Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari #conibambini

I posti in asili nido e servizi prima infanzia in Italia sono saliti a 31,6 ogni 100 bambini, secondo gli ultimi dati. A poco più di un punto dal target del 33%, stabilito in sede Ue e integrato nelle norme nazionali, ma le distanze tra territori sono ancora molto ampie.

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Cresce l’offerta di posti in asili nido pubblici in Italia. Secondo l’ultima rilevazione (relativa all’anno educativo 2023/24), infatti, sono 31,6 i posti ogni 100 bambini sotto i 3 anni. In avvicinamento al 33% stabilito nel 2002 dal consiglio europeo di Barcellona come obiettivo Ue e successivamente integrato nella normativa nazionale.

Lo Stato promuove (…) il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l’obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale

Manca quindi poco più di un punto all’obiettivo del 33%, stabilito in sede europea nei primi anni 2000 e integrato nella normativa nazionale dal decreto legislativo 65/2017. Tuttavia resta ancora lontano il target da raggiungere previsto dalle istituzioni europee per il 2030. Durante la pandemia, nell’ottica di potenziare l’educazione pre-scolare, le istituzioni europee hanno infatti stabilito una nuova raccomandazione per arrivare al 45% (commisurata rispetto alla situazione di partenza del paese).

Si raccomanda agli Stati membri di fornire servizi (…) provvedendo a che entro il 2030 almeno il 45% dei bambini di età inferiore ai tre anni partecipi all’ECEC [Early childhood education and care, ndr]

Negli anni l’offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia è aumentata progressivamente. Ancora nel 2021 i posti disponibili, nell’offerta pubblica e privata, erano 28 ogni 100 bambini. La quota è cresciuta a 30 nell’anno successivo e al 31,6 attuale.

FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)

In termini assoluti, nel 2023 si sono raggiunti 378.496 posti autorizzati nei servizi per la prima infanzia. Oltre dodicimila posti in più dell’anno precedente, con un aumento del 3,4%.

Sul rapporto posti-minori incide quindi sia la crescita dei primi, al numeratore, ma purtroppo anche il drastico calo dei secondi. Da alcuni anni, come abbiamo avuto modo di raccontare, ogni anno segna un nuovo record minimo storico in termini di nascite.

Nel 2023, anno di riferimento dei dati, sono stati 379.890 i nuovi nati in Italia. In calo rispetto ai 400mila del 2021. Il dato consolidato per il 2024 parla di 369.944 nascite. Molto lontani dal picco più recente, raggiunto nel 2008 (576.659).

Da allora, complici fattori socio-economici e demografici (la struttura della popolazione in età fertile), il calo di nascite è stato costante, anno per anno. Contribuendo di fatto al miglioramento dell’indicatore.

Il confronto tra le regioni

Un dato incoraggiante è che salgono a 13 le regioni al di sopra del target del 33%. Erano 11 nel 2022, 6 nel 2021. Un aumento complessivo che riguarda anche gli ultimi posti della classifica, come Campania e Sicilia che superano per la prima volta quota 15%.

Tuttavia, già a un livello regionale si nota come – pur nel miglioramento complessivo – restino ampie le distanze interne. Con alcune aree del paese che hanno già raggiunto, o stanno per raggiungere, il nuovo target del 45%. E altre ben lontane da questa soglia.

FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)

Guida la classifica l’Umbria, con quasi un posto ogni 2 minori (48,4%). Sopra la soglia del 40% anche Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Toscana e Friuli-Venezia Giulia; poco sotto Lazio, Sardegna e Lombardia.

È rilevante osservare come, pur negli incrementi degli ultimi anni, nelle ultime posizioni restino tutte importanti regioni del mezzogiorno, come Campania (15,4%), Sicilia (15,5%) e Calabria (17,2%). Segno di un divario strutturale che permane, ancora più visibile sui singoli territori.

L’offerta di asili nido e servizi prima infanzia sul territorio

In precedenti approfondimenti dell’osservatorio abbiamo evidenziato come l’offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia nel nostro Paese sia attraversata da due principali fratture.

La prima, chiaramente visibile già a livello regionale, riguarda il divario tra centro-nord e mezzogiorno. La seconda, che emerge solo analizzando i dati almeno su scala comunale, è quella che separa le grandi città dalle aree interne.

Nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, si registrano quasi 40 posti ogni 100 bambini con meno di 3 anni (38,7%). La quota scende di circa dieci punti (29% circa) in comuni di cintura, gli hinterland delle città principali. Nelle aree interne scende ulteriormente, con una media di circa 24,5 posti per 100 minori.

FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)

Con differenze anche rispetto al tipo di comune di area interna. I comuni intermedi, situati a quasi mezz’ora dalla città polo più vicina, vedono un’offerta di 24,9 posti per 100 minori. La quota scende al 24,5% nei comuni periferici e al 20,4% in quelli ultraperiferici, a oltre un’ora dai poli.

Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell'offerta educativa risulta spesso compromessa. Vai a “Che cosa sono le aree interne”

Divari si registrano però anche tra le città. Prendendo in considerazione i capoluoghi, la quota supera i 60 posti ogni 100 bambini a Nuoro, Sassari, Siena e Ferrara e Carbonia. Sono 25 i capoluoghi di provincia dove l’offerta raggiunge o supera i 50 posti ogni 100 bambini; con l’eccezione dei 3 comuni sardi appena citati, si trovano tutti nel centro-nord del paese.

Al contrario, si trovano tutte nel mezzogiorno le 6 città capoluogo con meno di 15 posti ogni 100 bambini, come Barletta, Messina, Isernia, Ragusa, Andria e Catania.

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I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: pexels

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