<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Openpolis</title>
	<atom:link href="https://www.openpolis.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.openpolis.it/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Jul 2026 07:17:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.5</generator>
	<item>
		<title>In Italia una famiglia su tre non può permettersi la vacanza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-italia-una-famiglia-su-tre-non-puo-permettersi-la-vacanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307674</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le ferie estive tutelano il diritto al riposo ma possono anche contribuire alla crescita personale e alla socialità dei minori. Tuttavia più di un terzo delle famiglie italiane con un figlio non può permettersele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-una-famiglia-su-tre-non-puo-permettersi-la-vacanza/">In Italia una famiglia su tre non può permettersi la vacanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;arrivo delle vacanze, non tutte le famiglie possono permettersi alcuni giorni lontano da casa. Questa situazione non risparmia i genitori con minori a carico, altrettanto obbligati a fare i conti con le proprie disponibilità economiche. Sebbene in calo, nel 2025 più del 30% delle famiglie, sia con un figlio unico che con due figli, non potevano permettersi una settimana di vacanze lontano da casa. Questa quota superava il 50% per le famiglie con tre o più figli.</p>



<p>Questa situazione genera una disparità nelle occasioni di apprendimento rispetto ai coetanei che possono fare questo tipo di esperienze. <strong>Ciò comporta l&#8217;attivazione di un meccanismo intimamente connesso con quello della povertà educativa, da più punti di vista</strong>: un bambino che durante l’estate non ha la possibilità di viaggiare con la propria famiglia, visitare luoghi o anche solo trascorrere del tempo fuori casa ha maggiori probabilità di vedere limitati diritti fondamentali come quelli al gioco, al tempo libero e all’apprendimento. Una prerogativa, quest&#8217;ultima, che non si realizza solo tra i banchi di scuola.</p>



<p>Abbiamo approfondito la situazione attraverso i dati disponibili, per comprendere meglio quanto incide la rinuncia alle vacanze e i fattori di fragilità socio-economica che ne possono essere alla base.</p>



<form class="newsletter-subscribe newsletter-subscribe--one bg-grey3 sm-row-full justify-center" action="https://b7h3d.emailsp.com/frontend/subscribe.aspx" target="_blank">
	<div class="max-w-960 aligncenter">
		<div class="text-center mt-20">
			<h4 class="my-0"><span class="fs-28">Iscriviti alla <i class="paper-plane"></i> newsletter</span></h4>
			<span class="fs-15 mb-30">Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</span>
		</div>

		<div class="ns-one-fields mt-20">
			<label class="sr-only" for="ns-one-nome-one-20">Nome</label>
			<input id="ns-one-nome-one-20" class="ns-one-input" name="campo1" type="text" placeholder="Nome" required>

			<label class="sr-only" for="ns-one-cognome-one-20">Cognome</label>
			<input id="ns-one-cognome-one-20" class="ns-one-input" name="campo2" type="text" placeholder="Cognome" required>

			<label class="sr-only" for="ns-one-email-one-20">E-mail</label>
			<input id="ns-one-email-one-20" class="ns-one-input" name="email" type="email" placeholder="E-mail" required>
		</div>

		<div class="text-center mt-20">
			<p class="my-0">
				Dichiaro di aver letto l&rsquo;<a href="https://www.openpolis.it/privacy-policy/" class="red1">informativa privacy</a> e presto il consenso al trattamento dei miei dati personali
			</p>
		</div>

		<div class="text-center mt-20 mb-20">
			<script>
				function trk_newsletter_one_subscribe_20() {
					if (window.dataLayer) {
						window.dataLayer.push({'event':'newsletter_subscribe', 'newsletter_sub': ['_20_']});
					}
				}
			</script>
			<button name="submit" type="submit" value="true" class="clickable"
					onclick="trk_newsletter_one_subscribe_20();"
			>Iscriviti</button>
		</div>
	</div>
	<input type="hidden" name="list" value="20">
	<input type="hidden" name="apgroup" value="215">
</form>



<h3 class="wp-block-heading">Le vacanze sono anche un&#8217;occasione di sviluppo personale</h3>


<div id="le-vacanze-sono-unoccasione-di-crescita-personale-per-i-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Il periodo estivo non ha soltanto finalità di riposo. Si tratta anche un periodo in cui si fanno esperienze di socialità e apprendimento slegate dal contesto scolastico, che possono portare a una maggiore maturità emotiva e cognitiva dei minori. <strong>La mancanza di tali stimoli rischia di aumentare la distanza tra i bambini che beneficiano di certe esperienze durante il periodo estivo e coloro che rimangono a casa a causa di difficoltà economiche. </strong>Questa barriera presente per alcuni minori è a tutti gli effetti una sfaccettatura della &#8220;trappola della povertà educativa&#8221;.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		La povertà educativa è la condizione in cui un bambino o un adolescente è privato del diritto all&#8217;apprendimento in senso lato, dalle opportunità culturali e educative al diritto al gioco. Povertà economica e educativa si alimentano a vicenda.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/">
                &#8220;Quali sono le cause della povertà educativa&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Lo sviluppo di una persona non avviene esclusivamente tra i banchi di scuola: si nutre anche di vissuti quotidiani ordinari o straordinari come le vacanze che, purtroppo, non risultano sempre accessibili in contesti socio-economici più fragili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quante famiglie non possono permettersi le vacanze</h3>



<p>È possibile farsi un&#8217;idea del fenomeno considerando i dati Istat elaborati nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine sulle condizioni di vita, che mira a ricostruire il quadro sui redditi e le situazioni di povertà, esclusione sociale e deprivazione presenti nel nostro paese.</p>


<div id="nel-2025-il-332-delle-famiglie-con-un-minore-non-puo-permettersi-di-andare-in-vacanza-il-533-quando-ci-sono-3-o-piu-figli" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Nel 2025 il 33,2% delle famiglie con un figlio minore dichiara di non aver potuto permettersi di fare almeno una settimana di vacanze lontano da casa. Un&#8217;incidenza simile a quella delle famiglie con due figli a carico (31,5%). Il dato aumenta a 53,3% quando invece sono tre o più.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/">Le famiglie con oltre 3 figli hanno più difficoltà a fare una settimana di vacanza</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/">Incidenza di famiglie con figli che non possono permettersi una settimana di vacanza (2004-2025)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_308002_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308002_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_308002_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308002_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/">Le famiglie con oltre 3 figli hanno più difficoltà a fare una settimana di vacanza &#8211; Incidenza di famiglie con figli che non possono permettersi una settimana di vacanza (2004-2025)</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(consultati: lunedì 23 Marzo 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-308002">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308002.hide,mobile-share-buttons-308002.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308002.hide,embed-panel-308002.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-308002" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Le famiglie con oltre 3 figli hanno più difficoltà a fare una settimana di vacanza"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Le famiglie con oltre 3 figli hanno più difficoltà a fare una settimana di vacanza"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Le famiglie con oltre 3 figli hanno più difficoltà a fare una settimana di vacanza - https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308002.show,mobile-share-buttons-308002.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-308002" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308002.show,embed-panel-308002.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-308002"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-308002" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-famiglie-con-oltre-3-figli-hanno-piu-difficolta-a-fare-una-settimana-di-vacanza/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>È importante notare che si tratta di valori in crescita rispetto all&#8217;anno precedente.</strong> Tra le famiglie con 2 figli minori, l&#8217;aumento è di circa 1,5 punti percentuali. Un valore che cresce a 5,1 nel caso di 1 figlio e a 8,9 quando sono 3 o più. <strong>Storicamente, le famiglie più numerose presentano più frequentemente difficoltà a permettersi almeno una settimana di ferie.</strong> La percentuale di nuclei familiari numerosi più alta si rileva nel 2012 (61%). Per quanto riguarda invece le famiglie più piccole, gli andamenti sono più o meno simili tra di loro. Anche in questi casi, il picco maggiore si registra nel 2012 (50,2% un figlio minore, 49% invece con due).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un fenomeno complesso da tracciare</h3>



<p>Per determinare con precisione la percentuale di nuclei familiari che rinuncia alle vacanze bisogna fare i conti con un rischio concreto di sottostima del fenomeno.</p>


<div id="strillo-testo-block_8d84686ebbf570c12d2858a34e05b6b6" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le deprivazioni economiche in famiglie con minori possono essere sottostimate.</p>
			        </section>
		</div>



<p>La letteratura scientifica di riferimento (si veda <a href="https://www.minori.gov.it/sites/default/files/report20card_2010_it_0.pdf" type="link" id="https://www.minori.gov.it/sites/default/files/report20card_2010_it_0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unicef, 2012</a>) richiama spesso l’importanza di non perdere di vista la dimensione umana dietro ogni rilevazione: il dato è infatti il risultato di testimonianze reali e dirette di genitori chiamati a descrivere la condizione socio-economica del proprio nucleo familiare. Ammettere di non riuscire sempre a soddisfare i bisogni dei propri figli può attivare dinamiche psicologiche che incidono anche sulla piena sincerità delle risposte.</p>



<p><strong>Per tali ragioni, risulta complesso definire con certezza l&#8217;incidenza di queste situazioni a livello nazionale e, a maggior ragione, a quello locale.</strong> Per avere un&#8217;idea di quanto la deprivazione possa incidere sulle famiglie con minori è possibile avvalersi di ricostruzioni Istat avvenute nel contesto delle statistiche sperimentali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La condizione delle famiglie monoreddito</h3>



<p>Le situazioni di maggiore fragilità economica possono dipendere da numerosi fattori. <strong>Uno di quelli che potenzialmente espone di più alle fragilità è quello delle famiglie con figli piccoli a carico che si mantengono su un&#8217;unica fonte reddituale.</strong></p>


<div id="le-famiglie-piu-fragili-sono-quelle-con-un-solo-stipendio-e-figli-a-carico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>È possibile analizzare la situazione attraverso un indicatore elaborato da Istat che misura la quota di famiglie che dichiarano un unico percettore di reddito in cui risulta presente almeno un figlio a carico con meno di 6 anni. Dati di questo tipo vanno ovviamente sempre considerati con attenzione, sia per le dinamiche legate all&#8217;impatto del lavoro sommerso, sia perché non necessariamente una famiglia monoreddito si trova in una situazione critica. Allo stesso tempo, <strong>l&#8217;indicatore consente di monitorare una condizione che in molti casi, verosimilmente, testimonia una potenziale difficoltà economica, per la contemporanea presenza di un solo reddito familiare e di bambini piccoli nel nucleo. </strong>Quest’informazione, essendo molto di dettaglio, è disponibile solo per i comuni con almeno cinquemila abitanti. Per avere un&#8217;idea della dinamica, l&#8217;abbiamo analizzata in andamento nel tempo, calcolando la differenza percentuale tra 2015 e 2022 e ricavando un dato per 2.340 comuni italiani.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/">Le famiglie monoreddito con figli piccoli a carico sono aumentate in 39 capoluoghi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/">Variazione nella percentuale di famiglie monoreddito con almeno un minore di 6 anni a carico (2015, 2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_308006_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308006_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_308006_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308006_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/">Le famiglie monoreddito con figli piccoli a carico sono aumentate in 39 capoluoghi &#8211; Variazione nella percentuale di famiglie monoreddito con almeno un minore di 6 anni a carico (2015, 2022)</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(consultati: lunedì 23 Marzo 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-308006">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308006.hide,mobile-share-buttons-308006.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308006.hide,embed-panel-308006.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-308006" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Le famiglie monoreddito con figli piccoli a carico sono aumentate in 39 capoluoghi"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Le famiglie monoreddito con figli piccoli a carico sono aumentate in 39 capoluoghi"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Le famiglie monoreddito con figli piccoli a carico sono aumentate in 39 capoluoghi - https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308006.show,mobile-share-buttons-308006.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-308006" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308006.show,embed-panel-308006.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-308006"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-308006" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-famiglie-monoreddito-con-figli-piccoli-a-carico-sono-aumentate-in-39-capoluoghi/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			

<div id="tra-2015-e-2022-in-un-terzo-dei-capoluoghi-italiani-le-famiglie-in-difficolta-sono-aumentate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Le famiglie monoreddito con almeno un figlio piccolo a carico sono in calo su 1.098 comuni italiani mentre sono in aumento in 1.242.</strong> Per quanto riguarda i capoluoghi, 39 sono in aumento mentre 73 sono in calo. La diminuzione più ampia si registra a Andria , passata dall&#8217;incidenza del 45,5% al 42,8% (-2,76 punti percentuali). Seguono Bologna (-2,23, da 45,2% a 43%) e Pescara (-1,94, tra 49,7% e 47,8%). <strong>Al contrario, sono maggiori gli aumenti registrati a Nuoro (2,08 punti percentuali, da 46,8% a 48,9%), Oristano (1,95, tra 47,0% e 48,9%) e Potenza (1,64, tra 43,9% e 45,5%).</strong></p>



<p>Dati che, pur nella tendenza alla diminuzione, si prestano a una lettura su diversi livelli. In primo luogo, i miglioramenti più consistenti si registrano in città dove la quota era superiore al 30%, e oggi si attesta comunque quasi a un quarto del totale delle famiglie monoreddito. Secondo, il calo della natalità registrato negli ultimi anni fa sì che anche la quota di famiglie con figli tra quelle monoreddito possa diminuire di conseguenza. <strong>È quindi verosimilmente anche l&#8217;effetto di una tendenza opposta, che abbiamo avuto modo di puntualizzare in passato: la scelta crescente dei nuclei, soprattutto giovani, in condizione economica non stabile di non fare figli. </strong>In terzo luogo, questi dati non comprendono le famiglie che &#8211; pur disponendo di due redditi &#8211; potrebbero trovarsi comunque in difficoltà economica, a maggior ragione perché le informazioni disponibili si riferiscono ad anni precedenti l&#8217;aumento dell&#8217;inflazione.</p>



<p>La condizione di monoreddito non è l&#8217;unica associata a una possibile deprivazione economica ma è sicuramente una di quelle potenzialmente più critiche. Il lavoro è infatti un elemento di protezione contro la povertà che, come abbiamo analizzato <a href="https://www.openpolis.it/cosa-lega-laccesso-allistruzione-e-le-condizioni-lavorative/" type="link" id="https://www.openpolis.it/cosa-lega-laccesso-allistruzione-e-le-condizioni-lavorative/">in passato</a>, ha dei legami anche con l&#8217;istruzione. Tutte dinamiche che si rafforzano nel contesto più ampio della povertà educativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica e condividi i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2015_monoreddito/totale_generale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di mense scolastiche rispetto al comune sono stati elaborati incrociando informazioni di fonte Mim e Istat.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-ragazza-sta-giocando-nellacqua-CMVHlKRLMGI">Stas Ostrikov</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-una-famiglia-su-tre-non-puo-permettersi-la-vacanza/">In Italia una famiglia su tre non può permettersi la vacanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sfida energetica dell’Europa: a che punto è l’attuazione del RepowerEu</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-energetica-delleuropa-a-che-punto-e-lattuazione-del-repowereu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=309314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il piano lanciato dalle istituzioni europee vale oltre 50 miliardi di euro, di cui più di 7 per l’Italia. Ma sul fronte degli obiettivi climatici e dell’impatto ambientale c’è ancora molto lavoro da fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-energetica-delleuropa-a-che-punto-e-lattuazione-del-repowereu/">La sfida energetica dell’Europa: a che punto è l’attuazione del RepowerEu</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La crisi climatica, la guerra tra Russia e Ucraina e, più di recente, l&#8217;instabilità in Medio Oriente hanno costretto l&#8217;Europa a <strong>ripensare il proprio modello di approvvigionamento energetico</strong>. Da un lato per renderlo più sostenibile, dall&#8217;altro per emanciparsi dalla dipendenza dalle importazioni da paesi terzi.</p>



<p>In questo contesto l&#8217;Unione europea ha messo in campo diverse iniziative, tra cui il piano <strong>RepowerEu</strong>. Questo programma, insieme ad altri strumenti, ha contribuito ad affrontare la crisi energetica nell&#8217;immediato riducendo o azzerando gli approvvigionamenti dalla <strong>Russia</strong>. Nelle intenzioni delle istituzioni europee tuttavia questo piano dovrebbe anche contribuire al raggiungimento degli <strong>obiettivi ambientali</strong> dell&#8217;Unione nel medio termine. In particolare per quanto riguarda l&#8217;<a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/sustainable-development-goals/eu-and-united-nations-common-goals-sustainable-future_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agenda 2030</a>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">52 mld € </span>il valore dei programmi RepowerEu di tutti gli stati europei.</p>
			        </section>
		


<p>Inserito all&#8217;interno dei <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pnrr-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piani nazionali di ripresa e resilienza</a>, anche questo capitolo dedicato al settore energetico prevede la propria <strong>conclusione entro la fine di quest&#8217;anno</strong>. Tuttavia molti progetti sono ancora in corso e la <strong>maggior parte delle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/">scadenze</a> previste devono ancora essere completate</strong>. Per questo motivo non è possibile formulare una valutazione definitiva e compiuta del suo impatto complessivo. </p>



<p>L&#8217;obiettivo di questo articolo è capire che cosa è stato finanziato attraverso il RepowerEu, a che punto sono i diversi paesi nell&#8217;attuazione delle misure previste e se gli obiettivi che l&#8217;Unione si è data sono stati raggiunti.</p>


<div id="il-repowereu-ha-la-stessa-impostazione-e-le-stesse-scadenze-del-pnrr-le-risorse-stanziate-in-tutta-lue-superano-i-50-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il RepowerEu</h3>



<p>Tra le iniziative messe in campo dall’Ue a fronte della guerra tra Russia e Ucraina c’è anche il RepowerEu. Entrato definitivamente in vigore con la pubblicazione del <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/435/oj?locale=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento Ue 2023/435</a>, uno degli obiettivi principali di questo piano era proprio quello di <strong>ridurre il più possibile la dipendenza dell&#8217;Ue dalla Russia</strong>, <strong>accelerando al contempo la transizione verso un sistema energetico basato su fonti pulite e rinnovabili</strong>.</p>



<p>Il RepowerEu ha previsto nell&#8217;immediato <strong>acquisti congiunti di gas e nuovi partenariati</strong> con fornitori ritenuti più affidabili. Nel medio termine, il piano punta invece alla <strong>decarbonizzazione industriale</strong> e alla definizione di un <strong>quadro normativo per l&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno</strong>.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Per accedere ai fondi, ogni stato membro ha dovuto inserire un nuovo capitolo all&#8217;interno del proprio Pnrr.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-repowereu/">
                &#8220;Che cos&#8217;è il RepowerEu&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p> Le aree di intervento si concentravano su: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>potenziamento delle infrastrutture e degli impianti energetici; </li>



<li>diversificazione delle fonti di approvvigionamento;</li>



<li>riduzione della domanda di energia; </li>



<li>miglioramento dell&#8217;efficienza energetica (soprattutto in edilizia); </li>



<li>decarbonizzazione dell&#8217;industria; </li>



<li>aumento della produzione di energie rinnovabili;</li>



<li>biometano sostenibile; </li>



<li>idrogeno.</li>
</ul>



<p>Un aspetto rilevante del piano è il suo <strong>carattere transnazionale</strong>. Almeno il <strong>30%</strong> degli interventi finanziati infatti doveva generare benefici anche per altri paesi dell&#8217;Ue.</p>


<div id="quello-italiano-vale-72-miliardi-e-copre-6-aree-di-policy-legate-alla-lotta-ai-cambiamenti-climatici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Non esiste un dataset unico che fornisca una ripartizione precisa del valore complessivo dei capitoli RepowerEu tra i vari paesi, dal momento che ciascuno può essere composto anche da fondi nazionali o europei riallocati. Tuttavia, grazie alle informazioni contenute nel report &#8220;<a href="https://energy.ec.europa.eu/strategy/repowereu-phase-out-russian-energy-imports/repowereu-4-years_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RepowerEu &#8211; 4 years on</a>&#8220;, è possibile fare alcune stime. L&#8217;ammontare complessivo considerando tutti gli stati europei supera i <strong>52 miliardi di euro</strong>. La parte più consistente è assorbita dalla <strong>Polonia</strong>, il cui capitolo vale da solo circa 20,6 miliardi di euro. Seguono <strong>Italia</strong> (7,2 miliardi), <strong>Spagna</strong> (6,9 miliardi) e <strong>Francia</strong> (2,8 miliardi).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/">Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/">Le risorse del RepowerEu per ogni paese europeo</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_309316_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309316_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309316_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309316_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/">Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro &#8211; Le risorse del RepowerEu per ogni paese europeo</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Aprile 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309316">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.hide,mobile-share-buttons-309316.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.hide,embed-panel-309316.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309316" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro - https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.show,mobile-share-buttons-309316.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309316" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.show,embed-panel-309316.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309316"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309316" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Ogni capitolo RepowerEu, inoltre, doveva dedicare separatamente <strong>almeno il 37% degli investimenti totali agli obiettivi climatici</strong>. Per questo gli stati hanno dovuto specificare e giustificare in che percentuale ciascuna misura vi contribuisse, scegliendo tra 9 possibili aree di intervento (<em>policy</em>). A livello europeo, l&#8217;ambito più coinvolto dagli investimenti è quello dell&#8217;<strong>energia rinnovabile e delle reti </strong>(53,5%), seguito da <strong>efficientamento energetico</strong> (29,8%) e <strong>mobilità sostenibile</strong> (8,6%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">Ripartizione della spesa nei capitoli RepowerEu verso gli obiettivi climatici</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_309320_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309320_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309320_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309320_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici &#8211; Ripartizione della spesa nei capitoli RepowerEu verso gli obiettivi climatici</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 23 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309320">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.hide,mobile-share-buttons-309320.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.hide,embed-panel-309320.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309320" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici - https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.show,mobile-share-buttons-309320.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309320" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.show,embed-panel-309320.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309320"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309320" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>È interessante notare che la maggior parte degli stati europei ha concentrato il proprio capitolo su un numero limitato di ambiti. In 18 stati infatti le policy interessate sono al massimo 3. Tra i paesi con il capitolo più consistente si nota la scelta in controtendenza dell&#8217;<strong>Italia</strong>, i cui investimenti interessano ben 6 diversi ambiti. Solo la Croazia ha un programma più diversificato.</p>



<p>Per quanto riguarda il nostro paese nello specifico, il capitolo RepowerEu vale <strong>7,21 miliardi di euro</strong> e comprende <strong>5 riforme e 15 investimenti</strong>. Questi sono pensati per rafforzare le reti di distribuzione e trasmissione elettrica, migliorare la sicurezza energetica, accelerare la produzione di rinnovabili, semplificare le procedure autorizzative, ridurre la domanda energetica e aumentare l&#8217;efficienza. Il capitolo sostiene inoltre lo sviluppo di competenze verdi e il trasporto sostenibile.</p>


<div id="sono-7-940-i-progetti-finanziati-in-italia-molti-di-questi-sono-gia-conclusi-ma-assorbono-appena-il-40-delle-risorse-stanziate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Grazie ai dati pubblicati sul portate <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/catalogo-open-data.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2FobservationDateInEvidence&amp;sort=desc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia domani</a> (aggiornati al 26 febbraio 2026) è possibile farsi un&#8217;idea di cos&#8217;ha finanziato il Repower italiano e di quale sia lo stato di avanzamento. Complessivamente i progetti in Italia sono 7.940 e valgono circa <strong>4,8 miliardi di euro</strong>. La discrepanza rispetto all&#8217;importo totale è probabilmente da attribuire al fatto che <strong>una parte delle risorse è stata utilizzata per potenziare altre misure già presenti nel Pnrr</strong>. Nello specifico: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://openpnrr.it/misure/89/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smart grid</a></li>



<li><a href="http://Potenziamento del parco ferroviario regionale per il trasporto pubblico con treni a zero emissioni e servizio universale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Treni a zero emissioni</a></li>



<li><a href="https://openpnrr.it/misure/500/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veicoli elettrici</a></li>



<li><a href="https://openpnrr.it/misure/90/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Resilienza climatica delle reti</a></li>



<li><a href="https://openpnrr.it/misure/91/">Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse </a></li>
</ul>



<p>Tra i progetti economicamente più rilevanti figura lo sviluppo di un <a href="https://openpnrr.it/progetti/380814/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema di collegamento</a> per la trasmissione di energia elettrica tra il continente e le due isole maggiori, che cuba circa 508 milioni di euro. Altra opera che spicca è la realizzazione di un <a href="https://openpnrr.it/progetti/380830/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tratto della rete nazionale dei gasdotti</a> tra Emilia-Romagna e Toscana (427 milioni di cui 280 finanziati dal RepowerEu). Da citare infine l’<a href="https://openpnrr.it/progetti/380825/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acquisto di 12 elettrotreni intercity</a> per un valore complessivo di circa 225 milioni di euro.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://openpnrr.it/progetti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi
<br><strong>tutti i progetti finanziati da RepowerEu e Pnrr in Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Sulla base dei dati disponibili, possiamo osservare che dei circa 8mila progetti italiani finanziati dal Repower, <strong>quasi tutti (7.646) si sono&nbsp;conclusi</strong>. Tuttavia questi assorbono il 40% delle risorse assegnate (circa 1,4 miliardi di euro), mentre i progetti ancora in corso valgono <strong>3,4 miliardi di euro</strong>, pur trattandosi di &#8220;soli&#8221; 294 interventi.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">18,2% </span>la quota dei pagamenti già effettuati per i progetti finanziati dal RepowerEu italiano e non ancora conclusi (febbraio 2026).</p>
			        </section>
		

<div id="a-livello-europeo-risulta-completato-il-37-delle-scadenze-legate-al-repowereu-litalia-e-al-59" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">A che punto sono le scadenze del RepowerEu</h3>



<p>Sebbene il capitolo RepowerEu sia stato introdotto solo a partire dalla fine del 2022, <strong>condivide con il resto dei piani nazionali di ripresa e resilienza la stessa scadenza finale</strong>. Il cronoprogramma per il completamento di milestone e target si è infatti esaurito anche in questo caso lo scorso <strong>30 giugno</strong>, con l&#8217;ultima richiesta di pagamento che dovrà essere inviata alle istituzioni europee non oltre il <strong>31 agosto</strong>. Per questo motivo è particolarmente importante valutare il livello di completamento raggiunto dai diversi piani nazionali.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>A livello europeo, i capitoli RepowerEu risultano generalmente più indietro rispetto ai Pnrr nella loro totalità, in termini di completamento. Ciò non sorprende considerando che sono partiti circa due anni dopo. Le misure complessive previste sono 535, di cui 251 investimenti e 184 riforme. Alla data del 23 giugno risultava <strong>rendicontato appena il 37% delle scadenze</strong>. Ben 22 punti percentuali in meno rispetto al livello medio di completamento dei Pnrr (59%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/">L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/">Scadenze del RepowerEu già completate dai vari stati europei</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_309322_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309322_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309322_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309322_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/">L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu &#8211; Scadenze del RepowerEu già completate dai vari stati europei</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_309322_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_309322_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_309322_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_309322_tab3"><p>Una milestone o un target si considera conseguito/a quando lo Stato membro ha fornito alla Commissione le prove del suo completamento e quest&#8217;ultima lo ha valutato positivamente in una decisione di esecuzione.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 23 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309322">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.hide,mobile-share-buttons-309322.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.hide,embed-panel-309322.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309322" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu - https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.show,mobile-share-buttons-309322.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309322" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.show,embed-panel-309322.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309322"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309322" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Guardando ai singoli stati, i più avanti nell&#8217;attuazione del proprio RepowerEu sono i <strong>Paesi Bassi</strong>, con l&#8217;80% delle scadenze già completate. Seguono <strong>Cechia</strong> (73%) e <strong>Austria</strong> (70%). L&#8217;<strong>Italia</strong> si colloca al sesto posto, con il 59% delle scadenze completate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le strategie dell&#8217;Ue contro la crisi energetica</h3>



<p>Non solo i singoli stati ma anche le istituzioni Ue si sono mosse in ambito energetico. Il lavoro si è concentrato su tre direttrici principali: l&#8217;aggregazione della domanda per ottenere condizioni più vantaggiose, la diversificazione delle forniture e la produzione di energia pulita.</p>



<p>Sul primo fronte, l&#8217;Ue ha adottato già nel 2022 un <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R1369" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento</a> sulla riduzione della domanda di gas. In questo senso, si prevedeva un obiettivo volontario di <strong>riduzione pari al 15%</strong> rispetto alla media dei consumi nel periodo 2017-2021. Anche dopo la scadenza di questa misura emergenziale i consumi, secondo la <a href="https://commission.europa.eu/topics/energy/eu-action-address-energy-crisis_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commissione europea</a>, hanno continuato a scendere. <strong>Tra agosto 2022 e gennaio 2026 la domanda di gas dell&#8217;Unione si è ridotta di circa il 19% rispetto al periodo di riferimento pre-crisi</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_5a9caeb352abbf4a3013e63d269a4313" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La strategia Ue per l&#8217;energia si è basata su: aggregazione della domanda, diversificazione delle fonti e rinnovabili.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Sul fronte della <strong>diversificazione</strong>, la Commissione ha istituito nel dicembre 2022 la <a href="https://wayback.archive-it.org/12090/20250614012657/https:/energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform_enhttps:/wayback.archive-it.org/12090/20250614012657/https:/energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piattaforma energetica dell&#8217;Ue</a> per favorire gli acquisti congiunti di gas. A questa si è poi affiancato il meccanismo <a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform/aggregateeu_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AggregateEu</a>, attivo dall&#8217;aprile 2023 al marzo 2025, che ha permesso di aggregare la domanda delle imprese europee e abbinarla a quasi 100 miliardi di metri cubi di offerta internazionale. Dal 2025 entrambi questi strumenti sono confluiti nella più ampia <a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-and-raw-materials-platform_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piattaforma Ue per l&#8217;energia e le materie prime</a>.</p>



<p>Sul fronte della <strong>produzione di energia pulita</strong>, l&#8217;Ue ha rafforzato nel 2023 la <a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/renewable-energy/renewable-energy-directive-targets-and-rules/renewable-energy-directive_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva sulle energie rinnovabili</a>. Con tale revisione è stato innalzato l&#8217;obiettivo vincolante al 2030 al <strong>42,5% </strong>(con l&#8217;ambizione di arrivare al 45%). La transizione è stata inoltre accompagnata con strumenti come il <a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/green-deal-industrial-plan_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano industriale del Green deal</a> e il <a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/clean-industrial-deal_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clean industrial deal</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le ultime novità</h3>



<p>Nell&#8217;aprile 2026, in un contesto reso più incerto dalle <strong>tensioni in Medio Oriente</strong>, la Commissione ha introdotto un nuovo pacchetto di misure. Si tratta di <a href="https://energy.ec.europa.eu/strategy/accelerateeu-strengthen-eu-energy-resilience_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AccelerateEu</a> volto a rafforzare ulteriormente il coordinamento tra i paesi membri e continuare a ridurre la dipendenza da petrolio e gas.</p>



<p>Nel corso degli ultimi mesi l&#8217;Unione europea ha compiuto passi importanti sul fronte dell&#8217;eliminazione delle importazioni dalla Russia. Il percorso è iniziato il 6 maggio 2025, quando la Commissione ha presentato la <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_1131" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tabella di marcia</a> per porre fine alla dipendenza dell&#8217;Ue dall&#8217;energia russa. Il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202600261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento</a> è poi entrato definitivamente in vigore il 3 febbraio scorso.</p>



<p>Il 9 febbraio la Commissione ha inoltre adottato una decisione di esecuzione con l&#8217;<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202600335" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elenco dei paesi terzi esentati</a> dall&#8217;autorizzazione preventiva per le importazioni di gas. Mentre il 18 marzo sono stati aggiornati gli <a href="https://webgate.ec.europa.eu/circabc-ewpp/d/d/workspace/SpacesStore/f730f771-2039-483c-aa33-1e4e065d6de4/download" target="_blank" rel="noreferrer noopener">orientamenti sull&#8217;attuazione del regolamento sul gas</a>.</p>


<div id="strillo-testo-block_f62f9fe3a83fc16fd3c004f35ad56be0" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Ue ha vietato l&#8217;importazione di gas dalla Russia.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Quest&#8217;ultimo <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32026R0261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">atto</a> introduce un divieto graduale, ma permanente, delle importazioni di gas naturale russo, sia via gasdotto sia sotto forma di gas naturale liquefatto (Gnl). <strong>Le importazioni saranno soggette ad autorizzazione preventiva da parte delle autorità competenti</strong>, salvo eccezioni per i paesi extra-Ue esentati.</p>



<p>Durante il periodo di transizione, gli importatori di gas russo dovranno limitare i volumi a quelli previsti da contratti preesistenti. Mentre chi importa gas non russo dovrà dichiarare il paese di produzione. L&#8217;obiettivo è eliminare del tutto le importazioni di Gnl dalla Russia entro la fine del 2026 e quelle di gas via gasdotto entro il 30 novembre 2027. Entro l&#8217;1 marzo scorso poi gli stati membri erano tenuti a presentare <strong>piani nazionali di diversificazione delle forniture di gas e petrolio</strong>. Piani che la Commissione sta valutando.</p>



<p>Un percorso analogo, seppur meno vincolante, riguarda proprio il <strong>petrolio</strong>. La Commissione si è infatti impegnata a promuovere ulteriormente l&#8217;eliminazione graduale delle importazioni russe attraverso una <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202600268" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazione</a> in sostegno agli sforzi di diversificazione dei paesi Ue ancora coinvolti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Primi bilanci</h3>



<p>Il 22 aprile, in occasione del quarto anniversario dell&#8217;adozione del piano, la Commissione ha pubblicato il già citato report dal titolo &#8220;<strong>RepowerEu, 4 years on</strong>&#8221; per fare il punto sui progressi compiuti. Il documento conferma che, dall&#8217;inizio della guerra, <strong>la dipendenza dell&#8217;Unione dal gas russo è scesa dal 45% delle importazioni totali al 12%</strong> nel 2025.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-33  </span>la riduzione, in punti percentuali, della dipendenza dell&#8217;Ue dal gas russo dall&#8217;introduzione del RepowerEu.</p>
			        </section>
		


<p>Restano tuttavia <strong>35 miliardi di metri cubi di gas russo</strong> importati ogni anno. Secondo la Commissione però anche questo uscirà dai mercati europei in meno di due anni. Tutte <strong>le importazioni di carbone russo sono state vietate</strong> dalle sanzioni, mentre quelle di petrolio si sono ridotte dal 27% dei primi mesi del 2022 al 2% nel 2025. </p>



<p>Sul fronte della <strong>produzione di energia pulita</strong>, dal 2021 l&#8217;Unione ha installato 260 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, di cui 204 Gw di solare fotovoltaico e 57 Gw di eolico. Un contributo che, secondo il report della Commissione, ha permesso di <strong>risparmiare 5,6 miliardi di euro di gas</strong> nel solo 2025. </p>


<div id="tra-2020-e-2024-la-produzione-di-energia-pulita-nellue-e-cresciuta-di-oltre-7-punti-percentuali-nello-stesso-periodo-sono-aumentati-i-consumi-di-petrolio-e-derivati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La produzione di energia in Ue</h3>



<p>Come abbiamo già specificato, il RepowerEu rappresenta solo una parte della strategia in ambito energetico. Inoltre si tratta di <strong>un piano che è ancora in corso, il cui impatto reale quindi potrà essere valutato solamente nel medio-lungo periodo</strong>. Soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità e l&#8217;impatto ambientale. Tuttavia, come abbiamo visto anche nel paragrafo precedente, non c&#8217;è dubbio che lo scenario stia mutando molto rapidamente. Per questo, in conclusione passiamo in rassegna alcuni <strong>indicatori di contesto</strong> che ci aiutino a inquadrare le trasformazioni in corso.</p>



<p>Una prima dinamica interessante da valutare riguarda com&#8217;è cambiata la produzione energetica nei paesi europei. Tra il 2020 e il 2024, si registra un <strong>massiccio incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e biocarburanti</strong>, passata dal 40,8% al 48,1% del totale (+7,3 punti percentuali). Ciò a fronte di una contrazione dei <strong>combustibili fossili</strong> (-2,3 punti), del <strong>gas naturale</strong> (-2,1 punti) e dell&#8217;<strong>energia nucleare</strong> (-2,4 punti).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/">In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/">Confronto della produzione energetica primaria nell&#8217;Unione europea tra 2020 e 2024</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_309349_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309349_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309349_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309349_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="400" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="400" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/plugins/opmag-charts/images/numeri_placeholder.svg" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/">In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni &#8211; Confronto della produzione energetica primaria nell&#8217;Unione europea tra 2020 e 2024</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_309349_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_309349_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_309349_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_309349_tab3"><p>I dati Eurostat riportano la quota di ciascuna fonte energetica prodotta sul totale espressa in migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktoe). Le variazioni tra il dato 2020 e il dato 2024 sono espresse in punti percentuali. I dati sulla produzione di energia da gas derivati ed elettricità non sono disponibili.</p>
<p>Nel periodo considerato la produzione energetica della Germania non si avvaleva di torba, bitume e calore. Quelle francese e spagnola, oltre a questi, non prevedeva il ricorso ai combustibili fossili. Quella italiana, oltre a quelle già citate non sfrutta il nucleare.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/NRG_BAL_S__custom_21891371/default/table?page=time:2024" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 2 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309349">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.hide,mobile-share-buttons-309349.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.hide,embed-panel-309349.show"></button>
	                                                                    
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309349" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni - https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.show,mobile-share-buttons-309349.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309349" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.show,embed-panel-309349.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309349"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309349" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;400&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p> Ogni paese, però, ha le proprie peculiarità. In <strong>Germania</strong>, ad esempio, l&#8217;incremento delle rinnovabili è stato superiore alla media Ue (+15,6 punti), a fronte di una marcata contrazione del nucleare (-16,9 punti) e un lieve aumento dei combustibili fossili (+0,68 punti). <strong>Francia</strong> e <strong>Spagna</strong> seguono dinamiche simili a quelle tedesche. <strong>Il caso italiano invece è diverso</strong>. In assenza di produzione nucleare, <strong>l&#8217;aumento delle rinnovabili è stato più contenuto rispetto alla media europea</strong> (+5,4 punti), a fronte di una diminuzione del ricorso a gas naturale (-2,8 punti) e a petrolio e derivati (-2,7 punti).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il consumo di energia in Ue</h3>



<p>Se la produzione energetica europea si sta spostando con decisione verso le fonti pulite, i dati sui consumi raccontano una storia parzialmente diversa. Tra il 2020 e il 2024, a livello Ue, il consumo di gas naturale è diminuito in modo significativo, passando dal 22% al 19,6% (-2,4 punti), ma <strong>è cresciuto il consumo di petrolio e derivati</strong>, dal 35% al 37,4% (+2,4 punti). È aumentato anche il consumo di energia da fonti rinnovabili e biocarburanti, anche se in misura contenuta (+0,7 punti), a fronte di una analoga diminuzione dei combustibili fossili.</p>


<div id="strillo-testo-block_006ae4b82c2097e2dc567f923becb477" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le abitudini di consumo sembrano cambiare più lentamente rispetto alla produzione.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Questi dati aiutano a capire come, se la strategia produttiva europea si stia muovendo nella direzione auspicata, risulti più difficile cambiare le abitudini di consumo di cittadini e imprese. Per questo sarà importante valutare l&#8217;impatto di piani come il RepowerEu anche dopo la conclusione di tutti i progetti.</p>



<p>Anche in questo caso, i singoli paesi mostrano dinamiche differenti. In <strong>Germania</strong> si registra una diminuzione del ricorso al gas naturale (-1,5 punti), comunque inferiore alla media europea, a fronte di un incremento del consumo di elettricità (+1,5 punti) e di rinnovabili (+0,7). In <strong>Spagna</strong> la diminuzione del gas naturale è più marcata (-3 punti), ma l&#8217;aumento riguarda soprattutto il petrolio e i suoi derivati (+3 punti). La <strong>Francia</strong> registra una contrazione del gas simile a quella spagnola, a fronte di un incremento di petrolio e rinnovabili di circa 2 punti ciascuno.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/">In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/">Confronto dei tipi di energia consumati nell&#8217;Unione europea tra il 2020 e il 2024</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_309356_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309356_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309356_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309356_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/">In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni &#8211; Confronto dei tipi di energia consumati nell&#8217;Unione europea tra il 2020 e il 2024</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/NRG_BAL_S__custom_21891371/default/table?page=time:2024" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 2 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309356">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.hide,mobile-share-buttons-309356.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.hide,embed-panel-309356.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309356" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni - https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.show,mobile-share-buttons-309356.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309356" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.show,embed-panel-309356.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309356"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309356" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>In <strong>Italia</strong>, infine, si registra una diminuzione del ricorso al gas naturale (-3,1 punti) e al calore (-2,3 punti), compensata quasi esclusivamente dall&#8217;aumento del consumo di petrolio e suoi derivati (+6,7 punti).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il tema delle importazioni</h3>



<p>Un ultimo aspetto che vale la pena analizzare riguarda la <strong>dipendenza dalle importazioni energetiche</strong>. Al netto delle sanzioni verso la Russia, importare energia da paesi terzi non è di per sé un elemento critico, anzi in alcuni casi è inevitabile. Tuttavia, maggiore è la dipendenza dalle importazioni, più la sovranità energetica di un paese risulta condizionata. Nel 2024 l&#8217;indice di dipendenza dalle importazioni a livello Ue era pari al <strong>57,3%</strong>, un valore sostanzialmente immutato rispetto al 2020. Scomponendo il dato per fonte, si osserva una diminuzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili (-1,6 punti) e, lievemente, di petrolio (-0,18 punti), a fronte di un aumento per il gas naturale (+1,4 punti).</p>



<p>Tra i singoli paesi, gli indici di dipendenza più bassi si registrano in <strong>Estonia</strong> (4,6%), <strong>Svezia</strong> (26,5%) e <strong>Lettonia</strong> (29,3%), mentre i più alti si trovano a <strong>Malta</strong> (98,4%), <strong>Lussemburgo</strong> (91%) e <strong>Cipro</strong> (87,7%). Si tratta di stati dal territorio particolarmente limitato, per i quali il ricorso alle importazioni è quasi obbligato. Tra i principali paesi Ue, l&#8217;<strong>Italia</strong> risultava nel 2024 quello con l&#8217;indice di dipendenza energetica più elevato (73,9%), seguita da <strong>Spagna</strong> (68,9%) e <strong>Germania</strong> (66,8%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/">Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/">Confronto tra la dipendenza dalle importazioni energetiche nel 2020 e nel 2024 </a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_309359_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309359_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309359_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309359_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/">Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata &#8211; Confronto tra la dipendenza dalle importazioni energetiche nel 2020 e nel 2024 </a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_309359_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_309359_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_309359_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_309359_tab3"><p>La dipendenza dalle importazioni di energia indica la quota del fabbisogno energetico totale di un paese soddisfatta tramite importazioni da altri paesi. Il tasso mostra la proporzione di energia che un&#8217;economia deve importare. È definito come le importazioni nette di energia divise per l&#8217;energia lorda disponibile, espresso in percentuale. Può essere definito sia per il totale di tutti i prodotti sia per i singoli combustibili. Un tasso di dipendenza negativo indica un esportatore netto di energia, mentre un tasso di dipendenza superiore al 100% indica che i prodotti energetici sono stati stoccati.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nrg_ind_id__custom_19989435/bookmark/table?lang=en&amp;bookmarkId=f551cbd2-f545-4a4e-99f5-ee5ecc48f05f&amp;c=1770284734670" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 21 Aprile 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309359">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.hide,mobile-share-buttons-309359.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.hide,embed-panel-309359.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309359" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata - https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.show,mobile-share-buttons-309359.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309359" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.show,embed-panel-309359.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309359"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309359" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Tra questi tre paesi, la <strong>Germania</strong> fa segnare la variazione più marcata tra il 2020 e il 2024 (+3 punti percentuali), mentre <strong>Spagna</strong> e <strong>Italia</strong> restano sostanzialmente stabili, con un lieve aumento. Nello stesso periodo, <strong>16 dei 27 paesi Ue hanno ridotto, in misura più o meno marcata, la propria dipendenza dalle importazioni di energia</strong>. Le variazioni più significative riguardano <strong>Lettonia</strong> (-16,2 punti), <strong>Finlandia</strong> (-10,1) e <strong>Lituania</strong> (-8,9), probabilmente non a caso alcuni dei paesi del fianco nord-orientale dell&#8217;Unione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un progetto completato a metà</h3>



<p>A quattro anni dalla sua presentazione, <strong>il RepowerEu ha senza dubbio raggiunto quelli che erano gli obiettivi di breve periodo</strong>, in particolare l&#8217;affrancamento dalla Russia. Il crollo delle importazioni di gas, l&#8217;azzeramento di quelle di carbone e la drastica riduzione di quelle di petrolio testimoniano un cambiamento strutturale nelle forniture energetiche europee.</p>


<div id="strillo-testo-block_63886fe04b49aedc0a8cfaf68d014715" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Gli obiettivi di medio termine del RepowerEu non sono ancora stati raggiunti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Sugli obiettivi di medio termine, invece, il lavoro da fare resta consistente. Da un lato la produzione di energia si sta effettivamente spostando verso le fonti rinnovabili. Dall&#8217;altro, però, i dati sui consumi raccontano una storia diversa: a fronte di una modesta crescita dell&#8217;uso di rinnovabili, <strong>si registra un aumento del consumo di prodotti petroliferi</strong> particolarmente marcato nel caso italiano. Anche sul fronte degli obiettivi dell&#8217;Agenda 2030 ci sono stati dei passi in avanti significativi. Tuttavia, come ha ricordato anche la stessa Commissione europea, i target non sono ancora stati raggiunti e (come per l&#8217;efficienza energetica) la strada da percorrere resta molta. </p>



<p>Infine, va ricordato che <strong>buona parte dei progetti finanziati dal RepowerEu sono ancora in corso e che la maggior parte dei milestone e dei target deve ancora essere rendicontata</strong>. Con l&#8217;avvicinarsi della scadenza di fine agosto per l&#8217;ultima richiesta di pagamento, sarà quindi importante osservare se i paesi Ue riusciranno a completare le misure pendenti nei tempi previsti o se dovranno rinunciare a una parte delle risorse e delle ambizioni iniziali.</p>



<p><em>This article is published in collaboration with the&nbsp;<a href="https://www.europeandatajournalism.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Data Journalism Network</a>&nbsp;in the context of<a href="https://chateurope.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;ChatEurope</a>&nbsp;and is released under a&nbsp;<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CC BY-SA 4.0</a>&nbsp;licence</em></p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/veduta-aerea-del-campo-di-erba-verde-durante-il-giorno-WIQi8Hiv8JI">Sungrow EMEA</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-energetica-delleuropa-a-che-punto-e-lattuazione-del-repowereu/">La sfida energetica dell’Europa: a che punto è l’attuazione del RepowerEu</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanti sono i giovani che non studiano e non lavorano in Italia?</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quanti-sono-i-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307181</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia il 13% dei giovani fa parte dei cosiddetti Neet, un dato superiore alla media europea. L’analisi città per città, con un focus sui due casi estremi di Catania e Bologna. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanti-sono-i-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano-in-italia/">Quanti sono i giovani che non studiano e non lavorano in Italia?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2025 il 13,3% dei giovani tra 15 e 29 anni nel nostro paese si è trovato in condizione di Neet (dall&#8217;inglese, <em>not in education, employment or training</em>, persone senza lavoro, che non studiano e non sono in formazione). Nonostante si tratti di un dato in calo rispetto all&#8217;anno precedente, risulta essere ancora uno dei più alti del continente.</p>



<p>Il fenomeno dei Neet – giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione – <strong>non può essere letto soltanto come una condizione individuale, ma va compreso anche nella sua dimensione sociale</strong>. Il 15 luglio ricorre la <a href="http://www.un.org/en/events/youthskillsday/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale delle competenze giovanili</a> e la presenza di una quota non marginale di giovani inattivi rappresenta senza dubbio una delle principali forme di <strong>dispersione del potenziale delle nuove generazioni</strong>. In altre parole, della risorsa più preziosa per una società.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione in Italia e in Ue</h3>



<p>Come ogni anno, Eurostat ha rilasciato i dati armonizzati a livello europeo sulla situazione riguardo a questo fenomeno. <strong>Nel 2025, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano rappresentano complessivamente l&#8217;11% della popolazione giovanile dell&#8217;Unione.</strong> In questo scenario, l&#8217;Italia continua a registrare una delle incidenze più elevate, nonostante sia in costante calo dal 2020.</p>


<div id="i-giovani-neet-in-italia-sono-il-133-a-fronte-di-una-media-ue-dell11" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,3% </span>italiani di età compresa tra 15 e 29 anni che nel 2025 non studiano né lavorano.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Il paese è infatti il quarto in Europa</strong>, dietro solo a Romania (19,2%), Bulgaria (13,8%) e Grecia (13,6%). Gli stati che invece registrano i valori minori sono Paesi Bassi (5,3%), Svezia (5,9%) e Slovenia (7,6%).</p>



<p>Ci sono numerosi fattori che hanno un impatto sul fenomeno. Per esempio, <strong>maggiore è il grado di istruzione e minore è l&#8217;incidenza di Neet</strong>: in Europa, nel 2025, i giovani tra 15 e 29 anni con al massimo la licenza media che non studiano e non lavoravano sono il 12,8%, dato che scende all&#8217;11% per chi ha un titolo di scuola secondaria superiore e all&#8217;8% per chi è in possesso di una laurea.</p>



<p>Incide anche il grado di urbanizzazione, seppur con delle diversità tra i paesi europei. In generale, le aree rurali sono quelle in cui i Neet risultano più presenti, con una percentuale nel 2025 pari a 12,2%. Seguono le periferie e le città di medie dimensioni (11%) e le città più grandi (10,3%). Questa è una dinamica che caratterizza la maggior parte dei paesi europei. <strong>In Italia invece accade l&#8217;opposto: a riportare i valori più alti sono proprio i centri urbani più ampi (14,2%) a cui seguono le zone rurali (12,9%) e quelle periferiche (12,8%).</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;incidenza dei Neet nelle città italiane</h3>



<p>Come abbiamo avuto modo di approfondire nel rapporto <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovani e periferie</a>, la <strong>situazione varia molto tra le città italiane</strong> e la quota di Neet tende a essere più alta nelle realtà dove la condizione sociale di partenza è più difficile e dove anche il percorso scolastico risulta più critico.</p>



<p>I comuni capoluogo di città metropolitana con più giovani che non studiano e non lavorano, in base ai dati raccolti nell&#8217;ambito del censimento 2021, sono <strong>Catania</strong> (35,4%), <strong>Palermo</strong> (32,4%) e <strong>Napoli</strong> (29,7%). A quota 20% circa, tra le altre, le due città italiane più popolose, Roma e Milano. La quota scende sotto il 18% a Genova, Firenze e Bologna. </p>


<div id="a-catania-i-neet-sono-il-354-della-popolazione-tra-15-e-29-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella stessa classe di età (2021)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_303568_tab1" role="tab" aria-controls="chart_303568_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_303568_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_303568_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet &#8211; Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella stessa classe di età (2021)</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-303568">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-303568.hide,mobile-share-buttons-303568.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-303568.hide,embed-panel-303568.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-303568" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet - https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-303568.show,mobile-share-buttons-303568.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-303568" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-303568.show,embed-panel-303568.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-303568"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-303568" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Bologna è il comune capoluogo di città metropolitana con meno Neet. </p>



<p>Si tratta di dati che aprono a due considerazioni, che approfondiamo nel corso dell&#8217;articolo. In primo luogo, <strong>per grandi città come quelle metropolitane il dato medio non necessariamente è omogeneo sull&#8217;intero territorio comunale</strong>, anzi. In secondo luogo, è importante comprendere come &#8211; anche a livello locale &#8211; il <strong>problema dei Neet sia strettamente connesso a una questione educativa più ampia</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La relazione con l&#8217;abbandono precoce della scuola nelle periferie</h3>



<p>Anche all&#8217;interno di una stessa città perciò la situazione non è omogenea. Si prenda il caso di <strong>Catania</strong>, prima per incidenza dei Neet (35,4%). Nel capoluogo siciliano, la quota supera il 40% nel 1° Municipio e nel 6° Municipio; mentre è su livelli molto inferiori nel terzo (22%). Lo stesso vale per <strong>Bologna</strong>: a fronte del 17,3% medio, il fenomeno incide ancora meno in alcune aree subcomunali, come Siepelunga (11,3%), La Dozza (10,9%) e Scandellara (5,6%), mentre è più diffuso in aree come Ex Mercato Ortofrutticolo (47,2%), Caab (39,8%) e Pilastro (29,6%).</p>



<p>Ancora più interessante è osservare come anche in ambito urbano il fenomeno sia <strong>strettamente legato alla questione degli abbandoni scolastici precoci</strong>. Nei quartieri delle città dove più ragazzi hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica, tendenzialmente anche la quota di giovani Neet è più alta, e viceversa. Le aree subcomunali con meno abbandoni precoci coincidono generalmente con quelle dove il fenomeno dei Neet è meno grave.</p>


<div id="nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/">Nei quartieri con più abbandono scolastico è più frequente il problema dei giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/">Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali delle città metropolitane</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_307201_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307201_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_307201_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307201_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/">Nei quartieri con più abbandono scolastico è più frequente il problema dei giovani Neet &#8211; Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali delle città metropolitane</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-307201">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307201.hide,mobile-share-buttons-307201.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307201.hide,embed-panel-307201.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-307201" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Nei quartieri con più abbandono scolastico è più frequente il problema dei giovani Neet"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Nei quartieri con più abbandono scolastico è più frequente il problema dei giovani Neet"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Nei quartieri con più abbandono scolastico è più frequente il problema dei giovani Neet - https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307201.show,mobile-share-buttons-307201.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-307201" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307201.show,embed-panel-307201.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-307201"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-307201" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Una relazione perfettamente comprensibile alla luce del fatto che<strong> un giovane che lascia la scuola prima di aver completato gli studi, oltre a non proseguire nel percorso di istruzione, potrebbe avere anche più difficoltà nell&#8217;accesso al lavoro</strong>. Basti pensare che meno della metà dei 18-24enni che hanno abbandonato precocemente gli studi è occupato (47,2%), come ricostruito alla fine dell&#8217;anno scorso nel <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto di Istat dedicato ai ritorni occupazionali dell&#8217;istruzione</a>. Una quota che, sebbene cresciuta negli ultimi anni, resta inferiore al 50%. E che comunque considera tutti gli occupati, a prescindere da reddito, tutele e posizione lavorativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La relazione tra Neet e abbandoni scolastici in 2 città</h3>



<p>Abbiamo approfondito questo legame nelle due città agli estremi della distribuzione: Catania e Bologna. Perché <strong>la correlazione tra alti abbandoni e presenza di giovani Neet non riguarda solo le grandi città del sud</strong>. Anche in città dove il fenomeno è mediamente meno frequente, come quelle del centro-nord, possono esservi aree urbane più colpite. </p>



<p>Quartieri spesso periferici, con più disagio sociale della media, dove l&#8217;abbandono precoce della scuola e la presenza di giovani che non studiano e non lavorano incide maggiormente.</p>



<p>A <strong>Catania</strong>, se si confrontano i 6 municipi in cui è ripartita la città, si vede come i due fenomeni &#8211; abbandoni e Neet &#8211; riguardino le stesse aree. In particolare<strong> il primo e sesto municipio, dove l&#8217;incidenza dei giovani che non studiano e non lavorano supera il 40%</strong>. Si tratta anche delle due ripartizioni comunali con più uscite precoci dal sistema di istruzione. Oltre un terzo dei giovani di queste aree hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">In quali zone di Catania incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali di Catania</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_307212_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307212_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_307212_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307212_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">In quali zone di Catania incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici &#8211; Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali di Catania</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-307212">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307212.hide,mobile-share-buttons-307212.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307212.hide,embed-panel-307212.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-307212" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In quali zone di Catania incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In quali zone di Catania incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In quali zone di Catania incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici - https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307212.show,mobile-share-buttons-307212.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-307212" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307212.show,embed-panel-307212.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-307212"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-307212" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			

<div id="a-bologna-le-10-zone-con-piu-giovani-neet-in-8-casi-sono-anche-quelle-con-piu-abbandoni-scolastici-precoci" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>A <strong>Bologna</strong>, dove la disaggregazione dei dati rilasciati da Istat per la commissione periferie consente di arrivare fino alle 90 aree statistiche in cui è ripartita la città,<strong> emerge in modo simile</strong>.</p>



<p>Le 10 zone subcomunali con più giovani Neet in 8 casi sono anche quelle con più abbandoni scolastici precoci.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">In quali zone di Bologna incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali di Bologna</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_307213_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307213_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_307213_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307213_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">In quali zone di Bologna incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici &#8211; Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali di Bologna</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-307213">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307213.hide,mobile-share-buttons-307213.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307213.hide,embed-panel-307213.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-307213" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In quali zone di Bologna incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In quali zone di Bologna incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In quali zone di Bologna incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici - https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307213.show,mobile-share-buttons-307213.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-307213" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307213.show,embed-panel-307213.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-307213"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-307213" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>A testimoniare come anche a Bologna, città dove il fenomeno è certamente meno diffuso (il caso più virtuoso tra le 14 città metropolitane rilevate),<strong> la questione educativa e quella delle prospettive dei più giovani siano fortemente collegate</strong>. E riguardi quartieri specifici delle città, in cui i diversi fattori di disagio possono sovrapporsi e rafforzarsi a vicenda. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le prospettive dei più giovani, una questione sociale ed educativa</h3>



<p>È&nbsp;a un livello così disaggregato che è più facile individuare la cosiddetta &#8220;trappola della povertà educativa&#8221;. <strong>I quartieri delle città con più famiglie in disagio sono spesso quelli con più abbandoni scolastici</strong>. E, quasi di conseguenza, quelli con <strong>più giovani che finiscono fuori da qualsiasi percorso di studio o di lavoro</strong> e dove perciò le <strong>prospettive di ragazze e ragazzi diventano più incerte</strong>. </p>



<p>In assenza di un intervento sociale ed educativo forte, il rischio è che le disuguaglianze finiscano per trasmettersi da una generazione all’altra. Spezzare questo circolo vizioso significa quindi <strong>intervenire non solo sulla condizione giovanile</strong>, ma anche, più in generale, sulla <strong>riduzione dei divari all’interno delle città</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica e condividi i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, città per città</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/bari.xls" target="_blank" rel="noopener">Bari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/bologna.xls" target="_blank" rel="noopener">Bologna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/cagliari.xls" target="_blank" rel="noopener">Cagliari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/catania.xls" target="_blank" rel="noopener">Catania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/firenze.xls" target="_blank" rel="noopener">Firenze</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/genova.xls" target="_blank" rel="noopener">Genova</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/messina.xls" target="_blank" rel="noopener">Messina</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/milano.xls" target="_blank" rel="noopener">Milano</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/napoli.xls" target="_blank" rel="noopener">Napoli</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/palermo.xls" target="_blank" rel="noopener">Palermo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/reggio_calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Reggio Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/roma.xls" target="_blank" rel="noopener">Roma</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/torino.xls" target="_blank" rel="noopener">Torino</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/venezia.xls" target="_blank" rel="noopener">Venezia</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-gruppo-di-persone-sedute-sui-gradini-di-un-edificio-u_Jg3Wv7h4M">Limbo Hu</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" type="link" id="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanti-sono-i-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano-in-italia/">Quanti sono i giovani che non studiano e non lavorano in Italia?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=309200</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra scadenze ancora da verificare, nuove revisioni e dati non aggiornati è difficile capire a che punto siamo davvero. Servirà tempo per valutare l’impatto sul paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/">Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>30 giugno</strong> <strong>2026</strong> rappresenta un passaggio molto importante nell&#8217;attuazione del <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr). Segna infatti la conclusione del cronoprogramma italiano riguardante il completamento delle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a>. Occorre specificare però che <strong>non si tratta propriamente della conclusione</strong> <strong>del Pnrr</strong>. In base alle più recenti <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/publications-0/guidelines-member-states-operational-aspects-related-final-phase-and-closure-recovery-and-resilience_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linee guida</a> fornite dalla Commissione europea infatti gli stati membri hanno tempo fino al <strong>31 agosto per presentare le ultime richieste di pagamento</strong>. Successivamente Bruxelles dovrà verificare il raggiungimento degli obiettivi dichiarati e completare le procedure di erogazione entro la fine dell&#8217;anno. Inoltre, gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione continueranno anche dopo il 2026.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>È online la versione aggiornata di OpenPNRR</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Ad oggi in effetti<strong> non sono disponibili dati aggiornati</strong> né sul livello effettivo di completamento di milestone e target né sullo stato di avanzamento dei progetti finanziati. Su questo fronte il documento più recente è la relazione semestrale della <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/Notizie/DettaglioNotizia?Id=04a4b7cd-d77f-49e7-b9b7-e24fe8edac7f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del Pnrr, pubblicata alla fine di maggio. Secondo i giudici contabili, ad aprile, <strong>delle 159 scadenze europee previste per il primo semestre del 2026, 11 risultavano già completate</strong> mentre la quasi totalità delle altre era ancora in corso di realizzazione. Sempre la corte, in un recente <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=bd3bb820-28ab-4878-8593-150b1bb7b2d8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento</a>, ha fatto il punto circa il livello di completamento delle opere pubbliche finanziate dal piano.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">36,7% </span>le opere pubbliche finanziate dal Pnrr già concluse secondo la Corte dei conti.</p>
			        </section>
		


<p>Come abbiamo spiegato in questo <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a>, <strong>non tutte le misure e i progetti dovranno necessariamente concludersi entro giugno</strong>. Tuttavia non c&#8217;è dubbio che il lavoro da fare nei prossimi mesi sia ancora molto.</p>



<p>A rendere ancora più complesso il quadro c&#8217;è il fatto che il governo ha recentemente trasmesso una <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/comunicati-stampa/pnrr-a-palazzo-chigi-la-cabina-di-regia-sulla-proposta-di-revisione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuova proposta di revisione del Pnrr</a>, che al momento <a href="https://ec.europa.eu/economy_finance/recovery-and-resilience-scoreboard/timeline.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non ha ancora ottenuto il via libera</a> delle istituzioni europee. Si tratta dell&#8217;ennesimo intervento di rimodulazione che conferma come il percorso attuativo sia tutt&#8217;altro che concluso.</p>



<p>Dato questo scenario, risulta abbastanza evidente l&#8217;importanza di <strong>continuare a monitorare l&#8217;andamento del piano nei prossimi mesi</strong>. Sia per capire quali traguardi sono stati raggiunti, sia per comprendere meglio l&#8217;impatto del Pnrr sul sistema paese. </p>



<p>Su quest&#8217;ultimo aspetto in particolare, in attesa di dati più aggiornati, le prime analisi mostrano come il piano abbia contribuito in modo significativo alla <strong>ripresa degli investimenti pubblici</strong>, alla crescita economica e al <strong>miglioramento di alcuni aspetti organizzativi della pubblica amministrazione</strong>. Al tempo stesso restano aperti interrogativi importanti sulla capacità di completare gli interventi nei tempi previsti e soprattutto sugli effetti concreti che questi avranno nel lungo periodo.</p>


<div id="ad-aprile-litalia-aveva-completato-11-delle-159-scadenze-del-pnrr-previste-per-giugno-2026" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le ultime novità sull&#8217;attuazione del Pnrr</h3>



<p>Ad oggi l&#8217;Italia ha già ricevuto nove delle dieci rate previste dal Pnrr per un totale di <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/comunicati-stampa/pnrr-l-italia-riceve-il-pagamento-della-nona-e-penultima-rata-pari-a-12-8-miliardi-di-euro-connessa-al-conseguimento-di-50-obiettivi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">166 miliardi di euro</a>. Resta però da conseguire la rata finale, che è anche quella più complessa. Per il primo semestre del 2026 sono infatti previste <strong>159 scadenze europee</strong> da raggiungere. Secondo la già citata relazione della Corte dei conti, 11 risultavano già completate, 147 erano ancora in corso di conseguimento e una risultava ancora da avviare.</p>


<div id="strillo-testo-block_7700a4f3d197f8e376d50ab9a8961cb2" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La Corte dei conti reputa problematico il raggiungimento di alcune scadenze.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Tra gli obiettivi e traguardi ancora aperti, la maggior parte non presenta particolari criticità. In particolare 109 scadenze sono classificate a basso rischio e 36 a difficoltà media. Restano però alcuni obiettivi considerati più problematici. Tra questi figura la <a href="https://openpnrr.it/scadenze/1489/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma</a> per la razionalizzazione e la semplificazione degli <strong>incentivi alle imprese</strong>. In questo caso le modifiche intervenute durante l&#8217;iter di approvazione hanno sollevato dubbi sulla piena coerenza con quanto concordato con Bruxelles. A rischio anche il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/908/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> relativo ai <strong>centri di trasferimento tecnologico</strong>, che richiede l&#8217;erogazione di 330 milioni di euro a favore di almeno 45 poli. Su questo fronte le difficoltà riguardano le procedure di controllo necessarie per autorizzare i pagamenti finali. Criticità infine anche per la tratta ferroviaria <a href="https://openpnrr.it/scadenze/690/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Orte-Falconara</a>, dove pesano i ritardi accumulati nel cronoprogramma dei lavori.</p>


<div id="le-opere-pubbliche-gia-completate-sono-poco-piu-di-un-terzo-ma-valgono-circa-il-6-degli-investimenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Sul fronte finanziario si registra invece una significativa accelerazione. A febbraio 2026 la spesa sostenuta aveva raggiunto i <strong>113,5 miliardi di euro</strong>. I pagamenti formalmente dichiarati dai soggetti attuatori ammontavano invece a <strong>60,6 miliardi</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">58% </span>la spesa già dichiarata come sostenuta dalle amministrazioni titolari di misure Pnrr (febbraio 2026).</p>
			        </section>
		


<p>Più articolato il quadro relativo alle <strong>opere pubbliche</strong>. Secondo la Corte, i progetti effettivamente conclusi rappresentano il <strong>36,7%</strong> del totale. Se però si considera il valore economico degli interventi, la quota scende al <strong>6,2%</strong>. Segno che le opere di maggiori dimensioni si trovano ancora prevalentemente in fase realizzativa. Considerando anche gli interventi in collaudo, la quota di progetti conclusi o vicini al completamento sale al <strong>48,5%</strong>. A livello finanziario tali progetti rappresentano però il <strong>12,4%</strong> del valore complessivo. Restano quindi in esecuzione opere per oltre <strong>75 miliardi di euro</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Tra le principali evidenze, i progetti si confermano procedere più rapidamente nel Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, mentre nel Nord i tempi risultano più lunghi. L’apparente situazione di vantaggio in cui vengono a trovarsi le Regioni meridionali può dipendere tanto da una minore dimensione finanziaria dei progetti, quanto dalle procedure messe a punto per accelerare le fasi di assegnazione e stipula dei lavori, che tradizionalmente sono meno rapide nel Mezzogiorno che nel resto del paese.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=bd3bb820-28ab-4878-8593-150b1bb7b2d8" target="_blank">&#8211; Corte dei conti, Relazione sul rendiconto generale dello stato 2025 (24 giugno 2026)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>La stessa Corte evidenzia che il programma è ormai entrato nella piena fase operativa, anche se <strong>non parrebbe essere stato recuperato il ritardo accumulato</strong> negli anni precedenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il confronto internazionale</h3>



<p>Un elemento interessante da considerare riguarda il confronto internazionale. Spesso infatti il governo ha fatto riferimento a un presunto <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128#:~:text=%E2%80%9CCon%20l%E2%80%99approvazione%20del,Consiglio%2C%20Giorgia%20Meloni." target="_blank" rel="noreferrer noopener">primato italiano</a> nell&#8217;attuazione del Pnrr. Si tratta di un&#8217;affermazione che deve essere contestualizzata. Se infatti si prende il mero rapporto tra scadenze già raggiunte rispetto al totale di quelle previste ci sono dei paesi che fanno meglio. L&#8217;<strong>Italia</strong> infatti si attesta al 72% in base ai <a href="https://ec.europa.eu/economy_finance/recovery-and-resilience-scoreboard/milestones_and_targets.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> della Commissione europea. La quota più alta in assoluto è però quella della <strong>Francia</strong> con l’83%. Ci sono poi altri paesi con una percentuale superiore a quella italiana. Si tratta di Germania, Danimarca, Austria e Malta.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/">La Francia è il paese più avanti nell&#8217;attuazione del proprio Pnrr</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/">La quota di scadenze dei piani nazionali di ripresa e resilienza già completate dai vari Stati europei</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_309195_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309195_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309195_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309195_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/">La Francia è il paese più avanti nell&#8217;attuazione del proprio Pnrr &#8211; La quota di scadenze dei piani nazionali di ripresa e resilienza già completate dai vari Stati europei</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 23 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309195">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309195.hide,mobile-share-buttons-309195.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309195.hide,embed-panel-309195.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309195" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="La Francia è il paese più avanti nell&#8217;attuazione del proprio Pnrr"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="La Francia è il paese più avanti nell&#8217;attuazione del proprio Pnrr"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="La Francia è il paese più avanti nell&#8217;attuazione del proprio Pnrr - https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309195.show,mobile-share-buttons-309195.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309195" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309195.show,embed-panel-309195.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309195"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309195" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Tale dinamica è dovuta a diversi fattori. Non ultimo il fatto che, con le varie revisioni, <strong>molte scadenze sono state posticipate</strong> all&#8217;ultimo momento utile. Inoltre c’è da dire che il livello di complessità dei piani nazionali è molto eterogeneo. Se ad esempio prendiamo in considerazione la <strong>Spagna</strong>, secondo paese europeo a ricevere più risorse dopo l&#8217;Italia, possiamo osservare come questa si fermi ad appena il <strong>54%</strong> di scadenze già rendicontate.</p>


<div id="il-governo-ha-presentato-una-nuova-richiesta-di-revisione-che-rialloca-oltre-2-miliardi-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Una nuova revisione del Pnrr</h3>



<p>Come già anticipato nell&#8217;introduzione, il Pnrr non si conclude oggi quindi. Anche perché il governo nel frattempo ha presentato una <strong>nuova richiesta di revisione del piano</strong>, richiesta che è tuttora pendente.</p>



<p>Secondo quanto <a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/audizione-del-ministro-gli-affari-europei-il-pnrr-e-le-politiche-di-coesione-tommaso-foti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">illustrato</a> dal ministro <strong>Tommaso Foti</strong>, la proposta comprende circa 90 modifiche di carattere tecnico e una rimodulazione finanziaria. L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di riallocare risorse provenienti da interventi che presentano difficoltà attuative o che risultano incompatibili con le tempistiche europee.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2,1 mld € </span>le risorse riallocate con l&#8217;ultima revisione del Pnrr.</p>
			        </section>
		


<p>Tra le principali riduzioni figurano circa <strong>1,29 miliardi di euro</strong> sottratti a misure del ministero delle infrastrutture. A ciò si aggiungono anche definanziamenti che riguardano il <strong>parco agrisolare</strong>, la meccanizzazione agricola, le <strong>colonnine di ricarica elettrica</strong>, gli investimenti per fognature e alcune misure relative alle materie prime critiche.</p>



<p>Particolarmente significativa è inoltre la decisione di spostare fuori dal perimetro del piano <strong>circa 500 milioni di euro </strong>relativi al credito d&#8217;imposta alla zona economica speciale unica, a causa delle difficoltà di rendicontazione incompatibili con le scadenze europee.</p>



<p>Le risorse liberate verrebbero destinate principalmente all&#8217;<strong>efficientamento energetico dell&#8217;edilizia residenziale pubblica</strong>, all&#8217;<strong>industria 5.0</strong>, all&#8217;<strong>housing sociale</strong>, alle comunità energetiche e ad altri interventi ritenuti più facilmente raggiungibili.</p>


<div id="nel-2026-il-contributo-del-pnrr-al-pil-dovrebbe-toccare-il-suo-apice" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto del Pnrr sull&#8217;economia italiana</h3>



<p>Al di là dello stato di avanzamento delle singole misure, una delle domande più rilevanti riguarda gli <strong>effetti concreti prodotti dal piano sull&#8217;economia italiana</strong>. Detto che per fare valutazioni più puntuali sarà necessario attendere la conclusione effettiva del Pnrr e la pubblicazione di dati più aggiornati, nelle ultime settimane alcuni istituti autorevoli hanno iniziato a proporre alcune valutazioni.</p>


<div id="strillo-testo-block_cf1b7dd5a120946efa4c057433d7f7f0" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Uno degli obiettivi del Pnrr era rilanciare gli investimenti pubblici. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Un primo elemento da rimarcare riguarda il fatto che il Pnrr ha effettivamente contribuito a rilanciare gli investimenti pubblici dopo anni di stagnazione. Secondo uno <a href="https://www.sdabocconi.it/it/sda-bocconi-insight/complab/pnrr-e-crescita-il-dibattito-che-manca-davvero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> della Bocconi su dati <a href="https://www.oecd.org/it.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oecd</a> infatti, tra il 2021 e il 2024 <strong>l&#8217;Italia ha recuperato il forte divario che si era accumulato rispetto alla Germania</strong>. Gli investimenti pubblici sono tornati a livelli che non si registravano dall&#8217;inizio degli anni Duemila, raggiungendo il <strong>3,8% del Pil nel 2025</strong>. </p>



<p>Anche le <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2026/06/UPB-Rapporto-sulla-politica-di-bilancio-2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">simulazioni</a> dell&#8217;<strong>Ufficio parlamentare di bilancio</strong> evidenziano un contributo significativo alla crescita economica. Secondo le stime, l&#8217;impatto del Pnrr sul Pil raggiungerà il suo massimo proprio nel 2026, con <strong>un incremento compreso tra l&#8217;1,8% e il 2,1% rispetto allo scenario di base</strong>. Le sole sovvenzioni europee determinerebbero un effetto positivo pari allo <strong>0,8%</strong>.</p>



<p>L&#8217;importanza del piano emerge soprattutto considerando che, <strong>in assenza degli investimenti aggiuntivi finanziati dal Pnrr, la crescita economica italiana sarebbe stata significativamente più debole</strong>, rischiando la stagnazione. Negli anni successivi lo stimolo tenderà fisiologicamente ad attenuarsi, ma secondo le stime continuerà a produrre effetti positivi anche nel medio periodo.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/">Nel 2026 atteso il picco dell&#8217;impatto del Pnrr sul Pil</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/">Impatti macroeconomici stimati del Pnrr e delle sovvenzioni (variazioni percentuali)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_309197_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309197_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309197_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309197_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/">Nel 2026 atteso il picco dell&#8217;impatto del Pnrr sul Pil &#8211; Impatti macroeconomici stimati del Pnrr e delle sovvenzioni (variazioni percentuali)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_309197_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_309197_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_309197_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_309197_tab3"><p>Gli effetti del Pnrr sul Pil sono stati calcolati sulla base del <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2018/01/Nota-tecnica-previsione-macro-UPB.pdf" target="_blank" rel="noopener">modello MeMo-It</a> sviluppato da Istat. È particolarmente adatto a calcolare come l&#8217;immissione di nuovo denaro nel sistema si traduca in maggiore domanda di beni e servizi, calcolando i cosiddetti &#8220;moltiplicatori di bilancio&#8221;. Ovvero a fronte delle risorse spese dallo Stato, quanta parte si trasforma in un aumento effettivo della ricchezza prodotta dall&#8217;economia.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Ufficio parlamentare di bilancio e Ministero dell&#8217;economia                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 10 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309197">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309197.hide,mobile-share-buttons-309197.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309197.hide,embed-panel-309197.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309197" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Nel 2026 atteso il picco dell&#8217;impatto del Pnrr sul Pil"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Nel 2026 atteso il picco dell&#8217;impatto del Pnrr sul Pil"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Nel 2026 atteso il picco dell&#8217;impatto del Pnrr sul Pil - https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309197.show,mobile-share-buttons-309197.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309197" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309197.show,embed-panel-309197.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309197"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309197" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Anche dal punto di vista della capacità amministrativa il Pnrr ha avuto un impatto importante. La <strong>Banca d&#8217;Italia</strong> ad esempio ha evidenziato segnali di <strong>miglioramento nell&#8217;efficienza</strong> della Pa.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nonostante i limiti ancora esistenti nella capacità amministrativa e nella dotazione di personale di alcuni enti pubblici, vi sono indicazioni di un miglioramento nell’efficienza delle procedure di spesa e nella gestione degli appalti pubblici. Alla fine del 2025 era stato assegnato l’85 per cento delle risorse del PNRR e ne era stato speso il 54, quasi 10 punti percentuali in più rispetto a quanto si era registrato per i fondi di coesione del ciclo 2014‑20 allo stesso stadio di attuazione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank">&#8211; Relazione annuale Banca d’Italia (29 maggio 2026)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Resta tuttavia aperta una questione di fondo. Secondo la <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corte dei conti</a>, nel corso degli anni <strong>il Pnrr è progressivamente passato dall&#8217;essere uno strumento fortemente orientato alla trasformazione strutturale del paese a un piano sempre più concentrato sul raggiungimento delle scadenze</strong>, sulla certificazione dei risultati entro i termini previsti per non perdere le risorse europee. Un&#8217;evoluzione comprensibile alla luce delle difficoltà attuative, ma che pone interrogativi sulla capacità del piano di raggiungere quelle che erano le ambizioni originarie.</p>


<div id="un-sistema-di-monitoraggio-efficace-e-accessibile-e-fondamentale-anche-in-vista-del-prossimo-bilancio-pluriennale-dellue" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le prossime sfide</h3>



<p>Il 30 giugno rappresenta dunque un passaggio importante ma <strong>non può essere considerato il punto di arrivo del Pnrr</strong>. Nei prossimi mesi sarà necessario verificare il raggiungimento effettivo delle ultime scadenze, attendere la valutazione della Commissione europea e monitorare l&#8217;attuazione delle numerose opere che proseguiranno anche oltre il termine del cronoprogramma europeo.</p>



<p>Allo stesso tempo sarà fondamentale spostare progressivamente l&#8217;attenzione dai soli adempimenti procedurali agli <strong>effetti concreti prodotti sui territori</strong>. Il vero banco di prova infatti non sarà soltanto la capacità di certificare milestone e target ma quella di valutare se gli investimenti realizzati avranno effettivamente contribuito a modernizzare il paese.</p>


<div id="strillo-testo-block_05d0b356569570b01fe9090ecb7a5bdb" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Dati aggiornati e strumenti di monitoraggio accessibili sono elementi essenziali per valutare l&#8217;impatto delle politiche pubbliche.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Per raggiungere questo obiettivo sarà però necessario disporre di <strong>strumenti di monitoraggio adeguati</strong>. Non solo per le amministrazioni coinvolte nell&#8217;attuazione del piano, ma anche per gli analisti, i ricercatori, gli organi di controllo e più in generale per i cittadini. La disponibilità di dati completi, aggiornati e facilmente accessibili rappresenta infatti una condizione essenziale per valutare l&#8217;efficacia delle politiche pubbliche e verificare come vengono utilizzate le risorse europee.</p>



<p>Si tratta di un tema destinato ad assumere un&#8217;importanza crescente anche negli anni a venire. Il modello Pnrr infatti sarà verosimilmente replicato anche nel <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2026/06/19/european-council-conclusions-on-the-next-multiannual-financial-framework-migration-illicit-drugs-the-republic-of-moldova-western-balkans-and-other-items/?utm_source=brevo&amp;utm_campaign=AUTOMATED%20-%20Alert%20-%20Newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_id=3318" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prossimo bilancio pluriennale dell&#8217;Unione europea</a>. Proprio per questo motivo è fondamentale che l&#8217;esperienza maturata in questi anni non venga dispersa. Solo così sarà possibile non soltanto esprimere un giudizio definitivo sul Pnrr ma anche trarre insegnamenti utili per le future politiche di investimento europee.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/it/articolo/presentazione-rapporto-2026-sulla-ricostruzione-centro-italia-il-messaggio-del-presidente" type="link" id="https://www.governo.it/it/articolo/presentazione-rapporto-2026-sulla-ricostruzione-centro-italia-il-messaggio-del-presidente">governo.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/">Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306902</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle aree periferiche urbane le scuole aperte di pomeriggio contrastano il disagio giovanile e rafforzano il supporto ai giovani. Un’analisi, quartiere per quartiere, di alcune delle principali città italiane. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/">Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo 24 giugno si celebrerà la Giornata nazionale delle periferie urbane, istituita con <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/11/18/24G00186/SG" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge dello stato alla fine del 2024</a>. L’obiettivo della ricorrenza è <strong>riportare l’attenzione sulle condizioni di inclusione sociale, vivibilità e sicurezza delle aree periferiche</strong> attraverso iniziative di rigenerazione urbana, riqualificazione e partecipazione facendo leva su stato, enti locali, soggetti della comunità educante e scuole.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nella Giornata nazionale, lo Stato, le regioni, le province,  le citta&#8217; metropolitane e  i  comuni  possono  promuovere  e  sostenere (&#8230;) anche in coordinamento con le associazioni degli enti locali, con gli  enti previsti dall&#8217;articolo 4 del codice del  Terzo  settore,  (&#8230;) e  con  le  istituzioni scolastiche (&#8230;)  iniziative specifiche,    manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti di studio e  analisi,  volti alla  sensibilizzazione  delle  istituzioni  e  dei  cittadini  sulle specificita&#8217; delle periferie urbane e sugli  interventi  necessari  a contrastare le situazioni di degrado economico, sociale, culturale  e abitativo.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/11/18/24G00186/SG" target="_blank">&#8211; Legge 170/2024, art. 2</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>In questo contesto, <strong>la scuola rappresenta uno dei principali presìdi educativi e sociali delle aree periferiche</strong>. L’accesso a servizi scolastici di qualità, come il tempo pieno nella scuola primaria, può infatti contribuire a ridurre le disuguaglianze educative e a offrire maggiori opportunità a bambini e ragazzi che vivono in contesti più fragili.</p>



<p>Abbiamo analizzato il tema della questione educativa nelle periferie urbane attraverso i dati sull’accessibilità alle scuole con tempo pieno, per capire quanto questo servizio sia effettivamente diffuso e raggiungibile nelle diverse zone delle città metropolitane.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Scuole aperte nelle periferie, perché sono importanti</h3>



<p>Nell&#8217;ultimo rapporto <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovani e periferie</a>, abbiamo avuto modo di approfondire come la <strong>presenza di scuole, e anche la loro apertura pomeridiana, sia uno strumento potente per migliorare la condizione nelle aree urbane.</strong></p>



<p>Può offrire un <strong>contributo decisivo nella riduzione dei divari educativi </strong>e nel contrasto della dispersione, perché consente lo svolgimento di attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell’orario scolastico. </p>



<p>Ma una scuola che resta aperta anche di pomeriggio è anche un&nbsp;<strong>presidio sociale sul territorio insostituibile</strong>. L&#8217;estensione dell&#8217;orario di apertura può avere un impatto che non è esclusivamente educativo: rappresenta un <strong>luogo sicuro</strong> dove poter trascorrere il tempo libero. Una <strong>funzione essenziale, soprattutto nelle periferie urbane</strong>, dove la carenza di spazi di aggregazione alternativi si fa sentire maggiormente.</p>



<p>Nel rapporto avevamo avuto modo di riscontrare come <strong>l&#8217;incidenza di studenti frequentano il tempo pieno variasse fortemente tra le città</strong>. In alcune, come Milano, Firenze, Torino e Roma, oltre l’85% degli alunni delle primarie statali frequenta scuole con il tempo pieno; mentre la quota scende al di sotto del 10% a Reggio Calabria e Palermo. Con <strong>differenze interne nelle città</strong>: a Palermo, ad esempio, a fronte di una media cittadina pari a circa il 5%, la quota supera il 30% in quartieri come Tribunali-Castellammare (47,4%) e Palazzo Reale &#8211; Monte Di Pietà (34%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">La raggiungibilità delle scuole primarie con il tempo pieno</h3>



<p>In questo approfondimento, analizziamo un altro indicatore altrettanto rilevante,  elaborato nell&#8217;ambito delle attività di Istat per la commissione periferie di questa legislatura. Si tratta della quota di popolazione che risiede in sezioni di censimento che distano al massimo 1,5 chilometri dalla scuola primaria a tempo pieno più vicina. Un indicatore che consente di valutare la questione da un <strong>punto di vista diverso</strong>: l&#8217;accessibilità territoriale di servizi scolastici che offrono il tempo pieno.</p>


<div id="ce-piu-tempo-pieno-nelle-scuole-delle-periferie-del-centro-nord" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/">Scuole con il tempo pieno più capillari nelle città del centro-nord</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno (2022/23)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_306933_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306933_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_306933_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306933_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/">Scuole con il tempo pieno più capillari nelle città del centro-nord &#8211; Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno (2022/23)</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-306933">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306933.hide,mobile-share-buttons-306933.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306933.hide,embed-panel-306933.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-306933" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Scuole con il tempo pieno più capillari nelle città del centro-nord"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Scuole con il tempo pieno più capillari nelle città del centro-nord"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Scuole con il tempo pieno più capillari nelle città del centro-nord - https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306933.show,mobile-share-buttons-306933.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-306933" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306933.show,embed-panel-306933.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-306933"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-306933" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>La classifica sull&#8217;accessibilità alle scuole primarie a tempo pieno conferma un divario marcato tra i capoluoghi di città metropolitana italiani, lungo la <strong>faglia nord-sud</strong>. Milano e Torino si collocano in testa con percentuali vicine al 100%, seguite da vicino da Cagliari, Firenze e Bologna. In tutti questi comuni, la quota di popolazione cge vive in una sezione di censimento distante al massimo 1,5 km dalla scuola primaria a tempo più vicina supera il 95%. </p>



<p>Al contrario, molte città del mezzogiorno occupano le posizioni inferiori. <strong>La coda della classifica è interamente composta da città meridional</strong>i, in particolare Messina, Reggio Calabria e Palermo (quest&#8217;ultima a quota 44,7%). Indicando una forte disparità territoriale nella capillarità del servizio, con il nord e il centro che garantiscono un accesso quasi universale, molto meno frequente nel sud.</p>


<div id="strillo-testo-block_3d0ec717faeea5c08bbdd11d04971b74" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Spesso le aree delle città più lontane dalle scuole con tempo pieno sono anche quelle più fragili.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Parallelamente, <strong>anche nella stessa città possono convivere situazioni di accessibilità radicalmente diverse</strong>. Spesso queste si correlano con altri fattori di disagio. Ad esempio, le aree subcomunali delle città metropolitane dove è più bassa la quota di residenti vicini a scuole con il tempo pieno, sono spesso anche quelle con i valori immobiliari più bassi e  quelle con più famiglie in potenziale disagio economico. </p>



<p>Altro aspetto rilevante è come<strong>in pochi chilometri quadrati possano registrarsi divari anche molto ampi in termini di accessibilità </strong>delle scuole a tempo pieno. Lo abbiamo approfondito per le due città emerse dall&#8217;analisi precedente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dentro le città: un focus su Milano e Palermo</h3>



<p>A Palermo, in 3 aree subcomunali (Tribunali-Castellammare, Palazzo Reale &#8211; Monte Di Pieta&#8217; e Cuba-Calatafimi) l&#8217;accessibilità della popolazione residente alle scuole primarie a tempo pieno raggiunge il 100%. Non casualmente, <strong>le prime due sono anche le zone con maggiore incidenza degli alunni delle scuole primarie a tempo pieno</strong> della città.</p>


<div id="a-palermo-ampi-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/">A Palermo forti divari tra i quartieri nell&#8217;accessibilità delle scuole primarie a tempo pieno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_306939_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306939_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_306939_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306939_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/">A Palermo forti divari tra i quartieri nell&#8217;accessibilità delle scuole primarie a tempo pieno &#8211; Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_306939_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_306939_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_306939_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_306939_tab3"><p>L&#8217;indicatore mostra la percentuale di popolazione che risiede in sezioni di censimento che distano al massimo 1,5 km dalla scuola primaria a tempo pieno più vicina.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-306939">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306939.hide,mobile-share-buttons-306939.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306939.hide,embed-panel-306939.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-306939" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="A Palermo forti divari tra i quartieri nell&#8217;accessibilità delle scuole primarie a tempo pieno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="A Palermo forti divari tra i quartieri nell&#8217;accessibilità delle scuole primarie a tempo pieno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="A Palermo forti divari tra i quartieri nell&#8217;accessibilità delle scuole primarie a tempo pieno - https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306939.show,mobile-share-buttons-306939.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-306939" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306939.show,embed-panel-306939.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-306939"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-306939" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Al contrario, <strong>7 zone si caratterizzano per una quota di popolazione a meno di 1,5 km dalla scuola a tempo pieno più vicina inferiore all&#8217;1%</strong>. Si tratta di Boccadifalco, Partanna Mondello, Montepellegrino, Villagrazia-Falsomiele, Borgo Nuovo, Tommaso Natale &#8211; Sferracavallo e Arenella &#8211; Vergine Maria. In queste zone, come in 14 quartieri su 25, la quota di alunni che frequentano scuole con il tempo pieno risulta pari a 0.</p>



<p><strong>A Milano, l&#8217;offerta è complessivamente omogenea sul territorio</strong>, con una media comunale molto elevata (98,7%) di accessibilità della popolazione residente alle scuole primarie a tempo pieno. In gran parte dei nuclei di identità locale la quota raggiunge il 100%, segnalando una capillarità estesa del servizio sul territorio comunale. </p>


<div id="a-milano-altissima-accessibilita-ma-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/">A Milano l&#8217;accessibilità delle scuole a tempo pieno è omogenea, valori più bassi in alcune periferie</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_306940_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306940_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_306940_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306940_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/">A Milano l&#8217;accessibilità delle scuole a tempo pieno è omogenea, valori più bassi in alcune periferie &#8211; Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-306940">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306940.hide,mobile-share-buttons-306940.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306940.hide,embed-panel-306940.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-306940" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="A Milano l&#8217;accessibilità delle scuole a tempo pieno è omogenea, valori più bassi in alcune periferie"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="A Milano l&#8217;accessibilità delle scuole a tempo pieno è omogenea, valori più bassi in alcune periferie"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="A Milano l&#8217;accessibilità delle scuole a tempo pieno è omogenea, valori più bassi in alcune periferie - https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306940.show,mobile-share-buttons-306940.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-306940" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306940.show,embed-panel-306940.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-306940"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-306940" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Livelli inferiori al 95%</strong>, sebbene superiori al 66%, si registrano in zone come Parco Monluè &#8211; Ponte Lambro, Lambrate, Quarto Cagnino, Lorenteggio, Quarto Oggiaro, Quinto Romano, Adriano, Maggiore &#8211; Musocco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa comporta per le politiche pubbliche</h3>



<p>La presenza e l’accessibilità delle scuole – in particolare quelle con tempo pieno – possono rappresentare una leva cruciale per migliorare le condizioni sociali ed educative delle periferie urbane.</p>


<div id="nel-contesto-italiano-occorrono-politiche-pubbliche-che-contrastino-disagio-giovanile-e-rafforzino-le-comunita-nelle-periferie-urbane" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>I margini di azione in questo senso sono ampi. <strong>Oggi l’offerta di scuole accessibili e diffuse sul territorio non è uniforme</strong>: nelle città del nord e del centro l’accesso è quasi universale (pur con differenze interne anche significative), mentre in molte città del mezzogiorno permangono forti carenze. <strong>Anche all’interno delle singole città si osservano divari importanti tra quartieri centrali e aree periferiche</strong>. In alcune zone, la popolazione residente non dispone di una scuola primaria a tempo pieno raggiungibile nel raggio di 1,5 chilometri, con conseguenze dirette sulle opportunità educative dei bambini che vivono in questi contesti.</p>



<p>In questa prospettiva,<strong> investire nell’apertura e nella capillarità delle scuole nelle aree periferiche</strong> significa intervenire contemporaneamente su più fronti: riduzione delle disuguaglianze educative, contrasto alla <strong>dispersione scolastica</strong>, <strong>contrasto del disagio giovanile</strong>, <strong>rafforzamento della comunità educante</strong>, e miglioramento della <strong>qualità della vita</strong> nei quartieri. Le politiche di rigenerazione urbana e di sviluppo delle periferie dovrebbero quindi considerare la scuola come una vera infrastruttura sociale strategica, da rendere accessibile e pienamente funzionante in tutti i territori.</p>



<p>Rafforzare la presenza delle scuole e garantire la possibilità di frequentare il tempo pieno anche nelle aree più marginali <strong>non è soltanto una misura educativa, ma un investimento strutturale per rendere le periferie più inclusive, vivibili e sicure</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, città per città</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/bari.xls" target="_blank" rel="noopener">Bari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/bologna.xls" target="_blank" rel="noopener">Bologna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/cagliari.xls" target="_blank" rel="noopener">Cagliari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/catania.xls" target="_blank" rel="noopener">Catania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/firenze.xls" target="_blank" rel="noopener">Firenze</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/genova.xls" target="_blank" rel="noopener">Genova</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/messina.xls" target="_blank" rel="noopener">Messina</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/milano.xls" target="_blank" rel="noopener">Milano</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/napoli.xls" target="_blank" rel="noopener">Napoli</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/palermo.xls" target="_blank" rel="noopener">Palermo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/reggio_calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Reggio Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/roma.xls" target="_blank" rel="noopener">Roma</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/torino.xls" target="_blank" rel="noopener">Torino</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/venezia.xls" target="_blank" rel="noopener">Venezia</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Scuola_Elementare_Ariberto.jpg">Torredibabele</a> (<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/Commons:Reusing_content_outside_Wikimedia">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/">Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli investimenti del Pnrr per il diritto all&#8217;abitare sono stati definanziati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-diritto-all-abitare-sono-stati-definanziati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308904</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il tema del diritto all'abitare è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico. Il Pnrr prevedeva diversi investimenti in questo ambito ma nel tempo si è assistito a significativi definanziamenti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-diritto-all-abitare-sono-stati-definanziati/">Gli investimenti del Pnrr per il diritto all&#8217;abitare sono stati definanziati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il tema delle <strong>periferie</strong> e dell&#8217;<strong>emergenza abitativa</strong> è sempre più al centro del dibattito pubblico. Anche il governo ha recentemente annunciato un nuovo <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2026;66" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano casa</a>. Prosegue inoltre la discussione sulle misure necessarie per contrastare il <strong>degrado urbano</strong> e lo <strong>spopolamento</strong> di molti territori.</p>
</p>
<p>Quando si parla di periferie, tuttavia, si rischia spesso di fare ragionamenti troppo generalizzati. Non esiste infatti una definizione univoca. Sono periferie le <strong>aree interne</strong> che da anni perdono popolazione e servizi essenziali. Sono periferie i <strong>quartieri marginali delle grandi città</strong> caratterizzati da difficoltà sociali e strutture spesso fatiscenti. Così come sono periferie anche molte <strong>zone suburbane</strong> che, pur essendo prossime ai principali centri abitati, subiscono gli effetti dell&#8217;aumento dei costi abitativi.</p>
</p>
<p>Per questo motivo le politiche pubbliche devono <strong>affrontare il fenomeno in modo multidimensionale</strong> tenendo insieme accesso ai servizi, mobilità, qualità dell&#8217;abitare e rigenerazione degli spazi urbani. Anche il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) è intervenuto su questi aspetti attraverso una serie di investimenti destinati alla rigenerazione urbana, all&#8217;edilizia sociale e alla riqualificazione dei quartieri più fragili.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6,7 mld € </span>gli investimenti del Pnrr per rigenerazione urbana e qualità dell&#8217;abitare.</p>
</section>
</p>
<p>In questo articolo approfondiremo questi temi, partendo da alcuni dati che abbiamo presentato nell&#8217;ambito dei lavori della <a href="https://webtv.camera.it/evento/30321" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissione parlamentare sulle periferie</a>. Successivamente passeremo in rassegna alcuni degli investimenti del Pnrr. Verificheremo come le risorse siano distribuite sul territorio e quale sia lo stato di avanzamento dei progetti finanziati.</p>
</p>
<p>Dall&#8217;analisi di queste misure emerge come alcune di queste abbiano subito un <strong>significativo definanziamento</strong>. Ciò perché in molti casi i progetti presentati dai comuni non erano compatibili con vincoli e tempistiche del piano. Tali progetti saranno comunque portati a conclusione con altre fonti di finanziamento ma allo stato attuale <strong>non è possibile un loro monitoraggio</strong> approfondito.</p>
</p>
<p><div id="molti-cittadini-si-spostano-verso-i-grandi-centri-urbani-dove-ci-sono-maggiori-opportunita-e-servizi-questo-mette-le-citta-sotto-pressione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le periferie tra spopolamento, crisi abitativa e pressione urbana</h3>
</p>
<p>Negli ultimi anni le dinamiche demografiche e socioeconomiche hanno accentuato la distanza tra territori attrattivi e aree in declino. <strong>I dati mostrano come la popolazione continui a concentrarsi nei comuni polo e di cintura, dove si trovano maggiori opportunità occupazionali e una migliore dotazione di servizi</strong>. </p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		I comuni &#8220;polo&#8221; sono quelli che offrono le migliori opportunità in termini di lavoro, scuola, salute e mobilità.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Tra il 2014 e il 2023 la popolazione italiana è diminuita del 2,2%. <strong>Il calo tuttavia è stato molto più marcato nelle aree interne</strong>: -5,84% nei comuni periferici e -7,12% in quelli ultraperiferici. Al contrario, i comuni polo (-1,63%) e quelli di cintura (-1,32%) hanno mostrato una maggiore capacità di tenuta. Come si vede nel grafico, fatto 100 il dato del 2014, dopo un decennio i residenti sono scesi sotto i 95 nelle aree distanti dai poli, contro i 98,7 dei comuni di cintura e i 98,4 dei poli.</p>
</p>
<p>Questa dinamica conferma l&#8217;esistenza di una <strong>crescente frattura territoriale</strong>. Da un lato vi sono i territori maggiormente integrati nei circuiti economici e produttivi, capaci di attrarre (o almeno mantenere) residenti e investimenti. Dall&#8217;altro le aree che continuano a perdere popolazione a causa della carenza di servizi e opportunità lavorative.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/">In Italia la popolazione si sposta verso comuni di cintura e poli</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/">Andamento della popolazione residente nei comuni italiani (2014-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308902_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308902_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308902_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308902_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/">In Italia la popolazione si sposta verso comuni di cintura e poli &#8211; Andamento della popolazione residente nei comuni italiani (2014-2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_308902_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308902_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308902_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308902_tab3"></p>
<p>Il grafico mostra la variazione nel numero dei residenti presenti nei comuni italiani suddivisi per categoria in base ai servizi che mettono a disposizione dei propri cittadini: i comuni polo sono generalmente i centri principali e sono baricentrici in termini di servizi; i comuni ultraperiferici sono invece i più lontani dai poli (più di un&#8217;ora) e i più carenti in termini di servizi. Per approfondire <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui.</a></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Marzo 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308902">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308902.hide,mobile-share-buttons-308902.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308902.hide,embed-panel-308902.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308902" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Italia la popolazione si sposta verso comuni di cintura e poli"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia la popolazione si sposta verso comuni di cintura e poli"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia la popolazione si sposta verso comuni di cintura e poli - https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308902.show,mobile-share-buttons-308902.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308902" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308902.show,embed-panel-308902.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308902"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308902" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Parallelamente, <strong>le grandi città sono sottoposte a una pressione crescente sul fronte abitativo</strong>. L&#8217;aumento dei prezzi delle abitazioni e degli affitti, insieme alla diffusione degli affitti brevi turistici nelle principali città d&#8217;arte, rende sempre più difficile per molte famiglie risiedere nelle aree centrali.</p>
</p>
<p><div id="tra-il-2021-e-il-2025-in-alcuni-quartieri-di-prima-periferia-di-milano-e-roma-gli-affitti-sono-aumentati-di-oltre-il-50" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_a060119e89d5e36ba8827899b4dda4cb" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nelle grandi città i quartieri semi-centrali sono diventati appetibili, con conseguente aumento dei costi.</p>
</section></div>
</p>
<p>Si genera così un effetto a catena. <strong>I residenti vengono progressivamente spinti verso quartieri semicentrali, periferici o verso l&#8217;hinterland</strong>. Questo determina una crescita della domanda abitativa anche nelle aree esterne, con conseguente aumento dei prezzi e degli affitti. In base ai dati dell&#8217;<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/fabbricatiterreni/omi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio del mercato immobiliare</a>, in alcune periferie di <strong>Milano</strong>, tra il 2021 e il 2025, i canoni di locazione sono <strong>aumentati fino al 60%</strong>. A <strong>Roma</strong> gli incrementi hanno raggiunto il 50% in alcuni quartieri ben collegati al centro, mentre a <strong>Napoli</strong> si registrano aumenti prossimi al 30%.</p>
</p>
<p>Le città diventano quindi <strong>luoghi sempre più attrattivi ma al tempo stesso sempre meno accessibili</strong>, soprattutto per le famiglie a basso reddito. Garantire il diritto all&#8217;abitare e migliorare la qualità delle periferie rappresenta oggi una sfida cruciale. Non soltanto per le grandi aree metropolitane ma anche per i territori più fragili e marginali del paese.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le misure del Pnrr in tema di abitazioni e rigenerazione urbana</h3>
</p>
<p>Per cercare di contrastare almeno in parte questi fenomeni, nel Pnrr sono previsti diversi investimenti. Le principali misure riguardano la <a href="https://openpnrr.it/misure/211/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rigenerazione urbana</a>, l&#8217;<a href="https://openpnrr.it/misure/215/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">edilizia sociale</a> e i <a href="https://openpnrr.it/misure/402/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piani urbani integrati</a> per le aree metropolitane. Nei prossimi paragrafi approfondiremo questi investimenti e il loro stato di avanzamento, avvalendoci anche delle più recenti documentazioni disponibili in materia. Vale a dire i dati sui <a href="https://openpnrr.it/progetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetti</a> finanziati a febbraio 2026, la <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&amp;sort=desc&amp;category=Relazioni%20al%20Parlamento%20sullo%20stato%20di%20attuazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione</a> del governo sullo stato di attuazione del Pnrr e la <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/Notizie/DettaglioNotizia?Id=04a4b7cd-d77f-49e7-b9b7-e24fe8edac7f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione semestrale</a> della Corte dei conti. Da notare che tutte queste misure rientrano tra quelle per cui <strong>la scadenza del 30 giugno per la conclusione dei progetti è inderogabile</strong>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Vi sono poi anche altri investimenti che intervengono in questo ambito ma che non approfondiremo in quanto non sono disponibili informazioni di dettaglio sui progetti finanziati. Si tratta dello <a href="https://openpnrr.it/misure/437/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strumento finanziario</a> per l&#8217;efficientamento energetico dell&#8217;edilizia residenziale pubblica (in questo caso si prevede entro il 2026 esclusivamente l&#8217;istituzione del fondo, mentre i progetti potranno essere realizzati anche successivamente) e della misura <a href="https://openpnrr.it/misure/348/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell&#8217;edilizia residenziale pubblica</a> (finanziata dal piano nazionale complementare). Tutte insieme queste misure cubano circa <strong>6,7 miliardi di euro</strong>.</p>
</p>
<p><div id="il-pnrr-mette-in-campo-circa-7-miliardi-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare-nel-tempo-pero-ce-stato-un-definanziamento-di-29-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Rigenerazione urbana</h3>
</p>
<p>L&#8217;investimento denominato &#8220;Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale&#8221; ha una dotazione complessiva di circa <strong>2 miliardi di euro</strong>. Tra i progetti che si puntava a realizzare figuravano il recupero di aree pubbliche, la rifunzionalizzazione di edifici esistenti, la realizzazione di servizi sociali, culturali ed educativi oltre a interventi per la mobilità sostenibile.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Come saranno finanziate le misure stralciate dal Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>L&#8217;investimento ha subito una profonda revisione nel corso del tempo. Tra il 2023 e il 2025 infatti una quota rilevante di progetti è stata spostata fuori dal perimetro del piano europeo e rifinanziata attraverso risorse nazionali. In base alle diverse relazioni presentate dall&#8217;esecutivo, la modifica si è resa necessaria perché <strong>molti degli interventi presentati dagli enti locali avevano caratteristiche e dimensioni differenti rispetto a quelle ipotizzate nella fase di progettazione del piano</strong>. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-1,3 mld € </span><span style="font-weight: 400">il taglio di risorse Pnrr per progetti di rigenerazione urbana.</span></p>
</section>
</p>
<p>Paradossalmente, nonostante la riduzione delle risorse, il target finale è stato ampliato. L&#8217;obiettivo iniziale prevedeva infatti il completamento di 300 progetti, mentre oggi il traguardo fissato per giugno 2026 richiede la conclusione di <strong>almeno 1.080 interventi</strong> per una superficie complessiva di almeno un milione di metri quadrati.</p>
</p>
<p>Dal punto di vista attuativo, l&#8217;11% dei progetti si trova ancora in fase preliminare, <strong>il 68% è in esecuzione</strong> mentre il 21% ha già concluso i lavori o si trova in fase di collaudo.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Social Housing</h3>
</p>
<p>Il Programma innovativo per la qualità dell&#8217;abitare (Pinqua) rappresenta il principale strumento del Pnrr dedicato all&#8217;edilizia sociale. L&#8217;obiettivo è incrementare e riqualificare il patrimonio residenziale pubblico, migliorare l&#8217;efficienza energetica degli edifici e rigenerare spazi urbani degradati senza ulteriore consumo di suolo. La dotazione complessiva del programma ammonta a <strong>2,14 miliardi di euro</strong>. L&#8217;obiettivo finale della misura prevede la <strong>realizzazione, l&#8217;acquisto o la riqualificazione di almeno 10mila alloggi</strong> e la rigenerazione di almeno 1,8 milioni di metri quadrati di spazi pubblici entro il 2026.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_bdaecf2f4ba20c1c905fcbe3839a4ce8" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti progetti sono usciti dal perimetro del Pnrr perché non si sarebbero conclusi entro giugno 2026.</p>
</section></div>
</p>
<p>A differenza di altri investimenti, il Pinqua non ha subito tagli finanziari significativi. Le modifiche introdotte con la revisione del piano hanno riguardato soprattutto la composizione degli interventi. I progetti considerati non compatibili con le tempistiche europee sono stati trasferiti sul <strong>Piano nazionale complementare</strong>, mentre sono stati introdotti nuovi vincoli per rafforzare alcuni obiettivi strategici.</p>
</p>
<p>In particolare almeno 497 milioni di euro dovranno essere destinati all&#8217;<strong>efficientamento energetico degli edifici</strong>, con un risparmio di energia primaria pari almeno al 30%, mentre almeno 84 milioni dovranno finanziare <strong>infrastrutture ciclabili</strong>.</p>
</p>
<p>Secondo i dati più recenti, il numero di alloggi interessati dagli interventi supera già la soglia prevista dal target finale. Tuttavia, sul piano finanziario emergono alcune criticità: secondo la Corte dei conti, a fronte di circa 2,6 miliardi di impegni, i pagamenti si fermano a circa 1,4 miliardi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Piani urbani integrati</h3>
</p>
<p>I piani urbani integrati rappresentano uno degli interventi più rilevanti del Pnrr per le <strong>città metropolitane</strong>. L&#8217;obiettivo è promuovere la rigenerazione di grandi aree urbane degradate attraverso progetti integrati capaci di migliorare servizi, infrastrutture e qualità dello spazio pubblico. L&#8217;investimento si suddivide in 3 sottomisure: gli interventi per il <a href="https://openpnrr.it/misure/213/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura</a> (di cui non ci occuperemo in questo articolo), un <a href="https://openpnrr.it/misure/214/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo</a> da 272 milioni istituito presso la Banca europea degli investimenti e i <a href="https://openpnrr.it/misure/212/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetti generali</a>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.raiplay.it/video/2026/03/Ghetti-dei-braccianti-la-resa-dei-conti-del-PNRR---PresaDiretta-15032026-e7916728-6dc2-4a7e-b216-9e0346eee1e8.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guarda il nostro contributo sul caporalato<br />
<br /><strong>per Presa diretta</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Quest&#8217;ultimo sub-investimento vale complessivamente <strong>900 milioni</strong> ma anche in questo caso c&#8217;è stato un significativo definanziamento. Nella versione originaria del Pnrr infatti la misura disponeva di quasi <strong>2,5 miliardi di euro</strong>. La ragione della modifica è legata alla difficoltà di completare entro le scadenze europee una parte consistente dei progetti finanziati. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-1,59 mld € </span><span style="font-weight: 400">il taglio di risorse Pnrr per i piani urbani integrati.</span></p>
</section>
</p>
<p>Per questo motivo <strong>circa la metà degli interventi inizialmente previsti è stata esclusa dal perimetro del Pnrr e rifinanziata con risorse nazionali</strong>. Per quanto riguarda lo stato di attuazione della misura, anche in questo caso le criticità principali non riguardano tanto l&#8217;avvio dei cantieri (al netto dei progetti usciti dal perimetro del Pnrr) quanto la <strong>rendicontazione finanziaria e fisica degli interventi</strong>. Secondo la Corte dei conti infatti continuano a esserci <strong>ritardi</strong>.</p>
</p>
<p><div id="gli-investimenti-piu-consistenti-sono-localizzati-in-lombardia-677-milioni-di-euro-seguono-puglia-5946-milioni-e-sicilia-5806-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come si distribuiscono le risorse sul territorio</h3>
</p>
<p>Fatta questa panoramica sugli investimenti del Pnrr dedicati alla rigenerazione urbana e alla qualità dell&#8217;abitare, vediamo adesso come si distribuiscono i progetti che fanno ancora parte del piano nei territori. Complessivamente gli interventi attivi sono sono <strong>3.573</strong>, per un valore di circa <strong>5,4 miliardi di euro</strong>.</p>
</p>
<p>La quota più consistente riguarda il programma <strong>Pinqua</strong>, che assorbe circa 2,6 miliardi di euro. Seguono gli interventi di <strong>rigenerazione urbana</strong> con 2 miliardi e i piani urbani integrati con circa 760 milioni. La regione che ospita il maggior numero di progetti è la <strong>Lombardia</strong> con 466 interventi. Seguono <strong>Sicilia</strong> (357), <strong>Puglia</strong> (331) e <strong>Campania</strong> (297).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/">Dal Pnrr circa 700 milioni alla Lombardia per rigenerazione urbana e qualità dell’abitare</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/">I finanziamenti del Pnrr per le periferie e la rigenerazione urbana, regione per regione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_308895_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308895_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308895_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308895_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/">Dal Pnrr circa 700 milioni alla Lombardia per rigenerazione urbana e qualità dell’abitare &#8211; I finanziamenti del Pnrr per le periferie e la rigenerazione urbana, regione per regione</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308895">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308895.hide,mobile-share-buttons-308895.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308895.hide,embed-panel-308895.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308895" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 700 milioni alla Lombardia per rigenerazione urbana e qualità dell’abitare"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 700 milioni alla Lombardia per rigenerazione urbana e qualità dell’abitare"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 700 milioni alla Lombardia per rigenerazione urbana e qualità dell’abitare - https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308895.show,mobile-share-buttons-308895.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308895" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308895.show,embed-panel-308895.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308895"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308895" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche sul fronte delle risorse assegnate la <strong>Lombardia</strong> si colloca al primo posto con circa 677 milioni di euro. Seguono la <strong>Puglia</strong> con 594,6 milioni, la <strong>Sicilia</strong> con 580,6 milioni e la <strong>Campania</strong> con 453,5 milioni. Nel complesso al mezzogiorno vanno circa 2,3 miliardi di euro. La clausola che prevede di impiegare almeno il 40% delle risorse Pnrr al sud in questo caso quindi è rispettata.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">41,9% </span>le risorse del Pnrr per rigenerazione urbana e qualità dell&#8217;abitare indirizzate al mezzogiorno.</p>
</section>
<p><div id="a-febbraio-2026-la-quota-dei-pagamenti-si-attestava-al-589-il-sud-e-le-isole-sono-piu-indietro-rispetto-al-resto-del-paese" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I dati a livello comunale e lo stato di avanzamento dei progetti</h3>
</p>
<p>Scendendo ancora più nel dettaglio, possiamo osservare che i comuni che ricevono risorse dal Pnrr per progetti legati alla rigenerazione urbana e alla qualità dell&#8217;abitare sono in totale <strong>862</strong>. I finanziamenti più consistenti si concentrano a <strong>Milano</strong> (213,5 milioni), <strong>Genova</strong> (201,9 milioni) e <strong>Messina</strong> (181,1 milioni). <strong>Lamezia</strong> <strong>Terme</strong> è il primo comune non capoluogo di regione a ricevere più risorse (104,7 milioni). Altro comune non capoluogo a intercettare risorse significative è <strong>Corigliano-Rossano</strong> sempre in Calabria che cuba in totale circa 50 milioni di euro.</p>
</p>
<p>Accanto alla distribuzione delle risorse, un indicatore fondamentale per valutare l&#8217;attuazione degli investimenti riguarda il <strong>livello dei pagamenti</strong> effettivamente erogati. Considerando l&#8217;insieme degli interventi dedicati a rigenerazione urbana e qualità dell&#8217;abitare, la quota media dei pagamenti si attesta intorno al <strong>58,9%</strong>. Si tratta di un dato leggermente superiore alla media complessiva del Pnrr, ma che appare comunque critico considerando l&#8217;approssimarsi delle scadenze finali.</p>
</p>
<p>Permangono inoltre forti differenze territoriali. A livello macroregionale il nord-est presenta il livello di avanzamento più elevato, con pagamenti pari al 68,4% degli impegni. Seguono nord-ovest (64%) e centro (61,3%). Più indietro risultano sud continentale (45,3%) e isole (43,1%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/">Abitare, a Napoli pagamenti Pnrr fermi al 32%</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/">Lo stato di avanzamento finanziario dei progetti Pnrr per le periferie e la rigenerazione urbana, comune per comune</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308897_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308897_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308897_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308897_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/">Abitare, a Napoli pagamenti Pnrr fermi al 32% &#8211; Lo stato di avanzamento finanziario dei progetti Pnrr per le periferie e la rigenerazione urbana, comune per comune</a></div>
</p></div>
<div id="chart_308897_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308897_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308897_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308897_tab3"></p>
<p>La mappa mostra lo stato di avanzamento finanziario dei progetti Pnrr riguardanti la rigenerazione urbana, la qualità dell&#8217;abitare e i piani urbani integrati esclusivamente per la parte finanziata dal piano. Più il verde è scuro e più la quota di pagamenti in un dato territorio è vicina al 100%. Dall&#8217;elaborazione sono stati esclusi 68 progetti (per un importo Pnrr totale di circa 200 milioni di euro) perché non direttamente attribuibili a un singolo territorio comunale.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308897">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308897.hide,mobile-share-buttons-308897.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308897.hide,embed-panel-308897.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308897" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Abitare, a Napoli pagamenti Pnrr fermi al 32%"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Abitare, a Napoli pagamenti Pnrr fermi al 32%"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Abitare, a Napoli pagamenti Pnrr fermi al 32% - https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308897.show,mobile-share-buttons-308897.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308897" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308897.show,embed-panel-308897.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308897"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308897" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche l&#8217;analisi delle principali città evidenzia situazioni molto differenziate. Considerando esclusivamente gli investimenti Pnrr in questo ambito, <strong>Roma</strong> presenta una quota di pagamenti pari a circa il 71%, <strong>Milano</strong> si ferma al 50,6%, mentre <strong>Napoli</strong> registra appena il 32,4%.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I progetti estromessi dal Pnrr e la necessità di dati</h3>
</p>
<p>Come abbiamo visto, nel tempo numerosi interventi sono stati esclusi dal perimetro del Pnrr perché non compatibili con le tempistiche e i vincoli imposti. Sebbene il fatto che si siano trovate soluzioni alternative per portare a compimento queste opere sia certamente positivo, occorre sottolineare come <strong>non sia più possibile avere informazioni di dettaglio su questi progetti</strong>. Ciò rende più difficile avere una visione complessiva delle politiche pubbliche dedicate alla rigenerazione urbana e all&#8217;abitare.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_a41e883f647a11765b6c3e9244eaa9dd" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Sarebbe importante avere accesso anche ai dati dei progetti non più finanziati dal Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Una recente <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=6cf5eeb2-4f3e-4e1b-b0e2-994798a48b99" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> della Corte dei conti ha evidenziato che i progetti fuoriusciti dal perimetro del Pnrr continuano a essere presenti sulla piattaforma Regis, al fine di garantire la continuità del monitoraggio e della rendicontazione contabile. Si tratta di oltre <strong>47mila opere</strong> riconducibili agli enti territoriali.</p>
</p>
<p>Sarebbe importante rendere disponibili in modo sistematico anche le informazioni relative a questi interventi. Disporre di <strong>dati aggiornati e accessibili </strong>consentirebbe infatti di ricostruire un quadro più completo e realistico dello stato di avanzamento delle opere, superando la distinzione tra progetti ancora finanziati dal Pnrr e quelli trasferiti su altre fonti di finanziamento. Un&#8217;esigenza particolarmente rilevante in un ambito delicato come quello delle periferie, della rigenerazione urbana e del diritto all&#8217;abitare. Ambiti in cui la continuità degli investimenti e la capacità di monitorarne gli effetti rappresentano elementi essenziali per valutare l&#8217;efficacia delle politiche pubbliche.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-edificio-rosa-con-i-vestiti-appesi-alle-finestre-wTvIvcbe0TI">Maria Florencia Pastor</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-diritto-all-abitare-sono-stati-definanziati/">Gli investimenti del Pnrr per il diritto all&#8217;abitare sono stati definanziati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307383</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni prenderanno il via gli esami di stato a cui parteciperanno oltre 527mila studenti e studentesse. Analizziamo con i dati i livelli delle competenze alfabetiche nel paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/">Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Tra pochi giorni circa mezzo milione di studenti e studentesse inizieranno a sostenere le prove dell&#8217;<strong>esame di maturità 2026</strong>. Un passaggio fondamentale che va oltre il semplice rendimento scolastico. Valutare il livello delle competenze raggiunte infatti rappresenta un indicatore importante su almeno due fronti. Da un lato, avere un livello di competenze adeguato è fondamentale per i ragazzi, non solo per il prosieguo del loro percorso formativo e professionale ma anche per essere <strong>cittadini a tutto tondo</strong> e partecipare pienamente alla vita democratica del paese. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">527.607 </span>gli studenti e le studentesse che saranno coinvolti nelle prove di maturità 2026.</p>
</section>
</p>
<p>Dall&#8217;altro lato si tratta anche di un importante momento per riflettere su quanto il sistema educativo italiano nel suo complesso sia in grado di <strong>trasferire ai propri studenti le competenze di base necessarie</strong>. In un <strong>contesto sociale ed economico sempre più segnato dall’innovazione tecnologica, il tema delle competenze assume un rilievo ancora maggiore</strong>. </p>
</p>
<p>La <strong>crescente diffusione dell’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro</strong>, l’accesso alle informazioni e le modalità di apprendimento. Per questo, oltre alle competenze di base, diventa sempre più <strong>importante sviluppare la capacità di comprendere e padroneggiare questi strumenti in modo consapevole, conoscendone potenzialità, limiti e rischi.</strong> Una sfida che riguarda non solo la preparazione professionale futura, ma anche la formazione di cittadini in grado di orientarsi criticamente in una società sempre più digitale.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>per la Costituzione, l’insegnamento non è un’attività fine a sé stessa, bensì un’attività che deve produrre un qualche effetto concreto, magari non sempre omogeneo, su coloro che ne usufruiscono. [&#8230;] In  questa  prospettiva,  il  momento  propriamente  valutativo  diventa  un  momento  imprescindibile dell’insegnamento,  che  permette  di  stabilire  se  l’attività  di  insegnamento  sia  andata  a  buon  fine, tramutandosi  dunque  in  vera  e  propria  istruzione.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=53242&#038;dpath=document&#038;dfile=11032026094406.pdf&#038;content=Il%2Bruolo%2Bdella%2Bscuola%2Bnel%2Bprocesso%2Beducativo%2B%2D%2Bstato%2B%2D%2Bdottrina%2B%2D%2B" target="_blank">&#8211; M. Losana, Il ruolo della scuola nel processo educativo (11 marzo 2026)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Purtroppo da questo punto di vista permangono alcune <strong>criticità</strong>. Da un lato, <strong>la quota di abbandoni precoci &#8211; ovvero di giovani che lasciano la scuola dopo le medie &#8211; non è mai stata così bassa</strong>. Gli <a href="https://public.tableau.com/app/profile/istat.istituto.nazionale.di.statistica/viz/BES2025_aggiornamento/Bes_2025_aggiornamento_aprile26" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimi dati</a> rilasciati ad aprile nell&#8217;ambito delle statistiche sul benessere equo e sostenibile hanno mostrato che <strong>nel 2025 le uscite precoci in Italia sono scese all&#8217;8,2%</strong>. Un valore in continua discesa nell&#8217;ultimo decennio e che consente al nostro paese di raggiungere l&#8217;obiettivo europeo del 9% in anticipo sul 2030.</p>
</p>
<p>Dall&#8217;altro lato però, questo è solo uno degli indicatori per valutare la condizione educativa di ragazze e ragazzi. In base alle <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevazioni di Invalsi</a>, in particolare per quanto riguarda le competenze alfabetiche, <strong>non si è ancora tornati ai livelli pre-Covid</strong>. Anzi, il risultato del 2025 ha fatto registrare una <strong>preoccupante inversione di tendenza</strong> rispetto all&#8217;anno precedente in cui si era invece assistito a un parziale recupero. Se da un lato quindi è in <strong>netto miglioramento la quota di chi ha lasciato la scuola prima del tempo</strong>, <strong>non stanno diminuendo gli studenti che &#8211; pur completando gli studi &#8211; arrivano in quinta superiore con competenze inadeguate</strong>.</p>
</p>
<p><div id="nel-2025-il-punteggio-medio-nelle-prove-invalsi-di-italiano-e-tornato-a-diminuire-restano-lontani-i-livelli-pre-covid" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">184,7 </span>il punteggio medio degli studenti nelle prove Invalsi di italiano nel 2025, in diminuzione rispetto all&#8217;anno precedente (189,5).</p>
</section>
</p>
<p>Si tratta di dinamiche estremamente complesse, su cui incidono diversi fattori. Come abbiamo già avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-educativi-di-chi-va-alla-maturita-iniziano-molto-prima/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a> in passato infatti, <strong>sui risultati degli studenti molto spesso incide anche il loro background sociale, economico e culturale</strong>. Appianare questo tipo di ostacoli è uno degli obiettivi che la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Costituzione</a> attribuisce anche al nostro sistema scolastico, si tratta però di un compito tutt&#8217;altro che semplice.</p>
</p>
<p>Spesso i divari educativi iniziano ben prima dell&#8217;arrivo alle superiori, con le<strong>&nbsp;lacune acquisite nel primo ciclo di istruzione che in molti casi si trascinano anche negli anni successivi</strong>. Ciò comporta ritardi nel percorso di studi, interruzioni, ripetenze e altri fenomeni connessi con quello più ampio della&nbsp;<strong>dispersione scolastica</strong>, sia <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-esplicita-e-abbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esplicita</a> che <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">implicita</a>.</p>
</p>
<p>Peraltro, come vedremo in questo articolo, <strong>anche i territori dove vivono ragazzi e ragazze sembrano influenzare i loro risultati</strong>. Con i grandi centri urbani che fanno registrare generalmente risultati migliori rispetto alla media complessiva nazionale.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le prove Invalsi 2025: un nuovo passo indietro</h3>
</p>
<p>Un recente <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> di <strong>Invalsi</strong> pubblicato lo scorso marzo ha restituito gli esiti delle prove somministrate agli studenti e alle studentesse nel 2025. Dalle rilevazioni emerge una situazione abbastanza preoccupante. Il punteggio medio fatto registrare nelle prove di italiano infatti è sceso a <strong>184,7</strong>, toccando il punto più basso dal 2019. In quell&#8217;anno, l&#8217;ultimo prima della pandemia, il punteggio medio nazionale in italiano era pari a 200. Con l&#8217;avvento dei lockdown e della didattica a distanza, questo valore è crollato a 186,3 nel 2021. Dopo una lieve ripresa registrata nel 2024 (185,9), l&#8217;anno 2025 ha segnato un nuovo peggioramento.</p>
</p>
<p><div id="il-52-circa-degli-studenti-e-delle-studentesse-arriva-alla-maturita-con-competenze-alfabetiche-adeguate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_88ecaa5c934cf24105324f51085cb41b" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le competenze alfabetiche degli studenti non sono ancora tornate ai livelli pre-Covid.</p>
</section></div>
</p>
<p>Sulla base dei punteggi ottenuti, Invalsi suddivide gli studenti e le studentesse in 5 diversi livelli di competenza alfabetica. <strong>I livelli 1 e 2 indicano risultati non in linea con i traguardi previsti</strong>. Il livello 3 rappresenta la soglia di adeguatezza. I livelli 4 e 5 indicano invece competenze elevate. Nel 2025, quasi la metà degli studenti è rimasta confinata nei primi due livelli.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">51,7% </span>la quota di studenti dell&#8217;ultimo anno delle superiori con competenze alfabetiche soddisfacenti nel 2025.</p>
</section>
</p>
<p>Questa situazione alimenta il fenomeno della <strong>dispersione scolastica implicita</strong>. Vale a dire di tutti quegli studenti che arrivano al diploma pur non possedendo le competenze minime richieste. <strong>A livello nazionale, secondo il rapporto annuale Invalsi, nel 2025 erano l&#8217;8,7%</strong>. Tale dato risulta in aumento rispetto al 2024 e colpisce maggiormente i maschi e gli studenti svantaggiati.</p>
</p>
<p><div id="negli-istituti-professionali-questa-quota-scende-addirittura-al-18" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La tendenza alla progressiva diminuzione del livello complessivo delle competenze degli studenti si registra in ogni tipo di scuola ma con livelli significativamente differenti. Nei <strong>licei classici, scientifici e linguistici</strong> ad esempio, nel 2019, l’87% degli studenti aveva conseguito risultati almeno soddisfacenti. Nel 2025 la quota è scesa al 74%. Negli altri tipi di scuola la dinamica è simile ma con livelli di partenza molto più bassi. Negli <strong>istituti tecnici</strong>, nello stesso periodo di tempo, si è passati dal 56% al 40%, mentre in quelli <strong>professionali</strong> dal 28% al 18%.</p>
</p>
<p>La contrazione più significativa tuttavia la fa registrare la categoria degli “<strong>altri licei</strong>” (artistico, musicale e coreutico, scienze umane, sportivo), dove si è passati dal 72% di studenti con risultati almeno soddisfacenti al 50% (-22 punti percentuali).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Percentuale di studenti che raggiungono i traguardi previsti in Italiano al termine del secondo ciclo d’istruzione, per tipo di scuola (2019-2025)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_307343_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307343_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_307343_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307343_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano &#8211; Percentuale di studenti che raggiungono i traguardi previsti in Italiano al termine del secondo ciclo d’istruzione, per tipo di scuola (2019-2025)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_307343_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_307343_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_307343_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_307343_tab3"></p>
<p>Nel grafico sono rappresentate le percentuali di studenti dell&#8217;ultimo anno del secondo ciclo di istruzione che hanno raggiunto risultati almeno soddisfacenti nella prova di italiano. Si considera sufficiente il raggiungimento del livello 3 o superiore. A tale livello, uno studente o la studentessa<span style="font-weight: 400"> risponde a domande su testi complessi (anche astratti, settoriali o figurati, ma vicini alla sua esperienza), individuando informazioni implicite, esplicite e sparse. Ricava il significato di espressioni figurate, specialistiche o con tono particolare (ironico, polemico). Ricostruisce il senso globale e le parti di testi ricchi di informazioni, cogliendo l&#8217;organizzazione, la funzione delle scelte stilistiche e il senso che va oltre il significato letterale. Dimostra sicura padronanza grammaticale, unendo conoscenza spontanea della lingua e pratica dei testi a basi strutturali fondamentali.</span></p>
<p>Nel 2020 i test Invalsi non sono stati svolti a causa del lockdown.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 10 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-307343">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307343.hide,mobile-share-buttons-307343.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307343.hide,embed-panel-307343.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-307343" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano - https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307343.show,mobile-share-buttons-307343.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-307343" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307343.show,embed-panel-307343.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-307343"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307343" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Questi numeri indicano che <strong>le filiere tecniche e professionali faticano ad assicurare i traguardi fondamentali</strong>. In molte regioni peraltro, il risultato medio negli istituti professionali si ferma al livello 1, il gradino più basso.</p>
</p>
<p><div id="oltre-un-terzo-dei-diplomati-nei-licei-proviene-da-famiglie-agiate-viceversa-il-36-dei-figli-di-operai-si-diploma-in-istituti-professionali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;origine socio-economica come fattore determinante</h3>
</p>
<p>Nonostante la tendenza generalizzata alla progressiva diminuzione delle competenze alfabetiche, quindi, i risultati cambiano anche in maniera significativa a seconda del tipo di scuola. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_9ca5505dcd43cd3fe414364faf330aef" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;origine familiare degli studenti può incidere sul loro rendimento e sul percorso scolastico.</p>
</section></div>
</p>
<p>Ma come abbiamo già detto, i divari educativi non nascono all&#8217;ultimo anno delle superiori. Spesso si consolidano già al termine del primo ciclo di istruzione. Molte lacune sono visibili alla fine delle scuole medie, influenzando la scelta dell&#8217;indirizzo superiore. Tale scelta peraltro non è mai neutra ma <strong>risente pesantemente della condizione economica e culturale della famiglia di provenienza</strong>. Per chi viene da una famiglia svantaggiata, in caso di prosecuzione degli studi, l’opzione del liceo appare in molti casi di fatto preclusa. </p>
</p>
<p>I dati del consorzio&nbsp;<a href="https://www.almadiploma.it/indagini/profilo/profilo2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Almadiploma</a>, pubblicati nel febbraio scorso, hanno infatti messo in luce come <strong>solo il 15,7% dei diplomati nei licei appartenga a una famiglia di lavoratori esecutivi</strong>. Dato peraltro in flessione, sebbene contenuta, rispetto al 2024 (-0,7 punti percentuali). I figli di operai e affini sono invece oltre un terzo dei diplomati nei professionali (35,9%). In modo speculare, <strong>appartiene alle classi più abbienti oltre un terzo dei diplomati nei licei</strong>. Vale a dire il 33,7% di chi ha conseguito il titolo, a cui si affianca un altro 32,2% di studenti provenienti da famiglie riconducibili alla classe media impiegatizia. Al contrario, meno del 14% di chi si diploma in un istituto professionale e solo il 18,3% di chi esce da un tecnico viene da famiglie abbienti.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/">Meno del 16% dei diplomati nei licei è figlio di operai</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/">Composizione percentuale dei diplomati 2025 per condizione professionale dei genitori</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_307374_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307374_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_307374_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307374_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/">Meno del 16% dei diplomati nei licei è figlio di operai &#8211; Composizione percentuale dei diplomati 2025 per condizione professionale dei genitori</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Almadiploma                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-307374">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307374.hide,mobile-share-buttons-307374.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307374.hide,embed-panel-307374.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-307374" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Meno del 16% dei diplomati nei licei è figlio di operai"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Meno del 16% dei diplomati nei licei è figlio di operai"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Meno del 16% dei diplomati nei licei è figlio di operai - https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307374.show,mobile-share-buttons-307374.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-307374" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307374.show,embed-panel-307374.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-307374"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307374" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Questa dinamica suggerisce che <strong>il percorso di studi scelto spesso non riflette le reali attitudini dello studente, ma il suo punto di partenza</strong>. Sempre secondo il rapporto Invalsi infatti, gli studenti provenienti da famiglie avvantaggiate (status <a href="https://www.istruzione.it/snv/allegati/01_A_INVALSI_escs_slide.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Escs</a> alto) ottengono punteggi medi in italiano superiori a 200. Chi vive in contesti svantaggiati invece si ferma a circa 30 punti sotto. In questo modo si perpetua il circolo vizioso della povertà educativa.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Il protrarsi di questa situazione potrebbe anche essere attribuito a diversi fattori strutturali, tra cui non solo le difficoltà legate alla didattica a distanza e alle discontinuità formative durante gli anni critici della pandemia ma anche all’emergere di nuove fragilità negli studenti e nelle studentesse e alle sfide poste dalla crescente complessità del contesto scolastico e sociale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank">&#8211; Rapporto Invalsi 2025</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="tra-il-2019-e-il-2024-in-103-capoluoghi-su-112-il-livello-medio-delle-competenze-alfabetiche-in-terza-media-e-diminuito" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le competenze alfabetiche alla fine del primo ciclo di istruzione nei comuni capoluogo</h3>
</p>
<p>Finora ci siamo soffermati su dati aggregati a livello nazionale. Tuttavia queste informazioni, come sappiamo, non restituiscono quelli che sono i divari e le difficoltà che caratterizzano i diversi territori del paese. Per questo è sempre importante andare a vedere cosa succede a livello locale. Per valutare il livello di competenza alfabetica nei territori è possibile fare riferimento alle elaborazioni di&nbsp;<a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a> che riportano il punteggio medio ottenuto dagli studenti a cui sono stati somministrati i test Invalsi. In questo caso l’informazione è disponibile solo per i <strong>comuni capoluogo</strong> di provincia e per i ragazzi e le ragazze <strong>delle classi terze della scuola secondaria di primo grado</strong>. Dati comunque interessanti, alle luce di quanto detto nei paragrafi precedenti sull&#8217;origine delle disuguaglianze.</p>
</p>
<p>Nel 2024, ultimo anno della rilevazione, in 40 comuni il punteggio medio fatto registrare dagli studenti è stato pari o superiore a 200. I valori più elevanti in assoluto sono quelli di <strong>Macerata</strong> (211), <strong>Siena</strong> (210,9) e <strong>Fermo</strong> (209,4). Viceversa i punteggi più bassi si rilevano a <strong>Caltanissetta</strong> (179,3), <strong>Prato</strong> (180,6) e <strong>Palermo</strong> (181).</p>
</p>
<p>Un altro indicatore certamente interessante da analizzare riguarda la <strong>variazione dei punteggi medi nel tempo</strong>. Facendo un confronto tra il 2019, ultimo anno prima della pandemia, possiamo osservare come <strong>in 103 capoluoghi su 112 il livello dei punteggi si sia contratto</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/">In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/">Variazione del livello di competenza alfabetica degli studenti per comune capoluogo di provincia (2019-2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_307381_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307381_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_307381_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307381_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/">In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024 &#8211; Variazione del livello di competenza alfabetica degli studenti per comune capoluogo di provincia (2019-2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 26 Maggio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-307381">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307381.hide,mobile-share-buttons-307381.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307381.hide,embed-panel-307381.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-307381" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024 - https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307381.show,mobile-share-buttons-307381.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-307381" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-307381.show,embed-panel-307381.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-307381"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307381" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le diminuzioni più consistenti sono state a <strong>Mantova</strong>, dove si è passati da un punteggio medio di 208 a 192,9 (-15,1 punti), <strong>Nuoro</strong> (-13,9) e <strong>Aosta</strong> (-12,9). Sul versante opposto, l’incremento più significativo lo ha fatto registrare <strong>Carbonia</strong>, passata da un punteggio medio di 187,4,3 nel 2019 a 190,5 nel 2024 (+3,1). Seguono <strong>Ragusa</strong> (+2,1) e <strong>Trapani</strong> (+1,5).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alle competenze alfabetiche degli studenti in III media sono elaborazioni Istat sulla base delle prove Invalsi.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.pexels.com/photo/student-cheating-during-an-exam-7092587/" type="link" id="https://www.pexels.com/photo/student-cheating-during-an-exam-7092587/">RDNE Stock Project</a> (<a href="https://www.pexels.com/license/">Licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/">Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308697</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tuttavia gli alti costi iniziali e un mercato ancora acerbo hanno scoraggiato gli investimenti. Questo ha portato alla necessità di profonde revisioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il tema dell’<strong>energia</strong> è tornato al centro del dibattito pubblico, sia italiano che internazionale. I conflitti, l’instabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi hanno evidenziato con forza la <strong>dipendenza europea dalle fonti fossili e dai paesi esportatori</strong>. Accelerare la <strong>transizione energetica</strong> diventa quindi un obiettivo ancora più importante.</p>
<p>Da questo punto di vista l’<strong>idrogeno</strong> rappresenta un possibile strumento per decarbonizzare i trasporti e settori industriali particolarmente difficili da elettrificare. Dato questo contesto, l’Unione europea ha deciso di rafforzare ulteriormente gli investimenti nel comparto, anche attraverso il capitolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-repowereu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RepowerEu</a> introdotto dopo la crisi energetica del 2022.</p>
<p>Il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) italiano ha fatto proprie alcune di queste indicazioni prevedendo cospicui investimenti per lo sviluppo dell’idrogeno come fonte energetica. Le misure attualmente attive sono 5 e riguardano la produzione di idrogeno verde, le infrastrutture di trasporto, la ricerca industriale e la realizzazione di impianti per elettrolizzatori. Accanto a questi investimenti troviamo anche alcune <strong>riforme</strong> pensate per favorire la diffusione della filiera.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1,5 mld € </span>gli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico.</p>
</section>
<p>I risultati raggiunti finora appaiono piuttosto disomogenei. In diversi casi <strong>gli investimenti non si sono rivelati particolarmente appetibili</strong>, soprattutto a causa degli elevati costi iniziali richiesti agli operatori privati a fronte di un mercato ancora poco sviluppato. Non a caso alcune misure hanno registrato <strong>bandi deserti, rinunce ai finanziamenti e frequenti rinvii</strong>. Per questo motivo il governo si è visto costretto a intervenire più volte per rivedere gli obiettivi e riallocare le risorse.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno</h3>
<p>L’idrogeno non è una fonte energetica primaria ma un <strong><a href="https://energia.enea.it/idrogeno-e-nuovi-vettori-energetici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vettore</a></strong>. Questo significa che, per essere utilizzato, <strong>deve prima essere prodotto attraverso altri processi che richiedono energia</strong>. Il metodo oggi considerato più sostenibile è quello dell’<strong>elettrolisi dell’acqua</strong>: utilizzando elettricità, l’acqua viene separata in ossigeno e idrogeno. Se l’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili si parla di “<strong>idrogeno verde</strong>”.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		L&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico è un settore in crescita che tuttavia non è esente da criticità.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-produzione-di-energia-dallidrogeno/"><br />
                &#8220;Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>L’idrogeno così prodotto può essere stoccato, trasportato e successivamente utilizzato per generare energia attraverso celle a combustibile oppure come combustibile diretto in alcuni processi industriali. Le celle a combustibile producono elettricità combinando idrogeno e ossigeno, con <strong>emissioni praticamente nulle</strong>: il principale sottoprodotto è infatti il vapore acqueo.</p>
<p>Questa tecnologia viene considerata particolarmente promettente per i cosiddetti settori “<strong>hard-to-abate</strong>”, cioè quei comparti industriali dove la riduzione delle emissioni è più complessa, come siderurgia, chimica, vetro, ceramica e trasporto pesante. Tuttavia la filiera presenta ancora <strong>costi molto elevati,</strong> soprattutto per quanto riguarda la produzione, il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno verde. Per questo motivo si è cercato di utilizzare una parte dei fondi del Pnrr per accelerare lo sviluppo del settore. </p>
<div id="il-pnrr-prevede-investimenti-per-15-miliardi-per-lo-sviluppo-dellidrogeno-come-vettore-energetico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Gli investimenti del Pnrr per l&#8217;idrogeno</h3>
<p>Nei prossimi paragrafi passeremo in rassegna le riforme e gli investimenti del piano riguardanti l&#8217;idrogeno. Lo faremo sfruttando le informazioni più recenti disponibili. Vale a dire i dati presenti su <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a> aggiornati al 26 febbraio 2026, la <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione</a> sullo stato di attuazione del Pnrr e i <a href="https://www.camera.it/temiap/allegati/2026/03/03/OCD177-8844.pdf?timeStamp=1779442817921" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dossier</a> curati dal servizio studi della camera dei deputati. Prima di approfondire le diverse misure tuttavia facciamo una panoramica generale degli investimenti previsti.</p>
<p>Allo stato attuale sono 5 per un importo complessivo di circa <strong>1,5 miliardi</strong>. La misura che cuba più risorse è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">produzione di idrogeno in aree industriali dismesse</a> (590 milioni, considerando anche la <a href="https://openpnrr.it/misure/439/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">componente</a> inserita con il RepowerEu). Troviamo poi 345 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sperimentazione dell’idrogeno nel trasporto ferroviario e stradale</a> e 300 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro degli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308689_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308689_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308689_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308689_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno &#8211; Il quadro degli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico</a></div>
</p></div>
<div id="chart_308689_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308689_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308689_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308689_tab3"></p>
<p>Nel grafico sono rappresentati solamente gli investimenti del Pnrr dedicati allo sviluppo dell&#8217;idrogeno. A questi vanno aggiunte anche due riforme: <span data-sheets-root="1">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno e Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno. La misura Utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate è stata definanziata e non è più presente nei dataset rilasciati dal governo.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308689">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.hide,mobile-share-buttons-308689.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.hide,embed-panel-308689.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308689" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno - https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.show,mobile-share-buttons-308689.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308689" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.show,embed-panel-308689.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308689"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308689" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Analizzando i dati sulla spesa già sostenuta dalle amministrazioni titolari si notano valori mediamente bassi. L’investimento più avanzato è l’<strong>utilizzo dell’idrogeno per i trasporti (26,2%)</strong>. Viceversa, la misura più indietro è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">realizzazione di&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori</a> (0,32%). In quest’ultimo caso una percentuale così bassa potrebbe essere dovuta al fatto che i progetti finanziati sono <strong>in gran parte affidati a imprese</strong> <strong>private</strong> che quindi potrebbero aver anticipato gli investimenti con risorse proprie.</p>
<div id="linvestimento-sulle-hydrogen-valleys-e-stato-potenziato-anche-se-negli-anni-ci-sono-state-diverse-rinunce" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Produzione dell&#8217;idrogeno in aree industriali dismesse</h3>
<p>L’investimento dedicato alle cosiddette <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hydrogen valleys</a> rappresenta oggi la misura economicamente più rilevante del Pnrr sull’idrogeno. La dotazione complessiva ammonta a <strong>590 milioni di euro</strong>, considerando anche le risorse aggiuntive introdotte attraverso il RepowerEu.</p>
<p>L’obiettivo è <strong>sostenere la produzione e l’utilizzo locale recuperando aree industriali dismesse</strong>. In particolare il piano punta a favorire la nascita di ecosistemi in cui l’idrogeno venga prodotto attraverso fonti rinnovabili e consumato direttamente sul territorio, soprattutto nelle regioni del <strong>mezzogiorno</strong>. Il target iniziale prevedeva il completamento entro giugno 2026 di almeno <strong>10 progetti con l&#8217;installazione di elettrolizzatori</strong> con capacità compresa tra 1 e 5 megawatt. Con l’introduzione del Repower, l’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/474/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è salito a <strong>12 progetti</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista amministrativo la <a href="https://openpnrr.it/scadenze/472/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima fase</a> della misura si è conclusa positivamente con l’aggiudicazione degli appalti. Tutte le regioni e le province autonome hanno aderito agli avvisi ministeriali, pubblicando i bandi e selezionando i progetti da finanziare.</p>
<div id="strillo-testo-block_996cff5eb60da914818046fd6d912127" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti.</p>
</section></div>
<p>Le difficoltà sono però emerse nella fase attuativa. Diversi soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti a causa di un <strong>mercato ancora acerbo e degli elevati investimenti iniziali richiesti</strong>. Le rinunce formalizzate da Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Molise e Liguria hanno costretto il ministero a riprogrammare più volte le risorse disponibili. Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero dell&#8217;ambiente risultava pari ad appena 109,5 milioni di euro, cioè il <strong>21,9%</strong> della dotazione della misura.</p>
<p>I progetti attivi, a febbraio 2026, risultano essere <strong>51 per un valore complessivo di circa 565 milioni di euro, di cui 509 finanziati dal Pnrr</strong>. Nessun progetto risulta ancora concluso e la quota di pagamenti già sostenuti si attesta al 26,3%.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">44% </span>la quota di risorse Pnrr per le hydrogen valleys indirizzata alle regioni del mezzogiorno.</p>
</section>
<div id="la-sperimentazione-nei-trasporti-ha-subito-un-definanziamento-di-230-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Sperimentazione dell&#8217;idrogeno per il trasporto ferroviario e stradale</h3>
<p>Anche il settore dei trasporti rientra tra gli ambiti di <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibile sviluppo dell’idrogeno</a>. In origine il Pnrr prevedeva due investimenti distinti: uno dedicato al trasporto stradale e uno al trasporto ferroviario, per una dotazione complessiva iniziale di <strong>530 milioni di euro</strong>. A seguito delle criticità emerse, <strong>le due misure sono state successivamente accorpate</strong> in un unico investimento che oggi dispone di circa <strong>300 milioni di euro</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_6834f7109c42bf9e7e37fec54516fbcd" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti soggetti privati hanno giudicato il finanziamento Pnrr troppo limitato a fronte di un investimento iniziale consistente.</p>
</section></div>
<p>L’obiettivo iniziale per il trasporto stradale era la realizzazione di <strong>almeno 40 stazioni di rifornimento per mezzi pesanti</strong> lungo autostrade e corridoi logistici strategici. Sul fronte ferroviario invece il piano prevedeva la costruzione di <strong>10 stazioni a servizio di linee regionali non elettrificate</strong>. Le difficoltà operative sono state particolarmente rilevanti soprattutto per il comparto stradale. I bandi hanno registrato <strong>scarse adesioni e ben 18 rinunce</strong> formali da parte degli operatori economici. Tra i principali problemi segnalati figurano i ritardi ministeriali, il <strong>limite del finanziamento Pnrr fissato al 50% del costo totale dell&#8217;opera</strong> associato a investimenti iniziali giudicati troppo elevati e una domanda di mercato ancora molto debole. Per quanto riguarda il settore ferroviario, i rallentamenti sono stati causati soprattutto dall’<strong>aumento dei costi</strong> delle materie prime e dall’inflazione.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Gli investimenti del Pnrr per la transizione ecologica</strong></a>.</p>
</section>
<p>Queste criticità hanno portato a una profonda revisione della misura. Il numero di stazioni previste per il trasporto stradale è stato <strong>ridotto da 40 a 21</strong>, mentre quelle ferroviarie sono scese <strong>da 10 a 8</strong>. Il nuovo <a href="https://openpnrr.it/scadenze/485/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> complessivo prevede quindi la realizzazione di <strong>29 stazioni</strong> entro giugno 2026.</p>
<p>Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero delle infrastrutture risultava pari a circa 90,4 milioni di euro, cioè il <strong>26,2%</strong> delle risorse Pnrr stanziate. I progetti attivi al 26 febbraio 2026 erano <strong>33</strong> per un importo complessivo di circa <strong>511 milioni di euro, di cui 345 Pnrr</strong>. Anche in questo caso nessun progetto risulta ancora concluso.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno</h3>
<p>Tra le misure dedicate all’idrogeno, quella relativa alla <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a> ha registrato un andamento sostanzialmente positivo. L’investimento dispone oggi di una dotazione di <strong>300 milioni di euro</strong>, aumentata rispetto ai 160 originariamente previsti.</p>
<p>L’obiettivo è sostenere attività di ricerca lungo tutta la filiera: produzione di idrogeno verde, tecnologie per stoccaggio e trasporto, celle a combustibile e sistemi intelligenti di gestione delle infrastrutture energetiche. Il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/488/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> finale prevede la realizzazione di <strong>almeno 10 progetti di ricerca</strong> entro giugno 2026. La <a href="https://openpnrr.it/scadenze/487/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> relativa all’aggiudicazione dei contratti di ricerca è stata raggiunta già nel 2022.</p>
<p>A differenza delle altre misure, in questo caso non si sono registrate carenze di domanda o criticità strutturali. Al contrario, il problema principale è stato l’<strong>esaurimento rapido delle risorse disponibili</strong>, che aveva lasciato fuori diversi progetti giudicati ammissibili. Proprio per questo motivo, con la revisione del piano sono stati aggiunti fondi ulteriori per finanziare nuovi interventi e far scorrere le graduatorie.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+140 mln € </span>gli investimenti Pnrr aggiuntivi per ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno.</p>
</section>
<p>I progetti attivi risultano oggi <strong>70</strong> per un valore complessivo di circa <strong>306 milioni di euro, di cui 273 Pnrr</strong>. Anche in questo caso risultano tutti ancora in corso, con uno stato di avanzamento finanziario pari al <strong>20,7%</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Idrogeno (Ipcei)</h3>
<p>Questa <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misura</a> punta a creare una vera e propria catena industriale dell’idrogeno in Italia attraverso la partecipazione agli <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-ipcei-importanti-progetti-di-comune-interesse-europeo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Importanti progetti di comune interesse europeo</a> (Ipcei). L’investimento finanzia in particolare la produzione di elettrolizzatori, la realizzazione di nuovi impianti industriali e il rafforzamento dell’intera filiera nazionale. L’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/515/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è raggiungere una produzione di elettrolizzatori con una <strong>capacità aggregata totale di almeno 890 megawatt all&#8217;anno</strong>.</p>
<p>La misura ha preso avvio nel 2022 con la sottoscrizione dei contratti relativi ai due principali progetti Ipcei: quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497550" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ansaldo Green Tech</a> e quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497552" target="_blank" rel="noreferrer noopener">De Nora Italy Hydrogen Technologies</a>. Successivamente sono stati avviati ulteriori bandi per finanziare nuovi impianti industriali e investimenti produttivi. Dal punto di vista operativo non emergono criticità particolarmente rilevanti. I documenti segnalano soltanto la rinuncia di uno dei progetti ammessi.</p>
<div id="strillo-testo-block_609f03dcb074a82263e4f62492428642" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La misura ha subito una decurtazione di fondi ma gli obiettivi sono rimasti invariati.</p>
</section></div>
<p>Durante la revisione del Pnrr approvata a <a href="https://www.openpolis.it/come-cambiato-il-pnrr-dopo-le-ultime-revisioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">novembre 2025</a>, la misura è stata oggetto di interventi di <strong>semplificazione amministrativa</strong>. Dal punto di vista finanziario, ha subito un forte ridimensionamento: la dotazione originaria di <strong>450 milioni di euro</strong> è stata ricalcolata e abbassata a <strong>circa 259,9 milioni di euro</strong>, sebbene gli obiettivi di capacità produttiva siano rimasti invariati.</p>
<p>I progetti attivi sono 6 per un valore di circa <strong>257 milioni di euro</strong> quasi interamente finanziati dal Pnrr. Come già detto, lo stato di avanzamento finanziario risulta estremamente basso: appena lo <strong>0,3%</strong>. Un dato che appare in parte contraddittorio rispetto all’avanzamento operativo descritto nei documenti ufficiali. </p>
<div id="linvestimento-sullutilizzo-dellidrogeno-in-settori-difficili-da-decarbonizzare-e-stato-eliminato-dal-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo dell&#8217;idrogeno in settori hard to abate</h3>
<p>L’investimento era stato concepito per favorire la <strong>sostituzione del metano con idrogeno verde nei settori industriali più difficili da decarbonizzare</strong>. Comparti particolarmente energivori come cementifici, cartiere, industrie del vetro e della ceramica.</p>
<div id="strillo-testo-block_497dc7abfcf44afe30ad3cc614b4e9e8" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La misura è stata eliminata dal Pnrr per circostanze oggettive.</p>
</section></div>
<p>La misura disponeva inizialmente di una dotazione molto elevata, pari a <strong>2 miliardi di euro</strong>. L’obiettivo finale prevedeva l’introduzione concreta dell’idrogeno in almeno uno stabilimento industriale entro giugno 2026. Nel corso dell’attuazione però sono emerse <strong>criticità considerate talmente gravi da rendere impossibile il raggiungimento del target nei tempi previsti dal Pnrr</strong>. </p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		I governi nazionali possono modificare i propri piani di ripresa e resilienza solo a fronte di condizioni oggettive.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/"><br />
                &#8220;Quanto e come può essere modificato il Pnrr&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Di conseguenza, nel corso della revisione del piano approvata a fine 2025 <strong>il target finale è stato completamente soppresso e le risorse ridotte da 2 miliardi a 1 miliardo di euro</strong>. La quota residua è stata in gran parte riallocata a favore della società <a href="http://www.driditalia.it/homepage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dri d’Italia Spa</a> per la realizzazione di impianti siderurgici alimentati esclusivamente a idrogeno verde.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I progetti finanziati e l&#8217;impatto sui territori</h3>
<p>Dopo aver passato in rassegna i vari investimenti del Pnrr riguardanti l&#8217;idrogeno, tracciamo adesso un quadro complessivo dei progetti finanziati. Parliamo in totale di <strong>160 opere per un importo di circa 1,4 miliardi di euro</strong>. Nel caso delle misure prese in esame, troviamo molti progetti che interessano il territorio di più regioni (16) e altri invece che sono identificati come di interesse nazionale (41). Tali interventi assorbono oltre 160 milioni, pari a circa l’11,6% dell’importo totale assegnato. Al netto di questi interventi, possiamo osservare che la quota di risorse più significativa si trova in <strong>Liguria</strong> che da sola cuba circa 220 milioni di euro. Seguono <strong>Lombardia</strong> (180 milioni), <strong>Lazio</strong> (128 milioni) e <strong>Puglia</strong> (84,4 milioni).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro dei progetti finanziati dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno, territorio per territorio</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_308693_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308693_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308693_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308693_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno &#8211; Il quadro dei progetti finanziati dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno, territorio per territorio</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308693">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.hide,mobile-share-buttons-308693.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.hide,embed-panel-308693.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308693" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno - https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.show,mobile-share-buttons-308693.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308693" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.show,embed-panel-308693.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308693"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308693" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Da notare che l’importo della Liguria si concentra quasi esclusivamente su un singolo&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/progetti/497550/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto</a>. Si tratta della già citata realizzazione di uno degli&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori.&nbsp;</p>
<div id="entrambe-le-riforme-previste-sono-gia-state-completate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno</h3>
<p>Finora ci siamo concentrati sugli investimenti del Pnrr nel settore. Il piano tuttavia prevede anche due <strong>riforme</strong> in questo ambito. La <a href="https://openpnrr.it/misure/110/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima</a> mira a creare un <strong>quadro regolatorio più chiaro</strong> per produzione, trasporto, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno, introducendo procedure autorizzative accelerate, regole tecniche aggiornate e sistemi di garanzia di origine.</p>
<p>L&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/522/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> prevista dalla riforma, che richiedeva l&#8217;entrata in vigore delle misure legislative necessarie entro il primo trimestre 2023, è stata <strong>pienamente conseguita</strong>. Tra i principali provvedimenti emanati troviamo:</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;199" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 199/2021</a> che ha introdotto una procedura semplificata per elettrolizzatori fino a 10 Mw;</li>
<li>un <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/16/22A03534/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;ambiente del giugno 2022 che ha aggiornato la regola tecnica sul gas combustibile per stabilire un primo limite cautelativo utile all&#8217;immissione sicura di idrogeno nelle reti; a luglio dello stesso anno un decreto del ministero delle infrastrutture ha inoltre stabilito i criteri di localizzazione per le stazioni di rifornimento;</li>
<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023;13~art45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 13/2023</a> che ha accelerato gli iter burocratici dando la precedenza ai progetti sull&#8217;idrogeno verde nelle valutazioni di impatto ambientale e ha istituito un comitato centrale per la sicurezza tecnica;</li>
<li>un <a href="https://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=32679" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;Interno sulla prevenzione incendi (per elettrolisi e stoccaggio) e un <a href="https://www.mase.gov.it/comunicati/energia-pubblicato-il-decreto-attuativo-del-mase-le-garanzie-dorigine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase che disciplina il sistema delle garanzie d&#8217;origine delle fonti per la produzione dell&#8217;idrogeno.</li>
</ul>
<h3 class="wp-block-heading">Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno</h3>
<p>Il Pnrr include infine una <a href="https://openpnrr.it/misure/111/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma fiscale</a> finalizzata a incentivare la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno verde, recependo la direttiva europea <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L2001" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Red II</a>. Un vincolo fondamentale è che le attività incentivate devono garantire una riduzione delle emissioni di gas serra nel ciclo di vita del <strong>73,4%</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_d4ada72a2979f45ed2059d85c9f39f8c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Entrambe le riforme riguardanti l&#8217;idrogeno sono già state completate.</p>
</section></div>
<p>Anche in questo caso era presente un&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/523/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenza</a> che è stata completata nei tempi previsti (giugno 2022). Nello specifico, il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-04-30;36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 36/2022</a> ha introdotto l&#8217;esenzione dal pagamento degli oneri generali di sistema elettrico per il consumo di energia da fonti rinnovabili negli impianti di elettrolisi. Ha inoltre stabilito che l&#8217;idrogeno verde non sia sottoposto ad accisa, a meno che non venga utilizzato direttamente in motori termici come carburante. </p>
<p>Un successivo <a href="https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/dm_347_21-09-2022-pdf-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase ha definito le condizioni tecniche per accedere alle agevolazioni, richiedendo, ad esempio, che gli impianti di produzione di idrogeno siano collegati a impianti a fonti rinnovabili e muniti delle relative garanzie di origine.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle politiche pubbliche per la transizione energetica</h3>
<p>In un contesto segnato dalla crisi energetica e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, investire nello sviluppo dell’idrogeno significa puntare su una tecnologia che oggi appare ancora poco matura ma che potrebbe avere un ruolo importante nella decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti. Le difficoltà incontrate dalle misure del Pnrr mostrano però quanto sia <strong>complicato affidare esclusivamente al mercato lo sviluppo di settori caratterizzati da costi iniziali molto elevati e ritorni economici ancora incerti</strong>. Proprio per questo gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere innovazione, ricerca e infrastrutture strategiche.</p>
<div id="strillo-testo-block_f834d87becbcc45f831d0b5600591fa8" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere settori strategici in via di sviluppo.</p>
</section></div>
<p>Allo stesso tempo, il caso dell’idrogeno evidenzia anche <strong>l’importanza della disponibilità e dell’analisi dei dati sullo stato di attuazione degli interventi finanziati</strong>. Questo non solo al fine di verificare il rispetto degli obiettivi del piano, individuando tempestivamente criticità, ritardi e limiti strutturali, ma anche per <strong>programmare politiche pubbliche più efficaci</strong>, coerenti con le reali capacità attuative e in grado di tenere conto degli effettivi fabbisogni dei territori.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2" type="link" id="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2">freepik</a> (<a href="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license" type="link" id="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Un anno insieme&#8221;, a L&#8217;Aquila l&#8217;evento finale di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/un-anno-insieme-a-laquila-levento-finale-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308840</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell’anno scolastico che volge al termine il progetto ha visto coinvolte 13 scuole di tre regioni italiane, oltre a enti di ricerca pubblici e privati, in un percorso teorico e pratico di avvicinamento alle materie STEM. Le parole dei protagonisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/un-anno-insieme-a-laquila-levento-finale-di-cosmic-school/">&#8220;Un anno insieme&#8221;, a L&#8217;Aquila l&#8217;evento finale di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Giunge al termine <strong>Cosmic School</strong>, percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM, che ha visto nell’anno scolastico in corso il coinvolgimento di circa 1.800 studenti e studentesse di 13 scuole.</p>
</p>
<p>“L’atterraggio” di Cosmic School, evento finale del progetto, è stato ospitato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare &#8211; INFN ad Assergi (L’Aquila). Ad animarlo una nutrita rappresentanza delle scuole partecipanti (circa 200 tra studenti, studentesse e docenti), oltre agli esponenti del <strong>Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale</strong>, che ha selezionato e sostenuto il progetto, e al partenariato, composto da Fondazione Openpolis, Gran Sasso Science Institute, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Fondazione Gran Sasso Tech e Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo.</p>
</p>
<p>&#8220;Il grande coinvolgimento registrato nel corso di questa iniziativa conferma quanto sia importante offrire ai giovani occasioni concrete per avvicinarsi al mondo della scienza, in particolare della fisica”, ha dichiarato <strong>Ezio Previtali</strong>, Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. “I risultati raggiunti testimoniano entusiasmo, curiosità e capacità di approfondimento da parte degli studenti che hanno saputo affrontare con interesse e passione lo studio dei raggi cosmici. Iniziative come questa ci permettono di mettere in relazione il nostro lavoro di ricerca con i giovani e, più in generale, con la società. Mi auguro inoltre che questa esperienza contribuisca non solo alla formazione delle generazioni future, ma che sia anche da stimolo per i giovani studenti ad intraprendere la carriera scientifica nel prossimo futuro”.</p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2.jpg" alt="" class="wp-image-308842" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2.jpg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-768x512.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-129x86.jpg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-96x64.jpg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-264x176.jpg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-414x276.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-635x423.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1026x684.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1368x912.jpg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-350x233.jpg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
</p>
<p>&#8220;Secondo i più recenti dati UE, la carenza di professionisti ICT e di competenze STEM continua a rappresentare una sfida per tutta l’Europa, ancora segnata, inoltre, da un forte gender gap. In Italia solo il 16,8% delle donne (25 e 34 anni) consegue una laurea in materie scientifiche, contro il 37% degli uomini &#8211; ha evidenziato <strong>Chiara Di Girolamo</strong>, referente progetto attività istituzionali per il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale &#8211; è in questo contesto che il Fondo per la Repubblica Digitale ha pubblicato ‘Polaris’, il bando da 20 milioni di euro dedicato a rafforzare competenze STEM e orientamento di studenti e studentesse delle scuole secondarie. Tra i 34 progetti selezionati c’è Cosmic School, promosso da Fondazione Openpolis ETS, che ha coinvolto circa 1.800 studenti di 13 istituti superiori in tre regioni italiane per avvicinarli ai temi della scienza, della tecnologia e dell’innovazione in modo concreto e coinvolgente”.&nbsp;</p>
</p>
<p>“Ci auguriamo che l’evento conclusivo di oggi rappresenti non un punto di arrivo, ma l’inizio di nuovi <strong>percorsi di crescita, curiosità e fiducia nelle proprie capacità.</strong> Perché investire nei talenti delle nuove generazioni significa costruire un futuro più inclusivo per il nostro Paese”, ha concluso Di Girolamo.</p>
</p>
<p>Nel corso della mattinata sono stati presentati alcuni dei <strong>lavori prodotti dalle classi</strong> nei laboratori organizzati in questi mesi. <strong>In tutto oltre 700 incontri tenuti in circa 90 classi </strong>in scuole superiori di <strong>Abruzzo</strong> (L’Aquila, Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona, Vasto, Lanciano, Giulianova e Nereto), <strong>Campania </strong>(Pompei) e <strong>Basilicata</strong> (Potenza).</p>
</p>
<p>“Cosmic School ha messo in rete scuole, ricerca, terzo settore e innovazione per rendere le STEM un’esperienza concreta e accessibile. Il Cosmic Rays Cube sintetizza questo approccio: uno strumento scientifico che avvicina studenti e studentesse alla citizen science, aiutandoli a osservare fenomeni, leggere dati e fare domande sul proprio territorio. L’eredità del progetto è una rete educativa che non si esaurisce con l’evento finale, ma può proseguire attraverso protocolli condivisi, nuove attività e collaborazioni tra i partner e le scuole coinvolte”, ha dichiarato <strong>Vincenzo Smaldore,</strong> direttore dello sviluppo istituzionale di Openpolis e responsabile del progetto, che nel corso del suo intervento ha raccontato Cosmic School anche attraverso alcuni numeri.</p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3.jpg" alt="" class="wp-image-308843" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3.jpg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-768x512.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-129x86.jpg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-96x64.jpg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-264x176.jpg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-414x276.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-635x423.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1026x684.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1368x912.jpg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-350x233.jpg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
</p>
<p>Nel corso dell’anno scolastico, infatti, sono stati realizzati ben <strong>312 incontri formativi </strong>incentrati sui temi della fisica fondamentale, dei raggi cosmici e delle principali tecniche di rivelazione di questi ultimi, affiancati da attività laboratoriali dedicate all’approfondimento della discriminazione di genere nelle carriere STEM (acronimo di <em>Science</em>, <em>Technology</em>, <em>Engineering</em> e <em>Mathematics</em>) e all’orientamento post-diploma di ragazzi e ragazze. Il percorso ha previsto anche il coinvolgimento diretto degli studenti nella progettazione e realizzazione del <strong>Cosmic Rays Cube (CRC)</strong>, rivelatore di raggi cosmici, guidandoli successivamente nelle attività di acquisizione e analisi dei dati prodotti dallo strumento, che rimarrà in dotazione dei rispettivi istituti. Particolare attenzione, inoltre, è stata riservata all’approfondimento delle metodologie di utilizzo dei dati prodotti, sia derivanti da esperimenti scientifici sia da indagini statistiche, evidenziandone le possibili applicazioni anche in ambiti diversi dalla ricerca scientifica. <strong>Un lavoro importante, reso possibile grazie all’apporto del personale altamente qualificato dei partner scientifici </strong>del progetto, coordinati dai referenti <strong>Attanasio Candela </strong>(per la Fondazione Gran Sasso Tech), <strong>Massimo Mannarelli </strong>(per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso) e<strong> Adriano Di Giovanni </strong>(per il Gran Sasso Science Institute).</p>
</p>
<p>Dopo l’incontro, studenti e studentesse hanno partecipato alle visite guidate presso i <strong>Laboratori sotterranei, i più importanti laboratori sotterranei dedicati alla fisica astroparticellare</strong>. La visita ha rappresentato una preziosa occasione di approfondimento e di orientamento, permettendo ai partecipanti di conoscere da vicino le attività di ricerca scientifica svolte nei laboratori e le infrastrutture tecnologiche utilizzate negli esperimenti internazionali ospitati al loro interno. Nel corso dell’anno scolastico, infatti, le classi avevano già approfondito i principali temi di ricerca dei LNGS attraverso specifici percorsi didattici. L’esperienza ha così consentito di collegare gli aspetti teorici affrontati durante le attività formative con la loro applicazione nella ricerca sperimentale.</p>
</p>
<p>Con la giornata in Abruzzo il progetto si avvia alla sua conclusione. Cosmic School ha rappresentato un’occasione di avvicinamento alle materie STEM per migliaia di studenti e studentesse, in un confronto costante attraverso lo studio teorico e la pratica condivisa.</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/un-anno-insieme-a-laquila-levento-finale-di-cosmic-school/">&#8220;Un anno insieme&#8221;, a L&#8217;Aquila l&#8217;evento finale di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le misure del Pnrr per la parità di genere</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308652</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era una delle 3 "priorità trasversali" del piano tuttavia nel tempo è uscita dal dibattito pubblico, sacrificata dalla necessità di accelerare la realizzazione dei progetti finanziati. Come mostrano i dati di Anac, la clausola del 30% di assunzioni per donne spesso non è stata rispettata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/">Le misure del Pnrr per la parità di genere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>parità di genere</strong> rappresenta una delle cosiddette <strong>priorità trasversali</strong> del <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr). Per questo motivo nel piano italiano sono presenti diverse misure considerate in grado di produrre effetti sull’occupazione femminile, sulla conciliazione tra vita e lavoro e sull’accesso ai servizi. Secondo le ricognizioni ufficiali, sono decine gli interventi del Pnrr associati, in misura più o meno marcata, all’obiettivo di ridurre i divari di genere.</p>
<p>Nel corso dell’attuazione del piano, tuttavia, il <strong>tema sembra essere progressivamente uscito dal dibattito pubblico</strong>. La necessità di accelerare la spesa e rispettare i tempi concordati con le istituzioni Ue infatti ha finito spesso per spostare l’attenzione sulla realizzazione materiale delle opere e sul rispetto delle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a>. Una dinamica che emerge anche da una <a href="https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> dell’<strong>Autorità nazionale anticorruzione</strong> (Anac) sulle clausole sociali previste dal Pnrr.</p>
<p>L’articolo 47 del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021;77~art8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 77/2021</a> stabilisce infatti che le imprese aggiudicatarie di contratti finanziati dal piano debbano riservare <strong>almeno il 30% delle nuove assunzioni a donne e giovani under 36</strong>. I dati tuttavia mostrano un’applicazione molto parziale di questo principio, anche a causa dell&#8217;alto numero di possibili <strong>deroghe</strong> previste dalla normativa. </p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7,3% </span>le procedure Pnrr che hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di giovani nel 2025.</p>
</section>
<p>In questo articolo analizzeremo innanzitutto il quadro generale delle misure considerate rilevanti per la parità di genere e il loro stato di avanzamento. Successivamente ci concentreremo su due investimenti che richiamano esplicitamente l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro: la <strong>creazione di imprese femminili</strong> e il <strong>sistema di certificazione della parità di genere</strong>. Infine approfondiremo il tema delle <strong>case della comunità</strong>, strutture territoriali finanziate dal piano che, tra i servizi offerti alla cittadinanza, possono includere anche consultori e percorsi di supporto per le donne vittime di violenza.</p>
<div id="sono-56-le-misure-del-pnrr-che-possono-essere-associate-in-maniera-piu-o-meno-diretta-alla-parita-di-genere-il-valore-totale-degli-investimenti-e-di-oltre-98-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il Pnrr e la parità di genere, uno sguardo d&#8217;insieme</h3>
<p>La parità di genere è una delle tre priorità trasversali individuate nella definizione del piano, insieme a giovani e riequilibrio territoriale. Per questo motivo, una parte molto ampia degli investimenti finanziati è stata ricondotta, direttamente o indirettamente, anche all’obiettivo di ridurre i divari tra uomini e donne.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</strong></a>.</p>
</section>
<p>Sulla base delle informazioni disponibili sono state individuate <strong>56 misure considerate rilevanti</strong> sotto questo profilo, per un valore complessivo di circa <strong>98,4 miliardi di euro</strong>. I progetti finanziati di cui sono disponibili dati di dettaglio sono quasi 100mila (99.749). Al 31 dicembre 2025, le risorse effettivamente spese rappresentavano mediamente il <strong>45,5%</strong> del totale previsto. Una quota ancora limitata considerando che il piano entra ora nella sua fase conclusiva.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/">Individuate 56 misure del Pnrr che dovrebbero concorrere alla parità di genere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/">L&#8217;elenco completo degli investimenti del Pnrr che intervengono in maniera diretta o indiretta sulla parità di genere</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308640_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308640_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308640_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308640_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/">Individuate 56 misure del Pnrr che dovrebbero concorrere alla parità di genere &#8211; L&#8217;elenco completo degli investimenti del Pnrr che intervengono in maniera diretta o indiretta sulla parità di genere</a></div>
</p></div>
<div id="chart_308640_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308640_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308640_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308640_tab3"></p>
<p>Le misure presenti in tabella sono state individuate basandosi sulle indicazioni contenute sul portale Italia domani nella sezione dedicata alla parità di genere, alla sezione riguardante il medesimo tema presente sul <a href="https://temi.camera.it/leg19/pnrr/priorita/OCD52-9/parita-genere.html" target="_blank" rel="noopener">sito</a> della camera dei deputati e a una <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7c438424-a7db-4a5f-99a0-3e55c2875447" target="_blank" rel="noopener">relazione</a> della Corte dei conti pubblicata nel maggio 2024. Non sono disponibili i dati riguardanti i progetti finanziati nell&#8217;ambito delle misure <span data-sheets-root="1">Transizione 4.0 e Rafforzamento dell&#8217;ecobonus per l&#8217;efficienza energetica. Per maggiori informazioni vai <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su da <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a> e <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/il-piano/priorita-del-piano/parita-di-genere.html" target="_blank" rel="noopener">Italia domani</a>.                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308640">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308640.hide,mobile-share-buttons-308640.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308640.hide,embed-panel-308640.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308640" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Individuate 56 misure del Pnrr che dovrebbero concorrere alla parità di genere"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Individuate 56 misure del Pnrr che dovrebbero concorrere alla parità di genere"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Individuate 56 misure del Pnrr che dovrebbero concorrere alla parità di genere - https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308640.show,mobile-share-buttons-308640.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308640" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308640.show,embed-panel-308640.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308640"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308640" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Come si può vedere nella tabella, in alcuni casi il collegamento con la parità di genere appare piuttosto evidente. È il caso, ad esempio, degli investimenti per il potenziamento degli <a href="https://openpnrr.it/misure/165/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asili nido</a> e del <a href="https://openpnrr.it/misure/166/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tempo pieno scolastico</a>. Misure che è semplice associare al sostegno dell’occupazione femminile e alla conciliazione tra vita privata e lavoro. Lo stesso vale per gli interventi dedicati all’accesso delle studentesse alle <a href="https://openpnrr.it/misure/173/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competenze Stem</a>.</p>
<div id="strillo-testo-block_269ec39693447ebd72403a861f3cb9e1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In alcuni casi il collegamento tra gli investimenti del Pnrr e la parità di genere appare poco intuitivo.</p>
</section></div>
<p>In altri casi, invece, il legame appare più indiretto e talvolta poco evidente. Sul portale <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/il-piano/priorita-del-piano/parita-di-genere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia domani</a>, ad esempio, il governo collega alla parità di genere interventi molto diversi tra loro: dalla <a href="https://openpnrr.it/misure/44/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">banda larga</a> al <a href="https://openpnrr.it/tema/ferrovie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasporto ferroviario</a>, dal <a href="https://openpnrr.it/misure/115/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Superbonus</a> all’ammodernamento dell’offerta <a href="https://openpnrr.it/tema/cultura-e-turismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">turistica e culturale</a>. In alcuni casi la motivazione riguarda la possibilità di favorire la <strong>partecipazione femminile all’economia digitale o di migliorare la mobilità delle donne</strong>, considerate più propense a utilizzare il trasporto pubblico. In altri ancora il collegamento passa attraverso <strong>effetti attesi sull’occupazione in settori a forte presenza femminile</strong>, come turismo, ristorazione e attività culturali.</p>
<p>Una parte significativa delle misure considerate “sensibili” rispetto alla parità di genere condivide inoltre un elemento comune: l’obbligo, previsto dalla normativa Pnrr, di <strong>riservare almeno il 30% delle nuove assunzioni a donne e giovani under 36 nelle imprese che si aggiudicano gli appalti</strong>. Si tratta di una clausola introdotta proprio per trasformare gli investimenti del piano anche in uno strumento di inclusione sociale e lavorativa. Tuttavia, come vedremo nel prossimo paragrafo, questo meccanismo è stato spesso applicato solo parzialmente.</p>
<div id="le-ditte-vincitrici-di-appalti-pnrr-dovrebbero-prevedere-una-quota-di-almeno-il-30-di-assunzioni-riservate-alle-donne-secondo-anac-questo-e-avvenuto-raramente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I rilievi di Anac sui bandi Pnrr</h3>
<p>Uno degli strumenti principali con cui il Pnrr avrebbe dovuto produrre effetti concreti sulla parità di genere era rappresentato dalle cosiddette clausole sociali inserite nei bandi pubblici. La norma nasceva con un obiettivo preciso: utilizzare gli investimenti del piano non solo per realizzare opere e infrastrutture, ma anche per <strong>aumentare la partecipazione femminile e giovanile al mercato del lavoro</strong>. Le stesse linee guida attuative hanno chiarito che <strong>il rispetto di queste clausole costituisce una condizione necessaria per l’ammissibilità della spesa</strong> ai fini del rimborso europeo.</p>
<p>Il quadro però è molto diverso da quello inizialmente prospettato. In base ai <a href="https://dati.anticorruzione.it/opendata/dataset/indicatori-pnrrpnc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati Anac</a> aggiornati ad aprile 2026, dall’avvio del Pnrr sono state <strong>bandite oltre 316mila gare</strong>. <strong>La riserva di assunzioni per donne e giovani risulta prevista soltanto in circa il 34% dei casi</strong>. Nel 50,8% dei bandi tale clausola non compare affatto, mentre nel restante 15,5% delle procedure l’informazione non è disponibile.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">Quote di inclusione femminile per i bandi Pnrr/Pnc ed eventuali deroghe alla norma</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_308643_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308643_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308643_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308643_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita &#8211; Quote di inclusione femminile per i bandi Pnrr/Pnc ed eventuali deroghe alla norma</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://dati.anticorruzione.it/opendata/dataset/indicatori-pnrrpnc" target="_blank" rel="noopener">Anac</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Aprile 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308643">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308643.hide,mobile-share-buttons-308643.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308643.hide,embed-panel-308643.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308643" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita - https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308643.show,mobile-share-buttons-308643.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308643" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308643.show,embed-panel-308643.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308643"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308643" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>A rendere possibile questa situazione sono soprattutto le numerose <strong>deroghe</strong> previste dalla normativa. Sono 9 in totale le motivazioni che consentono alle stazioni appaltanti di non applicare la quota del 30%. La causa più frequente riguarda il <strong>valore economico ridotto del contratto</strong>, che rappresenta il <strong>44,2%</strong> delle deroghe registrate. In un ulteriore <strong>39%</strong> dei casi la motivazione indicata nei dati è genericamente “<strong>altro</strong>”, senza ulteriori dettagli. Seguono poi le deroghe legate alla <strong>necessità di personale con particolari esperienze professionali o specifiche certificazioni</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_4212ee914227cb7fa021d866ef1750ca" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In alcuni casi Anac parla esplicitamente di violazioni degli obblighi previsti dai contratti.</p>
</section></div>
<p>Le criticità emergono anche dalle attività di vigilanza svolte da Anac nel corso del 2025 sui contratti pubblici finanziati con fondi Pnrr. Nella sua <a href="https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> l&#8217;ente anti corruzione sottolinea come il mancato rispetto delle clausole sociali non rappresenti un aspetto marginale. L’autorità parla esplicitamente di “violazioni” degli obblighi previsti dal Pnrr e ricorda che tali disposizioni “non sono facoltative”. <strong>In alcuni casi l’ente ha invitato le stazioni appaltanti ad applicare penali o addirittura a valutare la risoluzione contrattuale nei confronti delle imprese inadempienti</strong>.</p>
<div id="il-pnrr-supporta-la-creazione-di-imprese-femminili-con-oltre-400-milioni-di-investimenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le misure del Pnrr per l&#8217;imprenditoria femminile</h3>
<p>Finora abbiamo affrontato il tema della parità di genere nel Pnrr a livello complessivo. Ci focalizziamo adesso su alcuni investimenti che richiamano in maniera più esplicita l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Si tratta delle misure riguardanti la <a href="https://openpnrr.it/misure/202/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">creazione di imprese femminili</a> e del <a href="https://openpnrr.it/misure/203/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema per la certificazione della parità di genere</a>. </p>
<p>La misura per l’imprenditoria femminile dispone complessivamente di <strong>400 milioni di euro</strong> e punta a sostenere la <strong>nascita e il consolidamento di aziende guidate da donne</strong> attraverso diversi strumenti agevolativi, tra cui il <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-impresa-femminile" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo impresa femminile</a>, <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/misure-per-l-autoimprenditorialita-nuove-imprese-a-tasso-zero" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuove imprese a tasso zero</a> e <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/sostegno-alle-startup-innovative-smart-start-italia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smart&amp;Start</a>. Oltre ai contributi economici sono previste anche attività di accompagnamento, mentoring e supporto tecnico-gestionale.</p>
<p>Nel corso dell’attuazione il governo è intervenuto più volte sulla ripartizione delle risorse, aumentando progressivamente i fondi destinati al Fondo impresa femminile e riducendo invece quelli assegnati a Smart&amp;Start e alle misure di accompagnamento. Gli sportelli gestiti da Invitalia sono stati aperti tra maggio e giugno 2022 e hanno raccolto <strong>oltre 13mila domande</strong>. Già a giugno 2023 era stato superato il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/931/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> intermedio europeo di 700 imprese sostenute, grazie a <strong>925 provvedimenti di concessione approvati</strong>. Entro giugno si prevede l&#8217;assegnazione del <a href="https://openpnrr.it/scadenze/937/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostegno ad almeno altre 2.400 imprese</a>. Al 31 dicembre 2025, tuttavia, risultava <strong>speso soltanto il 39,7% delle risorse</strong> disponibili.</p>
<p>Accanto a questo investimento troviamo il <strong>sistema di certificazione della parità di genere</strong>, intervento più limitato finanziato con <strong>10 milioni di euro</strong>. L’obiettivo della misura è incentivare le imprese a ridurre i divari di genere in ambiti come opportunità di carriera, differenze salariali, tutela della maternità e conciliazione tra vita privata e lavoro. La certificazione, introdotta con la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 162/2021</a>, consente alle imprese di <strong>accedere a sgravi contributivi e premialità nei bandi pubblici</strong>.</p>
<p>Il sistema è diventato operativo alla fine del 2022 e negli anni successivi il numero di certificazioni è cresciuto rapidamente. Dopo una revisione del target concordata con la Commissione europea, l’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> prevede che almeno 3mila imprese ottengano la certificazione entro giugno 2026, di cui almeno 1.800 Pmi. Secondo la <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr</a>, da giugno 2022 sono state <strong>rilasciate 8.798 certificazioni</strong> da parte dei 61 organismi accreditati.</p>
<p>Considerando insieme i due investimenti, i dati più recenti disponibili – aggiornati al 26 febbraio 2026 – mostrano che sono stati finanziati complessivamente 4.144 progetti su tutto il territorio nazionale. La regione che concentra più risorse è la <strong>Campania</strong> con 57,8 milioni di euro, seguita da <strong>Lazio</strong> (51,9 milioni) e <strong>Lombardia</strong> (44,7 milioni). A queste si aggiungono circa 36,1 milioni destinati a <strong>progetti di rilevanza nazionale</strong> che non è possibile attribuire a un singolo territorio.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Gli investimenti del Pnrr per la creazione di imprese femminili e sistema di certificazione della parità di genere</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308648_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308648_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308648_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308648_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere &#8211; Gli investimenti del Pnrr per la creazione di imprese femminili e sistema di certificazione della parità di genere</a></div>
</p></div>
<div id="chart_308648_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308648_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308648_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308648_tab3"></p>
<p>Alcuni progetti finanziati ricadono nel territorio di più regioni. In questi casi, non essendo possibile una suddivisione puntuale delle risorse assegnate, l&#8217;importo è stato raccolto nella voce &#8220;progetti interregionali&#8221;.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308648">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308648.hide,mobile-share-buttons-308648.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308648.hide,embed-panel-308648.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308648" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere - https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308648.show,mobile-share-buttons-308648.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308648" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308648.show,embed-panel-308648.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308648"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308648" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Dal punto di vista dell’avanzamento finanziario, i progetti risultano mediamente al <strong>39,8%</strong> dei pagamenti completati rispetto alla componente Pnrr. Al netto degli interventi nazionali e interregionali, le regioni più avanti risultano <strong>Umbria</strong> (60,6%), <strong>Veneto</strong> (54,7%) e <strong>Lombardia</strong> (49,5%). Viceversa, i livelli di spesa più bassi si registrano in <strong>Calabria</strong> (26,1%), <strong>Molise</strong> (26,9%) e <strong>Sardegna</strong> (32,2%).</p>
<div id="le-case-della-comunita-finanziate-dal-piano-con-2-miliardi-possono-rappresentare-un-supporto-importante-per-le-donne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le case della comunità come supporto per le donne vittime di violenza</h3>
<p>Tra gli investimenti del Pnrr considerati rilevanti anche dal punto di vista della parità di genere rientrano le <a href="https://openpnrr.it/misure/225/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">case della comunità</a>, strutture territoriali pensate per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità. L’obiettivo è creare punti di accesso integrati ai servizi sanitari e sociosanitari, con équipe multidisciplinari composte da medici di base, pediatri, specialisti, infermieri e assistenti sociali. Tra i servizi offerti da queste strutture possono anche esserci <strong>consultori per donne</strong> e attività a favore di minori vittime di violenza.</p>
<p>Questo tipo di interventi è finanziato dal Pnrr con <strong>2 miliardi di euro</strong>. Purtroppo la missione 6 del piano, riguardante la salute, è stata una di quelle che ha incontrato le maggiori difficoltà di attuazione e anche la misura in questione non fa eccezione. Inizialmente infatti il target prevedeva la realizzazione di 1.350 nuove case della comunità su tutto il territorio nazionale. In seguito alle varie revisioni del piano tuttavia il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/1057/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> finale prevede adesso, a parità di importo, <strong>1.038 Cdc</strong>. La revisione è stata motivata soprattutto dall’<strong>aumento dei costi</strong> di realizzazione e dai ritardi accumulati nella fase iniziale del piano, legati alla <strong>complessità delle procedure amministrative</strong>, alle <strong>difficoltà di progettazione e al coordinamento tra amministrazioni</strong> centrali, regioni e aziende sanitarie locali.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-312 </span>le case di comunità in meno finanziate dal Pnrr in seguito alle varie revisioni.</p>
</section>
<p>Guardando ai progetti finanziati attualmente, la quota più elevata di risorse è assegnata alla <strong>Lombardia</strong> (277 milioni di euro). Seguono <strong>Campania</strong> (249,7 milioni), <strong>Sicilia</strong> (217 milioni) e <strong>Puglia</strong> (177,2 milioni). Per quanto riguarda lo stato di avanzamento finanziario, le regioni più avanti sono <strong>Valle d’Aosta</strong> (72,2% dei pagamenti effettuati), <strong>Liguria</strong> (71,3%) e <strong>Lombardia</strong> (62,2%). Viceversa, a febbraio 2026 diverse regioni risultavano ancora sotto il 40% della spesa prevista. Tra queste <strong>Sardegna</strong> (17,9%), <strong>Puglia</strong> (25,6%), <strong>Calabria</strong> (27,7%), <strong>Campania</strong> (32,3%), <strong>Lazio</strong> (32,68%) e <strong>Sicilia</strong> (35,4%).</p>
<p>Secondo la già citata relazione del governo, al monitoraggio del 19 dicembre 2025 risultavano avviati cantieri o forniture per 1.327 interventi. Un numero formalmente superiore al target concordato con l’Unione europea. Tuttavia, <strong>le strutture effettivamente concluse erano soltanto 258, mentre quelle collaudate si fermavano a 120</strong>. Una situazione che conferma come la fase realizzativa continui a presentare criticità significative.</p>
<p>Con specifico riferimento alle case della comunità già operative e che ospitano consultori al proprio interno è l&#8217;<a href="https://www.agenas.gov.it/images/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_080426.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali</a> a fornire dati molto interessanti. Al 31 dicembre 2025 risultavano <strong>781 case della comunità con almeno un servizio attivo dichiarato da regioni e Asl</strong>, comprese le sedi provvisorie operative. Da tenere presente che l&#8217;analisi di Agenas tiene conto anche delle Cdc non finanziate direttamente dal Pnrr. La concentrazione maggiore si registra in <strong>Lombardia</strong> con 150 strutture, seguita da <strong>Emilia-Romagna</strong> (143) e <strong>Lazio</strong> (96). All’opposto, in <strong>Basilicata</strong> e nella <strong>provincia autonoma di Bolzano</strong> non sono presenti questi servizi. Abruzzo, Calabria e Molise ne contano appena 2 ciascuna.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/">Attivate 781 case della comunità con servizi rivolti alle vittime di violenza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/">Numero di case della comunità attive che offrono anche servizi consultoriali e attività rivolte ai minori</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_308650_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308650_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_308650_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308650_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/">Attivate 781 case della comunità con servizi rivolti alle vittime di violenza &#8211; Numero di case della comunità attive che offrono anche servizi consultoriali e attività rivolte ai minori</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.agenas.gov.it/images/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_080426.pdf" target="_blank" rel="noopener">Agenas</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Aprile 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-308650">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308650.hide,mobile-share-buttons-308650.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308650.hide,embed-panel-308650.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-308650" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Attivate 781 case della comunità con servizi rivolti alle vittime di violenza"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Attivate 781 case della comunità con servizi rivolti alle vittime di violenza"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Attivate 781 case della comunità con servizi rivolti alle vittime di violenza - https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308650.show,mobile-share-buttons-308650.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-308650" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308650.show,embed-panel-308650.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-308650"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308650" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Si tratta di un aspetto spesso poco considerato nel dibattito sul Pnrr, ma che mostra come alcune infrastrutture territoriali finanziate dal piano possano produrre effetti rilevanti anche sul fronte dell’assistenza sanitaria e sociale dedicata alle donne. Soprattutto nei territori dove i servizi di prossimità risultano più carenti.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.magnific.com/free-photo/elegant-old-woman-sitting-studio-sew-cloth_9345142.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=6&amp;uuid=1c6177e1-828a-410e-8f67-9a78a148218e&amp;query=fabbrica+donne" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prostooleh</a> (<a href="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/">Le misure del Pnrr per la parità di genere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
