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Nel nostro paese il fenomeno della povertà educativa colpisce in particolare il Mezzogiorno.

La povertà educativa colpisce meno l’Abruzzo rispetto al sud Italia.

Nonostante sia questa la macro area in cui Istat colloca l’Abruzzo, la regione si distingue su diversi indicatori. Rispetto alle regioni del sud, ad esempio, ha il minor tasso di abbandono scolastico, una percentuale più bassa di famiglie in disagio economico e un calo della popolazione minorile più limitato.

Anche rispetto alle medie nazionali, la regione risulta più spesso in una situazione meno grave di quella del paese nella sua totalità, riguardo molti degli indicatori della povertà educativa. In Abruzzo c’è una più bassa percentuale di famiglie in disagio economico e meno giovani che abbandonano gli studi prima del diploma. L’offerta di musei in proporzione alla popolazione minorile è maggiore, così come la presenza di edifici scolastici a progettazione antisismica, in una zona ad alto rischio terremoti.

Al contrario, la regione presenta un risultato peggiore per quanto riguarda il calo demografico, superiore alla media nazionale, e l’offerta di asili nido, inferiore in Abruzzo rispetto al dato italiano.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat, Svimez, Miur
(ultimo aggiornamento: lunedì 9 Dicembre 2019)

 

Nei capitoli a seguire, abbiamo considerato il modo in cui questi vari indicatori incidono, non solo nella regione ma all'interno del territorio, provincia per provincia e comune per comune. Evidenziando casi in cui alcuni fenomeni si aggravano o, viceversa, registrano dati positivi a livello locale rispetto alle medie regionali.

 

Foto credit: Unsplash Jens Johnsson - Licenza

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