degli studenti e studentesse intervistati dalla classe del Pascal riesce a &#8220;conciliare molto&#8221; studio e passioni nel tempo libero.</p>
</section>
</p>
<p>&#8220;Il nostro sondaggio non è stato solo una raccolta di numeri, ma un modo per dare voce a una condizione comune. <strong>I dati parlano chiaro:</strong> esiste un forte squilibrio tra doveri scolastici e benessere personale&#8221;, concludono i ragazzi e le ragazze della scuola campana. Una presa di posizione rafforzata dal racconto attraverso i dati, l&#8217;obiettivo ultimo del laboratorio di citizen science.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomini-che-giocano-a-calcio-durante-il-giorno-WQEP0mrTD8Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rémi Jacquaint</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/">Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</title>
		<link>https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306337</guid>

					<description><![CDATA[<p>I posti in asili nido e servizi prima infanzia in Italia sono saliti a 31,6 ogni 100 bambini, secondo gli ultimi dati. A poco più di un punto dal target del 33%, stabilito in sede Ue e integrato nelle norme nazionali, ma le distanze tra territori sono ancora molto ampie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/">Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce l’offerta di posti in asili nido pubblici in Italia. Secondo l’ultima rilevazione (relativa all&#8217;anno educativo 2023/24), infatti, sono 31,6 i posti ogni 100 bambini sotto i 3 anni. <strong>In avvicinamento al 33%</strong> stabilito nel 2002 dal consiglio europeo di Barcellona come obiettivo Ue e successivamente integrato nella normativa nazionale.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Lo Stato promuove (…) il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l’obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg" target="_blank">&#8211; Dlgs 65/2017</a>
									            </div>
</section>
<p>Manca quindi poco più di un punto all&#8217;obiettivo del 33%, stabilito in sede europea nei primi anni 2000 e integrato nella normativa nazionale dal decreto legislativo 65/2017. Tuttavia <strong>resta ancora lontano il target da raggiungere previsto dalle istituzioni europee per il 2030</strong>. Durante la pandemia, nell’ottica di potenziare l’educazione pre-scolare, le istituzioni europee hanno infatti stabilito una nuova raccomandazione per arrivare al 45% (commisurata rispetto alla situazione di partenza del paese).</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Si raccomanda agli Stati membri di fornire servizi (&#8230;) provvedendo a che entro il 2030 almeno il 45% dei bambini di età inferiore ai tre anni partecipi all&#8217;ECEC [Early childhood education and care, ndr]</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/it/pdf" target="_blank">&#8211; Raccomandazione del Consiglio in materia di educazione e cura della prima infanzia: obiettivi di Barcellona per il 2030</a>
									            </div>
</section>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="316-posti-nei-servizi-prima-infanzia-ogni-100-bambini-nel-2023-24-in-progressivo-aumento-rispetto-ai-30-del-2022-e-ai-28-del-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Negli anni<strong> l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia è aumentata progressivamente</strong>. Ancora nel 2021 i posti disponibili, nell&#8217;offerta pubblica e privata, erano 28 ogni 100 bambini. La quota è cresciuta a 30 nell&#8217;anno successivo e al 31,6 attuale.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido/">Manca poco più di un punto al raggiungimento dell&#8217;obiettivo 33% sugli asili nido</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (a.e. 2013/14-2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306356_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306356"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306356" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>In termini assoluti, <strong>nel 2023 si sono raggiunti 378.496 posti autorizzati</strong> nei servizi per la prima infanzia. Oltre dodicimila posti in più dell&#8217;anno precedente, con un aumento del 3,4%.</p>
<p><strong>Sul rapporto posti-minori incide quindi sia la crescita dei primi, al numeratore, ma purtroppo anche il drastico calo dei secondi</strong>. Da alcuni anni, <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-continuano-a-diminuire-le-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di raccontare</a>, <strong>ogni anno segna un nuovo record minimo storico in termini di nascite</strong>.</p>
<div id="continua-la-crescita-dei-posti-ma-pesa-anche-il-calo-delle-nascite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2023, anno di riferimento dei dati, sono stati 379.890 i nuovi nati in Italia. In calo rispetto ai 400mila del 2021. <strong>Il dato consolidato per il 2024 parla di 369.944 nascite</strong>. Molto lontani dal picco più recente, raggiunto nel 2008 (576.659). </p>
<p>Da allora, complici fattori socio-economici e demografici (la struttura della popolazione in età fertile), il calo di nascite è stato costante, anno per anno. Contribuendo di fatto al miglioramento dell&#8217;indicatore.</p>
<div id="13-le-regioni-al-di-sopra-del-33-erano-6-nel-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il confronto tra le regioni</h3>
<p>Un dato incoraggiante è che <strong>salgono a 13 le regioni al di sopra del target del 33%</strong>. Erano 11 nel 2022, 6 nel 2021. Un aumento complessivo che riguarda anche gli ultimi posti della classifica, come Campania e Sicilia che superano per la prima volta quota 15%.</p>
<p>Tuttavia, <strong>già a un livello regionale si nota come &#8211; pur nel miglioramento complessivo &#8211; restino ampie le distanze interne</strong>. Con alcune aree del paese che hanno già raggiunto, o stanno per raggiungere, il nuovo target del 45%. E altre ben lontane da questa soglia.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Nel 2023 13 regioni si attestano sopra la soglia del 33% sui nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Nel 2023 13 regioni si attestano sopra la soglia del 33% sui nidi &#8211; Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2023/24)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306360"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306360" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Guida la classifica l&#8217;Umbria, con quasi un posto ogni 2 minori (48,4%)</strong>. Sopra la soglia del 40% anche Emilia-Romagna, Valle d&#8217;Aosta, Toscana e Friuli-Venezia Giulia; poco sotto Lazio, Sardegna e Lombardia.</p>
<p>È rilevante osservare come, pur negli incrementi degli ultimi anni, nelle ultime posizioni restino tutte importanti regioni del mezzogiorno, come Campania (15,4%), Sicilia (15,5%) e Calabria (17,2%). Segno di un <strong>divario strutturale che permane, ancora più visibile sui singoli territori</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;offerta di asili nido e servizi prima infanzia sul territorio</h3>
<p>In <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lofferta-di-asili-nido-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedenti approfondimenti dell&#8217;osservatorio</a> abbiamo evidenziato come l’offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia nel nostro Paese sia attraversata da <strong>due principali fratture</strong>.</p>
<p>La prima, chiaramente visibile già a livello regionale, riguarda il divario tra <strong>centro-nord e mezzogiorno</strong>. La seconda, che emerge solo analizzando i dati almeno su scala comunale, è quella che separa le <strong>grandi città dalle aree interne</strong>.</p>
<div id="387-i-posti-ogni-100-bambini-nei-comuni-polo-245-nelle-aree-interne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, si registrano quasi 40 posti ogni 100 bambini</strong> con meno di 3 anni (38,7%). La quota scende di circa dieci punti (29% circa) in comuni di cintura, gli hinterland delle città principali. <strong>Nelle aree interne scende ulteriormente, con una media di circa 24,5 posti per 100 minori</strong>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Asili nido, resta la spaccatura tra nord e sud e tra centri e aree interne</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306340_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306340"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306340" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Con differenze anche rispetto al tipo di comune di area interna</strong>. I comuni intermedi, situati a quasi mezz&#8217;ora dalla città polo più vicina, vedono un&#8217;offerta di 24,9 posti per 100 minori. La quota scende al 24,5% nei comuni periferici e al 20,4% in quelli ultraperiferici, a oltre un&#8217;ora dai poli.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Divari si registrano però anche tra le città. Prendendo in considerazione i capoluoghi, la quota supera i 60 posti ogni 100 bambini a Nuoro, Sassari, Siena e Ferrara e Carbonia. <strong>Sono 25 i capoluoghi di provincia dove l&#8217;offerta raggiunge o supera i 50 posti ogni 100 bambini</strong>; con l&#8217;eccezione dei 3 comuni sardi appena citati, si trovano tutti nel centro-nord del paese.</p>
<p>Al contrario, si trovano tutte nel mezzogiorno le 6 città capoluogo con meno di 15 posti ogni 100 bambini, come Barletta, Messina, Isernia, Ragusa, Andria e Catania.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/totale_generale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto: <a href="https://mockuptree.com/free/woman-macbook-mockup/" type="link" id="https://mockuptree.com/free/woman-macbook-mockup/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pexels</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/">Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È online la versione aggiornata di OpenPNRR</title>
		<link>https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308281</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sulla nostra piattaforma per il monitoraggio indipendente sono state aggiornate al 26 febbraio le informazioni su misure, progetti, territori, stati di avanzamento e molto altro. Purtroppo i dati disponibili non coincidono con le dichiarazioni del governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/">È online la versione aggiornata di OpenPNRR</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>È online la versione aggiornata della piattaforma <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a>, lo strumento con cui dal 2022 mettiamo a disposizione di addetti ai lavori e cittadini interessati informazioni sul piano nazionale di ripresa e resilienza. Con questo aggiornamento <strong>proseguiamo l’attività di monitoraggio su uno dei principali programmi di investimento pubblico degli ultimi anni</strong>. Dalle riforme agli investimenti, dai soggetti coinvolti ai territori interessati dagli interventi finanziati fino al loro stato di avanzamento, sono molti i dati che è possibile consultare sulla piattaforma alla quale, a oggi, sono <strong>iscritte oltre 27mila tra persone e organizzazioni</strong> che hanno la possibilità di monitorare i progetti in modo personalizzato.</p>
</p>
<p>Anche stavolta tuttavia, come già <a href="https://www.openpolis.it/nonostante-il-governo-e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">evidenziato in passato</a>, permangono <strong>criticità rilevanti che limitano la possibilità di effettuare analisi</strong> sullo stato dell&#8217;arte complessivo del piano proprio in una fase decisiva della sua attuazione, a pochi mesi dalla scadenza del 30 giugno.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>La lacuna principale riguarda il <strong>numero complessivo dei progetti</strong>. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare infatti, questo dato rispetto alla precedente versione diminuisce invece di aumentare: si passa <strong>da 306.345 a 280.767 opere </strong>che è possibile monitorare nel dettaglio. Un valore peraltro che risulta in evidente contrasto con quanto riportato recentemente dall’<a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esecutivo</a> che ha parlato di oltre <strong>650mila progetti</strong> <strong>finanziati</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-25.578 </span>il numero di progetti Pnrr in meno rispetto al precedente aggiornamento dati pubblicato dalle istituzioni preposte.</p>
</section>
</p>
<p>Questa discrepanza è parzialmente spiegabile con il fatto che non sono più disponibili i dati relativi agli interventi del <a href="https://openpnrr.it/misure/115/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Superbonus</a> finanziati dal Pnrr. Si tratta di una lacuna particolarmente rilevante, soprattutto alla luce del dibattito pubblico e delle <a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/meloni-i-conti-sono-molto-ordine-pesano-debiti-superbonus/AIk1KYgC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">polemiche</a> che hanno recentemente riguardato questa misura. <strong>A novembre erano censiti 60.726 interventi per un valore complessivo di 13,7 miliardi</strong>. Già in precedenza non erano disponibili informazioni sui pagamenti, ma almeno era possibile analizzare la distribuzione territoriale di questi investimenti. Con il nuovo rilascio questo non risulta possibile.</p>
</p>
<p>A questa mancanza si aggiunge quella relativa a un altro investimento molto consistente del piano. Vale a dire <a href="https://openpnrr.it/misure/37/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 4.0</a>. Anche per questo investimento non abbiamo a disposizione dati di dettaglio sugli interventi finanziati. Lacuna ancora più significativa se si considera che questa misura è stata <a href="https://openpnrr.it/misure/506/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ulteriormente rafforzata</a> fino a raggiungere un valore complessivo di <strong>18,1 miliardi</strong>. Si tratta di carenze che incidono profondamente sulla capacità di restituire un quadro fedele dello stato di attuazione del piano.</p>
</p>
<p>Da notare infine che la data di osservazione dei dati risale al <strong>26 febbraio</strong>. Questo significa che il rilascio non può tenere conto della <a href="https://www.openpolis.it/litalia-ha-presentato-una-settima-revisione-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima revisione</a> del Pnrr, approvata definitivamente alla fine di marzo. Di conseguenza, <strong>il monitoraggio risulta inevitabilmente parziale</strong>. Ancora una volta quindi rileviamo significativi problemi di trasparenza per quanto riguarda la possibilità di monitorare il piano.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le misure modificate</h3>
</p>
<p>Nonostante questi limiti, l’aggiornamento consente comunque di osservare alcune dinamiche rilevanti. In particolare il fatto che alcune misure sono state eliminate, altre aggiunte mentre per altre ancora c&#8217;è stata una <strong>revisione del quadro finanziario</strong>.</p>
</p>
<p><div id="rispetto-alla-precedente-versione-sono-state-eliminate-7-misure-viceversa-ce-ne-sono-9-di-nuova-introduzione-per-un-valore-di-circa-9-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Le misure totalmente eliminate sono 7 per un importo complessivo di circa 1,5 miliardi. Quelle più significative da un punto di vista degli importi stanziati sono i <strong>progetti “faro” per l’economia circolare</strong> (600 milioni) e due misure legate allo sviluppo dell’idrogeno come fonte energetica. Parliamo in particolare dell’<strong>utilizzo di questa fonte nei settori hard to abate</strong> e nel <strong>trasporto stradale</strong>.&nbsp;</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Gli investimenti del Pnrr per la transizione ecologica</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Da notare che 4 investimenti legati alle <strong>infrastrutture ferroviarie</strong> sono stati accorpati in un’unica nuova <a href="https://openpnrr.it/misure/509/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misura</a> dell’importo totale di circa 6,6 miliardi. Al netto di questa ricollocazione, le misure create ex novo sono in totale 9 di cui 8 investimenti e una riforma.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9,1 mld € </span>le risorse del Pnrr distribuite tra le misure del piano di nuova introduzione.</p>
</section>
</p>
<p>L’investimento più significativo riguarda <a href="https://openpnrr.it/misure/506/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 4.0</a> misura già presente nel piano ma rafforzata con <strong>fondi aggiuntivi per 4,7 miliardi</strong>. Troviamo poi il regime di sovvenzioni per le <a href="https://openpnrr.it/misure/508/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">infrastrutture idriche</a> (1 miliardi) e il <a href="https://openpnrr.it/misure/507/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispositivo per il parco agrisolare</a> (789 milioni). Queste ultime due misure sono state trasformate in <em>facility</em>, vale a dire <strong>strumenti finanziari</strong>. Si tratta di una soluzione&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/le-prospettive-del-pnrr-a-un-anno-dalla-scadenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggerita</a>&nbsp;dalla Commissione europea al fine di non perdere le risorse. In questo modo infatti entro il 30 giugno è sufficiente istituire il fondo, mentre i progetti potranno essere conclusi anche successivamente. Percorso simile anche per quanto riguarda il <a href="https://openpnrr.it/misure/504/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo nazionale per la connettività</a> (733 milioni) e gli <a href="https://openpnrr.it/misure/510/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alloggi per gli studenti</a> (599milioni).</p>
</p>
<p><div id="linvestimento-su-transizione-5-0-e-stato-decurtato-di-38-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Troviamo poi altre misure che erano già presenti ma che hanno subito <strong>variazioni più o meno significative con riferimento alla dotazione finanziaria</strong>. Le misure maggiormente potenziate sono quelle riguardanti la competitività e resilienza delle <a href="https://openpnrr.it/misure/502/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">catene di approvvigionamento</a> (+2,7 miliardi), il <a href="https://openpnrr.it/misure/407/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo rotativo per i contratti di filiera</a> (+2 miliardi) e la riforma per <a href="https://openpnrr.it/misure/503/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumentare l’efficienza del settore ferroviario in Italia</a> (+1,2 miliardi).&nbsp;Le misure che hanno visto il maggiore definanziamento invece sono quella riguardante le <a href="https://openpnrr.it/misure/86/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunità energetiche</a> (-1,4 miliardi), l’investimento su <a href="https://openpnrr.it/misure/501/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tecnologie a zero emissioni nette</a> (-2,3 miliardi) e <a href="https://openpnrr.it/misure/408/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 5.0</a> (-3,8 miliardi). </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/">Tagliati circa 3,8 miliardi da Transizione 5.0</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/">Le principali variazioni del quadro finanziario delle misure del Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308271_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308271_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308271_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308271_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/">Tagliati circa 3,8 miliardi da Transizione 5.0 &#8211; Le principali variazioni del quadro finanziario delle misure del Pnrr</a></div>
</p></div>
<div id="chart_308271_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308271_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308271_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308271_tab3"></p>
<p>Nel grafico sono rappresentate solamente le misure per cui la variazione dell&#8217;importo finanziario è superiore ai 100 milioni di euro. <span style="font-weight: 400">Complessivamente le riforme e gli investimenti con variazioni di importo sono 46 (il 15% circa del totale).</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308271"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308271" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Quest’ultima misura in particolare è stata al centro di forti&nbsp;<a href="https://www.corriere.it/economia/aziende/26_aprile_01/transizione-5-0-il-governo-fa-retromarcia-dopo-le-polemiche-tornano-i-fondi-per-le-imprese-f3443015-b931-4237-a351-9d83e32b6xlk.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">polemiche</a>&nbsp;nelle ultime settimane. Inizialmente infatti sembrava che i requisiti e le modalità per chiedere i sussidi fossero <strong>troppo complessi e poco appetibili per le imprese</strong>. Ciò aveva portato il governo a optare per un definanziamento della misura. Si è poi scoperto però che <strong>le risorse rimanenti non erano sufficienti a sostenere tutte le imprese che avevano fatto richiesta</strong>. Di fronte alle recriminazioni delle associazioni di categoria l’esecutivo si è visto costretto a una parziale marcia indietro stanziando risorse aggiuntive da altre fonti di finanziamento.</p>
</p>
<p>Tra gli altri definanziamenti degni di nota possiamo osservare il taglio di oltre 500 milioni al piano <a href="https://openpnrr.it/misure/45/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia a 1 giga</a>, di cui ci eravamo occupati in un precedente&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report</a>&nbsp;e parzialmente confluito nel già citato nuovo fondo per la connettività.</p>
</p>
<p><div id="i-progetti-che-e-possibile-monitorare-sono-oltre-280mila-il-656-risulta-ancora-in-corso-mancano-informazioni-su-transizione-4-0-e-superbonus" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I dati sui progetti</h3>
</p>
<p>Come già evidenziato, il numero complessivo dei progetti disponibili è diminuito. Entrando nel dettaglio, si osserva però una dinamica interna significativa: sono stati <strong>aggiunti 37.660 nuovi interventi</strong>, mentre 63.238 non risultano più presenti nel dataset. Questi ultimi rappresentavano un valore complessivo di <strong>15,9 miliardi di fondi Pnrr</strong>. Il principale fattore alla base di questa riduzione è, come detto, la scomparsa dei dati relativi al <strong>Superbonus</strong>.</p>
</p>
<p>Tra le novità dell’aggiornamento c’è anche l’introduzione di un nuovo campo relativo allo <strong>stato di avanzamento dei lavori</strong>. Sulla base di queste nuove informazioni, emerge che – per i progetti di cui sono disponibili i dati – 96.430 risultano conclusi, mentre 184.276 sono ancora in corso.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">65,6% </span>i progetti del Pnrr che risultano ancora in corso sulla base dei dati disponibili (febbraio 2026).</p>
</section>
</p>
<p>Da ribadire ancora una volta che <strong>i numeri divergono sensibilmente da quelli comunicati dal governo</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I numeri ufficiali del Piano dell’Italia sono eloquenti: 416 obiettivi raggiunti, 166 miliardi di euro assicurati all’Italia, 655.677 progetti finanziati, oltre 541 mila interventi conclusi e circa 100.000 in fase di esecuzione o completamento.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank">&#8211; Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, Pnrr e politiche di coesione (29/4/2026)</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="la-regione-piu-avanti-nei-pagamenti-e-il-veneto-quella-piu-indietro-la-valle-daosta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il Pnrr nei territori</h3>
</p>
<p>Grazie al nuovo aggiornamento è possibile anche capire un po&#8217; di più quale sia l&#8217;impatto del Pnrr nei diversi territori e il relativo stato di avanzamento. A livello numerico, la regione che ne ospita la maggior quantità sul proprio territorio è la <strong>Lombardia</strong> (38.543). Seguono <strong>Campania</strong> (26.264), <strong>Sicilia</strong> (24.921) e <strong>Piemonte</strong> (23.761). Per quanto riguarda invece le risorse assegnate a progetti localizzabili in specifici territori, ai primi posti troviamo sempre <strong>Lombardia</strong> e <strong>Campania</strong> rispettivamente con 19,5 e 17,5 miliardi. La terza regione che accoglie progetti con la maggior quantità di risorse Pnrr è invece il <strong>Veneto</strong> con 14,4 miliardi.</p>
</p>
<p>Un buon modo per valutare quale sia lo stato dell’arte nelle diverse aree del paese è valutare la <strong>quota di pagamenti</strong> già effettuati rispetto al valore totale di progetti in corso. Come noto infatti, i soggetti attuatori effettuano le erogazioni alle imprese incaricate  solo in seguito alla presentazione del documento che certifica lo <strong>stato di avanzamento dei lavori</strong>. Da questo punto di vista possiamo osservare che la regione più avanti è proprio il <strong>Veneto</strong> con il 47% di pagamenti già effettuati. Seguono <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> (40%) ed <strong>Emilia-Romagna </strong>(38%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti/">Pagamenti Pnrr: il Veneto è la regione più avanti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti/">Lo stato di avanzamento dei progetti Pnrr nelle diverse regioni</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308278_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308278_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308278_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308278_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti/">Pagamenti Pnrr: il Veneto è la regione più avanti &#8211; Lo stato di avanzamento dei progetti Pnrr nelle diverse regioni</a></div>
</p></div>
<div id="chart_308278_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308278_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308278_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308278_tab3"></p>
<p>Dall&#8217;analisi sono stati esclusi i progetti di rilevanza nazionale, vale a dire quelle opere che non è possibile localizzare in un singolo territorio. Ci sono invece alcuni interventi che coprono più regioni. In questo caso, non essendo possibile fare una divisione puntuale dell&#8217;impatto nelle diverse aree, i progetti di questo tipo sono stati conteggiati interamente in ogni regione interessata.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308278"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308278" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A febbraio 2026 quindi nessuna regione aveva ancora raggiunto la soglia psicologica del 50% di pagamenti, almeno in base ai dati disponibili. La maggior parte dei territori si colloca a un livello compreso tra il 30 e il 38%. Le regioni più indietro invece sono <strong>Valle d’Aosta</strong> (19%), <strong>Sicilia</strong> (22%), <strong>Calabria</strong> (25%) e <strong>Campania</strong> (26%).&nbsp;</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://dribbble.com/shots/4258860-Dashboard-Woman-Macbook" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marco Waldner</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/">È online la versione aggiornata di OpenPNRR</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accoglienza for profit e approccio emergenziale in &#8220;La frontiera, ovunque&#8221;</title>
		<link>https://www.openpolis.it/accoglienza-for-profit-e-approccio-emergenziale-in-la-frontiera-ovunque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308306</guid>

					<description><![CDATA[<p>Online i nuovi dati di Centri d'Italia, il monitoraggio del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati di ActionAid e Openpolis. Nell'ambito del progetto, ActionAid ha realizzato la nona edizione del report sullo stato dell'arte, quest'anno intitolato "La frontiera, ovunque".</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/accoglienza-for-profit-e-approccio-emergenziale-in-la-frontiera-ovunque/">Accoglienza for profit e approccio emergenziale in &#8220;La frontiera, ovunque&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>&#8220;La frontiera, ovunque&#8221;</strong> è il titolo del nuovo rapporto sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia, realizzato nell&#8217;ambito del progetto <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centri d&#8217;Italia</a>, curato da otto anni da Fondazione Openpolis e ActionAid Italia.</p>
</p>
<p>Il rapporto sullo stato del sistema è stato realizzato da ActionAid sulla scorta dei numeri di Centri d&#8217;Italia, <strong>la prima (e ad oggi l&#8217;unica) piattaforma di monitoraggio indipendente </strong>sui centri di accoglienza nel paese. Racconta dell&#8217;aumento delle società for profit che gestiscono le strutture e dell&#8217;incremento dei posti nei centri di prima accoglienza, ma anche della <strong>conferma di alcune dinamiche</strong> già riscontrate, come il dominio del sistema straordinario, dei centri grandi e in generale dell&#8217;approccio emergenziale a un fenomeno del tutto strutturale.</p>
</p>
<p>Grazie al lavoro sinergico tra ActionAid e Fondazione Openpolis il portale è stato aggiornato ai dati relativi al 2024, l&#8217;ultima annualità ottenuta dalle <strong>richieste di accesso civico</strong> inoltrato dalle due organizzazioni al ministero dell&#8217;interno.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br /><strong>Centri d&#8217;Italia</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>È stato possibile dunque aggiornare Centri d&#8217;Italia con dati di dettaglio che raccontano i numeri dei centri di accoglienza straordinari (<strong>Cas</strong>), del sistema di accoglienza e integrazione (<strong>Sai</strong>) e delle strutture di <strong>prima accoglienza</strong>, fino al dettaglio della provincia, del comune e del singolo centro.</p>
</p>
<p>A partire da questi dati ActionAid ha redatto &#8220;La frontiera, ovunque&#8221;, la <strong>nona edizione del report </strong>Centri d&#8217;Italia.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo-414x130.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Tra l&#8217;invasione e l&#8217;emergenza</h3>
</p>
<p>Emergono diverse conferme e qualche novità. Intanto è evidente come non ci sia nessuna &#8220;<strong>invasione</strong>&#8220;, un grimaldello attraverso il quale alcune forze politiche tentano di strumentalizzare il fenomeno migratorio. Le persone accolte al 31 dicembre 2024, infatti, erano poco più di 134mila: una cifra che da sola dimostra un <strong>trend tutto sommato stabile</strong>, con numeri inferiori al 2018, periodo in cui si iniziò a parlare di <em>emergenza</em>. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">135.549 </span>persone accolte al 31 dicembre 2024, pari allo 0,23% della popolazione residente in Italia.</p>
</section>
</p>
<p>Un altro elemento importante riguarda proprio <strong>l&#8217;approccio emergenziale </strong>al tema, una dinamica ormai diventata &#8220;cronica&#8221;. Non è un caso, infatti, che oltre <strong>7 persone su 10 siano ospitate nei Cas</strong>, che per definizione dovrebbero essere utilizzati solo a saturazione del sistema ordinario. Come abbiamo raccontato anche negli anni scorsi, così non è mai stato e così continua a non essere.</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Più posti nella prima accoglienza e centri più grandi</h3>
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<p>A rafforzare questi concetti giungono anche i numeri della prima accoglienza: le &#8220;infrastrutture di filtro&#8221;, infatti, tra il 2021 e il 2024 <strong>crescono di oltre l&#8217;80%</strong>, passando da 3,5 mila a 6,3mila posti disponibili. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_da1ae35a307dad0ebcfb8d6b4ff387c8" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nella gestione dei centri di accoglienza sono raddoppiate le aziende for profit.</p>
</section></div>
</p>
<p>La crescita ancora più evidente riguarda le strutture dei <strong>soggetti for profit</strong> (ossia le società di profitto che vincono le gare per la gestione dei centri). A fine 2024 erano 14,8mila, più del doppio delle 7mila attive nel 2022.</p>
</p>
<p>Infine il capitolo relativo alla capienza nei centri: <strong>oltre un terzo (il 36%) ha più di 50 posti disponibili</strong>, confermando la tendenza negli anni a prediligere un sistema basato sulle grandi strutture anziché sull&#8217;accoglienza diffusa nei territori.</p>
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<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica il</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/Centri-Italia_2026_summary_web-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">summary</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Sono queste e molte altre le tendenze rilevate nel nono rapporto di Centri d&#8217;Italia. Parole e numeri che riguardano anche il <strong>sistema ordinario</strong>, oltre che l&#8217;universo normativo che regola l&#8217;accoglienza, com&#8217;è noto cambiato numerose volte negli ultimi anni.</p>
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<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Le numerose misure adottate tra il 2023 e l’inizio del 2026 non sono interventi episodici, ma un disegno coerente che sposta progressivamente l’accoglienza da spazio di orientamento, protezione e accompagnamento all’autonomia a dispositivo di selezione, contenimento e mera amministrazione della presenza.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://centriditalia.it/pages/pubblicazioni" target="_blank">&#8211; La frontiera, ovunque &#8211; ActionAid, 2026</a>
									            </div>
</section>
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<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica il</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/actionaid.it/uploads/2026/04/La_frontiera_ovunque_report.pdf" target="_blank" rel="noopener">rapporto</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Il rapporto e l&#8217;executive summary firmati da ActionAid sono <strong>disponibili nella sezione dedicata alle pubblicazioni su Centri d&#8217;Italia</strong> e sui canali dell&#8217;organizzazione non governativa.</p>
</p>
<p><strong>Foto</strong>: <a href="https://www.freepik.com/free-photo/group-pakistani-man-wearing-traditional-clothes-salwar-kameez-kurta_26153261.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=14&amp;uuid=1ee8ffc1-ad6c-4059-91dc-5712e1268a03&amp;query=migranti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://www.freepik.com/ai/docs/licenses-attribution" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/accoglienza-for-profit-e-approccio-emergenziale-in-la-frontiera-ovunque/">Accoglienza for profit e approccio emergenziale in &#8220;La frontiera, ovunque&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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