Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School Dai laboratori
Tre classi di scuole di Teramo, Pompei e L’Aquila hanno raccolto e raccontato dati rispetto al tempo libero e al benessere extra-scolastico. Sono i risultati del laboratorio di citizen science, uno degli ambiti di lavoro in Cosmic School.
mercoledì 6 Maggio 2026 | Povertà educativa

L’obiettivo dei laboratori di citizen science è indagare, attraverso i dati, una tematica di interesse pubblico. In questo senso, non c’è ambito più interessante per gli studenti e le studentesse che quello sulle attività nel tempo libero.
Il tempo libero è spesso percepito come limitato dagli impegni scolastici, dalla scarsità di strutture pubbliche per lo svago e da fattori come la sedentarietà e l’uso eccessivo di social e dispositivi. Ma invece è fondamentale per la socialità, per la crescita personale e per il benessere psico-fisico individuale.
Il diritto al gioco per i bambini e le bambine, e al tempo libero per gli adolescenti, è garantito persino dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, firmata nel 1989.
Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.
Capire attraverso la citizen science
Tre classi di Cosmic School hanno affrontato questo tema da altrettante prospettive.
La 4ALSA dell’istituto Amedeo d’Aosta dell’Aquila ha svolto un’indagine di natura esplorativa, partendo dall’assunto che la vita sociale dei giovani è in continuo cambiamento e proponendosi quindi di “capire quali luoghi possano offrire alla nostra generazione un vero senso di benessere e libertà”.
Le classi che hanno lavorato al tema si trovano in scuole di L’Aquila, Teramo e Pompei.
La 4D del liceo di scienze applicate Einstein di Teramo ha invece scelto un approccio più critico, evidenziando che studio, tempo libero e dispositivi digitali creano un “equilibrio fragile”, che per funzionare dovrebbe essere dinamico.
Infine, la 5AS del liceo scientifico Pascal di Pompei si è chiesta se il tempo libero sia davvero trattato come un diritto oppure se non sia nient’altro che un “miraggio” per gli studenti sovraccarichi di lavoro.
Le tre classi hanno condotto un sondaggio tra i propri compagni di scuola per comprendere meglio il fenomeno, mentre alunni e alunne del d’Aosta hanno integrato con una mappa dei principali luoghi di aggregazione del proprio comune.
Cosmic School, la mappa dei luoghi di aggregazione dell’Aquila
La mappatura di alcuni luoghi di aggregazione del Comune dell’Aquila secondo il lavoro della 4ALSA dell’IIS “Amedeo d’Aosta”
La mappa è stata realizzata da studenti e studentesse del 4ALSA dell’IIC “Amedeo d’Aosta” dell’Aquila, nell’ambito del laboratorio di citizen science del progetto Cosmic School. L’istituto è una delle 13 scuole italiane interessate dal progetto. I dati sono stati raccolti attraverso un monitoraggio delle aree sul campo e su fonti aperte sul web. È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dall’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.
FONTE: elaborazione della 4ALSA dell’IIS “Amedeo d’Aosta” dell’Aquila, su dati del laboratorio di progetto Cosmic School
I testi delle classi hanno colto a pieno lo spirito dell’indagine e l’importanza di mappare il benessere studentesco e il tempo libero: “In un mondo che cambia continuamente e rapidamente, la vera sfida è continuare a creare e curare questi spazi, perché sono fondamentali per il benessere e lo sviluppo personale di ogni ragazzo”, si legge in uno degli elaborati.
La classe dell’Einstein, che si è concentrata sul delicato equilibrio tra studio, tempo libero e tecnologie, evidenzia come le tecnologie possano essere d’aiuto ai ragazzi, per gestire il proprio tempo in modo meno dispersivo. Tra i vari aspetti d’interesse emersi, infatti, è stato rilevato che chi usa strumenti digitali per pianificare lo studio ha una minore percezione dello stress.
Al contempo, il tempo libero, importante valvola di sfogo, può diventare una trappola se dominato dalla dimensione digitale, che non rigenera realmente e funge soltanto da “distrattore”. Un terzo del loro campione di intervistati si dichiara “molto” dipendente dai dispositivi digitali e nessuno si considera immune.
L’analisi dei dati può essere occasione di riflessione sulla propria condizione.
Nell’indagine della classe del Pascal emerge soprattutto il peso degli impegni scolastici, con oltre la metà degli intervistati che considera la propria giornata scolastica molto faticosa e sente il bisogno di una pausa. Tre quarti degli studenti, poi, dichiarano di avere poco tempo libero nel pomeriggio. Il risultato è che, anche se molti praticano sport e altre attività, oltre il 40% ritiene di non riuscire (o di riuscire con difficoltà) a bilanciare il tempo libero con lo studio.
Un equilibrio fragile, insomma, che richiede pianificazione, costanza e serietà ma anche un alleggerimento del carico di studio. Come rileva la 5AS del Pompei, in una riflessione più soggettiva: “La gestione del tempo è la sfida principale per la maggior parte di noi: tra le lezioni pomeridiane che terminano alle 18 e le lunghe ore passate a casa per preparare interrogazioni e compiti, il tempo per gli sport e le passioni personali è ridotto al minimo. È complesso mantenere i propri impegni extra-scolastici quando la giornata sembra non finire mai”.
5% degli studenti e studentesse intervistati dalla classe del Pascal riesce a “conciliare molto” studio e passioni nel tempo libero.
“Il nostro sondaggio non è stato solo una raccolta di numeri, ma un modo per dare voce a una condizione comune. I dati parlano chiaro: esiste un forte squilibrio tra doveri scolastici e benessere personale”, concludono i ragazzi e le ragazze della scuola campana. Una presa di posizione rafforzata dal racconto attraverso i dati, l’obiettivo ultimo del laboratorio di citizen science.
Foto: Rémi Jacquaint (licenza)





