È online la versione aggiornata di OpenPNRR #OpenPNRR

Sulla nostra piattaforma per il monitoraggio indipendente sono state aggiornate al 26 febbraio le informazioni su misure, progetti, territori, stati di avanzamento e molto altro. Purtroppo i dati disponibili non coincidono con le dichiarazioni del governo.

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È online la versione aggiornata della piattaforma OpenPNRR, lo strumento con cui dal 2022 mettiamo a disposizione di addetti ai lavori e cittadini interessati informazioni sul piano nazionale di ripresa e resilienza. Con questo aggiornamento proseguiamo l’attività di monitoraggio su uno dei principali programmi di investimento pubblico degli ultimi anni. Dalle riforme agli investimenti, dai soggetti coinvolti ai territori interessati dagli interventi finanziati fino al loro stato di avanzamento, sono molti i dati che è possibile consultare sulla piattaforma alla quale, a oggi, sono iscritte oltre 27mila tra persone e organizzazioni che hanno la possibilità di monitorare i progetti in modo personalizzato.

Anche stavolta tuttavia, come già evidenziato in passato, permangono criticità rilevanti che limitano la possibilità di effettuare analisi sullo stato dell’arte complessivo del piano proprio in una fase decisiva della sua attuazione, a pochi mesi dalla scadenza del 30 giugno.

La lacuna principale riguarda il numero complessivo dei progetti. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare infatti, questo dato rispetto alla precedente versione diminuisce invece di aumentare: si passa da 306.345 a 280.767 opere che è possibile monitorare nel dettaglio. Un valore peraltro che risulta in evidente contrasto con quanto riportato recentemente dall’esecutivo che ha parlato di oltre 650mila progetti finanziati.

-25.578 il numero di progetti Pnrr in meno rispetto al precedente aggiornamento dati pubblicato dalle istituzioni preposte.

Questa discrepanza è parzialmente spiegabile con il fatto che non sono più disponibili i dati relativi agli interventi del Superbonus finanziati dal Pnrr. Si tratta di una lacuna particolarmente rilevante, soprattutto alla luce del dibattito pubblico e delle polemiche che hanno recentemente riguardato questa misura. A novembre erano censiti 60.726 interventi per un valore complessivo di 13,7 miliardi. Già in precedenza non erano disponibili informazioni sui pagamenti, ma almeno era possibile analizzare la distribuzione territoriale di questi investimenti. Con il nuovo rilascio questo non risulta possibile.

A questa mancanza si aggiunge quella relativa a un altro investimento molto consistente del piano. Vale a dire Transizione 4.0. Anche per questo investimento non abbiamo a disposizione dati di dettaglio sugli interventi finanziati. Lacuna ancora più significativa se si considera che questa misura è stata ulteriormente rafforzata fino a raggiungere un valore complessivo di 18,1 miliardi. Si tratta di carenze che incidono profondamente sulla capacità di restituire un quadro fedele dello stato di attuazione del piano.

Da notare infine che la data di osservazione dei dati risale al 26 febbraio. Questo significa che il rilascio non può tenere conto della settima revisione del Pnrr, approvata definitivamente alla fine di marzo. Di conseguenza, il monitoraggio risulta inevitabilmente parziale. Ancora una volta quindi rileviamo significativi problemi di trasparenza per quanto riguarda la possibilità di monitorare il piano.

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Le misure modificate

Nonostante questi limiti, l’aggiornamento consente comunque di osservare alcune dinamiche rilevanti. In particolare il fatto che alcune misure sono state eliminate, altre aggiunte mentre per altre ancora c’è stata una revisione del quadro finanziario.

Le misure totalmente eliminate sono 7 per un importo complessivo di circa 1,5 miliardi. Quelle più significative da un punto di vista degli importi stanziati sono i progetti “faro” per l’economia circolare (600 milioni) e due misure legate allo sviluppo dell’idrogeno come fonte energetica. Parliamo in particolare dell’utilizzo di questa fonte nei settori hard to abate e nel trasporto stradale

Da notare che 4 investimenti legati alle infrastrutture ferroviarie sono stati accorpati in un’unica nuova misura dell’importo totale di circa 6,6 miliardi. Al netto di questa ricollocazione, le misure create ex novo sono in totale 9 di cui 8 investimenti e una riforma.

9,1 mld € le risorse del Pnrr distribuite tra le misure del piano di nuova introduzione.

L’investimento più significativo riguarda Transizione 4.0 misura già presente nel piano ma rafforzata con fondi aggiuntivi per 4,7 miliardi. Troviamo poi il regime di sovvenzioni per le infrastrutture idriche (1 miliardi) e il dispositivo per il parco agrisolare (789 milioni). Queste ultime due misure sono state trasformate in facility, vale a dire strumenti finanziari. Si tratta di una soluzione suggerita dalla Commissione europea al fine di non perdere le risorse. In questo modo infatti entro il 30 giugno è sufficiente istituire il fondo, mentre i progetti potranno essere conclusi anche successivamente. Percorso simile anche per quanto riguarda il fondo nazionale per la connettività (733 milioni) e gli alloggi per gli studenti (599milioni).

Troviamo poi altre misure che erano già presenti ma che hanno subito variazioni più o meno significative con riferimento alla dotazione finanziaria. Le misure maggiormente potenziate sono quelle riguardanti la competitività e resilienza delle catene di approvvigionamento (+2,7 miliardi), il fondo rotativo per i contratti di filiera (+2 miliardi) e la riforma per aumentare l’efficienza del settore ferroviario in Italia (+1,2 miliardi). Le misure che hanno visto il maggiore definanziamento invece sono quella riguardante le comunità energetiche (-1,4 miliardi), l’investimento su tecnologie a zero emissioni nette (-2,3 miliardi) e Transizione 5.0 (-3,8 miliardi).

Nel grafico sono rappresentate solamente le misure per cui la variazione dell’importo finanziario è superiore ai 100 milioni di euro. Complessivamente le riforme e gli investimenti con variazioni di importo sono 46 (il 15% circa del totale).

FONTE: elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR
(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)

Quest’ultima misura in particolare è stata al centro di forti polemiche nelle ultime settimane. Inizialmente infatti sembrava che i requisiti e le modalità per chiedere i sussidi fossero troppo complessi e poco appetibili per le imprese. Ciò aveva portato il governo a optare per un definanziamento della misura. Si è poi scoperto però che le risorse rimanenti non erano sufficienti a sostenere tutte le imprese che avevano fatto richiesta. Di fronte alle recriminazioni delle associazioni di categoria l’esecutivo si è visto costretto a una parziale marcia indietro stanziando risorse aggiuntive da altre fonti di finanziamento.

Tra gli altri definanziamenti degni di nota possiamo osservare il taglio di oltre 500 milioni al piano Italia a 1 giga, di cui ci eravamo occupati in un precedente report e parzialmente confluito nel già citato nuovo fondo per la connettività.

I dati sui progetti

Come già evidenziato, il numero complessivo dei progetti disponibili è diminuito. Entrando nel dettaglio, si osserva però una dinamica interna significativa: sono stati aggiunti 37.660 nuovi interventi, mentre 63.238 non risultano più presenti nel dataset. Questi ultimi rappresentavano un valore complessivo di 15,9 miliardi di fondi Pnrr. Il principale fattore alla base di questa riduzione è, come detto, la scomparsa dei dati relativi al Superbonus.

Tra le novità dell’aggiornamento c’è anche l’introduzione di un nuovo campo relativo allo stato di avanzamento dei lavori. Sulla base di queste nuove informazioni, emerge che – per i progetti di cui sono disponibili i dati – 96.430 risultano conclusi, mentre 184.276 sono ancora in corso.

65,6% i progetti del Pnrr che risultano ancora in corso sulla base dei dati disponibili (febbraio 2026).

Da ribadire ancora una volta che i numeri divergono sensibilmente da quelli comunicati dal governo.

I numeri ufficiali del Piano dell’Italia sono eloquenti: 416 obiettivi raggiunti, 166 miliardi di euro assicurati all’Italia, 655.677 progetti finanziati, oltre 541 mila interventi conclusi e circa 100.000 in fase di esecuzione o completamento.

Il Pnrr nei territori

Grazie al nuovo aggiornamento è possibile anche capire un po’ di più quale sia l’impatto del Pnrr nei diversi territori e il relativo stato di avanzamento. A livello numerico, la regione che ne ospita la maggior quantità sul proprio territorio è la Lombardia (38.543). Seguono Campania (26.264), Sicilia (24.921) e Piemonte (23.761). Per quanto riguarda invece le risorse assegnate a progetti localizzabili in specifici territori, ai primi posti troviamo sempre Lombardia e Campania rispettivamente con 19,5 e 17,5 miliardi. La terza regione che accoglie progetti con la maggior quantità di risorse Pnrr è invece il Veneto con 14,4 miliardi.

Un buon modo per valutare quale sia lo stato dell’arte nelle diverse aree del paese è valutare la quota di pagamenti già effettuati rispetto al valore totale di progetti in corso. Come noto infatti, i soggetti attuatori effettuano le erogazioni alle imprese incaricate solo in seguito alla presentazione del documento che certifica lo stato di avanzamento dei lavori. Da questo punto di vista possiamo osservare che la regione più avanti è proprio il Veneto con il 47% di pagamenti già effettuati. Seguono Friuli-Venezia Giulia (40%) ed Emilia-Romagna (38%).

Dall’analisi sono stati esclusi i progetti di rilevanza nazionale, vale a dire quelle opere che non è possibile localizzare in un singolo territorio. Ci sono invece alcuni interventi che coprono più regioni. In questo caso, non essendo possibile fare una divisione puntuale dell’impatto nelle diverse aree, i progetti di questo tipo sono stati conteggiati interamente in ogni regione interessata.

FONTE: elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR
(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)

A febbraio 2026 quindi nessuna regione aveva ancora raggiunto la soglia psicologica del 50% di pagamenti, almeno in base ai dati disponibili. La maggior parte dei territori si colloca a un livello compreso tra il 30 e il 38%. Le regioni più indietro invece sono Valle d’Aosta (19%), Sicilia (22%), Calabria (25%) e Campania (26%). 

Il nostro osservatorio sul Pnrr

Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: Marco Waldner

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