Si rinnova la corte costituzionale ed aumenta il numero di donne nel plenum Consulta

Con la conclusione del mandato del presidente Morelli, la corte costituzionale ha proceduto a scegliere il suo successore e la corte di cassazione ha nominato, per la prima volta, una donna giudice della consulta.

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Dopo soli 3 mesi in carica è cessato il mandato del presidente della corte costituzionale Rosario Morelli. Al suo posto Giancarlo Coraggio che, come Morelli, è stato nominato giudice della consulta dalle alte magistrature.

Inoltre una nuova giudice, Maria Rosaria San Giorgio, è entrata a far parte del plenum, portando per la prima volta a 4 il numero di donne presenti nella corte.

Un nuovo presidente per la corte costituzionale

Il 18 dicembre la corte costituzionale si è riunita per eleggere il nuovo presidente. Il voto ha indicato all’unanimità Giancarlo Coraggio che ricoprirà questo incarico fino a gennaio 2022, quando scadrà il suo mandato come giudice costituzionale.

13 i mesi nel corso dei quali Giancarlo Coraggio presterà servizio come presidente della corte costituzionale.

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, tredici mesi da presidente non sono un tempo così breve. Si tratta anzi di un dato leggermente più alto rispetto alla durata media del mandato dei presidenti della consulta, a partire dagli anni ’90. Coraggio non sarà dunque un presidente di transizione, come nel caso del suo predecessore.

Prima di diventare giudice della corte Coraggio era stato brevemente presidente del consiglio di stato. Prima di lui altri due presidenti della corte provenivano dal consiglio di stato, ma nessuno di questi ne era stato presidente.

Complessivamente non sono stati molti i presidenti della corte che devono la propria nomina come giudici della consulta al consiglio di stato (6,8%). Ma d’altronde quest’organo nomina solo 1 dei 15 giudici che compongono il plenum.

La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.

Cinque infatti vengono nominati dal Quirinale e sono anche quelli che più di frequente raggiungono il ruolo di presidente.

40,9% la quota di presidenti della corte costituzionale che sono stati nominati giudici della consulta dal Quirinale.

Altri 5 sono nominati dal parlamento e ancora 5 dalle alte magistrature. Tra questi ultimi tuttavia 3 ricevono il proprio incarico dalla corte di cassazione, 1 dal consiglio di stato e 1 dalla corte dei conti. Che il 6,8% dei presidenti venga dal consiglio di stato è dunque un dato del tutto proporzionato.

Lo stesso invece non si può dire per la corte dei conti che, ad oggi, non ha ancora mai espresso un presidente della consulta.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 18 Dicembre 2020)

Una nuova giudice per la consulta

Con la fine del mandato del presidente Morelli, oltre ad eleggere il suo successore, si è dovuto procedere anche alla nomina di un nuovo giudice.

Maria Rosaria San Giorgio è la prima donna ad essere nominata giudice costituzionale dalle alte magistrature.

Dato che Morelli era stato nominato alla corte dalla cassazione, è toccato sempre a questo organo procedere alla nuova nomina. La scelta è ricaduta su Maria Rosaria San Giorgio, magistrato e già presidente di sezione della corte di cassazione. È la prima volta che la cassazione, e più in generale le alte magistrature, scelgono una donna per ricoprire l'incarico di giudice costituzionale.

Si tratta quindi di una novità molto importante e attesa da molto tempo grazie alla quale, per la prima volta, arriva a 4 il numero di donne all'interno del plenum della corte costituzionale.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 18 Dicembre 2020)

Delle altre 3 giudici, una è stata nominata dal parlamento (Silvana Sciarra) e due dal presidente della repubblica (Daria de Pretis e Emanuela Navarretta).

Tuttavia mentre anche nel caso del parlamento si è trattato di una prima volta, il Quirinale aveva già nominato 3 donne in questo incarico, oltre a quelle attualmente in carica. In effetti, delle ultime 6 nomine fatte dal colle, la metà sono state attribuite a donne.

 

Foto credit: Quirinale

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