Ancora troppi gli studenti con competenze alfabetiche insufficienti #conibambini

I dati indicano che gli studenti italiani sono agli ultimi posti in Europa per capacità di leggere e comprendere un testo. All’interno del paese però ci sono delle significative differenze.

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In un mondo sempre più digitale, interconnesso e in rapida evoluzione, la capacità di leggere e interpretare un testo diventa un parametro fondamentale per valutare lo stato di salute di una comunità, specie dei suoi giovani. Le principali organizzazioni internazionali reputano, infatti, l’acquisizione e il miglioramento delle competenze alfabetiche come una parte fondamentale per accedere ad un mercato del lavoro sempre più competitivo. Un passaggio fondamentale per raggiungere adeguati standard di vita.

Ogni individuo ha diritto all’istruzione. (…) L’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Un basso grado di alfabetizzazione, infatti, rende più difficile per i giovani inserirsi nella vita civile e lavorativa, con il conseguente rischio di ricadere in situazioni di povertà ed esclusione sociale. Per questo motivo, la promozione dell’alfabetizzazione è parte integrante dei programmi Unesco, dell’Unione europea ed è il quarto obiettivo dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu.

Un alto livello di alfabetizzazione consente l’accesso a professioni qualificate e ben retribuite, migliorando le condizioni di vita.

Ma com’è la situazione in Italia? Secondo il rapporto Ocse-Pisa 2018, gli studenti italiani si collocano agli ultimi posti in Europa per capacità di leggere ed interpretare un testo scritto. All’interno del paese ci sono però delle significative differenze, in particolare si nota una spaccatura tra il nord, dove si raggiungono risultati più spesso in linea con la media Ue, e il mezzogiorno, che resta ancora indietro. Tuttavia, anche all’interno di una singola regione si possono registrare delle significative differenze. È quindi importante portare l’analisi sul piano locale per capire dove siano le maggiori criticità.

L’Italia nel confronto internazionale

Per le proprie rilevazioni, Ocse-Pisa sottopone ad un campione rappresentativo di studenti quindicenni, iscritti a qualsiasi scuola secondaria di secondo grado, una serie di prove cognitive tra cui una di lettura. Nella rilevazione più recente, risalente al 2018, gli studenti italiani hanno raggiunto un punteggio medio di 476 per capacità di lettura e comprensione di un testo.

Gli studenti italiani sono più bravi nei processi di comprensione (478) e di valutazione e riflessione (482) piuttosto che nell’individuare informazioni (470).

Si tratta di un dato non soddisfacente, poiché inferiore al punteggio medio Ue di 482. Infatti, l’Italia si colloca agli ultimi posti sul piano europeo, al pari di Ungheria e Lituania e superata da tutti gli altri paesi principali. Questo è un elemento che deve preoccupare perché, come detto, un buon livello di competenze alfabetiche rappresenta un elemento fondamentale per accedere al mercato del lavoro e gli studenti italiani rischiano, perciò, di rimanere indietro rispetto ai loro colleghi europei.

Il grafico rappresenta i punteggi medi ottenuti nei test sulla capacità di comprensione di un testo degli studenti europei di 15 anni.
Non sono disponibili dati per la Spagna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Ocse-Pisa
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Aprile 2019)

Il risultato medio dall'Italia corrisponde al livello 2 dei parametri Ocse (equivalente alla fascia compresa tra 407,47 e 480,17 punti), considerato il valore minimo necessario di competenza: i giovani che raggiungono almeno questo risultato iniziano a dimostrare la capacità di utilizzare le loro abilità di lettura per acquisire conoscenze e risolvere una vasta gamma di problemi pratici. Un livello raggiunto da circa il 77% del campione.

Soltanto il 5% degli studenti italiani raggiunge i livelli più elevati di competenza in lettura (5 o 6).

C'è però una parte consistente di studenti, circa il 23%, che non arriva all'obiettivo minimo. I giovani che rientrano nel livello 1 sono definiti da Ocse low performers e presentano spesso difficoltà a confrontarsi con materiale a loro non familiare o di una certa lunghezza e complessità. In base a questo parametro, quello italiano è il dodicesimo peggior risultato a livello europeo. Fanno peggio dell'Italia, tra gli altri, l'Austria (23,6%) e i Paesi Bassi (24,1%). Tra i paesi più virtuosi invece l’Estonia (11%), l’Irlanda (11,8%) e la Finlandia (13,5%).

Il grafico rappresenta la distribuzione percentuale degli studenti di alcuni tra i principali paesi europei in base ai livelli di competenza alfabetica acquisita. La scala si compone di 6 livelli di cui 1 è il più basso (competenze alfabetiche non sufficienti) e 6 il più alto.
Non sono disponibili dati per la Spagna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Ocse-Pisa
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Aprile 2019)

Inoltre, negli ultimi anni, il grado di competenza degli studenti italiani si è ridotto. Un dato che emerge ancora più chiaramente se confrontato con quello dei loro colleghi tedeschi e francesi. Dei tre paesi considerati, la Germania è quella con la performance migliore nel 2018 (498), seguita dalla Francia (493). L'Italia è invece più distanziata.

Il grafico rappresenta l’evoluzione nel tempo delle capacità di lettura e comprensione di un testo degli studenti italiani, tedeschi e francesi in base ai risultati conseguiti nei test Ocse-Pisa.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Ocse-Pisa
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Aprile 2019)

Il nostro paese, che nel 2000 aveva registrato una performance migliore della Germania (rispettivamente 487 e 484), ha visto un peggioramento, culminato con il punteggio medio di 469 del 2006 (-15 punti rispetto al 2000). C'è stato poi un netto recupero nel 2009 e nel 2012 e un nuovo calo nel 2015, fino ad arrivare al 2018 i cui risultati sono tornati ad essere al livello del 2003.

L'Italia non ha ancora raggiunto l'obiettivo Ue di ridurre sotto il 15% gli studenti con competenze di base insufficienti.

Sebbene tutti e tre i paesi abbiano registrato una diminuzione rispetto al 2015, l'Italia accusa un ritardo molto significativo rispetto agli altri due. La Francia ha avuto un andamento parallelo rispetto a quello dell'Italia ma partendo da livelli molto più alti (505 nel 2000, 493 nel 2018). La Germania invece, che nel 2000 aveva ottenuto il risultato peggiore, ha visto una costante crescita fino al 2015. C'è stata poi un'importante flessione nel 2018 che, tuttavia, rimane la performance migliore fra i tre stati.

I divari interni nelle competenze alfabetiche

L'Italia, dunque, si trova in fondo alle classifiche europee per le competenze alfabetiche dei propri studenti. Ma i dati Ocse-Pisa riportano anche che ci sono significative differenze da una regione all'altra. In particolare, l'analisi evidenzia risultati complessivamente peggiori al sud.

Gli studenti del nord e del centro in misura maggiore dei loro coetanei del sud dimostrano di saper risolvere compiti più complessi, mentre le aree del sud si caratterizzano per una presenza maggiore di studenti low performer.

Solo scendendo al di sotto dei dati nazionali è possibile comprendere al meglio le differenze interne che caratterizzano il nostro paese. Però i dati Ocse-Pisa analizzati sinora, essendo pensati per il confronto tra stati, non permettono un approfondimento locale. Per farlo è necessario ricorrere ai dati Invalsi che, in modo simile, valutano le competenze alfabetiche dei quindicenni.

In base a questi dati, possiamo capire come la capacità di uno studente di leggere e comprendere un testo possa variare anche di molto. La Valle d'Aosta raggiunge il risultato più alto con una media di 218 punti. Seguono la Lombardia e la provincia autonoma di Trento con 217 e il Veneto con 216. Con la sola eccezione dell'Abruzzo, tutte le altre regioni meridionali, invece, fanno peggio della media nazionale (204 punti). Gli ultimi posti sono occupati da Sardegna (187), Calabria (189) e Campania (192).

Il grafico rappresenta il punteggio medio ottenuto nelle prove Invlasi di italiano dagli studenti di classe seconda degli istituti secondari di secondo grado.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Aprile 2019)

Questi dati confermano una criticità importante. E cioè il netto divario esistente tra il centro-nord e il meridione. Anche all'interno di una singola regione però possono esserci delle significative differenze, per questo analizzare solo il dato medio non basta. È quindi necessaria una mappatura completa di come varia la diffusione delle competenze sul territorio.

Purtroppo, non sono disponibili i dati per tutti i comuni ma, attraverso le statistiche sperimentali di Istat, possiamo ricostruire il fenomeno almeno per i capoluoghi. In questa elaborazione, il punteggio medio conseguito dagli studenti a livello nazionale è di 200. In poco più della metà delle città censite (52%) si registrano risultati superiori alla media, mentre nel restante 48% si hanno risultati inferiori.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi e Istat (statistiche sperimentali)
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Suddividendo i capoluoghi per macro aree, si conferma come al nord ci sia una netta maggioranza di comuni con risultati superiori alla media nazionale (32 contro 5). Al centro la situazione è più equilibrata con 18 comuni sopra la media e 15 sotto. Al sud invece c'è una significativa maggioranza di comuni i cui studenti non raggiungono livelli soddisfacenti di competenza alfabetica (12 contro 35).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi e Istat (statistiche sperimentali)
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

I dati ci confermano dunque come, all'interno delle singole regioni, vi siano realtà divergenti. Per capirlo meglio, analizziamo i primi 10 capoluoghi per competenza alfabetica. Al primo posto si trova Monza con una media di 215,9 punti, mentre al secondo c'è Treviso con 215,5. Ma è interessante osservare il terzo posto di Lanusei, capoluogo della ex provincia sarda dell'Ogliastra, ora soppressa. Con il punteggio di 215,2, questa città è in controtendenza con il resto del mezzogiorno e della Sardegna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi e Istat (statistiche sperimentali)
(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)

Proprio il caso sardo ci fa conferma, ancora una volta, come le differenze possano essere marcate anche all'interno di una singola regione. A fronte del risultato positivo di Lanusei infatti, si può notare che, tra i dieci capoluoghi italiani con i punteggi medi peggiori per competenze alfabetiche, ben 7 sono in Sardegna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi e Istat (statistiche sperimentali)
(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)

Al primo posto di questa classifica c'è Carbonia (provincia del Sud Sardegna) con 149,6 punti. Seguono Oristano con 156 e Sanluri con 160,9. Gli unici capoluoghi non sardi presenti sono le siciliane Messina e Caltanissetta (rispettivamente quarta e quinta) e la calabrese Cosenza (ottava).

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. Le fonti dei dati sulle competenze sono Invalsi e Istat (statistiche sperimentali).

Foto credit: Unsplash Siora Photography - Licenza

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